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EVO 2026: Macerata esplora i linguaggi del gioco

EVO 2026: Macerata esplora i linguaggi del gioco. Videogame, gioco analogico, gusto, formazione e intrattenimento diffuso: la città diventa laboratorio esperienziale dedicato al gioco come cultura, industria e linguaggio universale

Macerata-Il gioco è un fatto profondamente umano, è relazione, apprendimento, creatività, scoperta, ma è anche una delle industrie culturali più vitali e dinamiche del nostro tempo, capace di unire generazioni, linguaggi, tecnologie e nuove forme di socialità.

Dal 24 al 27 settembre 2026 Macerata ospitaEVO2026, il festival che anche quest’anno mette al centro “i linguaggi del gioco”, trasformando la città in un grande spazio da esplorare e vivere attraverso esperienze ludiche, culturali, gastronomiche e formative.

Per quattro giorni, luoghi storici, piazze, locali e spazi cittadini accoglieranno attività pensate per pubblici diversi: famiglie, bambini, giovani, appassionati, professionisti, imprese e istituzioni. Un festival diffuso che intreccia gioco digitale e analogico, gusto e convivialità, cultura e industria creativa.

Il cuore della manifestazione sarà articolato in quattro grandi aree tematiche.

EVO Village: i “linguaggi del gusto” incontrano la dimensione ludica. Un villaggio esperienziale in piazza della Libertà tra food & drink, percorsi di assaggio, attività per famiglie e format che invitano a “giocare” con sapori, abbinamenti e rituali conviviali.

Casa Nintendo. Inclusivo e intergenerazionale, il modello Nintendo è in piena linea con lo spirito di EVO. Nei locali degli Antichi Forni, grandi e piccini sperimenteranno un’immersione nel mondo Nintendo, con le icone della casa di Kyoto pronte a dar vita a momenti di divertimento e condivisione.

Sala Giochi. All’Asilo Ricci prende forma il regno dell’intrattenimento intelligente: giochi da tavolo, giochi di ruolo, attività per neofiti e appassionati, tornei e dimostrazioni. Uno spazio pensato per tutte le età, dove il gioco diventa esperienza, apprendimento e relazione. Con la partecipazione di Clementoni, specializzata nella produzione di giochi educativi, e Rainbow, leader globale nell’intrattenimento e nell’animazione.

Circuito EVO2026. Nei locali della città aderenti all’iniziativa, la possibilità di vivere esperienze esclusive tra gusto, gioco e fantasia.

Ad arricchire le quattro aree, un palinsesto di iniziative e incontri per tutte le generazioni, con momenti dedicati alla formazione e all’approfondimento, percorsi esperienziali, giochi di un tempo nell’aia e tanti altri momenti d’incontro, condivisione e scoperta. Tutti gli aggiornamenti sul sito internet www.evo.ooo.

EVO 2026 è una manifestazione che fa parte di Social Valley, strategia territoriale approvata dalla Regione Marche e finanziata attraverso i fondi PR Marche FESR 2021-2027 e PR Marche FSE+ 2021-2027, che unisce cinque Comuni lungo la direttrice della bassa valle del Potenza: Macerata, Montecassiano, Potenza Picena, Porto Recanati e Recanati.

EVO è tappa ufficiale del Grand Tour delle Marche di Tipicità ed ANCI Marche, è organizzata dal Comune di Macerata in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, con l’Università di Macerata nel ruolo di partner scientifico, Nintendo e Clementoni come prestigiosi gaming partner, Banco Marchigiano nel ruolo di project partner e tanti altri partner ed associazioni del territorio.

EVO 2026, Macerata diventa città del gioco

ConEVO 2026, Macerata si prepara dunque a vivere quattro giornate nelle quali il gioco diventa strumento di incontro, conoscenza e partecipazione. La manifestazione supera la tradizionale distinzione tra gioco digitale e analogico e propone un’esperienza capace di coinvolgere generazioni diverse, mettendo in relazione cultura, creatività, formazione, tecnologia e convivialità.

La scelta di trasformare piazze, locali e luoghi storici della città in spazi dedicati alle esperienze ludiche rafforza inoltre la vocazione diEVO 2026come festival diffuso e aperto a tutti. Famiglie, bambini, giovani, appassionati e curiosi potranno così scoprire nuovi linguaggi e condividere momenti di divertimento e socialità.

Per quattro giorniMaceratadiventerà quindi un vero laboratorio dedicato al gioco in tutte le sue forme, confermando la capacità del territorio di promuovere iniziative innovative e inclusive.EVO 2026si propone così non soltanto come un appuntamento di intrattenimento, ma come un’occasione per riflettere sul gioco quale linguaggio universale e importante espressione della cultura contemporanea.

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Abbazia di Roti, al via la gara per il recupero: investimento da oltre 2,5 milioni di euro

Abbazia di Roti, al via la gara per il recupero: investimento da oltre 2,5 milioni di euro– Muove un passo decisivo il percorso per la rinascita dell’Abbazia di Roti, storico complesso monastico medievale situato nel territorio comunale di Matelica. È stata infatti indetta la procedura di gara per l’affidamento dei lavori di restauro, consolidamento e valorizzazione del complesso, con l’obiettivo di restituire alla comunità e ai visitatori un luogo di grande valore storico, architettonico e paesaggistico.

A svolgere il ruolo di stazione appaltante è l’Unione Montana Potenza Esino Musone, che ha avviato una procedura di gara aperta e accelerata nell’ambito degli interventi diricostruzione pubblica post-sisma 2016. L’importo posto a base di gara ammonta a2.565.595,79 euro, oltre Iva, mentre il finanziamento complessivo destinato all’intervento raggiunge circa3,5 milioni di euro.

Si tratta di un investimento rilevante, destinato a un bene sottoposto a tutela e inserito in un contesto naturalistico di particolare pregio.

Abbazia di Roti, parte la gara per i lavori

La procedura rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro dell’Abbazia di Roti. L’intervento è previsto dall’Ordinanza del Commissario Straordinario alla Ricostruzione n. 137/2023e rientra nel più ampio programma di recupero del patrimonio pubblico danneggiato dagli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia a partire dal 2016.

L’obiettivo non è soltanto quello di riparare i danni subiti dagli edifici, ma di procedere a una complessiva opera di recupero e valorizzazione dell’antico aggregato monastico. Il progetto prevede infatti interventi destinati a migliorare la sicurezza, la funzionalità e la fruibilità del complesso, preservandone al tempo stesso le caratteristiche storiche e architettoniche.

La gara sarà gestita interamente in modalità telematica. Per l’aggiudicazione è stato scelto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, basato sul miglior rapporto tra qualità e prezzo. Le imprese interessate dovranno presentare le proprie offerte entro il28 settembre.

Un intervento tra restauro e miglioramento sismico

Il progetto di recupero dell’Abbazia di Roticomprende un articolato insieme di opere. Tra gli interventi previsti figurano il restauro e la manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela, oltre a specifiche opere strutturali necessarie per garantire una maggiore sicurezza degli edifici.

