Antonio Blasioli (PD)- vice Presidente del Consiglio Regionale Regione ABRUZZO

Abruzzo

Pescara- Antonio Blasioli (PD) sulla direzione sanitaria degli ospedali di Penne e Popoli

Pescara-Ospedali di Penne e Popoli, così ilVice Presidente Antonio Blasioli (Partito Democratico) –“Continua la penalizzazione degli ospedali di Penne e Popoli. La Asl di Pescara, con una delibera successiva all’approvazione del nuovo atto aziendale, nomina un solo Direttore medico per i presidi ospedalieri, nonostante lo stesso atto aziendale preveda due Unità operative semplici di Direzione medica, una per Penne e una per Popoli”.

L’atto aziendale della Asl di Pescara – dichiara Antonio Blasioli -, recentemente adottato con la delibera Asl n. 1381 del 3 agosto 2026, prevede infatti due specifiche Unità operative semplici per la Direzione medica dei presidi ospedalieri di Penne e Popoli. Eppure, con la successiva delibera n. 1293 del 5 agosto 2026, viene nominato un unico responsabile per i presidi ospedalieri, senza specificare a quale ospedale debba riferirsi.

Una scelta che appare in evidente contrasto con quanto previsto dallo stesso atto aziendale appena approvato e che pone interrogativi anche rispetto all’organizzazione della rete ospedaliera delineata dal DM 70.

Antonio Blasioli: “Iniziativa avviata tempo fa”

Da tempo portiamo avanti un’iniziativa per dotare gli ospedali di Penne e Popoli di una specifica Direzione medica di presidio. Lo abbiamo chiesto attraverso conferenze, richieste formali, interventi nel Consiglio comunale straordinario di Penne e interpellanze in Consiglio regionale. Richieste rimaste inascoltate per anni, fino a costringerci, dopo averle provate tutte, a rivolgerci ai Nas con una lettera lo scorso 1 luglio.

La recente nomina del Dott. Del Duca, al quale rivolgo personalmente i migliori auguri di buon lavoro, nasce tuttavia sotto un interrogativo evidente: perché procedere alla nomina di un’unica Direzione medica quando il nuovo atto aziendale, approvato appena due giorni prima, ne prevede una per ciascuno dei due presidi?

Ci saremmo aspettati che i consiglieri regionali di centrodestra chiedessero il rispetto dell’atto aziendale, a tutela degli ospedali di Penne e Popoli. Invece non abbiamo sentito una sola voce. Come è possibile che sia sfuggito un contrasto così evidente? E, soprattutto, come si intende garantire la piena attuazione di quanto appena approvato?

Noi non vogliamo rimanere inerti. Chiediamo la stretta applicazione dell’atto aziendale, perché quanto è previsto deve essere concretamente attuato e perché quella previsione risponde all’esigenza di garantire un’adeguata organizzazione dei presidi nel rispetto della normativa vigente.  

Non è un dettaglio. In altre Asl abruzzesi, come quella dell’Aquila, gli atti aziendali arrivano addirittura a prevedere Unità operative complesse di Direzione medica.

Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti: da una parte assistiamo alla progressiva riduzione delle articolazioni organizzative negli ospedali periferici, dall’altra al silenzio quando le poche strutture previste non vengono nominate e rese effettivamente operative.

Del resto, era stata proprio l’assessore Verì, nel corso del Consiglio regionale del 16 giugno, a rispondere a una mia interpellanza sul tema affermando che le procedure di nomina erano state «sospese in attesa dell’approvazione del nuovo atto aziendale». Che cosa sia accaduto tra quelle dichiarazioni e la successiva decisione della Asl lo abbiamo già chiesto all’assessore Verì e al Dipartimento Sanità. Attendiamo una risposta.

La carenza delle figure di Direzione medica nei due presidi dura ormai da troppo tempo. È inoltre necessario ribadire un punto fondamentale: Penne e Popoli sono presidi ospedalieri di base, sede di Pronto Soccorso, autonomi rispetto all’ospedale di Pescara. Non sono stabilimenti ospedalieri né possono essere semplicemente considerati sedi distaccate del presidio principale.

Il ruolo del Direttore Sanitario è disciplinato in primis dal R.D. 30 settembre 1938, n.1631 che all’Art. 22 ne individua la funzione nel “buon governo dell’ospedale”. Più recentemente, il D. Lgs. n. 502/1992, al comma 9 dell’articolo 4 prevede che: “nei presidi ospedalieri dell’unità sanitaria locale è previsto un dirigente medico in possesso dell’idoneità di cui all’art.17, come responsabile delle funzioni igienico-organizzative, su delega del direttore sanitario della unità sanitaria locale”.

Rivolgo quindi pubblicamente all’Assessore Verì e al Presidente Marsilio una domanda, auspicando una risposta in tempi brevi. Può un presidio ospedaliero come quello di Penne o quello di Popoli operare senza una propria Direzione medica di presidio? E ancora: può la Asl di Pescara operare in contrasto con il nuovo atto aziendale che prevede la figura di direttore medico di presidio per ciascun ospedale, in ottemperanza della L.r. 60/2023 che approva la nuova rete ospedaliera?

Il Vicepresidente del Consiglio RegionaleAntonio Blasioli

Pescara, 4 settembre 2026

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Abruzzo

Pescara, Antonio Blasioli (PD): “Ex Fea, gli allarmi della Asl confermano le nostre preoccupazioni”

Pescara, Antonio Blasioli (PD): “Ex Fea, gli allarmi della Asl confermano le nostre preoccupazioni”“La situazione dell’ex Fea continua a destare preoccupazione. Nonostante le numerose segnalazioni e richieste di intervento, ad oggi non si registra alcun passo in avanti per la messa in sicurezza dello stabile. Da settimane chiediamo che si intervenga su un’area che presenta evidenti condizioni di degrado e che, dopo il crollo di una parte del tetto, presenta anche ulteriori elementi di rischio.

Antonio Blasioli: “Nostre preoccupazioni confermate dalla Asl Pescara”

Le nostre preoccupazionisono state nel frattempo confermate dalla Asl di Pescara che, a seguito di un sopralluogo effettuato in data 7 agosto, ha rilevato una serie di criticità e ha chiesto al Comune di Pescara e alla Regione Abruzzo di procedere con specifici interventi di messa in sicurezza, bonifica e igiene dell’area. Eppure, mentre aumenta lo scambio epistolare tra gli enti e i soggetti coinvolti, sul posto non sembra muoversi nulla. E l’ultimo episodio dimostra quanto sia urgente intervenire.

Parliamo di quanto accaduto nella notte tra il 27 e il 28 agosto, quando sono stati sparati dei fuochi d’artificio proprio nella parte oggetto del crollo del tetto. A pochi centimetri dal tetto in legno che è ancora a terra, non rimosso, all’interno delle transenne che ormai non impediscono a nessuno l’ingresso. Cosa sarebbe potuto accadere è facile immaginarlo. Del resto, che le transenne non fossero sufficienti a impedire l’accesso all’area era già emerso durante la Festa di Sant’Andrea.

Seguo questa vicenda ormai dal 2 luglio 2026, quando inviai una lettera alla FEA s.r.l., la società che ha in concessione il bene di proprietà della Regione. Due giorno dopo si è verificato il crollo di una parte del tetto. A quella lettera non è seguita alcuna risposta, tanto che dopo un mese ho scritto a Comune, Regione e Asl di Pescara.

L’azienda sanitaria si è nel frattempo attivata: l’Ufficio Igiene, in data 7 agosto, ha realizzato un sopralluogo in loco e cinque giorni dopo, il 12 agosto, ha confermato in una nota tutte le nostre preoccupazioni chiedendo al Comune di Pescara, al servizio Pubblica incolumità e alla Regione Abruzzo di procedere con gli interventi necessari.

Ecco il quadro descritto dalla Asl: folta vegetazione all’interno, che fuoriesce sia dalla parte superiore sia da quella inferiore delle mura, condizioni di incuria, cancelli ossidati, persiane rotte sul lato mare, rifiuti di varia natura e all’interno una struttura in mattoni ammalorata e con porte divelte. Da qui una lunga serie di prescrizioni:

  1. Mettere in sicurezza il marciapiede, con particolare riferimento alle porzioni sporgenti, e procedere a una valutazione tecnica, da parte degli uffici competenti, dell’immobile e delle sue parti;
  2. Chiudere tutte le aperture: porte, finestre e cancelli, al fine di vietare l’ingresso a terzi non autorizzati e agli animali;
  3. Rimuovere e smaltire i rifiuti;
  4. Procedere allo sfalcio dell’area;
  5. Effettuare interventi di derattizzazione e disinfestazione.

Queste operazioni avrebbero dovuto essere eseguite entro 5 giorni ma ad oggi, quando sono ormai trascorsi altri 19 giorni, nulla si è mosso.

Ora è urgente e non più rinviabile procedere alla messa in sicurezza e all’ottemperanza delle misure richieste dalla Asl di Pescara. Chiediamo al Comune di Pescara di emettere un’ordinanza contingibile e urgente e di agire in danno qualora la società concessionaria o la Regione non provvedano a quanto richiesto.

Comune e Regione non possono restare fermi.

Se è vero che l’area è in concessione alla FEA s.r.l., è altrettanto vero che esiste un contenzioso dinanzi al TAR in merito al progetto presentato dalla Fea e approvato dal Comune di Pescara con delibera n. 48/2024 del 24 aprile 2024.

Continuiamo a sostenere che i costi della bonifica dell’area dagli idrocarburi – inquinamento non causato da FEA s.r.l., che ha comunque eseguito le misure di messa in sicurezza di emergenza – costituiscano un elemento in grado di squilibrare il rapporto contrattuale. La Regione dovrebbe quindi riprendere l’area, eseguire la bonifica e decidere insieme alla cittadinanza cosa fare di quello spazio.

L’obiettivo che oggi ci interessa, per Pescara e per i cittadini che vivono intorno al complesso, è quello della messa in sicurezza senza ulteriori dilazioni. Ritengo che ulteriori ritardi possano configurare un grave inadempimento, tale da mettere in discussione la stessa concessione. Allo stesso tempo, sarà necessario tornare a esaminare il rapporto tra Regione e FEA s.r.l. per fino in fondo cosa sia accaduto”.

Pescara, 31 agosto 2026

Il vicepresidente del Consiglio regionale

Antonio Blasioli

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Vicepresidente Antonio Blasioli e Pd Pescara su degrado terminal bus

Vicepresidente Antonio Blasioli e Pd Pescara su degrado terminal busPassano i mesi, ma nell’area del Terminal Bus di Pescara la situazione non cambia. Il degrado continua, così come continuano a mancare risposte concrete alle segnalazioni e alle iniziative che abbiamo assunto insieme al gruppo consiliare del Partito Democratico.

