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Putin: “La Russia non attaccherà l’Europa”, ma cresce la tensione con la NATO

Putin: “La Russia non attaccherà l’Europa”, ma cresce la tensione con la NATO–Putin sostiene che la Russia non abbia intenzione di attaccare l’Europa.La dichiarazione del presidente russo arriva mentre la guerra in Ucraina continua e aumentano le preoccupazioni europee per le attività militari e ibride attribuite a Mosca. Il quadro che emerge dalle dichiarazioni delle parti e dalle più recenti valutazioni di sicurezza è complesso: da un lato il Cremlino nega di preparare un’azione militare contro i Paesi europei; dall’altro NATO e servizi di intelligence occidentali continuano a segnalare una crescita delle attività russe considerate ostili.

La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo l’intervento diVladimir Putin al Forum delle Culture Unite di San Pietroburgo, il 25 settembre 2026. Secondo quanto riportato da Meduza, Putin ha affermato che la Russia «non si sta preparando ad un’azione militare contro l’Europa» e che Mosca «non ha tali programmi».

Si tratta di una dichiarazione politica del presidente russo che va letta nel contesto della guerra in Ucraina e delle crescenti tensioni tra Mosca e i Paesi europei.

Putin: “Non abbiamo programmi per un’azione militare contro l’Europa”

Nel suo intervento, Putin ha respinto l’ipotesi di un attacco russo all’Europa e ha invece accusato alcuni Paesi europei di aumentare le tensioni e di utilizzare l’Ucraina come strumento nel confronto con la Russia.

Il presidente russo ha inoltre sostenuto che Mosca sarebbe stata disponibile a riprendere i contatti negoziali con Kiev dopo le elezioni della Duma di Stato, ma ha collegato il futuro dei negoziati agli attacchi ucraini contro il territorio russo.

Secondo la ricostruzione di Meduza, Putin ha affermato che l’Ucraina avrebbe lanciato più di1.600 dronidurante il periodo elettorale, colpendo anche strutture utilizzate come seggi. Il presidente russo ha quindi parlato della possibilità di una risposta militare e ha sostenuto che Kiev debba “sentire” gli effetti delle rappresaglie russe.

Il numero dei droni è stato riportato anche da Reuters sulla base delle comunicazioni delle autorità russe: durante l’attacco del 19-20 settembre, le autorità di Mosca hanno riferito di oltre 1.600 droni intercettati, con circa 450 diretti verso l’area della capitale. Sono stati inoltre segnalati morti e danni a infrastrutture, compresa una raffineria.

Il dato, quindi, va attribuito alle autorità russe e non presentato come una valutazione indipendente sull’entità dell’attacco.

Il punto centrale: attacco all’Europa sì o no?

La dichiarazione di Putin non significa che il rischio di un conflitto più ampio in Europa sia considerato inesistente dagli organismi di sicurezza occidentali.

La valutazione più recente delServizio di intelligence della Difesa danese (DDIS/FE), pubblicata il 24 settembre, indica tre elementi principali: secondo l’intelligence danese, nei prossimi mesi la Russia potrebbe intensificare ulteriormente la propria guerra ibrida contro la NATO e l’Occidente; esiste un rischio basso ma crescente di attacchi militari russi limitati contro uno Stato NATO; un’invasione vera e propria di un Paese NATO viene invece considerata improbabile, pur non essendo più esclusa completamente.

È una distinzione importante.

L’intelligence danesenon afferma che la Russia stia per invadere l’Europa. Parla piuttosto di un deterioramento del quadro di sicurezza e di un rischio che, pur rimanendo contenuto, viene considerato crescente.

La NATO: la minaccia russa è considerata di lungo periodo

Anche la NATO ha recentemente descritto la Russia come la principale minaccia diretta alla sicurezza degli Alleati.

Il segretario generaleMark Rutte, parlando il 10 settembre, ha definito la minaccia russa una questione di lungo periodo e ha richiamato l’aumento della produzione militare russa e della spesa per la difesa. Nello stesso intervento ha parlato anche delle attività ibride attribuite a Mosca, compresi episodi di sabotaggio e altre azioni sul territorio europeo.

Il 19 settembre, durante una conferenza con il vertice militare danese, la NATO ha inoltre fatto riferimento aviolazioni dello spazio aereo, incidenti con droni e attività ibridecome elementi attraverso i quali la Russia starebbe mettendo alla prova la determinazione degli Alleati.