Particolare attenzione sarà dedicata al consolidamento delle murature e delle fondazioni, al miglioramento sismico di alcune porzioni del complesso e alla messa in sicurezza delle strutture. Sono inoltre previsti interventi sulle coperture e sui solai, elementi fondamentali per la conservazione e la stabilità dell’intero aggregato.

Il programma comprende anche il rifacimento degli impianti elettrici e tecnologici interni, così da adeguare gli spazi alle esigenze di una futura riapertura e di una maggiore fruibilità da parte del pubblico.

L’intervento punta dunque a coniugare la necessità di preservare un bene storico con quella di renderlo nuovamente utilizzabile e accessibile.

L’Abbazia di Roti immersa nella Riserva del Monte San Vicino

Uno degli elementi che rendono particolarmente significativo il progetto è anche il contesto nel quale si trova l’Abbazia di Roti. Il complesso è infatti immerso nellaRiserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Canfaito, un’area caratterizzata da un importante patrimonio naturalistico e paesaggistico.

Il recupero dell’abbazia può quindi assumere una valenza che va oltre la semplice conservazione architettonica. La riapertura del complesso potrebbe infatti contribuire alla valorizzazione di un territorio nel quale storia, natura e percorsi escursionistici possono dialogare e creare nuove opportunità di fruizione.

Proprio per questo il progetto prevede anche la sistemazione degli spazi esterni e la realizzazione dipercorsi destinati ai visitatori, con l’intento di migliorare l’accessibilità e l’esperienza di chi raggiungerà il sito.

Un nuovo punto di riferimento per il territorio

Tra le opere previste dal progetto figura inoltre la rifunzionalizzazione di uno degli edifici del complesso dell’Abbazia di Roti comepunto di ristoro. Una scelta che può contribuire a rendere l’area maggiormente accogliente e a favorire una permanenza più lunga dei visitatori.

La futura valorizzazione dell’Abbazia di Rotisi lega quindi anche alla possibilità di costruire un percorso di fruizione capace di mettere in relazione il patrimonio storico con quello ambientale. L’antico complesso monastico potrebbe diventare un punto di riferimento per chi frequenta la Riserva naturale e per quanti intendono conoscere le testimonianze storiche e architettoniche dell’area di Matelica.

Il recupero assume inoltre un significato particolare nel quadro della ricostruzione post-sisma. Gli interventi finanziati attraverso le risorse destinate alla ricostruzione pubblica consentono infatti di affrontare contemporaneamente le esigenze di sicurezza e quelle legate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio.

Dalla gara alla futura riapertura

Con la pubblicazione della gara si apre ora una nuova fase del percorso che dovrebbe condurre al recupero dell’Abbazia di Roti. Il passaggio successivo sarà rappresentato dalla valutazione delle offerte e dall’individuazione dell’impresa incaricata di realizzare i lavori.

Responsabile unico del progetto è l’ingegnerIole Anna Folchi Vici D’Arcevia, mentre il direttore dei lavori è l’architettoMassimo Fiori.

La documentazione completa relativa alla procedura, comprendente bando, disciplinare ed elaborati progettuali, è disponibile gratuitamente sul portale appalti dell’Unione Montana Potenza Esino Musone.

L’investimento complessivo di circa3,5 milioni di eurotestimonia la rilevanza attribuita al recupero di questo bene. L’obiettivo finale è restituire piena dignità e funzionalità a un complesso medievale di grande pregio, trasformando il recupero dell’Abbazia di Rotiin una concreta occasione di valorizzazione per Matelica e per l’intero territorio.

La rinascita dell’abbazia potrebbe così rappresentare uno dei tasselli più significativi del percorso di ricostruzione e valorizzazione del patrimonio dell’entroterra maceratese, unendo sicurezza, tutela, cultura e turismo in un unico progetto.

La documentazione integrale di gara, comprensiva di bando, disciplinare ed elaborati progettuali, è consultabile e scaricabile gratuitamente sulportale Appalti dell’Unione Montana Potenza Esino Musone:
Portale Appalti dell’Unione Montana Potenza Esino Musone

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Stagione venatoria al via, controlli della Polizia Provinciale ad Ascoli Piceno

Al via la Stagione venatoria al via, controlli della Polizia Provinciale in tutta la provincia di Ascoli Piceno– Con la riapertura dellastagione venatoria, la Polizia Provinciale di Ascoli Piceno ha intensificato i controlli sul territorio per verificare il rispetto delle disposizioni che regolano l’attività di caccia. Nel fine settimana di sabato 5 e domenica 6 settembre, le pattuglie sono state impegnate in diversi servizi di vigilanza nelle aree della provincia maggiormente frequentate dai cacciatori, con particolare attenzione alla fase di preapertura.

L’avvio dellastagione venatoriarappresenta infatti un momento nel quale diventa particolarmente importante garantire il rispetto delle regole e delle prescrizioni previste dalla normativa nazionale e regionale. L’attività di controllo svolta dalla Polizia Provinciale punta a tutelare la fauna selvatica, le aree sottoposte a protezione e, più in generale, l’equilibrio del territorio, verificando allo stesso tempo che l’esercizio della caccia avvenga secondo le modalità consentite.

Stagione venatoria, controlli nelle aree più frequentate

Durante il primo fine settimana di riapertura dellastagione venatoria, gli agenti della Polizia Provinciale hanno effettuato numerose verifiche in diverse zone della provincia di Ascoli Piceno. L’attività si è concentrata soprattutto sui territori maggiormente interessati dalla presenza dei cacciatori, allo scopo di verificare la regolarità delle attività e prevenire eventuali violazioni.

I controlli hanno riguardato innanzitutto la documentazione in possesso dei cacciatori e il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa vigente. Un’attenzione particolare è stata riservata alle condizioni nelle quali viene praticata l’attività venatoria, considerando gli specifici limiti previsti per la fase di preapertura.

Tra gli aspetti verificati dagli operatori figurano anche il rispetto delle zone di protezione, degli orari consentiti e delle distanze stabilite dalla legge. Si tratta di elementi fondamentali per assicurare che la caccia possa svolgersi nel rispetto delle norme e senza creare situazioni di rischio o interferenze con le aree nelle quali l’attività venatoria è vietata o sottoposta a particolari restrizioni.

La pressione venatoria è risultata contenuta

Al termine dei servizi effettuati nel fine settimana, la Polizia Provinciale ha rilevato unapressione venatoria non eccessivanelle aree sottoposte ai controlli. Il dato emerge dall’attività di vigilanza condotta durante le giornate di sabato e domenica e rappresenta un primo riscontro sull’avvio dellastagione venatorianel territorio provinciale.

L’azione degli agenti non si limita comunque alla verifica delle autorizzazioni o della documentazione. Il controllo del territorio rappresenta uno strumento fondamentale anche per garantire la tutela della fauna selvatica e prevenire comportamenti non conformi alle disposizioni previste.

La presenza delle pattuglie nelle zone interessate dalla stagione venatoria consente inoltre di raccogliere informazioni sulle eventuali criticità e di intervenire qualora vengano segnalate situazioni che richiedano verifiche o provvedimenti.

