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Nuovo stadio AS Roma a Pietralata:Giunta Capitolina approva la delibera

Roma– La Giunta Capitolina di Roma Capitale haapprovato la proposta di delibera per la presa d’atto della verifica di ottemperanza del Progetto di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) del nuovo stadio della As Roma nell’area di Pietralata alle condizioni, prescrizioni e raccomandazioni stabilite con la dichiarazione di pubblico interesse del maggio 2023.

Roberto Gualtieri-Sindaco di Roma Capitale
Roberto Gualtieri-Sindaco di Roma Capitale

Il provvedimento sarà ora esaminato dalle Commissioni competenti e, nelle prossime settimane, sottoposto al voto definitivo dell’Assemblea capitolina per la conferma dell’interesse pubblico del progetto.Il Pfte, consegnato a dicembre dalla As Roma, interessaun’area complessiva di 27 ettari. Di questi, 11,6 ettari sono destinati a verde pubblico e 3,5 ettari a piazze e percorsi pedonali, per un totale di circa 15 ettari di spazi pubblici scoperti. L’intervento configura un nuovo polo urbano e un’infrastruttura multifunzionale, progettata per essere fruibile durante tutto l’anno, anche al di fuori degli eventi sportivi.

Lo stadio avrà una capienza di60.605 posti, con una curva da 23.000 posti tra le più grandi d’Europa. Il complesso ospiterà funzioni aperte alla città:un museo di 1.600 mq, un fan store di 1.800 mq, 30 punti vendita, 245 mq per il bar del parco e 21.000 mq destinati ad hospitality e attività congressuali (Mice). L’architettura richiama la tradizione dell’antica Roma e integra i segni distintivi del Club: la scritta “Roma 1927” sulla facciata sud e l’emblema della As Roma sulla facciata nord.

Il progetto prevede la realizzazione didue aree grandi verdi integrate nel sistema urbano: il parco dello stadio e il parco centrale. Ilparco dello stadio comprende l’impianto per 6,7 ettari, circa 50.000 mq di aree verdi e spazi di connessione, oltre al podio con piazze e percorsi pedonali. Ilparco centrale, esteso per 6,9 ettari, sarà uno spazio pubblico quotidiano e multifunzionale, con aree per attività ricreative, sport all’aperto, sosta e percorsi ciclopedonali. È prevista inoltre la pedonalizzazione dell’ex via Sublata, la realizzazione di nuove piazze, aree gioco accessibili, spazi fitness e servizi di ristoro.

Maurizio Veloccia-Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale

Sul fronte dellamobilità e della sosta sono previsti 91.426 mq di parcheggi pubblici e privati a uso pubblico, tra strutture interrate (fruibili anche nei giorni senza eventi), parcheggi a raso e multipiano, oltre a tre velostazioni. Sono previsti2.606 posti auto nel comparto stadio e nel Piano particolareggiato e5.712 posti moto. A questi si aggiungono2.577 posti auto nei parcheggi di scambio lungo la linea B (Santa Maria del Soccorso, Ponte Mammolo, Rebibbia), di cui1.901 utilizzabili nei giorni di gara, e 1.660 posti lungo la linea FL2 (La Rustica UIR, La Rustica Città, Serenissima), di cui 996 destinati al match day.

Il sistema ciclopedonale collegherà l’area alla rete esistente e alla stazione Tiburtina, garantendo continuità e sicurezza dei percorsi. Sono previsteuna pista ciclabile lungo l’asse nord–sud, tre velostazioni (Monti Tiburtini, comparto Istat, via Achille Tedeschi) e 3.582 posti bici, oltre a due passerelle ciclopedonali verso la stazione Tiburtina, uno scavalco del fascio ferroviario in direzione via Livorno e una passerella su via dei Monti di Pietralata.

L’investimento complessivo da parte della As Roma ammonta a1.047,79 milioni di euro, di cui 696,37 milioni destinati alla realizzazione dello stadio e la restante quota alle opere di urbanizzazione e ai costi di costruzione.

