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Cia -Agricoltori Italiani e Libera insieme contro le mafie: al via nuovo protocollo di collaborazione

Roma-Cia-Agricoltori Italianie Libera-Riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, promozione dell’etica della responsabilità, educazione alla legalità democratica con studenti e giovani, contrasto ad agromafie e caporalato, tutela dei diritti attraverso un sistema di servizi dedicato. È su questi assi strategici che si fonda il nuovo protocollo di collaborazione siglato tra Cia-Agricoltori Italiani e Libera per il triennio 2026-2028.

don Luigi Ciotti

L’intesa punta a rafforzare strumenti concreti di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata, con particolare attenzione al mondo agricolo e rurale, promuovendo al tempo stesso coesione territoriale ed economia responsabile.

Cristiano Fini- Presidente Cia

“Questo protocollo rafforza un’alleanza strutturata tra il mondo agricolo e l’impegno civile per costruire un Paese più giusto e libero dalle mafie -spiegano il presidente di Cia, Cristiano Fini, e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti-. La collaborazione tra le due organizzazioni nasce oltre vent’anni fa e si è consolidata nel tempo attraverso un impegno condiviso e continuo. Ora compiamo un passo ulteriore. Mettiamo al centro la legalità come condizione imprescindibile di giustizia sociale e ambientale, la responsabilità come metodo e la tutela delle persone come priorità. Rafforziamo una presenza concreta nei territori più esposti alle pressioni criminali, incoraggiando partecipazione attiva e offrendo soluzioni reali. Perché la legalità non è un principio astratto: è la condizione per garantire diritti, imprese sane e comunità più forti”.

Nel dettaglio, primo obiettivo dell’accordo resta il riutilizzo produttivo e sociale dei beni confiscati alle mafie, a 30 anni di distanza dall’approvazione della legge 109/96. Un percorso che rappresenta un doppio riscatto: da un lato restituisce alla collettività ciò che è stato sottratto illegalmente, affermando un principio di giustizia sociale; dall’altro crea opportunità di lavoro e di impegno civile, soprattutto per i giovani, in un settore strategico come quello agricolo. In questo ambito, Cia continuerà a mettere a disposizione competenze, consulenza e assistenza, accompagnando le realtà coinvolte sia nella fase di avvio sia in quella di gestione dei beni.

            Accanto a questo, le due organizzazioni rafforzeranno le attività di studio e ricerca sui fenomeni criminali che interessano il comparto agricolo, con particolare attenzione alle agromafie. Sarà approfondita l’analisi delle intimidazioni e degli atti di illegalità che colpiscono le aziende del settore, per individuare strumenti efficaci di tutela, in collaborazione con le autorità competenti. Contemporaneamente, saranno avviate iniziative condivise di formazione e ricerca sul caporalato, anche in collaborazione con altre associazioni, tramite il ricorso a fondi nazionali, europei e privati, per potenziare le azioni di prevenzione e contrasto.

Un capitolo centrale riguarda l’educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile. Cia e Libera, già presenti nel sistema educativo italiano, svilupperanno iniziative comuni nel mondo della scuola e dell’università. In questo quadro, si conferma il sostegno al progetto “E!State Liberi!”, i campi di impegno e formazione sui beni confiscati, così come la partecipazione al raduno nazionale dei giovani di Libera e ai percorsi dedicati alle politiche giovanili. L’intesa prevede, inoltre, l’adesione attiva alla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebra ogni anno il 21 marzo, promuovendo la partecipazione delle strutture territoriali di Cia.

Infine, il sistema dei servizi di Cia -dal Patronato Inac al Caf- sarà messo a disposizione degli associati alla rete nazionale di Libera, potenziando accoglienza e ascolto per garantire un servizio sociale di qualità, capace di tutelare diritti, dignità e bisogni delle persone. 

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Lazio

Comune di Tarquinia l’incontro con alcuni componenti dell’equipaggio Handala e Freedom Flotilla

Tarquinia (Viterbo)-Il 3 ottobre p.v. alle 17.00, l’Aula consiliare del Comune di Tarquinia ospiterà un incontro promosso da Semi di Pace ODV e dalla Sezione Comunale A.N.P.I. “10 giugno ‘44”, con alcuni componenti dell’equipaggio della barca Handala, della Freedom Flotilla Coalition, che ha cercato di rompere il blocco degli aiuti umanitari a Gaza per portare sollievo alle disperate condizioni del popolo palestinese.