Il ruolo della Polizia Provinciale di Ascoli Piceno

A fare il punto sull’attività svolta è il comandante della Polizia Provinciale, Vendrame, che sottolinea l’impegno quotidiano degli operatori del Corpo. Le attività istituzionali, spiega il comandante, vengono organizzate e pianificate attraverso un lavoro costante degli agenti, nonostante le difficoltà legate alla carenza di personale.

Proprio la disponibilità di risorse umane rappresenta uno degli aspetti più delicati per chi è chiamato a garantire un controllo capillare di un territorio ampio e articolato. La Polizia Provinciale continua tuttavia a svolgere la propria funzione di vigilanza, assicurando interventi mirati nei diversi ambiti di competenza.

Il comandante Vendrame richiama inoltre l’attenzione sulle segnalazioni relative aidanni alle coltureraccolte dall’Ambito Territoriale di Caccia. In questi casi, l’attività della Polizia Provinciale può tradursi nella predisposizione di interventi contenitivi, nelle forme previste e consentite dalla normativa nazionale e regionale.

Si tratta di un’attività che affianca quella più strettamente legata ai controlli sulla caccia e che riguarda la gestione delle problematiche connesse alla presenza della fauna selvatica sul territorio.

Tutela della fauna e rispetto delle regole

Lastagione venatoriacomporta inevitabilmente una maggiore presenza di persone armate nelle aree rurali e montane e rende quindi particolarmente importante il rispetto delle regole. Orari, distanze, zone di protezione e modalità di esercizio dell’attività venatoria sono elementi che devono essere attentamente osservati per garantire sicurezza e tutela ambientale.

I controlli della Polizia Provinciale hanno proprio questa finalità: verificare che l’attività di caccia si svolga nel quadro stabilito dalla legge e che vengano rispettate le disposizioni poste a tutela della fauna selvatica e del territorio.

L’attività di vigilanza assume inoltre un valore preventivo. La presenza degli operatori nelle zone interessate dalla caccia contribuisce infatti a favorire una maggiore consapevolezza delle regole e a contrastare eventuali comportamenti irregolari.

I controlli proseguiranno nelle prossime settimane

L’avvio dellastagione venatorianon coincide quindi con la conclusione dei controlli. La Polizia Provinciale di Ascoli Piceno ha annunciato che i servizi di vigilanza proseguiranno anche nelle prossime settimane, attraverso una presenza costante sul territorio provinciale.

L’obiettivo sarà continuare a verificare il rispetto delle norme che regolano l’attività venatoria e intervenire, laddove necessario, a tutela della fauna selvatica e dell’ambiente. Una particolare attenzione continuerà a essere rivolta alle aree sottoposte a protezione, agli orari e alle distanze previste dalla normativa.

Il lavoro degli agenti si inserisce così in un’attività più ampia di presidio del territorio, nella quale prevenzione, controllo e tutela ambientale procedono insieme. Lastagione venatoriaproseguirà dunque sotto l’attenzione della Polizia Provinciale, chiamata a garantire il rispetto delle regole e a intervenire sulle eventuali criticità che dovessero emergere nel corso delle prossime settimane.

Per il territorio diAscoli Piceno, la prosecuzione dei servizi rappresenta un elemento importante per mantenere un equilibrio tra l’esercizio dell’attività venatoria, la sicurezza e la salvaguardia della fauna selvatica.

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Ascoli Piceno, 47^ edizione del Festival Nuovi Spazi Musicali

Ascoli Piceno, 47^ edizione del Festival Nuovi Spazi Musicali– Il 6 ottobre prenderà il via ad Ascoli Piceno, al Foyer del Teatro Ventidio Basso, la 47^ edizione del Festival “Nuovi Spazi Musicali”, curato dalla compositrice Ada Gentile (in foto), che si articolerà in 5 concerti. Come al solito, nel concerto di apertura verranno presentate due “operine tascabili”, commissionate per l’occasione ai compositori Lucio GREGORETTI e Massimo GIANFREDA.

L’esecuzione sarà affidata all’ensemble del Festival, al soprano Annalisa Di Ciccio (che rientra dopo l’assenza dello scorso anno dovuta alla maternità), al basso Stefano Stella ed all’attrice Pamela Olivieri. Questa prima serata sarà conclusa da una breve e gradevole operina per pianoforte e soprano di Luciano Chailly, dal titolo “La morticina”, con testo di Dino Buzzati.

Il 9 ottobre secondo concerto ad Ascoli Piceno

Il secondo concerto, il 9 ottobre, vedrà in scena il più importante gruppo di musica contemporanea del Portogallo, il “Grupo de Musica Contemporanea de Lisboa”, diretto da Adriano Martinolli D’Arcy che proporrà brani di importanti autori portoghesi, due opere commissionate ai compositori Sergio Lanza e Lamberto Lugli e la 1^ italiana dell’opera del giovane compositore italiano Thomas Pennisi, vincitore del Concorso Peixinho 2025.

A questo punto ci sarà una sorpresa: la presentazione, il 19 ottobre, alla Libreria Rinascita, di un libro del noto musicologo Renzo CRESTI su Richard Wagner dal titolo “La poetica del puro umano” (Edizione Libreria Musicale Italiana), alla sua terza edizione, la più completa monografia sul grande compositore, con i fatti più salienti della sua avventurosa vita.

Il terzo appuntamento, il 20 ottobre, introdotto dallo stesso Cresti, è fissato con l’eccellente arpista Lucia BOVA, che eseguirà brani molto vari ed interessanti del giapponese Takemitsu, della finlandese Saariaho, della cinese Shih Wei Lo, del francese Parmerud e tre prime assolute dei compositori italiani Maria Cristina Noli, Daniele Corsi ed Antonio Bellandi.

Il 27 ottobre potremo ascoltare il promettente e giovane TRIO KOBALT (proveniente dalla Svizzera italiana ed affermatosi alla prestigiosa Accademia di Pinerolo) con brani di Martinu, Mendellsohn e Gentile.

La rassegna si concluderà il 30 ottobre con un concerto-visivo, in anteprima nazionale, omaggio a Bill Viola, (artista statunitense, uno dei più apprezzati esponenti della video arte scomparso l’anno scorso) con le pianiste Silvia Pepe e Veronique Vanhoucke impegnate in opere di autori di varie epoche (da Bach a Bartok) trascritte da contemporanei, con soluzioni timbriche inedite che rompono la cornice classica, affascinando gli ascoltatori grazie anche ai video di Francesco Leprino, già apprezzato lo scorso anno dal pubblico ascolano.

I concerti ad Ascoli Piceno sono ad ingresso libero e verranno registrati da RADIO CEMAT. Il Festival è stato realizzato con il contributo del Comune di Ascoli, della Regione Marche, della Fondazione Carisap, della Banca Intesa-San Paolo, del NUOVO IMAIE e della Ditta Gabrielli, nonché con il patrocinio della SIMC (Società Italiana Musica Contemporanea) e del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

La musica contemporanea torna protagonista ad Ascoli Piceno

La 47ª edizione del Festival “Nuovi Spazi Musicali” conferma ancora una volta la vocazione diAscoli Picenoalla cultura e alla sperimentazione musicale. Il programma curato da Ada Gentile propone un percorso ricco e articolato, capace di attraversare linguaggi, epoche e sensibilità differenti, dando spazio tanto ai compositori affermati quanto ai giovani talenti e alle nuove produzioni.

