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Mondo

Biden: grande soddisfazione per la tregua in Libano, ogni sforzo perché duri

Biden: grande soddisfazione per la tregua in Libano, ogni sforzo perché duri

Una positiva accoglienza alla tregua in Libano è giunta oggi dal Presidente americano Biden che manifesta i suoi migliori auspici affinché il cessate il fuoco concordato per 60 giorni possa giungere a compimento senza incidenti ed essere poi prolungato a tempo indeterminato e che possa giungersi a un accordo di pace anche con Hamas nella Striscia di Gaza.

“Ho parlato con il premier di Israele e con quello del Libano e posso annunciare la tregua”. Così il presidente Usa Biden, in un discorso alla Casa Bianca. Il conflitto cesserà alle 4 del mattino ora locale, afferma Biden. “Israele ha ora vantaggi tattici che assicurano sicurezza a lungo termine”.

Poi conferma che “non ci saranno truppe americane nel sud del Libano”. E sottolinea: “Anche a Gaza serve una tregua urgente, la popolazione sta vivendo un inferno”. “Merita la pace, ma Hamas rifiuta accordo”. “Nei prossimi giorni” iniziativa Usa.

Biden: uniamo gli sforzi di tutti per fermare la guerra in Medio Oriente– Negli ultimi mesi della sua Presidenza Joe Biden sta concentrando i propri sforzi per fermare l’aggressione Russa in Ucraina e per riportare la pace in Medio Oriente fra Israele e i suoi nemici.

“Sto facendo il possibile per evitare l’escalation in Medioriente”. Lo ha detto il presidente Usa Biden. Biden ha parlato a un pool di giornalisti. “Faremo tutto il possibile per evitare che scoppi una guerra più ampia e continueremo i nostri sforzi”, ha ribadito e sottolineato il leader della Casa Bianca riferendosi al conflitto scaturito tra Israele e Hamas.

Sulla guerra tra Kiev e Mosca: “Non ho ancora deciso se autorizzare l’Ucraina a usare i missili a lungo raggio americani in territorio russo”, ha affermato Biden.

Il Presidente Usa Biden: trattativa delicata, in bilico l’accordo su Gazanonostante le aperture Israeliane– Il Presidente Biden pur seguendo da vicino la trattativa di pace fra Israele ed Hamas, e pur avendo ottenuto un ammorbidimento delle posizioni del Premier Netanyahu non fa mistero di ritenere l’attuale fase della trattativa come estremamente delicata, essendo giunta ad un bivio cruciale fra speranze di accordo e timori di rottura.

Infatti proprio stamane due alti funzionari Usa e 2 israeliani si sono mostrati molto pessimisti su un accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza, parlando col sito Politico. “Non sappiamo se Sinwar (il nuovo capo politico di Hamas, Ndr) vuole l’accordo. Se non lo vuole c’è la possibilità che l’ Iran attacchi e la situazione degeneri” ha detto una fonte riservata.

Gli Usa spingono per un vertice venerdi al Cairo, ma per uno degli israeliani “non è sicuro che il summit ci sarà. Se ci fosse, nulla di cui parlare finché Israele resta sulla sua posizione”.

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”-Dopo lo svolgimento lo scorso weekend del G7 in Puglia, aperto alla partecipazione anche di India e Brasile, e dopo la conferenza di pace in Svizzera voluta dall’Ucraina, giunge oggi dalla Casa Bianca un duro monito al Cremlino, volto a impedire nuove guerre di aggressione volute da Mosca.

“Abbiamo difeso il fianco orientale della Nato, mettendo così in chiaro che proteggeremo ogni singolo centimetro di territorio dell’Alleanza”. Lo ha detto il presidente americano Biden nel suo incontro alla Casa Bianca con il segretario della Nato, Stoltenberg.

“Insieme abbiamo scoraggiato altre aggressioni della Russia”, ha detto Biden ringraziando il segretario generale per aver reso la Nato più unita. “Ci mancherai”, ha detto Biden in vista della scadenza del mandato di Stoltenberg a ottobre, non potendosi però ad oggi escludere una riconferma per un nuovo mandato alla guida dell’Alleanza Atlantica, soprattutto in un momento di drammatica tensione come quello attuale.

Biden ribadisce: “Putin è un macellaio”– Il confronto politico internazionale è stato alimentato da nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha nuovamente preso di mira il presidente russo Vladimir Putin, definendolo “un macellaio” durante un comizio recente. Questa non è la prima volta che Biden utilizza questo termine tagliente nei confronti del leader russo. Già il 26 marzo 2022, durante un incontro con rifugiati ucraini a Varsavia, aveva usato lo stesso epiteto per descrivere Putin, sottolineando il suo disprezzo per le azioni aggressive della Russia nell’Europa orientale.

Ma Biden non si è limitato a criticare Putin; ha anche scherzato sulla sua età durante il comizio, riconoscendo ironicamente che la sua anzianità potrebbe essere vista come un punto debole nella sua sfida contro il suo rivale politico interno, l’ex presidente Donald Trump. “Sarei felice di paragonare le caratteristiche fisiche”, ha scherzato Biden, riferendosi implicitamente ai capelli distintivi di Trump. “Sicuro, non ho i suoi capelli arancioni”, ha aggiunto con un sorriso.

Tuttavia, Biden ha anche voluto sottolineare che, nonostante l’età avanzata, è la freschezza delle idee e la visione per il futuro che contano davvero in politica. “La cosa importante non è l’età, ma quanto vecchie sono le nostre idee”, ha affermato Biden, suggerendo che la sua leadership si basa su una visione progressista e orientata al futuro, piuttosto che su idee obsolete o retrograde.

Queste dichiarazioni di Biden riflettono la sua determinazione a confrontarsi con i leader mondiali e a difendere i valori democratici e i diritti umani in tutto il mondo, nonostante le sfide e le critiche che possa affrontare sul piano domestico. La sua retorica decisa e a tratti scherzosa dimostra la sua sicurezza e il suo impegno a fare sentire la voce degli Stati Uniti sulla scena globale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

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Biden: i tiranni siano colpevoli dei danni che causano, 20 mld dai beni russi all’Ucraina

“Come parte del pacchetto G7, gli Stati Uniti forniranno 20 miliardi di dollari in prestiti all’Ucraina che saranno rimborsati dagli interessi guadagnati dai beni sovrani russi immobilizzati. I tiranni saranno responsabili dei danni che causano. La Russia non prevarrà”.

Lo ribadisce il Presidente Usa, Biden. I fondi sono parte del prestito di 50 miliardi concordato dai G7 a discapito dei beni russi come spiega il vice consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Dalip Singh: “Non è mai stato fatto nulla di simile prima”.

Biden: saremo al fianco della coraggiosa Ucraina fino alla fine, la follia Russa non prevarrà

Il Presidente Biden appare fermamente intenzionato ad esercitare in pieno i propri poteri nei 5 mesi che rimangono per il compimento del suo mandato alla Casa Bianca, e torna oggi a sostenere con forza la coraggiosa lotta della libera Ucraina contro l’aggressione folle e violenta della Russia di Putin contro il proprio vicino che dura ormai da oltre due anni e mezzo.

Infatti dopo il massiccio attacco aereo delle forze russe stanotte in Ucraina, il presidente Usa ha condannato “nel modo più fermo possibile la guerra spaventosa della Russia contro l’Ucraina e i suoi sforzi par far sprofondare il popolo ucraino nell’oscurità”.

“La Russia non avrà mai successo in Ucraina e lo spirito del popolo ucraino non sarà mai spezzato”, ha scritto in una nota. “L’Ucraina rimane una nazione libera”, e “gli Stati Uniti staranno al fianco del popolo ucraino finché non prevarrà”, ha assicurato.