Ladelibera approvata in Giunta conferma il recepimento nel Pfte delle prescrizioni definite inderogabili dall’Assemblea capitolina e, in relazione al potenziamento dell’offerta di sosta, indirizza adestinare parte dei proventi derivanti dal costo di costruzione alla realizzazione di ulteriori parcheggi nell’area di riferimento e a integrare il Piano urbano dei parcheggi con nuove aree da individuare nel quadrante interessato.

Il provvedimento autorizza inoltre il Sindaco, o un suo delegato, a partecipare alla Conferenza di servizi decisoria che sarà indetta dalla Regione Lazio.

Dopo l’approvazione definitiva dell’Assemblea capitolina,il progetto sarà sottoposto al procedimento autorizzatorio unico regionale, comprensivo della valutazione di impatto ambientale e della Conferenza dei servizi decisoria.

sindaco di Roma Roberto Gualtieri

Oggi per Roma è una giornata importante. Il nuovo stadio della As Roma non è solo un impianto sportivo: è un progetto che parla di futuro, di rigenerazione e di fiducia nella capacità della città di realizzare opere di qualità, riqualificando un intero quadrante come Pietralata. Abbiamo lavorato con determinazione perché questo percorso arrivasse fin qui e continueremo a farlo con lo stesso impegno. È una scelta che guarda avanti e che rafforza la credibilità e la capacità di Roma di portare a termine interventi strategici per la città”, dichiara il Sindaco di RomaRoberto Gualtieri.

Maurizio Veloccia-Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale

Quello di oggi è un passaggio importante per la realizzazione del nuovo stadio della Roma che non sarà solo un impianto sportivo moderno e dedicato ai tifosi, ma un vero e proprio nuovo polo urbano che arricchirà la città e contribuirà alla riqualificazione del quadrante di Pietralata. Anche in questo caso, Roma Capitale ha dimostrato la volontà e la capacità di lavorare per lo sviluppo e il futuro della città. Da quando abbiamo ricevuto il dossier non abbiamo perso tempo e abbiamo agito con determinazione per concludere l’istruttoria in poche settimane. Ringrazio, in proposito, tutti gli ufficio per il grande impegno profuso che ci ha consentito di arrivare a questa delibera. Adesso siamo pronti per portare il provvedimento in Aula e per fare in modo che, al più presto, possa avviarsi finalmente l’iter finale del percorso con l’approvazione in conferenza di servizi” aggiunge l’Assessore capitolino all’UrbanisticaMaurizio Veloccia.

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Anticipazioni TV

Anticipazioni per il Grande Teatro di Gallina in TV del 30 aprile alle 16 su Rai 5: “Serenissima”

Anticipazioni per il Grande Teatro di Giacinto Gallinain TV del 30 aprile alle 16 su Rai 5: “Serenissima”– Per il Grande Teatro diGiacinto Gallinain TV oggi pomeriggio mercoledì 30 aprile alle 16 andrà in onda su Rai 5 la commedia “Serenissima” scritta dall’autore nel 1891 e trasmessa dalla Rai nella versione televisiva realizzata nel febbraio 1969 con la regia di Carlo Lodovici.

Interpretazione di Giorgio Gusso, Adriana Vianello, Carlo Romano, Elsa Vazzoler, Renato Malavasi, Vittorio Pregar, Donatella Ceccarello, Antonio Battistella, Cesco Baseggio, Laura Carli, Gino Cavalier e Lida Cosma.

Durante la rivolta dei gondolieri contro l’introduzione in laguna dei primi i vaporetti, osteggiata violentemente da coloro che vedono in pericolo il proprio lavoro e che si rivolgono unanimi proprio a Serenissima affinchè, con la sua esperienza e la sua saggezza, li organizzi nella protesta.

