LNDC Animal Protection

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LAV- Lndc Animal Protection :Nella Regione Lazio mucche uccise a fucilate nell’ambito del piano contenimento. Fermare questa barbarie!

Roma- LAV – Lndc Animal Protection -Contro le sospette uccisioni di animali liberi “inselvatichiti” nei Comuni di Carpineto Romano e Montelanico, diffuse dall’associazione Lndc Animal Protection alla stampa, LAV ha depositato con urgenza motivi aggiunti al ricorso già pendente davanti al TAR del Lazio, chiedendo una sospensiva immediata per bloccare questa vera e propria esecuzione a colpi di fucile.

LAV

“I destinatari dei provvedimenti di abbattimento impugnati sono mucche, cavalli e capre nel tempo abbandonati a loro stessi e ora vittime di un sistema che preferisce sparare invece di assumersi le proprie responsabilità”, dichiaraLorenza Bianchi responsabile Area Animali negli Allevamenti di LAV.

I Comuni interessati, infatti, hanno avviato operazioni di uccisione sul territorio a pochi passi dalle abitazioni, ben prima che il TAR potesse verificare la legittimità o meno delle misure adottate. Le Linee guida regionali e la Deliberazione della Regione Lazio che hanno stanziato 600mila euro per il “contenimento della fauna inselvatichita” sono oggetto del ricorso presentato da LAV, il cui esame è fissato per il 3 dicembre prossimo.

“È assurdo che risorse pubbliche di questa entità vengano spese per uccidere animali, invece di destinare quei fondi a piani di gestione non cruenta, alla sorveglianza del territorio e alla tutela della salute e del benessere degli animali loro malgrado coinvolti”, prosegue Bianchi di LAV.

Patrizia Prestipino, Garante per la tutela e il benessere degli animali di Roma Capitale

La vicenda ha suscitato allarme anche in Parlamento: infatti l’On. Patrizia Prestipino ha richiamato il tema in Aula alla Camera.Queste uccisioni sono una scelta crudele e ingiustificata, che nulla ha di legittimo e ancor meno di etico. LAV chiede al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e ai Comuni coinvolti di sospendere immediatamente ogni operazione e di adottare soluzioni realmente rispettose degli animali e della legge. 

 Lucrezia QuadriPress Office Assistant

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Lazio

Roma-SFATTORIA DEGLI ULTIMI. ENPA, LNDC Animal Protection, LAV e Rete dei Santuari le Associazioni denunciano mancanze della Regione Lazio e chiedono interventi

Roma Capitale-06 settembre 2025-ENPA, LNDC Animal Protection, LAV e Rete dei Santuari hanno inviato alla una lettera alle istituzioni competenti denunciando le gravi carenze nella gestione degli animali sequestrati presso “La Sfattoria degli Ultimi”. Mentre il Comune di Roma ha attivato risorse e servizi per quanto di sua competenza, la Regione Lazio continua a non assumersi le proprie responsabilità, lasciando il peso dell’assistenza sugli animali a volontari già allo stremo.

Le associazioni ENPA, LNDC Animal Protection, LAV e Rete dei Santuari hanno scritto alle istituzioni coinvolte per segnalare le gravi criticità nella custodia degli animali sequestrati presso la struttura “La Sfattoria degli Ultimi”. La gestione attuale, caratterizzata da disorganizzazione e mancanza di risorse, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di animali già in condizioni di salute precarie.

Se da un lato il Comune di Roma ha risposto attivando un veterinario, stanziando fondi per cibo e materiali e garantendo un costante dialogo con i volontari, dall’altro lato emerge in tutta la sua gravità l’inerzia della Regione Lazio. Gli animali sotto la sua custodia – nello specifico cinghiali e ibridi – sono infatti assistiti esclusivamente grazie agli sforzi straordinari e ormai insostenibili dei volontari. Una situazione inaccettabile, che evidenzia la mancata assunzione di responsabilità da parte della Regione, nonostante l’obbligo giuridico e morale di garantire cure adeguate.

Le associazioni denunciano inoltre ritardi nelle profilassi sanitarie e la promiscuità tra maschi e femmine che rischia di provocare nuove nascite incontrollate. A ciò si aggiungono problemi strutturali – dalla rete elettrica pericolante alla carenza di recinti adeguati, dagli accessi alle stalle completamente bloccati che impediscono agli animali di uscire liberamente alla mancata gestione dei rifiuti – e l’assenza di un piano organizzativo e di gestione economica. Tutti questi problemi devono essere risolti con il coinvolgimento diretto e l’intervento attivo dell’ARSIAL, agenzia della Regione Lazio e proprietaria della struttura.

“Non è ammissibile che il destino di animali già segnati da sofferenze e abbandono dipenda unicamente dalla buona volontà dei cittadini e dei volontari” – dichiarano le Associazioni. “La Regione Lazio deve assumersi subito le proprie responsabilità e garantire risorse, personale e cure adeguate. Abbiamo scritto una lettera alla Regione e all’ARSIAL evidenziando tutte le criticità, ma non abbiamo ricevuto risposta. Ogni ulteriore ritardo non solo peggiora le condizioni degli animali, ma rappresenta un grave fallimento delle istituzioni nel rispettare il proprio ruolo di custodi della legalità e del benessere animale.”

Le associazioni chiedono quindi alla Regione l’attivazione immediata di un tavolo di concertazione e interventi concreti per assicurare cure veterinarie costanti, approvvigionamenti stabili, la separazione immediata degli animali per evitare nuove nascite e lavori di messa in sicurezza e adeguamento della struttura, nell’interesse primario degli animali e nel rispetto dei loro diritti fondamentali.

