Marche

“Insieme in Sicurezza” compie dieci anni: a Macerata volontariato, legalità e prevenzione

“Insieme in Sicurezza” compie dieci anni: a Macerata volontariato, legalità e prevenzione

di Maurizio Verdenelli

MACERATA –Dieci anni di impegno, iniziative, volontariato e attenzione ai temi della sicurezza.“Insieme in Sicurezza”compie il suo primo decenniodi attività e celebra una storia nata da un’idea dell’indimenticabile professoressaBarbara Pojaghi, alla quale hanno aderito uomini della Pubblica Sicurezza oggi in congedo e numerosi cittadini provenienti da esperienze professionali differenti.

Un’associazione che, dal2016 al 2026, ha attraversato una stagione particolarmente intensa perMacerata, occupandosi di sicurezza urbana, prevenzione, legalità e problematiche sociali. Dieci anni durante i quali la città è stata anche al centro dell’attenzione dei media nazionali e internazionali per vicende di cronaca che hanno profondamente segnato il territorio, come i casiPamela MastropietroeLuca Traini.

Oggi presidente di “Insieme in Sicurezza” èRomeo Renis, già ispettore, mentre la presidenza onoraria è affidata aGiorgio Iacobone, già questore in diverse città italiane, tra cui Enna, Ancona e Trento.

Per raccontare questo primo decennio di attività, l’associazione ha realizzato anche unostory book, curato dal socio fondatoreGiovanni Cioverchia, che raccoglie esperienze, iniziative e momenti significativi di una storia ormai lunga dieci anni.

Insieme in Sicurezza, dieci anni di impegno a Macerata

La nascita diInsieme in Sicurezzaè legata alla volontà di mettere insieme competenze differenti intorno a un principio fondamentale: la sicurezza non riguarda esclusivamente le forze dell’ordine, ma coinvolge l’intera comunità.

È questa la filosofia che ha accompagnato l’associazione nel corso del decennio. Accanto agli operatori della sicurezza in congedo hanno infatti trovato spazio cittadini, professionisti e persone impegnate in altri ambiti della vita sociale.

«Abbiamo affrontato in questo decennio temi importanti come la violenza di genere, la solitudine, il disagio giovanile, la legittima difesa, l’intelligenza artificiale, la paura del diverso, la certezza della pena, l’insicurezza dei cittadini e la sicurezza urbana», ricordaRomeo Renis.

Un elenco che restituisce la varietà degli argomenti affrontati dall’associazione, sempre con l’obiettivo di mantenere al centro la prevenzione e la partecipazione dei cittadini.

«La prevenzione e la mutualità di vicinato sono stati e continuano ad essere i nostri punti di riferimento», sottolinea Renis.

Macerata e il tema della sicurezza

Nel corso degli ultimi dieci anniMacerataha attraversato profondi cambiamenti sociali. Una trasformazione che, secondo i protagonisti di “Insieme in Sicurezza”, impone di osservare i problemi della città senza semplificazioni.

Tra le questioni affrontate anche durante il confronto per il decennale c’è quella relativa alladroga, allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti.

Alla domanda se la situazione sia effettivamente migliorata rispetto al passato, Renis e Iacobone non si sbilanciano. La loro analisi parte però da una considerazione: il fenomeno sarebbe cambiato insieme alla società.

Secondo i rappresentanti dell’associazione “Insieme in sicurezza”, oggi il problema della droga presenta caratteristiche più articolate rispetto al passato. Non riguarderebbe soltanto le fasce più giovani della popolazione, ma anche persone adulte e appartenenti a contesti sociali differenti.

Una lettura che porta a considerare la tossicodipendenza e il consumo di sostanze non soltanto come una questione di ordine pubblico, ma anche come unproblema sociale, che richiede l’intervento coordinato delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Sicurezza e legalità contro la “giustizia fai da te”

La posizione diInsieme in Sicurezzaviene sintetizzata dagli stessi rappresentanti dell’associazione attraverso alcuni concetti fondamentali: legalità, solidarietà, ascolto, prevenzione e partecipazione.

«Crediamo nella forza della legalità, nella solidarietà tra vicini, nell’ascolto, nella capacità di essere protagonisti ma fortemente contrari alla giustizia fai da te».

È un passaggio importante perché definisce il confine entro il quale l’associazione intende muoversi. La partecipazione dei cittadini alla sicurezza del territorio non deve infatti trasformarsi in sostituzione delle istituzioni o delle forze dell’ordine.

Lasicurezza urbana, nella visione di “Insieme in Sicurezza”, passa piuttosto dalla capacità di una comunità di riconoscere i problemi, segnalarli, prevenirli e creare relazioni più forti tra cittadini e istituzioni.