Condizioni del Terminal di Pescara

Le conferenze stampa organizzate sul posto e l’interrogazione presentata dal consigliere Pagnanelli non hanno prodotto alcun prodotto alcun risultato apprezzabile. L’area del Terminal continua a presentarsi in condizioni indecorose, circostanza già di per sé grave considerando che si tratta di uno dei principali punti di arrivo di chi raggiunge Pescara in autobus e in treno.

Ma ciò che ci preoccupa maggiormente è la sicurezza: quella degli autisti, dei lavoratori e dei pendolari. Gli stazionamenti degli autobus all’interno dell’area di risulta sono aumentati, con un conseguente peggioramento delle condizioni di sicurezza. A questo si aggiunge l’assenza di una disciplina effettiva degli accessi e degli stazionamenti, che rende sempre più difficile gestire correttamente i flussi e le manovre dei mezzi.

Abbiamo scritto il 1° luglio al Prefetto, alla Polizia Stradale e alla Polizia Municipale. Dai primi due interlocutori non abbiamo ricevuto alcuna risposta. La Polizia Municipale, pur avendo risposto, ha preferito non entrare nel merito della sicurezza dell’area né indicare quali iniziative intendesse assumere.

Se non fosse per i lunghi tempi necessari per acquisire informazioni e predisporre una risposta, verrebbe da pensare che sia l’imbarazzo a sconsigliare di affrontare il problema. Ma il problema resta, ed è un problema concreto: quell’area non è sicura e non può continuare a essere lasciata in queste condizioni.

La stessa sorte è toccata alla PEC inviata il 9 giugno dalla Filt CGIL al Comune di Pescara: nessuna risposta. Eppure esiste già uno strumento amministrativo che disciplina l’utilizzo dell’area: l’ordinanza n. 245 del 25 ottobre 2016, oggi sostanzialmente disattesa. All’epoca il Comune di Pescara aveva organizzato l’area prevedendo 4 stalli per gli autobus internazionali, 5 per la lunga percorrenza, 14 per il servizio extraurbano e altri 14 per la linea Penne-Pescara. Soprattutto, aveva stabilito l’impossibilità di effettuare soste prolungate, fissando in 30 minuti il tempo massimo di permanenza.

Oggi, però, mancano persino le necessarie segnaletiche. E senza una segnaletica adeguata la Polizia Municipale non è nelle condizioni di far rispettare efficacemente le disposizioni dell’ordinanza e di sanzionare le eventuali irregolarità. Il risultato è una vera e propria paralisi amministrativa, che si traduce in autobus che sostano per ore, difficoltà nel reperire stalli disponibili, aumento del traffico e manovre dei mezzi sempre più rischiose.

La mancata regolamentazione di un’area che un’ordinanza comunale del 2016 aveva già provveduto a disciplinare rischia di trasformarsi in un fattore di pericolo e di contribuire al verificarsi di incidenti. Per questo chiediamo interventi concreti e immediati: disciplinare gli accessi all’area, regolamentare le soste dei mezzi privati, ripristinare gli stalli destinati al trasporto pubblico locale, adeguare la viabilità interna e garantire condizioni di sicurezza per lavoratori e utenti. Servono inoltre pensiline adeguate per i passeggeri in attesa e interventi per eliminare le buche e le altre criticità della pavimentazione.

Per questo, qualora anche questo appello dovesse restare senza risposte certe sugli intendimenti dell’Amministrazione, sui tempi degli interventi e, soprattutto, sulle misure immediate e temporanee necessarie a garantire la sicurezza, siamo pronti a organizzare a breve una manifestazione proprio nell’area del Terminal Bus. Non per aggiungere una nuova denuncia alle tante già fatte, ma per chiedere finalmente che il problema venga affrontato, facendo sentire la voce dei pescaresi.

Pescara, 11 agosto 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

I consiglieri del Gruppo Pd al Comune di Pescara

Piero Giampietro

Francesco Pagnanelli

Michela Di Stefano

Marco Presutti

Giovanni Di Iacovo

Pescara, 11 agosto 2026

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Antonio Blasioli e Dino Pepe: Conferenza Capigruppo Regione Abruzzo

Antonio Blasioli e Dino Pepe: Conferenza Capigruppo Regione Abruzzo– Così ilVicepresidente Antonio Blasioli ed il Consigliere Dino Pepe (Partito Democratico): “Siamo soddisfatti di come si è svolto l’incontro durante l’ultima seduta della Conferenza dei Capigruppo, nel corso della quale sono stati auditi i rappresentanti della CIA Chieti-Pescara (Confederazione Italiana Agricoltori), Coldiretti Abruzzo e Confagricoltura. Un confronto promosso ora che siamo ormai a ridosso dell’approvazione dell’assestamento di bilancio, per fare in modo che il Consiglio Regionale ascoltasse direttamente da chi le vive ogni giorno le criticità e le richieste di un comparto che sta attraversando una fase molto delicata, anche per le condizioni dei consorzi di bonifica. Questi enti, dopo la fase del lungo commissariamento, si trovano a fare i conti con il caro energia, nel caso del Consorzio Centro Abruzzo, col recupero delle somme non versate, e con organici sempre più ridotti. Il risultato sono enormi difficoltà per intervenire sulla manutenzione ordinaria, motivo per cui le utenze agricole ed extra agricole si trovano a dover subire rincari importanti senza avere con continuità la risorse acqua.

Il risultato, per le aperture mostrate dal governo regionale, è stato positivo e verificheremo che sia così sia nell’assestamento che andrà in aula domani, sia nel Consiglio regionale di settembre”.

Antonio Blasioli e Dino Pepe: lo Sviluppo Agricolo

“È  stata data assicurazione, anche in fase di assestamento di bilancio, alla copertura dei 1,2 milioni di euro destinati ai Consorzi già previsti ma non stanziati nella legge di stabilità. La maggioranza ha manifestato apertura anche sul recupero delle somme che erano state previste nella precedente legge di stabilità del 2025, sempre per fronteggiare il caro energia”. Ad affermarlo sono ancora ilVicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli e il Consigliere Regionale del Pd Dino Pepe, che continuano: “I rappresentanti dei Consorzi hanno chiesto di essere auditi con urgenza prima della seduta dedicata all’approvazione dell’assestamento per rappresentare le forti preoccupazioni del mondo agricolo rispetto alla situazione economico-finanziaria del sistema dei Consorzi di Bonifica della Regione Abruzzo e alle conseguenze che questa sta determinando sulle imprese agricole, sulla gestione della risorsa idrica, sulla sicurezza idraulica e sulla tutela del territorio.

Siamo soddisfatti dell’andamento dell’incontro e degli impegni assunti dalla maggioranza sia per le risorse del 2026 sia per il recupero di quelle del 2025. Quando parliamo di Consorzi di Bonifica non stiamo discutendo soltanto di numeri o di capitoli di bilancio. Stiamo parlando dell’acqua che serve alle aziende agricole per produrre, della manutenzione dei canali, della sicurezza del territorio e della possibilità per migliaia di imprenditori di continuare a lavorare e programmare il futuro delle proprie attività.

L’agricoltura abruzzese sta affrontando difficoltà enormi come siccità, cambiamenti climatici, danni provocati dalla fauna selvatica, aumento dei costi e una concorrenza sempre più forte. Per questo credo che le istituzioni abbiano il dovere di stare accanto a chi ogni giorno lavora e produce ricchezza, occupazione e sviluppo. Dietro ogni azienda agricola ci sono famiglie, lavoratori e comunità che tengono vivo il nostro territorio e contribuiscono a far conoscere l’Abruzzo nel mondo attraverso produzioni di straordinaria qualità”.

“L’incontro – proseguono Antonio Blasioli e Dino Pepe – è stato anche l’occasione per affrontare il tema di un’eventuale riforma del sistema consortile regionale, con particolare riferimento agli effetti sulla governance, sull’organizzazione dei servizi e sulla sostenibilità della contribuenza a carico delle imprese agricole. Una discussione che va affrontata senza pregiudizi ma partendo dal principio che qualsiasi cambiamento deve servire a rendere il sistema più efficiente e a dare risposte migliori agli agricoltori”.

“Noi continueremo – concludono Antonio Blasioli e Dino Pepe – a vigilare sia sul rispetto degli impegni assunti per le risorse di bilancio, sia sulle iniziative necessarie a rafforzare la struttura e la governance del comparto. L’agricoltura non è un settore qualsiasi dell’economia abruzzese, è uno dei pilastri della nostra regione e merita attenzione, investimenti e una programmazione all’altezza delle sfide che ha davanti” concludono.

Pescara, 5 agosto 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

Il Consigliere Regionale

Dino Pepe

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Pescara-Antonio Blasioli (PD):Interpellanza sui lavori ampliamento Day Hospital

Pescara- Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico):“Le risposte dell’Assessore Verì alla mia interpellanza sui lavori di ampliamento per i day hospital dei reparti di oncologia ed ematologia dell’Ospedale di Pescara dimostrano chiaramente che la destra non conosce i problemi che affliggono ogni giorno gli abruzzesi, soprattutto quelli più fragili. Lavori che dovevano durare 18 mesi si protraggono ormai da anni, ma  dei nuovi reparti non si vede neanche l’inizio. Una vergogna tutta abruzzese di cui ho chiesto conto con una specifica interpellanza già da novembre e che oggi è finalmente arrivata in aula” ad affermarlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli al margine della discussione in aula della sua interpellanza sul tema presentata già a novembre 2025.

“Alle mie domande, l’Assessore balbetta giustificazioni che qualche ufficio ha messo per iscritto omettendo però buona parte della verità – spiega nel dettaglio Blasioli – quello che sta accadendo è una vergogna per l’Abruzzo e per tutti i pazienti oncologici che ogni giorno sono costretti a lunghissime attese in una sala unica per i due reparti, in cui vengono ammassati pazienti in condizioni assolutamente non adeguate.

Questo lassismo e questi ritardi, soprattutto se rapportati all’afflusso di pazienti da fuori regione e alla particolare fragilità pazienti oncologici, rappresentano uno dei punti più bassi dell’azione amministrativa di questa Regione.

Parliamo di reparti fondamentali per la cura di pazienti che necessitano di trattamenti delicati, spesso della durata di diverse ore, e che richiedono tempi rapidi per la verifica degli esami del sangue, oltre a un’attenzione costante alle condizioni dei malati.

