Castel di Guido Residenza Aurelia

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Roma-Residenza Aurelia: La Serenata a Giorgia-“Notte Prima delle Nozze”

Roma-Residenza Aurelia-:La Serenata a Giorgia-“Notte Prima delle Nozze”–.Questa notte, nel cuore della Campagna Romana, la Residenza Aurelia  ha visto rinnovarsi la più antica delle tradizioni romantiche di origine medievale :”La Serenata”,la sera prima del matrimonio. Alla bella Giorgia, bravissima amazzone, sono state carezze e brividi le canzoni eseguitedal celebre cantante romano Luciano Marini.

La serenata per Giorgia è stato un regalo dei genitori, Alessandra Ruiu e Alessandro Purificato.

Alessandro, come da tradizione, assieme alla moglie Alessandra,  ha organizzato nel segreto più assoluto e con la complicità dello sposo innamorato ,Massimo Neri, questo inno all’amore per la loro adorata figlia Giorgia.

Gli invitati erano tutti intenti a riprendere l’evento, quando dal balcone è apparsa Giorgia  tra gli applausi dei convenuti. Alessandro , il papà della sposa, ha iniziato la sua serenata alla figlia   e al termine della canzone c’è stato l’abbraccio tra di lorocheha commosso tutti i presenti.

I genitori di Giorgia e lo sposo Massimo hanno preparato la scenografia per la serenata  con luci e fiori. HannoImbanditoe organizzato un invitante buffet per ristorare gli invitati. Molto gradito il “Mojito” analcolico, una ricetta segreta  di Alessandro; senza Rum .Il grande Ernest  Hemingway forse non avrebbe gradito, ma  lui non doveva guidare l’auto per tornare a casa.

Il cantante Luciano Marini ha dominato, con la sua splendida voce, il silenzio della notte in questa Residenza Aurelia    ch’è cesellata in un angolo di paradiso sulla  vecchia Aurelia, dove proprio qui veniva l’Imperatore Marco Aurelio a visitare la sua amata Faustina “la giovane”, figlia dell’Imperatore Antonino Pio.

Luciano Marini ha interpretato canzoni note a tutti  e qui ne riporto il “programmino di sala”

Svejete amore

Serenata Mia

Serenata

Serenata de Papà

Serenata de paradiso

L’Eco der Co’re

Co’re sincero

Nina se voi dormite

Sotto le stelle 

“Nina, si voi dormite
Sognate che ve bbacio
E v’addorcisco er sonno
Cantanno adacio adacio
Er profumo de li fiori che ce confonne
Er canto mio se perde tra le fronne”

L’eco der core

Canzone de sto core appassionato
Sospiri tu pe’ lei tutte le pene
Faje senti’ cor canto delicato
Sta fiamma che me brucia nelle vene
Di che pe’ lei sortanto
Io smanio soffro e canto

Il fuori programma a sorpresa è stata l’esibizione della cantante romana Pina Yorkshire che ha interpretato l’immortale “Vecchia Roma”, Il brano del 1948 che fu  portato al  successo daClaudio Villa.

La Residenza Aurelia è stata scelta come location per girare vari film. Proprio qui ,fuori dal cancello del giardino di casa Purificato ,erano parcheggiate le  roulotte che ospitavano gli attori : Rauol Bova, Alessandro Gassmann, Michele Placido, Ambra Angiolini mentre giravano il film “Viva l’Italia”  del 2012 ,diretto da Massimiliano Bruno .Sicuramente avrebbero gradito e onorata questa Serenata Romana, specialmente Alessandro Gassman.

Questa piccola premessa perché da questa sera il nome di Luciano Marini, l’Artista romano de Roma,  avrà il suo posto nella storia delle personalità e Artisti che hanno , nel tempo , onorato “con la loro Arte”  la Residenza Aurelia, come il mucisista e direttore d’Orchestra il Maestro Gianni Ferrio e l’attrice e coerografa Alba Fossati.

La serata è terminata tra confetti e visite delle donne presenti, accompagnate da Giorgia e la mamma  Alessandra a “vedere” in anteprima l’abito della sposa che oggi sarà ammirato da tutti  quando la sposa uscirà per raggiungere il “Castello Rocca dei Cavalieri”,  sito nella Sabina reatina,  dove Massimo e Giorgia pronunceranno le promesse di matrimonio.

Roma-09 settembre 2026

Franco Leggeri Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

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Roma – Municipio XIII-Castel di Guido -Prima della Storia: “il Paleolitico”

Roma -Municipio XIII–Castel di Guido -Prima della Storia “il Paleolitico”-In questa Ottava Campagna di scavo sono stati scoperchiati 70 mq della superficie frequentata dall’Uomo durante il Paleolitico inferiore ed i risultati conseguiti sostanzialmente non modificano quanto era stato notato in precedenza.-(Atti Soc. Tosc. Sci.Nat.,Mem.,Seria A,95 (1988)-

Castel di Guido- Ottava Campagna di scavo-Biffacciali in osso(1/2 grandezza naturale)

Abstract – The eight excavation at the Palaeolithic site 01 Castel di Guido. This excavation brought to light 70 p/m of an area which was frequented by human beings during the Lower Palaeolithic. The results of such an excavation do not alter what was previously pointed aut.

Key words – Acheulean industry, Lower Palaeolithic, Middle Pleistocene fauna, Latium.

Castel di Guido- Ottava Campagna di scavo-Biffacciali in osso(1/2 grandezza naturale)

Nel mese di settembre del 1988 ha avuto luogo l’ottava campagna di scavo nella stazione del paleolitico inferiore sita a Castel di Guido, a circa venti km da Roma sulla Via Aurelia. Hanno preso parte a questa campagna di scavo il tecnico del Dipartimento di Scienze Archeologiche Ivano Bigini, una decina di studenti dell’Università di Pisa e di Roma, alcuni membri dell’Archeo-Club pisano e il geologo Dott. Giovanni Boschian.

Si è proceduto con gli operai ad asportare, su un’area di 70 mq, il deposito a tufite in direzione della presumibile testata della vallecola, tufite che copriva per circa un metro di spessore la superficie di calpestio dell’uomo del paleolitico inferiore. Questa tufite, nella campagna precedente non era stata asportata con i mezzi meccanici perché conteneva parte di almeno due carcasse di elefante antico, i cui resti erano disposti caoticamente, generalmente in posi-zione inclinata ; si rinvennero pure alcune zanne che con un’estremità arrivavano a contatto con la formazione a sabbia che costituisce, come noto, il piano di calpestio dei cacciatori del paleolitico inferiore.Lungo la zona situata alla base della parete est del deposito era- no presenti numerosi grossi clasti di tufo a scorie nere, alcuni giacenti direttamente sulla sabbia, al di sopra di uno stradello di tufite  e infine alcuni sovrapposti. Questo fatto lascia adito all’ipotesi che l’alto morfologico naturale non debba distare molto dalla superficie di scavo ed inoltre dopo la formazione della valle per sgretolamento in diversi momenti del tufo, si sia avuta la deposizione di detti clasti sino alla copertura del deposito con la tufite la quale avrebbe trascinato gli ultimi frammenti di tufo che troviamo sovrapposti. In questa parte dello scavo vi sono scarsi i reperti lasciati dall’uomo che, pur giacendo direttamente sopra la sabbia, erano contenuti in una formazione di circa cinque cm di spessore, costituita da sabbie più o meno “ferrettizzate” e da minuti clasti lacustri, condizione di giacitura questa, per la quale si potrebbero anche avanzare alcune ipotesi. Allo stato attuale della ricerca preferisco, però, attendere lo scoperchiamento completo dell’alto sul lato est, che certamente porterà dati utili per l’interpretazione di questa situazione caotica rispetto alla regolare sedimentazione che si nota nella parte centrale e comunque distante dai due alti morfo- logici che delimitano ad est e ad ovest la vallecola. La superficie a sabbia presenta una lieve inclinazione, che era già stata notata nella campagna precedente (MALLEGNI et alii, 1986), da sud verso nord- est dove si nota una faglia inversa che ha determinato uno scalino di circa venti cm nella formazione a sabbia.

