Sandro Mariani

Abruzzo

Silvio Paolucci-PD Abruzzo e Gruppo consiliare regionale: “Omnibus impresentabile, chiederemo l’abrogazione della legge sulla leale collaborazione”

Pescara-Capogruppo consiliare del Partito Democratico Consiglio Regionale dell’ AbruzzoSilvio Paolucci:“Quanto accaduto nel Consiglio regionale del 16 giugno, durante l’esame della cosiddetta legge sulla “leale collaborazione”, poi trasformata nella consuetaomnibus con l’aggiunta di “ulteriori disposizioni”, è un fatto grave che impone chiarezza e trasparenza. Abbiamo chiesto formalmente al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e alla struttura legislativa di verificare quanto avvenuto sul subemendamento n. 49, mai messo a disposizione dei consiglieri secondo le procedure previste”, dichiarano il segretario regionale del partito democratico Daniele Marinelli con  i consiglieri del Gruppo regionale Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Sandro Mariani, Antonio Di Marco, Dino Pepe e Pierpaolo Pietrucci.

“Non è una disputa burocratica, ma una questione di rispetto delle prerogative dei consiglieri e del diritto a un voto consapevole. Non si può votare su atti non caricati sul portale, non distribuiti e non illustrati puntualmente in Aula – sottolineano gli esponenti PD – . I termini per gli emendamenti erano scaduti e ulteriori modifiche avrebbero richiesto il consenso unanime dell’Assemblea, che non è mai stato richiesto. Nel merito, quella modifica introduce una pesante deregolamentazione urbanistica che non condividiamo. Se non sarà stralciata la modifica introdotta con il subemendamento n. 49, o l’intero emendamento cui si riferisce, proporremo la sua abrogazione già dal primo Consiglio utile. In assenza di risposte adeguate, siamo pronti a investire della questione anche il Collegio regionale per le Garanzie statutarie. La qualità delle leggi e la credibilità delle istituzioni si fondano sul rispetto delle regole. Le forzature della maggioranza non possono comprimere trasparenza e piena conoscibilità degli atti, principi essenziali per il corretto funzionamento della democrazia regionale”.

Nota del 19 giugno 2026

Silvio Paolucci

Capogruppo consiliare del Partito Democratico
Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

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Abruzzo

Silvio Paolucci Capo Gruppo PD su risoluzione bocciata: “Marsilio tassa e taglia e in caso di pareggio dei conti della sanità non restituirà alle famiglie

Pescara-Capogruppo consiliare del Partito Democratico Consiglio Regionale dell’ Abruzzo Silvio Paolucci:“La destra ha bocciato oggi in Commissione la nostra richiesta di restituire alla comunità le maggiori tasse volute dalla Giunta Marsilio per colmare il deficit sanitario, se nel 2028, dopo la riscrittura del Programma Operativo, i conti della sanità dovessero andare in pareggio o emergessero maggiori risorse. La destra decide continuare a chiedere sacrifici agli abruzzesi: tra 40 e 50 milioni di euro di tasse in più ogni anno fino al 2029, oltre 170 milioni di euro di tagli alla sanità”, per il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale questi sono i numeri che certificano “un fallimento vero e proprio” della gestione sanitaria della destra al governo della Regione.

Silvio Paolucci
Capogruppo consiliare del Partito Democratico
Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

“Lasciare le tasse al massimo per tutta la legislatura fino al 2029 – spiegano il capogruppoSilvio Paolucci,proponente del testo insieme ai consiglieriAntonio Di Marco, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani, Antonio Blasioli e Dino Pepe– significa dare a famiglie e imprese l’ennesimo schiaffo. È del tutto irresponsabile aver dichiarato prima del voto che non si sarebbero mai messe le mani nelle tasche dei cittadini e aver fatto come primo atto proprio l’aumento dell’addizionale regionale al massimo consentito. Una scelta aggravata dal fatto che, con una norma dello Stato voluta lo scorso anno, si è di fatto commissariata la gestione della sanità e ridimensionato il ruolo del Consiglio regionale, esautorato dalle scelte strategiche.

logo Partito Democratico della Regione Abruzzo

Non parliamo di ipotesi astratte. Il Ministero della Salute e il MEF hanno imposto alla Regione di rivedere al ribasso le entrate 2027–2028. Se, nonostante questo, il sistema dovesse dimostrare un equilibrio finanziario o addirittura beneficiare di maggiori risorse dal riparto nazionale, verrebbe meno la giustificazione politica che ha sostenuto l’aumento dell’addizionale IRPEF e dell’IRAP deciso dalla destra nel 2011 e soprattutto nel 2025 da Marsilio.