La struttura richiama a Pescara, e in Abruzzo, anche pazienti provenienti da altre regioni, rappresentando uno dei pochi casi di mobilità attiva della sanità abruzzese. Un aspetto tutt’altro che secondario, che testimonia la qualità del lavoro svolto da medici, infermieri e operatori sanitari e che mette ancora più in evidenza il pressapochismo di chi governa.

Chi oggi frequenta il Day Hospital, unico per Ematologia e Oncologia, si trova davanti lunghe code e centinaia di persone in attesa. Seguo questa vicenda da anni: mi sono battuto per far installare i condizionatori nei corridoi, sono intervenuto più volte per la sistemazione delle finestre rotte e ho sostenuto con forza la realizzazione di due nuovi Day Hospital distinti. Per questo trovo davvero inaccettabile che chi governa la sanità abruzzese, da ormai 8 anni, si presenti in aula senza risposte concrete e semplificando un problema che ricade sulla qualità delle cure di tantissime persone.

Ricordo bene la riunione del 2021 presso la Direzione Generale insieme alla dottoressa Accorsi, al primario Di Ianni, alla caposala Gabriella D’Agostino e all’allora direttore generale Ciamponi. In quell’occasione – spiega ancora Blasioli – si parlò della realizzazione di due Day Hospital separati, uno per l’Ematologia e uno per l’Oncologia, nuovi, sicuri e finalmente dignitosi.

Con la delibera n. 1746 del 28 novembre 2023 il Direttore Generale della Asl di Pescara approvava il progetto definitivo-esecutivo dei “Lavori di ristrutturazione della palazzina ex Direzione Sanitaria del P.O. di Pescara finalizzati allo spostamento del Day Hospital Oncologico e del Day Hospital Ematologico”, predisposto dalla Promedia Ingegneria s.r.l. di Mosciano Sant’Angelo, autorizzando contestualmente l’avvio della procedura di gara per l’affidamento dei lavori.

Successivamente, con determina n. 541 del 15 febbraio 2024, l’U.O.S.D. Progettazioni e Nuove Realizzazioni indiceva la procedura ad evidenza pubblica per individuare l’operatore economico cui affidare i lavori, con una copertura finanziaria complessiva pari a 3.761.361,58 euro IVA compresa.

Il progetto prevedeva anche la realizzazione di due nuovi corpi prospicienti alla palazzina adiacente al Pronto Soccorso, destinati a fungere da sale d’attesa. La durata stimata dei lavori era di circa 18 mesi. Oggi siamo arrivati a 29 mesi e quelle due nuove strutture non sono neppure state avviate.

Dopo l’avvio degli interventi di ristrutturazione del primo e del secondo piano, che ho personalmente visitato, tutto si è fermato. È proprio per questo che ho presentato un’interpellanza per conoscere lo stato reale dell’opera.

Tutto si è bloccato perché la Asl di Pescara non ha mai presentato il permesso di costruire al Comune di Pescara, almeno fino a febbraio 2026, e ha dovuto modificare gli elaborati progettuali richiesti per ottenere l’autorizzazione paesaggistica. Solo oggi, guarda caso proprio in concomitanza con la discussione della mia interpellanza, arriva in Commissione consiliare comunale la delibera n. 99 del 17 luglio 2026 per il rilascio del permesso di costruire in zona F3, destinata ad attrezzature di interesse pubblico.

Scopriamo inoltre che il Comune di Pescara ha richiesto integrazioni alla documentazione in più occasioni: il 10 aprile, il 29 maggio e il 6 luglio, tutte finalizzate all’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica.

Oggi, dunque, l’atto può finalmente approdare in Consiglio comunale e, successivamente, potranno riprendere i lavori ma la data del settembre 2027, indicata oggi dall’Assessore Verì è un colpo al cuore. Un lavoro che doveva durare 18 mesi durerà invece 43 mesi.

Resta però il rammarico per una procedura che arriva con anni di ritardo. Resta il rammarico di una Asl che avvia i lavori attraverso una SCIA datata 12 febbraio 2025, comprendendo nell’intervento anche i due nuovi Day Hospital, ma presenta la richiesta di permesso di costruire soltanto il 12 febbraio 2026, quando i lavori avrebbero dovuto essere già conclusi e le strutture riconsegnate ai pazienti.

Come sia stato possibile richiedere autorizzazione paesaggistica e permesso di costruire a lavori già iniziati è una domanda che rimane senza risposta e che rappresenta, ancora una volta, il simbolo dell’improvvisazione che caratterizza la gestione della giunta Marsilio.

Ci auguriamo che, una volta approvata la delibera dal Consiglio comunale di Pescara, il cantiere possa finalmente ripartire. Da parte mia continuerò a seguire passo dopo passo questa vicenda e non mancheranno verifiche puntuali sul rispetto dei tempi e degli impegni assunti.

Nell’interpellanza ho chiesto conto anche di un’altra criticità legata all’Ematologia pediatrica, che oggi si trova all’interno del reparto di Ematologia per adulti, in fondo al reparto stesso.

Come si può pensare di tenere un bambino ricoverato all’interno di un reparto destinato agli adulti? Sapete cosa significa per un bambino attraversare ogni giorno un corridoio dove sono ricoverati pazienti affetti da patologie gravissime? È una situazione che denunciamo da tempo e per la quale chiediamo una soluzione concreta” conclude Blasioli.

Sulla stessa questione interviene anche ilCapogruppo del Pd in Comune Piero Giampietro. “La delibera per il permesso a costruire è arrivata solo oggi in Commissione e dopo un’altra seduta prevista per giovedì arriverà in Consiglio comunale. Abbiamo richiesto i motivi per cui questa delibera così importante arrivi con un così grande ritardo in aula, ma faremo di tutto per licenziarlo velocemente in Consiglio comunale così da dare ai pazienti e agli operatori del day hospital di oncologia e ematologia spazi dignitosi ed efficienti” conclude.

Pescara, 21 luglio 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

Il Capogruppo del Partito Democratico al Comune di Pescara

Piero Giampietro

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Penne-Vice Presidente Antonio Blasioli(PD) e Segretaria Pd Penne su Ospedale San Massimo

L’Ospedale San Massimo di Penne continua ad essere al centro di una situazione di estremo abbandono. A denunciarlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli e la segretaria del circolo Pd Penne Margherita D’Agostino, che spiegano: “Più volte abbiamo denunciato il ritardo dei lavori, ridotti della metà a causa dello scippo attuato dalla Giunta Marsilio che ha sottratto al San Massimo ben 12,5 milioni, assegnati dal governo regionale di centrosinistra, a vantaggio di altri presidi ospedalieri.

A questo schiaffo si aggiunge la questione relativa alle condizioni di sicurezza, anzi potremmo dire di insicurezza, nelle quali vengono erogati i servizi all’interno del presidio.

Dalla lettura della Delibera n. 996 del 29 giugno, infatti, si evince che i NAS già dal 2 ottobre 2025 hanno verificato delle carenze nei locali della centrale di sterilizzazione del San Massimo. Un paradosso, visto che si tratta del principale luogo deputato alla sicurezza igienico-sanitaria di tutta la struttura. Il contenuto del verbale redatto dai Carabinieri ha spinto la Asl, il successivo 21 ottobre 2025, a dichiarare l’impossibilità di adeguamento strutturale della centrale di sterilizzazione, che comunque sembra aver continuato a svolgere regolarmente la sua funzione, nonostante il verbale del Nucleo dei Carabinieri per la tutela della Salute.

Di norma il servizio di sterilizzazione del San Massimo riceve a fine turno tutti i ferri chirurgici usati dalle sale operatorie e dai reparti per essere lavati, imbustati, sterilizzati e riconsegnati ai rispettivi servizi. Oggi però sappiamo che da 9 mesi quella sala non è a norma e non ci sono progetti, che riteniamo necessari, per il suo adeguamento.

Cosa sia accaduto in tutti questi mesi non è dato saperlo, ma dalla lettura della Delibera n. 996 del 29 giugno dobbiamo desumere che fino a oggi la sala della sterilizzazione degli attrezzi chirurgici dovrebbe aver funzionato. Infatti il documento individua, solo a partire da ieri 1 luglio, una soluzione alternativa: non potendo più far uso della propria sala di sterilizzazione, anche Penne farà ricorso alla centrale di sterilizzazione dell’ospedale Santo Spirito di Pescara. Questo renderà necessario dotare il presidio innanzitutto di ulteriori 90 kit di ferri, triplicando il numero di quelli già in dotazione a Penne, e garantirne il servizio di trasporto da e per Pescara.

A fornire l’intero servizio sarà la ditta già affidataria dell’accordo quadro, per un costo di euro 711.000,00 che comprende il trasporto quotidiano dei ferri da Penne a Pescara e viceversa.

Ancora una volta si spendono soldi, che dovranno essere stanziati anche per i prossimi anni, per far fronte a situazioni precarie, messe sotto la lente d’ingrandimento questa volta anche dai Carabinieri.

Una testimonianza di grave incapacità gestionale, soprattutto se pensiamo che la questione odierna fa il paio con un’altra grande carenza che abbiamo sollevato, ovvero il mancato rinnovo del certificato di prevenzione incendi, l’assenza di un impianto di rilevazione fumi, uscite di emergenza non conformi. Tutte criticità che hanno portato alla chiusura del tunnel di collegamento tra i due padiglioni dell’ospedale e all’avvio di lavori di adeguamento di cui non si conoscono il termine e l’esito dei collaudi. La chiusura del tunnel costringe i pazienti a dover uscire per raggiungere il blocco dove si eseguono esami diagnostici, il tutto a cura di associazioni che per questo servizio vengono pagate ogni giorno 500 euro, per un totale di 180.000 euro l’anno.

Davanti a questa situazione insicurezza di un ospedale fondamentale per la garanzia del diritto alle cure dell’area vestina, e non solo, ho già più volte chiesto alla Giunta Marsilio perché la Asl di Pescara da anni si ostini a non nominare, sia nell’ospedale di Penne che in quello di Popoli, il Direttore sanitario di presidio, dichiara Blasioli.

Si tratta di una figura prevista dall’ordinamento e anche dalla rete ospedaliera del 2023, approvata proprio da questo centrodestra, che prevede in entrambi i nosocomi l’istituzione dell’Unità Operativa Semplice “Direzione medica di Presidio”, in cui dovrebbe essere incardinata questa figura responsabile, tra l’altro, delle funzioni igienico-organizzative e quindi fondamentale in una situazione come quella del San Massimo.

