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Arte, cultura e spettacoli

Festival biennale: venerdì “Armonici Respiri” con Michele Bianco

 

 

Ascoli Piceno, Fisarmonica “sdoganata”: ecco il nuovo musicale che avanza

 

Ascoli Piceno, 19/04/2017 – L’associazione culturale ascolipicenofestival, nel tentativo di reperire maggiori risorse e di mantenere sempre alta la qualità della rassegna musicale, trasforma in biennale il tradizionale Festival che si svolge a settembre e che l’anno scorso ha festeggiato la ventesima edizione. Anche se il Festival, dunque, si svolgerà nel 2018, quest’anno, a settembre, ci sarà un’anteprima di grande rilievo nel weekend del 22, 23 e 24. La proposta della presidente Emanuela Antolini è stata approvata all’unanimità nell’assemblea generale dei soci. <Una decisione molto sofferta – sottolinea Antolini –  ma inevitabile difronte alle difficoltà crescenti per garantire un budget adeguato per una rassegna internazionale come la intendiamo noi capace di attrarre pubblico da tutta Italia. Ma non abbandoniamo il campo, tutt’altro. A settembre ci sarà un ciclo di appuntamenti con artisti di altissimo livello. Più altri eventi nei prossimi mesi. La nostra attività rimane intensa per offrire musica di qualità, favorire il turismo culturale, avvicinare i giovani e aiutare la rinascita post terremoto del nostro territorio che con la bellezza della musica potrà tornare a vivere e sorridere.>.

Venerdì prossimo 21 aprile, ore 20,30, nell’auditorium “Emidio Neroni” della Fondazione Carisap, arriva subito un concerto di ascolipicenofestival molto particolare, dedicato alla fisarmonica, intitolato “Armonici Respiri”.

Se, sbagliando, qualcuno pensa che la fisarmonica non sia uno strumento “nobile” quindi non in grado di entrare nelle corde della musica classica ma solo in quelle del folk, sarà clamorosamente smentito. “Armonici Respiri” fa parte del cartellone “Ascoli Musiche” in collaborazione con il Comune e l’Amat e vede protagonista la fisarmonica di un giovanissimo fenomeno, Michele Bianco, originario di Galatina (Lecce), che oltre ai tanti premi ricevuti, l’anno scorso, ha incantato pubblico e giuria al Premio internazionale di fisarmonica (Pif) Città di Castelfidardo dove ha conquistato la vittoria col trio <Lecce Accordion Project> nella categoria musica da camera e il terzo premio nella sezione musica classica senza limiti di età.

Con questo concerto ascolipicenofestival conferma la sinergia con il Pif Città di Castelfidardo e sancisce lo “sdoganamento” della fisarmonica nella musica da camera.

<Gli spettatori – commenta Antolini – scopriranno il nuovo musicale. Un concerto di fisarmonica “Bayan”, strumento che esprime l’identità musicale russa, scoperto all’inizio del XX secolo, è un evento raro per uscire dal campo del folklore per addentrarsi non tanto nel classico quanto nel nuovo musicale che sta emergendo>. Michele Bianco il nuovo musicale lo va cercando anche al di fuori della culla dell’Occidente, in Finlandia, ad esempio, in Ucraina o in Russia. Le sue esecuzioni vanno al di là della classicità e dello sperimentalismo. Insomma un concerto da ascoltare con curiosità e interesse.

Il programma prevede brani di Bach, Semionov, Vlasov, Ganzer, Tchaikowskij, Ligeti e Hermosa. Michele Bianco frequenta il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. E’ stato vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali. Ha partecipato in tivvù a <Uno Mattina in Famiglia” su Rai 1. Ha collaborato con il soprano Katia Ricciarelli in uno spettacolo autobiografico firmato da Maurizio Costanzo. Biglietto di cortesia a 3 euro in vendita presso la Biglietteria del Teatro Ventidio Basso in piazza del Popolo.


Katyn, l’eccidio raccontato da Andrzej Wajda 

 