Giacinto Gallina (Venezia31 luglio 1852 – Venezia13 febbraio 1897) è stato un commediografo italiano, considerato l’erede della grande stagione goldoniana.

Nacque nella parrocchia di San Giovanni in Bragora (civico 3414 del sestiere di Castello) da Giuseppe e Anna Rota. Ancora bambino, i genitori si separarono e Giacinto andò a vivere col padre assieme al fratello Enrico (nato nel ’54). Nella giovinezza, peraltro segnata dalla mancanza della figura materna, non si distinse particolarmente negli studi e i primi contatti con la commedia li ebbe solo tramite il padre che, essendo medico comunale, fu incaricato dal municipio a prestare servizio nei teatri. Frequentò il collegio “Cestari”, passando quindi al liceo “Marco Polo” e infine al liceo “Foscarini”. Qui compose un’epigrafe dedicata a Daniele Manin, secondo alcuni non priva di pregi, che tuttavia non lo salvò dalla bocciatura. Abbandonati gli studi classici, entrò nell’orchestra del Teatro Malibran (era un buon violoncellista), arrotondando le entrate dando lezioni di pianoforte.

Cominciò ad interessarsi veramente di teatro già a sedici anni: in una prefazione alle sue commedie, ricordava di avere scritto allora una lunga e farraginosa tragedia (Amore e Onestà) ma, più per impratichirsi nell’arte, decise di metterla da parte componendo una commedia, L’Ipocrisia (poi rivista e reintitolata Uno zio ipocrita). Il 22 ottobre 1870 riuscì anche a farla rappresentare, ottenendo però più critiche che apprezzamenti, sebbene qualcuno riconoscesse le sue potenzialità. Spronato da questi tiepidi commenti, decise di recuperare la tragedia e, il 24 marzo 1871, la presentò al pubblico dell’Apollo (l’attuale Teatro Goldoni), ottenendo però un inesorabile fiasco. Demoralizzato ma non ancora arreso (ad un amico scrisse: «La vita è una prova – Corriamo a provar»), decise, inizialmente a controvoglia, di convertirsi alla commedia dialettale ispirata di Carlo Goldoni. Spinto dal capocomico Angelo Moro Lin, alla cui compagnia restò da ora sempre legato, si rivolse al dialetto, e scrisse Le barufe in famegia (ispirata alla goldoniana La famiglia dell’antiquario) che, rappresentata il 12 gennaio 1872, segnò il primo successo per il Gallina.

Appena quarantenne, il commediografo cominciò ad ammalarsi gravemente, prima di tifo, quindi di un ascesso al fegato. Durante il ricovero in ospedale, il sindaco e amico Riccardo Selvatico lo unì civilmente alla convivente, l’attrice Paolina Campsi, ma morì poco dopo, nella casa di Rialto[1].

Le sue opere si caratterizzarono per la descrizione della crisi dell’aristocrazia, delle inquietudini della borghesia, del tradizionalismo dei gondolieri della Venezia post-risorgimentale, impregnata di un fondo ottimistico non esente da note patetiche.[2]

È sepolto a Venezia, nel cimitero di San Michele[3].

Foto interna ed esterna:https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/11/A-teatro-con-Rai5-canale-23-c7ac591e-8640-4546-8676-7c6d58dd4476-ssi.html

Anticipazioni TV

Anticipazioni per il Grande Teatro di Gallina in TV del 23 ottobre alle 15.45 su Rai 5: “Serenissima”

Anticipazioni per il Grande Teatro di Giacinto Gallinain TV del 23 ottobre alle 15.45 su Rai 5: “Serenissima”– Per il Grande Teatro diGiacinto Gallinain TV oggi pomeriggio 23 ottobre alle 15.45 andrà in onda su Rai 5 la commedia “Serenissima” scritta nel 1891 e trasmessa dalla Rai nella versione televisiva realizzata nel febbraio 1969 con la regia di Carlo Lodovici.

