
Disservizi telefonici nell’entroterra, Ruggeri (M5S): “Dalla Giunta un ruolo da semplice passacarte”
Disservizi telefonici nell’entroterra, Ruggeri (M5S): “Dalla Giunta un ruolo da semplice passacarte”– Idisservizi telefonici nell’entroterra pesaresetornano al centro del dibattito politico regionale. A sollevare la questione è la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale,Marta Ruggeri, che contesta la risposta fornita dalla Giunta regionale alla sua interrogazione sui continui blackout telefonici e di rete che interessano diverse aree dell’entroterra delle Marche.
Secondo Ruggeri, dalla risposta ufficiale dell’amministrazione regionale emergerebbe una sostanziale impossibilità di intervenire direttamente. La Regione Marche, infatti, dichiara di “non avere competenze dirette” sulla materia, limitando il proprio intervento alla raccolta e all’organizzazione delle segnalazioni provenienti dai Comuni, successivamente trasmesse ai gestori privati delle telecomunicazioni.
Per la consigliera del M5S si tratta di una posizione insufficiente di fronte ai disservizi telefonici nell’entroterra, che hanno ripercussioni concrete sulla vita quotidiana dei cittadini, sulle attività economiche e sul funzionamento delle amministrazioni comunali.
Disservizi telefonici nell’entroterra e divario digitale
A rendere particolarmente significativo il caso è la situazione diPietrarubbia, citata nella risposta della Giunta. Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha infatti confermato che il territorio comunale è rimasto escluso dai finanziamenti previsti dal Piano PNRR 5G.
“Che cosa ha fatto la Regione quando si decidevano le mappe dei finanziamenti? Nulla”, afferma Ruggeri, secondo la quale le aree interne sarebbero state lasciate ai margini di un processo che avrebbe dovuto contribuire a ridurre il divario digitale.
La questione dei disservizi telefonici non riguarda soltanto la velocità della connessione o la possibilità di utilizzare i servizi digitali. I disservizi telefonici nell’entroterra possono infatti compromettere comunicazioni essenziali, servizi pubblici e attività produttive, soprattutto nei territori caratterizzati da una maggiore distanza dai principali centri urbani.
Ruggeri contesta quindi alla Giunta regionale di essersi limitata a svolgere un ruolo di raccordo tra i Comuni e gli operatori privati, senza riuscire, a suo giudizio, a incidere sulle decisioni strategiche relative agli investimenti infrastrutturali.
Ruggeri: “La maggioranza fa opposizione a se stessa”
Nel mirino della capogruppo del Movimento 5 Stelle c’è anche un altro aspetto della vicenda dei disservizi telefonici. Secondo Ruggeri, mentre la Giunta regionale sostiene di non avere competenze dirette e presenta una risposta improntata alla mediazione con i gestori telefonici, alcuni consiglieri della stessa maggioranza avrebbero presentato nei giorni scorsi due interrogazioni sul medesimo problema.
Un comportamento che la consigliera definisce paradossale: “Anziché governare e pretendere soluzioni concrete dai propri assessori, gli esponenti di destra si mettono la casacca dell’opposizione per cercare di confondere i cittadini dell’entroterra”.
Per Ruggeri si tratterebbe di un atteggiamento politicamente incoerente: la maggioranza, sostiene, dovrebbe assumersi la responsabilità delle scelte dell’esecutivo regionale e non limitarsi a sollevare le criticità attraverso interrogazioni quando emergono problemi sul territorio.
Blackout telefonici, il caso di Borgo Pace
Tra le situazioni richiamate da Marta Ruggeri c’è anche quella diBorgo Pace, dove i problemi di connettività avrebbero raggiunto un livello tale da interessare persino i centralini degli uffici comunali.
È proprio questo tipo di situazione, secondo la consigliera, a dimostrare quanto il problema delle infrastrutture digitali nelle aree interne non possa essere considerato una semplice questione tecnica. Quando una linea telefonica viene interrotta, infatti, possono essere messi in difficoltà anche i servizi rivolti alla popolazione e le comunicazioni delle istituzioni locali.
“Risolvere il divario digitale e i blackout che bloccano persino i centralini dei Municipi non si fa a parole o con interrogazioni fotocopia a uso e consumo dei giornali”, conclude Ruggeri.
La richiesta del Movimento 5 Stelle è dunque quella di un cambio di passo da parte della Regione Marche, con un intervento più incisivo nei confronti dei gestori e una strategia capace di affrontare le criticità infrastrutturali delle aree interne.
I disservizi telefonici nell’entroterra rappresentano infatti un problema che va oltre il singolo guasto: per cittadini, imprese e amministrazioni comunali, poter contare su collegamenti telefonici e digitali efficienti significa oggi poter accedere ai servizi, lavorare, comunicare e mantenere pienamente attivo il rapporto con le istituzioni. Per questo, conclude Ruggeri, “i cittadini e i sindaci dell’entroterra non hanno bisogno di un centralino che segnali i guasti”, ma di un’amministrazione regionale in grado di tutelare concretamente i loro diritti e di ridurre il divario digitale.
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