di Gian Luigi Pepa

13/04/2017 – Ricade la ricorrenza del massacro di Katyń, il 13 aprile 1943 (giorno della scoperta), esecuzione da parte dell’ Armata Rossa di soldati e civili polacchi risalente al 5.3.1940.
Nel 2009 ho visto il film che veniva boicottato nelle sale, perché la verità della storia viene negata, e scrissi un articolo da pubblicare come facevo da anni e gratuitamente presso un giornale locale, che però questa volta non mi venne pubblicato e da alloro non ho più scritto per tale giornale. Ricade l’occasione per richiamarlo.
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Andare al cinema è un’attività culturale ed anche utile per rilassarsi, certo ma di fronte ad un film realistico che produce un dramma degli uomini ed una tragedia della storia politica, non esiste pace.
Al Cineforum di Ascoli Piceno, hanno trasmesso Katyn un film del registra polacco Andrzej Wajda che narra una strage di polacchi nella foresta di Katyn nel 1940 ad opera delle milizie comuniste sovietiche.
Il registra rievoca la memoria di una pagina oscura della seconda guerra mondiale, meglio conosciuta come “patto di non aggressione” tra l’Unione Sovietica e la Germania, concluso dai rispettivi Ministri degli Esteri Molotov e Von Ribbentrop, successivo agli accordi per l’invasione della Polonia con cui si determinavano le zone di confine e la divisione del territorio polacco.
Nel 1940 la foresta di Katyn era sotto il controllo sovietico ed il 5 marzo di quell’anno, 22 mila polacchi tra intellettuali ed ufficiali dell’esercito, vennero uccisi dalla polizia sovietica con una efferatezza tale, ove le vittime venivano strappate alla vita con un colpo secco alla nuca, una ad una e poi gettare in una fossa comune, scene agghiaccianti che hanno generato in sala un sordo silenzio che si è protratto sino alla fine sconcertante del film.
Il registra polacco, con questo film di grande valenza, ha rinnovato in patria il dolore della tragedia subita rievocando la recente storia di sottomissione alla dittatura comunista.
Un dramma iniziato con la strage della classe dirigente diretta all’annientamento dell’anima intellettuale del Paese, finalizzato all’annientamento meticoloso dell’anima polacca, continuato poi per parecchi anni.
Come spettatore, nel guardare i soldati polacchi, ho avuto una forte sensazione: persone per bene, cavalieri d’altri tempi, mossi dall’orgoglio di Patria e dall’intrepido senso del dovere, come quando il capitano di cavalleria nel baciare la moglie e la figlia, appena prima di essere trasferito in un campo di prigionia, rectus di sterminio, risponde “non voglio scappare debbo rimanere con i miei uomini che esempio darei”, manifestazione profonda di lealtà e coraggio.
Ed ancora, pur rilegati in prigione, pieni di forza e di fede, con la speranza in Cristo per uscire da quella situazione angosciante, ma invano poiché gli estremisti di un ideologismo forzato non hanno esitato un istante dall’ammazzarli tutti con una ferocia inaudita ed indifferente, anche mentre i polacchi pregavano con il rosario in mano.
L’indifferenza del gesto routinaro, il colpo alla nuca, è la vera gravità dimostrativa non solo dell’atto disumano ma del comunismo, quale male assoluto del ventesimo secolo.
I sovietici tentarono di negare le proprie responsabilità imputandole ai tedeschi e per questo spostarono la data dell’eccidio al 1941, successivamente all’invasione tedesca, malgrado la prova inconfutabile data dalle vittime e raccontata nel film dal capitano di cavalleria, che annota con precisione date ed eventi in un diario, consegnato alla moglie e conservato come reliquia delle verità.
Al tempo i paesi democratici non cercarono la verità, di fatto conniventi nell’omertà con i comunisti.
D’altronde per circa sessant’anni la verità è stata occultata ad intere generazioni di studenti, anche nella nostra democratica nazione, ove gli intellettuali di sinistra hanno distorto la verità nei libri di testo, omettendo fatti rilevanti di stragi anche di italiani, come le Foibe ad opera dei comunisti slavi, con la connivenza di partiti come quello comunista italiano asserviti ai finanziamenti sovietici.
Alla fine del film nella sala era sceso il silenzio più assoluto, nessuno aveva il coraggio di alzarsi, l’effetto dirompente di tonfo nello stomaco, l’essere stati spettatori di tale orrore del dramma di uomini su altri uomini.
Un bel film, che induce ad una profonda riflessione o forse proprio per questo iniquamente censurato dalla dominante pseudo cultura filo comunista che ne ha impedito l’uscita, poiché sembra sia stato distribuito in pochissime copie.
Da un lato, emerge la dignità di un popolo orgoglioso delle proprie radici che si oppone alla prepotenza comunista ed il loro profondo senso cattolico, elemento propulsivo che li induce a resistere, come in quegli anni un giovane prete, un futuro Papa, insegnava, dall’altro esseri, non più uomini, mossi da un puro odio ideologico.
Finalmente oggi a distanza di tanti anni molti autori cominciano a raccontare, cercando di ricostruire, la verità della storia, che la mia generazione non ha potuto conoscere perché costretta a subire il bullismo intellettuale dei falsi moralizzatori, ma chi ha sempre creduto negli ideali di libertà si è sempre opposto ad ogni forma di prepotenza politica e culturale, per la verità e la memoria storica.