Dalle operine tascabili alle prime esecuzioni, dalla musica contemporanea portoghese alle sonorità dell’arpa, fino al concerto-visivo dedicato a Bill Viola,Ascoli Picenosarà per tutto il mese di ottobre un punto di riferimento per gli appassionati e per chi desidera avvicinarsi alla musica contemporanea.

L’ingresso libero rappresenta inoltre un importante elemento di apertura verso il pubblico. Con cinque concerti e un appuntamento letterario, il Festival “Nuovi Spazi Musicali” rinnova così il suo legame conAscoli Piceno, portando in città una proposta culturale originale, internazionale e sempre attenta alla ricerca.

INFO
www.nuovispazimusicali.it– Cell. 328-2491834 –ada.gentilem@gmail.com

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Incendio in appartamento a San Benedetto del Tronto, paura in via Carnia

Incendio in appartamento a San Benedetto del Tronto, paura in via Carnia– Momenti di apprensione nella giornata di ieri aSan Benedetto del Tronto, dove iVigili del Fuocosono intervenuti per unincendio in appartamentoin via Carnia. L’allarme è scattato intorno alle ore 12.30, quando una richiesta di intervento ha segnalato la presenza di un incendio all’interno di un’abitazione.

La situazione ha richiesto l’immediato intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco della sede centrale, che hanno raggiunto l’appartamento interessato dalle fiamme e avviato le operazioni necessarie per fronteggiare l’emergenza.

L’incendio in appartamento si era infatti ampiamente diffuso al suo interno, rendendo necessario un intervento articolato non soltanto per lo spegnimento delle fiamme, ma anche per le successive operazioni di controllo e messa in sicurezza dell’ambiente.

Incendio in appartamento, l’intervento dei Vigili del Fuoco

Una volta giunti sul posto, i Vigili del Fuoco hanno operato per estinguere le fiamme che avevano interessato l’appartamento di via Carnia. Le operazioni sono state condotte con l’obiettivo di riportare la situazione sotto controllo e scongiurare il rischio che l’incendio potesse riprendere vigore.

Dopo aver spento le fiamme dell’incendio in appartamento maggiormente diffuse, l’intervento è proseguito con una fase altrettanto importante: quella dedicata alla ricerca degli eventuali focolai ancora presenti.

In caso di incendio, infatti, anche quando le fiamme visibili sono state completamente domate, possono rimanere all’interno delle strutture materiali incandescenti o punti caratterizzati da temperature elevate. Per questo motivo i Vigili del Fuoco hanno effettuato un’attenta verifica dell’appartamento prima di considerare conclusa l’emergenza.

La termocamera per individuare gli ultimi focolai

Per controllare con precisione le condizioni dell’ambiente è stata utilizzata unatermocamera, strumento che consente di rilevare le temperature e individuare eventuali anomalie termiche non immediatamente visibili.

L’impiego della termocamera ha permesso ai soccorritori di verificare che le temperature all’interno dell’appartamento fossero tornate alla normalità e di individuare le zone nelle quali potevano essere ancora presenti residui di calore.

Dove necessario, i Vigili del Fuoco sono quindi intervenuti nuovamente per spegnere gli ultimi focolai dell’incendio in appartamento che ancora covavano. Una fase fondamentale nell’ambito delle operazioni di soccorso, perché consente di ridurre il rischio di una possibile riaccensione dell’incendio dopo lo spegnimento delle fiamme principali.

L’attività non si è dunque limitata alla prima fase di spegnimento, ma è proseguita fino alla completa bonifica dell’area interessata dall’incendio.

Verifiche dopo l’incendio a San Benedetto del Tronto

Terminata la fase di spegnimento e bonifica dell’incendio in appartamento, è stato necessario procedere con ulteriori verifiche sulle condizioni dell’appartamento. Dopo un incendio, infatti, il controllo degli ambienti rappresenta un passaggio essenziale per stabilire se gli spazi possano essere nuovamente utilizzati in sicurezza.

Al termine dell’intervento è stata effettuata anche unaverifica staticadell’abitazione. Il controllo ha portato alla decisione di dichiarare l’appartamentoinaccessibile fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e di igienicità.

La disposizione riguarda quindi l’abitazione direttamente interessata dall’incendio e resterà valida fino a quando non saranno ripristinate le condizioni necessarie per consentirne nuovamente l’accesso.

Via Carnia, intervento concluso dopo la bonifica

L’intervento dei Vigili del Fuoco aSan Benedetto del Trontoha richiesto quindi diverse fasi operative. Dopo l’arrivo sul posto, le squadre hanno provveduto a estinguere le fiamme, successivamente hanno controllato le temperature mediante termocamera e hanno individuato e spento gli eventuali focolai residui.

La bonifica dell’incendio in appartamento ha rappresentato un passaggio fondamentale per evitare che potessero rimanere condizioni di pericolo all’interno dell’abitazione. Solo dopo aver completato queste verifiche è stato possibile procedere alla valutazione delle condizioni dell’immobile.

La decisione di rendere temporaneamente inaccessibile l’appartamento evidenzia l’importanza delle verifiche successive a un incendio. Anche quando le fiamme sono state completamente domate, infatti, possono permanere conseguenze sulle strutture e sugli ambienti che richiedono interventi di ripristino prima di consentire il ritorno alla normale fruibilità.

L’importanza della sicurezza dopo un incendio

Il caso dell’incendio in appartamento San Benedetto del Trontodimostra ancora una volta quanto sia importante affidare ai Vigili del Fuoco non soltanto la fase di spegnimento, ma anche tutte le operazioni successive necessarie per mettere in sicurezza l’area.

La termocamera consente di verificare in modo più accurato la presenza di fonti di calore e di intervenire sui punti che potrebbero rappresentare un rischio. Allo stesso modo, la verifica delle condizioni statiche permette di valutare l’accessibilità degli ambienti dopo l’esposizione alle alte temperature.

Nel caso dell’appartamento di via Carnia, proprio sulla base delle verifiche effettuate al termine delle operazioni, è stata stabilita l’inaccessibilità dell’abitazione fino al ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza e igienicità.

L’intervento si è quindi concluso dopo lo spegnimento delle fiamme, la bonifica degli ultimi focolai e le verifiche sulle condizioni dell’immobile. Restano ora da ripristinare le condizioni necessarie affinché l’appartamento possa tornare a essere accessibile.

L’incendio in appartamento a San Benedetto del Trontoha richiesto dunque un intervento completo da parte dei Vigili del Fuoco, impegnati prima nel contenimento e nello spegnimento delle fiamme e successivamente nel controllo dell’ambiente e nella messa in sicurezza dell’abitazione.

