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Roma Municipio XIII-Castel di Guido:La morte dei pini del “Viale Torre della Bottaccia”

Roma Municipio XIII-Castel di Guido-Tra l’indifferenza e il silenzio di Autorità e Associazioni  sono morti i pini del Viale Torre della Bottaccia.

Il VialeTorre della Bottaccia., con suoi pini, era uno dei luoghi iconici e più rappresentativi della nostra Campagna Romana .La morte dei pini è stata come una “Tragedia Silenziosa”, la morte tra l’indifferenza , un finale che non ha visto una mobilitazione di Cittadini , non una voce di politici , di tutti i Partiti ,che si sia levata in difesa del paesaggio e della storia del nostro Borgo.

Un finale che sicuramente è un segno che a Castel di Guido il “Bene Comune” non esiste e il perché è che non porta nessun riscontro sia economico e sia in termini elettorali.

Oramai il borgo di Castel di Guido non ha rappresentanti validi nelle Istituzioni, non ha Associazioni disposte a difendere il paesaggio e il patrimonio della Campagna Romana.

Dal Municipio XIII vengono ordinati lavori  come ,ad esempio, lo sfalcio di via di Castel di Guido , ma dal Municipio nessuno controlla “la qualità” del lavoro svolto dalle Ditte incaricate. Oramai c’è bisogno  che qualcuno all’Ufficio della Toponomastica  del Comune di Roma Capitale  cambi il nome di Via di Castel di Guido in via di “Bocca di Rosa”.

Perché? Visto il continuo aumento delle postazioni di esposizione  che mutua nel peggio e nell’orrendo  ilRed Light District(o Rosse Buurt) di Amsterdam. Peccato che via di Castel di Guido, ovvero “Bocca di Rosa” , non abbia i canali navigabili .

Roma Municipio XIII-Castel di Guido:La morte dei pini del “Viale Torre della Bottaccia”

Castel di Guido ovvero la Periferia della Democrazia, qui ai margini dell’immensa storia della Campagna Romana sta nascendo una zona “franca” dove i Cittadini, dimenticati dal Municipio e dal Campidoglio, dovranno iniziare  a pensare di essere un’enclave di una Repubblica del Centro-Africa, ma che,ahimè, devono pagare le tasse a Roma Capitale.

La bellezza, la poesia e la “bioarchitettura” del Viale dei pini nellaCampagna Romana. V.le del sito Archeologico Torre della BOTTACCIA-Brano eFotoreportagetratto dalla Monografia “Torri Segnaletiche-Saracene della Campagna Romana “di Franco Leggeri.

L’ecologia è un concetto che fa parte della coscienza universale, di cui dobbiamo essere ogni giorno sempre più consapevoli. Il grande scienziato della natura epoeta Goetheriassume tale consapevolezza con queste parole:“Nulla si impara a conoscere, se non ciò che si ama, e più forte è l’amore tanto maggiore sarà la conoscenza”.

Imparare a “godere” dello spazio naturale che ci circonda è uno strumento di straordinario valore per diffondere e sedimentare nell’agire una vera e propria cultura della sostenibilità. I

n tal senso, probabilmente la più spontanea e potente istanza pedagogica è proprio il paesaggio, capace di impartire una sua prima e fondamentale educazione implicita:.

Il paesaggio è infatti come scrive , molto bene, nel suo saggio”Paesaggio Educatore”il Regni R.“ maestro di una cultura dell’ascolto dell’armonia dell’uomo e del cosmo, propria di un ambiente come realtà da condividere e non solo come qualcosa a cui badare”(Ed.Armando -2009).

L’ammirazione per lo splendore della natura è il motore che genera e, conseguentemente, moltiplica in ognuno di noi , sin dalla più giovane età, i sentimenti di affezione , rispetto e curiosità verso il patrimonio ambientale che ci circonda. D’altra parte tale affezione e desiderio di cura tutela non può che scaturire dalla conoscenza e dalla relazione .

Ci è istintivamente estraneo ciò che non conosciamo, con cui non possiamo dialogare per assenza di codici condivisi e a cui non siamo socializzati . L’estraneità si supera a mio avviso, solo attraverso un flusso comunicativo e relazionare che deve essere continuamente alimentato e che dà luogo ad una empatia prodromica a comportamenti di cura , tutela e di salvaguardia .

Per recuperare i “codici” che ci consentono , nell’ascolto, di comprendere il linguaggio della natura bisogna , infatti, conoscere quest’ultima, perché solo coltivando una conoscenza profonda e radicata , ma anche istintiva, di qualcosa possiamo affezionarci ad essa, amarla e far crescere in noi il desiderio spontaneo di difenderla e preservarla.

Articolo e Fotoreportage di Franco Leggeri Direttore Editoriale dei Quaderni  della Campagna Romana

E’ essenziale che la voce di chi vive a Castel di Guido venga amplificata attraverso i suoi articoli e le sue analisi.Continueremo a combattere per i diritti dei cittadini di Castel di Guido, affinché la loro lotta diventi un faro di speranza per tutti coloro che si trovano in situazioni simili.

La nostra Redazione si impegna a portare alla luce le ingiustizie della nostra società, inclusa la difficile situazione di Castel di Guido. E’ fondamentale che le storie di queste Comunità vengano raccontate, affinché tutti possano comprendere le sfide che affrontano ogni giorno. Grazie al supporto dei nostri lettori, possiamo continuare a fare la differenza

Castel di Guido, un borgo tra storia e Campagna Romana

Castel di Guidoè una storica località dell’Agro Romano, nel territorio di Roma, immersa in un paesaggio rurale caratterizzato da campi, boschi e antichi casali. Il suo nome è legato al castello medievale sorto nell’area, testimonianza di un passato in cui il territorio rappresentava un importante punto di collegamento e presidio lungo le antiche vie che conducevano verso il litorale.

Il borgo conserva ancora oggi un’atmosfera profondamente legata allacampagna romana, lontana dal ritmo della metropoli. Tra gli elementi di maggiore interesse spicca lachiesa medievale dello Spirito  Santo, che rappresenta uno dei luoghi simbolo della comunità locale e custodisce la memoria storica e religiosa del borgo.

Il territorio circostante è caratterizzato da una significativa presenza naturalistica e agricola, con ampie aree verdi che contribuiscono a conservare l’identità dell’anticoAgro Romano.

Castel di Guidorappresenta così un’interessante realtà in cuistoria, natura e tradizione ruraleconvivono a pochi chilometri dal cuore di Roma, offrendo uno scorcio autentico di quella campagna romana che per secoli ha caratterizzato il paesaggio della Capitale.

Franco Leggeri Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna romana

Torre della Bottaccia – Torre della Bottaccia – Torre della Bottaccia – Torre della Bottaccia – Torre della Bottaccia

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