
Roma Capitale-Visita il Mitreo Barberini
| Roma Capitale- Dasabato 3 ottobreriapre al pubblico ilMitreo Barberini, straordinaria testimonianza delculto di Mitra nella Roma imperiale, situata all’interno del complesso diPalazzo Barberini. Ogni sabatosarà possibile scoprirlo attraversotre visite guidate, alleore 10.00,11.00e12.00. Le visite, della durata di45 minuti, sono riservate a un massimo di20 personeper turno. Rinvenuto nel1936durante i lavori per la costruzione dellaPalazzina Savorgnan di Brazzàe situato nei suoi ambienti seminterrati, ilMitreo Barberiniè un importante monumento di epoca imperiale romana, dedicato alculto di Mitra, divinità di origine iranica associata inizialmente alla garanzia dei patti e delle convenzioni e successivamente caratterizzata da una marcata dimensione militare. «La riapertura al pubblico delMitreo Barberinirappresenta unmomento di particolare importanzaper laconoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Roma. Restituire alla comunità questostraordinario luogo di cultosignifica renderenuovamente accessibile una testimonianza preziosa della storia della cittàe della complessità della società romana di età imperiale» sottolinea ilDirettore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, Thomas Clement Salomon, che aggiunge: «IlMitreoe la celebre rappresentazione dellatauroctonia, offrono al pubblico l’opportunità di entrare in contatto diretto con una delle espressioni più significative deiculti mistericidiffusi nel mondo romano. La tutela e la valorizzazione di un sito come ilMitreo Barberinirichiedono un costante equilibrio tra conservazione, ricerca e fruizione pubblica. La suariaperturacostituisce quindiun’occasione per rafforzare il rapporto tra il patrimonio archeologico e la cittadinanza, offrendo a studiosi, visitatori e nuove generazioni la possibilità di conoscere e apprezzare unbene di straordinario valore storico e culturale». Ilsantuario, realizzato riutilizzando strutture preesistenti del II secolo d.C., si presenta come unambiente di dimensioni contenute, lungo 11,85 metri e largo 6,25, con volta a botte e banchine laterali (praesepia) destinate ad accogliere i partecipanti ai rituali. A renderlo particolarmente significativo è lacomplessa decorazione ad affresco, che presenta pochi confronti nel mondo romano: tra questi, imitreidiMarinoeCapuae, aRoma, quello diSanta Prisca. La decorazione si sviluppa intorno alla rappresentazione dellavolta celeste, con isegni zodiacali, le personificazioni delSolee dellaLunae dieci quadretti laterali (pinakes) che illustrano episodi della storia e delle imprese sacre diMitra. Al centro della composizione si trova latauroctonia, la scena rituale in cui il dio, affiancato dai due portatori di fiaccole,CauteseCautopates, uccide il toro. L’immagine costituisce ilfulcro della simbologia mitraicae dell’intero apparato figurativo del santuario, in cui elementi narrativi e cosmologici si intrecciano nella rappresentazione del culto. |


| Info e dettagli sulla visita La visita alMitreo Barberiniè possibile esclusivamente conaccompagnamento guidato. Il biglietto perla visita al solo Mitreoha un costo complessivo di7 europer l’intero, di cui 2 euro per l’ingresso e 5 euro per la visita guidata. Per i visitatorifino ai 25 annieaventi diritto alla gratuità, il costo è di5 euro, corrispondente alla sola visita guidata. È inoltre disponibile unbiglietto integratoche comprendela visita al Mitreo e l’accesso alle collezioni di Palazzo Barberini e della Galleria Corsini: il costo è di17 europer l’intero, di7 europer i giovani tra i 18 e i 25 anni e di5 europer i minori di 18 anni e per le altre categorie aventi diritto alla gratuità del museo. In tutti i casi, la quota di 5 euro relativa alla visita guidata al Mitreo è compresa nel prezzo. |
Roma, 29 settembre 2026 –
Il Mitreo Barberini: un tesoro archeologico nel cuore di Roma
Nel cuore di Roma, un viaggio tra i capolavori dell’arte italiana e internazionale nella cornice di uno straordinario palazzo barocco.
Palazzo Barberini, il prototipo del palazzo barocco, è frutto del lavoro dei più importanti architetti del Seicento: Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.
Maffeo Barberini (Firenze 1568 – Roma 1644) viene eletto papa nel 1623 con il nome di Urbano VIII e due anni dopo acquista per i nipoti, investiti di cariche e onorificenze, una villa sul colle del Quirinale già della famiglia Sforza, e commissiona a Carlo Maderno (1556-1629) il nuovo palazzo di famiglia. L’architetto anziché demolire la villa la ingloba in un nuovo progetto architettonico: l’ala Sforza, ovvero la parte di edificio che affaccia sull’attuale Piazza Barberini, viene collegata ad un’altra ala, ad essa parallela, tramite un braccio centrale. La nuova pianta dell’edificio ha una forma ad “H” assolutamente innovativa. Maderno realizza una struttura ad ali aperte che incornicia un vastissimo giardino, con piante rare, cortili segreti e giardini all’italiana.
Oggi si accede al palazzo da via delle Quattro Fontane attraverso la facciata porticata, su cui si innalza una finta loggia vetrata, disegnata con ogni probabilità da Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), che succede a Carlo Maderno nella direzione del cantiere nel 1629.
Il cuore pulsante del palazzo è il maestoso salone di rappresentanza affrescato da Pietro da Cortona. A questo ambiente monumentale si accede attraverso una scala a pozzo quadrato, progettata dal Bernini, da un lato, e dalla straordinaria scala elicoidale a pianta ovale, probabilmente disegnata da Francesco Borromini (1599-1667).
A partire dal 1620 ca. numerose maestranze lavorano alle decorazioni interne ininterrottamente fino alla metà del Settecento, quando l’ultima erede diretta, Cornelia Costanza, fa realizzare un appartamento in stile rococò all’ultimo piano.
I discendenti della famiglia Barberini hanno abitato l’appartamento settecentesco del palazzo fino al 1955.
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