Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

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Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 7) Robert Koch medico, batteriologo e microbiologo- Premio Nobel per la Medicina nel 1905

Premessa-Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Ospedale Spallanzani di Roma- 7) Il nome di Robert Koch è legato allo studio della tubercolosi, per la quale cercò di preparare una sostanza in grado di combatterla. Premio Nobel per la Medicina nel 1905Questo reportage, come quelli a seguire, vuole essere un  viaggio che documenta e racconta la storia di un quartiere di Roma: Portuense-Vigna Pia e i suoi  Dintorni con scatti fotografici che puntano a fermare il tempo in una città in continuo movimento. Non è facile scrivere, con le immagini di una fotocamera, la storia di un quartiere per scoprire chi lascia tracce e messaggi. Ci sono :Graffiti, Murales, Saracinesche dipinte, Vetrine eleganti che sanno generare la curiosità dei passanti ,il Mercatino dell’usato, il Mercato coperto, le Scuole, la Parrocchia, il Museo, la Tintoria storica della Signora Pina, la scuola di Cinema, la scuola di Musica, le Palestre , il Bistrò ,i Bar ,i  Ristoranti, le Pizzerie e ancora i Parrucchieri e gli specialisti per la cura della persona e come non ricordare l’Ottica Vigna Pia .Non mancano gli  Artigiani e per finire, ma non ultimo, il Fotografo “Rinaldino”   . Il mio intento è di presentare un “racconto fotografico”  che ognuno può interpretare e declinare con i suoi ”Amarcord” come ad esempio il rivivere “le bevute alla fontanella”, sita all’incrocio di Vigna Pia-Via Paladini, dopo una partita di calcio tra ragazzi ,oppure ricordando i “gavettoni di fine anno scolastico. Infine, vedendo il tronco della palma tagliato, ma ancora al suo posto, poter ricordare, con non poca tristezza, la bellezza “antica” di Viale di Vigna Pia.

Franco Leggeri Fotoreportage-Murales Ospedale Spallanzani di Roma – Robert Koch: una vita per la scienza

 Roma,lungo via Folchi  ,con inizio dalla via Portuense, si trovano i Murales  che raffigurano gli scienziati  che hanno combattuto e vinto le battaglie contro le malattie infettive. Eroi veri, ma dimenticati  su questo muro di cinta . I Murales ora rischiano il degrado e la “polverizzazione” dell’intonaco. Il muro di cinta  dell’Ospedale “Lazzaro Spallanzani”, lato via Folchi, fa da “sostegno” e “tela” ai murales realizzati in questi 270 metri. L’Opera fu iniziata nel febbraio  del 2018 e completata  e inaugurata  il 3 maggio dello stesso anno. Nei Murales sono immortalati i 13 volti di Scienziati che hanno scritto la storia della ricerca sulle malattie infettive. Il progetto dei Murales,  finalizzato a celebrare gli 80 anni della struttura ospedaliera, è stato realizzato grazie alla collaborazione fra la Direzione dello Spallanzani e l’AssociazioneGraffiti Zeroche promuove l’integrazione fra la Street Art e i luoghi che la ospitano. Unica grave pecca ,ahimè, non vi è immortalata nessuna donna.

Franco Leggeri Fotoreportage- Ospedale Spallanzani di Roma

Verranno pubblicati le foto dei Murales  di tutti i 13 scienziati , uno alla volta, questo al fine di poter evidenziare la biografia e la loro Opera in maniera  più completa possibile.  Le biografie pubblicate a corredo delle foto sono prese da Enciclopedio Treccani.on line eWikipedia

Links: Käfige mit Versuchstieren, rechts: ein Brutschrank, Person: Robert Koch [11.12.1843 – 27.05.1910], Deutscher Arzt und Bakteriologe, Datierung: um 1890, Material/Technik: Holzstich, koloriert, , Copyright: bpk

Robert Koch e la tubercolosi

Il nome di Robert Koch è legato allo studio della tubercolosi, per la quale cercò di preparare una sostanza in grado di combatterla.

Robert Kochnasce a Clausthal, inGermanianel 1843, figlio di un ingegnere minerario. Bambino precoce e molto intelligente, a 19 anni entra all’Università di Göttingen per studiare medicina con ilProfessoreHenle; questi sostiene che lemalattie infettivesono provocate da organismi vivi.

È a partire da questa affermazione, insieme all’esperienza che egli stesso si farà nel campo dellamicrobiologia, che Koch enuncerà quelli che oggi sono conosciuti come ‘Postulati di Koch’e che trattano delle condizioni necessarie per poter affermare che un particolareBatterioè causa di una determinata malattia.

