
Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, salvata tra gli scogli del molo sud
Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, salvata tra gli scogli del molo sud– Unnuovo interventoa tutela della fauna marina ha interessato il porto diSan Benedetto del Tronto, dove unatartaruga Caretta Carettaè rimasta incastrata tra gli scogli frangiflutti del molo sud. L’esemplare, fortunatamente ancora vivo, è stato individuato grazie alla tempestiva segnalazione di un cittadino, che ha immediatamente contattato la Guardia Costiera.
Un intervento che ha permesso di attivare rapidamente la macchina dei soccorsi e di mettere in sicurezza la tartaruga, successivamente affidata a personale specializzato per gli accertamenti e le cure necessarie.
Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, decisiva la segnalazione di un cittadino
L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, a poche settimane di distanza dal recupero di un altro esemplare di tartaruga lungo il litorale di Grottammare.
Latartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Trontoè stata individuata in una situazione di evidente difficoltà tra le scogliere frangiflutti del molo sud. Il cittadino che ha notato l’animale ha compreso immediatamente la necessità di intervenire e ha contattato la Sala Operativa della Guardia Costiera.
La segnalazione ha consentito ai militari della Guardia Costiera sambenedettese di raggiungere rapidamente il luogo dell’avvistamento e di avviare le procedure previste per il recupero dell’animale.
La tempestività della chiamata si è rivelata fondamentale, soprattutto considerando la posizione nella quale si trovava l’esemplare, impossibilitato a liberarsi autonomamente dagli scogli.
Guardia Costiera in azione con l’operazione Mare e Laghi Sicuri 2026
L’intervento di salvataggio della tartaruga Caretta Caretta è stato effettuato nell’ambito dell’operazione“Mare e Laghi Sicuri 2026”, all’interno delle attività che vedono impegnata la Guardia Costiera anche nella tutela dell’ambiente marino e della biodiversità.
I militari hanno provveduto a monitorare e assistere costantemente la tartaruga fino all’arrivo degli operatori qualificati dellaFondazione Cetacea Onlus di Riccione – sede di Grottammare.
A seguito dell’ispezione effettuata dal personale veterinario dell’AST di Ascoli Piceno, l’esemplare è stato affidato agli specialisti della Fondazione, che hanno provveduto a prenderlo in consegna per il successivo trasferimento presso il Centro di Recupero e Cura.
Il coordinamento tra Guardia Costiera, personale veterinario e operatori specializzati ha consentito quindi di garantire all’animale un percorso di assistenza adeguato.
La tartaruga marina trasferita al Centro di Recupero e Cura
Dopo il recupero dal porto diSan Benedetto del Tronto, la tartaruga Caretta Caretta è stata trasferita presso ilCentro di Recupero e Cura (CRTM)della Fondazione Cetacea.
Qui l’esemplare sarà sottoposto agli opportuniaccertamenti clinico-veterinari, necessari per valutare le sue condizioni di salute e verificare la presenza di eventuali traumi o altre problematiche.
In base agli esiti degli accertamenti, potranno essere avviate le eventuali terapie e le attività di riabilitazione necessarie.
L’obiettivo è consentire alla tartaruga di recuperare completamente le proprie condizioni fisiche. Se il percorso clinico e riabilitativo avrà esito positivo, l’esemplare potrà essere nuovamentereimmesso nel proprio habitat naturale.
Il recupero assume quindi particolare importanza non soltanto per la salvaguardia del singolo animale, ma anche nell’ambito delle attività di protezione della fauna marina che interessano il litorale marchigiano.
Caretta Caretta, una specie importante per l’ecosistema marino
La tartarugaCaretta Carettaè una delle specie di tartarughe marine maggiormente presenti nel Mediterraneo. Gli esemplari possono frequentare anche le acque antistanti le coste marchigiane e, in determinate circostanze, raggiungere le spiagge o le aree portuali.
Gli animali possono trovarsi in difficoltà per diverse ragioni: possono rimanere impigliati, ferirsi, essere debilitati oppure trovarsi intrappolati tra strutture artificiali e scogliere.
Per questo motivo, davanti a una tartaruga marina in difficoltà, è fondamentalenon tentare interventi improvvisatie contattare immediatamente gli organismi competenti.
L’episodio avvenuto nel porto di San Benedetto del Tronto dimostra proprio quanto una semplice segnalazione possa attivare in tempi rapidi una rete composta da forze di soccorso, veterinari e centri specializzati.
La collaborazione dei cittadini è fondamentale
La Guardia Costiera sottolinea l’importanza della collaborazione dei cittadini nella tutela degli animali marini. Chiunque avvisti una specie marina ferita, spiaggiata o in evidente difficoltà è invitato a segnalare immediatamente la situazione.
Il comportamento corretto consiste nel mantenere una distanza adeguata dall’animale, evitare di spostarlo autonomamente e fornire agli operatori tutte le informazioni utili sulla posizione e sulle condizioni dell’esemplare.
La segnalazione effettuata nel caso dellatartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Trontoha permesso di intervenire quando l’animale era ancora vivo e di affidarlo successivamente a una struttura specializzata.
Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, come chiedere aiuto
In caso di avvistamento di unatartaruga marina ferita, spiaggiata o in evidente difficoltà, la Guardia Costiera rinnova l’invito a contattare immediatamente ilnumero di emergenza 1530, attivo 24 ore su 24.
La telefonata alla Sala Operativa rappresenta un passaggio fondamentale per consentire l’attivazione della rete di soccorso e raggiungere rapidamente l’animale.
Il salvataggio avvenuto al porto diSan Benedetto del Trontoconferma dunque quanto la collaborazione tra cittadini, Guardia Costiera, autorità sanitarie e organismi specializzati possa essere determinante per la tutela della biodiversità marina.
La speranza, ora, è che latartaruga Caretta Carettapossa superare positivamente gli accertamenti e il successivo periodo di riabilitazione, tornando presto a nuotare libera nel suo habitat naturale. Un piccolo grande intervento che testimonia come attenzione, tempestività e collaborazione possano fare la differenza nella protezione del mare e delle sue specie.
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