Femminicidio, Rachele Mussolini (FI): “Classifica Treccani sconfessa Vannacci e conferma percezione gravità fenomeno”
Roma – Così la Capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini:”Quando Vannacci afferma che il reato di femminicidio non serve e che per lui andrebbe abolito afferma un qualcosa di totalmente contrario alla realtà e al sentire comune.

Lo dimostra, purtroppo, il recente assassinio della povera Tania Terrin la sera di Ferragosto e il fatto che la parola femminicidio sia la più consultata sul sito della Treccani nell’anno 2026, dato emblematico di come il fenomeno in oggetto sia largamente e fortemente percepito tra le italiane e gli italiani con preoccupazione e inquietudine, nonostante il calo degli omicidi di genere annunciato dal Viminale.
Un tema, dunque, che continua a suscitare grande apprensione e sul quale, a livello capitolino, mi sono sempre battuta con convegni, iniziative e atti istituzionali nel segno di una maggiore sicurezza e contro la violenza di genere.
L’introduzione dell’art. 577-bis del codice penale che ha istituito lo specifico reato di femminicidio va certamente nella direzione giusta, ma non basta. Occorre intervenire anche e soprattutto sulla prevenzione, in particolar modo verso i più giovani, attraverso corsi di educazione affettiva volti a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica su un tema sul quale, ad oggi, continua a esserci una scarsa consapevolezza e una ricerca spasmodica di informazioni, come confermato dalla Treccani”.
Lo dichiara, in una nota, la capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini.
Rachele Mussolini: prevenzione e educazione affettiva contro la violenza di genere
Rachele Mussolinisottolinea come la lotta alla violenza di genere non possa esaurirsi nell’introduzione di nuove fattispecie di reato o nell’inasprimento delle pene. SecondoRachele Mussolini, accanto agli strumenti giudiziari è necessario rafforzare una strategia di prevenzione capace di intervenire prima che situazioni di disagio, controllo e violenza possano degenerare.
Nel suo intervento,Rachele Mussolinirichiama in particolare l’importanza dell’educazione affettiva rivolta alle nuove generazioni. Scuola, famiglia e istituzioni possono svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere una cultura fondata sul rispetto reciproco, sulla consapevolezza dei propri comportamenti e sulla capacità di riconoscere tempestivamente i segnali di una relazione malsana.
La riflessione diRachele Mussoliniparte anche dai dati relativi all’interesse degli italiani verso il tema del femminicidio e della violenza di genere. Il riferimento alla classifica della Treccani viene utilizzato per evidenziare come la crescente ricerca di informazioni dimostri che si tratta di un argomento ormai centrale nel dibattito pubblico. PerRachele Mussolini, tuttavia, la maggiore attenzione mediatica deve trasformarsi in conoscenza e strumenti concreti di prevenzione.
Rachele Mussolini: «La sicurezza passa anche dalla cultura»
L’impegno diRachele Mussolinisul tema della sicurezza e del contrasto alla violenza di genere si è sviluppato anche attraverso iniziative istituzionali e momenti di confronto organizzati a livello capitolino. L’obiettivo, spiega la consigliera, è mantenere alta l’attenzione su un fenomeno che continua a rappresentare una delle emergenze sociali più delicate.
PerRachele Mussolini, infatti, la risposta delle istituzioni deve essere necessariamente articolata: da una parte la certezza dell’intervento giudiziario nei confronti di chi commette violenza, dall’altra un investimento costante sulla formazione e sulla prevenzione. In questa prospettiva, l’educazione affettiva può diventare uno degli strumenti attraverso cui aiutare i più giovani a comprendere il significato di rispetto, consenso, autonomia e responsabilità all’interno delle relazioni.
La posizione espressa daRachele Mussolinipone quindi l’accento sulla necessità di affiancare alle norme una vera politica culturale. Il contrasto alla violenza di genere, secondo la consigliera, non riguarda soltanto le istituzioni e le Forze dell’Ordine, ma coinvolge l’intera società e richiede un lavoro quotidiano di sensibilizzazione.
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