Il Presidente Usa Biden: trattativa delicata, in bilico l’accordo su Gazanonostante le aperture Israeliane– Il Presidente Biden pur seguendo da vicino la trattativa di pace fra Israele ed Hamas, e pur avendo ottenuto un ammorbidimento delle posizioni del Premier Netanyahu non fa mistero di ritenere l’attuale fase della trattativa come estremamente delicata, essendo giunta ad un bivio cruciale fra speranze di accordo e timori di rottura.

Infatti proprio stamane due alti funzionari Usa e 2 israeliani si sono mostrati molto pessimisti su un accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza, parlando col sito Politico. “Non sappiamo se Sinwar (il nuovo capo politico di Hamas, Ndr) vuole l’accordo. Se non lo vuole c’è la possibilità che l’ Iran attacchi e la situazione degeneri” ha detto una fonte riservata.

Gli Usa spingono per un vertice venerdi al Cairo, ma per uno degli israeliani “non è sicuro che il summit ci sarà. Se ci fosse, nulla di cui parlare finché Israele resta sulla sua posizione”.

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”-Dopo lo svolgimento lo scorso weekend del G7 in Puglia, aperto alla partecipazione anche di India e Brasile, e dopo la conferenza di pace in Svizzera voluta dall’Ucraina, giunge oggi dalla Casa Bianca un duro monito al Cremlino, volto a impedire nuove guerre di aggressione volute da Mosca.

“Abbiamo difeso il fianco orientale della Nato, mettendo così in chiaro che proteggeremo ogni singolo centimetro di territorio dell’Alleanza”. Lo ha detto il presidente americano Biden nel suo incontro alla Casa Bianca con il segretario della Nato, Stoltenberg.

“Insieme abbiamo scoraggiato altre aggressioni della Russia”, ha detto Biden ringraziando il segretario generale per aver reso la Nato più unita. “Ci mancherai”, ha detto Biden in vista della scadenza del mandato di Stoltenberg a ottobre, non potendosi però ad oggi escludere una riconferma per un nuovo mandato alla guida dell’Alleanza Atlantica, soprattutto in un momento di drammatica tensione come quello attuale.

Biden ribadisce: “Putin è un macellaio”– Il confronto politico internazionale è stato alimentato da nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha nuovamente preso di mira il presidente russo Vladimir Putin, definendolo “un macellaio” durante un comizio recente. Questa non è la prima volta che Biden utilizza questo termine tagliente nei confronti del leader russo. Già il 26 marzo 2022, durante un incontro con rifugiati ucraini a Varsavia, aveva usato lo stesso epiteto per descrivere Putin, sottolineando il suo disprezzo per le azioni aggressive della Russia nell’Europa orientale.

Ma Biden non si è limitato a criticare Putin; ha anche scherzato sulla sua età durante il comizio, riconoscendo ironicamente che la sua anzianità potrebbe essere vista come un punto debole nella sua sfida contro il suo rivale politico interno, l’ex presidente Donald Trump. “Sarei felice di paragonare le caratteristiche fisiche”, ha scherzato Biden, riferendosi implicitamente ai capelli distintivi di Trump. “Sicuro, non ho i suoi capelli arancioni”, ha aggiunto con un sorriso.

Tuttavia, Biden ha anche voluto sottolineare che, nonostante l’età avanzata, è la freschezza delle idee e la visione per il futuro che contano davvero in politica. “La cosa importante non è l’età, ma quanto vecchie sono le nostre idee”, ha affermato Biden, suggerendo che la sua leadership si basa su una visione progressista e orientata al futuro, piuttosto che su idee obsolete o retrograde.

Queste dichiarazioni di Biden riflettono la sua determinazione a confrontarsi con i leader mondiali e a difendere i valori democratici e i diritti umani in tutto il mondo, nonostante le sfide e le critiche che possa affrontare sul piano domestico. La sua retorica decisa e a tratti scherzosa dimostra la sua sicurezza e il suo impegno a fare sentire la voce degli Stati Uniti sulla scena globale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

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Biden: uniamo gli sforzi di tutti per fermare la guerra in Medio Oriente

Biden: uniamo gli sforzi di tutti per fermare la guerra in Medio Oriente– Negli ultimi mesi della sua Presidenza Joe Biden sta concentrando i propri sforzi per fermare l’aggressione Russa in Ucraina e per riportare la pace in Medio Oriente fra Israele e i suoi nemici.

“Sto facendo il possibile per evitare l’escalation in Medioriente”. Lo ha detto il presidente Usa Biden. Biden ha parlato a un pool di giornalisti. “Faremo tutto il possibile per evitare che scoppi una guerra più ampia e continueremo i nostri sforzi”, ha ribadito e sottolineato il leader della Casa Bianca riferendosi al conflitto scaturito tra Israele e Hamas.

Sulla guerra tra Kiev e Mosca: “Non ho ancora deciso se autorizzare l’Ucraina a usare i missili a lungo raggio americani in territorio russo”, ha affermato Biden.

Il Presidente Usa Biden: trattativa delicata, in bilico l’accordo su Gazanonostante le aperture Israeliane– Il Presidente Biden pur seguendo da vicino la trattativa di pace fra Israele ed Hamas, e pur avendo ottenuto un ammorbidimento delle posizioni del Premier Netanyahu non fa mistero di ritenere l’attuale fase della trattativa come estremamente delicata, essendo giunta ad un bivio cruciale fra speranze di accordo e timori di rottura.

Infatti proprio stamane due alti funzionari Usa e 2 israeliani si sono mostrati molto pessimisti su un accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza, parlando col sito Politico. “Non sappiamo se Sinwar (il nuovo capo politico di Hamas, Ndr) vuole l’accordo. Se non lo vuole c’è la possibilità che l’ Iran attacchi e la situazione degeneri” ha detto una fonte riservata.

Gli Usa spingono per un vertice venerdi al Cairo, ma per uno degli israeliani “non è sicuro che il summit ci sarà. Se ci fosse, nulla di cui parlare finché Israele resta sulla sua posizione”.

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”-Dopo lo svolgimento lo scorso weekend del G7 in Puglia, aperto alla partecipazione anche di India e Brasile, e dopo la conferenza di pace in Svizzera voluta dall’Ucraina, giunge oggi dalla Casa Bianca un duro monito al Cremlino, volto a impedire nuove guerre di aggressione volute da Mosca.

“Abbiamo difeso il fianco orientale della Nato, mettendo così in chiaro che proteggeremo ogni singolo centimetro di territorio dell’Alleanza”. Lo ha detto il presidente americano Biden nel suo incontro alla Casa Bianca con il segretario della Nato, Stoltenberg.

“Insieme abbiamo scoraggiato altre aggressioni della Russia”, ha detto Biden ringraziando il segretario generale per aver reso la Nato più unita. “Ci mancherai”, ha detto Biden in vista della scadenza del mandato di Stoltenberg a ottobre, non potendosi però ad oggi escludere una riconferma per un nuovo mandato alla guida dell’Alleanza Atlantica, soprattutto in un momento di drammatica tensione come quello attuale.

Biden ribadisce: “Putin è un macellaio”– Il confronto politico internazionale è stato alimentato da nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha nuovamente preso di mira il presidente russo Vladimir Putin, definendolo “un macellaio” durante un comizio recente. Questa non è la prima volta che Biden utilizza questo termine tagliente nei confronti del leader russo. Già il 26 marzo 2022, durante un incontro con rifugiati ucraini a Varsavia, aveva usato lo stesso epiteto per descrivere Putin, sottolineando il suo disprezzo per le azioni aggressive della Russia nell’Europa orientale.

Ma Biden non si è limitato a criticare Putin; ha anche scherzato sulla sua età durante il comizio, riconoscendo ironicamente che la sua anzianità potrebbe essere vista come un punto debole nella sua sfida contro il suo rivale politico interno, l’ex presidente Donald Trump. “Sarei felice di paragonare le caratteristiche fisiche”, ha scherzato Biden, riferendosi implicitamente ai capelli distintivi di Trump. “Sicuro, non ho i suoi capelli arancioni”, ha aggiunto con un sorriso.

