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7 cani soffocati sull’Autobrennero, Brambilla: “Atrocità che lascia senza parole”

7 cani soffocati sull’Autobrennero, Brambilla: “Atrocità che lascia senza parole”– 7 cani da cacciamorti durante un lungo viaggio dalla Lombardia verso la Lapponia. È quanto scoperto il 13 settembre dalle forze dell’ordine all’interno di un’automobile in sosta lungo la carreggiata nord dell’Autostrada del Brennero. Sei animali erano già deceduti, mentre un settimo cane, trovato in condizioni disperate, è morto poco dopo.

Gli animali si trovavano nel vano posteriore della vettura, sistemati all’interno di quattro box. Secondo quanto riferito, i trasportini erano schiacciati e ricoperti dai bagagli, mentre le prese d’aria risultavano ostruite. Una situazione che avrebbe reso particolarmente difficili le condizioni di permanenza degli animali durante il viaggio.

La vicenda ha suscitato la dura reazione di Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che ha definito quanto accaduto «un’atrocità che lascia senza parole».

7 cani morti durante il viaggio verso la Lapponia

Secondo la ricostruzione contenuta nella dichiarazione di Brambilla, i 7 cani erano stati caricati in quattro box collocati nel vano posteriore dell’automobile. Gli animali, destinati a un viaggio di circa tremila chilometri, erano diretti dalla Lombardia verso la Lapponia.

Al momento del controllo effettuato dalle forze dell’ordine, sei cani erano già morti. Un settimo animale era ancora vivo, ma in condizioni gravissime, tanto da morire poco dopo.

A rendere particolarmente grave la situazione, secondo quanto riferito, sarebbe stata anche la presenza dei bagagli che ricoprivano e comprimevano i box, ostacolando la circolazione dell’aria attraverso le prese di ventilazione.

Le circostanze precise della morte dei 7 cani dovranno essere accertate attraverso gli approfondimenti delle autorità competenti.

La denuncia di Michela Vittoria Brambilla

«È un’atrocità che lascia senza parole, perché nasce dalla totale indifferenza verso esseri viventi, assimilati del tutto a semplici strumenti». È questa la valutazione espressa da Michela Vittoria Brambilla dopo la scoperta.

La presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente ha collegato l’episodio anche al mondo venatorio, parlando di una vicenda che, a suo giudizio, «dice lunga sulla mentalità dei cacciatori, o quantomeno di certi cacciatori».

Brambilla ha posto l’accento soprattutto sulle modalità con cui i 7 cani sarebbero stati trasportati e sulla distanza che avrebbero dovuto percorrere.

«Dalla Lombardia – ha dichiarato – pensavano di portarli così in Lapponia, a tremila chilometri di distanza. Come fossero attrezzi».

Si tratta, dunque, di una presa di posizione fortemente critica nei confronti delle condizioni nelle quali sarebbero stati trasportati i cani.

Le possibili conseguenze sul piano giudiziario

La vicenda è destinata ad avere anche un seguito sotto il profilo giudiziario. Brambilla ha espresso la convinzione che la magistratura possa applicare con rigore le norme previste per il maltrattamento degli animali quando da tale condotta deriva la morte.

La presidente dell’associazione animalista ha inoltre richiamato la possibilità di un’aggravante legata alla presenza di più animali coinvolti.

Su questo punto, tuttavia, saranno gli accertamenti dell’autorità giudiziaria a stabilire quali fattispecie di reato possano essere contestate e quali eventuali aggravanti possano trovare applicazione nel caso concreto.

L’indagine dovrà quindi ricostruire le modalità del trasporto, le condizioni nelle quali gli animali sono stati tenuti durante il viaggio e le cause precise dei decessi.

Il tema delle condizioni di trasporto degli animali

La morte dei 7 cani riporta l’attenzione anche sulla necessità di garantire condizioni adeguate durante il trasporto degli animali, soprattutto quando sono previsti viaggi molto lunghi.

Ventilazione, spazio, temperatura e condizioni dei box rappresentano elementi essenziali per tutelare il benessere degli animali durante gli spostamenti. Nel caso avvenuto sull’Autobrennero, la presenza di bagagli sopra i box e l’ostruzione delle prese d’aria sono tra gli aspetti che hanno suscitato maggiore attenzione.

Il caso è particolarmente significativo anche per la durata del viaggio previsto: dalla Lombardia alla Lapponia si tratta infatti di una distanza di circa tremila chilometri.

7 cani soffocati sull’Autobrennero: gli accertamenti

La scoperta dei7 cani soffocati sull’Autobrenneroapre ora una serie di interrogativi sulle modalità con cui è stato organizzato il trasferimento degli animali. Saranno le autorità competenti a chiarire la dinamica dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità.

La vicenda ha intanto riacceso il dibattito sulla tutela degli animali utilizzati nella caccia e, più in generale, sulle condizioni che devono essere garantite durante il loro trasporto. La morte dei sette cani, trovati all’interno di quattro box nel vano posteriore dell’automobile, resta al centro degli accertamenti dopo il drammatico ritrovamento sull’Autostrada del Brennero.

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