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Vice Presidente Antonio Blasioli(PD) su bando apparecchiature elettromedicali

Pescara-Il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli (Partito Dmocratico) È davvero sorprendente quanto emerge dall’analisi dettagliata degli atti relativi al blocco del bando per la gestione e la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali negli ospedali abruzzesi. La sospensione della gara regionale, dal valore di 163 milioni di euro, non trova infatti giustificazione nemmeno sul fronte del risparmio.

I numeri non mentono: l’appalto – che, ricordiamo, riguarda la manutenzione, correttiva e preventiva, e le verifiche di funzionalità di tutte le apparecchiature elettromedicali, di diagnostica, biomedicali e di laboratorio – avrebbe garantito riduzioni di spesa significative per tutte le Asl, pur includendo nuove strumentazioni, più avanzate, contro i crimini informatici. A cosa è dovuto, quindi, questo blocco? E chi ne trae giovamento? Intanto si fa sempre più vicino il termine della sospensione dell’aggiudicazione, fissato al 31 dicembre. In seguito come intende procedere il Presidente Marsilio?

Nel tentativo di cercare risposte a queste domande, il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli ha acceso da tempo un faro sulla vicenda. «Lo scorso 22 ottobre – ricostruisce – abbiamo denunciato in conferenza stampa il blocco della gara regionale da 163 milioni di euro per la gestione e la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali (monitor, ecografi, sistemi infusionali e altri dispositivi sanitari) dei presidi e degli ospedali abruzzesi. Una sospensione che sarebbe stata dettata dal tentativo disperato di abbassare i costi sanitari della Regione Abruzzo, smentendo pienamente chi, in primis l’Assessore Verì e il Presidente Marsilio, ha sempre affermato che il disavanzo sanitario non avrebbe causato tagli ai servizi. Sospendere un appalto così importante determinerà però disservizi per il personale e per l’utenza, oltre che rischi ulteriori per le casse dell’Ente regionale, che potrebbe incappare in ricorsi e richieste di risarcimento da parte delle ditte individuate aggiudicatarie prima della sospensione.

Di fronte a queste accuse molto gravi, nessuno tra i soggetti coinvolti ha ritenuto opportuno replicare. Per questo motivo, due giorni dopo, il 24 ottobre, abbiamo posto ufficialmente, tramite accesso agli atti, le stesse domande a Regione e Areacom, ciascuno per le proprie competenze. Nello specifico, abbiamo chiesto: quali siano le modalità attualmente utilizzate nelle 4 Asl regionali per scongiurare la soluzione di continuità nei servizi oggetto di gara e, quindi, in virtù di quali forme contrattuali vengano attualmente svolti dagli operatori economici tali servizi, o se invece si stia operando in assenza di qualsivoglia forma contrattuale e, in tal caso, come potranno essere eventualmente giustificate tali spese; quale sia il numero di proroghe effettuate al precedente operatore, nonché la loro scadenza; in base a quale delega Areacom (che è solo l’agenzia di committenza della Regione Abruzzo) abbia potuto disporre, a questo punto causando un danno alle Asl, la sospensione della gara e se la stessa sia stata richiesta dal Dipartimento Sanità o dalle singole Asl; gli intendimenti in merito alla gara, e quindi se sia intenzione della Regione, e in sostanza anche di Areacom, confermare l’aggiudicazione anche in caso di condizioni economiche immutate, in questo caso venendo meno alle richiamate esigenze di riduzione di spesa.

Oggi, dopo un’ulteriore analisi dei documenti, rileviamo che anche la giustificazione del taglio dei costi non regge: stando ai nostri calcoli, il nuovo appalto, cioè quello sospeso, prevede un risparmio del 16,82% per la Asl di Pescara, del 10,9% per la Asl di Chieti, del 3,12% per la Asl aquilana e del 19% per quella di Teramo, pur comprendendo l’introduzione di strumentazioni molto costose contro i crimini informatici.