Tuttavia, Biden ha anche voluto sottolineare che, nonostante l’età avanzata, è la freschezza delle idee e la visione per il futuro che contano davvero in politica. “La cosa importante non è l’età, ma quanto vecchie sono le nostre idee”, ha affermato Biden, suggerendo che la sua leadership si basa su una visione progressista e orientata al futuro, piuttosto che su idee obsolete o retrograde.

Queste dichiarazioni di Biden riflettono la sua determinazione a confrontarsi con i leader mondiali e a difendere i valori democratici e i diritti umani in tutto il mondo, nonostante le sfide e le critiche che possa affrontare sul piano domestico. La sua retorica decisa e a tratti scherzosa dimostra la sua sicurezza e il suo impegno a fare sentire la voce degli Stati Uniti sulla scena globale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

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Biden riceverà il premier Starmer insieme al presidente Zelensky per autorizzare nuove armi contro l’invasione Russa

Biden riceverà oggi alla Casa Bianca il premier britannico Starmer insieme al presidente Zelensky per autorizzare l’uso in profondità delle nuove armi contro l’invasione Russa

Nello strenuo sforzo dell’Occidente per difendere l’Ucraina dall’invasione russa voluta da Putin ormai da quasi tre anni il Presidente americano Biden riceverà oggi alla Casa Bianca insieme al nuovo premier britannico Starmer -secondo Le Monde che cita il rappresentante ucraino a Parigi- anche il presidente ucraino Zelensky.

Sul tavolo l’ok all’uso di armi occidentali per permettere alle forze di Kiev di colpire in profondità la Federazione russa. Sia il presidente russo Putin sia il ministro degli Esteri Lavrov hanno ribadito che una tale mossa sarà considerata come un’entrata diretta della Nato nel conflitto.

Intanto Mosca ha espulso 6 diplomatici britannici sospettati di spionaggio mentre Londra annunciava immediate misure di ritorsione contro tale atto ostile.

Biden: saremo al fianco della coraggiosa Ucraina fino alla fine, l’orrore Russo non prevarrà

Il Presidente Biden appare fermamente intenzionato ad esercitare in pieno i propri poteri nei 5 mesi che rimangono per il compimento del suo mandato alla Casa Bianca, e torna oggi a sostenere con forza la coraggiosa lotta della libera Ucraina contro l’aggressione folle e violenta della Russia di Putin contro il proprio vicino che dura ormai da oltre due anni e mezzo.

Infatti dopo il massiccio attacco aereo delle forze russe stanotte in Ucraina, il presidente Usa ha condannato “nel modo più fermo possibile la guerra spaventosa della Russia contro l’Ucraina e i suoi sforzi par far sprofondare il popolo ucraino nell’oscurità”.

“La Russia non avrà mai successo in Ucraina e lo spirito del popolo ucraino non sarà mai spezzato”, ha scritto in una nota. “L’Ucraina rimane una nazione libera”, e “gli Stati Uniti staranno al fianco del popolo ucraino finché non prevarrà”, ha assicurato.

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”-Dopo lo svolgimento lo scorso weekend del G7 in Puglia, aperto alla partecipazione anche di India e Brasile, e dopo la conferenza di pace in Svizzera voluta dall’Ucraina, giunge oggi dalla Casa Bianca un duro monito al Cremlino, volto a impedire nuove guerre di aggressione volute da Mosca.

“Abbiamo difeso il fianco orientale della Nato, mettendo così in chiaro che proteggeremo ogni singolo centimetro di territorio dell’Alleanza”. Lo ha detto il presidente americano Biden nel suo incontro alla Casa Bianca con il segretario della Nato, Stoltenberg.

“Insieme abbiamo scoraggiato altre aggressioni della Russia”, ha detto Biden ringraziando il segretario generale per aver reso la Nato più unita. “Ci mancherai”, ha detto Biden in vista della scadenza del mandato di Stoltenberg a ottobre, non potendosi però ad oggi escludere una riconferma per un nuovo mandato alla guida dell’Alleanza Atlantica, soprattutto in un momento di drammatica tensione come quello attuale.

Biden ribadisce: “Putin è un macellaio”– Il confronto politico internazionale è stato alimentato da nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha nuovamente preso di mira il presidente russo Vladimir Putin, definendolo “un macellaio” durante un comizio recente. Questa non è la prima volta che Biden utilizza questo termine tagliente nei confronti del leader russo. Già il 26 marzo 2022, durante un incontro con rifugiati ucraini a Varsavia, aveva usato lo stesso epiteto per descrivere Putin, sottolineando il suo disprezzo per le azioni aggressive della Russia nell’Europa orientale.

Ma Biden non si è limitato a criticare Putin; ha anche scherzato sulla sua età durante il comizio, riconoscendo ironicamente che la sua anzianità potrebbe essere vista come un punto debole nella sua sfida contro il suo rivale politico interno, l’ex presidente Donald Trump. “Sarei felice di paragonare le caratteristiche fisiche”, ha scherzato Biden, riferendosi implicitamente ai capelli distintivi di Trump. “Sicuro, non ho i suoi capelli arancioni”, ha aggiunto con un sorriso.

Tuttavia, Biden ha anche voluto sottolineare che, nonostante l’età avanzata, è la freschezza delle idee e la visione per il futuro che contano davvero in politica. “La cosa importante non è l’età, ma quanto vecchie sono le nostre idee”, ha affermato Biden, suggerendo che la sua leadership si basa su una visione progressista e orientata al futuro, piuttosto che su idee obsolete o retrograde.

Queste dichiarazioni di Biden riflettono la sua determinazione a confrontarsi con i leader mondiali e a difendere i valori democratici e i diritti umani in tutto il mondo, nonostante le sfide e le critiche che possa affrontare sul piano domestico. La sua retorica decisa e a tratti scherzosa dimostra la sua sicurezza e il suo impegno a fare sentire la voce degli Stati Uniti sulla scena globale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

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Biden: saremo al fianco della coraggiosa Ucraina fino alla fine, la follia Russa non prevarrà

Biden: saremo al fianco della coraggiosa Ucraina fino alla fine, la follia Russa non prevarrà

Il Presidente Biden appare fermamente intenzionato ad esercitare in pieno i propri poteri nei 5 mesi che rimangono per il compimento del suo mandato alla Casa Bianca, e torna oggi a sostenere con forza la coraggiosa lotta della libera Ucraina contro l’aggressione folle e violenta della Russia di Putin contro il proprio vicino che dura ormai da oltre due anni e mezzo.

Infatti dopo il massiccio attacco aereo delle forze russe stanotte in Ucraina, il presidente Usa ha condannato “nel modo più fermo possibile la guerra spaventosa della Russia contro l’Ucraina e i suoi sforzi par far sprofondare il popolo ucraino nell’oscurità”.

“La Russia non avrà mai successo in Ucraina e lo spirito del popolo ucraino non sarà mai spezzato”, ha scritto in una nota. “L’Ucraina rimane una nazione libera”, e “gli Stati Uniti staranno al fianco del popolo ucraino finché non prevarrà”, ha assicurato.

Il Presidente Usa Biden: trattativa delicata, in bilico l’accordo su Gazanonostante le aperture Israeliane– Il Presidente Biden pur seguendo da vicino la trattativa di pace fra Israele ed Hamas, e pur avendo ottenuto un ammorbidimento delle posizioni del Premier Netanyahu non fa mistero di ritenere l’attuale fase della trattativa come estremamente delicata, essendo giunta ad un bivio cruciale fra speranze di accordo e timori di rottura.