La NATO ha quindi rafforzato le proprie misure di deterrenza e difesa, ma questo non equivale a sostenere che un attacco convenzionale russo contro l’Alleanza sia imminente.

La guerra ibrida preoccupa l’Europa

Uno degli aspetti più rilevanti dell’attuale situazione riguarda proprio la cosiddettaguerra ibrida.

Si tratta di azioni che possono comprendere cyberattacchi, sabotaggi, interferenze elettroniche, operazioni di disinformazione e altre attività ostili che rimangono al di sotto della soglia di una guerra convenzionale.

La NATO ha dichiarato a settembre che gli attacchi ibridi contro società, infrastrutture e reti digitali stanno diventando più frequenti e ha pubblicato nuovi requisiti per rafforzare la resilienza degli Stati membri.

Anche l’Unione europea ha adottato il 24 settembre nuove misure contro attività russe di manipolazione e interferenza informativa. Il Consiglio dell’UE ha inoltre ricordato le precedenti conclusioni europee sulle attività ibride attribuite alla Russia e alla Bielorussia e sulla necessità di rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche.

Un episodio recente ha coinvolto anche lo spazio aereo NATO

La tensione non è soltanto teorica. Il 14 settembre un caccia italiano impegnato in una missione NATO in Lituania ha abbattuto un drone ritenuto di origine russa entrato nello spazio aereo lituano dalla Bielorussia. Secondo le autorità lituane, il drone trasportava esplosivi.

L’episodio dimostra quanto il conflitto ucraino possa creare situazioni di rischio anche al di fuori del territorio direttamente interessato dalla guerra.

Non significa, tuttavia, che un simile episodio equivalga a un attacco deliberato della Russia contro la NATO. Proprio la distinzione tra incidente, sconfinamento, azione ibrida e attacco militare deliberato è fondamentale per comprendere correttamente il livello di rischio.

Putin accusa l’Europa, la NATO guarda alla deterrenza

Nel suo intervento Putin ha sostenuto che sarebbero gli stessi Paesi europei ad alimentare le tensioni e ha accusato l’Occidente di voler continuare a utilizzare l’Ucraina nel confronto con Mosca. Ha inoltre denunciato presunte violazioni dei diritti dei russofoni negli Stati baltici.

Queste sonoaffermazioni del presidente russo, che vanno tenute distinte dalle valutazioni degli organismi europei e della NATO.

Sul versante occidentale, la risposta è invece concentrata soprattutto sulla deterrenza. La NATO afferma di voler rafforzare la capacità di difendere il territorio degli Alleati e di reagire alle attività ibride, mentre continua il sostegno militare all’Ucraina.

Russia ed Europa: cosa sappiamo oggi

Alla luce degli elementi disponibili al28 settembre 2026, non emerge una prova pubblica che Putin abbia deciso di lanciare un attacco militare contro l’Europa o contro un Paese NATO.

Esiste però un quadro ditensione crescente. La Russia continua la guerra contro l’Ucraina, vengono segnalate attività ibride e incidenti nello spazio aereo europeo e le istituzioni occidentali stanno aumentando le proprie misure di preparazione e deterrenza.

La stessa intelligence danese considera improbabile un’invasione convenzionale di un Paese NATO, pur indicando un rischio basso ma crescente di azioni militari limitate.

Per questo le due affermazioni apparentemente contraddittorie possono essere riportate contemporaneamente:Putin dice che la Russia non ha intenzione di attaccare l’Europa; le istituzioni occidentali, pur non parlando di un’invasione imminente, ritengono necessario prepararsi a un possibile peggioramento del quadro di sicurezza.

Il dato più corretto, quindi, non è parlare di una guerra russa contro l’Europa ormai inevitabile, ma di una situazione nella qualeil rischio di escalation e le attività ostili sotto la soglia della guerra convenzionale vengono considerati seriamente dagli apparati di sicurezza europei.

Per ora, dunque, la dichiarazione di Putin esclude pubblicamente un piano di attacco all’Europa, mentre le valutazioni occidentali invitano a non considerare il rischio strategico definitivamente superato.

Fonte:Putin says Russia will not attack Europe and blames Ukraine for the breakdown in peace talks — Meduza

Foto disvklimkindaPixabay

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