Castel di Guido: i dati raccolti

I dati emersi da questa ottava campagna di scavo nulla aggiungono, di nuovo, a quanto era stato rilevato con gli scavi del 1985 in merito al meccanismo di deposizione dei resti lasciati dall’uomo e precisamente «l’aspetto del giacimento quale noi lo conosciamo è in realtà l’assetto finale risultato di una dinamica evolutiva dipendente da un processo erosivo differenziale continuato; questo ha mantenuto esiguo lo spessore del giacimento asportando i materiali più sottili, sabbiosi, distruggendone altri, e provocando magari a più riprese il disseppellimento degli oggetti più grossolani. Questo processo avrebbe avuto come risultato una sorta di «compressione» dello spessore del giacimento: oggetti cronologicamente differenti, anche se culturalmente omogenei, verrebbero oggi a trovarsi affiancati; si potrebbe così spiegare la grande variabilità nell’aspetto superficiale»(PITTI et alii, 1986). Infatti, come già si è detto nelle precedenti Comunicazioni, (LONGO et alii, 1981; FORNACIARI et alii, 1982; PITTI et ahi, 1983, 1984, 1986; RADMILLI, 1985), spesso si rinvengono nei frammenti ossei e negli strumenti ricavati da osso caratteri superficiali completamente diversi che vanno da una patina molto fresca ad una patina che denota un alto grado di alterazione chimica. È verisimile, però, che l’alterazione chimica sia soprattutto dovuta al “percolato”, nel tempo, delle acque che attraversarono la tufite che ricoprì la superficie frequentata dall’uomo, anziché al fattore tempo, perché anche se non siamo in grado di valutare quanto a lungo la valle sia stata un luogo, seppure stagionale, di sosta dei cacciatori paleolitici è, altresì ,probabile che questo sito non sia stato frequentato per millenni.

Le caratteristiche fisiche superficiali degli oggetti avevano fatto dubitare, inizialmente, della loro posizione in sito, quindi, si è avuto il modo di accertare, data la vasta area finora scavata, che i reperti, siano essi manufatti o frammenti ossei, sono depositati direttamente sulla formazione a sabbia, cioè sulla superficie di calpestio dei cacciatori del paleolitico inferiore, che hanno una posizione orizzontale, in alcuni casi le ossa sono in connessione anatomica. Inoltre è molto significativo il fatto che ,spesso, gli strumenti ed i ciottoli calcarei sono stati rinvenuti in un’area ristretta. L’assenza degli scarti di lavorazione viene a documentare, come già si è detto (RADMILLI, 1985),che siamo in presenza di una stazione usata dai cacciatori paleolitici come luogo per la macellazione degli animali e ciò, fra l’altro, si rileva da alcune ossa che presentano i caratteristici segni dovuti alla macellazione, oltre al fatto che, per la posizione che occupavano nell’animale vivente, le ossa finora rinvenute vengono a documentare una selezione, ad opera dell’uomo, di parti dell’animale abbattuto che, staccate dal corpo, venivano portate nell’«accampamento».

Questa situazione, si capisce, non esclude la possibilità che alcune delle ossa provengano dalla tufite soprastante che aveva trascinato quanto rinveniva nel suo movimento, ivi compresi i resti ossei ed i manufatti, culturalmente omogenei a quelli della nostra stazione, che erano presenti sulla superficie soprastante la nostra valle. Infatti, anche se con una percentuale minima (2%) (controllabile perché su di ogni reperto è stato posto un segno distintivo della sua giacitura) la posizione verticale o inclinata, la giacitura seppure su un sottile velo di tufite di alcune ossa e manufatti, la posizione di alcune zanne di elefante che furono trovate al di sopra di alcune ossa più piccole direttamente a contatto con la sabbia, sono tutte prove della provenienza di alcuni oggetti dalla tufite.

Ma da questa situazione al dire, com’è stato detto agli studenti da un mio amico geologo “Quaternarista”, che la tufite è paragonabile alla pasta di una torta nella quale i pinoli vanno sempre a fondo (non i pinoli, in realtà, ma l’uvetta) e pertanto non si tratta di una giacitura primaria dei reperti poggianti sulla formazione a sabbia, bensì della loro provenienza dalla tufite è se non altro azzardato, perché il nostro geologo «ghiottone» visitò lo scavo quando i reperti erano stati asportati e pertanto non ha avuto il modo di accertare le condizioni della loro giacitura, ché ,altrimenti, avrebbe certamente emesso un altro giudizio, non lasciando, così, nell’incertezza alcuni studenti e purtroppo anche alcuni dei miei collaboratori.

Lo scavo ha restituito cinquecento settantuno reperti tra frammenti ossei e manufatti e questi ultimi costituiscono il 10% sul totale degli oggetti rinvenuti. Le ossa appartengono in prevalenza ad un elefante antico, quindi, al bove primigenio, al cavallo ed a rari cervi, cioè a specie la cui presenza, con le stesse percentuali, era stata notata già nelle precedenti campagne di scavo. I reperti provenienti dalla tufite sono rappresentati, per la loro caratteristica deposizione, da due zanne di elefante, da un frammento di cranio e una mandibola ,sempre di elefante, da due frammenti ossei di Bos e da tre manufatti. Tutti gli altri oggetti sono in sito.

Nella categoria degli strumenti sono presenti manufatti su calcare selcioso, su selce, questi ultimi generalmente di piccole e piccolissime dimensioni quali un bifacciale di selce il cui asse maggiore è di 4,4 cm, e su osso. Per la lavorazione degli strumenti su osso venivano usati “scheggioni” staccati da ossa lunghe di elefante ed in due bifacciali il tallone laterale presenta le tipiche caratteristiche della tecnica del distacco di tipo clactoniano. Quest’anno sono stati rinvenuti cinque bifacciali, di cui quattro con patina fresca, ed il quinto con superficie alterata per azione chimica. Mentre nei bifacciali su osso, che erano stati rinvenuti nelle precedenti campagne di scavo, era sempre presente il tallone conservato, quest’anno, invece, due esemplari presentano il tallone asportato mediante distacco di schegge ed in tutte e cinque gli esemplari la lavorazione conferisce loro un profilo lievemente sinuoso (Fig. 3). Abbiamo così ancora una volta la prova che per avere una conoscenza quanto più vicina alla realtà sulle caratteristiche della tipologia e della tecnologia dei manufatti necessita scavare su un’area quanto più vasta possibile. I bifacciali finora rinvenuti a Castel di Guido, sia quelli su osso, che quelli su calcare selcioso rientrerebbero, per la tecnica di lavorazione, nell’acheuleano medio ma oggi noi sappiamo, soprattutto dopo lo studio dell’industria acheuleana di Torre in Pietra come per la distinzione in acheuleano antico, medio e superiore o evoluto non siano sufficienti le sole caratteristiche tecnologiche e tipologiche, perché proprio a Torre in Pietra sono stati trovati associati bifacciali che per la loro tecnica di lavorazione apparterrebbero sia all’acheuleano medio che a quello superiore.