L’ho chiesto con conferenze stampa, con note e anche con la recentissima interpellanza discussa nel Consiglio regionale del 16 giugno e ancora durante il Consiglio comunale straordinario di Penne del 15 giugno, ma questa nomina manca. La questione del San Massimo di Penne mette chiaramente in luce l’incapacità della Asl di gestire l’ospedale, ma anche l’incapacità della Giunta regionale di far rispettare alle sue aziende sanitarie le leggi che emana. A pagare i danni di questo incrocio di pressapochismo, lassismo e disattenzione sono sempre i cittadini. E questo è inaccettabile. Continueremo a monitorare la questione e segnalare nelle sedi preposte tutte le criticità che riscontriamo”, conclude.

Pescara, 2 luglio 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

La segretaria del circolo del PD Penne

Margherita D’Agostino

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Abruzzo

Vice Presidente Antonio Blasioli(PD) sulla vittoria dei lavoratori nella vertenza Dayco

Pescara-Vice Presidente Antonio Blasioli(PD): «La convocazione di questa mattina da parte dell’azienda presso Confindustria rappresentava già un segnale positivo. Oggi possiamo dire che da quell’incontro è arrivato un risultato importante: Dayco ha comunicato il ritiro con effetto immediato del progetto di ristrutturazione aziendale che aveva generato forte preoccupazione tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali», afferma il Vice Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Antonio Blasioli.

«Si tratta di una vittoria dei lavoratori e delle lavoratrici che per una settimana hanno portato avanti con determinazione la propria mobilitazione, ma è anche il risultato del lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali, che hanno saputo rappresentare con forza e responsabilità le istanze dei dipendenti durante tutta la vertenza.

L’esito positivo del confronto odierno dimostra quanto il dialogo, la partecipazione e la compattezza dei lavoratori possano incidere nelle scelte aziendali quando sono in gioco il futuro occupazionale e le prospettive industriali di un territorio.

La decisione dell’azienda consente ora la ripresa delle attività lavorative a partire dalle ore 18 di oggi e restituisce serenità a centinaia di famiglie che in questi giorni hanno vissuto momenti di forte incertezza.

Fin dall’inizio della vicenda abbiamo espresso vicinanza ai lavoratori, seguito con attenzione gli sviluppi del confronto e chiesto chiarezza sulle reali prospettive industriali dell’azienda. Oggi accogliamo con soddisfazione questo risultato, che rappresenta una buona notizia per il lavoro, per i lavoratori, per la Val Pescara e per l’intero Abruzzo.

La vertenza si conclude con un esito positivo, ma continueremo a mantenere alta l’attenzione. Le istituzioni hanno il dovere di restare vigili e di accompagnare i processi industriali che riguardano realtà strategiche per il territorio, affinché siano sempre garantite trasparenza, tutela occupazionale e prospettive di sviluppo.

Oggi, però, è il momento di riconoscere il valore di un risultato ottenuto grazie alla determinazione dei lavoratori e all’unità del fronte sindacale. È una vittoria che tutela il lavoro e rafforza un presidio produttivo importante per l’economia abruzzese».

 
Pescara, 25 giugno 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

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Abruzzo

Sciopero Dayco, il Vice Presidente Antonio Blasioli (PD): “Solidarietà ai lavoratori. Attendiamo l’incontro di martedì”

Pescara -Il Vice Presidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli(Partito Democratico):«Questa mattina mi sono recato davanti allo stabilimento Dayco di Manoppello per portare la mia solidarietà ai lavoratori impegnati nel secondo giorno di sciopero e raccogliere le loro preoccupazioni rispetto al futuro dell’azienda e dei livelli occupazionali», sottolinea il Vice Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Antonio Blasioli, intervenendo sulla vertenza che coinvolge il gruppo Dayco.

«Dai racconti dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali emerge un forte stato di preoccupazione legato al progetto di riorganizzazione societaria annunciato dall’azienda. I lavoratori temono che le operazioni in corso possano progressivamente indebolire il ruolo produttivo e strategico degli stabilimenti, con possibili ripercussioni future sull’occupazione e sulle prospettive industriali del sito.

Attendiamo con attenzione l’esito dell’incontro convocato per martedì mattina in Confindustria tra azienda e organizzazioni sindacali. Ci auguriamo che in quella sede arrivino risposte chiare e rassicurazioni concrete sul mantenimento delle attività, delle funzioni strategiche e dei posti di lavoro. Dopo settimane di incertezza, i lavoratori hanno diritto a conoscere quale sia il reale progetto industriale dell’azienda.

Se dall’incontro non dovessero emergere elementi sufficienti a fugare le preoccupazioni espresse dai sindacati, siamo pronti a chiedere l’attivazione di un tavolo regionale che coinvolga tutte le parti interessate. La vicenda riguarda infatti un numero significativo di lavoratori, metà dei quali provenienti da Manoppello, Chieti Scalo, Colonnella e più in generale da altre aree interne come la Val Pescara, con evidenti ricadute economiche e sociali per il territorio.

Parliamo inoltre di una realtà che nel corso degli anni ha beneficiato di strumenti di sostegno pubblico e che rappresenta un presidio industriale importante per l’Abruzzo. Per questo le istituzioni regionali non possono restare spettatrici. Il nostro compito è seguire con attenzione l’evolversi della situazione e garantire la massima tutela ai lavoratori e alle loro famiglie.

Oggi è il momento dell’ascolto e del confronto. Martedì sarà il momento delle risposte. Se queste risposte non arriveranno, la Regione dovrà fare la propria parte per difendere occupazione, competenze e futuro produttivo del territorio».

Pescara, 20 giugno 2026

Il Vice Presidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico)

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Abruzzo

Antonio Blasioli (Partito Democratico)-Solidarietà a operatori 118 aggrediti a Pescara

PescaraAntonio Blasioli (Partito Democratico)Vicepresidente del Consiglio Regionale –Solidarietà a operatori 118 aggrediti: servono protocolli chiari e misure adeguate di sicurezza. Si dia seguito agli impegni assunti nella manifestazione del 3 maggio 

Condanno con la massima fermezza il grave episodio avvenuto ieri sera in viale Bovio, a Pescara, dove un uomo soccorso dal 118 ha aggredito gli operatori sanitari all’interno dell’ambulanza, ferendo due professionisti impegnati nel loro lavoro.

Ancora una volta assistiamo a una scena inaccettabile, dove chi presta soccorso viene colpito proprio mentre sta proteggendo la comunità. È un fatto che non può essere normalizzato né tollerato.

Non è la prima volta che intervengo denunciando il grave clima a cui è sottoposto il personale sanitario, dai gravi fatti accaduti nei mesi scorsi all’interno dell’ospedale fino all’ultimo accaduto in viale Bovio, il personale sanitario, dagli operatori del 118 agli infermieri, dai medici ai tecnici, ha il diritto di lavorare in sicurezza, senza il timore di essere aggredito durante un intervento. La violenza contro chi si prende cura è una ferita che riguarda l’intera società.

Ricordo che solo il 3 maggio scorso si è svolto il corteo indetto dall’ordine delle professioni infermieristiche contro le aggressioni e le violenze ai danni dei professionisti della sanità, dove si è alzato la richiesta dei lavoratori di fare il proprio dovere in sicurezza

Per questo chiedo con forza che tutti le autorità preposte garantiscano pienamente la sicurezza degli operatori, attraverso misure adeguate, protocolli aggiornati forme di garanzia costantemente attive che impediscano il ripetersi di episodi come questo.

Esprimo la mia vicinanza ai due soccorritori feriti e ribadisco l’impegno delle istituzioni regionali affinché la tutela del personale sanitario diventi una priorità concreta e non solo dichiarata.

Pescara, 19 giugno 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli(Partito Democratico)

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Pescara-Vice Presidente Antonio  Blasioli (PD) su riapprovazione del rendiconto del Consiglio Regionale

Pescara-IlVicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico):“Il Rendiconto della gestione 2025 del Consiglio regionale deve essere portato senza ulteriori indugi all’esame della Prima Commissione e poi del Consiglio regionale. Il documento è stato infatti riapprovato questa mattina dall’Ufficio di Presidenza, con i necessari correttivi, a seguito della sua iniziale bocciatura da parte del Collegio dei Revisori dei Conti che ne ha bloccato l’arrivo in Aula nel Consiglio Regionale del 12 maggio. Chiedo al Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e al Presidente della Commissione Bilancio D’Incecco di convocare immediatamente una seduta della Commissione per la trattazione del provvedimento, avviando quindi l’iter per l’approvazione”.


Lo dichiara il Vice Presidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli, intervenendo sull’iter del provvedimento amministrativo relativo all’approvazione del Rendiconto della gestione 2025 del Consiglio regionale.


“Non siamo di fronte a un passaggio formale, ma a un atto contabile che richiede piena trasparenza, approfondimento e responsabilità istituzionale. Come detto, il documento, che reca la data del 21 aprile, dopo essere stato approvato in Ufficio di Presidenza e in Commissione Bilancio, l’11 maggio ha ricevuto il parere negativo del Collegio dei Revisori, e pertanto non è stato discusso nella seduta del Consiglio Regionale del 12 maggio. Per questo motivo, il documento è stato aggiornato e corretto dagli uffici del Consiglio Regionale e ora sta riavviando il suo iter”.


“Per una migliore comprensione dei correttivi introdotti e per avere riscontro alle osservazioni del Collegio, il Capogruppo Paolucci, che ringrazio, ha richiesto proprio agli uffici competenti, una relazione in merito. A quella richiesta il Servizio competente, che ringraziamo per la tempestività e la puntualità del riscontro, ha trasmesso a tutti i Consiglieri una disamina dettagliata dei rilievi formulati dal Collegio dei Revisori. Prendiamo atto che alcune delle osservazioni risultano recepite nella deliberazione ora esaminata dall’Ufficio di Presidenza, anche con riferimento ad alcune partite di giro e a una migliore allocazione di alcune poste contabili. Proprio per questo, ora non ci sono più ragioni per rinviare il confronto politico-istituzionale”.


“Chiedo quindi che, subito dopo la deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del 9 giugno, sia convocata la Commissione Bilancio. Quella sarà l’occasione per audire il Servizio competente al fine di illustrare dettagliatamente il contenuto del Rendiconto, in attesa del nuovo parere del Collegio che sarà tanto utile quanto necessario a tutti i Consiglieri regionali per una valutazione piena e consapevole prima del voto finale in Aula”.