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Marche Film Commission nella Top 50 del cinema italiano

Marche Film Commission nella Top 50 del cinema italiano: Andrea Agostini premiato nella Power List 2026– LaMarche Film Commissionconquista un importante riconoscimentoa livello nazionale.Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission, è entrato nellaPower List 2026 – Top 50 del cinema italiano, la classifica annuale dedicata ai professionisti e ai talenti più influenti del settore cinematografico e audiovisivo, curata dalle testateBox OfficeeBest Movie.

Un risultato che rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto negli ultimi anni dalla Film Commission regionale e per il percorso di crescita intrapreso con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle Marche all’interno dell’industria audiovisiva italiana.

Marche Film Commission, la crescita di una realtà strategica

L’inserimento di Andrea Agostini nellaTop 50 del cinema italianoarriva a coronamento di un percorso che, in circa tre anni, ha visto laMarche Film Commissionconsolidare la propria presenza nel panorama nazionale.

La Power List 2026, nella sezione dedicata ai “Professional”, evidenzia infatti il ruolo sempre più importante assunto dalle Film Commission nello sviluppo dell’industria audiovisiva. Tra le realtà che si sono distinte vengono indicate, insieme alla Marche Film Commission, anche laVeneto Film Commissione laFilm Commission Torino Piemonte, realtà riconosciute per la capacità di investire in bandi, innovazione e servizi destinati alle produzioni.

Per le Marche si tratta quindi di una vetrina significativa, perché testimonia la crescente attenzione nei confronti di un territorio che negli ultimi anni ha puntato con maggiore decisione sul cinema e sull’audiovisivo.

Cinema nelle Marche, investimenti e valorizzazione del territorio

Il lavoro dellaMarche Film Commissionsi è sviluppato lungo diverse direttrici. Tra queste figurano il rafforzamento degli strumenti di sostegno alle produzioni, la promozione delle location marchigiane e la costruzione di una rete territoriale composta da professionisti, operatori e servizi dedicati al comparto.

L’obiettivo non riguarda soltanto la possibilità di portare nelle Marche film e produzioni televisive, ma anche quello di trasformare l’audiovisivo in uno strumento di sviluppo economico e culturale.

L’arrivo di una produzione cinematografica, infatti, può generare ricadute che coinvolgono numerose attività del territorio: dalle maestranze tecniche alle strutture ricettive, dalla ristorazione ai servizi, fino alle professionalità specializzate.

In questo senso, laMarche Film Commissionpunta a presentare la regione come un interlocutore competitivo e organizzato per cinema, serie televisive, documentari e nuovi linguaggi audiovisivi.

Andrea Agostini: «Un riconoscimento che conferma il percorso»

Andrea Agostini ha accolto l’inserimento nella Power List sottolineando il valore nazionale del riconoscimento e il lavoro di squadra che ha accompagnato la crescita della struttura.

Il presidente della Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission ha evidenziato come l’ingresso nellaTop 50 del cinema italianorappresenti una conferma della visibilità raggiunta dalle Marche nel settore audiovisivo.

Il percorso, secondo Agostini, è stato orientato alla costruzione di una Film Commission efficiente, capace di accompagnare le produzioni e di mettere in rete paesaggi, competenze, servizi e strumenti di sostegno.

Un risultato che il presidente attribuisce anche alla collaborazione con il presidente dellaRegione Marche Francesco Acquaroli, che ha sostenuto il progetto e rinnovato la fiducia ad Agostini per un secondo mandato.

Dalla rete territoriale alle produzioni audiovisive

Uno degli elementi centrali della strategia dellaMarche Film Commissionè la capacità di fare sistema.

La valorizzazione delle location, infatti, rappresenta soltanto uno degli aspetti attraverso i quali una Film Commission può incidere sullo sviluppo del comparto. Altrettanto importante è creare le condizioni affinché una produzione possa trovare sul territorio professionalità, servizi e competenze in grado di accompagnarla nelle diverse fasi del lavoro.

Il rafforzamento della rete territoriale consente quindi di rendere le Marche maggiormente attrattive per produttori e operatori del settore, trasformando il patrimonio paesaggistico e culturale regionale in una risorsa per l’industria audiovisiva.

Dalle città storiche ai borghi, dal paesaggio collinare alla costa, le Marche dispongono infatti di una grande varietà di scenari che possono diventare set cinematografici e televisivi.

Il ruolo di Francesco Gesualdi e del team di Fondazione Marche Cultura

Nel suo intervento, Andrea Agostini ha voluto condividere il riconoscimento con coloro che hanno contribuito alla crescita della struttura.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto aFrancesco Gesualdi, già direttore della Marche Film Commission, e a tutto il team della Fondazione Marche Cultura, indicato come parte fondamentale del percorso sviluppato negli ultimi tre anni.

Agostini ha inoltre ricordato il contributo del precedente e dell’attuale Consiglio di amministrazione, sottolineando l’importanza della continuità e del sostegno istituzionale per portare avanti una progettualità di medio periodo.

La presenza nella Power List diventa così non soltanto un riconoscimento individuale, ma anche un risultato collettivo che coinvolge una squadra impegnata a rafforzare il sistema audiovisivo regionale.

Marche Film Commission, ora un secondo triennio di nuove sfide

L’ingresso nellaPower List 2026rappresenta per la Marche Film Commission un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza.

Dopo il consolidamento raggiunto nei primi tre anni, l’obiettivo indicato è quello di proseguire il percorso di crescita e rafforzare ulteriormente la presenza delle Marche nel panorama audiovisivo italiano.

Tra le sfide future ci saranno quindi il consolidamento degli strumenti di sostegno, l’attrazione di nuove produzioni, la crescita delle competenze professionali presenti sul territorio e una sempre maggiore capacità di fare rete tra istituzioni, imprese e operatori del settore.

LaTop 50 del cinema italianooffre in questo senso una conferma importante: la strategia avviata dalla Marche Film Commission ha iniziato a ottenere una visibilità che supera i confini regionali.

Il riconoscimento adAndrea Agostiniporta dunque le Marche sotto i riflettori dell’industria cinematografica nazionale e valorizza un progetto che punta a fare dell’audiovisivo una leva di promozione territoriale, occupazione, cultura e sviluppo economico.

Per laMarche Film Commissionsi apre ora una nuova fase, con l’ambizione di consolidare quanto costruito e di rendere sempre più forte il legame tra il territorio marchigiano e il cinema italiano.

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Marche

Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, salvata tra gli scogli del molo sud

Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, salvata tra gli scogli del molo sud– Unnuovo interventoa tutela della fauna marina ha interessato il porto diSan Benedetto del Tronto, dove unatartaruga Caretta Carettaè rimasta incastrata tra gli scogli frangiflutti del molo sud. L’esemplare, fortunatamente ancora vivo, è stato individuato grazie alla tempestiva segnalazione di un cittadino, che ha immediatamente contattato la Guardia Costiera.

Un intervento che ha permesso di attivare rapidamente la macchina dei soccorsi e di mettere in sicurezza la tartaruga, successivamente affidata a personale specializzato per gli accertamenti e le cure necessarie.

Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, decisiva la segnalazione di un cittadino

L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, a poche settimane di distanza dal recupero di un altro esemplare di tartaruga lungo il litorale di Grottammare.

Latartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Trontoè stata individuata in una situazione di evidente difficoltà tra le scogliere frangiflutti del molo sud. Il cittadino che ha notato l’animale ha compreso immediatamente la necessità di intervenire e ha contattato la Sala Operativa della Guardia Costiera.

La segnalazione ha consentito ai militari della Guardia Costiera sambenedettese di raggiungere rapidamente il luogo dell’avvistamento e di avviare le procedure previste per il recupero dell’animale.

La tempestività della chiamata si è rivelata fondamentale, soprattutto considerando la posizione nella quale si trovava l’esemplare, impossibilitato a liberarsi autonomamente dagli scogli.

Guardia Costiera in azione con l’operazione Mare e Laghi Sicuri 2026

L’intervento di salvataggio della tartaruga Caretta Caretta è stato effettuato nell’ambito dell’operazione“Mare e Laghi Sicuri 2026”, all’interno delle attività che vedono impegnata la Guardia Costiera anche nella tutela dell’ambiente marino e della biodiversità.

I militari hanno provveduto a monitorare e assistere costantemente la tartaruga fino all’arrivo degli operatori qualificati dellaFondazione Cetacea Onlus di Riccione – sede di Grottammare.

A seguito dell’ispezione effettuata dal personale veterinario dell’AST di Ascoli Piceno, l’esemplare è stato affidato agli specialisti della Fondazione, che hanno provveduto a prenderlo in consegna per il successivo trasferimento presso il Centro di Recupero e Cura.

Il coordinamento tra Guardia Costiera, personale veterinario e operatori specializzati ha consentito quindi di garantire all’animale un percorso di assistenza adeguato.

La tartaruga marina trasferita al Centro di Recupero e Cura

Dopo il recupero dal porto diSan Benedetto del Tronto, la tartaruga Caretta Caretta è stata trasferita presso ilCentro di Recupero e Cura (CRTM)della Fondazione Cetacea.

Qui l’esemplare sarà sottoposto agli opportuniaccertamenti clinico-veterinari, necessari per valutare le sue condizioni di salute e verificare la presenza di eventuali traumi o altre problematiche.

In base agli esiti degli accertamenti, potranno essere avviate le eventuali terapie e le attività di riabilitazione necessarie.

L’obiettivo è consentire alla tartaruga di recuperare completamente le proprie condizioni fisiche. Se il percorso clinico e riabilitativo avrà esito positivo, l’esemplare potrà essere nuovamentereimmesso nel proprio habitat naturale.

Il recupero assume quindi particolare importanza non soltanto per la salvaguardia del singolo animale, ma anche nell’ambito delle attività di protezione della fauna marina che interessano il litorale marchigiano.

Caretta Caretta, una specie importante per l’ecosistema marino

La tartarugaCaretta Carettaè una delle specie di tartarughe marine maggiormente presenti nel Mediterraneo. Gli esemplari possono frequentare anche le acque antistanti le coste marchigiane e, in determinate circostanze, raggiungere le spiagge o le aree portuali.

Gli animali possono trovarsi in difficoltà per diverse ragioni: possono rimanere impigliati, ferirsi, essere debilitati oppure trovarsi intrappolati tra strutture artificiali e scogliere.

Per questo motivo, davanti a una tartaruga marina in difficoltà, è fondamentalenon tentare interventi improvvisatie contattare immediatamente gli organismi competenti.

L’episodio avvenuto nel porto di San Benedetto del Tronto dimostra proprio quanto una semplice segnalazione possa attivare in tempi rapidi una rete composta da forze di soccorso, veterinari e centri specializzati.

La collaborazione dei cittadini è fondamentale

La Guardia Costiera sottolinea l’importanza della collaborazione dei cittadini nella tutela degli animali marini. Chiunque avvisti una specie marina ferita, spiaggiata o in evidente difficoltà è invitato a segnalare immediatamente la situazione.

Il comportamento corretto consiste nel mantenere una distanza adeguata dall’animale, evitare di spostarlo autonomamente e fornire agli operatori tutte le informazioni utili sulla posizione e sulle condizioni dell’esemplare.

La segnalazione effettuata nel caso dellatartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Trontoha permesso di intervenire quando l’animale era ancora vivo e di affidarlo successivamente a una struttura specializzata.

Tartaruga Caretta Caretta a San Benedetto del Tronto, come chiedere aiuto

In caso di avvistamento di unatartaruga marina ferita, spiaggiata o in evidente difficoltà, la Guardia Costiera rinnova l’invito a contattare immediatamente ilnumero di emergenza 1530, attivo 24 ore su 24.

La telefonata alla Sala Operativa rappresenta un passaggio fondamentale per consentire l’attivazione della rete di soccorso e raggiungere rapidamente l’animale.

Il salvataggio avvenuto al porto diSan Benedetto del Trontoconferma dunque quanto la collaborazione tra cittadini, Guardia Costiera, autorità sanitarie e organismi specializzati possa essere determinante per la tutela della biodiversità marina.

La speranza, ora, è che latartaruga Caretta Carettapossa superare positivamente gli accertamenti e il successivo periodo di riabilitazione, tornando presto a nuotare libera nel suo habitat naturale. Un piccolo grande intervento che testimonia come attenzione, tempestività e collaborazione possano fare la differenza nella protezione del mare e delle sue specie.

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Marche

Cantiere Digitale Ascoli Piceno, due giornate dedicate a innovazione, legalità e lavori pubblici

Cantiere Digitale Ascoli Piceno, due giornate dedicate a innovazione, legalità e lavori pubblici– Innovazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, trasparenza e legalità applicate ai lavori pubblici. Sono questi i temi al centro di“Cantiere Digitale, Intelligente, Trasparente. La grammatica dell’innovazione nei lavori pubblici”, l’iniziativa in programma il7 e l’8 settembre al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno.

IlCantiere Digitale Ascoli Picenorappresenta un nuovo appuntamento di un percorso istituzionale dedicato alla trasformazione digitale della pubblica amministrazione e alla necessità di rendere più efficienti, trasparenti e controllabili i processi legati alle opere pubbliche.

L’iniziativa è promossa dallaRegione Marche, dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), dalMinistero dell’Internoe dalConsiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), in collaborazione conANCI MarcheeComune di Ascoli Piceno.

Cantiere Digitale Ascoli Piceno, il percorso iniziato nel 2023

L’appuntamento di Ascoli Piceno costituisce la terza tappa di un percorso avviato nel 2023 con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra Regione Marche, ANAC e Ministero dell’Interno.

La prima iniziativa si era svolta ad Ancona nel luglio 2023 con il convegno“Il cantiere digitale: un cantiere attento”, dedicato soprattutto ai temi della legalità, della prevenzione della corruzione e della trasparenza nell’ambito dei contratti pubblici.

La seconda tappa si è invece tenuta a Macerata nel giugno 2025. Con“Il cantiere digitale: un cantiere intelligente”, il confronto si era concentrato sul ruolo delle nuove tecnologie e della gestione digitale nei processi amministrativi.