Dr. Robert Koch, of the Institute of Hygiene, Berlin, Discoverer of the Cure for Consumption’, 1890. From “The Graphic. An Illustrated Weekly Newspaper”, Volume 42. July to December, 1890. Creator: Unknown. (Photo by The Print Collector/Heritage Images via Getty Images)

I primi studi di Robert Koch

Laureatosi, Koch trascorre un periodo limitato aBerlinoper studiare chimica e poi fa una sorta di tirocinio all’ospedale Generale di Amburgoprima di esercitare privatamente.

I primi studi di ricerca Koch li compie sulbacillo del carbonchio. Egli si trova, in questo periodo, nel Wollenstein, dove il carbonchio provoca numerose epidemie tra i bovini. Non ha contatti con altri ricercatori, né accesso a biblioteche, quindi deve contare sulle sue sole forze. Koch riesce a provare che è proprio ilbacillo del carbonchioa provocare la malattia: egli inocula in alcunitopiilSangueprelevato dalla milza di animali malati ed in altri il sangue prelevato dalla milza di animali sani dimostrando che i topi ai quali è stato inoculato sangue infetto si sonoammalati, quelli ai quali è stato inoculato sangue sano no.

Ma va anche oltre. Riesce a produrre una coltura di bacilli delcarbonchiofacendoli crescere e moltiplicare nell’umore acqueo dell’occhio di unbovino, riuscendo così a dimostrare che ibacillisi riproducono e causano la malattia anche senza il contatto con alcunanimale, perché hanno la capacità di resistere quando le condizioni sono avverse producendo dellesporeche poi, in condizioni favorevoli, produrranno di nuovo i bacilli.

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La ricerca contro la tubercolosi

Tra il 1883 ed il 1884 Koch si dedica allo studio del vibrione delcolerae alla sua diffusione, e formula delle linee guida che sono ancora oggi ritenute valide. Si dedica poi allo studio di una malattia per quell’epoca molto comune e molto grave, alla quale resterà legato il suo nome, latubercolosi.

Egli cerca di preparare unasostanzache potesse essere utilizzata conscopi terapeuticicontro questa malattia. Questa sostanza, che egli chiameràtubercolina, viene ricavata dal bacillo stesso dellaTubercolosie, sebbene non abbia il risvolto terapeutico valido sperato, è ancora oggi utilizzata (chiaramente prodotta con tecniche più all’avanguardia) a scopo diagnostico.

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Lo studio dellatubercolosie del batterio che la provoca lo porterà anche a sostenere, a ragione anche se nessuno gli crederà, alCongresso Medico sulla Tubercolosisvoltosi a Londra nel 1901, che il batterio che causa la tubercolosi umana e quello che causa la tubercolosi bovina sonodifferenti.

Laricercadi Robert Koch, alla fine del XIX secolo, si sposta poi inAfrica meridionale. Qui egli si reca per studiare e fermare la peste bovina. Purtroppo l’impresa non riesce perché la malattia è provocata da unvirus(troppo piccolo per essere visto da unmicroscopio non elettronico) e non da un batterio, ma Koch riesce comunque a limitare ilcontagiograzie ad una specie di vaccinazione che egli ottiene inoculando la bile prelevata dalla milza degli animali infettati.

Sempre in Africa, egli si dedica anche allo studio di altre malattie, quali lamalaria, la spirochetosi, la tripanosomiasi.

Nella sua vita, Koch viene insignito di molteplici onorificenze, ottiene unalaureahonoris causaeall’Università di Bologna e conquista l’ambito PremioNobel per la Medicinaper lo studio della tubercolosi nel 1905. Muore a Bade-Baden il 27 maggio del 1910.

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Robert Koch: una vita per la scienza

Geheimrat Robert Koch nacque nel 1843 a Clausthal, nelle odierna Germania centro-settentrionale. Figlio di un ingegnere minerario, rivelò fin da bambino la sua intelligenza e perseveranza imparando a leggere da solo all’età di 5 anni.

Robert Koch: una vita per la scienza ,studiò la tubercolosi,Premio Nobel per la Medicina nel 1905

A 19 anni intraprese gli studi di Medicina all’Università di Göttingen, ove ebbe come maestro il prof. Henle. Questi, che da tempo andava sostenendo, contrariamente all’opinione comune, che le malattie contagiosa erano provocate da “organismi vivi parassiti”, senza dubbio influenzò la nascente personalità scientifica del giovane allievo.

