assassinio di Giacomo Matteotti

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Roma-“Green Days – nel tempo che resiste”-IL CORPO DI MATTEOTTI, spettacolo scritto e diretto da Andrea Baldoffei

All’Argot Studio,sabato 25 e domenica 26 aprile, va inscena IL CORPO DI MATTEOTTI,spettacolo scritto e diretto daAndrea Baldoffei,terzo appuntamento di “Green Days – nel tempo che resiste” la rassegna teatrale Under 35 curata, organizzata e pensata daDominio Pubblico, con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, con tante novità e un importante consolidamento nelle scelte artistiche e organizzative.

Nel giorno in cui l’Italia celebra la propria liberazione dal fascismo, il teatro torna a interrogare le sue radici più profonde, riportando al centro della scena una delle ferite originarie della nostra storia democratica: l’uccisione diGiacomo Matteotti.

A partire da questa memoria ancora viva,Il corpo di MatteottidiAndrea Baldoffeisi impone come un atto civile necessario, un dispositivo scenico che non racconta il delitto, ma ciò che resta dopo: il peso della violenza, la responsabilità individuale, il silenzio che segue l’orrore.

Nel solco ideale dellaFesta della Liberazione, lo spettacolo restituisce corpo e voce a una figura simbolo dell’opposizione al regime, trasformando il teatro in uno spazio di resistenza e memoria attiva. Non una commemorazione, ma un attraversamento: perché è proprio in quel momento sospeso – quando il corpo di Matteotti viene nascosto e la verità tenta di essere sepolta – che si rivela con più forza la necessità, ancora oggi, di scegliere da che parte stare.

La rassegna“Green Days – nel tempo che resiste” è interamente curata da una direzione artistica partecipata, composta da ragazzi e ragazze appartenenti alla GenZ, che fin dalla prima edizione si occupa di valutare e selezionare gli spettacoli secondo un modello già attuato da Dominio Pubblico allo Youth Fest, continua a interrogarsi su temi profondi legati all’identità personale e collettiva, al rapporto con le proprie radici, al cambiamento e alla costruzione di una nuova consapevolezza.

Dopo “Il futuro ha i giorni contati” e “Che ne sarà di noi?” gli under 25 di Dominio Pubblico, con “nel tempo che resiste” cercano quest’anno, attraverso gli spettacoli in programma, di dare una risposta agli interrogativi e alle preoccupazioni legate al futuro. In un mondo in continua trasformazione, resistere diventa oggi un gesto necessario e il teatro si fa spazio di incontro, di libertà e di rinascita, dove i giovani possono raccontare il presente e immaginare il futuro.

Un palinsesto che esplora tematiche quali l’importanza della memoria storica e collettiva, la responsabilità civile, le relazioni intergenerazionali e le sfide contemporanee e politiche dei giovani che ancora una volta scelgono di riflettere su problematiche lontane dal loro tempo, ma in qualche modo fortemente urgenti per capire l’oggi e il futuro, ponendo come obiettivo quello di creare uno spazio di riflessione, dialogo e confronto tra artisti e pubblico. 

Per ogni spettacolo in rassegna sono previste due giornate di repliche e un TALK di approfondimento a cura della Redazione U25 di Dominio Pubblico: una possibilità di incontro e di scambio tra giovani, compagnie emergenti e pubblico.

Da sempre Argot Studio e Dominio Pubblico collaborano insieme per garantire spazio e visibilità a una nuova generazione di artisti. Lavorano su target e focus differenti facendo sempre dell’innovazione dei linguaggi e della ricerca il centro della loro mission.

Dominio Pubblico –  che nasce nel 2013 dalla collaborazione di Argot Studio con il Teatro dell’Orologio – si distingue come un importante progetto di audience development e community engagement rivolto a giovani under 25 che si sperimentano in un percorso da spettatori attivi, finalizzato alla conoscenza della scena contemporanea e alla produzione, promozione e organizzazione di eventi culturali multidisciplinari. I giovani si avvicinano alla fruizione culturale della loro città e del territorio regionale attraverso la visione guidata di numerosi eventi legati al mondo dell’arte contemporanea, e grazie all’incontro con gli artisti coinvolti imparano a capirne le dinamiche interne e a raccontarle.