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AbruzzoItalia

Cervi d’Abruzzo:sono ancora salvi e la caccia resta sospesa!Grande vittoria delle Associazioni-LNDC Animal Protection-LAV e WWF Italia

Roma- 11 novembre 2024-Cervi d’Abruzzo:Grande vittoria delle associazioniLAV, LNDC Animal Protection e WWF Italiache hanno illustrato davanti al massimo organo di giustizia amministrativa le loro ragioni a difesa dei cervi, ottenendo un riscontro positivo. Questa pronuncia potrà rappresentare un importante precedente per il futuro.

I cervi sono salvi grazie a questo importante provvedimento. L’ udienza che il Consiglio di Stato chiede di fissare al TAR Abruzzo sarà il prossimo step da superare.

Il Consiglio di Stato infattiha accolto il ricorso presentato da noi di LAV, con LNDC Animal Protection e WWF Italiae ha confermato la sospensione della delibera della Giunta Regionale che disponeval’uccisione di 469 cervi, cuccioli compresi. La vicenda aveva suscitato grande indignazione anche al di fuori del mondo animalista e ambientalista, raccogliendo appelli da parte di numerose personalità dell’arte e della cultura, oltre a 136mila firme con una petizione online e decine di migliaia di e-mail di protesta inviate dai cittadini all’amministrazione regionale.

Si tratta di un precedente importante per chiarire che la programmazione venatoria deve essere fondata su dati certi, raccolti nelle modalità previste dalla legge. Cosa che non è avvenuta in questo caso, come conferma questa pronuncia del Consiglio di Stato. Una pronuncia che potrà valere anche per altre Regioni e riguardanti altri animali.Avv. Michele Pezone (LNDC, LAV e WWF)

Noi di LAV, con LNDC e WWFesprimiamo soddisfazione per il risultatoottenuto in difesa di animali che rischiavano di essere uccisisenza alcun motivo reale, se non per fare l’ennesimo regalo alla lobby venatoria che rappresenta un bacino elettorale importante per una certa parte politica.

Il fatto che il Consiglio di Stato abbia ritenuto valide le nostre ragionici riempie di soddisfazioneperché è la dimostrazione che eravamo e siamo nel giusto. Il Consiglio di Stato rimane un baluardo di legalità e di rispetto delle norme, sempre prezioso quando si tratta di arginare politiche che vanno contro gli animali e l’ambiente. Dedichiamo questa vittoria alle centinaia di migliaia di cittadini che hanno sostenuto le nostre iniziative a favore dei cervi abruzzesi e ai milioni di turistiche ogni anno affollano la Regione attratti dalla sua natura e dagli animali selvatici che la popolano.Associazioni

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AbruzzoLa voce di tutti

Caccia al Cervo: il TAR Abruzzo respinge la richiesta di sospensiva presentata dalle Associazioni

L’Aquila- 9 ottobre 2024-Questa mattina si è svolta davanti al TARAbruzzodi L’Aquila l’udienza sul ricorso amministrativo presentato dalle Associazioni LAV, LNDC Animal Protection , WWF Italia, contro la delibera della Giunta abruzzese che consentirà la caccia al Cervo in Abruzzo. L’ordinanza del TAR ha respinto la domanda di tutela cautelare e la richiesta delle Associazioni.

Cervi in Abruzzo

“Con profonda delusione prendiamo atto del pronunciamento del TAR – commentano le Associazioni – In questi mesi si è atteso invano un confronto sia tecnico sia politico con l’amministrazione regionale che oggi si assume la responsabilità di aver reso cacciabile il Cervo in Abruzzo.”

Ora il destino dei 469 cervi in Abruzzo è segnato, dal 14 ottobre potranno essere uccisi dai cacciatori.

La campagna svolta dalle Associazioni in questi due mesi ha coinvolto migliaia di cittadini, più di 134.000 le firme sulla petizione on line, 60.000 i cittadini che hanno scritto direttamente al Presidente Marsilio per chiedere lo stop alla caccia. Tante le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo e le cooperative del turismo naturalistico che si sono unite all’appello per salvare i cervi, ma nulla ha potuto far tornare la Giunta Marsilio sui suoi passi. E nemmeno il pronunciamento del TAR di oggi sospende la delibera regionale.

Certo, la Regione può ancora tornare sui suoi passi, ma finora questa volontà non è emersa. 

Resta il rammarico di non aver potuto impedire la mattanza dei cervi che avverrà solo perché l’amministrazione regionale, utilizzando il pretesto dei danni all’agricoltura e degli incidenti stradali imputati ai cervi, argomenti che le associazioni hanno smontato – dati alla mano – nel corso delle audizioni in 3° Commissione Consiliare, ha deciso di effettuare un piano venatorio, di caccia di selezione e non un piano di contenimento di animali che causano danni, come riportano chiaramente i documenti, anche se spesso la discussione si è spostata su questo terreno. Si dimostra così il primario interesse della Regione: soddisfare le richieste dei cacciatori che vogliono svolgere quella che la Legge nazionale considera un’attività ludico-sportiva e che comporterà un vero e proprio massacro dei cervi in Abruzzo.

“Ora – concludono le Associazioni – stiamo valutando se ricorrere al Consiglio di Stato, non possiamo tollerare che gli animali possano essere consegnati al piombo dei cacciatori. Intanto ringraziamo tutte le persone che ci hanno sostenuto in questa campagna in difesa del Cervo in Abruzzo, invitandole a continuare a seguire le iniziative che proveremo a mettere in atto e coltivare ogni giorno l’impegno in difesa della natura”.

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