Infatti proprio stamane due alti funzionari Usa e 2 israeliani si sono mostrati molto pessimisti su un accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza, parlando col sito Politico. “Non sappiamo se Sinwar (il nuovo capo politico di Hamas, Ndr) vuole l’accordo. Se non lo vuole c’è la possibilità che l’ Iran attacchi e la situazione degeneri” ha detto una fonte riservata.

Gli Usa spingono per un vertice venerdi al Cairo, ma per uno degli israeliani “non è sicuro che il summit ci sarà. Se ci fosse, nulla di cui parlare finché Israele resta sulla sua posizione”.

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”-Dopo lo svolgimento lo scorso weekend del G7 in Puglia, aperto alla partecipazione anche di India e Brasile, e dopo la conferenza di pace in Svizzera voluta dall’Ucraina, giunge oggi dalla Casa Bianca un duro monito al Cremlino, volto a impedire nuove guerre di aggressione volute da Mosca.

“Abbiamo difeso il fianco orientale della Nato, mettendo così in chiaro che proteggeremo ogni singolo centimetro di territorio dell’Alleanza”. Lo ha detto il presidente americano Biden nel suo incontro alla Casa Bianca con il segretario della Nato, Stoltenberg.

“Insieme abbiamo scoraggiato altre aggressioni della Russia”, ha detto Biden ringraziando il segretario generale per aver reso la Nato più unita. “Ci mancherai”, ha detto Biden in vista della scadenza del mandato di Stoltenberg a ottobre, non potendosi però ad oggi escludere una riconferma per un nuovo mandato alla guida dell’Alleanza Atlantica, soprattutto in un momento di drammatica tensione come quello attuale.

Biden ribadisce: “Putin è un macellaio”– Il confronto politico internazionale è stato alimentato da nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha nuovamente preso di mira il presidente russo Vladimir Putin, definendolo “un macellaio” durante un comizio recente. Questa non è la prima volta che Biden utilizza questo termine tagliente nei confronti del leader russo. Già il 26 marzo 2022, durante un incontro con rifugiati ucraini a Varsavia, aveva usato lo stesso epiteto per descrivere Putin, sottolineando il suo disprezzo per le azioni aggressive della Russia nell’Europa orientale.

Ma Biden non si è limitato a criticare Putin; ha anche scherzato sulla sua età durante il comizio, riconoscendo ironicamente che la sua anzianità potrebbe essere vista come un punto debole nella sua sfida contro il suo rivale politico interno, l’ex presidente Donald Trump. “Sarei felice di paragonare le caratteristiche fisiche”, ha scherzato Biden, riferendosi implicitamente ai capelli distintivi di Trump. “Sicuro, non ho i suoi capelli arancioni”, ha aggiunto con un sorriso.

Tuttavia, Biden ha anche voluto sottolineare che, nonostante l’età avanzata, è la freschezza delle idee e la visione per il futuro che contano davvero in politica. “La cosa importante non è l’età, ma quanto vecchie sono le nostre idee”, ha affermato Biden, suggerendo che la sua leadership si basa su una visione progressista e orientata al futuro, piuttosto che su idee obsolete o retrograde.

Queste dichiarazioni di Biden riflettono la sua determinazione a confrontarsi con i leader mondiali e a difendere i valori democratici e i diritti umani in tutto il mondo, nonostante le sfide e le critiche che possa affrontare sul piano domestico. La sua retorica decisa e a tratti scherzosa dimostra la sua sicurezza e il suo impegno a fare sentire la voce degli Stati Uniti sulla scena globale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

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Il Presidente Usa Biden: trattativa delicata, in bilico l’accordo su Gaza

Il Presidente Usa Biden: trattativa delicata, in bilico l’accordo su Gazanonostante le aperture Israeliane– Il Presidente Biden pur seguendo da vicino la trattativa di pace fra Israele ed Hamas, e pur avendo ottenuto un ammorbidimento delle posizioni del Premier Netanyahu non fa mistero di ritenere l’attuale fase della trattativa come estremamente delicata, essendo giunta ad un bivio cruciale fra speranze di accordo e timori di rottura.

Infatti proprio stamane due alti funzionari Usa e 2 israeliani si sono mostrati molto pessimisti su un accordo per il rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza, parlando col sito Politico. “Non sappiamo se Sinwar (il nuovo capo politico di Hamas, Ndr) vuole l’accordo. Se non lo vuole c’è la possibilità che l’ Iran attacchi e la situazione degeneri” ha detto una fonte riservata.

Gli Usa spingono per un vertice venerdi al Cairo, ma per uno degli israeliani “non è sicuro che il summit ci sarà. Se ci fosse, nulla di cui parlare finché Israele resta sulla sua posizione”.

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”-Dopo lo svolgimento lo scorso weekend del G7 in Puglia, aperto alla partecipazione anche di India e Brasile, e dopo la conferenza di pace in Svizzera voluta dall’Ucraina, giunge oggi dalla Casa Bianca un duro monito al Cremlino, volto a impedire nuove guerre di aggressione volute da Mosca.

“Abbiamo difeso il fianco orientale della Nato, mettendo così in chiaro che proteggeremo ogni singolo centimetro di territorio dell’Alleanza”. Lo ha detto il presidente americano Biden nel suo incontro alla Casa Bianca con il segretario della Nato, Stoltenberg.

“Insieme abbiamo scoraggiato altre aggressioni della Russia”, ha detto Biden ringraziando il segretario generale per aver reso la Nato più unita. “Ci mancherai”, ha detto Biden in vista della scadenza del mandato di Stoltenberg a ottobre, non potendosi però ad oggi escludere una riconferma per un nuovo mandato alla guida dell’Alleanza Atlantica, soprattutto in un momento di drammatica tensione come quello attuale.

Biden ribadisce: “Putin è un macellaio”– Il confronto politico internazionale è stato alimentato da nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha nuovamente preso di mira il presidente russo Vladimir Putin, definendolo “un macellaio” durante un comizio recente. Questa non è la prima volta che Biden utilizza questo termine tagliente nei confronti del leader russo. Già il 26 marzo 2022, durante un incontro con rifugiati ucraini a Varsavia, aveva usato lo stesso epiteto per descrivere Putin, sottolineando il suo disprezzo per le azioni aggressive della Russia nell’Europa orientale.

Ma Biden non si è limitato a criticare Putin; ha anche scherzato sulla sua età durante il comizio, riconoscendo ironicamente che la sua anzianità potrebbe essere vista come un punto debole nella sua sfida contro il suo rivale politico interno, l’ex presidente Donald Trump. “Sarei felice di paragonare le caratteristiche fisiche”, ha scherzato Biden, riferendosi implicitamente ai capelli distintivi di Trump. “Sicuro, non ho i suoi capelli arancioni”, ha aggiunto con un sorriso.

Tuttavia, Biden ha anche voluto sottolineare che, nonostante l’età avanzata, è la freschezza delle idee e la visione per il futuro che contano davvero in politica. “La cosa importante non è l’età, ma quanto vecchie sono le nostre idee”, ha affermato Biden, suggerendo che la sua leadership si basa su una visione progressista e orientata al futuro, piuttosto che su idee obsolete o retrograde.

Queste dichiarazioni di Biden riflettono la sua determinazione a confrontarsi con i leader mondiali e a difendere i valori democratici e i diritti umani in tutto il mondo, nonostante le sfide e le critiche che possa affrontare sul piano domestico. La sua retorica decisa e a tratti scherzosa dimostra la sua sicurezza e il suo impegno a fare sentire la voce degli Stati Uniti sulla scena globale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

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Mondo

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”

Biden: “Proteggeremo ogni centimetro del confine orientale della Nato, no ad altre guerre russe”-Dopo lo svolgimento lo scorso weekend del G7 in Puglia, aperto alla partecipazione anche di India e Brasile, e dopo la conferenza di pace in Svizzera voluta dall’Ucraina, giunge oggi dalla Casa Bianca un duro monito al Cremlino, volto a impedire nuove guerre di aggressione volute da Mosca.