“Green Days – nel tempo che resiste

Terza Edizione

Rassegna teatrale Under 35 a cura di Dominio Pubblico con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Il corpo di Matteotti

testo e regia Andrea Baldoffei

con Andrea Baldoffei e Riccardo Milani

disegno sonoro Alessandro Giannone

disegno luci Giulio Ferro

foto di scena Silvia Bisordi

liberamente ispirato al libro omonimo di Italo Arcuri

progetto finanziato dal bando S.I.A.E. per chi crea – nuove opere 2023

Sabato 25 aprile 19:30 e Domenica 26 aprile 17:30

     Argot Studio-Roma

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Abruzzo

L’Aquila-Giugno 2024. All’Auditorium del Parco l’evento ANPI per ricordare la Liberazione Città dell’Aquila

L’AQUILA –Il 12 giugno, alle ore 18.00 all’Auditorium del Parco, al Castello si terrà l’iniziativa di ANPI dell’Aquila dal titolo “GIUGNO 2024”.

ANPI per ricordare la Liberazione Città dell’Aquila

“GIUGNO 2024 perché in questa occasione ricorderemo eventi storici che in quel mese di giugno avvennero tanti anni fa: la Liberazione dell’Aquila, il 13 giugno del 1944, la fondazione dell’ANPI qualche giorno prima, il 6 giugno 1944, e poi l’assassinio di Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti il 10 giugno del 1924”. Così in un comunicato l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato provinciale dell’Aquila.

“Sono celebrazioni legate a filo rosso dalla memoria della ferocia del regime di Mussolini – che ha rappresentato l’oppressione, la fine delle libertà, le leggi razziste e poi la folle guerra a fianco dei nazisti con il suo carico di lutti, di miseria e di fame a cui ridusse il popolo italiano – e dal riscatto della guerra di Liberazione, dell’orgoglio civile di tanti italiani che seppero ribellarsi e scegliere la nuova Italia democratica. Sono anniversari che sembrano, forse sono, lontani nel tempo. Eppure mantengono una loro attualità, e per questo vanno ricordati con cura e passione. Perché se quel fascismo non si ripeterà nelle forme di allora, non possiamo comunque ignorare i grandi rischi e le moderne minacce alla nostra democrazia e ai nostri valori Costituzionali”.

ANPI

“Pensiamo alle guerre, innanzitutto, col loro carico di odio, col rischio di coinvolgimento dell’Europa, con un assurdo riarmo. E poi, le forme di discriminazione e di razzismo, i tentativi di riscrivere la storia, i muri con cui ci si vorrebbe ‘proteggere’ da migranti che fuggono dalla fame e dai conflitti, le tentazioni autoritarie di chi vorrebbe ridurre la libertà di stampa o l’autonomia della magistratura, le scelte che colpiscono la salute e la cultura togliendo risorse pubbliche alla sanità, alla scuola, alla formazione, all’assistenza sociale. E ancora, i tentativi di cambiare la Costituzione con il Premierato e la Secessione dei ricchi rendendo il paese più ingiusto, più povero, meno democratico”.

“Crediamo sia giusto prendersi cura del destino comune, partendo dalla lezione della storia. Perché anche le pagine più buie sono state sconfitte da uomini e donne con coraggio e generosità. Il coraggio e la generosità di chi oggi, tutti i giorni, si dedica al prossimo, esprime un impegno civile, lotta per la dignità propria e dei suoi compagni di lavoro, offre un esempio di solidarietà e di aiuto concreto a chi è più debole e più fragile. Per questo, nel nostro incontro, assegneremo la Tessera dell’ANPI ad associazioni e persone che sono un modello virtuoso di comportamento quotidiano al servizio della nostra società. Vi invitiamo a venire. Se vi va, ci vediamo mercoledì, grazie”, conclude il comunicato dell’ANPI dell’Aquila.

