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Psycroma numero 6 – mostra personale dell’artista Alessia Zolfo

VEROLI (Frosinone)-Nel lavoro pittorico di Alessia Zolfo, la figura umana emerge come presenza fragile e stratificata, sospesa tra memoria e trasformazione. Queste sono le emozioni che l’artista proporrà a Veroli da Crystal sala d’arte, a partire da sabato 15 fino a domenica 30 agosto 2026, con inaugurazione alle ore 18,00


L’artista Alessia Zolfo, napoletana di origine ed alatrense di adozione, costruisce un linguaggio visivo che intreccia formazione filosofica e sensibilità materica, dando vita a immagini in cui il volto e il corpo diventano luoghi di pensiero.
I suoi ritratti, spesso inscritti in forme regolari, si offrono come apparizioni silenziose: volti senza tempo, attraversati da abrasioni, segni, tracce che evocano una storia mai del tutto decifrabile. Non sono identità definite, ma superfici vive, percorse da una tensione costante tra visibilità e dissolvenza. In queste opere, la pittura si comporta come una pelle, un archivio sensibile sul quale si depositano gesti, cancellazioni, ritorni e momenti di vita.
Nelle composizioni più articolate di Alessia Zolfo, come nei corpi accostati o in quelli rannicchiati, la dimensione relazionale si fa centrale. Le figure sembrano cercare un contatto, una prossimità che è al tempo stesso conforto e distanza.
Attraverso l’uso di carte di recupero, segni grafici e interventi pittorici, l’artista costruisce un linguaggio stratificato che restituisce dignità al fragile e al transitorio. Ne emerge una visione poetica e critica insieme, in cui la pittura si fa complice dello spettatore, invitandolo ad entrare nell’incertezza e a riconoscere la propria vulnerabilità.

Psycroma numero 6 tra colore, identità e memoria

Uno degli aspetti più interessanti diPsycroma numero 6è la possibilità di mettere in relazione il colore con la dimensione psicologica. Il termine richiama infatti immediatamente una contaminazione tra percezione cromatica e mondo interiore, creando una sorta di ponte tra ciò che appare sulla superficie e ciò che appartiene alla sfera più intima dell’individuo.

È un’impostazione coerente con il percorso diAlessia Zolfo, già evidenziato in precedenti mostre personali. Nel 2024, conDi un tempo fragile, l’artista ha presentato a Roma una serie di opere dedicate alla fragilità e alla complessità dell’animo umano, affrontando temi come memoria, identità e vulnerabilità.

Psycroma numero 6

Dal 15 al 30 agosto 2026

arte contemporanea

Location

CRYSTAL
Veroli, Via Casalunga, (FR)

Orario di apertura

18.00

Vernissage

15 Agosto 2026, 18.00

Ufficio stampa

Achille Reali (Crystal – sala d’arte)

Autore

Alessia Zolfo

Allestimento

Crystal – sala d’arteAchilleReali

AlessiaZolfo

Progetto grafico

Achille Reali – Crystal sala d’arte

Produzione organizzazione

Crystal – sala d’arte

Di un tempo fragilediAlessia Zolfopresenta opere pittoriche realizzate dall’artista negli ultimi due anni. È un’esplorazione della fragilità e complessità dell’animo umano. Con uno stile pittorico intenso e intimo, l’artista affronta temi di memoria, identità e vulnerabilità, trasformando il corpo e il volto in simboli universali di esperienze collettive e personali. Le sue opere si soffermano su dettagli che affiorano come frammenti di storie passate, evocando una narrazione visiva che è al tempo stesso profonda e misteriosa.
Attraverso una tavolozza sobria e materica, l’artista ci guida nei meandri dell’emozione e della riflessione, dove il tempo sembra sospeso e il dolore silenzioso si intreccia a una bellezza effimera. Ogni opera invita a soffermarsi, a riscoprire la delicatezza e la forza di ciò che è fragile, e a guardare negli occhi una vulnerabilità che ci accomuna.
Alessia Zolfo, nata a Napoli nel 1984, docente di Arte nella scuola secondaria, si è formata presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, dove ha sviluppato un linguaggio visivo unico che unisce pittura e scultura. La sua opera si distingue per l’uso di materiali poveri – legno, carta e stoffa – dando forma a figure che, come note di un alfabeto antico, raccontano di intimità e storia. Zolfo scolpisce e dipinge corpi e volti come simboli, in un linguaggio che Zani definisceprudente e riservato, lontano da ogni clamore, evocativo di una memoria collettiva e intima.

Veroli Comune della prov. diFrosinone(118,9 km2 con 20.560 ab. nel 2008). Si trova a 570 m s.l.m. su uno sprone degli Ernici, sul quale si arrampicano le strade a forte pendenza (spesso addirittura scale); in alto è il castello di S. Leucio. Industria poligrafica, cartaria, dei fiammiferi e del legno. Sviluppato il turismo. È sede di diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede.

L’anticaVerulae,cittàdegli Ernici, fu federata diRomafino alla guerra sociale: ricevette allora la cittadinanza e fu municipio. Per la sua posizione nel 5° sec. acquistò notevole importanza; occupata dai Goti e liberata dai Bizantini, fu inclusa nel ducato romano. Nel 743 ebbe da papa Zaccaria il titolo di città e da quell’anno è ricordata come sede vescovile. Nel periodo di residenza dei papi adAvignone, il Comune fu in lotta con i conti di Ceccano e con i rettori dellaCampagna, finché, con il ritorno dei papi, non riprese le sue tradizionali relazioni con la Chiesa, che le riconobbe una sua autonomia. Alla fine del 16° sec. la città dovette opporsi al tentativo di un Caetani di rendersene signore. Partecipò ai movimenti repubblicani del 1798.