Una posizione che resta difficile anche nel merito tecnico: se dobbiamo presentare un Programma Operativo con meno entrate, come chiesto dai Ministeri, per 64 milioni di euro in meno, allora cade la tesi della maggioranza sulla necessità di maggiori risorse in sede di riparto del fondo sanitario. Se invece saremo in grado di ottenere più fondi garantendo equilibrio con minori entrate, quelle risorse devono tornare alla comunità. Intanto si propone un Programma Operativo 2026/2028 di enormi tagli con prescrizioni vincolanti da recepire obbligatoriamente dal Consiglio Regionale, in sostanza un vero e proprio commissariamento”.

Capogruppo consiliare del Partito Democratico Consiglio Regionale dell’ Abruzzo Silvio Paolucci:

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Regione Abruzzo-Gruppo PD su proposta di legge n. 78: “La maggioranza si divide sul testo e va sotto”.

Pescara- 17 giugno 2025-Silvio PaolucciCapogruppo consiliare del Partito Democratico Consiglio Regionale dell’ Abruzzo: “Seduta all’ultimo sangue quella congiuntaRegione Abruzzodelle Commissioni Bilancio e Sanità, dove oggi si è consumato l’ennesimo regolamento di conti nella maggioranza di destra durante la discussione di alcuni articoli della proposta di legge n.78 all’esame dell’organo consultivo. Ne fanno le spese gli assessori Santangelo e Quaglieri, artefici proponenti di emendamenti che hanno registrato il voto contrario di Lega, di parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno fermato la strada a vere e proprie “sveltine”, nonostante la fame di risorse che c’è a causa delle condizioni della sanità e dell’esigenza di utilizzare qualunque fondo a disposizione per colmare l’abisso creato da sette anni di gestione Marsilio a quel settore e, a ricaduta, anche al bilancio regionale. La seduta di oggi dimostra bene lo stato dei rapporti in una maggioranza andata ripetutamente sotto, perché una parte ha votato contro i provvedimenti proposti”, la denuncia del Gruppo consiliare del Pd.

“Baruffa sull’articolo 5 del testo voluto dal gruppo di Forza Italia, abrogato grazie a un emendamento prodotto dalla stessa maggioranza, perché prevedeva la possibilità di trasformare gli edifici direzionali della città dell’Aquila e in attività ricettive, in particolar modo Bed & Breakfast, evidentemente danneggiando o, meglio, privilegiando interessi non coincidenti nel centrodestra – illustrano i consiglieri,Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Di Marco eAntonio Di MarcoeSandro Mariani– . L’articolo 6, invece, sempre del gruppo di Forza Italia, che prevedeva azioni per l’aggregazione nei Comuni del cratere, viene modificato e sostanzialmente, sempre da parte di un pezzo della maggioranza con l’avallo del sindaco Biondi, che con il voto dell’opposizione ha surclassato il gruppo proponente, esprimendo, così, un vero e proprio voto politico forte, perché contrario alla proposta del gruppo di Forza Italia e del suo assessore Santangelo. L’articolo 7, siamo in quota Quaglieri, poco dopo viene addirittura bocciato, perché emerge anche agli occhi della maggioranza la sveltina di riprogrammare 200.000 euro da un’iniziativa sportiva originariamente prevista in bilancio, a un’altra. L’operazione non è riuscita perché si sono messi contro rappresentanti anche autorevoli, come Gatti, Mannetti, la Lega e parte di Fratelli d’Italia che hanno votato con l’opposizione. Ultimo articolo sotto la lente è l’8, che ben fa capire quanto male governa la maggioranza, noi abbiamo votato a favore perché prevedeva risorse per la Saga, ma siamo alla terza modifica dell’allegato finanziario di copertura delle risorse, cosa che le ha praticamente rese inutilizzabili finora, anche se licenziate per tempo, a causa dei continui cambi di allegati finanziari in cerca di copertura.