“Occorre infatti entrare nel merito di alcune questioni che richiedono chiarimenti, a partire dalla posizione del credito della Fondazione Consiglio regionale Eventi, che, per quanto emerge dagli elementi disponibili, sembrerebbe essere in capo alla Giunta regionale e non al Consiglio regionale e che, in questo caso, dovranno necessariamente trovare conferma nel rendiconto della giunta regionale. È un punto che deve essere chiarito nella Commissione, che è il luogo finale deputato all’esame e all’approvazione del provvedimento e se ci sarà bisogno anche con l’audizione del collegio dei revisori, che sono gli stessi sia per il Consiglio che per la Giunta”.


“Un motivo ulteriore è legato al fatto che il rendiconto del Consiglio Regionale è parte integrante di quello complessivo della Giunta Regionale, deliberato in fretta e in furia il 30 aprile scorso, ultimo giorno utile, e che pertanto contiene la vecchia versione del rendiconto del Consiglio, ora superato a seguito del parere dei Collegio. Bisognerà quindi comprendere se le modifiche, le integrazioni e le rettifiche intervenute fino alla fase conclusiva del procedimento possano rendere necessario un riallineamento, o persino una riapprovazione, dei documenti contabili già adottati dalla Giunta. Come opposizione responsabile chiediamo trasparenza, tempi certi e rispetto delle prerogative del Consiglio. Ulteriori rinvii sul Rendiconto del Consiglio regionale potrebbero infatti finire per spostare l’attenzione rispetto all’esame del Rendiconto della Giunta”.


“In piena trasparenza, e nel rispetto della piena autonomia del Consiglio, si faccia dunque presto, prima con un ampio e puntuale dibattito in Commissione e poi con l’approvazione in Consiglio Regionale”.

Pescara, 9 giugno 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli

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Abruzzo

Pescara- Consiglieri del Partito Democratico-Antonio Blasioli, Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci su grande distribuzione

Pescara- Consiglieri del Partito Democratico-Antonio Blasioli, Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci Tanta confusione, poche certezze e comunicazioni discordanti tra assessore e uffici della Regione Abruzzo. È questo il quadro emerso dall’audizione di oggi in I Commissione dell’assessore Magnacca sulla grande distribuzione e, in particolare, sulla redazione del Piano regionale della rete distributiva commerciale.

“Secondo quanto riportato dagli uffici regionali, questo strumento di pianificazione difficilmente sarà pronto entro il 31 dicembre 2026, data di scadenza della moratoria per la realizzazione della grande distribuzione commerciale. Secondo l’assessore, che quegli stessi uffici dovrebbe guidare e indirizzare, il lavoro sarebbe invece in dirittura d’arrivo. Due versioni opposte che restituiscono un quadro tutt’altro che rassicurante”. Ad affermarlo sono il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, il Capogruppo del Partito Democratico Silvio Paolucci e il consigliere Pierpaolo Pietrucci che proseguono: “Il Piano, nello stato attuale, è un atto di governo decisivo e non più rinviabile. Al di là della moratoria accorciata dal 2030 al 2026, quel Piano è previsto dall’art.10 del Testo Unico sul commercio e lo aspettiamo da 8 anni. Anzi la norma dice che dovrebbe essere fatto ogni 5 anni e noi non ancora ne vediamo neanche la prima stesura. Il Ministero ha fissato al 31 dicembre 2026 il termine ultimo per la sua approvazione, riportando indietro il limite del 2030 che, come opposizione, avevamo ottenuto con un emendamento alla legge Salva Casa. Fino al 2026, quindi, in Abruzzo non potranno nascere nuovi centri commerciali, dal 1° gennaio 2027, invece, questo divieto scomparirà, a meno che la Regione non approvi finalmente il Piano.

Questo documento – continuano i consiglieri dem – serve a governare lo sviluppo del commercio e del territorio, anche alla luce della legge 214 del 2023, che ha ampliato le possibilità per le Regioni, in concertazione con le associazioni di categoria, di introdurre limiti localizzativi alla grande distribuzione. Oggi, quindi, non solo è necessario, ma offrirebbe strumenti aggiuntivi per una gestione sostenibile della rete commerciale abruzzese e per tutelare un settore già in difficoltà per l’eccessiva presenza di centri commerciali sul nostro territorio e per il dilagare del commercio online.

Parliamo di una materia che incide direttamente sulla tenuta economica dell’Abruzzo eppure, dalle audizioni è emerso che le parti sociali non sono mai state realmente coinvolte, se non in un unico incontro tenutosi lo scorso dicembre. Questo quadro non è una valutazione politica dell’opposizione, ma un fatto confermato dagli stessi servizi e dal Dipartimento competente. Per questo, in Commissione, si è parlato di un ‘battito cardiaco assente’ della procedura: nessun confronto strutturato, nessun elemento che dimostri che il lavoro sia realmente decollato.

La Commissione di oggi – sottolineano – ha evidenziato un’inerzia della Giunta che potrebbe costare caro agli abruzzesi ed è forse per coprire questo fallimento che l’assessore se l’è presa addi-rittura con il Consiglio regionale, accusandolo di aver concesso proroghe per anni. Un attacco fuori bersaglio per due ragioni: la prima è che il Consiglio concede proroghe per consentire alla Giunta di fare il Piano, non per giustificare il fatto che non venga fatto; la seconda è che quegli “otto anni” che l’assessore indica come ritardo coincidono quasi totalmente con governi regionali del suo stesso schieramento politico. Prima di Marsilio c’era Marsilio: è un dato di fatto.

Infine riteniamo inaccettabile che, per giustificare l’assenza del Piano dai carteggi ufficiali dei lavori del Consiglio, l’assessore abbia parlato di bozze custodite su mail private. Se i documenti esistono, devono essere portati in Commissione. Un Piano regionale non può essere evocato a mezzo stampa e restare materia riservata. Senza atti, senza confronto e senza coinvolgimento delle parti sociali, parlare di lavoro in corso è politicamente e istituzionalmente insufficiente.

La distanza tra la narrazione della destra e quanto emerso dalle audizioni è ormai evidente – concludono Blasioli, Paolucci e Pietrucci – assenza di programmazione strutturata, confronto episodico e dati obsoleti. Fatti che non possono lasciare indifferente il Consiglio regionale e tutto il comparto del commercio, che da questo governo regionale attende risposte concrete che continuano a non arrivare”.

Pescara, 22 aprile 2026

I Consiglieri Regionali

Antonio Blasioli

SIlvio Paolucci

Pierpaolo Pietrucci

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Abruzzo

Pescara-Antonio Blasioli (PD):“ DOLORE PELVICO CRONICO -Abbiamo migliorato il testo l’Abruzzo fa un primo passo .Ora riconoscere la patologia nei LEA”

Pescara-Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (PD):“Abbiamo lavorato con determinazione per migliorare la norma regionale abruzzese sul dolore pelvico cronico e per fare in modo che fossero recepite le indicazioni del Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo: una voce fondamentale per costruire una buona legge, che non può prescindere dall’ascolto di chi vive ogni giorno questa patologia. La destra, nei lavori di Commissione, non ha ritenuto di ascoltare le loro richieste, così le abbiamo portate noi all’interno della legge, presentando e ottenendo l’approvazione di una serie di emendamenti di merito. Ascoltando il Comitato, infatti, è emerso chiaramente che uno dei problemi più gravi della dolore pelvico è quello legato al ritardo diagnostico, che può trasformarsi in anni di attesa, sofferenza e solitudine per le persone.

Un ritardo causato soprattutto dalla scarsa conoscenza della patologia tra i professionisti sanitari e dalla tendenza a classificare i sintomi come disturbi psicologici o psicosomatici, in assenza di lesioni visibili all’esame clinico. Grazie al nostro intervento, abbiamo quindi dotato la norma di un articolo dedicato alla formazione ad opera delle singole Asl e dell’Agenzia sanitaria regionale, del personale medico e sociosanitario, con un’attenzione particolare all’approccio interdisciplinare. Un risultato concreto, sostenuto anche da uno stanziamento di 20.000 euro per il 2026 per l’informazione dell’esistenza di questa legge e per i compiti dell’Osservatorio.

Oggi abbiamo votato a favore del testo complessivo nella consapevolezza che la norma abruzzese rappresenta un importante primo passo nella giusta direzione, ma non la soluzione. L’obiettivo del tessuto normativo, sia nazionale che regionale, deve essere primariamente il riconoscimento della malattia all’interno dei LEA nel più breve tempo possibile”. Ad affermarlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli (PD), che spiega nel dettaglio, “L’impatto della patologia sulla qualità della vita è severo: compromette la vita familiare, lavorativa, sociale e relazionale. Nonostante il suo impatto nella quotidianità delle persone, il dolore pelvico e le patologie correlate, non rientrano attualmente nei LEA come malattie croniche e invalidanti.

Questo comporta che tutte le prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative connesse a tali patologie siano interamente a carico delle pazienti. La situazione è tanto più paradossale se si considera che patologie analoghe per impatto clinico e meccanismi fisiopatologici, come l’endometriosi e la cistite interstiziale, sono già riconosciute nei LEA con relativa esenzione dal ticket.

Non parliamo di una patologia rara – spiega ancora Blasioli – ma di una malattia ancora largamente sottostimata. Le stime più aggiornate indicano che colpisce tra il 10% e il 15% delle donne, con percentuali ancora più alte nella fascia tra i 18 e i 64 anni.

In Italia circa 4 milioni di donne soffrono di vulvodinia. Accanto a questa patologia c’è la neuropatia del pudendo, una sindrome legata al dolore pelvico cronico, che può colpire donne e uomini e che resta anch’essa sottodiagnosticata per l’assenza di un sistema nazionale di raccolta dati.

Numeri di questa portata ci dicono che non siamo di fronte a un problema marginale, ma a una condizione diffusa che chiede riconoscimento, formazione adeguata e risposte concrete da parte delle istituzioni.

Oggi – conclude Blasioli – il Consiglio regionale abruzzese ha compiuto un primo passo importante e vigileremo con attenzione sulla reale attuazione delle prescrizioni contenute nella norma, da parte della Regione Abruzzo e delle Asl, consapevoli che questa legge non può e non deve essere considerata un punto di arrivo. Dobbiamo lavorare ancora molto. Auspico che la maggioranza capisca che questa è una battaglia che non si vince senza ascolto: è indispensabile che le istituzioni continuino a confrontarsi con chi questa patologia la vive ogni giorno e con il Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo, che rappresenta una competenza insostituibile e una voce autorevole. Solo mettendo al centro le persone, la conoscenza scientifica e il diritto alla cura si possono costruire politiche sanitarie giuste ed efficaci”.