Fra gli strumenti ossei sono presenti alcuni che hanno un ritocco molto scadente lungo uno dei margini e alcuni esemplari confermano il distacco delle schegge dalla diafisi mediante la tecnica clactoniana. Nell’industria litica, oltre ai consueti ciottoli non lavo- rati, alcuni di siltite, e quindi in cattivo stato di conservazione, sono stati trovati una ventina di strumenti ricavati da piccoli ciottoli, per la cui definizione tipologica mi sembra necessario sia opportuno ultimare lo scavo e avere così una visione completa di questa «micro industria» che sappiamo accompagnare i “macro strumenti” in alcune industrie del paleolitico inferiore. Sono stati, inoltre, rinvenuti alcuni ciottoli rotti a metà lungo l’asse minore, un chopper, un chop – ping tool, quattro ciottoli con ritocco lungo un margine ed un bifacciale su calcare selcioso. Un altro esemplare proviene dalla tufite soprastante . Anche quest’anno, come nelle campagne precedenti, alcuni brevi tratti della superficie di calpestio erano privi di reperti ed il significato di questa assenza probabilmente si potrà conoscere a scavo e studio ultimati.

BIBLIOGRAFIA

RADMILLI A.M., MALLEGNI F., LONG a E., MARIANI R. (1980) – Reperto umano con industria acheuleana rinvenuto presso Roma.Atti Soc. Tosc. Se. Nat., Mem.,Ser. A, 86, 203-214.

LONG a E., PITTI C., RADMILLI A.M. (1981) – Prima campagna di scavo nella stazione del paleolitico inferiore a Castel di Guido presso Roma.Atti Soc. Tosc. Se. Nat., Mem.,S e r . A, 87, 443-449.

FORNACIARI G., MALLEGNI F., PITTI C., RADMILLI A.M. (1982) – Seconda campagna di sca- vo nella stazione del paleolitico inferiore a Castel di Guido presso Roma.Atti Soc. Tosc. Se. Nat., Mem.,Ser. A, 88, 287-301.

PITTI C., RADMILLI A.M. (1983) – Terza campagna di scavo nella stazione del paleolitico inferiore a Castel di Guido presso Roma.Atti Soc. Tosc. Se. Nat., Mem.,Ser. A, 89, 179-187.

MALLEGNI F., MARIANI-COSTANTINI R., FORNACIARI G., LONGO E., GIACOBINI G., RAOMILLI A.M. (1983) – New european fossi! hominid material from an acheulean site near Rome (Castel di Guido).Am. lour. Phys. Anthrop.,62, 263-274.

PITTI C., RAOMILLI A.M. (1984) – Quarta campagna di scavo nella stazione del Paleoliti- co inferiore a Castel di Guido presso Roma.Atti Soc. Tosc. SCoNat., Mem.,Ser. A, 90, 319-325 .

PITTI C., RAOMILLI A.M. (1984a) – La stazione del Paleolitico inferiore a Castel di Guido presso Roma.Atti XXIV Riun. Sco 1st. It. Preist. Protostoria, Lazio8-11ottobre1982, 119-129.

RAOMILLI A.M. (1985) – Quinta campagna di scavo nella stazione del Paleolitico inferio- re a Castel di Guido presso Roma.Atti Soc. Tosc. SCo Nat., Mem.,Ser. A, 91, 369-375 .

PITTI C., RAOMILLI A.M. (1986) – Sesta campagna di scavo nella stazione del Paleolitico inferiore a Castel di Guido presso Roma.Atti Soc. Tosc. SCo Nat., Mem.,Ser. A, 92, 339-350.

MALLEGNI F., RAOMILLI A.M. (1987) – Settima campagna di scavo nella stazione del Paleolitico inferiore a Castel di Guido presso Roma.Atti Soc. Tosc. SCoNat., Mem.,Ser. A, 93, 235-251.

MALLEGNI F., RAOMILLI A.M. (1988) – Human temporal bone from the lower Palaeolithic site of Castel di Guido, near Rome, Italy.Am. lourn. Phys. Anthrop.,76, 175-) 82.

(ms. preso il15dicembre1988;ult. bozze il31dicembre 1988)

Ricerca Bibliografica , documentazione e trascrizione a cura di Franco Leggeri –

Franco Leggeri-Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

La nostra Redazione si impegna a portare alla luce le ingiustizie della nostra società, inclusa la difficile situazione di Castel di Guido. E’ fondamentale che le storie di queste Comunità vengano raccontate, affinché tutti possano comprendere le sfide che affrontano ogni giorno. Grazie al supporto dei nostri lettori, possiamo continuare a fare la differenza

E’ essenziale che la voce di chi vive a Castel di Guido venga amplificata attraverso i suoi articoli e le sue analisi.Continueremo a combattere per i diritti dei cittadini di Castel di Guido, affinché la loro lotta diventi un faro di speranza per tutti coloro che si trovano in situazioni simili.

Castel di Guido, un borgo tra storia e Campagna Romana

Castel di Guidoè una storica località dell’Agro Romano, nel territorio di Roma, immersa in un paesaggio rurale caratterizzato da campi, boschi e antichi casali. Il suo nome è legato al castello medievale sorto nell’area, testimonianza di un passato in cui il territorio rappresentava un importante punto di collegamento e presidio lungo le antiche vie che conducevano verso il litorale.

Il borgo conserva ancora oggi un’atmosfera profondamente legata allacampagna romana, lontana dal ritmo della metropoli. Tra gli elementi di maggiore interesse spicca lachiesa medievale dello Spirito  Santo, che rappresenta uno dei luoghi simbolo della comunità locale e custodisce la memoria storica e religiosa del borgo.

Il territorio circostante è caratterizzato da una significativa presenza naturalistica e agricola, con ampie aree verdi che contribuiscono a conservare l’identità dell’anticoAgro Romano.

Castel di Guidorappresenta così un’interessante realtà in cuistoria, natura e tradizione ruraleconvivono a pochi chilometri dal cuore di Roma, offrendo uno scorcio autentico di quella campagna romana che per secoli ha caratterizzato il paesaggio della Capitale.

Franco Leggeri Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

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Roma Municipio XIII-Castel di Guido-La calma assente dell’Acqua Potabile

Roma Municipio XIII-Castel di Guido-La calma assente dell’Acqua Potabile. “Pace e Guerra” nella Campagna Romanaè il tema di una riflessione di noi Cittadini che lottiamo contro il“dioBiodigestore”di Casal Selce. “Pace e Guerra” che evoca i concetti dieirene(pace) epolemos(guerra), cardini della cultura greca, dalle battaglie degli dèi e degli eroi del passato più remoto. Noi Cittadini della Campagna Romana abbiamo iniziato una lunga Marcia della Pace per raggiungere l’Acqua Potabile, un Diritto  scritto nella nostra Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo. Non arriveremo MAI alla guerra, ci mancherebbe altro, ma ci stiamo organizzando per una“Resistenza NON Armata”ai “dominus” protempore che ci stanno negando il nostro Diritto all’Acqua Potabile.

Nella Valle Galeria sembrerebbe che il problema  dell’acqua sia diventa una “controversia” fra esigenze diverse, fra chi considera l’acqua come qualcosa  disacro e vitale per la propria famigliae chi invece la vive come“possesso-politico”a beneficio del“dioBiodigestore”che si approvvigionerà dallanostra sorgente ”LA SELCETTA”(FALDA) al fine di soddisfare le sue esigenze industriali .

Se ben ricordo questi signori politici sono coloro che tutti i giorni  gridano:”chi ha vinto le elezioni deve governare e non comandarema ,ahimè, nella nostra amata Roma ,chi governa  comanda e non ci  ascolta! Nessun politico ,sia  dalCampidoglio e sia dal Municipio XIII ,ha voglia di ascoltare e valutare le nostre richieste. Richieste formulate e avanzate daiComitati di Base di Casal Selcee dalComitato AMBIENTE FUTURO della zona Residenza Aurelia – Via Bolasco e Vie limitrofe;  Richieste ignorate con la tipica e vecchia“ARROGANZA del POTERE”  da chi siede , protempore, nella“Stanza dei bottoni”.