Ci chiediamo dunque quale sia la ragione della sospensione. Quali motivi ci sono realmente dietro? È possibile avere trasparenza su questa scelta, oltre a sapere con certezza se questa possa essere o meno assunta da Areacom? La sospensione della gara disposta da Areacom durerà fino al prossimo 31 dicembre. È ormai venuto meno anche l’altro aspetto utilizzato da Areacom per giustificare la sospensione. Lo scorso 5 novembre, il TAR L’Aquila ha confermato la validità dell’aggiudicazione per quanto concerne la Asl di Teramo. Cosa intende fare ora la Regione, quando ormai manca meno di un mese alla scadenza della sospensione e sono venute meno entrambe le motivazioni adottate (impropriamente) da Areacom? Anche attraverso i canali ufficiali, hanno ritenuto opportuno rispondere a un Consigliere Regionale nell’esercizio dei propri diritti. Visto che però non ci risultano essere stati compiuti passi in avanti, torniamo da un lato a chiedere risposte, anche pubblicamente, sulla questione, e dall’altro a preannunciare iniziative ispettive.

Pescara, 6 dicembre 2025

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

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Regione Abruzzo-Sivano Paolucci (PD) su aumento delle Tasse: “Marsilio dà ragione ai nostri allarmi e annuncia la stangata sul ceto medio”

Pescara-16 marzo 2025-Regione AbruzzoSivano Paolucci(PD)interviene su aumento Tasse :“Dopo aver aumentato deficit e debiti della sanità abruzzese Marsilio è costretto a uscire allo scoperto, annunciando l’aumento delle tasse per ripianare il disavanzo prodotto. È il fallimento dei fallimenti quello di costringere a lacrime e sangue gli abruzzesi con la rimodulazione dell’addizionale Irpef che in alcuni casi raddoppia, colpendo principalmente il ceto medio, quello a cui prima ha tolto prestazioni e servizi sanitari e ospedalieri e che ha costretto ad andarsi a curare fuori o, nella peggiore delle ipotesi, a rinunciare a curarsi. Ora è indispensabile e urgente che l’esecutivo venga in Consiglio Regionale, non può passare come se fosse normale una mazzata che colpisce chi più paga i tagli denunciati anche nei report ministeriali, dell’Agenzia sanitaria regionale e nei dati della Fondazione Gimbe sui LEA, numeri che ci vedono inadempienti su prevenzione e sanità territoriale e che riguardano le persone. Un quadro di seria crisi del sistema sanitario regionale, ma soprattutto una decisione non legittimata dai fatti: come si fa ad aumentare tasse senza essere stati in grado di produrre altro che debiti e decurtazioni di servizi? Ma soprattutto, come si può pensare che avendo prodotto solo passività, si possa andare a toccare le tasche della comunità lasciata anche senza farmaci, per tappare i buchi prodotti in bilancio? E, infine, come possono essere promossi i manager della Asl Abruzzesi a fronte di tanto caos?”, commenta il capogruppo PD in Consiglio regionale Silvio Paolucci.

“Gli aumenti sono una vera stangata, esattamente come avevamo annunciato e lo sono specie in alcune fasce di reddito che vedono addirittura raddoppiate le percentuali Irpef – incalza Paolucci – . Nella migliore delle simulazioni ipotizzate, il primo scaglione è all’1,73% per redditi fino a 28.000 euro, ma il secondo e terzo scaglione (cioè da 28.000 a 50.000 e oltre i 50.000 euro) si passa a 2,63 e si arriva a 3,33 per cento, con aumenti che arrivano fino a 84 euro al mese. Nella peggiore delle ipotesi, invece, si passa da una percentuale di 1,73 per redditi fino a 28.000 euro, al 3,33 del secondo e terzo scaglione, con aumenti mensili che arrivano a toccare oltre 96 euro al mese per i redditi più alti. Di fronte a questa fotografia della situazione, la prosopopea del presidente è davvero vergognosa, annunciare l’aumento come se fosse normale o dovuto, dopo sei anni di inerzia su tutte le priorità di famiglie, imprese, donne, giovani, Comuni e aree interne è davvero la beffa peggiore per la comunità. Altro che adeguamento per dare più servizi, questo aumento serve a coprire un debito rispetto servizi già tagliati: attualmente a Marsilio servono tra i 60 e 70 milioni di euro di coperture di debiti che sono diventati strutturali per le Asl col governo della destra, questo nonostante abbia negato e cercato di nasconderlo in ogni modo durante la campagna elettorale dell’anno scorso. Uscire da questa situazione di appesantimento del sistema sanitario regionale è difficile anche con nuove tasse: in questi anni è mancata la governance, come ha riconosciuto lo stesso Governo Meloni strigliando duramente la Regione su adempimenti e Lea attraverso il ministro della Sanità che peraltro è espressione di Forza Italia. È una stangata in piena regola che si abbatte sulla pelle e sul diritto alla salute delle persone per coprire l’ennesimo fallimento della destra. Un giro di vite ingiusto e improponibile, a cui ci opporremo con tutte le nostre forze, dentro e fuori dal Consiglio regionale, mobilitando tutta la società abruzzese. Consiglio che deve assolutamente essere coinvolto nelle decisioni che riguardano la vita della comunità”.