Pescara, 21 aprile 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

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Abruzzo

Consigliere Regionale Antonio Blasioli :”Basta emergenze: sul porto di Pescara necessario prevenire”

Pescara-Consigliere Regionale Antonio Blasioli e Gruppo Consiliare Pd al Comune di Pescara-Apprendiamo la notizia della lettera del Sindaco di Pescara, che oggi chiede quello che ormai da anni sta rivendicando la marineria, e che noi denunciamo da tempo. Il Partito Democratico in questi anni ha sempre offerto ogni aiuto istituzionale per aiutare il settore, prevenire i danni a lavoratori e armatori e tutelare la filiera turistica, del commercio e della ristorazione. Dal Governo presieduto da Giorgia Meloni, tra l’altro eletta in Abruzzo, Pescara avrebbe dovuto poter contare su fondi pronti per operazioni di somma urgenza, tese a liberare il porto commerciale, e fondi a sufficienza per eseguire un dragaggio corposo e duraturo. Ma così non è stato.

Sentire, oggi, che il Sindaco di Pescara sia ancora alla fase delle “letterine”, lascia sconcertati. Se Pescara non è adeguatamente considerata e se il Sindaco ha ancora intenzione di limitarsi a governare per via epistolare, siamo pronti noi ad una manifestazione a Roma con tutte le forze politiche, gli operatori del settore e con tutti coloro che hanno a cuore la nostra città.

Altro che “letterine” per attestare la sua presenza, finora evanescente su questo tema. Un buon Sindaco sarebbe già andato a Roma a sbattere i pugni sui tavoli ministeriali per far valere i diritti della sua città. Ma questo atteggiamento, che gentilmente vogliamo definire “morbido” è coerente con il disinteresse e la miopia amministrativa dimostrata fino a ora su questo tema. Un atteggiamento che fa il paio con la disattenzione che c’è stata da parte del Governo verso l’Abruzzo e, nello specifico, per la questione emergenziale e non più rinviabile di Pescara.

Tra forze politiche dello stesso colore, che partecipano con le più alte cariche del Governo a diverse manifestazioni che si tengono in città, ivi comprese le campagne elettorali, non dovrebbero servire lettere. Ma bisognerebbe poter alzare il telefono e farsi ascoltare. Altrimenti la propaganda sulla cosiddetta filiera istituzionale, sbandierata in ogni dove, si palesa come l’ennesima operazione di marketing elettorale.

La verità è che  il Sindaco di Pescara non avrebbe neanche dovuto arrivarci a scrivere, perché le cose richieste oggi avrebbero dovuto già essere risolte, dopo oltre 7 anni di amministrazione: non sono ammissibili i pochi fondi stanziati quest’estate, per un dragaggio ridicolo, che sta andando così a rilento rimuovendo talmente poco materiale, da essere stato già vanificato da quanto successo nei giorni scorsi.

Le poche risorse investite, rispetto a quelle che sarebbero servite, hanno garantito a malapena le condizioni minime di sicurezza alla flotta pescarese per uscire e rientrare dal porto.

Davanti alla cifra ridicola di questa estate e di fronte a un’emergenza non più rinviabile, il Sindaco avrebbe dovuto protestare e alzare la voce, chiedendo il rispetto della città e dei lavoratori, ma nonl’ha fatto. Anche in quel frangente arrivò in ritardo con interventi minimi e avviati solo dopo le clamorose proteste della marineria, una parte della quale, ricordiamo, scelse di disertare la processione a mare in occasione della festa di Sant’Andrea.

E davanti alla vasca di colmata ancora strapiena, nonostante i fondi e le gare d’appalto aggiudicate dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Sindaco cosa fa? Oltre ad annunciare la “piazza sul mare”, che è ancora solo un cumulo di rifiuti, dov’è il suo impegno nei confronti del Provveditorato? È la stessa persona che quando era in opposizione tuonava contro la presunta inerzia della Giunta Alessandrini, organizzando una “gita”, in compagnia di altri consiglieri di opposizione, per protestare all’Aquila davanti alla sede del Provveditorato Opere Pubbliche, chiaramente senza sortire nessun effetto? O ha cambiato idea?

Davanti ai ritardi di Arap e della Commissione Via sugli interventi di completamento del Piano Regolatore Portuale, sarebbe forse servito un supporto maggiore da parte del Comune, che ci è parso invece completamente inerte e in attesa degli eventi. Anche su questo, dov’è l’impegno del Sindaco che governa la Città da ormai 7 anni?

Parliamo di questioni che come opposizione abbiamo sollevato sin da subito al livello nazionale, regionale e comunale, e sulle quali non ci siamo mai sottratti, mettendo sempre a disposizione la più ampia collaborazione istituzionale. La famosa “filiera” della destra di governo ha prodotto ad oggi un “dragaggetto” ridicolo e i cui effetti ormai si sono già perduti.

Insomma, ancora una volta, se da un lato auspichiamo interventi celeri e risolutivi, dall’altro non possiamo dimenticare l’inerzia di questi anni e soprattutto il silenzio del Primo Cittadino davanti all’evidente abbandono del porto canale da parte delle autorità istituzionalmente preposte. Siamo disponibili a fare sentire la voce di Pescara e degli abruzzesi. Se il Governo non la percepisce, e se il Sindaco ha intenzione di governare a suon di letterine, andremo noi a Roma, insieme a tutte e tutti coloro i quali hanno a cuore il futuro della marineria di Pescara.

Pescara, 8 aprile 2026

Il Consigliere Regionale

Antonio Blasioli

Gruppo Consiliare Pd al Comune di Pescara

Piero Giampietro

Giovanni Di Iacovo

Michela Di Stefano

Francesco Pagnanelli

Marco Presutti

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Abruzzo

Antonio Blasioli(PD)-Sub affidamento della linea Pescara – Penne, ecco l’ennesimo schiaffo di Tua

Pescara-Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico)-La notizia dell’ennesimo sub affidamento del servizio di trasporto su gomma da parte di Tua, questa volta per la linea Pescara-Penne, oltre a generare nuovamente dubbi sulle reali volontà dell’azienda di continuare a garantire il servizio pubblico, rinnova gli interrogativi sulla capacità della stessa di mantenere i requisiti necessari per l’affidamento in house.

Infatti, nel 2017, quando la Regione ha affidato, con durata decennale, il servizio di trasporto pubblico locale a Tua, in regime di in-house providing, quindi senza gara, ha dovuto motivare puntualmente tale scelta.

Tra le principali ragioni a sostegno della decisione della Regione di non bandire alcuna gara e affidare direttamente il servizio alla sua società c’era, tra le altre, «l’irrinunciabile necessità di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini anche nelle zone interne e nelle aree a domanda debole (nelle quali ricadono buona parte dei Comuni della Regione) […] con un approccio di tipo solidaristico».

In maniera più specifica, nella relazione allegata alla Delibera di Giunta n. 539/2017, veniva fatto riferimento alla natura solidaristica di alcune tratte, delle quali veniva evidenziata la possibile scarsa appetibilità sul mercato privato e, quindi, la possibile soppressione in caso di affidamento mediante procedura competitiva a un operatore privato.

Eppure, malgrado queste premesse, stiamo assistendo a continui sub affidamenti a operatori privati e al conseguente taglio di molte residenze di lavoro nei piccoli comuni come Farindola, Villa Celiera, Brittoli. Il sub affidamento della storica linea Pescara-Penne, oltre ad essere l’ennesimo segnale di abbandono dell’area Vestina, certifica la volontà di Tua di continuare a insistere su una strategia che sembra mettere in discussione le stesse ragioni per cui si è optato per l’affidamento in house.

Per questo motivo, lo scorso 27 febbraio, assieme al Capogruppo Paolucci, ho presentato un’interpellanza per verificare la compatibilità tra tutti questi sub affidamenti di linee e le condizioni giuridiche alla base dell’affidamento in house: se Tua ha ottenuto il servizio per questioni “solidaristiche”, contando sul fatto che alcune corse sarebbero state poco remunerative e quindi gli operatori privati non le avrebbero effettuate, dando in sub affidamento proprio queste linee la società sta dimostrando che l’affidamento poggia su un presupposto errato. Oltretutto, se operatori privati commerciali effettuano queste corse, prendendole in sub affidamento, evidentemente sussiste un margine di rimuneratività.

Nel prossimo Consiglio Regionale ascolteremo le risposte della Giunta Regionale al riguardo, sperando di non riscontrare una sterile difesa dell’attività aziendale, ma piuttosto una presa di coscienza da parte della Regione di un indirizzo aziendale completamente sbagliato.

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico)

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Abruzzo

Antonio Blasioli e consiglieri (PD):”Cantieri ACA a Pescara,chi controlla i ripristini?”

Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico):“Pescara ha un problema. Anzi, nello specifico lo hanno i pescaresi che da mesi vivono disagi a causa dei numerosi cantieri Aca. Parliamo di lavori utilissimi, eseguiti grazie ai fondi PNRR, ma il rischio concreto è che gli scavi, anche quelli già chiusi, potrebbero essere riaperti perché i lavori di ripristino del manto stradale, da parte delle ditte incaricate da Aca, sarebbero avvenuti non ottemperando le prescrizioni indicate dal Comune.


Il Vivepresidente Consiglio Regionale
Antonio Blasioli(PD)
Gruppo Consiliare Partito Democratico al Comune di Pescara

Nello specifico, il materiale di riempimento attualmente posato risulta essere prevalentemente materiale di risulta anziché misto granulare cementato, come richiesto espressamente dal Comune. Interrogata sul tema, Aca non risponde. Quindi è lecito chiedersi: per evitare ulteriori disagi alla città e costi ulteriori all’Ente, l’Amministrazione sta eseguendo i dovuti controlli?”, a dichiararlo è il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli con i consiglieri comunali PD Piero Giampietro, Michela Di Stefano, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo e Francesco Pagnanelli. “Già lo scorso dicembre eravamo intervenuti per denunciare l’assoluta inadeguatezza dei lavori di ripristino e ora siamo pronti a portare la questione in Commissione vigilanza in Comune per chiarire se Aca stia effettuando i lavori secondo quanto previsto dagli accordi con il Comune e se il Comune, dal canto suo, stia effettuando i dovuti controlli sullo svolgimento dei lavori”.