Arte nella Pietra – Ascoli Piceno, 17 aprile

 

 

Ascoli Piceno, 10/4/2017 – “Arte nella Pietra”, la caccia al tesoro storico artistica organizzata da ArtiColate ASD Ascoli in collaborazione con Gate-away.com e che raccoglie danza, canto, musica, arti visive avvolti nel fascino della “Città delle cento torri” ti aspetta il 17 aprile a partire dalle 15,30, lunedì di Pasquetta, ad Ascoli Piceno. Una città meravigliosa da scoprire e che ha tanto da mostrare, nonostante il terremoto e ancor più dopo il terremoto.
Arte, cultura, meraviglia: tutto ad Ascoli Piceno. Un luogo simbolo per una caccia al tesoro che porterà i partecipanti, tramite il lancio di un dado, a raggiungere quattro luoghi segreti in cui si terranno performance artistiche originali che animeranno i vicoli del centro storico ascolano.

“Arte nella Pietra”, giunta alla quarta edizione, è organizzata dall’associazione ArtiColate in collaborazione con Gate-away.com, con il patrocinio del Comune di Ascoli Piceno e con il contributo di: Fondazione Carisap, Fainplast, Graziano Ricami, Città delle Stelle, Coop Alleanza 3.0, Vivenda e Consorzio Tutela Vini Piceni.

COME SI PARTECIPA?

Dalle 15,30 alle 18,30 potrai registrarti al punto accoglienza in piazza Arringo.
La partecipazione è gratuita.
Fatta la registrazione, lancerai il dado che determinerà la prima tappa della tua caccia al tesoro: con la mappa che ti verrà consegnata potrai trovare il luogo segreto per assistere alla prima performance. Potrai di nuovo lanciare il dado e scoprire la seconda tappa della tua caccia al tesoro.
Le esibizioni alle quali potrai assistere sono quattro, come quattro sono i luoghi segreti di Ascoli in cui si svolgeranno. E quattro sono i temi di Arte nella Pietra 2017 che scoprirai lanciando il dado: i protagonisti sono gli artisti Pietro Cardarelli, il Collettivo Luna Dance Theater, ArtiColate Danza, The Holograms, Officina D’Autore e Groovin’ Brothers.

Sogni nella pietra
La compagnia di danza e alcuni attori della scuola Articolate, con la partecipazione del trio acustico Officina d’Autore, metteranno in scena una performance dedicata al sogno. Un omaggio ai cavalieri erranti, a tutti quelli che ancora si commuovono, ai grandi slanci, alle idee e alle passioni.
Una location nota ai più ma sempre suggestiva per la sua bellezza e maestosità
Ad accompagnare il tutto Lella Palumbi ci farà strada attraverso i mille segreti del magico luogo in cui si terrà la performance con note di storia e archeologia.

Segreti nella pietra
In un luogo sconosciuto ai più, spirituale e magico, il gruppo femminile delle Holograms porterà in scena un repertorio che abbraccia diversi generi musicali, spaziando dal rock, al pop, al blues, allo swing e al country. Il tutto con arrangiamenti originali e una formazione davvero particolare, nella quale, accanto a strumenti moderni quali la batteria, il basso e la tastiera, compaiono l’ukulele e due strumenti classici, ovvero il violino e il violoncello.
Degustazione vini del Consorzio Vini Piceni e spettacolo magico di giocoleria a cura di Katia De Cesare.

Terra sulla pietra
Con le coreografie di Simona Ficosecco torna l’acclamatissimo collettivo Luna Dance Theater di Ancona con “Wood”, uno spettacolo di teatro danza che è un viaggio nel più profondo bosco, alla ricerca di sentieri inesplorati della nostra anima.

Contrasti nella pietra
Una location urban style in un luogo d’altri tempi e dalla forte connotazione di contrasto.
Live painting di Pietro Cardarelli, artista poliedrico, noto ai più per la sua attività di video artist e scenografo.
I Groovin’ Brothers, storica crew di break dance di Ancona residente de la Luna Dance center e capitanata da Paolo Swift, presenterà “A beautiful imperfection”, un’avventura tribale, una cattura all’ultimo respiro. Il tutto accompagnato dalle note hip hop di Dj Chiarella.
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Info 320 9579081 www.articolate.com


“Time”: il tempo per lasciare traccia di sé

 

 

Napoli, 27/03/2017 – Time: il tempo per lasciare traccia di sé. A volte gli incontri più “magici” e fortunati nascono per caso o per “fato” e sono destinati a tracciare le rotte di una lunga strada insieme. Ve la ricordate, tra l’altro, la storiella di Newton a cui cade una mela in testa e che così “intuisce” l’esistenza della gravità e ne elabora la relativa legge? Circa un anno fa Gennaro Morra, che sta per fare uscire la sua prima raccolta di poesie, intitolata “I versi della carrozzella”, e che già pensa a come organizzare una presentazione fuori dagli schemi scopre per “caso” che qualche centinaio di metri più avanti rispetto a casa sua, in un garage senza numero civico, prova un gruppo di talentuosi ragazzi, gli InternoZero, capitanati da Gianluca Aiello.