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Consiglio Regionale dell’ Abruzzo-Silvio Paolucci e Daniele Marinelli(PD) su aumento delle tasse

Consiglio Regionale dell’ Abruzzo-Silvio Paoluccie Daniele Marinelli(PD) su aumento delle tasse:“L’esecutivo venga in Commissione a fare chiarezza sul rischio dell’aumento delle tasse. Non possono pagare gli abruzzesi il più grave fallimento nella gestione della sanità regionale targato Marsilio. Una stangata inaccettabile che si abbatte sul ceto medio, a fronte della diminuzione dei servizi e prestazioni, dei tagli su farmaci e dispositivi a volte introvabili, della fuga fuori regione per curarsi, della rinuncia a curarsi. Ancora di più perché l’aumento tocca principalmente le persone in quanto avviene attraverso l’addizionale dell’Irpef. È l’ennesima riprova dell’inaffidabilità di questo governo regionale: distante dalle priorità degli abruzzesi, concentrato solo su poltrone e gestione del potere, pronto a distribuire soldi ma soltanto agli amici per alimentare il consenso e restare al vertice di un sistema che non porta benefici alla comunità”, così il capogruppo PD in Consiglio regionaleSilvio Paoluccie il segretarioDaniele Marinellisul rischio di aumento delle tasse regionali.

Silvio Paolucci CapoGruppo(PD)Regione Abruzzo

“Solo poche settimane fa avevamo paventato l’aumento delle tasse che oggi diventa notizia – sottolineano i due esponenti del Pd – e più volte abbiamo denunciato che la tardiva approvazione dei piani delle quattro Asl, avvenuta solo nel settembre scorso, da un lato avrebbe prodotto tagli dolorosi sulla pelle dei cittadini, ma dall’altro non avrebbe comunque consentito il rispetto degli obiettivi: era impossibile recuperare centinaia di milioni di euro in tempo con la chiusura del bilancio. Così non solo si è chiuso con un debito che potrà essere recuperato solamente facendo ricorso le tasse, ma si apre con un deficit poderoso, che sfiora già i 200 milioni, come avevamo ampiamente previsto a fronte dei numeri che Marsilio non voleva discutere. Serve una mobilitazione generale per scongiurare che si vada a ripianare il debito della sanità attraverso l’aumento delle tasse. La comunità non può pagare per servizi che non ha e per una sanità in deficit, nuovamente, nonostante le risorse a disposizione per fare di più e meglio di quanto prodotto fin qui e nonostante l’eredità positiva lasciata dal centrosinistra che aveva salvato dal commissariamento il comparto. Commissariamento che sembra essere sempre più vicino a causa dell’inerzia e dell’irresponsabilità di chi governa l’Abruzzo in questo momento e mette la polvere sotto il tappeto, sperando che nessuno lo alzi. A farlo, purtroppo, non è solo l’opposizione, ma sono i tavoli di monitoraggio ministeriale che già da tempo reclamano attenzione e iniziative efficaci al risanamento della situazione. Resta da capire perché Marsilio si prenda tanto beffa degli abruzzesi”.