Riflessioni sull’acqua e i diritti umani

Noi Cittadini che non abbiamo accesso all’Acqua Potabile ci domandiamo:”Cosa accade quando non esiste via di fuga, quando lo spazio si chiude e l’unica condanna è lo sguardo dell’altro?”È questa la domanda di“A porte chiuse” di Jean-Paul Sartre,capolavoro dell’esistenzialismo. Chiudo questa nota con i versi diVandana Shiva, premio Nobel alternativo per la Pace 1993:

Acque, siete voi a darci la forza della vita

Franco Leggeri, Direttore editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

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Castel di Guidoè una storica località dell’Agro Romano, nel territorio di Roma, immersa in un paesaggio rurale caratterizzato da campi, boschi e antichi casali. Il suo nome è legato al castello medievale sorto nell’area, testimonianza di un passato in cui il territorio rappresentava un importante punto di collegamento e presidio lungo le antiche vie che conducevano verso il litorale.

Il borgo conserva ancora oggi un’atmosfera profondamente legata allacampagna romana, lontana dal ritmo della metropoli. Tra gli elementi di maggiore interesse spicca lachiesa medievale dello Spirito  Santo, che rappresenta uno dei luoghi simbolo della comunità locale e custodisce la memoria storica e religiosa del borgo.

Il territorio circostante è caratterizzato da una significativa presenza naturalistica e agricola, con ampie aree verdi che contribuiscono a conservare l’identità dell’anticoAgro Romano.

Castel di Guidorappresenta così un’interessante realtà in cuistoria, natura e tradizione ruraleconvivono a pochi chilometri dal cuore di Roma, offrendo uno scorcio autentico di quella campagna romana che per secoli ha caratterizzato il paesaggio della Capitale.

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Roma Municipio XIII-Castel di Guido: È possibile immaginare un futuro senza l’acqua potabile?

Roma Municipio XIII – Castel di Guido: È possibile immaginare un futuro senza l’acqua potabile?.Nella Roma Capitale europea esiste una zona della Campagna Romana dove vivono gli “estranei alle Istituzioni”– Questa area è caratterizzata da una mancanza di servizi essenziali e da una lunga storia di abbandono. I Cittadini di Castel di Guido si trovano a fronteggiare sfide quotidiane, inclusa la lotta contro un biodigestore che minaccia la loro unica fonte d’acqua.La situazione è ancor più drammatica considerando che l’Acquedotto comunale non raggiunge questa comunità, lasciando i residenti a combattere per diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti.

La situazione di Castel di Guido e le sue sfide

In questo contesto, è importante sottolineare che la lotta diCastel di Guidonon è solo una questione locale, ma riflette un problema più ampio che coinvolge molte periferie di Roma.Le famiglie qui vivono in uno stato di precarietà, spesso costrette a cercare fonti d’acqua alternative o a fare affidamento su sistemi di approvvigionamento temporanei.È inaccettabile che in una capitale europea, i cittadini si trovino a vivere in queste condizioni.Le autorità devono intervenire e garantire l’accesso a risorse fondamentali come l’acqua.

Per rendere le nostre richieste più visibili, è essenziale organizzare incontri pubblici e manifestazioni. Creare una rete di sostegno tra le diverse comunità periferiche può amplificare il nostro messaggio. È fondamentale unire le forze e mostrarsi solidali, affinché i politici non possano ignorarci ulteriormente. La lotta per i diritti deve essere un impegno collettivo, e ogni piccolo passo può contribuire a costruire un cambiamento reale.

In questo scenario, ci troviamo di fronte a un’ingiustizia evidente. Le parole dei politici, che etichettano la nostra comunità come una “piccola minoranza”, sono un chiaro segno di disinteresse. Questo atteggiamento è inaccettabile. Non possiamo più fidarci di chi promette miglioramenti senza mai agire. I cittadini di Castel di Guido, pur non avendo un grande peso elettorale, devono far sentire la propria voce in modo forte e chiaro. Ciò che chiediamo non è solo un acquedotto, ma riconoscimento e rispetto delle nostre esigenze.

Invitiamo tutti i lettori a unirsi a noi nella nostra missione di giustizia sociale. Ogni voce conta e ogni azione può contribuire a creare un futuro migliore. La comunità di Castel di Guido, come molte altre, merita di essere ascoltata e rispettata. Insieme possiamo fare la differenza e portare i cambiamenti necessari per migliorare la vita di tutti.

Ritengo sia cruciale affermare che la Residenza Aurelia è una zona regolarmente lottizzata e inserita nel Piano Regolatore. Tuttavia, la nostra comunità continua a essere ignorata, nonostante abbiamo gli stessi diritti di altri cittadini romani. La prossima tornata elettorale deve essere l’occasione per affrontare questa disparità. Il nostro voto deve diventare un’arma per affermare i nostri diritti e per chiedere l’attenzione che meritiamo.

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La voce di tuttiLazio

Roma Municipio XIII- Castel di Guido:”Per chi suona la campana” ma non “Addio alle armi” per chi non ha l’Acqua Potabile

Roma Municipio XIII-Castel di Guido-Dalla Valle Galeria si sente forte e chiaro il rintocco della campana che segnala l’ultimo giro dell’anno amministrativo dei “signori politici per grazia ricevuta”.

Per chi suona la campana allude ad un verso del poeta John Donne ( «And therefore never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee» – e allora non chiedere mai per chi suona la campana, essa suona per te) che descrive il momento della morte.Mi domando cosa avrebbe scritto il grandeErnest Hemingway,oltre che la guerra è sempre sbagliata? Hemingway certamente nella Valle Galeria non avrebbe potuto trovare il  Bar “El Florida” e ordinare il mojito alla “Bodeguita del Medio”; oppure bere il rum con cui “battezzare” le sue prede marine. Sicuramente Ernest Hemingway sarebbe stato al nostro fianco contro “i signori dell’Acqua Potabile”. 

I politici malati di “delirio di onnipotenza” che NEGANO il diritto all’acqua potabile saranno loro il nostro obiettivo da abbattere alle prossime elezioni amministrative del 2027. Si sta avvicinando il 25 aprile Festa della Liberazione, ma per noi abitanti della Campagna Romana sarà una Festa negata dai “Signori dell’Acqua Potabile” che si dichiarano difensori della Costituzione italiana nata dalla Resistenza al nazifascismo. Quanta falsità , quanta teatralità nei comizi di questi “Politici per grazia ricevuta” . Ma li avete sentiti questi signori  che indossano  “scarpette di Prada” e “gicchettelle firmate”  per ostentare il loro distacco dal Popolo  e gridare :” 25 Aprile è per sempre“.Politici “miracolati” ma vi ascoltate quando parlate?

Noi Cittadini che non abbiamoDIRITTO all’Acqua Potabile chiediamo ai “signori padroni del vapore”  come avete impiegato i Miliardi del PNRR? Noi Cittadini abitanti di  Roma Capitale non abbiamo l’Acqua Potabile, ma in compenso voi signori “politici per grazia ricevuta” ci state regalando un biodigestore che emungerà acqua potabile ,per i suoi fabbisogni industriali, dalla nostra falda “LA Selcetta” pari al  fabbisogno di circa 1400 abitanti. Con i soldi del PNRR(200miliardi) non si è trovata una piccola somma per posare un tubo e portare l’acqua ai Cittadini di Roma Capitale? Signori politici, dalle “giacchettelle  firmate ”,ci  faremo sentirete  il prossimo 25 aprile del 2027 con il nostro voto alle amministrative. Chiudo questa nota ricordandovi “signori politici per grazia ricevuta”che la Vittoria del NO al Referendum del 22 marzo 2026 è stata anche nostra come lo è la Costituzione della nostra Repubblica. Nel 2027 sogniamo e speriamo di brindare con un cocktail a base di rum, magari con il “Papa Doble” meglio conosciuto a Cuba come “Hemingway Special”.

Signori politici dalle “giacchettelle firmate” il 25 aprile non è il vostro ma di TUTTI gli italiani  come il Diritto all’Acqua Potabilesancito dalla Nostra Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo.