Ne ascolta una canzone, ispirata a Gianluca dalla storia del fratello Marcello, morto dopo aver lottato strenuamente e fieramente contro un “mostro”, e riconosce in quelle parole frammenti intensi del suo stesso percorso, dato che lui tra l’89 e il 90’ ha sua volta intrapreso una battaglia contro un tumore, uscendone, però, vincitore. E’ come guardarsi in uno specchio per riconoscersi. E’ nata la scintilla di un’alchimia destinata a crescere.

“Per presentare il mio libro volevo qualcosa che non fosse un noioso monologo unidirezionale – racconta Morra – ma che si trasformasse in un dialogo capace di coinvolgere il pubblico, miscelando diversi linguaggi, dalla poesia, con alcuni reading, alla musica. Essendo il mio testo autoprodotto, attraverso il sistema del self publishing, avevo l’onere, ma anche l’onore e una maggiore libertà, di poter organizzare tutto. Così ho pensato di coinvolgere questo giovane gruppo in un evento all’insegna della sperimentazione”. L’esperimento ha successo, piace, entusiasma, e le tappe si moltiplicano, dando vita ad uno spettacolo in germe.

Ad ospitare lo spettacolo è il palco del teatro Il Primo, e nello specifico la rassegna di musica di artisti emergenti della scena partenopea Napoli Underground che offre a giovani talenti, occasione più unica che rara, la possibilità di farsi conoscere. Padroni di casa Andrea Bonetti e Reika Hinch. A scrivere i monologhi, che vengono intervallati dalle canzoni graffianti degli InternoZero, sono proprio Gennaro Morra e Gianluca Aiello.

Sul palco ad accompagnare Gianluca Aiello, Roberto Savastano e Rosaria Reale, la voce intensa di Rosanna Coppola e le note di sprigionate dalla chitarra di Luigi Panico. Ospiti d’eccezione Arturo Caccavale, con la sua tromba, e il cantautore, regista ed autore di teatro Gennaro Monti, che sottolinea come al di là e nonostante la scarsità di risorse se ci sono artisti di livello lo spettacolo prende forma e sostanza e vola alto. (cinquenews)

 


“FASHION BREAK”, FORMAT TELEVISIVO CHE RENDE ONORE ALLA VERA BELLEZZA

Ascoli Piceno 22/03/2017 – Ed ecco a voi la nostra prima modella del prossimo format televisivo: “Fashion Break”, ideato da Evelin Bargiacchi. Uno shooting video e foto nella stupenda Ascoli Piceno, con i vestiti in fibre naturali della stilista Wanda Bovara

www.centraliapress.com

 



Martedì primo appuntamento dell’anno per ascolipicenofestival

La musica va a scuola, concerto di undici chitarristi all’Istituto Celso Ulpiani

 

Ascoli Piceno 19/03/2017Doppio evento per celebrare la giornata mondiale dell’acqua. E’ l’Istituto di Istruzione Superiore Celso Ulpiani di Ascoli ad ospitare, mercoledì prossimo, inizio alle ore 19, ingresso libero,  il primo concerto del 2017 dell’associazione culturale ascolipicenofestival.  A conclusione della celebrazione della Giornata mondiale dell’acqua, che vede impegnati gli studenti  in una serie di attività, l’Ensemble Chitarristico Piceno, formato da undici musicisti, dà vita a Guitar’s trip, viaggio nel mondo della chitarra classica.
“L’acqua, musica per la nostra vita”, il sottotitolo dell’appuntamento dalla valenza molto esplicita.Vengono eseguiti brani di Schubert, Pachelbel, Brouwer, Machado, Amelkina-Vera, Carpi e Kindle.
L’Ensemble Chitarristico Piceno, fondato dai professori Luigi Travaglini e Luigi Sabbatini, è riuscito a riunire varie generazioni di chitarristi, concertisti e didatti di provata esperienza, giovani concertisti emergenti e giovanissimi studenti scelti tra i più meritevoli. Suggestivi riflessi timbrici, sonorità intime e calde, spaziando dalla musica classica a quella di derivazione popolare fino al barocco, fanno di questo viaggio un concerto molto interessante.Fanno parte della formazione Enrico Antonini, Eleonora Canzian, Irene Cardi, Edoardo Cellini, Samanta Corradetti, Lorenzo Gennari, Irene Marrone, Pierfrancesco Maselli, Luigi Sabbatini, Andrea Talucci e Luigi Travaglini.
Al termine aperitivo in cantina a cura degli studenti dell’Alberghiero. Con questo concerto l’associazione ascolipicenofestival, presieduta dalla prof.ssa Emanuela Antolini, da sempre impegnata nella formazione musicale dei giovani,inizia una significativa collaborazione con l’Istituto Celso Ulpiani, con a capo la dirigente Maria Luisa Bachetti, attraverso un progetto che vede una serie di incontri, tenuti dal prof. Giuseppe Patriarca, per avvicinare gli studenti alla musica. Accanto a queste lezioni extra anche musica dal vivo per completare il percorso. L’Istituto amplia così la sua offerta formativa offrendo agli studenti  una ulteriore occasione di crescita culturale.Prossimo appuntamento di ascolipicenofestival il 21 aprile con il fisarmonicista Michele Bianco (auditorium Neroni, ore 20,30)