Dunque, oltre all’incapacità di programmare di questa maggioranza, oggi c’è l’evidente incapacità di sostenere azioni positive, a causa di sfiducia fra alleati, della fame di consenso elettorale per alcuni membri dell’esecutivo, della esigenza di coprire il debito monstre prodotto per la sanità e i piani per evitare che si trasformi in un abisso contabile ben più ampio. Il risultato è che si governa tessendo e sfasciando una tela che purtroppo non ha un bell’aspetto, facendo manovre e modificandole di fatto costringendo la macchina regionale alla palude e, non ultimo, mettendo al muro due esponenti dell’esecutivo che non il voto contro degli alleati oggi sono stati sfiduciati per il proprio operato”.

Nota del 17 giugno 2025

Silvio Paolucci

Capogruppo consiliare del Partito Democratico
Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

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Silvio Paolucci (PD): “Il Partito Democratico ripresenta la proposta di Legge su Educazione alla parità di genere”

Silvio Paolucci (PD): “Il Partito Democratico ripresenta la proposta di Legge su Educazione alla parità di genere” –Così Silvio Paolucci,Capogruppo consiliare del Partito DemocraticoRegione Abruzzo:“I dati sulla violenza di genere dimostrano che per vincere questa annosa guerra urge una cultura nuova a tutti i livelli. Nonostante le mobilitazioni successive al femminicidio di Giulia Cecchettin, sono 80 le donne uccise al 27 ottobre scorso in ambito famigliare e affettivo, 93 per l’osservatorio di Non una di meno, a cui si sommano gli ultimi casi dei giorni scorsi. Questa consapevolezza sta alla base della proposta di legge regionale per istituzionalizzare e potenziare l’educazione contro violenza e disparità di genere promossa in Consiglio regionale, affinché questi temi diventino materia viva nell’educazione scolastica e universitaria”, così il segretario regionale del PD Daniele Marinelli con il capogruppo e i consiglieri regionali Pd Silvio Paolucci, Antonio Di Marco, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani, che con la Conferenza delle Donne Democratiche stamane in conferenza a L’Aquila hanno annunciato l’intenzione di ripresentare la proposta di legge regionale predisposta in collaborazione anche con i Giovani Democratici.

“Non si fa prevenzione con la condanna della violenza di genere, ha senso dirlo proprio oggi e cominciare da oggi un cammino diverso, per questo ripresentiamo la legge – così i consiglieri e i promotori del testo che tornerà in aula alla prima data utile – , le tante morti anche di quest’anno lo dimostrano. La Regione scelga di stare in trincea, facendosi promotrice di una nuova cultura della prevenzione, sul campo, il più possibile inclusiva e aderente alla realtà questo chiede la proposta in 6 articoli, costruita insieme alla Conferenza delle democratiche, perché raccogliesse in sé proposte ed esperienze dirette. Non ha un contenuto politico, quindi invitiamo tutti i componenti l’Assise a votarla, per cominciare un capitolo nuovo sul tema, partendo seriamente e concretamente dall’educazione. Torniamo a chiedere a questa Regione di diventare protagonista e concentrare sulla collaborazione interistituzionale l’azione, coinvolgendo soprattutto gli istituti scolastici, che devono essere sostenuti e stimolati nella proposta di progetti su materie così importanti nella formazione delle future generazioni, visto anche che si sta paurosamente abbassando anche l’età delle vittime, oltre che quella dei fautori di violenza. La proposta di legge ha lo scopo di portare dentro le scuole l’educazione all’affettività e la prevenzione delle violenze e delle discriminazioni di genere che ogni giorno, nel nostro paese, si perpetuano a danno di ragazze e donne i/le quali ancora oggi, spesso, non si sentono pienamente rappresentati da uno Stato che ha il dovere di educare le nuove generazioni al rispetto dei singoli delle scelte altrui. La proposta di legge è un passo in avanti per la nostra Regione affinché diventi esempio di inclusività e rispetto dell’altro”.

