Roma Municipio XIII-Nuove scoperte archeologiche a Castel di Guido
Roma Municipio XIII-Castel di Guido-Una importante villa romana di età imperiale è venuta alla luce durante le indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura intervenuta grazie a una segnalazione di uno scavo abusivo nella tenuta agricola di Castel di Guido.


“In pochi giorni i funzionari del Ministero della Cultura, in collaborazione con i Carabinieri, hanno bloccato un intervento clandestino – dichiara il Ministro della Cultura Alessandro Giuli – messo in sicurezza un’area archeologica, portato alla luce i resti di una splendida villa di epoca imperiale nella campagna romana in cui si trovavano le residenze imperiali della dinastia antonina. Un intervento esemplare di tutela e ricerca che esprime il profondo legame tra le Soprintendenze e il territorio, che si conclude con un open day, una apertura dello scavo ai cittadini per restituire loro la storia della città“.
Lo scavo sarà infatti aperto al pubblico sabato 20 giugno con visite guidate dalle 17.00 organizzate dalla Soprintendenza Speciale di Roma. I ritrovamenti hanno rivelato parte di una grande villa suburbana probabilmente collegata all’antica via Aurelia e inserita nel contesto del territorio di Lorium, dove è attestata un’antica proprietà imperiale legata alla figura dell’imperatore Antonino Pio.

“La scoperta della villa romana a Castel di Guido dimostra non solo l’eccezionale ricchezza archeologica della nostra città anche fuori dal centro storico – insiste Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – l’efficacia di una tutela fondata sulla cooperazione e sulla prontezza d’intervento. Siamo particolarmente felici di organizzare un open day per restituire ai cittadini un pezzo del loro patrimonio“.
Condotte con la direzione scientifica dell’archeologa della Soprintendenza Alessia Contino, le indagini hanno portato alla luce ambienti molto ben conservati, murature alte fino a 1,50 metri, mosaici e intonaci dipinti: della villa è stato individuato l’atrio, caratterizzato da un impluvium centrale e raffinate decorazioni con motivi geometrici e vegetali, attorno a cui si sviluppano vani pavimentati a mosaico e strutture riferibili alle attività produttive della villa.
Tra i materiali di pregevole fattura rinvenuti, e ora allo studio, spicca una statua frammentaria raffigurante un personaggio barbuto che trasporta un piccolo animale domestico (un vitello o un maialino), probabilmente il dio Silvano, divinità agreste legata al mondo rurale. La qualità dei reperti, delle decorazioni musive e pittoriche testimonia l’elevato livello sociale dei proprietari della villa, che potrebbe essere appartenuta a esponenti dell’aristocrazia romana vicini al demanio imperiale di Lorium, frequentato prima da Adriano e successivamente da Antonino Pio, che vi edificò una sua residenza, e Marco Aurelio.


“Grazie alla segnalazione venuta dal territorio – spiega Alessia Contino – e alla tempestività dell’intervento è stato possibile individuare parte di una più estesa villa di età imperiale mai attestata prima d’ora e mettere in luce uno splendido contesto di decorazioni, oltre al rinvenimento di una statua in pregiato marmo bianco. Un altro importante tassello che apre nuove prospettive per la conoscenza e la salvaguardia del nostro territorio ricco di storia“.
Per restituire alla città i risultati dello scavo archeologico nella tenuta di Castel di Guido, la Soprintendenza Speciale di Roma invita cittadini e visitatori a partecipare a un trekking archeologico gratuito alla scoperta della Villa romana, il 20 giugno 2026 alle 17.00 e alle 18.15.
Il trekking, della durata di 1,5 / 2 ore, prevede un percorso di circa 1 km per raggiungere lo scavo archeologico, scoprire i resti della Villa e ammirare i mosaici in corso di restauro.
Si raccomandano abbigliamento e scarpe adeguate e acqua.
Prenotazione obbligatoria su: www.eventbrite.it/e/biglietti-archeo-trekking-a-castel-di-guido-1991861510397
Luogo appuntamento: via di castel di Guido incrocio via Quarto delle Colonne.
Roma, 15 giugno 2026
Ufficio Stampa e Comunicazione MiC

NUOVE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE A CASTEL DI GUIDO
TROVATA UNA VILLA ROMANA GRAZIE ALLA SEGNALAZIONE DI SCAVI CLANDESTINI
OPEN DAY E VISITA GUIDATA IL 20 GIUGNO
Roma, 15 giugno 2026
Una importante villa romana di età imperiale è venuta alla luce durante le indagini archeologiche
condotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura intervenuta grazie a una
segnalazione di uno scavo abusivo nella tenuta agricola di Castel di Guido.