Capodarco di Fermo 22-25 giugno 2017

XI° Edizione Premio L’ANELLO DEBOLE

 

11/03/2017 – “Corto Giovani” è promosso in collaborazione con il premio letterario Coop for words, il riconoscimento che Coop Alleanza 3.0 assegna da 14 anni a giovani autori di racconti, poesie, testi di canzoni ecc.

Il gemellaggio tra i due premi avverrà nel modo seguente: gli autori di video cortometraggi su temi sociali e ambientali dovranno consegnare la loro opera entro il 14 aprile, seguendo le indicazioni del bando 2017 (partecipando ovviamente non solo a “Corto Giovani” ma anche a una delle sezioni ordinarie della competizione).

Il video vincitore sarà scelto dalla giuria di qualità, annunciato e proiettato nella serata finale del Capodarco L’Altro Festival, il 24 giugno. Il premio, di 1.000 euro, verrà invece consegnato all’autore nella sessione dedicata a Coop for words durante il Festival della Letteratura di Mantova 2017.

“Corto Giovani” si aggiunge alle sei sezioni in concorso e ai due premi speciali già previsti dal bando 2017, quelli dedicati ai “Web-doc” e ai video brevi sul volontariato.

Il premio speciale “Web-doc” è un riconoscimento, assegnato dall’agenzia giornalistica Redattore Sociale, ai migliori documentari concepiti e realizzati per la diffusione su internet, dedicati sempre ai temi sociali e ambientali. I vincitori saranno ospiti del Capodarco L’Altro Festival e riceveranno un monile con il simbolo del premio.
E’ promosso e assegnato da BiR Onlus (Associazione bambini in Romania) il premio speciale “Volontariato oltre gli stereotipi”, per il miglior video cortometraggio di durata inferiore a 6 minuti che abbia trattato i temi del volontariato e delle esperienze di cittadinanza con un linguaggio innovativo, rivolto soprattutto ai giovani. Il vincitore verrà scelto tra i partecipanti alle sezioni “Cortissimi della realtà”, “Cortissimi di fiction” e “Ultracorti” e riceverà un premio in denaro di 1.000 euro.

Tutti i dettagli sono nell’articolo 11 del bando.


ASCOLI PICENO, I CONCERTI DA NON PERDERE

 


DUE SERATE ALL’INSEGNA DI MUSICA E ARTE

 

 Un evento da non perdere organizzato dall’Associazione “Nell’arte” di Gian Luigi Pepa

 

San Benedetto del Tronto 23/02/2017 – L’Associazione Nell’Arte di Gian Luigi Pepa organizza insieme a Marco Pietrzela ed all’Associazione Ascoli per Ascoli due serate importanti all’insegna della musica e della pittura:
1) giovedì 9/3/2017, ore 18,00, presso il Circolo Cittadino di Ascoli Piceno;
2) sabato 11.3.17, ore 18,00, presso la Sala Venere (avanti la fontana dei cani). Il concerto dei musicisti che vengono dalla Germania (segue curriculum vitae), e gli artisti che presenteranno un opera a testa.
E’ un palcoscenico per l’arte, un opportunità per gli artisti ed un gradevole incontro per gli appassionati della cultura…

Il Flautista, Johannes Meyer
Date of birth: 2.4.1954 in Berlin
1961 Emigration to Australia
Young musical education at the Elder Conservatorium of Music in Adelaide
Instrument: Violin
1971 Matriculation
1971 Substitute for 30 subscription concerts at the Adelaide Symphony Orchestra
(Australian Broadcasting Commission)
1972 – 1975 Permanent member of the Stuttgart Chamber Orchestra in Germany
1975 – 1981 Academic studies with André Gertler and performing degree with Attila Aydintan at the State Academy of Music and Theatre in Hannover, Germany.
1981 – Permanent member of the North German Radio Philharmonic Orchestra in Hannover Substitute at the Hamburg State Opera CD-recordings with the International Bach Academy / Helmuth Rilling. La pianista, Hye-Yeon Kim developed her skill in the art of piano playing in Busan, South Korea. After graduation she came to Germany and continued her studies for a Masterdegree as a student in correpetition in Stuttgart. Beginning in 2011 until the end of 2016, she was appointed as a pianist and correpetitor for the theatre in the city of Lüneburg. Commencing 2016 she is acclaimed to work for the Hamburg Ballet of John Neumeier.