Silvio Paolucci-Capogruppo consiliare del Partito Democratico Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

Silvio Paolucci Capogruppo consiliare del Partito Democratico Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

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L’Aquila-Pietrucci (PD): Il viceministro Maurizio Leo(FI) a Rocca di Cambio

L’Aquila, 25 febbraio 2025-Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, qualche giorno fa è stato in visita aRocca di Cambiodove ha ricevuto la cittadinanza onoraria del paese.

Se l’Amministrazione avesse anche solo condiviso la notizia avremmo potuto apprezzare l’iniziativa e approfittare di questa autorevole presenza per interessare il viceministro della questione dell’Agenzia delle Dogane dell’Aquila, tema sul quale ad agosto scorso ho presentato una Risoluzione per scongiurarne il declassamento.

La Risoluzione, sottoscritta anche da consiglieri di maggioranza venne approvata all’unanimità dimostrando la volontà di tutte le forze politiche di scongiurare la riorganizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Analogo impegno bipartisan fu assunto dalla Conferenza dei capigruppo in Regione e dal Consiglio comunale dell’Aquila grazie all’Ordine del Giorno di Paolo Romano, impegnando il presidente Marsilio a promuovere – con il Sindaco dell’Aquila, i parlamentari locali e il presidente della Provincia – ogni azione utile verso il Governo per evitare il declassamento dell’Ufficio delle Dogane dell’Aquila mantenendo l’attuale assetto dirigenziale.

Ricordo che con questa riforma L’Aquila, e l’intera regione, saranno i più penalizzati poiché l’Abruzzo, con 4 Province, avrà soltanto un UADM (Ufficio Accise, Dogane e Monopoli) di livello dirigenziale pur essendo una regione più popolosa, più estesa e morfologicamente più diversificata di Umbria, Molise o Basilicata anch’essi con un solo UADM, ma avendo solo 2 Province. Ne sono penalizzati non solo i 45 dipendenti della provincia dell’Aquila – dequalificati nello svolgimento di mansioni e con negative prospettive professionali – ma anche gli operatori economici locali per i quali sarebbe più difficile rapportarsi con l’Agenzia delle Dogane di Pescara, anche per eventuali ricorsi presso le Corti di Giustizia Tributaria, il TAR, etc.

Ci chiediamo dunque se, in occasione della visita a Rocca di Cambio, i rappresentanti istituzionali presenti Imprudente, Liris e Biondi abbiano portato a casa qualcosa – come si erano impegnati a fare – interessando il viceministro Leo della questione e impegnandolo a verificare la situazione per salvaguardare la sede aquilana dell’Agenzia delle Dogane. Sarebbe un peccato, invece, se la visita dell’on. Leo fosse stata solo un’occasione per una passerella dei vertici di Fratelli d’Italia.

In questo caso non solo si sarebbe persa una occasione preziosa, ma si confermerebbe l’inutilità di una classe dirigente incapace di tutelare gli interessi del territorio.

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Regione Abruzzo-Pietrucci(PD): Si tolgono le multe ai No Vax e si puniscono i cittadini che non hanno annullato le prenotazioni sanitarie di 10 anni fa.

L’Aquila, 17 dicembre 2024-Regione Abruzzo-Pietrucci(PD): Non mi stupisce affatto che nel sondaggio curato da “Affari Italiani” sui Presidenti di Regione più apprezzati d’Italia, Marco Marsilio risulti all’ultimo posto della classifica: forte con i deboli e debole con i forti, da quando è alla guida della Regione sembra voglia punire gli abruzzesi a suon di multe e riscossione crediti.

Lo scorso anno migliaia di contribuenti residenti nel cratere Sisma 2009 si sono visti recapitare dall’Agenzia delle Entrate una cartella esattoriale con la quale la Regione Abruzzo richiedeva il pagamento del bollo auto riferito al 2009, anno del terremoto: quindici anni fa, un tempo immemore eppure brevissimo per chi quella notte perse tutto e che solo per chi vive e risiede a Roma sono trascorsi serenamente.

Oggi Marsilio avalla l’operato della ASL1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila che sta chiedendo il recupero di prenotazioni non annullate, di quelle effettuate e anche di quelle esenti dal pagamento riferite agli anni 2014, 2015 e 2016. 

