un giorno

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 14 settembre alle 23.10 su Rai 3: il caso di Salvatore Dentamaro

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 14 settembre alle 21.20 su Rai 3:il caso di Salvatore Dentamaro– 18 settembre 2018. Lungomare di Bari, zona di prostituzione. Dentro un’automobile, un corpo maschile in biancheria femminile e tacchi alti, ucciso da un’unica coltellata al collo. La vittima, Salvatore Dentamaro, quarantenne, aveva alle spalle una transizione di genere interrotta, e una doppia vita: di giorno con i genitori era Salvatore, di sera, per i suoi clienti, “Ambra”.

Ed è proprio nel mondo della prostituzione trans che si cerca il colpevole, forse l’ultimo cliente di Ambra. Il tribunale di Bari dovrà decidere se l’identikit di quest’uomo coincide con Francesco Brandonisio, coinvolto in questa storia da una segnalazione anonima. L’omicidio di “Ambra” è al centro della puntata di “Un giorno in pretura”, in onda domenica 14 settembre alle 23.10 su Rai 3.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

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“Un Giorno in Pretura” del 29 aprile alle 21.20 su Rai 3: la scomparsa di Agata Scuto

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 29 aprile alle 21.20 su Rai 3:la scomparsa di Agata Scuto– Martedì 29 aprile, alle 21.20 su Rai 3, appuntamento con “Un giorno in pretura”, di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra. Titolo di questa puntata è “La “fuitina” di Agata”, di Silvia Marta Di Fonso. Agata Scuto, 22 anni, scompare da Acireale il 4 giugno del 2012.

Non se ne sa più nulla, fino a quando nel 2020 una lettera anonima alla redazione di “Chi l’ha visto?” fa riaprire il caso, indirizzando le indagini nell’ambito familiare. La ragazza viveva assieme alla madre e al compagno di lei, Rosario Palermo, venditore di lumache, che è oggi a giudizio per omicidio e occultamento di cadavere.

 Palermo si difende dicendo che la mattina della scomparsa di Agata era andato a raccogliere lumache. La madre testimonia di averla chiamata e che la ragazza le aveva confidato di essere fuggita con un certo Antonio. Di avere messo in atto, insomma, la classica “fuitina”. Ma è vero?

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 15 aprile alle 21.20 su Rai 3: “Diabolik: la sentenza”

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 15 aprile alle 21.20 su Rai 3:“Diabolik: la sentenza”e il processo ad Antonio De Marco– Si apre con l’ultima parte del processo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, il nuovo appuntamento con “Un giorno in Pretura”, di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra, in onda martedì 15 aprile alle 21.20 su Rai 3.

Sul banco degli imputati siede Raul Calderon, accusato dalla ex compagna, Rina Bussone, di essere il killer che ha sparato nell’estate del 2019. Ma riuscirà il racconto della donna a convincere la Corte?

Nella seconda parte, spazio al processo per l’omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, la coppia di fidanzati uccisi il 21 settembre del 2020 a Lecce. L’ex coinquilino Antonio De Marco ha confessato.

All’apparenza, nessun movente. Un ragazzo solitario, infelice, che non sopportava la felicità dei suoi ex coinquilini. Ma è sufficiente l’invidia a spiegare questo atroce delitto?

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” dell’8 aprile alle 21.20 su Rai 3: il caso “Diabolik”

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi dell’8 aprile alle 21.20 su Rai 3:Il caso “Diabolik” conIl delitto dell’ultrà laziale Fabrizio Piscitelli– “Un giorno in pretura” torna su Rai 3 con il ciclo primaverile, proponendo in cinque prime serate i processi che hanno fatto più discutere, accanto a casi meno noti: un affresco del paese reale, dai Tribunali di tutta Italia. 

Si parte da Roma martedì 8 aprile alle 21.20 con il caso di Fabrizio Piscitelli,detto Diabolik, noto capo ultrà laziale di ultradestra e con importanti amicizie nel narcotraffico romano, ucciso il 7 agosto del 2019 un colpo di pistola, in un tranquillo pomeriggio al Parco degli Acquedotti. Il suo killer si allontana indisturbato in tenuta da jogging, sotto gli occhi di numerosi testimoni.

