Arte, Cultura e SpettacoliMarche

Tolentino, ritorna visitabile il Cappellone di san Nicola

Tolentino, ritorna visitabile il Cappellone di san Nicola– Articolo di Simone Boraccina (ACI Stampa)-Da settembre, dopo 10 anni di chiusura dovuto al sisma, si può ammirare uno dei luoghi più importanti della città di Tolentino con uno dei più significativi cicli pittorici del Trecento, ilCappellone della Basilica di san Nicolada Tolentino,alla presenza del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, del sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, di mons. Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, del sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Silvia Luconi, di p. Massimo Giustozzo, priore della comunità agostiniana di san Nicola, e di p. Gabriele Pedicino, provinciale degli Agostiniani d’Italia, ed il collegamento del sen. Guido Castelli, commissario straordinario per la Ricostruzione del Sisma 2016, con una lectio magistralis della prof.ssa Marta Paraventi, docente di Storia dell’Arte Medievale all’Accademia di Belle Arti di Macerata, dal titolo ‘Il Medioevo ritrovato. Il Cappellone di San Nicola torna a parlare’.

Tolentino: un patrimonio artistico da scoprire

Il nome ‘Cappellone di San Nicola’ è attestato almeno dal XVIII secolo e richiama la figura del Santo,nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305. L’ambiente è il primo grande spazio dell’ala più antica del convento agostiniano e si trova tra il coro della chiesa e la sacrestia seicentesca, in origine sala del capitolo. La sua fama è legata soprattutto al grande ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese che ricopre le pareti e la volta a crociera. Realizzato nel terzo decennio del Trecento, è attribuito, secondo le più recenti proposte critiche, a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini. Si tratta di uno dei cicli pittorici più vasti e meglio conservati dei primi anni del Trecento. La decorazione si sviluppa dalla volta alle pareti: nei quattro spicchi della volta sono raffigurati gli Evangelisti insieme ai Dottori della Chiesa; sulle pareti si susseguono invece le storie della Vergine, di Cristo e, nell’ordine inferiore, di san Nicola, con la Crocifissione collocata in corrispondenza dell’altare.

Per il vescovo della diocesi di Macerata, mons.Nazzareno Marconila Basilica “è la Sistina delle Marche del 1300. E’ un’opera di grande importanza non solo dal punto di vista artistico, ma anche religioso: offre una vera e propria catechesi che intreccia la vita di Maria, quella di Cristo e quella di San Nicola in un unico discorso, aiutandoci a comprendere i fondamenti della nostra fede. Siamo particolarmente felici che si possa tornare qui anche a pregare. Le persone sono abituate a fermarsi nel Cappellone per chiedere l’aiuto di San Nicola, e il fatto di poter ricominciare a farlo è una bellissima notizia per tutti noi”.

Quale è il messaggio del Cappellone?

“Quando entriamo nel Cappellone di san Nicola a Tolentino le immagini non sono semplicemente da guardare: sono una risposta. Alla paura offrono speranza, alla sofferenza vicinanza, allo smarrimento una strada di fede. La storia concreta delle persone si intreccia con la storia della salvezza.

Qui cogliamo anche una delle grandi svolte della spiritualità medievale. Il Cristo non è più il ‘Christus Triumphans’, il Re glorioso che domina dalla croce, ma il ‘Christus Patiens’, il Cristo che soffre, con il capo reclinato e il corpo segnato dal dolore. E’ l’immagine che si afferma nel XIII secolo, anche grazie alla spiritualità francescana, che invita a contemplare l’umanità di Gesù e il suo amore portato fino al dono della vita”.

Un messaggio che rimanda ad una risposta?

“Il Cappellone non ci invita soltanto ad ammirare un capolavoro del Trecento, ma a riconoscere che anche la nostra storia, con le sue domande e le sue ferite, può entrare in dialogo con la storia di Cristo. E nel ‘Christus Patiens’ trovare la risposta più profonda: un Dio che non rimane distante dal dolore umano, ma lo assume, lo attraversa e lo trasforma in speranza”.

Quindi l’immagine è risposta ad una domanda?

“La capacità degli artisti del Cappellone era quella di far sentire la storia di Cristo, di Maria e dei Santi era storia che libera. Entrando nel Cappellone comprendiamo che i santi ci sono vicini”.

Quindi le pitture del Cappellone come funzione educativa?

More in Cultura

“Ora il Cappellone può ritornare a svolgere la sua ‘funzione’ di Bibbia dei poveri, cioè di testo pittorico che parla al cuore delle persone, comunicando fede e speranza”.

Mentre alla prof.ssa Marta Paraventi abbiamo chiesto di spiegare il motivo per cui si chiama Cappellone: Cappellone, in quanto è una cappella molto grande e soprattutto autonoma; quindi è distinta dalla chiesa: il Cappellone è stata pensato come luogo dove rappresentare le storie di san Nicola non in modo autonomo, ma all’interno della storia della Salvezza. Quindi le storie di san Nicola, dalla sua nascita fino alla sua morte, sono rappresentate nel registro inferiore con i personaggi dell’epoca. Queste storie sono ‘sovrastate’ dalle storie della Vergine Maria e dalle storie di Cristo e nelle volte dalla presenza degli evangelisti e dai dottori della Chiesa. Quindi san Nicola da Tolentino diventa elemento fondamentale all’interno della storia della Salvezza. Questo è importantissimo ed è stato reso possibile grazie a quello che era successo ad Assisi con Giotto, dove lì il ‘personaggio’ era san Francesco. Quindi non più solamente storie della Vergine e di Cristo, ma anche storie di uomini e di donne che avevano abitato luoghi comuni ed entrano nella storia sacra”.

Quindi il Cappellone è una ‘rivoluzione’ artistica?

“Quella che ha fatto Giotto ad Assisi, sì! Ma prima di Giotto l’hanno voluta i francescani, come in questo caso a Tolentino è stata la comunità agostiniana dell’epoca, che era in contatto con i centri più importanti di spiritualità agostiniana dell’Italia e dell’Europa”.

Allora gli affreschi del Cappellone, come quelli della basilica di Assisi, sono una consegna della Bibbia al popolo?

“Esatto! Era un modo di raccontare e rendere ‘eterna’ la storia di san Nicola, ma allo stesso tempo raccontare la storia di questo santo all’interno del Nuovo Testamento. Questo è importante, perché rafforza e rende centrale la figura di san Nicola da Tolentino”.

Fonte-Articolo di Simone Boraccina (ACI Stampa)-

ACI Stampa
Via della Conciliazione, 44
Roma, Italia

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Ildirettore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net