Presenterò dunque una interrogazione al Presidente della Regione per avere chiarimenti urgenti in merito alle migliaia di lettere di avviso di pagamento che l’Agenzia delle Entrate dell’Aquila sta inviando per conto dell’ASL 1 ai sensi dell’art. 3 comma 15 del d.lgs. 124 del 29 aprile 1998. 

Considerato che tali eventuali crediti risulterebbero prescritti dopo 5 anni, chiedo che il signor Presidente intervenga urgentemente sulla Direzione Generale della ASL 1 e sulla Direzione sanitaria per porre fine a richieste che sono vessazioni ingiuste sui cittadini già pesantemente stremati dal caro vita, dall’inflazione galoppante e, non da ultimo, da un sistema sanitario vergognoso.

Senza nascondersi, Marsilio dica pubblicamente se ritiene giusto chiedere questi pagamenti – addirittura arretrati fino a 10 anni e pretendendoli anche da chi ne è esentato.

E dica anche se non considera vergognoso che la sua destra al Governo cancelli le multe ai No Vax che con i loro comportamenti hanno messo a rischio la vita delle persone durante la pandemia, per accanirsi invece e far pagare chi cercava solamente di farsi curare.

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Regione Abruzzo-Silvio Paolucci Capogruppo consiliare del Partito Democratico su situazione alla Tekne: “I lavoratori aspettano stipendi arretrati, la Regione intervenga subito sul Governo ”

Pescara-04 dicembre 2024-Regione Abruzzo-Silvio PaolucciCapogruppo consiliare del Partito Democratico:“Il Ministero della Difesa italiano è il principale cliente della Tekne, azienda con sedi operative a Poggiofiorito e Ortona, che si trova in forte ritardo per il pagamento degli stipendi e che sta mettendo a dura prova i lavoratori che qualche mese fa raggiungevano le 200 unità. La Regione deve al più presto fare sentire la sua voce con il Governo, per evitare l’ennesimo declino aziendale sul nostro territorio”, l’invito del capogruppo PD del Consiglio regionale Silvio Paolucci.

“L’azienda è una realtà nel territorio della provincia di Chieti e ha registrato un tasso di crescita molto forte in un brevissimo tempo, tanto forte da avere ordinativi fino al 2035 – illustra Paolucci – . Una crescita impetuosa che tuttavia non è accompagnata da un’adeguata organizzazione. Della vertenza Tekne si sta occupando un tavolo, in Regione Abruzzo, avviato grazie all’impulso della Fiom: alla filiera tanto sbandierata della Regione con il Governo nazionale oggi ci appelliamo per un intervento diretto sulla questione del Ministero della Difesa. Serve un impegno urgente per il pagamento degli stipendi arretrati e per trovare una soluzione strategica, anche favorendo l’ingresso di nuovi partner di mercato in grado di accompagnare la crescita dell’azienda e, dunque, fornire rassicurazioni ai lavoratori della Tekne e dell’indotto”.

Silvio Paolucci-Capogruppo consiliare del Partito Democratico nel Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

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Antonio Blasioli (Partito Democratico)- vicepresidente del Consiglio Regionale:Vita Indipendente in Abruzzo per pochissimi. Se la Giunte Marsilio non interviene sotto l’albero molte famiglie troveranno una bruttissima sorpresa

Pescara, 3 dicembre 2024-Dal 2012 la RegioneAbruzzocon la legge regionale n. 57 ha introdotto i progetti di vita indipendente. Sono progetti per garantire la vita indipendente e l’autodeterminazione di persone con disabilità grave attraverso il finanziamento di progetti di assistenza personale autogestita, finalizzati a contrastare l’isolamento, a garantire appunto che la loro vita si svolga all’interno della comunità.

I progetti si rivolgono a persone con disabilità grave (art. 3 comma 3 della L. 104/1992) residenti in Abruzzo e di età superiore a 18 anni.

Ogni anno l’ambito distrettuale sociale territorialmente competente pubblica un bando le cui domande devono essere presentate entro il 31 gennaio e le domande vengono classificate in quattro griglie di bisogno assistenziale: molto alto, alto, medio e basso secondo dei precisi indicatori fissati dalla stessa legge.