Con ilCantiere Digitale Ascoli Picenoil percorso si amplia ulteriormente e guarda alle nuove frontiere dell’innovazione. Al centro ci saranno infatti le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, dalla gestione informativa digitale e dalle tecnologie applicate alla progettazione, alla realizzazione e al controllo delle opere pubbliche.

Lavori pubblici digitali e intelligenza artificiale

Nel corso delle due giornate si alterneranno rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, esponenti del mondo accademico e della ricerca, professionisti e rappresentanti delle imprese.

Numerosi i temi che saranno approfonditi: dalladigitalizzazione dei contratti pubblicial Building Information Modeling, meglio conosciuto comeBIM, dalla gestione dei dati alla ricostruzione post-sisma, passando per la formazione delle competenze e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento a supporto dell’attività amministrativa.

L’obiettivo è comprendere come le nuove tecnologie possano contribuire a rendere più efficienti i processi, migliorare la gestione delle informazioni e rafforzare gli strumenti di controllo e trasparenza.

Particolare attenzione sarà riservata alle tecnologie sviluppate dal CNR e alle esperienze legate aTrasparenzAI e CLARA, strumenti innovativi pensati per rendere le informazioni pubbliche maggiormente accessibili, comprensibili e utilizzabili da cittadini, imprese e amministrazioni.

La digitalizzazione dei lavori pubblici non viene quindi affrontata soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche in relazione alla qualità delle informazioni, alla responsabilità amministrativa e alla possibilità di garantire maggiore trasparenza nelle procedure.

Ascoli Piceno, il programma di lunedì 7 settembre

La prima giornata delCantiere Digitale Ascoli Picenoprenderà il via lunedì 7 settembre alle ore 15.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del presidente dell’ANAC Giuseppe Busia, del presidente del CNR Luigi Ambrosio Lenzi e del sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, entreranno nel vivo i lavori.

Il programma prevede le sessioni“Contratti pubblici in rete”e“Cantieri intelligenti”, coordinate dalla consigliera ANAC Consuelo Del Balzo.

Ad aprire gli approfondimenti saranno il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Carlo Deodato e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

La scelta di Ascoli Piceno assume particolare significato anche per il tema della ricostruzione post-sisma e per la necessità di coniugare velocità, controllo, trasparenza e qualità nella realizzazione delle opere pubbliche.

Cantiere Digitale, martedì 8 settembre spazio alla gestione dei dati

La seconda giornata è prevista martedì 8 settembre, a partire dalle ore 9.30, e proseguirà per l’intera giornata.

Dopo i saluti del presidente della Provincia di Ascoli Piceno Fabio Salvi, i lavori saranno aperti dal segretario generale della Regione Marche Mario Becchetti e dal segretario generale del Comune di Ascoli Piceno Vincenzo Pecoraro.

Il confronto entrerà quindi nel vivo con la sessione“Gestione informativa digitale: una rivoluzione nei lavori pubblici”, coordinata dal professor Berardo Naticchia dell’Università Politecnica delle Marche.

Successivamente sarà affrontato il rapporto tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e pubblica amministrazione con la sessione“Digitalizzazione e IA nei lavori pubblici: gestione, controllo, trasparenza e riservatezza”, coordinata dal professor Stefano Villamena dell’Università di Macerata.

Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Gabriella Racca dell’Università di Torino.

Il nuovo Protocollo tra Regione Marche, ANAC, Ministero e CNR

L’appuntamento di Ascoli Piceno si inserisce inoltre nel rinnovo del Protocollo d’intesa traMinistero dell’Interno, Regione Marche, ANAC e CNR, che amplia il modello di collaborazione istituzionale avviato nel 2023.

L’accordo, sottoscritto il 27 luglio 2026 dal sottosegretario Emanuele Prisco, dall’assessore regionale al Bilancio Francesca Pantaloni, delegata dal presidente Francesco Acquaroli, dal presidente dell’ANAC Giuseppe Busia e dal presidente del CNR Luigi Ambrosio Lenzi, punta a rafforzare la formazione, la vigilanza collaborativa e lo sviluppo di strumenti operativi destinati alle amministrazioni pubbliche.

Tra le principali novità figura proprio l’ingresso delCNR, che metterà a disposizione competenze scientifiche e tecnologiche per favorire lo sviluppo di soluzioni innovative a supporto della pubblica amministrazione.

Particolare rilievo avrà l’intelligenza artificiale, considerata una possibile leva per migliorare legalità, trasparenza ed efficienza amministrativa.

Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata è stato invece confermato come referente scientifico dell’iniziativa.

Formazione e competenze per una pubblica amministrazione più digitale

Uno degli aspetti centrali delCantiere Digitale Ascoli Picenoriguarda anche la formazione. L’introduzione di nuove tecnologie nei lavori pubblici richiede infatti competenze adeguate e una preparazione specifica da parte di amministrazioni, professionisti e operatori.

Il processo di digitalizzazione non riguarda soltanto strumenti e software, ma modifica progressivamente modalità di progettazione, gestione, controllo e comunicazione delle opere pubbliche.

L’evento è inoltre in corso di accreditamento presso gli Ordini e Collegi professionali della provincia di Ascoli Piceno, tra cui Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Avvocati, Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Geometri e Geometri Laureati e Ingegneri.

Cantiere Digitale Ascoli Piceno, evento anche in streaming

Il confronto ospitato al Teatro dei Filarmonici sarà accessibile anche a distanza. Sarà infatti possibile seguire le due giornate delCantiere Digitale Ascoli Picenoattraverso la diretta streaming predisposta dalla Regione Marche.

Segui la diretta streaming della Regione Marche

L’iniziativa rappresenta così un ulteriore momento di confronto sul futuro dei lavori pubblici, in una fase nella quale digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando profondamente il rapporto tra amministrazioni, cittadini, imprese e territorio.

IlCantiere Digitale Ascoli Picenopunta a mettere insieme tecnologia e responsabilità, innovazione e legalità, con l’obiettivo di costruire una pubblica amministrazione capace di utilizzare le nuove opportunità digitali senza perdere di vista trasparenza, controllo e tutela dell’interesse pubblico.

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Marche

Volo Fano-Roma, Ruggeri e Panaroni: “Il progetto è ancora all’anno zero”

Volo Fano-Roma, Ruggeri e Panaroni: “Il progetto è ancora all’anno zero”– Il progetto delVolo Fano-Romatorna al centro del dibattito politico e, questa volta, a sollevare dubbi sul suo effettivo stato di avanzamento sono la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Marta Ruggeri e il consigliere comunale Panaroni. Al centro della loro critica c’è l’“aerotaxi” tra Fano e Roma Urbe, presentato nei mesi scorsi come una possibile novità per i collegamenti tra la città marchigiana e la Capitale, ma che, secondo gli esponenti pentastellati, sarebbe ancora fermo a una fase embrionale.

Per Ruggeri e Panaroni, il caso delVolo Fano-Romarappresenterebbe l’ennesimo esempio della distanza tra gli annunci politici e la concreta realizzazione delle infrastrutture. I due esponenti del M5S contestano in particolare le modalità con cui il progetto sarebbe stato presentato durante la campagna elettorale per le elezioni regionali, sostenendo che alle promesse non sarebbe seguito un effettivo avvio del servizio.

