martedì, Ottobre 19, 2021
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Lucrezia Rasicci contro la direttiva Bolkestein a difesa dei balneatori e dello sviluppo turistico

“Sono nata sul mare, ad Alba Adriatica, è so bene quanto il tema della Bolkestein sia delicato e continui a creare enormi preoccupazioni ad una categoria, quella dei balneatori, che negli anni ha investito molto per lo sviluppo turistico di tutta la fascia costiera abruzzese e teramana e che rischia di trovarsi, rinvii al 2020 o meno, gambe all’aria nei prossimi anni” dichiara Lucrezia Rasicci, candidata della Lega di Salvini alla Camera per il Collegio Uninominale di Teramo.

“Non è assolutamente possibile che l’Europa, con un atto unilaterale, imponga al nostro Paese di sconvolgere il lavoro di tanti imprenditori, spesso famiglie, che hanno investito tutti i loro risparmi e le loro energie, svendendo il nostro futuro in nome di una “concorrenza internazionale” che poco ha a cuore il nostro Paese e che vede le nostre spiagge solo come un’occasione per fare soldi a spese degli italiani – sottolinea la Rasicci – altri Paesi, a differenza del nostro, hanno combattuto in Europa contro questa stortura chiamata Bolkestein mettendo dinanzi all’interesse comunitario quello nazionale e lo stesso faremo noi della Lega che a Bruxelles abbiamo sempre votato contro questa norma”.

“In queste ultime settimane ho incontrato tanti balneatori e piccoli imprenditori che hanno investito in questo settore e che sono giustamente molto preoccupati. Ho ascoltato le loro rivendicazioni, le loro considerazioni, le valutazioni di chi, ogni giorno, investe tempo e fatica in questo settore, e a breve ho intenzione di organizzare un incontro globale con gli operatori della provincia di Teramo per raccogliere tutti i loro suggerimenti per combattere, in maniera concreta, questa stortura chiamata Bolkestein” conferma la candidata della Lega di Salvini.

“In gioco, infatti, c’è il destino di tanti piccoli operatori che mai e poi mai potrebbero reggere l’urto della concorrenza economica di multinazionali o gruppi economici transnazionali: è per loro e per il futuro di un’intera generazione che ha investito nel turismo che mi batterò, per il mio mare, per il futuro del mio Abruzzo” conclude la Rasicci.

“Noi, a differenza di chi ha mal governato l’Italia, su questo tema non faremo promesse elettorali. Diciamo semplicemente che sarà nostra cura, una volta al governo del Paese, realizzare una riforma del sistema delle concessioni. Come ha più volte sottolineato il nostro candidato Premier, Matteo Salvini, il modello a cui guardiamo è di tipo federalista, che permetta così alle Regioni di adottare una sorta “stato di grazia” fino a trent’anni prima di procedere a nuove concessioni, così da consentire a chi ha fatto investimenti importanti sulla propria concessione di ammortizzare le spese e, eventualmente, di rivedere il proprio modello economico al fine di “combattere finalmente ad armi pari” contro lo strapotere di grossi gruppi stranieri”.

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