ANPI- Città dell’Aquila

L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con i suoi oltre 135.000 iscritti, è tra le più grandi associazioni combattentistiche presenti e attive oggi nel Paese. Fu costituita il 6 giugno 1944, a Roma, dal CLN del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista.
Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani.
Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI – Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna.
Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi:
– Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo.
– Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani.
– Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese.
– Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.

ANPI-Associazione nazionale partigiani d’Italia

In particolare questo ultimo punto fu realizzato grazie alla creazione, fin dal 1948, di Convitti-Scuola Rinascita che miravano a qualificare professionalmente giovani ex partigiani e orfani dei caduti.

Nel corso del primo Congresso del 1947 – dove fu nominato Presidente Nazionale Arrigo Boldrini “Bulow”, prima medaglia d’oro al V.M. della Resistenza, che resterà in carica fino al 2006 – venne ribadito l’impegno della Resistenza a consolidare le Istituzioni e in particolare fu sottolineato che l’antifascismo doveva essere inteso come lotta contro chi minacciava le libertà individuali, negava la giustizia sociale e discriminava i cittadini.
Il Congresso registrò il favore di alte personalità politiche come Umberto Terracini e Palmiro Togliatti. Ma nel 1948 vennero avviate delle vere e proprie persecuzioni contro i partigiani che l’ANPI fronteggiò con vigore. Furono ben 830 i combattenti per la libertà che subirono processi. L’Associazione promosse allora dei Comitati di difesa dei valori della Resistenza con cui avviò una campagna nazionale di sostegno ai partigiani, chiedendo altresì lo scioglimento del neofascista MSI (Movimento sociale italiano) e il riconoscimento ufficiale del CVL come corpo appartenente alle Forze Armate. Questo riconoscimento giunse solamente nel 1958, con la legge 285, e fu un provvedimento di notevole importanza perché confermava e stabiliva definitivamente che la Resistenza, nel travagliato processo di Liberazione, era stata una preziosa comprimaria, responsabile e organizzata: un esercito, a tutti gli effetti. Nel 1950 le persecuzioni cessarono e si poté continuare l’azione civile per cui i partigiani si erano associati. Col Congresso del 1952 l’ANPI – nella cui Presidenza onoraria figurava anche Sandro Pertini, carica che rivestì per vari decenni – ingaggiò una grande battaglia a favore della pace e contro il riarmo tedesco. Tanti e illustri gli interventi. Tra questi quello di Enrico Molè, Vice Presidente del Senato. Il 1952 è anche l’anno dell’inizio delle pubblicazioni del mensile Patria Indipendente, periodico ufficiale dell’Associazione, che negli anni ha costituito un validissimo punto di riferimento nazionale per la conoscenza della storia della Resistenza. Nelle pagine di questo giornale sono corse anche le vicende centrali dell’attualità del Paese. Un impegno importante è stato anche la valorizzazione del contributo delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione e, successivamente, alla garanzia dell’ordine democratico e alla salvaguardia della libertà nei Paesi di tutto il mondo. Negli anni ‘60 è continuata l’attenzione dell’Associazione – con frequenti interventi e prese di posizione – a tutti i grandi temi nazionali e internazionali, che hanno coinvolto le istituzioni ed il vivere sociale. Da segnalare, tra le tante iniziative, la Conferenza del 9 marzo 1965 – indetta dall’ANPI – dal titolo “La solidarietà degli antifascisti italiani al popolo spagnolo in lotta per la libertà” contro il regime franchista e poi la celebrazione della “Giornata della donna nella Resistenza” intesa a valorizzare fortemente il ruolo prezioso delle partigiane nella lotta di Liberazione. L’avvio degli anni ’70 porta una notizia entusiasmante per l’ANPI e l’intero universo antifascista e democratico: la nomina a Capo di Stato Maggiore della Difesa del Generale Enzo Marchesi, ex partigiano.