Città di Tarquinia (Viterbo)-Palazzo Comunale


Protagonista dell’incontro sarà Antonio Mazzeo, giornalista e attivista per i diritti umani. Con la sua testimonianza sarà possibile ripercorrere le tappe della trentasettesima missione umanitaria e civile della Freedom Flotilla e avere aggiornamenti sull’attuale missione della Global Sumud Flotilla, in navigazione verso Gaza e su cui è imbarcato Antonio La Piccirella; con lui si tenterà di stabilire un collegamento on line.
L’evento, che ha il patrocinio del Comune di Tarquinia e sarà aperto dal saluto del Sindaco, verrà preceduto alle ore 16.45 da un flash mob in piazza Matteotti, dove verrà rappresentato “il dolore e il lutto di Gaza”: siete tutti invitati a portare dei piccoli peluches da lasciare a terra in segno di solidarietà e vicinanza al popolo palestinese. I peluches verranno poi donati ai bimbi delle missioni umanitarie di Semi di Pace.
L’iniziativa è sostenuta anche da Emergency, Amici della Mezza Luna Rossa palestinese, GLAM, Ambasciatrici e Ambasciatori di Pace UCEBI, Tavolo per la Pace di Viterbo, Arci di Viterbo, Nuove Cittadinanze Viterbo, LIBERA, A.N.P.I. provinciale di Viterbo e molte sezioni comunali dell’Alto Lazio.

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Italia

Torino-Per non morire un’altra volta -Accendiamo i riflettori sul processo per la strage da eternit di Casale Monferrato

Torino-27 novembre 2024-Casale Monferrato «Oggi dal Tribunale di Torino è partita la campagna nazionale ECOGIUSTIZIA SUBITO, IN NOME DEL POPOLO INQUINATO. In concomitanza dell’udienza del processo d’appello bis per i morti causati dall”amianto dell’ETERNIT di Casale Monferrato. Articolo 21 partecipa al presidio in solidarietà alle famiglie ed alle vittime della ETERNIT, per chiedere maggiore attenzione su questa drammatica vicenda e sostiene le ragioni della campagna promossa da Legambiente insieme ad ARCI ,ACLI ,LIBERA, AGESCI, perché vengano risanate senza ulteriori indugi tutte le aree avvelenate da un capitalismo senza scrupoli e da una politica troppo spesso pavida se non collusa. Mai più uno ‘sviluppo’ falso che non tenga in conto le ragioni dell’ambiente, dei lavoratori e delle lavoratrici, del futuro di chi verrà». Sono le parole di Davide Mattiello del circolo Articolo 21 Piemonte, raccolte stamane 27 novembre all’esterno del tribunale di Torino.

Il processo per la strage di Casale Monferrato sta per finire, avvolto da un cono d’ombra dell’informazione. Riportiamo di seguito l’appello dei familiari delle vittime e aderiamo alla richiesta di dare visibilità a questa fase, determinante, del procedimento penale.

Di seguito l’appello integrale

«Siamo alle udienze finali del processo Eternit bis in Corte d’Assise di Torino (appello) dove si procede nei confronti di Stephan Schemidheiny proprietario della Eternit e imputato della strage di lavoratori e abitanti di Casale Monferrato e del suo territorio. Sono 392 le vittime di questo procedimento penale dove la Procura Generale ha impugnato la sentenza di primo grado pronunciata dalla Corte d’Assise di Novara, nella quale il reato contestato è stato derubricato da omicidio doloso a omicidio colposo aggravato, condannandolo alla pena di 12 anni di carcere e ad un centinaio di milioni di euro di provvisionali alle parti costituite. Nelle udienze di novembre la Procura ha ribadito la sussistenza del dolo e per queste ragioni ha chiesto per l’imputato l’ergastolo. Ma un silenzio assordante circonda tutta questa fase processuale. L’informazione rimane in ambito regionale dove Rai3 e La Stampa fanno il possibile per estendere la comunicazione a livello più ampio. Siamo prossimi alla sentenza. C’è l’urgenza e la necessità di riaccendere i riflettori su una tragedia che si sta ancora drammaticamente consumando. Oltre 441 nuove vittime si sono nel frattempo aggiunte in questi ultimi 8 anni e non fanno parte di questo procedimento penale. È aberrante che la TV di Stato, i giornali e i quotidiani nazionali non diffondano i numeri di questa strage».

AIUTATECI-Nicola PondranCGIL Piemonte-Giuliana BustoPresidente AFEVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto)

Fonte –Riforma.it-Il quotidiano on-line delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi in Italia.

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