Marche

Caso De Rothschild, il mistero dei Sibillini perde uno dei suoi investigatori storici

Caso De Rothschild, il mistero dei Sibillini perde uno dei suoi investigatori storici

diMaurizio Verdenelli

Caso De Rothschild: esce di scena l’investigatore piu’ convinto ed autorevole della pista ‘morte bianca’. Giacomo Battaglia, 77 anni, capitano comandante della Compagnia dei Carabinieri di Camerino dal 1979 all’86 non aveva dubbi non sposando neppure l’apertura a diverse soluzioni con cui il giudice istruttore Alessandro Iacoboni innovativamente aveva chiuso l’inchiesta sulla morte dell’inglese Jeannette Bishop (poi De Rothschild, infine May) e della friulana Gabriella Guerin; sua ex assistente.

Podalla di Fiastra 27.01.1882. Il ritrovamento dei resti di Jeannette May e Gabriella Guerin. (La foto di Carlo Gentili fu pubblicata in esclusiva da ‘Il Messaggero’)

Iacoboni a fine gennaio 1982 dopo il macabro rinvenimento a Podalla di Fiastra aveva assunto per competenza territoriale la titolarita’ dell’inchiesta incaricando Battaglia delle relative indagini. Tuttora aperte come noto, con l’inchiesta bis sulla doppia ipotesi: incidente o duplice omicidio a seguito, appunto di un fallito sequestro. Sulla conclusione di questa seconda inchiesta Giovanni Fabrizio Narbone capo della Procura presso il Tribunale di Macerata non si sbilancia prevedendo in ogni caso la chiusura delle indagini avviate a fine 2024. Al collega Riccardo Bruno (Corriere della Sera) nel novembre di quello stesso anno, l’ex capitano di Camerino nel corso di un’intervista a Roma -dov’e’ deceduto il mese scorso- aveva dichiarato: “Mi creda, nessuna pista strana. Quelle povere donne si sono perse nella neve (dal villino Galloppa dove avevano trovato rifugio dal nevone abbattutosi sui Sibillini quella sera del 29 novembre 1980 ndr)”.

Il professor Franco Venanzi

Di parere opposto Carlo Felice Corsetti, 46 anni fa anch’egli capitano dei Cc, ora generale in congedo, romano, amicissimo fino all’ultimo di Battaglia ma nettamente diviso da lui sulla chiave del ‘Giallo del secolo’. “Mai creduto un momento che siano morte per freddo”. E a proposito del percorso nella neve che avrebbero fatto con abiti e scarpe del tutto inadatti da Jeannette e Gabriella (ipotesi non condivisa anche dal Cai) con l’inviato del ‘Corriere’, Corsetti si era mostrato categorico: “Ma perche’ prendere una direzione ignota invece di tornare indietro? Poi nell’auto abbiamo trovato una sciarpa, c’era freddo, tanyo freddo, perche’ l’hanno lasciata?”.

C’e’ una foto famosa che riproduciamo a fianco: Battaglia (a sx) e Corsetti a Londra il 18 marzo 1983. I due capitani ascoltarono il barone Evelyn De Rothschild da cui Jeannette aveva divorziato dopo 5 anni di matrimonio (nel 1966). Uno dei piu’ influenti consiglieri economici della regina Elisabetta si mostro’ molto collaborativo. Era stato coinvolto, diciamo cosi’, nella vicenda per il fatto che l’ex moglie aveva mantenuto la sua condizione di ex baronessa di una delle piu’ potenti e ricche famiglie  del mondo sul passaporto, per il resto non facendo lei mai menzione di quel suo passato. Tuttavia quel fatto aveva messo in allarme l’ambasciata inglese e la Questura di Macerata -e chi scrive che in un’esclusiva davvero mondiale rivelo’ sul ‘Messaggero’ l’identita’ divorzile di Jeannette Bishop coniugata May. Sull’ipotesi di sequestro di persona aveva dunque indagato recandosi a Firenze dove ha sede l’ambasciata britannica  -ma senza che l’ipotesi avesse trovato conferma- l’allora dirigente della Squadra Politica,  dottor Giorgio Iacobone. L’ex questore cosi pure l’ex cap. Giuseppe Losito (anch’egli nel poule degli investigatori) personalmente credono anch’essi alla ‘morte’ bianca pur “con dubbi” a differenza di Battaglia.

A Londra, dopo i due capitani, si sarebbe recato poi anche il dottor Iacoboni -scomparso qualche anno fa e alla cui memoria e’ intitolata la sala delle udienze del Tribunale di Macerata. 

“Al rientro dalla capitale inglese dopo essere stato anche a Scotland Yard, il magistrato mi rivelo’ che mai nella sua esistenza si era sentito in tanto grave pericolo” mi ha dichiarato il prof. Franco Venanzi genetista molecolare (gia’ ordinario presso l’ateneo di Camerino) che nel 2005 su incarico dei familiari della Guerin aveva estratto il dna dai resti della donna seppellita nella sua Ronchis. Venanzi a proposito della fine di Gabriella e Jeannette si mostra certissimo: “Violenta”.

Torniamo a Battaglia: il capitano si reco’ pure ad Innsbruck e a Zurigo, mentre Corsetti arrivo’ fino in Brasile arrestando un gemmologo risultato poi estraneo al caso. Corsetti da Roma era stato inviato a rinforzare il poule degli investigatori perche’ indagava sul colpo miliardario da Christie’s  legato poi al caso De Rothschild per la quasi contemporaneita’ e per due telegrammi inviati dallo stesso indirizzo a Jeannette e alla Casa d’aste romana. E non risulto’ implicato al ‘Giallo dei Sibillini’ il sequestro di Marcello Molinari liberato il 28 luglio di 45 anni in un casolare di Cingoli cui aveva partecipato lo stesso Giacomo Battaglia. Che dopo prima di Camerino succedendo al cap. Lanfranco Galli aveva diretto le caserme di Sarzana, Alassio, e dopo di La Spezia, Salerno, Messina. A Roma si era distinto in ruoli apicali nella lotta alla droga congedandosi dall’Arma (“di cui sono figlio con un padre generale”) dopo 42 anni, con il grado di generale di divisione. Nel 2018 al 2021 era stato assessore comunale ad Alassio della cui cittadinanza onoraria era stato insignito per l’attivita’ svolta nel periodo del Covid.

Foto di copertina:Londra, 18.03 1983. I capitani CC Giacomo Battaglia (a sx) e Carlo Felice Corsetti inviati dal GI di Camerino, Alessandro Iacoboni

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