Veroli Comune della prov. diFrosinone(118,9 km2 con 20.560 ab. nel 2008). Si trova a 570 m s.l.m. su uno sprone degli Ernici, sul quale si arrampicano le strade a forte pendenza (spesso addirittura scale); in alto è il castello di S. Leucio. Industria poligrafica, cartaria, dei fiammiferi e del legno. Sviluppato il turismo. È sede di diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede.

L’anticaVerulae,cittàdegli Ernici, fu federata diRomafino alla guerra sociale: ricevette allora la cittadinanza e fu municipio. Per la sua posizione nel 5° sec. acquistò notevole importanza; occupata dai Goti e liberata dai Bizantini, fu inclusa nel ducato romano. Nel 743 ebbe da papa Zaccaria il titolo di città e da quell’anno è ricordata come sede vescovile. Nel periodo di residenza dei papi adAvignone, il Comune fu in lotta con i conti di Ceccano e con i rettori dellaCampagna, finché, con il ritorno dei papi, non riprese le sue tradizionali relazioni con la Chiesa, che le riconobbe una sua autonomia. Alla fine del 16° sec. la città dovette opporsi al tentativo di un Caetani di rendersene signore. Partecipò ai movimenti repubblicani del 1798.

Veroli, antica città della provincia di Frosinone fu fondata nel primo millennio a.C. dagli Ernici, ramo del numeroso popolo sabino.

Fece parte della Lega Ernica insieme a Ferentino,Alatri e Anagni. Fu alleata di Roma nella lotta contro Equi e Volsci,l’alma Urbs la riconobbe come municipium.  La città, secondo la tradizione, fu cristianizzata da Santa Salome, una delle pie donne del Vangelo, madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni l’Evangelista.

La chiesa a lei dedicata ne conservale la sacre reliquie. E’ ancora la tradizione locale a tramandare la notizia del passaggio di San Benedetto a Veroli, nel 529 d.C. anno della fondazione della chiesa di S. Erasmo.  Nell’VIII secolo Veroli era già sede vescovile ed importante città del “Patrimonium Sancti Petri”.Fu sede del conte della provincia di  Campagna e Marittima; il suo territorio vide il passaggio di papi ed imperatori e fu terreno di scontri e battaglie. Papa Alessandro III(1159-1181) dimorò a Veroli. Nel 1035 venne fondata, da quattro pii ecclesiastici verolani, l’Abbazia di Casamari dove, intorno alla metà del XII secolo venne introdotto l’Ordine Cistercense, tra i più importanti in Europa, fondato da San Roberto, abate di Molesme.Pure l’istituzione comunale vide la luce in questa antica città  in cui è documentata  nel 1134 la prima testimonianza dei consoli nel Lazio meridionale.

Nel corso dei secoli  l’abitato antico si è ampliato  con lo sviluppo di vari rioni; in tutto il paese sono sorte attività artigianali, istituti di cultura ed istituti religiosi. Tra le attività artigianali ricordiamo la lavorazione del rame, del ferro, della ceramica, dei tessuti. Nel 1538 fu fondata dai fratelli Franchi, la prima scuola pubblica di lettere e  retorica. La sensibilità religiosa ha sempre contraddistinto il popolo verolano; ad essa si deve la nascita di molte confraternite che hanno svolto un’importante attività di assistenza spirituale e materiale nel corso dei secoli. Nacquero a Veroli gli umanisti Giovanni Sulpicio, maestro di grammatica latina di Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III e Aonio Paleario che simpatizzò per alcune idee della Riforma protestante. Nel 1600 iniziò la costruzione del Seminario e nel 1773 venne fondata la Biblioteca Giovardiana a beneficio di tutti i cittadini. Le idee riformatrici della Rivoluzione francese si diffusero anche nella nostra cittadina dove fu innalzato l’albero della libertà. Tornata nell’orbita della Chiesa, nel 1870 Veroli entrò  a far parte del Regno d’Italia. Nel periodo di transizione però i nostri monti, a confine tra Regno d’Italia e Stato Pontificio, ospitarono famosi briganti. Dopo l’Unità Veroli riconfermò la sua importanza di città di fede e cultura ancora oggi testimoniata dai numerosi beni storico-artistici in essa conservati.

Testi a cura di Loredana Stirpe e Beatrice Creatro
Guide Turistiche Abilitate “L’Airone”coop.sociale

Alessia Zolfo e la ricerca attraverso Psycroma numero 6

La mostraPsycroma numero 6rappresenta anche un’importante occasione per approfondire la ricerca artistica diAlessia Zolfo, il cui percorso si sviluppa attraverso una continua esplorazione delle possibilità espressive dell’arte contemporanea. InPsycroma numero 6,Alessia Zolfocostruisce un percorso nel quale immagini, materia e percezione dialogano tra loro, invitando il pubblico a osservare le opere non soltanto nella loro dimensione estetica, ma anche come strumenti capaci di suggerire emozioni, pensieri e interpretazioni personali.

AttraversoPsycroma numero 6,Alessia Zolfopropone quindi una riflessione che lascia spazio alla sensibilità individuale del visitatore. Le opere diventano occasioni di confronto e di scoperta, mentre la ricerca diAlessia Zolfosi inserisce in una dimensione contemporanea nella quale l’arte può diventare esperienza, relazione e momento di introspezione.

La mostraPsycroma numero 6permette così di conoscere più da vicino il linguaggio diAlessia Zolfoe di cogliere alcuni degli elementi caratteristici della sua ricerca. Un progetto espositivo che, attraverso il lavoro diAlessia Zolfo, invita il pubblico a fermarsi davanti alle opere, lasciando che siano le immagini e le sensazioni a costruire un dialogo personale con chi osserva.

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