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Roma Municipio XIII – Castel di Guido e  la favola del “Teatro delle Rotoballe”

Roma Municipio XIII – Teatro delle Rotoballe – Avanspettacolo – A Castel di Guido sito a Roma Nord-Ovest della Campagna Romana, è in allestimento la scenografia diPAPEROPOLI, e se avremo anche un Papero ammaestrato basta aspettare perché, sicuramente, si esibirà nel ballo del“QUA-QUA”.

Nel borgo di Castel di Guido questi personaggi da fumetto sembrano esserci tutti, fateci caso, come la truce Banda Bassotti, la patetica ,confusionaria e mediocrissima Minnie, sempre in attesa di convogliare a giuste nozze, il Commissario Basettoni, bonario quanto inefficace detective; non mancano quell’amico di“Lo Zippo Montagna”:“purchè seMAGNA”e, poi, noi tutti  abitanti della Campagna Romana conosciamo i terricoli quanto imbranatissimi e pasticcioni Orazio e Clarabella , ma nonbisogna dimenticare l’orrenda e inquietante presenza di MACCHIA NERA.

Arriverà, poi, Topolino a mettere ORDINE nel caos morale di una società frantumata e divisa che , ahimè, ora è esposta a tutte le mascalzonate . Ma in compenso c’è LUPO “il furbo” che si impadronisce del “Centro Benessere” quello vicino su allo “Smorzo” edile e tutto ciò con l’aiuto del suo scagnozzo Pietro GAMBADILEGNO. E’ questo un “canavaccio” e traccia per una commedia “alla campagnola ” che speriamo di mettere presto in scena al Teatro delle Rotoballe.

E’ molto bello e ben delineato il personaggio del TOPO “antropomorfo”, oppure come direbbe il grande Alberto Sordi “ER SORCIO” che sta sempre dove se magna “AGGRATISSE”.

Avremo modo di approfondire questi personaggi che presto saranno messi in scena al Teatro delle Rotoballe, sempre se ci concederanno il permesso o i permessi ufficiali e NON.

A Topolinia hanno ora tutti paura del Commissario Basettoni . E si perché c’è una indagine , MOLTO APERTA, su chi ha rubato la marmellata. E già, perché  si è scoperto che il barattolo della marmellata è dimezzato. E allora tutto il coro a cantare :

CHI HA RUBATO LA MARMELLATA?

Si stanno scegliendo le tracce musicali per accompagnare e sottolineare le varie scene e personaggi, come ad esempio :IN QUESTO MONDO DI LADRI ecc. Sicuramente ci sarà il coro che intonerà DURANGO di De Andre. In verità c’è chi, molto pragmaticamente alla cinese, suggerisce di inserire anche ATTENTI AL LUPO del sempre grandissimo DALLA.

Ci sarà un assolo , scena in penombra, diMACCHIA NERAche reciterà (lo posso anticipare) un monologo del tipo: <I topi erano soliti lottare per le briciole nel mio cestino dei rifiuti, quando lavoravo da solo fino a tarda notte. Li presi e li tenni in gabbietta. Mi affezionai particolarmente a un topo domestico marrone. Era un piccoletto timido. Toccandolo sul naso con la matita, lo addestrai a correre all’interno di un cerchio nero che avevo tracciato sul mio tavolo.>. Confesso che questo monologo è tratto da “Uomini e Topi” di John Steinbeck, ma come descrive bene il personaggio addestrato a fareIL PUPAZZO. L’idea mi è venuta leggendo la traduzione del 1937 di Cesare Pavese.In questa commedia  della  Campagna Romana ci sono, li evidenzio, personaggi molto truci e cattivi come ad esempio il più pericoloso è Macchia Nera, un criminale che agisce in genere nella città di Topolinia, motivato soprattutto dal desiderio di potere e di gloria. Solitamente “lavora” solo, oppure a capo di una banda i cui componenti non sono personaggi ricorrenti e appaiono soggiogati alla sua persona. A differenza di Gambadilegno, è furbo, sfuggente, ma comunque infido, malvagio, crudele, arrogante e troppo sicuro di sé. Spesso si firma con una macchia d’inchiostro e, essendo un “genio del male” MACCHIA NERA ama utilizzare l’inganno e la manipolazione per raggiungere i suoi scopi, e spesso ha ordito piani per piegare altri personaggi, TUTTI, al proprio volere.

Il Finale è a sorpresa. Arriverà il Vero Commissario a ristabilire l’Ordine a Topolinia ?

Vedremo e speriamo di goderci, c’è tempo, uno spettacolo magnifico al “Teatro delle Rotoballe”.

Franco Leggeri,  Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

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Avviso- presto avremo per le vie del borgo il PERACOTTARO-

Racconta G. Battista Proja, un parroco romano che ha scritto un simpatico libretto di memorie sulla vita quotidiana negli anni della Guerra, che ho agguantato per due spiccioli su una bancarella natalizia:

“Il peracottaro girava con un vecchio triciclo su cui v’era fuoco acceso e sopra dei grandi recipienti con grosse pere che si cuocevano lentamente. Con pochi soldi si acquistava una pera cotta (detta pettorale) ed era un vero conforto contro il freddo.

Un altro venditore ambulante della Roma dei primi anni Quaranta, rimasto vivo nel ricordo dell’autore: “All’ingresso delle scuole v’era l’immancabile ‘gnaccino” che teneva grandi piatti di metallo con pizze di castagnaccio, popolarmente detto ‘gnaccia’. I ragazzi con pochi sodi acquistavano una fetta e la mangiavano calda con tanto piacere. Negli anni successivi le merendine, le patatine fritte, i salatini ed altre cose del genere hanno fatto scomparire il castagnaccio popolare”.

Altre figure esistono ancora oggi, più o meno: il ‘fusaiaro’ (venditore di lupini), il caldarrostaio (che vende le castagne arrostite su un fornello in strada), ecc. ecc.

Poi racconta di alcuni alimenti in grandi barattoli di latta portati dai soldati americani, prodotti sconosciuti in precedenza, come la farina pepata di piselli, la gialla margarina, la rossiccia ovolina, la carne in scatola… “e l’ambito scatolino di ‘nescafè’…”!

Castel di Guido, un borgo tra storia e Campagna Romana

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Castel di Guidoè una storica località dell’Agro Romano, nel territorio di Roma, immersa in un paesaggio rurale caratterizzato da campi, boschi e antichi casali. Il suo nome è legato al castello medievale sorto nell’area, testimonianza di un passato in cui il territorio rappresentava un importante punto di collegamento e presidio lungo le antiche vie che conducevano verso il litorale.

Il borgo conserva ancora oggi un’atmosfera profondamente legata allacampagna romana, lontana dal ritmo della metropoli. Tra gli elementi di maggiore interesse spicca lachiesa medievale dello Spirito  Santo, che rappresenta uno dei luoghi simbolo della comunità locale e custodisce la memoria storica e religiosa del borgo.

Il territorio circostante è caratterizzato da una significativa presenza naturalistica e agricola, con ampie aree verdi che contribuiscono a conservare l’identità dell’anticoAgro Romano.

Castel di Guidorappresenta così un’interessante realtà in cuistoria, natura e tradizione ruraleconvivono a pochi chilometri dal cuore di Roma, offrendo uno scorcio autentico di quella campagna romana che per secoli ha caratterizzato il paesaggio della Capitale.

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