ELENA TAFFONI, ARTISTA A TUTTO CAMPO

 

San Benedetto del Tronto 19/02/2017

Elena Taffoni è senza ombra di dubbio un’artista a tutto campo. Nata il 23 Agosto del 1981 a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, è pittrice/illustratrice/insegnante di pittura/educazione musicale/lingua inglese. Tecniche predilette: olio, acquerello, pastello, penna, matita, carboncino, sanguigna.Lavora come illustratrice per Dreamstime.com. E’ inoltre diplomata in teoria musicale e solfeggio nel 2004 al Conservatorio Pergolesi di Fermo. Studia pianoforte, tastiera e violino all’Istituto Musicale Vivaldi di San Benedetto del Tronto.Nel 2008 partecipa come illustratrice alla realizzazione del video “That Cooler Host”, scritto e diretto da Valentina Alfonsi, e ne compone la colonna sonora. Scrive romanzi brevi, storie, fiabe e racconti. Nel 2006 scrive il suo primo romanzo “CARLO”. Personalità eclettica, è curatrice di corsi di pittura dedicati specificamente agli adulti.


Un amore profondo e travagliato in “Emozioni parallele”.

A Roma il libro di Luisanda Dell’Aria

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ROMA 15/02/2017 – Presentazione di Emozioni parallele, di Luisanda Dell’Aria. “Emozioni parallele”, della scrittrice romana Luisanda Dell’Aria, edito per la casa editrice Caosfera, è la storia di un amore profondo e travagliato raccontato in prima persona dalla protagonista, Vittoria.
Il libro verrà presentato mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 19,30 presso la Libreria Assaggi di Roma (via degli Etruschi 4).
 
Il romanzo “Emozioni Parallele”, uscito prima in self publishing nel settembre 2012, è stato apprezzato e recensito su diversi siti (Amazon, La Feltrinelli, il piacere di scrivere, Il Salvagente, ilmiolibro.it…), e a fine 2016 ha conquistato la casa editrice Caosfera. Il prossimo 22 febbraio alle 19,30 verrà presentato a Roma, presso la Libreria Assaggi, in via degli Etruschi 4. La presentazione sarà introdotta e moderata dalla dott.ssa Virginia Piccolillo, giornalista del Corriere della Sera. Oltre all’autrice, saranno presenti lo psicologo Luca Morviducci e l’attore Luigi Petrucci, che leggerà alcuni brani del libro.
Vittoria, Alfredo, Sara, Leone, “emozioni parallele”, quattro cuori che s’incontrano e s’intrecciano, si strattonano e si feriscono, cercando di raggiungere il proprio sogno ad ogni costo, in un fluire emozionale di coincidenze e casi nell’illusione di essere autori della propria storia.
Luisanda Dell’Aria è nata a Roma, dove vive, nel 1961. E’ funzionaria dello stato impegnata nella pubblica amministrazione, nella quale crede profondamente, da più di trent’anni. Ha pubblicato, in e-book i racconti: Innocente, Una storia semplice, Lui e lei, Amanti, Matrimonio al buio, Laura, Quel signore alla mia sinistra, La favola di Vita mia e Ciccio amore. Inoltre il suo racconto Dieci anni è presente nell’antologia del mistero, del grottesco e della follia Dritto al cuore (Galaad Edizioni), a sostegno della Fondazione Bambin Gesù Onlus. Con il racconto Il commissario ha vinto il concorso letterario “Parole per strada” edito dall’Associazione culturale Il Furore dei Libri per la realizzazione dell’antologia 100 racconti Città di Rovereto, dal tema “Lasciami andare”. (Cinquenews)

La risposta alla domanda “cosa ci rende umani?”

 

A Milano “Human”, di Yann Arthus-Bertrand

MILANO – Human. Domenica 26 febbraio 2017, Milano, ore 17. Domenica 26 febbraio alle ore 17 presso il Mic – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Human, documentario di Yann Arthus-Bertrand in cui si intrecciano una moltitudine di storie diverse alla ricerca della risposta alla domanda “cosa ci rende umani?”

