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Trinità dei Monti a Roma: l’antica biblioteca di riapre con una mostra d’arte contemporanea

Roma-Uno degli ambienti storici meno conosciuti del complesso diTrinità dei Monti, aRoma, torna accessibile al pubblico e lo fa attraverso l’arte contemporanea. Dal 19 settembre al 7 novembre 2026, l’Antica Biblioteca dell’ex convento dei Minimi riaprirà dopo un lungo percorso di restauro. A inaugurare questa nuova fase sarà Hypothèse de lecture, mostra collettiva a cura diGaia BobòeTeresa Ranchino, che riunisce circa 40 artisti delle scene italiana e francese, con particolare attenzione alle ricerche emergenti sviluppate tra Roma e Parigi.

L’inaugurazione è prevista per il 18 settembre alle ore 18, mentre dal giorno successivo la biblioteca sarà regolarmente visitabile. L’operazione segna anche l’avvio di un nuovo orientamento culturale di Trinità dei Monti, promosso dalla direttriceMarie-Pierre Dabadie, che intende mettere in relazione il patrimonio storico del complesso con le pratiche artistiche contemporanee.

Una biblioteca senza libri

La storia dello spazio costituisce il punto di partenza dell’intero progetto. Trinità dei Monti è una delle cinque chiese francesi di Roma appartenenti ai Pieux Établissements de la France à Rome et à Lorette e occupa una posizione particolarmente significativa nei rapporti culturali tra Francia e Italia. La chiesa, sulla sommità della scalinata che la collega a piazza di Spagna, costituisce uno dei riferimenti più riconoscibili del paesaggio monumentale romano.

Meno nota è invece l’Antica Biblioteca del convento dei Minimi, costruita nel 1676 e frequentata da illustri intellettuali esponenti della cultura scientifica. Fino alla fine del XVIII secolo custodiva circa 9mila volumi, dispersi nel 1798 durante le vicende rivoluzionarie che interessarono Roma. Della raccolta libraria non resta dunque l’originaria presenza fisica, mentre è sopravvissuto l’ambiente che la conteneva, che conserva tuttora uno dei più monumentali soffitti lignei dipinti della città.

Dal 2003, un lungo intervento condotto anche in collaborazione con i laboratori dei Musei Vaticani ha interessato l’apparato decorativo della biblioteca. La sua apertura al pubblico consente quindi di tornare a leggere anche le tracce di una funzione ormai perduta.

Hypothèse de lecture: ricostruire una biblioteca attraverso l’arte

È proprio l’assenza dei libri a diventare il dispositivo concettuale di Hypothèse de lecture. La mostra ma assume quel vuoto come punto di partenza per una nuova interpretazione dello spazio. L’architetto belgaOlivier Goethalsha progettato per l’occasione una sorta di «Architettura fantasma», ispirata alla struttura di una biblioteca. All’interno di questo dispositivo trovano posto le opere degli artisti invitati, chiamate a confrontarsi con ciò che l’ambiente conserva e, soprattutto, con ciò che non conserva più.

Il titolo Hypothèse de lecture suggerisce quindi una lettura possibile piuttosto che una ricostruzione definitiva. Perdita, dispersione e trasformazione della memoria diventano alcuni degli assi intorno ai quali si articola il progetto, insieme alle relazioni tra parola e immagine, alle pratiche di scrittura e alle influenze letterarie nella produzione contemporanea.

Un altro nucleo riguarda la frammentazione e la possibilità che la distruzione possa generare nuove configurazioni. In questo senso, il riferimento alla “spolia” assume una particolare risonanza a Roma, città nella quale riuso, stratificazione e riscrittura costituiscono elementi strutturali del paesaggio storico. La mostra guarda inoltre alla persistenza dell’immaginario barocco nelle pratiche contemporanee, attraverso metamorfosi della materia e del corpo e la riattivazione di specifici dispositivi visivi.

Il percorso riunisce le opere diAlberte Agerskov, Edoardo Aruta, Charlie Aubry, Alix Boillot, Dario Carratta, Valeria Carrieri, Giulio Catelli, Henri Chetaille, Taisiia Cherkasova, Ginevra Collini, Max Coulon, Giulia Crivellaro, Anna de Castro Barbosa, Federica Di Pietrantonio, Marco Emmanuele, Marco Eusepi, Elisa Florimond, Clédia Fourniau, Pierre Gaignard, Luca Grechi, Carla Gueye, Ruoxi Jin, Charlie Jouan, Amalia Laurent, Giuseppe Lo Cascio, Guglielmo Maggini, Matisse Mesnil, Paul F. Millet, Diego Miguel Mirabella, Pietro Moretti, Alexandre Nitzsche Cysne, Lulù Nuti, Flavio Orlando, Francesca Pionati, Andrea Polichetti, Valentine Prissette, Alexander Raczka, Luca Resta, Théophile Stern e Vaste Programme.

La scelta di costruire il progetto intorno alle scene artistiche italiana e francese risponde anche alla particolare identità di Trinità dei Monti. Hypothèse de lecture rientra infatti nel programma 70 ans d’amitié — 70 anni di gemellaggio, dedicato all’anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi.

Un nuovo programma contemporaneo per Trinità dei Monti

Promossa da Trinità dei Monti con il patrocinio di Roma Capitale, Hypothèse de lecture è sostenuta da CONTEMPORALIS Association Amis Art Contemporain France-Italie e realizzata in partenariato con Carré sur Seine. La riapertura della biblioteca non si esaurirà nella mostra. Il progetto è accompagnato da un programma pubblico di incontri e conferenze sviluppato insieme alla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte, all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e a La Società delle Api.

Trinità dei Monti – Trinità dei Monti

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