“Abbiamo difeso il fianco orientale della Nato, mettendo così in chiaro che proteggeremo ogni singolo centimetro di territorio dell’Alleanza”. Lo ha detto il presidente americano Biden nel suo incontro alla Casa Bianca con il segretario della Nato, Stoltenberg.

“Insieme abbiamo scoraggiato altre aggressioni della Russia”, ha detto Biden ringraziando il segretario generale per aver reso la Nato più unita. “Ci mancherai”, ha detto Biden in vista della scadenza del mandato di Stoltenberg a ottobre, non potendosi però ad oggi escludere una riconferma per un nuovo mandato alla guida dell’Alleanza Atlantica, soprattutto in un momento di drammatica tensione come quello attuale.

Biden ribadisce: “Putin è un macellaio”– Il confronto politico internazionale è stato alimentato da nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha nuovamente preso di mira il presidente russo Vladimir Putin, definendolo “un macellaio” durante un comizio recente. Questa non è la prima volta che Biden utilizza questo termine tagliente nei confronti del leader russo. Già il 26 marzo 2022, durante un incontro con rifugiati ucraini a Varsavia, aveva usato lo stesso epiteto per descrivere Putin, sottolineando il suo disprezzo per le azioni aggressive della Russia nell’Europa orientale.

Ma Biden non si è limitato a criticare Putin; ha anche scherzato sulla sua età durante il comizio, riconoscendo ironicamente che la sua anzianità potrebbe essere vista come un punto debole nella sua sfida contro il suo rivale politico interno, l’ex presidente Donald Trump. “Sarei felice di paragonare le caratteristiche fisiche”, ha scherzato Biden, riferendosi implicitamente ai capelli distintivi di Trump. “Sicuro, non ho i suoi capelli arancioni”, ha aggiunto con un sorriso.

Tuttavia, Biden ha anche voluto sottolineare che, nonostante l’età avanzata, è la freschezza delle idee e la visione per il futuro che contano davvero in politica. “La cosa importante non è l’età, ma quanto vecchie sono le nostre idee”, ha affermato Biden, suggerendo che la sua leadership si basa su una visione progressista e orientata al futuro, piuttosto che su idee obsolete o retrograde.

Queste dichiarazioni di Biden riflettono la sua determinazione a confrontarsi con i leader mondiali e a difendere i valori democratici e i diritti umani in tutto il mondo, nonostante le sfide e le critiche che possa affrontare sul piano domestico. La sua retorica decisa e a tratti scherzosa dimostra la sua sicurezza e il suo impegno a fare sentire la voce degli Stati Uniti sulla scena globale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

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Mondo

Biden: il dolore del popolo di Gaza in cima ai miei pensieri per l’inizio del Ramadan

Biden: il dolore del popolo di Gaza in cima ai miei pensieri con l’inizio del Ramadan– Dopo la malaugurata interruzione delle trattative avviate dall’Egitto fra il governo Israelino ed i vertici di Hamas sembra sfumata la possibilità di un cessate il fuoco che avrebbe evitato il prolungarsi delle ostilità durante il mese del Ramadan, ricorrenza reiligiosa sacra per la martoriata popolazione islamica di Gaza, stremata da quasi 5 mesi di offensiva dell’esercito di Tel Aviv alla ricerca delle basi militari di Hamas presesenti e occultate nel territorio della Striscia.

A tale riguardo il presidente americano Biden che aveva auspicato una conclusione positiva delle trattative di pace prima dell’inizio del Ramadan ha diffuso una dichiarazione dalla Casa Bianca, in cui si rassicura la popolazione di Gaza sull’impegno statunitense per raggiungere presto un cessate il fuoco.

“Mentre i musulmani si riuniscono in tutto il mondo per interrompere il digiuno, la sofferenza del popolo palestinese sarà in cima ai pensieri di molti. E’ in cima ai miei pensieri”. “Il mese sacro è un momento di riflessione e rinnovamento -prosegue- Quest’ anno arriva in un momento di immenso dolore. A Gaza sono stati uccisi più di 30mila palestinesi, la maggior parte civili, tra cui migliaia di bambini”.

Biden dopo la morte di Navalny attacca frontalmente il Cremlino: “Putin pazzo figlio di p…..a” il colpevole è lui con i suoi scagnozzi– Dopo la terribile morte nel carcere siberiano di Alexej Navalny – il più temuto oppositore del Cremlino – il Presidente americano Joe Biden attacca frontalmente Putin per quanto accaduto, insultandolo violentemente e accusandolo di essere il responsabile della tragedia.

Infatti stanotte il presidente Usa Biden si è scatenato contro il presidente russo Putin. dichiarando che “Dobbiamo occuparci di un pazzo figlio di p…..a e preoccuparci della guerra nucleare, ma la minaccia esistenziale per l’umanità è il clima”.

L’attacco al Cremlino eè avvenuto a San Francisco nel corso di un evento per la sua campagna elettorale. Gli attacchi verbali di Biden contro il leader russo si sono intensificati con la campagna per le presidenziali. La settimana scorsa ha accusato Putin e i “suoi scagnozzi” della morte di Alexei Navalny.

Il Presidente Biden dopo la rappresaglia anti-iraniana: chiunque colpisce un americano sappia che la reazione sarà pronta e inesorabile– Stamane il Presidente americano Joe Biden dopo la rappresaglia in Siria ed Iraq contro i gruppi filo iraniani responsabili della morte di 3 soldati USA colpiti in un attacco ad una base militare in Giordania, ha lanciato un duro ammonimento contro i nemici degli Stati Uniti.

“La nostra risposta continuerà nei tempi e nei modi che decideremo” ha detto infatti l’inquilino della Casa Bianca parlando dei raid in Iraq e Siria, compiuti in risposta all’uccisione di tre soldati americani in Giordania. Gli Stati Uniti “non vogliono il conflitto in Medioriente o in qualsiasi altra parte del mondo, ma chiunque voglia farci del male sappia che se fate del male a un americano reagiremo”. Secondo l’Ong Osservatorio per i diritti umani in Siria il bilancio dei raid Usa in Siria è di 18 miliziani uccisi.

Stanotte è scattata la rappresaglia Usa in Siria e in Iraq contro gli attacchi dei guerrigilieri filo iraniani che hanno ucciso 3 soldati americani in una base al confine fra Giordania e Siria– Gli Usa hanno cominciato gli attacchi in Siria in risposta al raid di gruppi pro-Iran che ha ucciso tre soldati americani in Giordania. La notizia è stata smentita,poi riconfermata dal Pentagono Colpiti 8 obiettivi. Almeno 13 morti. E’ “un attacco su larga scala”. I morti sono “combattenti filo iraniani,tra cui non siriani”,vicino ad Al Mayadin,Siria dell’est. I raid Usa sarebbero in corso anche in Iraq.Sei giorni fa,droni hanno ucciso tre soldati Usa in una base in Giordania. Biden: “La nostra risposta continuerà,ma non vogliamo la guerra”.

Cresce la tensione in Yemen, nuovo attacco Houthi contro nave Usa e dopo i bombardamenti angloamericani– Continua a crescere la tensione nelle acque del Mar Rosso di fronte alle coste dello Yemen – ormai quasi interdette alla navigazione commerciale – che dopo la rappresaglia missilistica angloamericana contro le basi da cui i ribelli Houthi filoiraniani bersagliano il naviglio occidentale in transito ha visto stanotte un nuovo attacco dei ribelli contro una nave mercantile a stelle e strisce.

Gli Usa infatti hanno confermato un nuovo attacco dei ribelli houthi contro una loro nave. “Non ci sono stati né feriti nè danni”,riferisce il comando centrale statunitense.

Gli Houthi hanno preso di mira una nave mercantile americana, scrive Centcom su X. L’equipaggio della nave, la Chem Ranger, “ha visto i missili colpire l’acqua vicino alla nave”, che poi ha “proseguito la sua rotta”. Gli Houthi hanno rivendicato l’attacco, avvenuto nel Golfo di Aden.