Perché serve la legge. Da gennaio a giugno 2024 i dati ministeriali attestano che sono stati registrati 141 omicidi, con 49 vittime donne, di cui 44 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 24 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Con riferimento specifico ai reati introdotti dal cosiddetto Codice Rosso (legge 19 luglio 2019, n. 69), nello stesso periodo c’è stato un generale, progressivo aumento dei casi registrati per i reati di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis c.p.); come pure per quelli di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612-ter c.p.) e di costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.). Se dai dati si passa ad indagare le cause, risulta evidente come la violenza di genere sia legata in molti modi a un retroterra culturale temporalmente e spazialmente molto esteso e a un rapporto storicamente e socialmente connotato, quello patriarcale e gerarchico uomo-donna, nelle forme specifiche in cui esso è presente nelle diverse culture.

La proposta. Non partiamo da zero: in Abruzzo è viva la campagna social #iononsonocarne rilanciata in tutto il Paese e ci sono state molte iniziative di piazza in cui, ancora una volta, si è tornati a parlare dell’importanza dell’educazione come leva per una nuova cultura di genere. Si parte da questo, ma bisogna muoversi perché si tratta di situazioni e fatti che vedono tra i protagonisti i giovanissimi e che sempre più spesso colpiscono minori preadolescenti, fragili ed emotivamente più esposti. Non salva lo status: la violenza di genere è presente in tutti i ceti sociali, in tutte le età, non importa il livello di istruzione e benessere economico e a distanza di dieci anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Istanbul il fenomeno non accenna a diminuire, ma assume il carattere dell’emergenza quotidiana. Risulta dunque evidente come l’educazione alla parità tra i sessi e al rispetto delle differenze sia uno strumento fondamentale per la prevenzione e come sia necessario partire dai banchi di scuola al più presto possibile. La proposta lo fa, impegnando le parti a intraprendere le azioni necessarie per includere nei programmi scolastici di ogni ordine e grado dei materiali didattici su temi quali la parità tra i sessi, i ruoli di genere non stereotipati, il reciproco rispetto, la soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali con l’idea di portare nelle classi un problema che troppo spesso resta isolato in altre mura, fino alle estreme conseguenze.

La parità in sei articoli.L’articolo 1, richiamandosi, ai principi di non discriminazione e al diritto all’istruzione sanciti dalla Costituzione, allo Statuto Regionale, alla L.R. 26/2012, alla Carta dei diritti fondamentali UE e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e a quell’articolo 14 della Convenzione di Istanbul, dianzi citato, che sottolinea il ruolo educativo delle scuole su queste tematiche, nonché all’articolo 1, comma 16, della riforma scolastica del 2015 (L. 107/2015), a norma del quale “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”.

L’articolo 2indica i progetti e le iniziative che, su proposta della Commissione Pari Opportunità e sulla base delle analisi svolte da quest’ultima nell’ambito dei compiti ad essa attribuiti e di cui all’art. 2 comma 2 lettera i) L.R. 14 giugno 2012 n.26, possono essere attuati presso gli istituti scolastici, universitari e formativi, anche in collaborazione con gli Enti locali e che la Regione promuove e sostiene, anche attraverso la concessione di finanziamenti, per la realizzazione di tutte quelle attività di informazione e sensibilizzazione da svolgersi con il coinvolgimento dei diversi attori della “comunità educante”. Tra queste attività rientrano non solo quelle rivolte agli studenti, ma anche quelle rivolte alla formazione del personale scolastico e universitario (dirigenti, docenti, personale ATA).

L’articolo 3ricomprende tra i beneficiari delle attività di promozione e di finanziamento non solo le istituzioni scolastiche e educative di ogni ordine e grado e le istituzioni universitarie, ma anche le istituzioni formative accreditate per l’erogazione di percorsi triennali di istruzione e formazione (IeFP) ai fini dell’assolvimento del diritto-dovere e gli istituti penali per i minorenni. I requisiti, i criteri e le modalità per l’erogazione di questi finanziamenti saranno individuati nello specifico da un’apposita deliberazione della Giunta regionale, che dovrà indicare anche i requisiti di competenza degli operatori che opereranno direttamente a contatto con gli studenti.