In particolare, tutte e 4 le classificazioni si rivolgono a persone pluriminorate o non autosufficienti, distinguendosi però in base alla sorveglianza h 24 o giornaliera. Una volta arrivate le domande, queste vengono classificate dagli enti d’ambito e inviate alla Regione Abruzzo che le finanzia. Negli ultimi due anni, 2022 e 2023, la Regione Abruzzo ha utilizzato per le rispettive annualità fondi per 4 milioni e 4,5 milioni di euro, che hanno consentito nel 2023 di finanziare 511 domande.

Quest’anno invece, quando siamo ormai arrivati a dicembre, non solo le 683 domande presentate non sono state ancora finanziate, ma se la Regione Abruzzo non interverrà i disabili gravi troveranno un pessimo regalo sotto l’albero di Natale visto che la somma stanziata in bilancio è di appena 600.000 euro. Parliamo di cifre irrisorie, come sa chiunque abbia assunto una badante: un progetto di vita indipendente della fascia molto alta è finanziato con 12.000 euro l’anno, le altre rispettivamente con 10.000, 8.000 e 6.000 euro.

Quest’anno le domande presentate sono state 683, di cui 49 nella fascia di bisogno assistenziale “molto alto”, 322 nella fascia “alta”, 151 nella fascia “media” e 161 nella fascia “bassa”. Ad oggi i disabili gravi non hanno ricevuto ancora nulla, ma se resteranno solo 600.000 euro stanziati in bilancio possiamo ipotizzare che si riusciranno a finanziare solo una sessantina di richieste, meno del 10% e senza che nessuno abbia comunicato nulla alle famiglie che consapevoli del finanziamento dei due anni precedenti hanno fatto affidamento su queste somme per assistere il loro congiunto.

È fondamentale trovare una soluzione velocemente. Bisogna reperire altre risorse per l’annualità 2024 per far fronte alle necessità di queste famiglie. Quando si ha un proprio caro che necessita di assistenza continua, si è spesso costretti a tralasciare il lavoro e ogni altro aspetto della vita quotidiana. Chiediamo al Presidente Marsilio di trovare i fondi sufficienti almeno a garantire lo stesso finanziamento del 2023. Anche il 28 novembre 2023 nella L.R. 57 art. 18, il Consiglio regionale integrò lo stanziamento iniziale con €. 3.900.000,00 arrivando a coprire con 4.500.000,00 tutte le domande.

I progetti di vita indipendente sono una priorità. Ho già avuto modo di richiamare l’attenzione dell’aula durante il Consiglio regionale di martedì, nello stesso momento in cui veniva modificata dall’assemblea la norma che eliminava il limite ISEE di 20.000 euro per consentire anche a chi ha un bene di proprietà di accedere al bando. Sarebbe un controsenso rilevante ammettere alla presentazione delle domande una platea più estesa di aventi diritto e finanziarlo per un ammontare del 13% rispetto a quanto speso nel 2023. Mi auguro che dopo quell’allarme qualcuno stia lavorando per rimpinguare le risorse e a prevedere una somma adeguata nella finanziaria 2025 per evitare di trovarci a rincorrere come in questi giorni.

Vita indipendente – Anno 2024-12-02

Istanze presentate dagli Ambiti Distrettuali Sociali

N.Ambito distrettualeProv.Istanze presentateIstanze presentate per livello assitenziale
Molto altoAltoMedioBasso
1L’AquilaAq80440
2MarsicaAq54327168
3AvezzanoAq2521643
4PelignoAq27011412
5Montagne AquilaneAq70142
6SangrinoAq60114
7VasteseCh1221972129
8ChietiCh3061095
9Val di ForoCh33061017
10OrtoneseCh2935813
11FrentanoCh34213127
12Sangro – AventinoCh2711358
13MarruccinoCh140743
14Alto VasteseCh74300
15PescaraPe39017616
16MetropolitanoPe472121320
17Montagna PescaresePe220589
18MontesilvanoPe2901397
19VestinoPe161663
20TeramoTe2301337
21Val VibrataTe1211100
22Tordino – VomanoTe4723753
23Fino – CerranoTe163850
24Gran Sasso – LagaTe1901135
Totali68349322151161