«In pochi giorni i funzionari del Ministero della Cultura, in collaborazione con i Carabinieri, hanno
bloccato un intervento clandestino – dichiara il Ministro della Cultura Alessandro Giuli – messo in
sicurezza un’area archeologica, portato alla luce i resti di una splendida villa di epoca imperiale nella
campagna romana in cui si trovavano le residenze imperiali della dinastia antonina. Un intervento
esemplare di tutela e ricerca che esprime il profondo legame tra le Soprintendenze e il territorio, che
si conclude con un open day, una apertura dello scavo ai cittadini per restituire loro la storia della città».
Lo scavo sarà infatti aperto al pubblico sabato 20 giugno con visite guidate dalle 17.00 organizzate
dalla Soprintendenza Speciale di Roma. I ritrovamenti hanno rivelato parte di una grande villa
suburbana probabilmente collegata all’antica via Aurelia e inserita nel contesto del territorio di Lorium,
dove è attestata un’antica proprietà imperiale legata alla figura dell’imperatore Antonino Pio.
«La scoperta della villa romana a Castel di Guido dimostra non solo l’eccezionale ricchezza
archeologica della nostra città anche fuori dal centro storico – insiste Daniela Porro, Soprintendente
Speciale di Roma – l’efficacia di una tutela fondata sulla cooperazione e sulla prontezza d’intervento.
Siamo particolarmente felici di organizzare un open day per restituire ai cittadini un pezzo del loro
patrimonio».
Condotte con la direzione scientifica dell’archeologa della Soprintendenza Alessia Contino, le indagini
hanno portato alla luce ambienti molto ben conservati, murature alte fino a 1,50 metri, mosaici e
intonaci dipinti: della villa è stato individuato l’atrio, caratterizzato da un impluvium centrale e raffinate
decorazioni con motivi geometrici e vegetali, attorno a cui si sviluppano vani pavimentati a mosaico e
strutture riferibili alle attività produttive della villa.
Tra i materiali di pregevole fattura rinvenuti, e ora allo studio, spicca una statua frammentaria
raffigurante un personaggio barbuto che trasporta un piccolo animale domestico (un vitello o un
maialino), probabilmente il dio Silvano, divinità agreste legata al mondo rurale.
La qualità dei reperti, delle decorazioni musive e pittoriche testimonia l’elevato livello sociale dei
proprietari della villa, che potrebbe essere appartenuta a esponenti dell’aristocrazia romana vicini al
demanio imperiale di Lorium, frequentato prima da Adriano e successivamente da Antonino Pio, che
vi edificò una sua residenza, e Marco Aurelio.
«Grazie alla segnalazione venuta dal territorio – spiega Alessia Contino – e alla tempestività
dell’intervento è stato possibile individuare parte di una più estesa villa di età imperiale mai attestata
prima d’ora e mettere in luce uno splendido contesto di decorazioni, oltre al rinvenimento di una statua
in pregiato marmo bianco. Un altro importante tassello che apre nuove prospettive per la conoscenza
e la salvaguardia del nostro territorio ricco di storia».

M I N I S T E R O D E L L A C U L T U R A
S O P R I N T E N D E N Z A S P E C I A L E D I R O M A
A L L A S C O P E R T A D E L L A V I L L A R O M A N A D I C A S T E L D I G U I D O
UN TREKKING ARCHEOLOGICO PER LA CITTADINANZA E PER IL TERRITORIO
Per restituire alla città i risultati dello scavo archeologico nella tenuta di Castel di Guido, la
Soprintendenza Speciale di Roma invita cittadini e visitatori a partecipare a un trekking
archeologico gratuito alla scoperta della Villa romana, il 20 giugno 2026 alle 17.00 e alle 18.15.
Il trekking, della durata di 1,5 / 2 ore, prevede un percorso di circa 1 km per raggiungere lo scavo
archeologico, scoprire i resti della Villa e ammirare i mosaici in corso di restauro.
Si raccomandano abbigliamento e scarpe adeguate e acqua.
Prenotazione obbligatoria su:
www.eventbrite.it/e/biglietti-archeo-trekking-a-castel-di-guido-1991861510397
Luogo appuntamento: via di castel di Guido incrocio via Quarto delle Colonne.