Antonio Blasioli (PD)-Vicepresidente del Consiglio Regionale Regione Abruzzo

“Gli interventi in corso sono importantissimi – spiegano nel dettaglio – visto che riguardano la risoluzione del problema delle dispersioni idriche nelle reti. Come è ovvio, però, stanno costando tantissimo in termini di disagi, sia ai pescaresi, sia a tutti quelli che si trovano in città per motivi di lavoro, commercio e studio. Non vorremmo incorrere in lavori da eseguire due volte perché non conformi o in strade che tra pochi mesi si affosseranno, creando ulteriori disagi, rischi e spese economiche aggiuntive a carico della collettività.

Abbiamo effettuato un accesso agli atti al Comune di Pescara, al fine di verificare se l’Ente stesse controllando e vigilando sulla corretta esecuzione dei lavori di ripristino del manto stradale da parte di Aca. Nell’accesso abbiamo incluso anche il dettaglio delle eventuali prescrizioni, imposte dal Comune nel corso delle conferenze dei servizi precedenti l’avvio dei lavori.

logo Partito Democratico della Regione Abruzzo

Con molto ritardo, e non senza ripetute sollecitazioni, lo scorso 23 marzo abbiamo ricevuto dal Comune la documentazione richiesta. Dall’analisi svolta è venuto fuori un quadro piuttosto complicato, che ci fa temere conseguenze di cui potrebbero fare le spese, un’altra volta, tutti i cittadini e le cittadine pescaresi.

Il Comune, infatti, nel corso della conferenza dei servizi ha imposto precise prescrizioni ad Aca, per quanto riguarda le modalità di complessivo ripristino delle strade. Per esempio:

• non può essere riutilizzato il materiale estratto con gli scavi per riempire i buchi effettuati con gli scavi, ma vanno usati materiali specifici come il misto granulare cementato, con uno spessore di almeno 25 cm;

• tutti gli strati devono inoltre essere adeguatamente costipati;

• altre prescrizioni specifiche riguardano invece gli asfalti, distinti tra quelli provvisori, che devono avere uno spessore non inferiore ai 15 cm, e quelli definitivi, da effettuarsi tra 90 e 120 giorni dai precedenti, dopo un periodo di assestamento, che devono avvenire a seguito di fresatura e anche in questo caso con una precisa indicazione di spessori e materiali da utilizzare;

• i ripristini definitivi non devono limitarsi a coprire l’area oggetto dei lavori ma, in caso di scavi longitudinali all’asse stradale, l’intera corsia, mentre in caso di scavi trasversali, l’intera larghezza della carreggiata stradale.

Che qualcosa non stia andando per il verso giusto lo dimostra la diffida inviata dal Comune di Pescara ad Aca lo scorso 25 ottobre. Scrive infatti l’Ente, alla cui nota è allegato anche materiale fotografico: “a seguito di sopralluoghi e segnalazioni, si è accertata la palese e grave violazione delle suddette condizioni: il materiale di riempimento attualmente posato risulta essere prevalentemente materiale di risulta e inerte non trattato, anziché il prescritto misto granulare cementato”.

Il Comune in sintesi invita l’Aca a dar seguito alle prescrizioni e rimuovere quanto fatto senza ottemperare alle prescrizioni. Ma nel nostro accesso agli atti gli uffici comunali mettono nero su bianco che Aca non ha mai risposto alle richieste del Comune e che lo stesso non ha fatto nulla a seguito di questa mancata risposta: non ha sospeso i lavori, non ha effettuato carotaggi di controllo e i ripristini sembrerebbero andare avanti senza che nessuno difenda il bene pubblico.

Un quadro raccapricciante – incalzano Blasioli e i consiglieri comunali del partito democratico – che si deduceva già dall’atteggiamento dilatorio nella risposta al nostro accesso agli atti: sono passati 100 giorni e nessuno ha fornito i carteggi richiesti fino al 23 marzo.

Se il Comune non intende fare chiarezza per difendere la città lo faremo noi portando il caso all’esame della Commissione di vigilanza comunale, in cui chiederemo l’audizione dei vertici di Aca e del Comune. Non è pensabile amministrare la nostra città in questo quadro di ombre opache.

Noi continueremo a monitorare la situazione, perché la sicurezza stradale non può essere oggetto di risparmio e di lavori non svolti con la dovuta accuratezza”, conclude.

Pescara, 28 marzo 2026

Il Consigliere Regionale

Antonio Blasioli

Gruppo Consiliare Pd al Comune di Pescara

Piero Giampietro

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Pescara-San Valentino, paradosso SS 487: Antonio Blasioli (PD) porta il caso in Consiglio Regionale

Pescara-llVicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico)-Proseguono i ritardi nel ripristino della piena transitabilità sulla SS 487 nel territorio di San Valentino in Abruzzo Citeriore. Una situazione che continua a creare disagi importanti a residenti, lavoratori e attività del territorio, costretti da mesi a un senso unico alternato nonostante i lavori siano fermi.

Antonio Blasioli (PD)- vice Presidente del Consiglio Regionale Regione ABRUZZO

Il tema è approdato in Consiglio regionale grazie all’interpellanza del Vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli, che ha chiesto alla Giunta risposte chiare sui tempi e sulle modalità di ripristino della viabilità.

SS 487 tratto nel territorio di San Valentino in Abruzzo Citeriore.

«Dalle risposte dell’Assessore competente – spiega Blasioli – è emerso come Anas non abbia ancora terminato i sondaggi geotecnici preliminari al progetto, e che la riapertura completa della strada non avverrà prima del secondo semestre del 2026. Con buona pace delle cittadine e dei cittadini che ogni giorno devono recarsi a scuola o a lavoro affrontando un senso unico alternato, disciplinato da semafori, per un cantiere sprovvisto del progetto dei lavori. 

logo Partito Democratico della Regione Abruzzo

La viabilità – entra nel dettaglio il Vicepresidente – è ridotta da mesi a causa di un cedimento roccioso ormai datato. Per procedere agli interventi di consolidamento Anas aveva richiesto a Italgas Reti SpA lo spostamento di alcune condotte del gas. Un intervento eseguito e terminato dalla ditta, come confermato dalla stessa Italgas in risposta ad una mia missiva formale dello scorso 15 gennaio, aggiungendo che non vi sono impedimenti tecnici alla riapertura al transito veicolare.

La Statale 487 – ricorda ancora il Vicepresidente – è un’arteria fondamentale per i Comuni di San Valentino in Abruzzo Citeriore, Caramanico Terme, Roccamorice, Salle, Abbateggio e Sant’Eufemia a Maiella. Ogni giorno studenti, lavoratori, residenti e imprese fanno i conti con un rallentamento che si sarebbe dovuto risolvere da tempo e che, ad oggi, non ha ragione di esistere visto che il cantiere è fermo e non ci sono operai a lavoro. Da qui la mia richiesta all’Assessore D’Annuntiis affinché dialoghi con Anas per riaprire il tratto fin quando non saranno pronti tutti i documenti per avviare effettivamente il cantiere. È inutile sottoporre il territorio ai disagi di un cantiere fermo, dato che allo stato attuale mancano sia il progetto che l’approvazione dell’appalto.

Quello di Anas è un ritardo ingiustificabile, che pesa sulle comunità delle aree interne e sul loro diritto a una mobilità dignitosa e sicura. Noi continueremo a incalzare gli enti competenti affinché la viabilità venga ripristinata e Anas non accumuli ulteriori ritardi, in quanto le infrastrutture non sono un dettaglio ma un servizio imprescindibile per i territori», conclude.

Pescara, 24 marzo 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli( Partito Democratico)

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Valutazione DG Asl di Pescara, Silvio Paolucci e Antonio  Blasioli (PD): “Dagli atti emerge il caos. Procedura ferma, credibilità del sistema compromessa”

Pescara -Silvio Paolucci e Antonio  Blasioli (Partito Democratico):“Sulla valutazione del Direttore generale della Asl di Pescara siamo ormai oltre il ritardo: siamo davanti a una vicenda che continua a mettere in discussione la credibilità del sistema regionale di verifica dei manager sanitari, l’ennesima presa in giro verso la comunità e il suo diritto alla salute”,  così il capogruppo del PD in Consiglio regionaleSilvio Paoluccie il vicepresidente del Consiglio regionaleAntonio Blasioliintervengono dopo il riscontro all’accesso agli atti sul caso della doppia e contrastante valutazione del DG della Asl di Pescara.

vicepresidente del Consiglio Regionale Regione Abruzzo, Antonio Blasioli e il Consigliere regionale Silvio Paolucci(Partito Democratico)-

“Dalla risposta emerge un quadro ancora più sconcertante. Due criticità, distinte ma strettamente connesse, attestano che il sistema non ha funzionato, mentre tutto resta fermo nonostante il clamore, le prese di posizione e gli impegni assunti anche in Commissione. Si sta forse aspettando un cambio al vertice dell’Agenzia sanitaria regionale? –  incalzano – . Abbiamo portato questo tema prima in Aula, con una interpellanza all’assessora alla Sanità e poi in Commissione di Vigilanza, perché dagli atti acquisiti emergeva una profonda incertezza sulle competenze e sulle modalità di valutazione dell’obiettivo relativo al contenimento delle liste di attesa assegnato al Direttore Generale della Asl di Pescara. Proprio la Commissione del 26 febbraio scorso ha chiarito un punto decisivo: la competenza spetta all’Agenzia sanitaria regionale. Eppure, dopo questo chiarimento, il procedimento non solo non si è chiuso, ma continua a restare inspiegabilmente fermo. Un fatto ancora più grave se si considera che il procedimento era stato avviato dal Dipartimento Sanità il 24 settembre 2025, con termine perentorio di conclusione entro il 15 ottobre 2025. Termine ampiamente superato, tant’è che abbiamo portato in Vigilanza la vicenda, sperando di chiarire la doppia valutazione sul medesimo obiettivo: da un lato quella dell’Agenzia Sanitaria Regionale, dall’altro quella del RUAS. Valutazioni opposte: – 0 punti contro 10 punti e sullo stesso obiettivo, oltre che sullo stesso Direttore generale. Dal nuovo accesso agli atti si evidenzia un ulteriore aspetto molto grave: l’Agenzia non ha ricevuto tutti i dati per completare la valutazione e la stessa Asl di Pescara conferma che non hanno tutti i dati necessari. A questo punto è’ doveroso domandarsi: ma su quali dati il Ruas ha dato una valutazione positiva sull’operato della Asl rispetto alle liste di attesa se per ammissione della stessa Asl i dati non sono completi?

logo Partito Democratico della Regione Abruzzo

Un’anomalia che avrebbe richiesto un chiarimento immediato e definitivo. E invece siamo arrivati a marzo 2026 con una situazione ancora bloccata. La stessa ASR parla di anomalia dell’iter e conferma che la valutazione non è conclusa per mancanza di dati. La direzione sanitaria della Asl di Pescara, a sua volta, ammette di non essere nelle condizioni di fornire un riscontro completo, perché sono pervenuti dati solo da alcune strutture. Questo significa che, dopo mesi di incertezza sulle competenze, oggi manca ancora la base istruttoria per chiudere una valutazione che avrebbe dovuto essere pronta cinque mesi fa. Il punto politico e amministrativo è evidente: prima la confusione sulle competenze, poi, chiarita la titolarità in capo all’ASR, il fallimento dell’istruttoria. In entrambi i casi, a essere compromessa è la credibilità del sistema regionale di valutazione dei manager sanitari, proprio mentre le liste d’attesa continuano a rappresentare una delle principali emergenze per i cittadini abruzzesi. Per questo continuiamo a chiedere chiarezza: come è possibile che non siano ancora disponibili i dati necessari a concludere il procedimento? E se è vero che non ci sono i dati ad oggi, motivo che pregiudica la conclusione del procedimento, come si è giunti a due valutazioni distinte e opposte? Infine, davanti a un ritardo ormai ingiustificabile e non ci sono ulteriori ragioni dietro questo stallo, perché la Regione non chiarisce subito? È già grave aspettare ancora, sarebbe gravissimo attendere oltre viste già le conseguenze di questa vicenda sull’immagine degli enti coinvolti”.