Le indagini sono fin da subito complicatissime: nessuno sa, nessuno vuole parlare. E oggi l’unico a sedere sul banco degli imputati è un argentino di 55 anni, noto come Raul Caldero, che rischia l’ergastolo: chi accusa di essere il killer di Diabolik, è la sua ex compagna, la madre di sua figlia. 

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 14 dicembre alle 23.55 su Rai 3: “Passione d’amore” e l’omicidio di Gloria Rosboch

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 14 dicembre alle 23.55 su Rai 3:con “Passione d’amore” l’ultima puntata della stagione ripercorre l’omicidio di Gloria Rosboch– Con “Passione d’amore” di Silvia Marta Di Fonso si giunge all’ultima puntata della stagione di “Un giorno in pretura, dedicata, sabato 14 dicembre alle 23.55 su Rai 3, al processo di appello nei confronti di Caterina Abbattista. La donna è accusata di truffa e concorso morale nell’omicidio commesso dal figlio Gabriele De Filippi ai danni della professoressa Gloria Rosboch. Nel febbraio del 2016 il ritrovamento del corpo dell’insegnante in fondo a un pozzo nel canavese aveva fatto emergere una torbida storia di raggiri, manipolazioni e bugie da parte di De Filippi ai danni della donna, che si era invaghita di lui e gli aveva affidato tutto il patrimonio di famiglia. Quando finalmente si era decisa a denunciare la truffa, era stata strangolata dal ragazzo assieme a Roberto Obert il suo amante. Ma è possibile che anche la madre di De Filippi, Caterina Abbattista, abbia contribuito ad istigare il figlio ad uccidere? Nel processo di primo grado la donna era stata assolta per il favoreggiamento nell’omicidio, e condannata per concorso in truffa. In appello, il nuovo verdetto.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 30 novembre alle 23.55 su Rai 3: il caso Pizzicolo sull’omicidio di Lavinia Aiolaiei

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 30 novembre alle 23.55 su Rai 3:il caso Pizzicolo sull’omicidio di Lavinia Aiolaiei e la decisione sulla conferma dell’ergastolo– La Corte d’Assise di Appello di Milano deve decidere se confermare la condanna all’ergastolo per Andrea Pizzocolo per l’omicidio di una giovanissima ragazza rumena, Lavinia Aiolaiei, strangolata nel settembre del 2013 in un Motel in provincia di Varese con delle fascette da elettricista.

Questo è il caso della puntata di “Un giorno in pretura” in onda sabato 30 novembre alle 23.55 su Rai 3. 

Il ragioniere di Arese aveva poi abusato del cadavere, riprendendo tutto con le sue microtelecamere. L’imputato ha sempre sostenuto di essere una persona non violenta e di non ricordare nulla di quella notte a causa delle numerose droghe che aveva assunto.

 Ma per l’accusa, la tesi di Pizzocolo non è altro che un’astuzia difensiva, con la quale tenta oggi di ridimensionare un omicidio brutale e premeditato.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 23 novembre alle 23.55 su Rai 3: il caso di Stefano Masala

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 23 novembre alle 23.55 su Rai 3:il caso di Stefano Masala– Viene cercato dappertutto Stefano Masala, in ogni angolo della Barbagia, ma del giovane di Nule non si troveranno mai i resti. Una storia ricostruita da “L’umiliazione” di Francesco Gilioli, in onda sabato 23 novembre a mezzanotte su Rai 3, per “Un giorno in Pretura”, il programma di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra.
Secondo gli inquirenti Stefano sarebbe la vittima collaterale di un altro delitto, incastrato in un piano diabolico il cui vero obiettivo era in realtà Gianluca Monni, un liceale di un paese vicino. 
Davanti alla corte d’assise di Nuoro è imputato un altro giovane, Alberto Cubeddu, il braccio destro del cugino Paolo Enrico Pinna: sono accusati di avere ordito il duplice omicidio al solo scopo di vendicare un’umiliazione subita molti mesi prima.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 16 ottobre alle 23.55 su Rai 3: i delitti della Barbagia

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 16 ottobre alle 23.55 su Rai 3:i delitti della Barbagia – Il caso di Gianluca Monni, uno studente all’ultimo anno di liceo, ucciso a colpi di fucile mentre aspetta l’autobus a Orune, un paesino nel cuore della Barbagia. Lo ricostruisce “Delitti in Barbagia”, di Francesco Giulioli, per “Un giorno in Pretura” – il programma di di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra – in onda sabato 16 novembre alle 23.55 su Rai 3. 