Yemen, Stati Uniti e Gran Bretagna difendono la libera navigazione nel Mar Rosso e attaccano i ribelli Houthifilo-Iranianani– In Yemen dopo lunghe settimane di abbordaggi ed attacchi contro navi commerciali in navigazione nel Mar Rosso verso lo Stretto di Suez da parte dei ribelli sciiti Houti filo-iraniani è scattato stanotte il contrattacco da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Al fine di ristabilire il libero e pacifico transito dei mercantili che attaversono il Golfo di Aden e di scongiurare la grave crisi economica e le fiammate inflazionistiche che reiverebbero da un bollo della navigazione internazionale le forze anglosassoni hanno colpito le basi terroristiche da cui sono partiti gli attacchi contro le navi in transito.

Gli Usa e la Gran Bretagna hanno attaccato infatti postazioni Houthi nello Yemen,dopo che,in supporto alla causa palestinese, i miliziani hanno sfidato il monito di non intralciare il commercio internazionale sul Mar Rosso. L’Australia fa sapere di aver dato “sostegno” ai raid.

Colpiti siti militari in diverse città controllate dagli Houthi, compresa la capitale Sanaa. Per rappresaglia contro gli Stati Uniti l’Iran ha sequestrato una petroliera della compagnia greca Empire Navigation nel Golfo di Oman,contiguo al Mar Rosso

I ribelli Houti appoggiati dall’Iran attaccano una nave maltese nel Mar Rosso al largo dello Yemen– Prosegue lo stillicidio di attacchi terroristici commessi dai ribelli Houti yemeniti appoggiati dal governo islamico dell’Iran contro navi civili in transito nel Mar Rosso a titolo di rappresaglia per i bombardamenti israelini che durano da due mesi sulla Striscia di Gaza.

Stanotte infatti una nave maltese in navigazione nel Mar Rosso al largo dello Yemen ha segnalato tre esplosioni,attribuendole a missili, e ha chiesto l’assistenza di una nave da guerra contro un nuovi attacchi.

La nave,diretta a Alessandria d’Egitto, ha rilevato le esplosioni sul lato destro, quello verso la costa yemenita. Gli Houthi, che controllano la capitale Sanaa, cannoneggiano le navi in transito, per protestare contro l’intervento israeliano a Gaza. Nel Consiglio di sicurezza Onu, l’ “ultimo avvertimento” Usa agli Houthi e la condanna cinese.

Gli Huthi (in arabo الحوثيون‎?al-Ḥūthiyyūn) sono un gruppo armato prevalentemente sciita zaydita (il gruppo annovera però anche dei sunniti[4]) dello Yemen, nato nell’ultimo decennio del XX secolo ma diventato fortemente attivo, in funzione anti-governativa, nel corso del XXI secolo. Hanno dato vita a un’organizzazione armata che si è definita Partigiani di Dio (in arabo أنصار الله‎?Anṣār Allāh) o Gioventù credente (in arabo الشباب المؤمن‎?al-Shabāb al-muʾmin).

Il loro nome deriva da quello del loro primo esponente Ḥusayn Badr al-Dīn al-Ḥūthī, ucciso dalle forze armate yemenite nel settembre del 2004.[5] Vari altri comandanti, tra cui ʿAlī al-QaṭwānīAbū HaydarʿAbbās ʿAyda e Yūsuf al-Madanī (cugino di Ḥusayn al-Ḥūthī), sono anch’essi caduti in combattimento per mano delle forze armate regolari yemenite.[6] Il padre dei fratelli Ḥūthī (Ḥusayn e Muḥammad), Badr al-Dīn al-Ḥūthī, si dice sia stato il capo spirituale del gruppo dopo la morte del figlio Muḥammad.[7]

Gli Ḥūthī appartengono alla variante sciita dell’Islam zaidita, noto anche come “Pentimani”,[25] una branca sciita presente nel solo Yemen. Assai vicini agli Imamiti che sono in maggioranza in IraqLibano e Iran, sono noti per avere posizioni giuridiche e liturgiche assai prossime a quelle della maggioranza sunnita del mondo musulmano.[26] Al contrario dei sunniti, tuttavia, essi credono nella necessità di un Imamato, che sarà legittimato solo da chi sappia guidare i fedeli per l’affermazione del proprio approccio religioso e culturale.[27]

Nel corso degli anni di rivendicazioni, gli Ḥūthī hanno sostenuto che le loro azioni sono condotte in difesa della loro comunità colpita da una sensibile e sistematica discriminazione[28] e per ottenere un miglior trattamento della loro regione (quella a nord) particolarmente povera,[29] mentre il governo di Saleh (filo-saudita, al potere dal 1978 al 2012) ha a sua volta accusato i rivoltosi dell’intenzione di rovesciare il regime al potere e di instaurare la legge islamica sciita zaydita,[28] attizzando inoltre un sentimento anti-statunitense.[30]

Il governo yemenita ha anche accusato gli Ḥūthī di avere legami con stranieri, in particolare col governo iraniano, dal momento che l’Iran è un Paese a maggioranza sciita.[31][32] Come replica, gli Ḥūthī hanno accusato il governo yemenita di essere dietro l’aggressività anti-sciita di organizzazioni terroristiche come Al Qaida e la monarchia dell’Arabia Saudita,[33][34][35] malgrado il clan di appartenenza del penultimo presidente della Repubblica ‘Ali ‘Abd Allah Saleh fosse zaydita.[3

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Mondo

Biden dopo la morte di Navalny attacca il Cremlino: “Putin pazzo figlio di p…..a”

Biden dopo la morte di Navalny attacca frontalmente il Cremlino: “Putin pazzo figlio di p…..a” il colpevole è lui con i suoi scagnozzi– Dopo la terribile morte nel carcere siberiano di Alexej Navalny – il più temuto oppositore del Cremlino – il Presidente americano Joe Biden attacca frontalmente Putin per quanto accaduto, insultandolo violentemente e accusandolo di essere il responsabile della tragedia.

Infatti stanotte il presidente Usa Biden si è scatenato contro il presidente russo Putin. dichiarando che “Dobbiamo occuparci di un pazzo figlio di p…..a e preoccuparci della guerra nucleare, ma la minaccia esistenziale per l’umanità è il clima”.

L’attacco al Cremlino eè avvenuto a San Francisco nel corso di un evento per la sua campagna elettorale. Gli attacchi verbali di Biden contro il leader russo si sono intensificati con la campagna per le presidenziali. La settimana scorsa ha accusato Putin e i “suoi scagnozzi” della morte di Alexei Navalny.

Il Presidente Biden dopo la rappresaglia anti-iraniana: chiunque colpisce un americano sappia che la reazione sarà pronta e inesorabile– Stamane il Presidente americano Joe Biden dopo la rappresaglia in Siria ed Iraq contro i gruppi filo iraniani responsabili della morte di 3 soldati USA colpiti in un attacco ad una base militare in Giordania, ha lanciato un duro ammonimento contro i nemici degli Stati Uniti.

“La nostra risposta continuerà nei tempi e nei modi che decideremo” ha detto infatti l’inquilino della Casa Bianca parlando dei raid in Iraq e Siria, compiuti in risposta all’uccisione di tre soldati americani in Giordania. Gli Stati Uniti “non vogliono il conflitto in Medioriente o in qualsiasi altra parte del mondo, ma chiunque voglia farci del male sappia che se fate del male a un americano reagiremo”. Secondo l’Ong Osservatorio per i diritti umani in Siria il bilancio dei raid Usa in Siria è di 18 miliziani uccisi.