Nota del 21 marzo 2026

Silvio Paolucci

Capogruppo consiliare del Partito Democratico
Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

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Abruzzo

Pescara- Antonio Blasioli(PD)-Screening tumore del colon-retto, le nostre denunce colgono nel segno: la Asl riconosce il disservizio

Pescara-Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico)-Ci è voluta la nostra denuncia affinché la Asl di Pescara comunicasse ufficialmente la sospensione del servizio di riconsegna presso le farmacie della provetta per la ricerca del sangue occulto fecale.

Dott. Antonio Blasioli-( Partito Democratico)

Dopo il nostro comunicato di martedì in cui, raccogliendo le segnalazioni di diversi cittadini, avevamo evidenziato il problema legato allo screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto, ieri la Asl ha finalmente riconosciuto il disservizio, affermando che al momento, e fino a nuova comunicazione, la restituzione del campione può avvenire esclusivamente nei punti di raccolta aziendali. Con buona pace, aggiungiamo, di chi abita nelle aree interne e sarà costretto a macinare chilometri per raggiungere i distretti sanitari abilitati alla consegna.

La Asl ha anche fatto sapere di aver aggiornato le lettere di invito che in questi giorni stanno continuando ad essere trasmesse per posta con informazioni errate, cioè annoverando la possibilità di riconsegnare il test anche nelle farmacie, sebbene la convenzione sia scaduta dallo scorso 31 dicembre.

Ci auguriamo che, come prospettato dalla Asl, la convenzione possa essere ripristinata quanto prima, dato che le farmacie, che rappresentano il punto di prossimità più accessibile e familiare per i cittadini, rivestono un ruolo di supporto fondamentale nello screening incentivandone l’adesione

Ancora una volta le nostre denunce, frutto di una comunità vigile, partecipe e consapevole dei propri diritti, colgono nel segno e inducono chi di dovere ad apportare i dovuti correttivi. Continueremo a lavorare alacremente per migliorare i servizi e la qualità della vita di tutti gli abruzzesi.

Pescara, 20 marzo 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli

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Sanità Regione Abruzzo, Antonio Blasioli (PD): figuraccia del centrodestra

Pescara-Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico):Diversi cittadini della Provincia di Pescara stanno registrando, in queste settimane, un grave disservizio legato allo screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto tramite ricerca del sangue occulto nelle feci.

Pescara-Il vicepresidente del Consiglio Regione Abruzzo, Antonio Blasioli (Partito Democratico)in visita ispettiva al reparto di ematologia

Con l’approvazione della Delibera di Giunta Regionale n. 376/2024 del 26 giugno 2024 “Linee di indirizzo per la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità”, la Regione ha previsto il supporto delle farmacie nella raccolta dei campioni biologici per il testo.

Stando allo specifico allegato alla Delibera, lo screening sarebbe dovuto partire con l’arruolamento dei cittadini, stimati in circa 8.850, di età compresa tra i 50 e i 69 anni, nel giugno/luglio 2024. Tuttavia i tempi si sono dilatati. In questi giorni, infatti, la Asl di Pescara sta ancora inviando ai cittadini il kit per la raccolta del campione, allegando la lettera con l’elenco delle diverse farmacie in cui poterlo riconsegnare, con tanto di indicazione del giorno della settimana in cui farlo.

Peccato però che i cittadini, raggiunte le farmacie, stiano riscontrando l’impossibilità di riconsegnare il campione in quanto la convenzione con la Asl è scaduta il 31 dicembre 2025.

logo Partito Democratico della Regione Abruzzo

Come detto, le lettere stanno continuando ad arrivare sebbene il 31 dicembre sia ormai bello che passato. Una situazione paradossale, per non dire ridicola, se solo non ci fosse di mezzo un importante strumento di prevenzione.

La campagna di screening rappresenta uno strumento decisivo, per questo ci chiediamo per quale motivo si invitino i cittadini a riconsegnare il campione in farmacia quando la convenzione è ormai scaduta, e non li si informi piuttosto che l’unico punto di riconsegna, a questo punto, sono i distretti sanitari, con tutto quello che ne consegue in termini di raggiungibilità e di aperture.

È davvero un peccato che questa sperimentazione, che prevedeva inoltre che le farmacie svolgessero attività di informazione e counseling con lo scopo di aumentare l’adesione da parte dei cittadini, venga messa da parte in questo modo. Un epilogo che a mio avviso rischia di tradursi in gravi rischi in materia di prevenzione e salute, ecco nel dettaglio gli effetti prodotti:

•               riduce l’adesione allo screening, perché la farmacia rappresentava il punto di prossimità più accessibile e familiare per i cittadini;

•               vanifica gli investimenti fatti per avviare la sperimentazione e formare il personale;

•               disorienta la popolazione, che riceve comunicazioni ufficiali non corrispondenti ai servizi realmente disponibili;

•               scarica sulle Asl un carico organizzativo aggiuntivo, senza alcun beneficio per l’efficienza del sistema;

•               crea un disservizio e un costo per la cittadinanza, soprattutto per le aree interne. I cittadini testati, infatti, dovranno spostarsi dai Comuni montani per raggiungere i distretti abilitati alla consegna.

Chiediamo alla Regione Abruzzo e alla Asl di Pescara di chiarire pubblicamente le ragioni della mancata proroga della convenzione con le farmacie, di comunicare in modo trasparente ai cittadini lo stato del servizio, adeguando celermente la documentazione trasmessa per posta, e di riattivare prima possibile la collaborazione con le farmacie, occupandosi di comunicare fin da subito chi è nelle disponibilità di ricevere i campioni.

La prevenzione oncologica non può essere oggetto di incertezze amministrative né di decisioni non coordinate. La salute dei cittadini abruzzesi merita continuità, serietà e servizi realmente accessibili.

Pescara, 17 marzo 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli

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Abruzzo

Antonio Blasioli (PD):Dragaggetto porto di Pescara, finalmente un barlume di verità

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Democratico):Per quanto concerne la storia infinita del “Dragaggetto” del porto di Pescara, che si protrae ormai dallo scorso settembre, emerge finalmente uno spiraglio di verità. O meglio, va colto tra le righe, carpendolo dalle dichiarazioni della Presidente Aca Brandelli, che come tecnico sta seguendo i lavori, la quale ha affermato senza giri di parole: «Dobbiamo fare i conti con le risorse che abbiamo a disposizione».

Insomma, dietro l’innovativo metodo di dragaggio tanto declamato e pubblicizzato c’è stata in realtà la necessità di operare con pochissime risorse finanziarie: ecco spiegati i tempi lunghissimi, necessari per rimuovere circa 3.000 mc di materiale dal fiume, circa la metà di quelli previsti dall’intervento.

Una quantità ridicola che ha garantito una minima praticabilità del porto, costringendo comunque i pescherecci a manovre pericolose, da svolgere sempre con la preziosa collaborazione della capitaneria di porto.

Oggi, a 7 mesi dall’avvio dell’intervento, dopo che, con tutta probabilità, il materiale rimosso è già stato rimpiazzato da quello portato dal fiume in questi mesi di attesa (visto che ogni anno si stima un deposito di circa ulteriori 15.000 mc di sedimenti), si annuncia che ad aprile partirà la rimozione degli altri circa 3.000 mc previsti.

Un quantitativo risibile e dal costo altissimo, oltre 500.000 euro, a causa della necessità di creare una mini vasca di colmata sulla banchina, operazione che a sua volta blocca i lavori di parziale svuotamento della vecchia vasca di colmata.

Di fronte a questa situazione e alle stime sbagliate su tempi e prospettive che si susseguono ormai da settembre, ci sembra sacrosanta la richiesta degli operatori di istituire un tavolo di confronto permanente sul dragaggio del porto. Speriamo che le istituzioni, a tutti i livelli, non facciano cadere nel vuoto questa richiesta. Gli operatori hanno tutto il diritto di partecipare attivamente agli incontri e di essere informati periodicamente e in modo esaustivo sullo stato dell’arte, non con stime approssimative o annunci da campagna elettorale, così da poter operare in sicurezza.

Un modello partecipativo che andrebbe replicato sul pasticcio del mercato ittico. Anche in questo caso, con tutta probabilità, ascoltare gli operatori avrebbe scongiurato l’ingente spesa di 1,2 milioni di euro per una struttura non adatta e in cui risulterebbe difficile persino rispettare le prescrizioni igienico sanitarie.

Il paradosso è che, mentre si spendevano (e male) tutte queste risorse comunitarie, per l’emergenza del porto canale i tecnici erano chiamati a fare le nozze con i fichi secchi, ideando metodi alternativi e protocolli astrusi per rientrare nelle spese.

Una scelta paradossale che dà l’idea della disorganizzazione e della mancanza di programmazione da parte della destra che governa città e regione, alla quale, tuttavia, anche oggi, nonostante sia stata più volte ignorata in passato, ribadiamo la nostra disponibilità alla più ampia collaborazione istituzionale per risolvere un problema ormai non più rinviabile.

Pescara, 16 marzo 2026

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli(PD)

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