L’omicidio apparentemente non è causato da una delle faide decennali che hanno insanguinato queste terre: secondo gli inquirenti è solo la vendetta di Enrico Pinna, un minorenne dei dintorni che aveva avuto un alterco con Gianluca. Ad aiutarlo, sarebbe stato il cugino Alberto Cubeddu, odierno imputato.

Ma la storia è più complicata di quello che sembra e riguarda anche la sparizione di Stefano Masala, un altro giovane di Nule. La corte d’assise di Nuoro dovrà fare luce su due delitti inspiegabili e apparentemente privi di legame.

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La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 26 ottobre alle 23.50 su Rai 3: “L’incappucciato” 

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 26 ottobre alle 23.00 su Rai 3:“L’incappucciato” – Il 26 agosto del 2016, a Seriate in provincia di Bergamo, viene uccisa poco dopo la mezzanotte Gianna Del Gaudio, un’insegnante in pensione di 63 anni. A trovare in un lago di sangue il corpo della donna, con un profondo taglio alla gola, è il marito Antonio Tizzani.

Un caso ripercorso da “L’incappucciato” di Stefano Di Gioacchino, in onda sabato 26 ottobre alle 23.50 su Rai 3 per “Un giorno in Pretura” di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra.

Tizzani sostiene di aver visto, una volta entrato in casa dal giardino, un uomo incappucciato chino sulla borsetta della moglie, di aver provato a inseguire l’assassino senza però riuscire a fermarlo. Gli inquirenti però non credono alla sua versione, e si convincono che sia proprio lui ad aver ucciso la moglie in seguito a un feroce litigio. Perché dalle indagini emerge un passato burrascoso tra i coniugi, fatto di insulti e violenze, e forse dei veri e propri maltrattamenti.

Ma come sono andate veramente le cose quella notte? È stato Antonio Tizzani ad uccidere la moglie in un accesso d’ira o si è trattato di una rapina sfociata in omicidio?

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

Foto interna ed esterna:https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2023/11/Un-giorno-in-Pretura-72a8d0f6-1cde-4ecd-88bc-7db4c1ae9e34-ssi.html

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 12 ottobre alle 23 su Rai 3: l’ingiustizia sulla pelle

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 12 ottobre alle 23.00 su Rai 3:l’ingiustizia sulla pelle, la storia di Emmanuel Bonsue– Nuovo appuntamento con “Un giorno in Pretura”, la trasmissione di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra, in onda sabato 12 ottobre alle 23.40 su Rai 3 con la puntata dal titolo ““L’ingiustizia sulla pelle” di Francesco Giulioli.

Un caso di abuso in divisa che inizia con uno scambio di persona e finisce scuotendo una città tranquilla come Parma. È la storia di Emmanuel Bonsu, uno studente di origine ghanese finito per sbaglio in un’improbabile retata antidroga organizzata dai vigili urbani.

Vittima di percosse e di insulti razzisti, sceglierà di non rimanere in silenzio e di mobilitare l’attenzione pubblica sul suo caso. Una storia esemplare che a distanza di anni ancora interroga l’amministrazione della città chiedendo giustizia.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 21 settembre alle 23.40 su Rai 3: “Il clan degli Abbas”

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 21 settembre alle 23.40 su Rai 3:“Il clan degli Abbas”– Sabato 21 settembre, alle 23.40 su Rai 3 “Un giorno in Pretura” presenta la seconda parte del processo a carico dei familiari di Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa la notte del 1° maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia.

Dalle telecamere di sorveglianza emerge l’inquietante ipotesi che lo zio e i cugini abbiano scavato la fossa dove seppellire Saman il giorno prima della sua sparizione, inoltre la sera della sua morte le immagini riportano la ragazza uscire accompagnata dai genitori verso lo stradello di fronte casa da cui non farà più ritorno. Il principale accusatore è il fratello, che si trova in una difficilissima posizione.

Ma le prove emerse saranno sufficienti a condannare madre, padre zio e cugini e accertare la verità?

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 14 settembre alle 23.40 su Rai 3: “Saman, vita e libertà”

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 14 settembre alle 23.40 su Rai 3:“Saman, vita e libertà”– “Un giorno in Pretura” porta i telespettatori, sabato 14 settembre alle 23.40 su Rai 3, nell’aula del tribunale di Reggio Emilia dove si è tenuto il processo per la morte di Saman Abbas, la ragazza pakistana scomparsa a Novellara la notte del 1° maggio 2021.