Localizzazione: maps.app.goo.gl/ETW35mV4iVdtLssD6?g_st=aw
COLOP HON
SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA
Daniela Porro
Soprintendente Speciale
Alessia Contino
responsabile scientifico dello scavo
Manuela Ianello
direttore dei lavori
Silvia Agostinetto
responsabile Comunicazione
Fabio Caricchia
fotografie
C O L L A B O R A Z I O N I
Nei Restauro e Costruzioni Srl
Kleos srls Servizi per l’archeologia
Davide Mancini
Federica Micarelli
Marta Bartoloni
Archeologi
Resting srl
Francesca Borsetti
coordinatrice restauro
U F F I C I O S TA M PA S O P R I N T E N D E N Z A S P E C I A L E D I R O M A
Luca Del Fra Valentina Catalucci
ss-abap-rm.ufficiostampa@cultura.gov.it
info www.soprintendenzaspecialeroma.it
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C A S T E L D I G U I D O R E S I D E N Z E I M P E R I A L I E V I L L E R U S T I C H E
I L RI TROVAMENTO
Il 16 febbraio la Polizia della Città Metropolitana di Roma Capitale ha segnalato alla
Soprintendenza Speciale di Roma la presenza di scavi non autorizzati in località Castel di Guido,
in un’area di proprietà della Regione Lazio. In rapida successione il 17 febbraio è stato avvisato il
Nucleo Tutela dei Carabinieri, il 18 si è svolto un sopralluogo con i Carabinieri e il 23 l’inizio dei
lavori di messa in sicurezza e la sorveglianza con fototrappole. Una operazione di salvaguardia e
tutela che ha portato alla scoperta di una splendida villa di età imperiale.
L’attività clandestina, infatti, aveva intercettato una struttura importante, di cui emergeva solo una
piccola parte danneggiata da profondi scassi realizzati con mezzi pesanti e benne dentate, e
aveva lasciato ai margini dello scavo enormi cumuli di terra.
L’ambiente barbaramente rimesso in luce necessitava di un immediato consolidamento e il luogo
restava esposto ad ulteriori scavi non autorizzati con grave rischio per la conservazione. Per tale
ragione, la Soprintendenza con un procedimento in Somma Urgenza ha ampliato lo scavo a fini
di ricerca e documentazione, delimitato e recintato l’area del ritrovamento.
L O S CAVO DEL L A SOPRI NT ENDENZA SPECI AL E DI R OMA
L’intervento, coordinato da Alessia Contino archeologa della Soprintendenza Speciale di Roma,
ha svelato l’atrio d’ingresso della villa, altre due stanze decorate e ambienti di varia natura, oltre
quella in parte emersa dallo scavo clandestino e ora completamente messa in luce.
Alla villa, collegata probabilmente da un diverticolo alla vicina via Aurelia Antica, si accedeva da
un grande ambiente con un sontuoso impluvium centrale e un pavimento a mosaico
caratterizzato da fasce a motivi vegetali e geometrici lungo i lati della vasca, un motivo a tessere
nero con tasselli marmorei policromi, una ampia soglia con cornice a treccia e interno decorato
con motivi a pelte nere su fondo bianco.
La parete di fondo con intonaco di colore rosso era probabilmente la parte bassa della
decorazione ad affresco che nelle fasce superiori doveva recare una decorazione a riquadri gialli
e forse azzurri con figure antropomorfe e vegetali, come testimonierebbero i frammenti rinvenuti
nel terreno rimosso dagli abusivi e forse caduti all’epoca dell’abbandono della struttura in età
antica.
Attorno a questo grande ambiente si dispongono quattro stanze, tre delle quali conservano
ancora parte del mosaico pavimentale: il primo, emerso durante lo scavo clandestino, a tessere
bianche e nere con nove riquadri decorati con motivi geometrici, il secondo con un motivo a
ottagoni neri su fondo bianco, il terzo con rettangoli neri dai lati concavi e convessi.
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A lato della terza stanza, che purtroppo conserva solo parzialmente il piano pavimentale, sono
stati individuati una vasca, caratterizzata dal tipico rivestimento impermeabile in
cocciopesto/signino, e un altro ambiente. È una parte non ancora scavata che, preliminarmente,
potrebbe apparire parte di uno spazio adibito ad attività produttive o agricole, come testimonia
proprio la presenza della vasca.
I REPERTI E L E DECORAZI ONI
Nel corso dello scavo della vasca dell’impluvium gli archeologi hanno visto riemergere davanti ai
loro occhi una statua frammentaria di circa 80 centimetri, che rappresenta un uomo adulto
barbuto, vestito con corta tunica, con una cinghia sulla spalla. Sul braccio sinistro un oggetto poco
leggibile prima del restauro ma probabilmente riferibile al mondo agricolo, sulla spalla sembra
infatti portare una gerla con due volatili sul davanti e frutta sul lato posteriore. Il braccio destro è
piegato in avanti e probabilmente recava un piccolo animale.
La statua, il cui studio non è stato ancora affrontato, potrebbe identificarsi con la divinità agreste
Silvano, oppure un personaggio del thiasos dionisiaco, un sileno forse, un genio stagionale o più
semplicemente un pastore. Personaggi che, in un ambiente di rappresentanza come l’ingresso,
ben si adatterebbero al contesto di una villa suburbana.