L’articolo 4, al fine di ottenere il maggior coinvolgimento possibile delle istituzioni educative e formative, incarica la Giunta di promuovere la stipula di appositi protocolli d’intesa con le Università, l’Ufficio scolastico regionale, l’ANCI e l’UPI. Lo stesso articolo 4 individua la possibilità di collaborazione con altri Enti o Istituzioni

L’articolo 5 reca la disposizione finanziaria evidenziando che gli oneri decorrono dall’anno 2024. A questi si fa fronte con le risorse di apposito e nuovo stanziamento denominato “Fondo per promuovere l’educazione alla parità di genere e la prevenzione delle discriminazioni e della violenza di genere nelle istituzioni scolastiche, universitarie e formative”.

I fondi. Si specifica che gli interventi di cui alla presente proposta di legge possono essere cofinanziati inoltre facendo ricorso ad altre risorse regionali e statali, allocate e trasferite per finalità coerenti con gli obiettivi della stessa.

Abruzzo

L’Aquila-Segreteria e gruppo regionale Partito Democratico su task force sanità: “La moratoria sui manager che ha nominato lui è segno del fallimento di Marsilio”

L’Aquila-Silvio PaolucciCapogruppo consiliare del Partito Democratico Consiglio Regionale dell’ Abruzzo:“La task force annunciata sulla sanità non è altro che l’espressione tangibile del fallimento di Marsilio. Un provvedimento tardivo, che arriva a disavanzo fatto e che non servirà ad arrestare la crescita di quello futuro, che rischia di essere più imponente del 2023. Un atto imbarazzante, non solo perché mette in moratoria manager di nomina politica, designati anche contravvenendo le normative vigenti, come dimostrano i ricorsi vinti dai manager rimossi da Marsilio, ma perché è di fatto un autocommissariamento. La verità è che con la gestione della destra il comparto sta andando verso un nuovo commissariamento, cosa che diciamo da anni e che è stata sempre smentita dal Governo regionale, salvo presentare subito dopo la riconferma elettorale i conti in rosso di una sanità non gestita da anni”, duro il commento del segretario regionale PdDaniele Marinelli, del capogruppo in ConsiglioSilvio Paoluccie dei consiglieri regionaliDino Pepe, Antonio Di Marco, Sandro Mariani, Antonio BlasioliePierpaolo Pietrucci.

“Da anni diciamo che i conti delle Asl sarebbero stati in rosso, nonostante i tanti fondi a disposizione negli anni del Covid, da quando i disavanzi sono stati “svelati” dopo essere stati a lungo negati e addirittura nascosti, abbiamo detto che i manager che Marsilio ha scelto erano divenuti abusivi, perché questo dice la normativa vigente e il contratto stesso dei DG – incalzano gli esponenti Pd – . Non solo, con le nostre denunce abbiamo sventato il tentativo di creare altre poltrone con un organismo di controllo che solo con l’emendamento di qualche giorno fa è divenuto una task force gratuita, perché era nato come struttura di missione che sarebbe costata almeno un milione di euro alla comunità. Spiace che a pagare tale fallimento non sarà chi lo ha provocato, ma saranno ancora una volta gli abruzzesi e gli operatori sanitari, i medici, il personale della sanità che quotidianamente deve accogliere e curare i pazienti, nonostante il crollo delle prestazioni, nonostante i servizi che, a causa del disavanzo, la sanità pubblica non è più in grado di assicurare. Questo, nonostante i mancati investimenti in edilizia sanitaria e sul personale e i tempi per le cure che insieme ai costi costringono chi può a migrare altrove e verso la sanità privata e chi non può, almeno 120.000 abruzzesi a rinunciare a curarsi. Non c’è una cifra che vada in positivo nella gestione Marsilio, una realtà riconosciuta da tutti, Ministeri, Agenzia sanitaria nazionale e regionale, Tavoli di monitoraggio e tutti gli altri soggetti attivi nella gestione della sanità italiana”.

Silvio PaolucciCapogruppo consiliare del Partito Democratico-Consiglio Regionale dell’ Abruzzo

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