Nell’arco degli ultimi tre anni, il regista Yann Arthus-Bertrand ha viaggiato in più di 60 Paesi e ha intervistato più di duemila persone in decine di lingue diverse, per cercare di rispondere a una domanda tanto semplice quanto profonda.
Questo documentario raccoglie storie e immagini accomunate dal fatto che mostrano ciò che è presente in ogni uomo, il suo lato più oscuro e quello più nobile. Il film, con storie sia crudeli e violente sia piacevoli e delicate, spinge a far riflettere sulla varietà e sulla diversità del genere umano.
Non esiste una persona identica a un’altra: siamo tutti diversi l’uno dall’altro, per le nostre vite, i nostri sentimenti, il nostro aspetto fisico. Ma tutti noi siamo accomunati proprio dal fatto di essere umani, di sentire come sentono gli umani e pensare come pensano gli umani: Human è ciò che noi tutti siamo, dalla nascita fino alla morte. La terra, la nostra terra è sublimata attraverso immagini aeree inedite – accompagnate da musica per esempio operistica – che testimoniano la bellezza del mondo e offrono momenti di respiro e di introspezione. Human è un’opera di impegno che ci consente di abbracciare la condizione umana e di riflettere sul senso della nostra esistenza. Il film è interamente finanziato dalla Fondation Bettencourt Schueller.
Domenica 26 febbraio h 17 Human Yann Arthus-Bertrand, Francia, 2015, 191’. Presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2015) nella sezione Fuori Concorso.
Human è un’opera di impegno che ci consente di abbracciare la condizione umana e di riflettere sul senso della nostra esistenza.

Al Teatro Carignano “Sorelle Materassi”, adattamento di Ugo Chiti, romanzo di Aldo Palazzeschi

 

TORINO 28/01/2017Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale Stagione 2016/2017. Debutta al Teatro Carignano dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017 “Sorelle Materassi”, libero adattamento di Ugo Chiti, dal romanzo di Palazzeschi, con Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati, regia Geppy Gleijeses.
Martedì 31 gennaio 2017, alle ore 19,30, al Teatro Carignano, andrà in scena Sorelle Materassi libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi (edito da Mondadori Libri), con la regia di Geppy Gleijeses. Lo spettacolo è interpretato da Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati e da Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini, Roberta Lucca. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Ilaria Salgarella, Clara Gonzales, Liz Ccahua coordinate da Andrea Viotti dell’Accademia del Costume e della Moda di Roma, le luci di Luigi Ascione e le musiche di Mario Incudine.
Sorelle Materassi – prodotto da Gitiesse Artisti Riuniti – sarà replicato al Carignano, per la Stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, fino a domenica 12 febbraio.
Dal celebre romanzo di Palazzeschi, Ugo Chiti ha ricavato una commedia tagliata su misura per tre grandi signore del teatro: Milena Vukotic, Lucia Poli, Marilù Prati.
Dopo un periodo di intenso fermento sperimentale, Aldo Palazzeschi sceglie di irregimentare la sua brillante vena letteraria in un’opera apparentemente tradizionale, pubblicando nel 1934 Sorelle Materassi. 1918, borgo di Santa Maria a Coverciano a Firenze: Carolina e Teresa Materassi sono due sorelle cinquantenni, zitelle invecchiate precocemente nel lavoro di ricamatrici. Figlie di una madre succube e di un padre farfallone, le due donne si sono adattate a una smorta ed operosa esistenza, che comprende anche la sorella malmaritata Giselda e la serva Niobe.
In questo nucleo ben consolidato, dove le giornate si susseguono nel ricamo di corredi da sposa e biancheria di lusso per la borghesia benestante, irrompe Remo, il figlio quindicenne della defunta sorella Augusta. Il ragazzo, bello, vitale e spregiudicato, attira subito le attenzioni e le cure delle donne i cui sentimenti parevano sedati dalla confortante noia della provincia. Quando Remo si rende conto della sua nuova posizione, ne approfitta senza ritegno, dilapidando la fortuna delle due zie, costrette a porre rimedio a tutte le imbarazzanti situazioni in cui le precipita il ragazzo.
TEATRO CARIGNANO, 31 gennaio – 12 febbraio 2017 SORELLE MATERASSI, libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Aldo Palazzeschi con Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati e con Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini, Roberta Lucca regia Geppy Gleijeses scene Roberto Crea costumi di Ilaria Salgarella, Clara Gonzales, Liz Ccahua coordinate da Andrea Viotti dell’Accademia del Costume e della Moda di Roma luci Luigi Ascione musiche Mario Incudine Gitiesse Artisti Riuniti. (Cinque news)

 

“Equilibrio precario”, storia di una trentenne “bambocciona”

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copertina

Presentazione di “EQUILIBRIO PRECARIO

Elisa, precaria e bambocciona solo per necessità. Questo è il suo diario, quasi privo di riferimenti cronologici precisi. A trentadue anni si sente ad un bivio, dopo aver inseguito per anni la sua passione per il giornalismo ed aver vissuto da precaria, senza certezza alcuna. Costretta a tornare a casa con mamma e papà per esigenze economiche, passa da un precariato all’altro e scopre che l’unica certezza che ha al mondo è solo se stessa.