Dopo un breve periodo a Berlino per lo studio della Chimica e un soggiorno di studio all’Ospedale Generale di Hamburg, Koch incominciò a esercitare privatamente la professione di medico. Questa attività non gli impedì di interessarsi a numerosi altri argomenti, quali ad esempio l’archeologia e l’antropologia.

Franco Leggeri Fotoreportage-Roma -Ospedale Lazzaro Spallanzani

I primi lavori fondamentali, eseguiti con penuria di mezzi e in condizioni disagiate, riguardarono il carbonchio ematico degli animali. Tali lavori furono coronati dalla dimostrazione, attraverso l’infezione sperimentale del topo, che il bacillo del carbonchio presente nella milza degli animali morti era l’agente causale della malattia. Successivamente, Koch riuscì a isolare e a coltivare in coltura pura il bacillo, usando come terreno di coltura l’umore acqueo dell’occhio di bovino. Egli dimostrò anche la formazione delle spore e ne documentò la straordinaria resistenza nell’ambiente.

Robert Koch: una vita per la scienza ,studiò la tubercolosi,Premio Nobel per la Medicina nel 1905

Nel 1880 Koch, già famoso, divenne membro del “Reichs-Gesundheitsamt” (Imperial Ufficio per la Salute) a Berlino; quivi ottenne finalmente mezzi adeguati alle sue capacità, e si dedicò allo studio dei terreni di coltura e della colorazione dei batteri. Risale a questo periodo (1881-82) la messa a punto di nuove metodiche per la coltivazione e l’ottenimento in coltura pura dei batteri ed, in particolare, del bacillo della tubercolosi dell’uomo.

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L’esperienza acquisita e le grandi capacità analitiche permisero a Koch di rivedere i principi fondamentali – già proposti in precedenza da Henle – riguardanti le condizioni necessarie per poter dichiarare che “un determinato batterio è causa di una determinata malattia”. Tali principi sono passati alla storia come «Postulati di Koch».

A questi studi seguì un breve ma intenso e proficuo intervallo (1883-84) dedicato allo studio del colera e delle modalità di diffusione del vibrione nell’ambiente. Anche in questo campo Koch si distinse per la sua attività di «pioniere» della microbiologia, formulando alcune linee-guida per il controllo della malattia che vennero ben presto approvate e adottate in numerosi Stati e che, nella sostanza, ancor oggi vengono seguite.

Successivamente Koch riprese gli studi sulla tubercolosi che, a quel tempo, rappresentava una delle malattie più gravi e frequenti. Gli studi vennero rivolti alla preparazione di una sostanza derivata dal bacillo della tubercolosi, denominata «tubercolina», che Koch riteneva provvista di attività terapeutica. Ben presto tale attività si rivelò inesistente, ma la tubercolina si rivelò, in seguito, straordinariamente utile a scopo diagnostico (e lo è ancor oggi, seppure purificata e prodotta con tecniche più sofisticate di quelle di Koch).

Nel 1896 Koch ebbe l’occasione di soggiornare nell’Africa meridionale allo scopo di studiare l’origine di una terribile malattia dei ruminanti: la peste bovina. Koch non riuscì nel difficile intento (la peste bovina è sostenuta non da un batterio bensì da un virus); tuttavia, riuscì a limitare l’estensione dei focolai e a rallentare la diffusione della malattia attraverso una sorta di vaccinazione che consisteva nell’inoculare agli animali sani bile prelevata da animali ammalati.

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In questi anni Koch giunse alla conclusione che la tubercolosi dell’uomo e del bovino erano sostenute da batteri differenti, e difese strenuamente la sua opinione (che oggi sappiamo essere esatta) contro lo scetticismo o l’avversione dei più al Congresso Medico sulla Tubercolosi tenutosi a Londra nel 1901.

Rappresentano punti fermi nella storia della Medicina altri studi compiuti da Koch, prevalentemente nel continente africano, su numerose malattie: malaria, surra, spirochetosi, tripanosomiasi, babesiosi.

Koch raccolse, durante la sua non lunghissima vita, innumerevoli premi e onorificenze, compresa una laureaad honorempresso l’Università di Bologna. Nel 1905 venne insignito del premio Nobel per la Medicina per gli studi eseguiti sulla tubercolosi.

Robert Koch si spense a Baden-Baden il 27 maggio 1910, all’età di 67 anni.

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