Franco Leggeri Direttore Editoriale dei “Quaderni della Campagna Romana”

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Roma Municipio XIII-Castel di Guido-Premio Campagna Romana – Gianmauro Barchiesi : “Un progetto che continua a crescere”

Roma Municipio XIII- Castel di Guido-Il Premio Campagna Romana è tornato “a casa” dopo anni di esilio . Come tutti i ritorni ha suscitato reazioni contrastanti che vanno dall’entusiasmo, alla curiosità,  ad alcune immancabili reazioni , strumentalmente polemiche ma superficiali e insignificanti.Sicuramente il successo è stato evidente e riconosciuto da tutti i presentiCome una melodia pura, la cerimonia è passata dalla battuta d’inizio,  data dall’overture dell’ ing. Gianmauro Barchiesi,  Presidente del Comitato Ambiente Futuro, al crescendo degli  applausi  che hanno sottolineato  la sfilata dei Premiati. 

Come non riconoscere che l’intuizione di voler  riportare il Premio Campagna Romana nella sede in cui era nato sia stata  una vittoria e  un arricchimento per il Borgo?

Il ritorno del Premio Campagna Romana Bene Comune  nella sua sede naturale  è stato possibile grazie all’intervento, alla mediazione  e alla volontà del Presidente del Comitato Ambiente Futuro, Ing. Gianmauro Barchiesi che, con i suoi oltre 370 iscritti, ha dimostrato ,sul campo, di essere un importante leader e un qualificato e sostanziale interlocutore di Castel di Guido.

Ritengo assolutamente doveroso e  necessario sottolineare ed evidenziare come il  Comitato Ambiente Futuro sia diventato , in poco tempo,  una realtà fortemente rappresentativa di Castel di Guido,ormai riconosciuta da tutti i gruppi politici che siedono nel Consiglio del Municipio XIII e nell’Aula Giulio Cesare in  Campidoglio.

Il dopo Premio è stato un susseguirsi di scambi di idee tra gli organizzatori concordi nel voler ottimizzaree valorizzare i Quaderni della Campagna Romana , di cui l’Ing.Gianmauro Barchiesi è uno dei soci fondatori e redattore di  Storia delle Macchine Agricole. Questa iniziativa editoriale diventerà un supplemento del giornale LaNotizia.net .

I  Quaderni  saranno  un contenitore di articoli e foto che valorizzeranno il territorio e ne esalteranno le iniziative.Essisaranno a disposizione di TUTTI i Cittadini della Campagna Romana i quali  potranno scrivere articoli o formulare proposte editoriali o iniziative culturali. Tutti potranno diventare  parte dirigente e redattore con pari dignità di chi già collabora conlaRedazione.

Castel di Guido è una terra abitata da persone che possiedono la volontà e la creatività che cercano, anche con difficoltà, di trasformarle in forza motrice che , speriamo,finalmente possa  accendere  il faro della Cultura e della Democrazia nella nostra Campagna Romana.

 Franco Leggeri-Direttore Editoriale di Quaderni della Campagna Romana e del giornale laNotizia.net

 

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Roma Municipio XIII-Castel di Guido -Cerimonia : ”Premio Campagna Romana 2026 “

Roma Municipio XIII- Il Premio Campagna Romana Bene Comune  2026 è un riconoscimento per costruire il Futuro  del nostro territorio e del borgo tutto di Castel di Guido. La targa del premio è anche una riflessione per riscoprire il valore della persona a cui viene conferita. Il premio è un piccolo ma significativo segno che  per un giorno vuole illuminare il nostro Borgo , un punto nella vastità della Campagna Romana ma che oggi  diventa  faro e onda promotrice di un messaggio  di umana speranza .

La Cerimonia si svolge in questa semplice, ma superba cornice seicentesca della nostra chiesa parrocchiale dello Spirito Santo. Ed è proprio  da qui , da questo punto,  che possiamosconfinare  e attraversare i limiti imposti da ostacoli eretti dai nemici dell’ecumenismo. Nel superamento di queste barriere e di muri, ci è luce e conforto il  messaggio di Pace da sempre  indicato e ripetuto dal nostro Papa Leone XIV. Possiamo sconfinare, questo andare oltre  diventa l’identità  del Premio Campagna Romana che oggi declina,  anche controvento, “Piccole storie di Resistenza” che sono un  caposaldo trigonometrico  su di una mappa invisibile  piena di sguardi, di sogni , realtà e conquiste . I Premiati hanno saputo sconfinare e uscire dal tracciato. E’ questo sconfinare  che  noi della Giuria abbiamo  intercettato come “Storie e Bussola” per le generazioni future che abiteranno questo nostro territorio.

La Giuria vuole illuminare ,con il Premio Campagna Romana, questo tracciato della vecchia e gloriosa via Aurelia Antica che un tempo era lastricata di basoli dove sono  transitate le antiche legioni romane, uomini e donne che hanno lasciato un inciso nella Storia del mondo come gli Imperatori:  Servio Galba e la località di Lorium  la località dove sono le origini della potente gens Sulpicia e le residenze imperiali suburbane di Antonino Pio e  Marco Aurelio ; le Imperatrici: Faustina la Grande e Faustina la Giovane,  sino a uomini e donne più vicine a noi. Come non evidenziare e ricordare la Principessa Teresa Orsini Doria Pamphilj , la donna che iniziò e finanziò gli scavi  eseguiti dal grande archeologo Antonio  Nibby  presso il Casale della Bottaccia dove sono stati ritrovati reperti importanti  come, ad esempio, la celebre statua della Giunone Velata( nota anche come Giunone di Lorium) che ha dato inizio , con il Papa Clemente XIV Ganganelli, al Museo Clementino  ora incorporato all’interno dei Musei Vaticani. Andando avanti nella storia,  nel periodo del nostro Risorgimento dobbiamo ricordare Padre Ugo Bassi l’unico prete garibaldino, fatto prigioniero e  rinchiuso dai francesi a Castel di Guido, che qui erano acquartierati in attesa di assaltare la Repubblica Romana nel 1849. Nei tempi più recenti e più vicini a noi , non possiamo ricordarli tutti, ne  citiamo soltanto alcuni  : il regista Pietro Germi, il Cardinale Eugenio Tisserant, Il Vescovo candidato al Premio Nobel per la Pace , don Diego Bona, il giornalista , scrittore e Partigiano Ilario Fiore; il musicista e direttore d’orchestra Gianni Ferrio e l’attrice e coreografa Alba Arnova.

Il nostro Borgo è stato la “Stazione di Posta” importate nella millenaria storia di Roma . Sarà questa la traccia e l’oggetto di  un progetto che viene da lontano e che, forse, finalmente vedrà la luce in un  libro collettivo che i narratori e protagonisti  saranno i nostri bambini e giovani, assieme a tutti gli abitanti di Castel di Guido. Questo progetto culturale è stato intitolato  “Un Seme Insieme” che nascerà da una collaborazione editoriale tra il Museo Contadino ,diretto da Fabio Scaccia,  e la redazione dei  Quaderni della Campagna Romana .

Questa nuova  iniziativa culturale prenderà il via all’inizio dell’anno scolastico 2026/27 e sarà  pubblicizzata, in primis nelle scuole e presso le Associazioni ONLUS presenti nel nostro territorio , ma per la sua riuscita  sarà necessaria la partecipazione e collaborazione  narrativa di tutti gli abitanti della nostra Campagna Romana.

La Cerimonia è stata presentata dall’Artista, Cantante e doppiatrice Sara Parrini, applauditissima  da un pubblico attento e affascinato dalla superba dizione e l’elegante disinvoltura nel gestire  il dialogo con i premiati.Grazie  Sara.

