
Ue: Cia-Agricoltori Italiani, stop all’import di carne dal Brasile
Roma,– Cia-Agricoltori Italiani: Lo stop dell’Ue, in vigore da domani, alle importazioni di carne e altri prodotti di origine animale dal Brasile deve rappresentare un punto di svolta per la politica commerciale europea. È quanto afferma Cia-Agricoltori Italiani, secondo cui il principio di reciprocità non può più essere un’eccezione, ma deve diventare la regola in tutti gli accordi di libero scambio.


La Commissione Ue ha deciso di sospendere l’import dal Brasile di bovini, equini, pollame, uova, miele e prodotti dell’acquacoltura, dopo aver riscontrato garanzie insufficienti sul rispetto degli standard comunitari, in particolare per quanto riguarda l’impiego di antimicrobici e ormoni della crescita negli allevamenti, pratiche non consentite agli agricoltori europei.
Cia-Agricoltori Italiani: Decisione importante
“È una decisione importante che va nella direzione che Cia sostiene da tempo -ha dichiarato il presidente nazionale, Cristiano Fini-. L’Europa deve garantire parità di regole e condizioni per tutti: solo così gli accordi commerciali possono essere strumenti di crescita e non di crisi per le nostre aziende”.
Per Cia, la reciprocità significa pretendere dagli operatori dei Paesi terzi gli stessi standard di produzione, sicurezza alimentare e ambientale, tutela dei lavoratori e benessere animale richiesti alle aziende europee. Non è accettabile che agli agricoltori dell’Ue vengano imposti obblighi sempre più rigorosi, mentre sul mercato comunitario entrano prodotti ottenuti con regole diverse.
“Quanto accaduto con il Brasile può fare da apripista -ha concluso Fini-. Gli agricoltori europei non chiedono protezionismo, ma parità di condizioni: la reciprocità deve essere il criterio guida in tutti i futuri accordi commerciali. Solo così l’Europa potrà affrontare la sfida della competitività globale senza sacrificare la propria agricoltura, tutelando al tempo stesso consumatori e imprese”.
Roma 2 settembre 2026
Cia-Agricoltori Italiani è una delle maggiori organizzazioni di categoria in Italia e in Europa. Lavora per la salvaguardia e la valorizzazione del settore primario e per la tutela di imprese e agricoltori.
Nata nel 1977 come Cic-Confederazione Italiana Coltivatori, derivata dall’Alleanza Nazionale dei Contadini del 1955, nel 1992 è diventata Cia-Confederazione Italiana Agricoltori.
Tra le priorità dell’organizzazione: la tutela del reddito degli agricoltori, l’affermazione del settore primario nel sistema economico italiano e globale, la competitività delle imprese sui mercati, la rivitalizzazione delle aree rurali, i diritti del lavoro agricolo esercitato come impresa. Cia lavora ogni giorno per un’agricoltura sempre più sostenibile, attenta a qualità, sicurezza, biodiversità, educazione alimentare, difesa dell’ambiente e del suolo.
Cia-Agricoltori Italiani ha sede nazionale a Roma ed è presente in quasi tutti i Comuni italiani, con uffici regionali, provinciali e zonali, oltre ad avere una rappresentanza a Bruxelles. È tra i membri del COPA (Comitato delle Organizzazioni Professionali Agricole dell’Unione Europea) e dell’OMA (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori).
L’impegno della Confederazione è garantire i diritti e salvaguardare i 650 mila iscritti e le 170 mila imprese agricole associate sul territorio nazionale.
Inoltre, Cia rappresenta circa 330 mila pensionati (Anp), supporta più di 50 mila imprenditrici (Donne in Campo) e sostiene oltre 14 mila giovani (Agia).
Tra i settori multifunzionali spiccano circa 4.500 agriturismi (Turismo Verde), 13.600 aziende biologiche (Anabio) e 6.200 imprese a filiera corta (la Spesa in Campagna). Più di recente, sono nate, nel 2019 l’Associazione Florovivaisti Italiani e, nel 2020, PescAgri.
Cia si avvale anche dell’Associazione Agricoltura è Vita che si occupa di formazione, ricerca e divulgazione, e può vantare un’organizzazione no profit di riferimento (ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo). Infine, sono promosse dalla Confederazione anche Esco Agroenergetica e Aiel, Associazione italiana energie agroforestali.
Ogni anno Cia assiste 1 milione di persone, agricoltori e cittadini, attraverso il patronato Inac e i centri di assistenza Caf e Caa.
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