
Difetti di fabbrica, ma con affetto – Editoriale settembre 2026
Difetti di fabbrica, ma con affetto – Editoriale settembre 2026– L’uomo nasce imperfetto, ma non è obbligato a restarlo. Tra percezioni, amicizia e amore, l’ironia rimane il modo migliore per prendere sul serio la vita senza prendersi troppo sul serio.
Viviamo in un mondo meraviglioso. La Creazione sfiora la perfezione e Madre Natura continua a fare il suo dovere con ammirevole costanza. Peccato che, ogni tanto, il reparto collaudo degli esseri umani si distragga. C’è chi nasce con un piccolo difetto di fabbrica e chi con la granitica convinzione di non averne alcuno. Questi ultimi sono i casi più complicati.
Difetti di fabbrica: l’uomo è il prodotto dei propri errori?
Corrado Alvaro scriveva che l’uomo è il prodotto dei suoi errori. Altri preferiscono ricordare che nell’uomo vi sono più cose da ammirare che da disprezzare. Sarebbe bello poter dare ragione a entrambi. La cronaca, però, insiste a metterci il bastone fra le ruote.
Una certezza, tuttavia, esiste: le percezioni umane sono infinite. La percezione è quel curioso meccanismo che ci fa interpretare ciò che vediamo, tocchiamo, ascoltiamo e perfino ciò che sogniamo. Straordinario strumento, se non fosse che troppo spesso lo adoperiamo come gli occhiali appannati: distinguiamo perfettamente le apparenze e perdiamo di vista la sostanza.
Il male del nostro tempo
È il male del nostro tempo. Ci fermiamo alla superficie, all’etichetta, all’involucro. Le cose contano meno dell’impressione che producono. L’abito continua a fare il monaco e il giudizio arriva sempre prima della conoscenza.
Per questo l’ironia è una virtù, non un vezzo. Kurt Vonnegut lo aveva capito bene: serve a sopportare l’assurdità del mondo senza diventarne complici. L’ironia non cambia la realtà, ma impedisce almeno di farsene travolgere.
Poi arrivano le emozioni. Si accendono in un istante e spesso si consumano con la stessa rapidità. I sentimenti, invece, restano. Si nutrono del tempo, delle esperienze, dei valori. E fra tutti, amicizia e amore rappresentano ancora il meglio che l’uomo sappia offrire quando smette di pensare soltanto a se stesso.
Sono beni rari. Non si trovano in saldo e nemmeno si acquistano con un clic. Richiedono presenza, lealtà, pazienza. Virtù antiche che il mercato emotivo continua ostinatamente a non quotare.
Quanto ai sogni, pace, libertà e uguaglianza possiamo continuare a coltivarli. Non costano nulla e valgono più di molte promesse. Gli altri, quelli che rovistano nell’inconscio, li lasciamo volentieri a Freud.
Noi ci accontenteremmo di un sogno assai più modesto: che l’uomo imparasse finalmente a guardare oltre le apparenze, oltre i difetti. Scoprirebbe che l’amicizia e l’amore sono gli unici difetti di fabbrica per i quali vale davvero la pena nascere imperfetti.
Forse dovremmo imparare a convivere meglio con i nostri difetti. Non per trasformarli in un alibi, naturalmente, ma per riconoscerli senza vergogna e, quando possibile, correggerli. L’imperfezione diventa un problema soltanto quando smettiamo di vederla o pretendiamo di essere migliori di ciò che siamo.
Del resto, conoscere i propri difetti dovrebbe essere il primo passo per comprendere quelli degli altri. È una forma di umiltà che sembra sempre più rara in una società nella quale tutti hanno qualcosa da insegnare e pochissimi sembrano disposti ad ascoltare. Anche perché giudicare è infinitamente più semplice che capire.
Forse la vera maturità consiste proprio in questo: accettare di essere esseri umani, con pregi, debolezze, contraddizioni e inevitabili difetti, senza trasformare nessuna di queste caratteristiche in una condanna definitiva.
E se alla fine della nostra vita avremo imparato ad amare qualcuno, a essere amici davvero di qualcuno e a guardare oltre le apparenze, forse quei piccoli difetti di fabbrica saranno stati, tutto sommato, un prezzo assai ragionevole da pagare per essere venuti al mondo.
Giuseppe Arnò (direttore della Gazzetta italo brasiliana e presidente dell’Associazione Stampa Italiana in Brasile)
Foto dipedrobejadaPixabay
La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net