Ringraziamenti

L’Organizzazione ringrazia per il contributo fattivo : La Signora Ambra De Matteis per aver realizzato la locandina dell’Evento; Si ringrazia il Direttore del Museo Contadino di Castel di Guido, Fabio Scaccia, per la sua preziosa collaborazione al Premio e nell’ospitare i Quaderni della Campagna Romana .Un Grazie a don Giovanni Shabu ,Parroco della chiesa dello Spirito Santo del borgo di Castel di Guido per la collaborazione paziente e operativa; Un vero e sincero ringraziamento alla Signora Antonella Proietti di Castel di Guido per i consigli preziosi che ci hanno permesso di avere una “diversa”  prospettiva critica nel modo di guardare la nostra Campagna Romana e le Radici Vere del borgo di Castel di Guido.

Elenco dei Premiati:

“Campagna Romana Bene Comune” XIV -Edizione 2026

Motivazioni sintetiche

Elda Galdelli

Per la sua costante e preziosa opera di mediazione  per l’armonico sviluppo del Consorzio Residenza Aurelia

Gianna Capannolo

Per aver contribuito con la sua professionalità ed esperienza   alla crescita del Museo Contadino

Lucia Mosca

Editrice e Direttore del giornale la.Notizia.net, per aver dato  voce e visibilità alla  Campagna Romana

Mirko Antonucci

Esploratore  di Cornelia Antiqua, per il suo prezioso contributo nella scoperta dei siti  :Mitreo della Bottaccia e Tomba di San Basilide .

Giuseppina Mari

Per la passione con cui pone il Diritto al servizio della salvaguardia della salute e della qualità della vita dei cittadini di Castel di Guido

Alessandro Carella

Per l’appassionato impegno con cui persegue la missione della Coop Sociale “Mio fratello è figlio unico”

Roberta Giannetti

Custode instancabile del creato e delle tradizioni che legano Castel di Guido alla sua diocesi

Giuseppe Izzo

Per aver trasformato la quiete silenziosa della Campagna Romana in Musica

Giusi Castagnetta

Per l’impegno e la sensibilità dimostrati nella promozione dello sviluppo
del territorio e dell’ambiente di Castel di Guido.”

Ringraziamenti

L’Organizzazione ringrazia per il contributo fattivo : La Signora Ambra De Matteis per aver realizzato la locandina dell’Evento; .Un Grazie a don Giovanni Shabu, Parroco della chiesa dello Spirito Santo del borgo di Castel di Guido per la collaborazione paziente e operativa; Un vero e sincero ringraziamento alla Signora Antonella Proietti di Castel di Guido per i consigli preziosi che hanno permesso di avere una “diversa”  prospettiva critica nel modo di guardare la nostra Campagna Romana e le Radici Vere del borgo di Castel di Guido.

Franco Leggeri.-Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

Gianmauro Barchiesi-Presidente del Comitato Ambient Futuro

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Roma Municipio XIII-Castel di Guido -Comitato Ambiente Futuro: ”Premio Campagna Romana 2026 “

Lo scopo principale del Premio è di sottolineare i valori di fratellanza e il Bene Comune tra i Cittadini del Borgo di Castel di Guido e di tutta la Campagna Romana. I premiati  hanno dato lustro e valenza culturale , con le loro opere ed il loro lavoro , alla nostra terra. Con questo Premio il nostro Borgo vuole essere non più “terra di confine”, ma parte attiva del Municipio XIII di Roma Capitale. La cerimonia avrà come scenografia la magnifica chiesa medievale di Castel di Guido.

L’attribuzione del Premio “Campagna Romana ” 2026 è  stato disciplinato da Franco Leggeri ideatore del Premio e dal Presidente del Comitato Ambiente Futuro i quali hanno raccolto giudizi e suggerimenti da varie fonti che, uniti ad una conoscenza diretta delle attività svolte dai candidati al Premio a beneficio della nostra amata Campagna  Romana, hanno ritenuto opportuno premiare i Candidati sotto elencati.

La cerimonia di premiazione avrà luogo il 27 giugno 2026 alle ore 17:00

nella sala parrocchiale della chiesa Santo Spirito di Castel di Guido

Elenco dei Premiati:

“Campagna Romana Bene Comune” XIVªEdizione  – 2026”

Motivazioni sintetiche

1)-Mirko Antonucci

Esploratore  di Cornelia Antiqua, per il suo prezioso contributo nella scoperta dei siti  :Mitreo della Bottaccia e Tomba di San Basilide .

2)-Gianna Capannolo,

Per aver contribuito con la sua professionalità ed esperienza  alla crescita del Museo Contadino

3)-Alessandro Carella

Per l’appassionato impegno con cui persegue la missione della Coop Sociale “Mio fratello è figlio unico”

4)-Giuseppina Castagnetta

Per l’impegno e la sensibilità dimostrati nella promozione dello sviluppo
del territorio e dell’ambiente di Castel di Guido.”

5)-Elda Galdelli

Per la sua costante e preziosa opera di mediazione  per l’armonico sviluppo del Consorzio Residenza Aurelia

6)-Roberta Giannetti

Custode instancabile del creato e delle tradizioni che legano Castel di Guido alla sua diocesi

7)-Giuseppe Izzo

Per aver trasformato la quiete silenziosa della Campagna Romana in Musica

8)-Giuseppina Mari

Per la passione con cui pone il Diritto al servizio della salvaguardia della salute e della qualità della vita dei cittadini di Castel di Guido

9)-Lucia Mosca

Editrice e Direttore del giornale la.Notizia.net, per aver dato  voce e visibilità alla  Campagna Romana

Franco Leggeri.-Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana –

Gianmauro Barchiesi-Presidente del Comitato Ambiente Futuro

Ringraziamenti

L’Organizzazione ringrazia per il contributo fattivo : LaSignora Ambra De Matteisper aver realizzato la locandina dell’Evento; Si ringraziail Direttore del Museo Contadino di Castel di Guido, Fabio Scaccia,per la sua preziosa collaborazione al Premio e nell’ospitare i Quaderni della Campagna Romana .Un Grazie adon Giovanni Shabu, Parroco della chiesa dello Spirito Santo del borgo di Castel di Guido per la collaborazione paziente e operativa; Un vero e sincero ringraziamentoalla Signora Antonella Proietti di Castel di Guidoper i consigli preziosi che hanno permesso di avere una “diversa”  prospettiva critica nel modo di guardare la nostra Campagna Romana e le Radici Vere del borgo di Castel di Guido.

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Roma Municipio XIII-Castel di Guido- Il fuori stagione del “Salice Sapiente”  e i proverbi dei “Danni e Disagi”l’incontro inaspettato con Giorgio Caproni

Roma  Municipio XIII-Castel di Guido e l’incontro inaspettato con Giorgio Caproni, il grande Poeta che ho conosciuto quando abitava a Monteverde in Pio Foà, dove visse fino alla sua morte nel 1990. Là nella Valle dell’Arrone se cammini pervia Filippo Ferri Mancini e ti inoltri nella Campagna Romana  verso le sponde del Fiume Arrone  potresti ancora trovare un vecchio salice  dove poter gode di un’ombra ristoratrice e gradevole. Nel mese di luglio  dell’estate  appena trascorsa ho fatto un incontro  davvero inaspettato con ilPoeta Giorgio Caproni.  Il Poeta era seduto  con  le spalle  appoggiate al tronco del salice . Caproni era molto calmo, cosa abbastanza inusuale e strana perché, così lo ricordo,  aveva un carattere “del mare in tempesta” come si auto-dipingeva con ironia. Dopo i saluti e gli amarcord di rito ebbi modo, finalmente , di poter discutere della sua raccolta poetica “Tutte le poesie” edito da Garzanti (Milano 1999).Volevo parlare della sua poesia “più violenta” , in questo senso, priva di orpelli poetici, quasi integralmente politica, integerrima,Show, che apre la sezione “Anarchiche o fuori tema” del libro postumoRes amissa(1991); libro in cui – scrive Giorgio Agamben – “la disappropriata maniera di Caproni”, “ha raggiunto ormai una regione sempre al di là del proprio e dell’improprio, della salvezza e della rovina”.È da questo non chiedere approvazione, da questo inappropriato, da questa rovina in cui tutto è salvo – cioè infinitamente finito – che si riparte – anzi, si vagabonda, dacché è lo sciacallo e la libellula, ora, l’icona del poeta.