Nel 1971, quindi, per il venticinquennale della Repubblica, l’Associazione diffuse un importante documento contenente un significativo riferimento alle Forze Armate. In un passaggio si dichiarava: “Le Forze Armate italiane oggi possono guardare l’avvenire con la certezza di rappresentare tutta la Nazione, tutte le forze democratiche nell’ambito della lealtà costituzionale, poiché esse sono e debbono essere al servizio non di una fazione, come accadde durante il fascismo, ma di tutto un popolo”.
Una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI in questi anni è stata quella contro il terrorismo. In un convegno, organizzato il 17 novembre 1977, la posizione fu netta: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”.
Gli anni ’70 si chiudono con un avvenimento storico: l’elezione a Presidente della Repubblica, nel 1978, di Sandro Pertini, valoroso partigiano e membro della Presidenza Onoraria dell’ANPI. C’e da dire che non poche furono le figure del mondo delle Istituzioni a svolgere ruoli di dirigenza all’interno dell’Associazione: ricordiamo per tutti, oltre al già citato Pertini, Ettore Gallo, Presidente della Corte Costituzionale dal 1991 al 1992, Lionello Levi Sandri, Commissario Europeo dal 1961 al 1970 e Presidente del Consiglio di Stato, Leonetto Amadei, Presidente della Corte Costituzionale dal 1979 al 1981 e Andrea Viglione, Capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1975 al 1978. Gli anni ’80 si aprono per l’ANPI con la denuncia forte contro le malefatte della loggia P2 e il pernicioso intreccio tra terrorismo e mafia. E contro la corruzione politica. Scriveva proprio Leonetto Amadei in un editoriale pubblicato sul numero del 25 aprile 1983 di Patria Indipendente: “Ci si trova di fronte alla manifestazione di un tumore maligno che appesta e distrugge l’elemento principe per cui si ritiene valida e apprezzabile la guida di un Paese, vale a dire la fiducia verso chi conduce politicamente la collettività o la amministra in modo che appaia giovevole il mantenimento delle redini in quelle mani”. Il 1988 ha visto l’Associazione impegnata nella realizzazione di una grande manifestazione, alla presenza del Capo dello Stato Francesco Cossiga, in occasione del quarantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana. Da segnalare inoltre il 4 e 5 marzo a Perugia il Convegno “Costituzione-Forze Armate” e lo speciale di Patria Indipendente – ripreso ed elogiato poi anche dalla Rivista Militare – sul 4 novembre, per la Giornata delle Forze Armate.
In totale gli anni ’80 registrano ben 49.000 iniziative dell’ANPI.

Dal 1990 ad oggi, l’Associazione ha affrontato, con la solita e solida fedeltà alle Istituzioni democratiche nonché determinazione morale, le tante questioni nazionali che hanno caratterizzato questi due decenni. Da “Tangentopoli” alle offensive mafiose, alla grande battaglia contro i gravi tentativi di modifica della Carta Costituzionale, che portò all’esito vittorioso del referendum del 2006, fino alla dura opposizione nel 2009 al progetto di legge 1360 – poi bloccato – con cui il Governo intendeva equiparare i repubblichini di Salò (un esercito irregolare, oltreché subordinato ai nazisti nei loro crimini) ai partigiani. Quindi, la battaglia, condotta con esito positivo nell’agosto 2011, per mantenere le festività civili, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, minacciate di essere soppresse con la manovra finanziaria del Governo. Nel 2014, dopo due anni di impegno, l’ANPI ottiene dal Governo tedesco atti di riparazione nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste del 1943-1945; mette in campo poi iniziative nazionali contro una irresponsabile riforma del Senato e contro una legge elettorale che, così come approvata dalla Camera, risulterebbe contraria alle aspettative dei cittadini in tema di rappresentatività e di diritti, nonché contraddittoria rispetto alle precise indicazioni della Corte Costituzionale. Da ultimo, va ricordata, nello stesso anno, la firma di un protocollo col MIUR (Ministero dell’università e della ricerca) per avviare iniziative di formazione alla cittadinanza attiva nelle scuole.

Il 2016 ha visto una straordinaria mobilitazione dell’intera Associazione per il No al referendum costituzionale.

Oggi l’ANPI è ancora in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza.

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