Stanotte è scattata la rappresaglia Usa in Siria e in Iraq contro gli attacchi dei guerrigilieri filo iraniani che hanno ucciso 3 soldati americani in una base al confine fra Giordania e Siria– Gli Usa hanno cominciato gli attacchi in Siria in risposta al raid di gruppi pro-Iran che ha ucciso tre soldati americani in Giordania. La notizia è stata smentita,poi riconfermata dal Pentagono Colpiti 8 obiettivi. Almeno 13 morti. E’ “un attacco su larga scala”. I morti sono “combattenti filo iraniani,tra cui non siriani”,vicino ad Al Mayadin,Siria dell’est. I raid Usa sarebbero in corso anche in Iraq.Sei giorni fa,droni hanno ucciso tre soldati Usa in una base in Giordania. Biden: “La nostra risposta continuerà,ma non vogliamo la guerra”.

Cresce la tensione in Yemen, nuovo attacco Houthi contro nave Usa e dopo i bombardamenti angloamericani– Continua a crescere la tensione nelle acque del Mar Rosso di fronte alle coste dello Yemen – ormai quasi interdette alla navigazione commerciale – che dopo la rappresaglia missilistica angloamericana contro le basi da cui i ribelli Houthi filoiraniani bersagliano il naviglio occidentale in transito ha visto stanotte un nuovo attacco dei ribelli contro una nave mercantile a stelle e strisce.

Gli Usa infatti hanno confermato un nuovo attacco dei ribelli houthi contro una loro nave. “Non ci sono stati né feriti nè danni”,riferisce il comando centrale statunitense.

Gli Houthi hanno preso di mira una nave mercantile americana, scrive Centcom su X. L’equipaggio della nave, la Chem Ranger, “ha visto i missili colpire l’acqua vicino alla nave”, che poi ha “proseguito la sua rotta”. Gli Houthi hanno rivendicato l’attacco, avvenuto nel Golfo di Aden.

Yemen, Stati Uniti e Gran Bretagna difendono la libera navigazione nel Mar Rosso e attaccano i ribelli Houthifilo-Iranianani– In Yemen dopo lunghe settimane di abbordaggi ed attacchi contro navi commerciali in navigazione nel Mar Rosso verso lo Stretto di Suez da parte dei ribelli sciiti Houti filo-iraniani è scattato stanotte il contrattacco da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Al fine di ristabilire il libero e pacifico transito dei mercantili che attaversono il Golfo di Aden e di scongiurare la grave crisi economica e le fiammate inflazionistiche che reiverebbero da un bollo della navigazione internazionale le forze anglosassoni hanno colpito le basi terroristiche da cui sono partiti gli attacchi contro le navi in transito.

Gli Usa e la Gran Bretagna hanno attaccato infatti postazioni Houthi nello Yemen,dopo che,in supporto alla causa palestinese, i miliziani hanno sfidato il monito di non intralciare il commercio internazionale sul Mar Rosso. L’Australia fa sapere di aver dato “sostegno” ai raid.

Colpiti siti militari in diverse città controllate dagli Houthi, compresa la capitale Sanaa. Per rappresaglia contro gli Stati Uniti l’Iran ha sequestrato una petroliera della compagnia greca Empire Navigation nel Golfo di Oman,contiguo al Mar Rosso

I ribelli Houti appoggiati dall’Iran attaccano una nave maltese nel Mar Rosso al largo dello Yemen– Prosegue lo stillicidio di attacchi terroristici commessi dai ribelli Houti yemeniti appoggiati dal governo islamico dell’Iran contro navi civili in transito nel Mar Rosso a titolo di rappresaglia per i bombardamenti israelini che durano da due mesi sulla Striscia di Gaza.

Stanotte infatti una nave maltese in navigazione nel Mar Rosso al largo dello Yemen ha segnalato tre esplosioni,attribuendole a missili, e ha chiesto l’assistenza di una nave da guerra contro un nuovi attacchi.

La nave,diretta a Alessandria d’Egitto, ha rilevato le esplosioni sul lato destro, quello verso la costa yemenita. Gli Houthi, che controllano la capitale Sanaa, cannoneggiano le navi in transito, per protestare contro l’intervento israeliano a Gaza. Nel Consiglio di sicurezza Onu, l’ “ultimo avvertimento” Usa agli Houthi e la condanna cinese.

Gli Huthi (in arabo الحوثيون‎?al-Ḥūthiyyūn) sono un gruppo armato prevalentemente sciita zaydita (il gruppo annovera però anche dei sunniti[4]) dello Yemen, nato nell’ultimo decennio del XX secolo ma diventato fortemente attivo, in funzione anti-governativa, nel corso del XXI secolo. Hanno dato vita a un’organizzazione armata che si è definita Partigiani di Dio (in arabo أنصار الله‎?Anṣār Allāh) o Gioventù credente (in arabo الشباب المؤمن‎?al-Shabāb al-muʾmin).

Il loro nome deriva da quello del loro primo esponente Ḥusayn Badr al-Dīn al-Ḥūthī, ucciso dalle forze armate yemenite nel settembre del 2004.[5] Vari altri comandanti, tra cui ʿAlī al-QaṭwānīAbū HaydarʿAbbās ʿAyda e Yūsuf al-Madanī (cugino di Ḥusayn al-Ḥūthī), sono anch’essi caduti in combattimento per mano delle forze armate regolari yemenite.[6] Il padre dei fratelli Ḥūthī (Ḥusayn e Muḥammad), Badr al-Dīn al-Ḥūthī, si dice sia stato il capo spirituale del gruppo dopo la morte del figlio Muḥammad.[7]

Gli Ḥūthī appartengono alla variante sciita dell’Islam zaidita, noto anche come “Pentimani”,[25] una branca sciita presente nel solo Yemen. Assai vicini agli Imamiti che sono in maggioranza in IraqLibano e Iran, sono noti per avere posizioni giuridiche e liturgiche assai prossime a quelle della maggioranza sunnita del mondo musulmano.[26] Al contrario dei sunniti, tuttavia, essi credono nella necessità di un Imamato, che sarà legittimato solo da chi sappia guidare i fedeli per l’affermazione del proprio approccio religioso e culturale.[27]

Nel corso degli anni di rivendicazioni, gli Ḥūthī hanno sostenuto che le loro azioni sono condotte in difesa della loro comunità colpita da una sensibile e sistematica discriminazione[28] e per ottenere un miglior trattamento della loro regione (quella a nord) particolarmente povera,[29] mentre il governo di Saleh (filo-saudita, al potere dal 1978 al 2012) ha a sua volta accusato i rivoltosi dell’intenzione di rovesciare il regime al potere e di instaurare la legge islamica sciita zaydita,[28] attizzando inoltre un sentimento anti-statunitense.[30]

Il governo yemenita ha anche accusato gli Ḥūthī di avere legami con stranieri, in particolare col governo iraniano, dal momento che l’Iran è un Paese a maggioranza sciita.[31][32] Come replica, gli Ḥūthī hanno accusato il governo yemenita di essere dietro l’aggressività anti-sciita di organizzazioni terroristiche come Al Qaida e la monarchia dell’Arabia Saudita,[33][34][35] malgrado il clan di appartenenza del penultimo presidente della Repubblica ‘Ali ‘Abd Allah Saleh fosse zaydita.[3

Foto interna ed esterna:https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Biden#/media/File:Joe_Biden_presidential_portrait.jpg

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Il Presidente Biden dopo la rappresaglia anti-iraniana: chiunque colpisce un americano sappia che la reazione sarà pronta e inesorabile

Il Presidente Biden dopo la rappresaglia anti-iraniana: chiunque colpisce un americano sappia che la reazione sarà pronta e inesorabile– Stamane il Presidente americano Joe Biden dopo la rappresaglia in Siria ed Iraq contro i gruppi filo iraniani responsabili della morte di 3 soldati USA colpiti in un attacco ad una base militare in Giordania, ha lanciato un duro ammonimento contro i nemici degli Stati Uniti.

