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Leao, talento e rimpianti: sette anni dopo Rafa se ne va

Leao, talento e rimpianti: sette anni dopo Rafa se ne va

“Rafa se va! Rafa se ne va!” commentava il telecronista mentre Rafael Leao seminava gli avversari sulla fascia sinistra del campo e puntava l’area di rigore avversaria. Questa volta Rafa se ne è andato veramente e letteralmente. Rafael Leao è da ieri un calciatore della squadra turca del Galatasaray.

Dopo 7 anni si conclude l’esperienza milanista dell’esterno portoghese, acquistato da Paolo Maldini quando aveva 20 anni. Difficile trovare nella storia recente del Milan un calciatore che abbia diviso esattamente in due la tifoseria. Nello stesso tempo (se si esclude Luka Modric al Milan dallo scorso anno), Leao è stato probabilmente il calciatore del Milan più forte negli ultimi dieci anni.

Per molti la vendita di Leao è stata una liberazione vera e propria. Accusato di esagerare nei dribbling o nei colpi di tacco, di non rientrare per difendere, nel “ciondolare” per il campo mentre i suoi compagni si dannavano per coprire tutte le zone del campo, nell’ultima stagione è stato oggetto di contestazione da parte del pubblico e di una valanga di fischi a San Siro nelle ultime uscite.

Altri, contrariamente, ricordano che è stato lui a riportare il Milan ai vertici calcistici dopo anni di assoluto oblio. Molti fanno notare che il suo strapotere fisico ha spesso umiliato difese e difensori di alto livello e spesso cambiato e spaccato le partite da solo.

Come spesso succede, la verità sta nel mezzo. Leao chiude la sua avventura milanista con un bottino di 80 reti e 65 assist. Il numero di reti lo colloca davanti a giocatori importanti del Milan del passato come Virdis, Massaro, Gullit e Weah. Per i suoi detrattori è poco, per gli altri è un rendimento notevole. La sua intesa con Theo Hernandez formerà un  coppia sinistra di grande spessore tecnico e di velocità fuori dal normale. Entrambi però saranno protagonisti di un episodio di ribellione verso l’allenatore Fonseca, che segnerà probabilmente il rapporto con la società Milan in maniera negativa definitivamente.

Alla fine della scorsa stagione (negativa), Leao rilascia delle dichiarazioni improvvide dove fa capire di voler andar via dal Milan e, se possibile, giocare in Premier. La società, che probabilmente voleva comunque vendere Leao, coglie la palla al balzo e lo piazza sul mercato, anche se la sua vendita arriva quasi alla fine del mercato, dove, per una questione di soldi, Leao rifiuta l’Aston Villa e sceglie la Turchia.

Leao e le vittorie del Milan

In una sua dichiarazione, sempre in quel periodo, afferma di aver portato il Milan in alto alcuni anni fa. La dichiarazione suscita un vespaio di critiche da parte di chi già non lo vedeva di buon occhio. Di fatto Leao diceva una cosa che è giusto riconoscergli. Lo scudetto del 2022 appartiene a lui per un terzo. Nella primavera di quell’anno Leao, con le sue fughe sulla sinistra e con gli assist e i gol, porta veramente il Milan alla vittoria finale nello sprint con l’Inter. Non per niente viene nominato miglior calciatore della Serie A in quel campionato.

L’anno dopo il Milan arriva in semifinale anche grazie a Leao, che però salta per infortunio l’incontro con l’Inter che penalizzerà i rossoneri nella sfida stracittadina. Nel 2023 il Milan vince la Supercoppa Italiana in finale con l’Inter, con Leao che entra nel secondo tempo e fornisce l’assist decisivo ad Abraham per la rimonta vittoriosa.

Insomma, Leao ha contribuito notevolmente agli ultimi due trofei dei rossoneri. Quello che probabilmente non gli è stato perdonato è quello che potenzialmente avrebbe potuto fare e diventare. Quello step da buon giocatore a campione non è mai arrivato. Di qui, forse, la rabbia dei suoi detrattori. Un’auto con un motore potente che viaggia a soli 100 km all’ora: in un certo senso è assurdo. Significative le parole di Sarri, esperto allenatore, che, giustificando la sconfitta della Lazio con il Milan in una partita di alcuni anni fa, affermò: “Hanno vinto grazie a uno che va a trenta all’ora”.

Un’immagine che è rimasta nella mente dei tifosi milanisti è riferita al quarto di finale di Champions giocato contro il Napoli, al San Paolo. Sullo zero a zero, Leao prende palla al limite della sua area di rigore, scatta e salta tutti i difensori del Napoli come se fossero birilli per arrivare dentro l’area e passare la palla a Giroud, che facilmente la insacca a rete. Quel gol fu decisivo per il passaggio del turno. Molti tifosi rividero la famosa e imperiosa corsa di Ruud Gullit (facendo le debite proporzioni, naturalmente) il 1° maggio del 1988, che smarcava Van Basten, che segnava. Il Milan vinse a Napoli e conquistò lo scudetto con Arrigo Sacchi alla guida.

Una cosa è certa, comunque la si pensi: in un calcio tattico e spesso statico sarà un peccato non vedere più l’esterno portoghese sfrecciare sulla sinistra e superare gli avversari, galvanizzare i tifosi e farli sperare in un gol o un passaggio decisivo per la partita e la vittoria del Milan

Roberto Guidotti

Albo Giornalistico Marche