Roma Acilia, posa della prima pietra d’inciampo: sarà dedicata al partigiano Lido Duranti assassinato alle Fosse Ardeatine
Roma Acilia- Municipio X, Sarà dedicata aLido Duranti, capo partigiano della “Banda di Acilia”, laprima pietra d‘inciampodel X Municipio. Duranti venne assassinato alleFosse Ardeatine, dopo essere stato arrestato e successivamente prelevato, il 24 marzo del 1944, insieme ad altri 334 cittadini innocenti.

A lui si è deciso di dedicare questa prima posa in opera della pietra, come annuncia lasezione locale dell’Anpi “Elio Farina”,che invita a partecipare all’evento che lo ricorderà ora e in futuro.
“Sarà un momento intenso ed emozionante di riflessione, di memoria ma soprattutto di impegno”, scrive Anpi. Un invito rivolto a“dirigenti scolastici a far partecipare le studentesse e gli studenti per proseguire il percorso di conoscenza che ci porterà al 27 gennaio, al 24 marzo e al 25 aprile e approfondire la conoscenza della nostra storia, della nostra vita democratica e della libertà conquistata che va difesa ogni giorno”.
Lido Duranti era nato il 7 aprile del 1919 a Castelfranco di Sotto,in provincia di Pisa. La sua vita si fermò quando non aveva nemmeno compiuto 25 anni.
Faceva parte di una famiglia molto numerosa, che arrivò a Roma nel ’36 e ad Acilia, nelle Casette pater 361, nel 1940.Fu anche inviato in Libia ma a novembre del 1941 rientrò. Venne congedato poiché al fronte aveva altri fratelli e iniziò a lavorare alla Pirelli.
La sua famiglia aveva unatradizione antifascistae Lido, insieme al fratello Nello, diede vita ad una banda partigiana ad Acilia raggruppando compagni che arrivavano da Bandiera Rossa e dal Partito Comunista italiano.
Nacque, così, il gruppo “Banda di Acilia”,30 elementi nella VII Zona. Si adoperavano in particolare per trasportare e recuperare armi ed informazioni sull’area foce del Tevere/Ostiense.
Il ruolo di Lido, probabilmente tradito da una donna che aveva frequentato,era quello dicoordinareil reperimento di materiale bellico da consegnare alla VII Zona.
Venne arrestato il 27 febbraio 1944e portato a Regina Coeli, dove rimase fino al 15 marzo. Poi venne trasferito dalle SS a via Tasso dove venne torturato affinché rivelasse i nomi dei compagni. Non parlò mai. Non fece i nomi presenti sulla lista che aveva inghiottito prima di essere arrestato.
Il 24 marzo del 1944 venne prelevato e portato alle Fosse Ardeatine, dove venne ucciso.
Articolo di Roberta Menegazzi –Fonte Canale Dieci- Iniziativa Sezione ANPI “Elio Farina” -Foto Archivio ANPI