“La nostra risposta continuerà nei tempi e nei modi che decideremo” ha detto infatti l’inquilino della Casa Bianca parlando dei raid in Iraq e Siria, compiuti in risposta all’uccisione di tre soldati americani in Giordania. Gli Stati Uniti “non vogliono il conflitto in Medioriente o in qualsiasi altra parte del mondo, ma chiunque voglia farci del male sappia che se fate del male a un americano reagiremo”. Secondo l’Ong Osservatorio per i diritti umani in Siria il bilancio dei raid Usa in Siria è di 18 miliziani uccisi.

Stanotte è scattata la rappresaglia Usa in Siria e in Iraq contro gli attacchi dei guerrigilieri filo iraniani che hanno ucciso 3 soldati americani in una base al confine fra Giordania e Siria– Gli Usa hanno cominciato gli attacchi in Siria in risposta al raid di gruppi pro-Iran che ha ucciso tre soldati americani in Giordania. La notizia è stata smentita,poi riconfermata dal Pentagono Colpiti 8 obiettivi. Almeno 13 morti. E’ “un attacco su larga scala”. I morti sono “combattenti filo iraniani,tra cui non siriani”,vicino ad Al Mayadin,Siria dell’est. I raid Usa sarebbero in corso anche in Iraq.Sei giorni fa,droni hanno ucciso tre soldati Usa in una base in Giordania. Biden: “La nostra risposta continuerà,ma non vogliamo la guerra”.

Cresce la tensione in Yemen, nuovo attacco Houthi contro nave Usa e dopo i bombardamenti angloamericani– Continua a crescere la tensione nelle acque del Mar Rosso di fronte alle coste dello Yemen – ormai quasi interdette alla navigazione commerciale – che dopo la rappresaglia missilistica angloamericana contro le basi da cui i ribelli Houthi filoiraniani bersagliano il naviglio occidentale in transito ha visto stanotte un nuovo attacco dei ribelli contro una nave mercantile a stelle e strisce.

Gli Usa infatti hanno confermato un nuovo attacco dei ribelli houthi contro una loro nave. “Non ci sono stati né feriti nè danni”,riferisce il comando centrale statunitense.

Gli Houthi hanno preso di mira una nave mercantile americana, scrive Centcom su X. L’equipaggio della nave, la Chem Ranger, “ha visto i missili colpire l’acqua vicino alla nave”, che poi ha “proseguito la sua rotta”. Gli Houthi hanno rivendicato l’attacco, avvenuto nel Golfo di Aden.

Yemen, Stati Uniti e Gran Bretagna difendono la libera navigazione nel Mar Rosso e attaccano i ribelli Houthifilo-Iranianani– In Yemen dopo lunghe settimane di abbordaggi ed attacchi contro navi commerciali in navigazione nel Mar Rosso verso lo Stretto di Suez da parte dei ribelli sciiti Houti filo-iraniani è scattato stanotte il contrattacco da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Al fine di ristabilire il libero e pacifico transito dei mercantili che attaversono il Golfo di Aden e di scongiurare la grave crisi economica e le fiammate inflazionistiche che reiverebbero da un bollo della navigazione internazionale le forze anglosassoni hanno colpito le basi terroristiche da cui sono partiti gli attacchi contro le navi in transito.

Gli Usa e la Gran Bretagna hanno attaccato infatti postazioni Houthi nello Yemen,dopo che,in supporto alla causa palestinese, i miliziani hanno sfidato il monito di non intralciare il commercio internazionale sul Mar Rosso. L’Australia fa sapere di aver dato “sostegno” ai raid.

Colpiti siti militari in diverse città controllate dagli Houthi, compresa la capitale Sanaa. Per rappresaglia contro gli Stati Uniti l’Iran ha sequestrato una petroliera della compagnia greca Empire Navigation nel Golfo di Oman,contiguo al Mar Rosso

I ribelli Houti appoggiati dall’Iran attaccano una nave maltese nel Mar Rosso al largo dello Yemen– Prosegue lo stillicidio di attacchi terroristici commessi dai ribelli Houti yemeniti appoggiati dal governo islamico dell’Iran contro navi civili in transito nel Mar Rosso a titolo di rappresaglia per i bombardamenti israelini che durano da due mesi sulla Striscia di Gaza.

Stanotte infatti una nave maltese in navigazione nel Mar Rosso al largo dello Yemen ha segnalato tre esplosioni,attribuendole a missili, e ha chiesto l’assistenza di una nave da guerra contro un nuovi attacchi.

La nave,diretta a Alessandria d’Egitto, ha rilevato le esplosioni sul lato destro, quello verso la costa yemenita. Gli Houthi, che controllano la capitale Sanaa, cannoneggiano le navi in transito, per protestare contro l’intervento israeliano a Gaza. Nel Consiglio di sicurezza Onu, l’ “ultimo avvertimento” Usa agli Houthi e la condanna cinese.

Gli Huthi (in arabo الحوثيون‎?al-Ḥūthiyyūn) sono un gruppo armato prevalentemente sciita zaydita (il gruppo annovera però anche dei sunniti[4]) dello Yemen, nato nell’ultimo decennio del XX secolo ma diventato fortemente attivo, in funzione anti-governativa, nel corso del XXI secolo. Hanno dato vita a un’organizzazione armata che si è definita Partigiani di Dio (in arabo أنصار الله‎?Anṣār Allāh) o Gioventù credente (in arabo الشباب المؤمن‎?al-Shabāb al-muʾmin).

Il loro nome deriva da quello del loro primo esponente Ḥusayn Badr al-Dīn al-Ḥūthī, ucciso dalle forze armate yemenite nel settembre del 2004.[5] Vari altri comandanti, tra cui ʿAlī al-QaṭwānīAbū HaydarʿAbbās ʿAyda e Yūsuf al-Madanī (cugino di Ḥusayn al-Ḥūthī), sono anch’essi caduti in combattimento per mano delle forze armate regolari yemenite.[6] Il padre dei fratelli Ḥūthī (Ḥusayn e Muḥammad), Badr al-Dīn al-Ḥūthī, si dice sia stato il capo spirituale del gruppo dopo la morte del figlio Muḥammad.[7]

Gli Ḥūthī appartengono alla variante sciita dell’Islam zaidita, noto anche come “Pentimani”,[25] una branca sciita presente nel solo Yemen. Assai vicini agli Imamiti che sono in maggioranza in IraqLibano e Iran, sono noti per avere posizioni giuridiche e liturgiche assai prossime a quelle della maggioranza sunnita del mondo musulmano.[26] Al contrario dei sunniti, tuttavia, essi credono nella necessità di un Imamato, che sarà legittimato solo da chi sappia guidare i fedeli per l’affermazione del proprio approccio religioso e culturale.[27]

Nel corso degli anni di rivendicazioni, gli Ḥūthī hanno sostenuto che le loro azioni sono condotte in difesa della loro comunità colpita da una sensibile e sistematica discriminazione[28] e per ottenere un miglior trattamento della loro regione (quella a nord) particolarmente povera,[29] mentre il governo di Saleh (filo-saudita, al potere dal 1978 al 2012) ha a sua volta accusato i rivoltosi dell’intenzione di rovesciare il regime al potere e di instaurare la legge islamica sciita zaydita,[28] attizzando inoltre un sentimento anti-statunitense.[30]

Il governo yemenita ha anche accusato gli Ḥūthī di avere legami con stranieri, in particolare col governo iraniano, dal momento che l’Iran è un Paese a maggioranza sciita.[31][32] Come replica, gli Ḥūthī hanno accusato il governo yemenita di essere dietro l’aggressività anti-sciita di organizzazioni terroristiche come Al Qaida e la monarchia dell’Arabia Saudita,[33][34][35] malgrado il clan di appartenenza del penultimo presidente della Repubblica ‘Ali ‘Abd Allah Saleh fosse zaydita.[3

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