 (CheShowstia anche persciòè perfino ovvio marcarlo: sciò, sciò, fuori tutti, galletti del potere).  

**  Poesia di Giorgio Caproni

Show

Guardateli bene in faccia.  

Guardateli.  

Alla televisione,  

magari, in luogo  

di guardar la partita.  

Son loro, i “governanti”.  

Le nostre “guide”.  

I “tutori”  

eletti– della nostra vita.

Guardateli.  

Ripugnanti.  

Sordidi fautori  

dell’“ordine”, il limo  

del loro animo tinge  

di pus la sicumera  

dei lineamenti.  

Sono  

(ben messi!) i nostri  

illibatiMinistri.  

Sono i Senatori.

Isinistri

– i provvidi! – Sindacalisti.  

“Lottano” per il bene  

delPaese.  

Contro i Terroristi  

e la Mafia.  

Loro,  

che dentro son più tristi  

dei più tristi eversori.  

Arrampichini.  

Arrivisti.  

In nome del Popolo (Avanti!  
SempreAvanti!), in perfetta  

Unità arraffano  

capitali – si fabbricano  

ville.  

Investono  

all’estero, mentre “auspicano”  

(Dio, quanto “auspicano”)  

pace e giustizia.  

Loro,  

i veri seviziatori  

dellaGiustizia in nome  

(sempre, sempre in nome!)  

del Dollaro e dell’Oro.  

Guardateli, i grandi attori:  

i guitti.  

Degni  

– tutti – dei loro elettori.  

Proteggono i Valori  

(in Borsa!) e le Istituzioni…  

Ma cosa si nasconde  

dietro le invereconde  

Maschere?  

Il Male  

che dicono di combattere?…  

Toglieteceli davanti.  

Per sempre.  

Tutti quanti.  

Giorgio Caproni  

Giorgio Caproni-Poeta italiano

Credo che questa Poesia, anarcoide poesia, sia talmente appropriata per questo” strano periodo “ della storia della nostra Campagna Romana.

Certo, stavo dimenticando che Caproni mi ha “regalato ” due proverbi frutto della grande saggezza napoletana.

1)- “chi se venne u culu non se più assetta”

2)-“avoglia a mettere u rum, u strunzu non diventa babà”

Come sono attualissimi e appropriati questi proverbi per delineare l’identikit di questi strani “venditori di fumo” che girano con l’organetto e ciaramella in cerca di gloria per la Campagna Romana.

N.B. -L’articolo è una sintesi, con molti tagli ,  di un mio  racconto lungo tratto da Murales & Fotoreportage dalla Campagna Romana.

Franco Leggeri- Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

E’ essenziale che la voce di chi vive a Castel di Guido venga amplificata attraverso i suoi articoli e le sue analisi.Continueremo a combattere per i diritti dei cittadini di Castel di Guido, affinché la loro lotta diventi un faro di speranza per tutti coloro che si trovano in situazioni simili.

La nostra Redazione si impegna a portare alla luce le ingiustizie della nostra società, inclusa la difficile situazione di Castel di Guido. E’ fondamentale che le storie di queste Comunità vengano raccontate, affinché tutti possano comprendere le sfide che affrontano ogni giorno. Grazie al supporto dei nostri lettori, possiamo continuare a fare la differenza

Castel di Guido, un borgo tra storia e Campagna Romana

Castel di Guidoè una storica località dell’Agro Romano, nel territorio di Roma, immersa in un paesaggio rurale caratterizzato da campi, boschi e antichi casali. Il suo nome è legato al castello medievale sorto nell’area, testimonianza di un passato in cui il territorio rappresentava un importante punto di collegamento e presidio lungo le antiche vie che conducevano verso il litorale.

Il borgo conserva ancora oggi un’atmosfera profondamente legata allacampagna romana, lontana dal ritmo della metropoli. Tra gli elementi di maggiore interesse spicca lachiesa medievale dello Spirito  Santo, che rappresenta uno dei luoghi simbolo della comunità locale e custodisce la memoria storica e religiosa del borgo.

Il territorio circostante è caratterizzato da una significativa presenza naturalistica e agricola, con ampie aree verdi che contribuiscono a conservare l’identità dell’anticoAgro Romano.

Castel di Guidorappresenta così un’interessante realtà in cuistoria, natura e tradizione ruraleconvivono a pochi chilometri dal cuore di Roma, offrendo uno scorcio autentico di quella campagna romana che per secoli ha caratterizzato il paesaggio della Capitale.

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Lazio

Roma Municipio XIII-Fabrizio Santori (LEGA)-interrogazione a risposta scritta-Criticità esistenti a Castel di Guido per carenza acqua potabile.

Roma Municipio XIII-Fabrizio Santori(LEGA)-interrogazione a risposta scritta(LEGA) in data odierna ha presentato una interrogazione a risposta scritta

Prot. n. RQ/ 22624 del 10/11/2025-

Oggetto:Criticità esistenti a Castel di Guido per carenza acqua potabile, rete fognaria e infrastrutture di base. Richiesta urgenti interventi di risanamento idrico-sanitario e riqualificazione del territorio.

Fabrizio Santori (LEGA)

Premesso che

Castel di Guido è un borgo della Campagna Romana situato nella periferia ad ovest di Roma, ricadente nel territorio del Municipio XIII;

i cittadini residenti in tale località di Roma segnalano da anni un permanente stato di degrado e abbandono istituzionale, dovuto principalmente alla carenza, in diverse zone, di acqua potabile;

in proposito, i cittadini riferiscono che la scorsa estate, nel periodo da giugno a settembre, parti di Castel di Guido quali Consorzio Residenza Aurelia, Via Bolasco e tutte le vie limitrofe, avrebbero subito un razionamento dell’acqua potabile;

trattasi di zone nelle quali risiedono tantissimi cittadini romani, i quali pertanto si vedono ingiustamente privati di un diritto primario e fondamentale, qual è per l’appunto il diritto all’acqua potabile;

si rileva, altresì, che in diverse aree di Castel di Guido mancherebbero ancora rete fognaria ed infrastrutture di base;

Considerato che

i cittadini residenti riferiscono di aver già in passato segnalato più volte agli Uffici Capitolini preposti le sopracitate gravi carenze di cui soffre il territorio, senza tuttavia che ne siano mai conseguiti concreti interventi risolutivi;

gli stessi residenti, inoltre, si dolgono della mancanza, da parte dell’Amministrazione Capitolina, della volontà di avviare un dialogo e un confronto con la cittadinanza, ai fine di comprendere quelle che sono le esigenze reali del territorio, e quindi di venire così incontro alle istanze dei residenti. A tale riguardo, i residenti segnalano che nella zona in parola, nella quale sussistono le succitate gravi carenze, sarebbe stata invece decisa dall’Amministrazione la realizzazione di opere pubbliche non necessarie, oltreché di dubbia utilità collettiva, riferendosi in particolare al progetto relativo alla realizzazione del Biodigestore, un impianto industriale previsto a Casal Selce e Castel di Guido che oltretutto rischierebbe di compromettere ulteriormente la qualità della vita dei residenti e di aggravare criticità ambientali già presenti nel territorio;

Tutto ciò Premesso e Considerato

Si interroga il Sindaco di Roma e l’Assessore competente al fine di sapere

se Questa Amministrazione intenda attivarsi presso le Strutture e gli Uffici competenti affinché nella zona di Castel di Guido si provveda con urgenza ad intraprendere i prioritari interventi di risanamento idrico-sanitario, necessari affinché sia giustamente riconosciuto e garantito a tutti i residenti il fondamentale e primario diritto all’acqua potabile;

se Questa Amministrazione intenda fornire le concrete tempistiche entro cui tali interventi verranno avviati e completati, informando opportunamente la cittadinanza;

se, per la riqualificazione della zona in parola, Questa Amministrazione intenda valutare il possibile avvio di un percorso partecipativo con i cittadini residenti nel territorio, al fine di venire incontro alle loro concrete istanze ed esigenze, valutando quindi anche l’opportunità di informare e coinvolgere attivamente la cittadinanza residente in merito alla progettazione e realizzazione degli interventi che si ritengano all’uopo necessari.

