
Andrea Angeli, l’ultimo dono: Leopardi nella casa-museo di Pablo Neruda
Andrea Angeli, l’ultimo dono: Leopardi nella casa-museo di Pablo Neruda
di Maurizio Verdenelli
L’ultimo dono diAndrea Angeliè uno scoop che ho (colpevolmente) tenuto nel cassetto per più di due anni. La sua mail da Santiago del Cile è delle ore 12.41 del 24 agosto 2024. È una notizia che fa onore alla memoria della grande poesia mondiale, nel nome di Pablo Neruda e, naturalmente, a quello della cultura italiana e marchigiana.
Sottolinea anche l’anima di Andrea, che non dimenticava mai la passione per la ricerca e per la notizia, tipica del giornalista di razza. Quel giorno d’estate, in Cile, scopre che nella casa-museo del grande poeta dell’amore è ospitato, tra le opere letterarie esposte, anche Giacomo Leopardi.
E oltre a chi scrive — non dimenticava i primi tempi alMessaggerodi Macerata — lo annuncia per mail, tra gli altri, all’amica Olimpia Leopardi e al dottor Fabio Corvatta, direttore del Centro nazionale di studi leopardiani.
«Carissimi, forse non vi dico cose che non sappiate già. Ad ogni modo, nella casa-museo di Pablo Neruda, nei pressi di Valparaíso, a Isla Negra, tra i cimeli vari vi sono incorniciate solo quattro opere: G. Leopardi,L’Infinito; F. Petrarca,Canzoniere; Dante A.,Le Rime; J. du Bellay,Les Regrets.
L’immagine (che lui acclude e che accludiamo, ndr) non è un granché, ma le foto non sono permesse e ho ottenuto il via libera solo spiegando che non si trattava dello scatto del solito turista, ma di una foto per finalità scientifiche.
Firmato: Andrea A.»
Andrea Angeli, il ricordo a Roma e il legame con la cultura
Andrea Angeli è stato commemorato a Roma alla Società italiana per l’organizzazione internazionale (SIOI), alla presenza del sottosegretario generale delle Nazioni Unite ed ex ministro Staffan de Mistura. Successivamente, il ricordo è proseguito al Club degli Esteri, di cui Angeli era socio.

Andrea era stato ricordato anche in un convegno a Parolito, frazione di San Severino Marche, nel Giardino LK. In quell’occasione Emanuele Tacconi, in collegamento diretto da Gaza City, aveva partecipato all’incontro dedicato anche alla memoria di Angeli. Entrambi erano stati insigniti del premio “Maceratese nel mondo”.
Tacconi, da oltre tre anni coordinatore della logistica nella Striscia di Gaza, aveva risposto alle domande dei presenti, tra cui Anna Menghi e le professoresse Francesca Giorgetti e Maria Luisa Violini, raccontando la propria giornata di lavoro.
Emanuele Tacconi da Gaza: una quotidianità senza normalità
«Apparirebbe quella legata a una normale rete di percorsi preordinati», aveva spiegato Tacconi, riferendosi alla sua attività quotidiana. «Tuttavia, a Gaza di normale non c’è nulla: si convive con rischi gravissimi in ogni momento, in una terra dove la tregua viene infranta e dove si può morire dietro a ogni angolo».

Emanuele aveva aggiunto: «Potevo rompere il contratto firmandone altri più vantaggiosi e senza rischi, ma operando a Gaza si sa in coscienza che questo, moralmente e umanamente, non è possibile. Così sono rimasto e lo farò sino alla fine del mandato, che coincide il prossimo anno con il mio pensionamento».
La testimonianza di Tacconi, insieme al ricordo di Andrea Angeli, aveva riportato l’attenzione sul lavoro di chi opera in contesti internazionali segnati da conflitti e difficoltà, e sul valore della solidarietà e dell’impegno umano.
La mail dal Cile, con la segnalazione delle opere letterarie esposte nella casa-museo di Neruda, restituisce invece un altro aspetto della personalità di Angeli: la curiosità intellettuale, l’attenzione per la cultura e la capacità di riconoscere una notizia anche lontano dai luoghi abituali del proprio lavoro.
La presenza diL’Infinitoaccanto alle opere di Petrarca, Dante e del poeta francese Joachim du Bellay, così come descritta da Angeli nella sua comunicazione, rappresenta un legame suggestivo tra la poesia italiana e quella internazionale. Una scoperta che il giornalista volle condividere con studiosi e persone vicine al mondo leopardiano, e che oggi torna alla luce come testimonianza della sua passione per la ricerca.
La vicenda aggiunge un ulteriore tassello al ricordo diAndrea Angeli, uomo e giornalista capace di mantenere vivo, anche a migliaia di chilometri di distanza, il legame con la cultura e con le sue radici. Un dettaglio apparentemente semplice, come la presenza deL’Infinitonella casa di Pablo Neruda, diventa oggi una testimonianza preziosa della sua curiosità e della sua attenzione per le storie da raccontare.
Foto di copertina:Andrea Angeli al teatro Lauro Rossi il 5 giugno parla agli studenti del Classico
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