La qualità dei mosaici e dei frammenti di affresco rinvenuti, in parte dall’accurato setacciamento
e ricerca tra i cumuli di terreno lasciato dallo scavo clandestino, testimonia che si tratta di una
residenza romana con ogni probabilità di alto rango come se ne incontrano in questo territorio.
UNA PRI MA I NT ERPRET AZI ONE
Il contesto nel suo insieme denota un’alta qualità artistica delle decorazioni musive e parietali che
denuncia sicuramente la ricchezza e l’elevato ceto sociale dei proprietari. Si potrebbe trattare di
aristocratici romani o forse addirittura membri della famiglia imperiale, visto che ci troviamo
nell’area dell’antica proprietà imperiale di Lorium, la cui esatta conoscenza dei confini è però a
tutt’oggi incerta.
Tale ricchezza di decorazioni pavimentali e parietali si diffonde nelle ville a partire dalla prima
metà del I secolo dopo Cristo e possiamo immaginare che l’edificio sia stato progressivamente
lasciato dal III secolo, cioè nello stesso periodo in cui la famiglia imperiale abbandonava questi
luoghi. A una più sicura cronologia, come a un possibile riuso in funzione rustica o abitativa, si
potrà giungere solo dopo un approfondito studio complessivo di tutti i reperti trovati, che
permetta di inserire questa villa nel più ampio contesto storico del territorio.
S T ORI A E GE OGRAF I A DE I L UOGHI
Il XIII Municipio occupa una parte di paesaggio, compreso tra il III miglio delle antiche vie Aurelia
e Cornelia (in parte ripresa dalla via di Boccea) e il fiume Arrone, caratterizzato da colline più o
meno elevate e con declivi scoscesi, a causa della rete idrografica caratterizzata da fossi e torrenti
che alimentano i due grandi affluenti del fiume Tevere, il Rio Galeria e l’Arrone.
Negli anni il territorio all’interno e a ridosso del Grande Raccordo Anulare è stato investito da una
forte spinta urbanistica: dalle originarie borgate nascono i quartieri Aurelio, Trionfale, Primavalle,
Boccea, Monte Spaccato, Massimina e Casalotti. Tale urbanizzazione se da un lato ha consumato
irrimediabilmente parti di paesaggio dall’altro ha permesso l’individuazione di evidenze
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archeologiche che raccontano di un territorio che dall’età repubblicana è stato occupato
attraverso piccoli centri, e fattorie per lo sfruttamento agricolo. In età imperiale, lungo le antiche
vie Aurelia e Cornelia, nascono impianti residenziali destinati al controllo del territorio e all’otium
dei proprietari che vedono la presenza di prestigiose famiglie di Roma tra cui gli Aurelii e gli Arrii,
rispettivamente famiglia paterna e materna del futuro imperatore Antonino Pio.
Più incontaminata resta ancora oggi l’area esterna al GRA, racchiusa per buona parte all’interno
della tenuta di Castel di Guido nonché parte della riserva del litorale romano, ancora destinata
all’agricoltura e al pascolo. Qui è documentata la presenza di Lorium, un’antica stazione di posta
al XII miglio della Via Aurelia, ricordata dalle fonti anche come sede del palazzo imperiale degli
Antonimi, particolarmente caro ad Antonino Pio che vi trascorse la sua fanciullezza, vi eresse una
residenza e dove morì, un luogo che Marco Aurelio avrebbe frequentato assiduamente.
La presenza della proprietà imperiale incentivò la realizzazione di dimore di rango, come la villa
appena rinvenuta, documentate da stazioni termali e impianti residenziali già noti nelle vicinanze,
presso la villa delle Colonnacce e la villa delle Olivelle, anch’esse segnalate in seguito a scavi
clandestini e scavate dalla Soprintendenza archeologica di Roma.
Parrebbe quindi comune la sorte delle più importanti scoperte di questo territorio: un intervento
abusivo, che in parte distrugge l’evidenza archeologica e con essa il suo portato storico e
culturale, rappresenta però l’occasione di intervenire e collocare un altro tassello per la
ricostruzione dell’occupazione antica in quest’area del suburbio romano. Ovviamente solo grazie
all’intervento tempestivo da parte della Soprintendenza che vigila costantemente sul territorio ma
anche alla presenza di un tessuto sociale che, per alcuni aspetti e in alcuni casi, si impegna nella
salvaguardia dei luoghi grazie all’opera diffusa di associazioni presenti nell’area e cittadini
coscienziosi che segnalano le attività illegali.
(giugno 2026)
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