On. Fabrizio Santori

Fabrizio Santori (LEGA)

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Roma Municipio XIII-Castel di Guido e l’improbabile  soggiorno di Franz Kafka-

Roma Municipio XIII-Castel di Guido. Va in scena la Compagnia del “Teatro Pretesto” con lo spettacolo : “Il Castello, il  Processo e la Metamorfosi” tratto dai tre capolavori di Franz Kafka. Qui, a Castel di Guido,  nella periferia di una Mamma Roma pasoliniana,  un cittadino potrebbe essere  catapultato nel mezzo del romanzo  “ Il Processo” ed essere imputato e poi condannato da un “Ente Assurdo”,  senza una colpa “chiara”,  e  ritrovarsi in un  labirinto pieno di punti interrogativi. Forse Albert Camus con il suo “Mito di Sisifo” ci  potrebbe suggerire la ricerca di un senso al perché dell’esistenza di questo “Assurdo Ente”. All’apertura del sipario sono subito entrati in scena gli attori ,  stelle della supercazzola, della Compagnia di giro.

Franz Kafka

Gli attori  dell’Opera tragicomica , dopo l’overture con l’ assolo per trombone, suonato da un famoso “Tirabusciò” che sembra un personaggio” evaso” da un fumetto in vendita nell’edicola del ridicolo ,hanno iniziato la loro performance.

  Entra in scena “er sola”che avanza verso il pubblico   con il viso in penombra, aiutato da un cappello calato sulla fronte. Il guitto, detto“er sola”, si è  esibito nel famoso “raglio del somaro”. Bravissimo!  sette più. Si è fatto notare  il sempre  presente e oramai famoso Gregor, lo scarafaggio della “Metamorfosi”.

Franz Kafka

Poi  c‘è stato un fuori contesto, o fuori di testa, del “sor cocime l’ova” il quale ha introdotto Verdi e il suo Rigoletto cantando l’aria :”Cortigiani vil razza dannata  “ ma , per fortuna, subito zittito  dal controcanto dell’angolo opposto all’ipotenusa  che ha intonato il coro “da curva” il famosissimo brano “nun  ce rompe er caxxo!”  un  testo le cui parole sono mutuate, se volete  estrapolate e “rivisitate”,  dal noto “inciso”  di Monsignor della Casa e più volte citato e ripreso da Baldassarre Castiglione nel “Cortigiano”, non nell’edizione della famosa “cinquecentina” ma in quella, meno famosa, del 1700, questa nota per chiarire e per la precisone.

L’abborracciato e l’ascaro servente sono due attori “per caso” che ,in attesa di entrare in scena,mangiavano pane e formaggio, innaffiando il pasto con il classico “bicchier di vino” che poi  si è scoperto essere solo  latte.

Nel conciliabolo di varie comparse, noti “Sandaloni” di Cinecittà, il tema in discussione era  il perché di questa complessa  sceneggiatura :”Così male argomentata e poi quel fil di fumo  ancora presente ” . Nell’angolo del palco , in fondo e in penombra ,con la testa tra le mani, c’era  il tipico attore dal fare “intellettualoide” che  voleva recitare la celebre poesia di Gregory Corso “…..Mamma … il leone  …”ma non trovava la tonalità , il famoso “LA”, per immergersi nell’atmosfera da Beat Generation. Debbo umilmente chiedere scusa a Kafka per aver utilizzato i suoi capolavori  ma, forse,  non in maniera che possa definirsi impropria.

Franz Kafka

Come incontrai Kafka a Castel di Guido?

L’incontro con Franz Kafka è di pura fantasia. Se cammini per la Campagna Romana potresti avere il piacere di incontrare i più vari personaggi, alcuni sono famosi , altri  meno e altri, ahimè, soltanto , come dire , fastidiosi .  Non molto tempo addietro, mentre camminavo  per la strada alberata che attraversa l’Azienda Agricola Comunale sì quella asfaltata, sul  ciglio lato  Roma ho intravisto ,  appoggiato ad un eucaliptus , un signore  vestito di tutto punto ho notato subito che  indossava una bella cravatta ed  un cappello a bombetta , sicuramente fuori moda, le scarpe nere erano ricoperte da un velo di polvere, questo particolare lo notai quando mi avvicinai a lui. Riconobbi subito  il grande scrittore  Kafka il quale  rispose  al mio saluto con voce sicura e con un italiano perfetto , ma con una sottile cadenza  straniera. Iniziammo a parlare  e ,dopo uno scambio di convenevoli di rito, Kafka mi  disse che si trovava nell’Azienda Agricola Comunale e lo scopo della sua presenza  era per chiarire dei suoi dubbi nati dopo  aver  visto una serie televisiva dal titolo “Tutti pazzi per amore”, prodotta da Rai Fiction e trasmessa in Italia nel 2008 . Protagonisti della serie erano due agrimensori  e molte scene furono girate a Castel di Guido . La domanda che si poneva Kafka era se gli agrimensori, protagonisti maschili della fiction, fossero simili al  protagonista del suo romanzo “Il Castello”, risposta che non ero in grado di dare anche se avevo assistito da spettatore e fotografato alcune scene durante le riprese della fiction .Un particolare che ricordo e ho notato fu che gli attori protagonisti non avevano dimestichezza con gli strumenti topografici  i quali sono essenziali per un agrimensore professionista .Con l’occasione dell’incontro ho voluto anche chiarire ed informare Kafka chi era la persona che scopri e fotografo per primo la sua tomba a Praga. Raccontai a Kafka  che a scattare la foto  fu il mio amico , famosissimo fotoreporter, Antonio Sansone mentre era al lavoro per produrre un fotoreportage sulla “Primavera di Praga” nel  1968.  La foto della tomba di Kafka, credo di ricordare,   fu poi pubblicata dal Corriere della Sera. Parlammo  di Ottla Kafka ,sorella di Franz Kafka, la quale nel 1942 fu deportata nel ghetto di Theresienstadt. Lì Ottla non si arrese. Lavorò, aiutò e sostenne gli altri, in particolare i bambini. Poi, l’atto finale. Si offrì volontaria per accompagnare un gruppo di  bambini sul treno verso Auschwitz. Condivise la loro paura, la loro tenerezza e il loro ultimo viaggio. Morì nella camera a gas il 7 ottobre 1943. Parlammo anche del Campo di Lavoro di Castel di Guido istituito dal fascismo. Comunque  questa è un’altra storia che avrò modo di pubblicare con ,a corredo,  alcuni documenti d’archivio. Ma,  si domanderà il lettore attento, il Processo e la sua Metamorfosi, andati in scena a Castel di Guido,  com’è stato il  finale? Bene, l’arlecchinata istaurata dall’ipotetica e rabberciata “Compagnia di Giro” è terminata nel nulla e, quindi,  la Ragione e Concretezza sono in essere e pronte a difendere, con strumenti democratici,  la Campagna Romana e i suoi abitanti.

N.B. -L’articolo è una sintesi, con molti tagli ,  di un mio  racconto lungo tratto da Murales & Fotoreportage dalla Campagna Romana.

Franco Leggeri- Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

Franz Kafka

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