Il vicepresidente del Consiglio RegionaleAntonio Blasioli(Partito Democratico)

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Silvio Paolucci (PD): “Il Partito Democratico ripresenta la proposta di Legge su Educazione alla parità di genere”

Silvio Paolucci (PD): “Il Partito Democratico ripresenta la proposta di Legge su Educazione alla parità di genere” –Così Silvio Paolucci,Capogruppo consiliare del Partito DemocraticoRegione Abruzzo:“I dati sulla violenza di genere dimostrano che per vincere questa annosa guerra urge una cultura nuova a tutti i livelli. Nonostante le mobilitazioni successive al femminicidio di Giulia Cecchettin, sono 80 le donne uccise al 27 ottobre scorso in ambito famigliare e affettivo, 93 per l’osservatorio di Non una di meno, a cui si sommano gli ultimi casi dei giorni scorsi. Questa consapevolezza sta alla base della proposta di legge regionale per istituzionalizzare e potenziare l’educazione contro violenza e disparità di genere promossa in Consiglio regionale, affinché questi temi diventino materia viva nell’educazione scolastica e universitaria”, così il segretario regionale del PD Daniele Marinelli con il capogruppo e i consiglieri regionali Pd Silvio Paolucci, Antonio Di Marco, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani, che con la Conferenza delle Donne Democratiche stamane in conferenza a L’Aquila hanno annunciato l’intenzione di ripresentare la proposta di legge regionale predisposta in collaborazione anche con i Giovani Democratici.

“Non si fa prevenzione con la condanna della violenza di genere, ha senso dirlo proprio oggi e cominciare da oggi un cammino diverso, per questo ripresentiamo la legge – così i consiglieri e i promotori del testo che tornerà in aula alla prima data utile – , le tante morti anche di quest’anno lo dimostrano. La Regione scelga di stare in trincea, facendosi promotrice di una nuova cultura della prevenzione, sul campo, il più possibile inclusiva e aderente alla realtà questo chiede la proposta in 6 articoli, costruita insieme alla Conferenza delle democratiche, perché raccogliesse in sé proposte ed esperienze dirette. Non ha un contenuto politico, quindi invitiamo tutti i componenti l’Assise a votarla, per cominciare un capitolo nuovo sul tema, partendo seriamente e concretamente dall’educazione. Torniamo a chiedere a questa Regione di diventare protagonista e concentrare sulla collaborazione interistituzionale l’azione, coinvolgendo soprattutto gli istituti scolastici, che devono essere sostenuti e stimolati nella proposta di progetti su materie così importanti nella formazione delle future generazioni, visto anche che si sta paurosamente abbassando anche l’età delle vittime, oltre che quella dei fautori di violenza. La proposta di legge ha lo scopo di portare dentro le scuole l’educazione all’affettività e la prevenzione delle violenze e delle discriminazioni di genere che ogni giorno, nel nostro paese, si perpetuano a danno di ragazze e donne i/le quali ancora oggi, spesso, non si sentono pienamente rappresentati da uno Stato che ha il dovere di educare le nuove generazioni al rispetto dei singoli delle scelte altrui. La proposta di legge è un passo in avanti per la nostra Regione affinché diventi esempio di inclusività e rispetto dell’altro”.

Perché serve la legge. Da gennaio a giugno 2024 i dati ministeriali attestano che sono stati registrati 141 omicidi, con 49 vittime donne, di cui 44 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 24 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Con riferimento specifico ai reati introdotti dal cosiddetto Codice Rosso (legge 19 luglio 2019, n. 69), nello stesso periodo c’è stato un generale, progressivo aumento dei casi registrati per i reati di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis c.p.); come pure per quelli di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612-ter c.p.) e di costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.). Se dai dati si passa ad indagare le cause, risulta evidente come la violenza di genere sia legata in molti modi a un retroterra culturale temporalmente e spazialmente molto esteso e a un rapporto storicamente e socialmente connotato, quello patriarcale e gerarchico uomo-donna, nelle forme specifiche in cui esso è presente nelle diverse culture.