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Le donne e l’arte – Tracey Emin

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1963 a Londra, Inghilterra: vive e lavora a Londra.

Probabilmente sono sorte più leggende intorno a Tracey Emin che intorno a qualsiasi altra artista apparsa sulla scena negli anni’90 con l’etichetta della Young British Art. Storie che narravano il suo ritiro da scuola, i lavori precari, una vita sessuale selvaggia e tutti i traumi connessi – come perdere la verginità a 13 anni in quello che fu effettivamente uno stupro – apparvero ovunque, non solo sulle riviste d’arte. Lettori e spettatori furono informati su parti di feti morti, abuso d’alcol e scandalose apparizioni televisive. Queste storie di lussuria e dolore erano alimentate dalla stessa arte di Tracey Emin, uno sfruttamento impietoso della propria biografia, la cui immediatezza apparentemente esibizionistica può risultare scioccante. Lo spettatore diventa inconsapevole un voyeur che può soddisfare la sua ricerca del sensazionale in modo altrimenti offerto solo dai mass media; ma da Tracey Emin può trarre anche qualcosa che i mezzi di comunicazione di massa non offrono, poiché un analisi più attenta della sua arte svela un mondo poetico e precisamente definito, evidentemente autentico, in grado di proiettare una persona dentro la propria vita e propri problemi. L’individuale e l’universale, l’intimo e il pubblico si intrecciano continuamente dell’opera di Tracey Emin. All’interno di questo campo di forza l’artista riesce a intavolare un avvincente discorso su emozioni e desideri che incoraggia lo spettatore e le sue aspirazioni a tornare nel mondo altrimenti arido, accademico e “reificato” dell’arte. E’ proprio qui che risiede l’aspetto politico dell’arte di Tracey Emin. Il modo in cui alcuni eventi della sua biografia sono collegati con l’esperienza, la memoria e le preoccupazioni attuali della collettività si palesa in Everyone I Have Ever Slept Whith From 1963-1995. Tracey Emin rivestì le pareti interne di un piccola tenda igloo con variopinte lettere ritagliate che componevano i nomi di quanti avevano condiviso suo letto in quegli anni.

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Le donne e l’arte – Frida Kahlo

Frida Kahlo

Frida Kahlo 1907 – 1954 a Coyocàn, Messico

Frida Kahlo è riuscita e creare un linguaggio visivo universalmente comprensibile che unisce stile naif, realismo e surrealismo.

L’opera di questa artista messicana di fama internazionale, nata nel 1907, comprende più di 200 dipinti, per la maggior parte autoritratti  di piccolo formato. Questi, come anche le sue nature morte  e i ritratti di animali, rivelano una notevole forza espressiva e una scrupolosa attenzione ai particolari. Molto spesso le sue opere sono una straziante testimonianza delle sue sofferenze fisiche e mentali e rivelano una sconcertante immediatezza che le rende indimenticabili.

Da piccola Frida Kahlo fu costretta a restare a letto nove mesi a causa della poliomielite , che le provocò una grave malformazione a un piede, mentre a 18 anni fu coinvolta in un incidente stradale. L’autobus su cui viaggiava si scontrò con un tram  e Frida Kahlo fù trafitta da un palo di metallo fratturandosi la colonna vertebrale, il bacino e le gambe. Rimase ricoverata un mese e fù poi costretta a portare un busto di gesso per altri nove mesi. Nel periodo trascorso in ospedale Frida Kahlo cominciò a disegnare e a dipingere, prima l’incidente, poi se stessa. Il suo primo autoritratto  che risale a l 1926, la ritrae in posa erorica. Ne seguirono molti altri, a proposito dei quali dirà che dipingeva se stessa perché, passando molto tempo da sola, era il soggetto che conosceva meglio.

La sua vita fu una lotta costante contro la morte, un destino crudele difronte al quale non si rassegnò mai, ma che per lei fù una dura prova.

Nonostante Frida Kahlo fosse in contatto con i surrealisti parigini ( in particolare Andrè Breton) e benché molti critici la considerassero surrealista, ha affermato “Non sapevo di essere surrealista finché Andrè Breton non è venuto in Messico  e me lo ha detto”. Tuttavia non ha mai accettato questa definizione.” Non ho mai dipinto sogni. Quello che ritraevo era la mia realtà”. I suoi dipinti sono immagini interiori della realtà esterna. Anche se la sua arte si basa su elementi della sua biografia, lo spettatore può comprenderne e interpretarne i temi, le forme, i modelli e i simboli. L’irriducibile candore e l’immediatezza con cui affronta il suo destino in opere che riescono a rendere tangibili le sue angosce commuovono lo spettatore. E, benché la differenza di cui parla sua personale, le sue immagini sono sempre legate a motivi più ampi e universali. (Ulrike Lehmann)