Interpretazione di Giorgio Gusso, Adriana Vianello, Carlo Romano, Elsa Vazzoler, Renato Malavasi, Vittorio Pregar, Donatella Ceccarello, Antonio Battistella, Cesco Baseggio, Laura Carli, Gino Cavalier e Lida Cosma.

Durante la rivolta dei gondolieri contro l’introduzione in laguna dei primi i vaporetti, osteggiata violentemente da coloro che vedono in pericolo il proprio lavoro e che si rivolgono unanimi proprio a Serenissima affinchè, con la sua esperienza e la sua saggezza, li organizzi nella protesta.

Giacinto Gallina (Venezia31 luglio 1852 – Venezia13 febbraio 1897) è stato un commediografo italiano, considerato l’erede della grande stagione goldoniana.

Nacque nella parrocchia di San Giovanni in Bragora (civico 3414 del sestiere di Castello) da Giuseppe e Anna Rota. Ancora bambino, i genitori si separarono e Giacinto andò a vivere col padre assieme al fratello Enrico (nato nel ’54). Nella giovinezza, peraltro segnata dalla mancanza della figura materna, non si distinse particolarmente negli studi e i primi contatti con la commedia li ebbe solo tramite il padre che, essendo medico comunale, fu incaricato dal municipio a prestare servizio nei teatri. Frequentò il collegio “Cestari”, passando quindi al liceo “Marco Polo” e infine al liceo “Foscarini”. Qui compose un’epigrafe dedicata a Daniele Manin, secondo alcuni non priva di pregi, che tuttavia non lo salvò dalla bocciatura. Abbandonati gli studi classici, entrò nell’orchestra del Teatro Malibran (era un buon violoncellista), arrotondando le entrate dando lezioni di pianoforte.

Cominciò ad interessarsi veramente di teatro già a sedici anni: in una prefazione alle sue commedie, ricordava di avere scritto allora una lunga e farraginosa tragedia (Amore e Onestà) ma, più per impratichirsi nell’arte, decise di metterla da parte componendo una commedia, L’Ipocrisia (poi rivista e reintitolata Uno zio ipocrita). Il 22 ottobre 1870 riuscì anche a farla rappresentare, ottenendo però più critiche che apprezzamenti, sebbene qualcuno riconoscesse le sue potenzialità. Spronato da questi tiepidi commenti, decise di recuperare la tragedia e, il 24 marzo 1871, la presentò al pubblico dell’Apollo (l’attuale Teatro Goldoni), ottenendo però un inesorabile fiasco. Demoralizzato ma non ancora arreso (ad un amico scrisse: «La vita è una prova – Corriamo a provar»), decise, inizialmente a controvoglia, di convertirsi alla commedia dialettale ispirata di Carlo Goldoni. Spinto dal capocomico Angelo Moro Lin, alla cui compagnia restò da ora sempre legato, si rivolse al dialetto, e scrisse Le barufe in famegia (ispirata alla goldoniana La famiglia dell’antiquario) che, rappresentata il 12 gennaio 1872, segnò il primo successo per il Gallina.

Appena quarantenne, il commediografo cominciò ad ammalarsi gravemente, prima di tifo, quindi di un ascesso al fegato. Durante il ricovero in ospedale, il sindaco e amico Riccardo Selvatico lo unì civilmente alla convivente, l’attrice Paolina Campsi, ma morì poco dopo, nella casa di Rialto[1].

Le sue opere si caratterizzarono per la descrizione della crisi dell’aristocrazia, delle inquietudini della borghesia, del tradizionalismo dei gondolieri della Venezia post-risorgimentale, impregnata di un fondo ottimistico non esente da note patetiche.[2]

È sepolto a Venezia, nel cimitero di San Michele[3].

Foto interna ed esterna:https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/11/A-teatro-con-Rai5-canale-23-c7ac591e-8640-4546-8676-7c6d58dd4476-ssi.html