Truffe agli anziani, un fenomeno sempre più sofisticato

Tra i problemi che destano crescente preoccupazione c’è anche quello delletruffe, un fenomeno che, secondo Giorgio Iacobone, non deve essere considerato meno importante rispetto al problema della droga.

Le tecniche utilizzate dai truffatori diventano infatti sempre più raffinate e le vittime principali continuano a essere spesso le persone anziane, anche se il fenomeno non riguarda più esclusivamente questa fascia della popolazione.

La prevenzione assume quindi un ruolo centrale. Informare i cittadini, creare attenzione e favorire una rete di solidarietà possono rappresentare strumenti importanti per ridurre la vulnerabilità delle persone più esposte.

Anche in questo caso, la filosofia dell’associazione torna a essere quella dellaprevenzione e della mutualità di vicinato.

Alessandro Gentili: «A Macerata è accaduto di tutto»

Nel dibattito sul rapporto tra sicurezza e trasformazioni della città è intervenuto anche il generale dei CarabinieriAlessandro Gentili, che ha scelto Macerata come luogo in cui vivere dopo la conclusione del servizio.

«Concluso definitivamente il mio servizio, da marchigiano ho scelto Macerata come luogo ideale per vivere in serenità. In questi anni tuttavia, in questa città dalla vita tradizionalmente tranquilla, è accaduto di tutto: nonostante questo continuo a trovarmici bene e non rimpiango la decisione presa a suo tempo».

Gentili ha poi richiamato anche un’altra questione che da anni interessa il territorio maceratese, quella dell’assenza di un carcere in provincia.

«Sottolineo solo che da 40 anni a Macerata e in provincia manca il carcere», ha osservato.

Un tema che si intreccia con il più ampio dibattito sulla sicurezza, sulla certezza della pena e sull’organizzazione del sistema giudiziario e penitenziario.

Macerata, dieci anni di cambiamenti

Ma il bilancio dei dieci anni diInsieme in Sicurezzanon riguarda soltanto la cronaca e i problemi legati alla sicurezza.

Nel racconto di Verdenelli emerge anche la trasformazione di unaMaceratache appare diversa rispetto all’immagine tradizionale della città.

È la Macerata materna, quella che il poeta dialettaleMario Affededefiniva “tanto cocca”, a essere evocata come modello ormai in declino. Un’immagine della città che, secondo questa lettura, si sarebbe progressivamente indebolita proprio nel corso dell’ultimo decennio.

Sono venuti meno, uno dopo l’altro, molti dei protagonisti che nel dopoguerra avevano contribuito a costruire e consolidare l’immagine della“Macerata granne”. Figure che rappresentavano punti di riferimento della comunità e che oggi, secondo l’analisi proposta, sembrano difficili da sostituire.

È il crepuscolo dei “numeri uno”, raccontato con una certa amarezza. Una città che appare sempre più sola e nella quale il problema non è soltanto la sicurezza in senso stretto, ma anche la perdita progressiva di riferimenti sociali e comunitari.

“Insieme in Sicurezza”, la domanda alle istituzioni

Ed è proprio qui che il bilancio del decennale dell’associazione torna inevitabilmente alleistituzioni.

“Insieme in Sicurezza” rivendica un ruolo di partecipazione civica e di osservazione dei fenomeni sociali, ma avverte anche la necessità di un maggiore dialogo con chi ha responsabilità amministrative e istituzionali.

«Le abbiamo invitate ma…», lascia scappareRomeo Renis, con una frase che sembra contenere più amarezza che polemica.

Dopo dieci anni, dunque, la storia diInsieme in Sicurezzacontinua a muoversi lungo una linea precisa: promuovere legalità e prevenzione, favorire la solidarietà tra cittadini e mantenere aperto il confronto sui problemi della città.

Il decennale diventa così non soltanto un momento celebrativo, ma anche l’occasione per interrogarsi sul futuro diMacerata, sulla sua sicurezza e soprattutto sulla capacità della comunità di ritrovare quei legami sociali che per generazioni ne hanno rappresentato una delle caratteristiche più riconoscibili.

Dal 2016 al 2026, dieci anni di attività raccontano una città cambiata. E “Insieme in Sicurezza”, nata da un’idea di Barbara Pojaghi, continua a proporsi come uno degli osservatori di questa trasformazione, con una convinzione: la sicurezza non può essere separata dalla qualità della vita, dalla solidarietà, dalla prevenzione e dalla capacità di una comunità di sentirsi ancora comunità.

In foto:Da sx: il gen. Gentili, Cioverchia, Iacobone, Renis, Berardinelli

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