Gli accusati sono i genitori, lo zio e due cugini. In questa prima di due puntate si ripercorre la storia della ragazza, dal suo arrivo in Italia al suo profondo desiderio di ribellione che porterà Saman a scegliere di vivere in comunità per sottrarsi al matrimonio combinato in Pakistan con suo cugino perché, in realtà, innamorata di un altro ragazzo pakistano che vive in Italia.

Una relazione, questa, fortemente osteggiata dall’intera famiglia. Saman lascia la comunità e rientra a casa per recuperare i suoi documenti, una scelta che avrà una drammatica conseguenza.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

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Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” del 31 maggio alle 21.20 su Rai 3: il caso Pifferi

Anticipazioni per “Un Giorno in Pretura” con Roberta Petrelluzzi del 31 maggio alle 21.20 su Rai 3:il caso Pifferi , lamadre accusata di omicidio volontario delle figlia di 18 mesi– Con “Alessia Pifferi: i giorni dell’abbandono”, inchiesta firmata da Tommi Liberti riparte, venerdì 31 maggio alle 21.20 su Rai 3, “Un giorno in Pretura”, la trasmissione di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra.

Sarà il primo appuntamento di un ciclo di tre prime serate, dedicate a tre processi che negli ultimi tempi hanno suscitato molto scalpore, a cominciare proprio dal caso Pifferi.

Alessia Pifferi, 36 anni di Ponte Lambro a Milano, è accusata dell’omicidio volontario della sua bambina di 18 mesi. Per andare a incontrare un uomo di Bergamo con il quale aveva una relazione, aveva lasciato la piccola sola in casa per sei giorni. Ma era consapevole delle conseguenze delle sue azioni? 

Secondo l’accusa sì mentre, secondo la difesa, la donna, disoccupata, una serie di relazioni rimediate su internet, soffre di un grave deficit cognitivo. E, sempre secondo la difesa, avrebbe dovuto essere aiutata allora nel gestire il difficile ruolo di madre, piuttosto che accusata oggi, come un’assassina. Uno spaccato di disagio sociale ed emarginazione.

Un giorno in pretura è un programma televisivo italiano di genere documentaristico-criminologico, in onda su Rai 3 dal 18 gennaio 1988. Ideata da Roberta Petrelluzzi, che ne è anche conduttrice e regista, insieme a Nini Perno. È la terza trasmissione più longeva della terza rete Rai dopo il TG3 e Geo. La trasmissione è l’evoluzione del programma In pretura, andato in onda sempre su Rai 3 dal 1985 al 1987.

La trasmissione è l’evoluzione del programma In Pretura, ideato e curato da Nini Perno e Celestino Spada con la collaborazione di Roberta Petrelluzzi, andato in onda per due edizioni, dal 20 novembre 1985 al 27 febbraio 1987, al mercoledì e successivamente al venerdì, alle 19:35 su Rai 3[1][2].

Nelle sue prime edizioni Un giorno in pretura, condotto da Roberta Petrelluzzi e Nini Perno, veniva trasmesso in prima serata ed era molto più incentrato sull’intrattenimento: a parte rari casi in cui trattava un processo per omicidio, la trasmissione prendeva prevalentemente in esame solo processi della cosiddetta giustizia «minore», quali casi di ubriachezza molesta, furti, ricettazioni, rapine, borseggi, risse, liti condominiali, favoreggiamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, sgarbi tra colleghi di lavoro, controversie legate ad un’eredità o a cause di separazione tra coniugi, guida in stato d’ebbrezza, oltraggi a pubblici ufficiali, possesso e spaccio di droga, atti osceni in luogo pubblico, violazioni di domicilio, il tutto per rendere più chiaro ai telespettatori il funzionamento e l’andamento della giustizia italiana.

Il programma rientra in quel genere televisivo che negli anni Novanta prese il nome di Tv verità[3][4], che ricomprende Chi l’ha visto?Telefono gialloUltimo minutoForum.

Foto interna ed esterna:https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2023/11/Un-giorno-in-Pretura-72a8d0f6-1cde-4ecd-88bc-7db4c1ae9e34-ssi.html