La proposta. Non partiamo da zero: in Abruzzo è viva la campagna social #iononsonocarne rilanciata in tutto il Paese e ci sono state molte iniziative di piazza in cui, ancora una volta, si è tornati a parlare dell’importanza dell’educazione come leva per una nuova cultura di genere. Si parte da questo, ma bisogna muoversi perché si tratta di situazioni e fatti che vedono tra i protagonisti i giovanissimi e che sempre più spesso colpiscono minori preadolescenti, fragili ed emotivamente più esposti. Non salva lo status: la violenza di genere è presente in tutti i ceti sociali, in tutte le età, non importa il livello di istruzione e benessere economico e a distanza di dieci anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Istanbul il fenomeno non accenna a diminuire, ma assume il carattere dell’emergenza quotidiana. Risulta dunque evidente come l’educazione alla parità tra i sessi e al rispetto delle differenze sia uno strumento fondamentale per la prevenzione e come sia necessario partire dai banchi di scuola al più presto possibile. La proposta lo fa, impegnando le parti a intraprendere le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali con l’idea di portare nelle classi un problema che troppo spesso resta isolato in altre mura, fino alle estreme conseguenze.

La parità in sei articoli.L’articolo 1, richiamandosi, ai principi di non discriminazione e al diritto all’istruzione sanciti dalla Costituzione, allo Statuto Regionale, alla L.R. 26/2012, alla Carta dei diritti fondamentali UE e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e a quell’articolo 14 della Convenzione di Istanbul, dianzi citato, che sottolinea il ruolo educativo delle scuole su queste tematiche, nonché all’articolo 1, comma 16, della riforma scolastica del 2015 (L. 107/2015), a norma del quale “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”.

L’articolo 2indica i progetti e le iniziative che, su proposta della Commissione Pari Opportunità e sulla base delle analisi svolte da quest’ultima nell’ambito dei compiti ad essa attribuiti e di cui all’art. 2 comma 2 lettera i) L.R. 14 giugno 2012 n.26, possono essere attuati presso gli istituti scolastici, universitari e formativi, anche in collaborazione con gli Enti locali e che la Regione promuove e sostiene, anche attraverso la concessione di finanziamenti, per la realizzazione di tutte quelle attività di informazione e sensibilizzazione da svolgersi con il coinvolgimento dei diversi attori della “comunità educante”. Tra queste attività rientrano non solo quelle rivolte agli studenti, ma anche quelle rivolte alla formazione del personale scolastico e universitario (dirigenti, docenti, personale ATA).

L’articolo 3ricomprende tra i beneficiari delle attività di promozione e di finanziamento non solo le istituzioni scolastiche e educative di ogni ordine e grado e le istituzioni universitarie, ma anche le istituzioni formative accreditate per l’erogazione di percorsi triennali di istruzione e formazione (IeFP) ai fini dell’assolvimento del diritto-dovere e gli istituti penali per i minorenni. I requisiti, i criteri e le modalità per l’erogazione di questi finanziamenti saranno individuati nello specifico da un’apposita deliberazione della Giunta regionale, che dovrà indicare anche i requisiti di competenza degli operatori che opereranno direttamente a contatto con gli studenti.

L’articolo 4, al fine di ottenere il maggior coinvolgimento possibile delle istituzioni educative e formative, incarica la Giunta di promuovere la stipula di appositi protocolli d’intesa con le Università, l’Ufficio scolastico regionale, l’ANCI e l’UPI. Lo stesso articolo 4 individua la possibilità di collaborazione con altri Enti o Istituzioni

L’articolo 5 reca la disposizione finanziaria evidenziando che gli oneri decorrono dall’anno 2024. A questi si fa fronte con le risorse di apposito e nuovo stanziamento denominato “Fondo per promuovere l’educazione alla parità di genere e la prevenzione delle discriminazioni e della violenza di genere nelle istituzioni scolastiche, universitarie e formative”.

I fondi. Si specifica che gli interventi di cui alla presente proposta di legge possono essere cofinanziati inoltre facendo ricorso ad altre risorse regionali e statali, allocate e trasferite per finalità coerenti con gli obiettivi della stessa.