«il volo Fano-Roma era stato annunciato in pompa magna per fare passerella elettorale e per poi rimanere desolatamente a terra», affermano Marta Ruggeri e Panaroni, definendo la vicenda dell’aerotaxi Fano-Roma Urbe come «l’ennesima riprova della totale, abissale, distanza tra la propaganda della destra e i fatti concreti».

Volo Fano-Roma, dagli annunci elettorali allo stallo

La ricostruzione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle parte da settembre dello scorso anno, quando, in piena campagna elettorale per le regionali, la Giunta Serfilippi e i vertici regionali e nazionali presentarono il volo dimostrativo dell’aerotaxi.

Secondo Ruggeri e Panaroni, in quella fase il progetto del Volo Fano-Roma era stato accompagnato da annunci particolarmente ottimistici. Ai cittadini, sostengono i due esponenti politici, era stato prospettato l’avvio ufficiale del collegamento entro il mese di aprile.

La scadenza indicata sarebbe però trascorsa senza l’effettiva partenza del servizio. Da qui la nuova presa di posizione dell’opposizione, che chiede chiarezza sul futuro delVolo Fano-Romae soprattutto sui tempi necessari per trasformare il progetto annunciato in un collegamento realmente operativo.

«Aprile è passato da un pezzo, l’estate sta finendo e oggi scopriamo che il progetto è ancora alla fase embrionale», affermano Ruggeri e Panaroni.

La critica non riguarda quindi soltanto ilritardo nell’attuazione dell’iniziativa, ma investe più in generale il metodo con cui, secondo gli esponenti del M5S, vengono presentati ai cittadini i progetti infrastrutturali.

Aerotaxi Fano-Roma, cosa contestano Ruggeri e Panaroni

Il progetto dell’aerotaxi Fano-Romaviene indicato dai due esponenti politici come un caso emblematico di una comunicazione che avrebbe anticipato eccessivamente i tempi rispetto alla concreta realizzazione.

«Siamo alle solite: si vendono sogni a uso e consumo dei tabelloni elettorali, per poi impantanarsi nei soliti rallentamenti burocratici una volta spente le telecamere», dichiarano.

Una posizione fortemente critica, nella quale Ruggeri e Panaroni mettono in discussione la capacità delle istituzioni di passare dagli annunci alla fase operativa. Il riferimento è soprattutto alle infrastrutture considerate strategiche per Fano e per il territorio provinciale, rispetto alle quali, secondo il M5S, i cittadini attenderebbero risposte concrete.

Per i due esponenti dell’opposizione, il tema non può essere affrontato soltanto attraverso la comunicazione politica, ma richiede tempi certi, procedure definite e informazioni trasparenti sullo stato dei progetti.

IlVolo Fano-Roma, in quest’ottica, diventa quindi parte di una discussione più ampia sulla mobilità e sui collegamenti del territorio fanese.

Fano-Roma, il nodo dei collegamenti con la Capitale

Il collegamento tra Fano e Roma rappresenta un tema particolarmente importante per chi vive e lavora nel territorio. La possibilità di raggiungere la Capitale in tempi rapidi attraverso un collegamento aereo viene infatti presentata dai sostenitori del progetto come un’opportunità per migliorare la mobilità di cittadini, professionisti e imprese.

Ma proprio su questo punto Ruggeri e Panaroni sollevano un’altra questione: l’accessibilità del servizio.

I consiglieri del M5S sottolineano infatti che l’eventuale aerotaxi sarebbe privo di finanziamenti pubblici e, proprio per questo, potrebbe avere costi difficilmente sostenibili per una parte della popolazione.

«Invece di fare vuota propaganda, per servizi che tra l’altro sarebbero senza finanziamenti pubblici e quindi comunque non accessibili per le persone normali, pensino a fare funzionare i voli di continuità territoriale da Ancona finanziati dallo Stato e dalla Regione», affermano.

La loro proposta è dunque quella di concentrare maggiormente l’attenzione sui collegamenti già finanziati dalle istituzioni pubbliche, a partire dallacontinuità territoriale da Ancona.

Continuità territoriale da Ancona, la richiesta del M5S

Nel ragionamento di Ruggeri e Panaroni, ilVolo Fano-Romadeve essere valutato anche alla luce dell’offerta di collegamenti già esistente nelle Marche.

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle richiamano in particolare i voli di continuità territoriale dall’aeroporto di Ancona, sostenendo che proprio il collegamento con Roma presenterebbe ancora numeri insufficienti.

«Ancora proprio per Roma mostrano numeri troppo bassi, come dimostrato dagli ultimi dati recentemente pubblicati», affermano i due consiglieri.

La questione diventa quindi quella delle priorità. Da una parte c’è un nuovo progetto, quello dell’aerotaxi Fano-Roma Urbe, che secondo i suoi promotori potrebbe offrire un collegamento diretto e rapido; dall’altra ci sono servizi di continuità territoriale già sostenuti economicamente da Stato e Regione, sui quali l’opposizione chiede di intervenire per aumentarne l’efficacia e l’utilizzo.

Per Ruggeri e Panaroni, prima di presentare nuovi collegamenti come grandi risultati, sarebbe necessario assicurarsi che quelli già finanziati e disponibili rispondano effettivamente alle esigenze del territorio.

Il futuro del Volo Fano-Roma

Il futuro delVolo Fano-Romaresta quindi legato all’evoluzione del progetto dell’aerotaxi e alla possibilità di passare dalla fase progettuale a quella operativa. Le critiche dell’opposizione riportano però al centro anche un tema più generale: quale modello di mobilità debba essere sviluppato per Fano e per le Marche.

Per il M5S, l’obiettivo dovrebbe essere quello di garantire collegamenti efficienti, economicamente accessibili e realmente utilizzabili dalla popolazione, evitando che gli annunci precedano troppo a lungo la realizzazione delle opere.

«I cittadini marchigiani hanno bisogno più che mai di serietà e rispetto», concludono Marta Ruggeri e Panaroni.

Il confronto politico sulVolo Fano-Romaè dunque destinato a proseguire. L’attenzione sarà rivolta soprattutto ai prossimi passaggi del progetto e alla possibilità che l’aerotaxi possa finalmente trasformarsi da iniziativa annunciata in un servizio concreto. Per Fano, il tema dei collegamenti con Roma resta infatti strategico, ma la partita si giocherà sulla capacità delle istituzioni di fornire tempi, risorse e risposte verificabili.

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Marche

Il cuore di “Macerata granne” accanto ad Andrea Angeli

Il cuore di “Macerata granne” accanto ad Andrea Angeli

diMaurizio Verdenelli

Il cuore di “Macerata granne” era accanto a lui. L’anima di una città che non c’è più, l’ultima generazione, fatalmente ex, dei giovani con il futuro negli occhi, quella dell’80,è stata accanto ad Andrea Angeliieri mattina a Santa Croce per dirgli: ciao, ti vogliamo bene, non ti dimenticheremo mai.

Anche il grande giornalismo degli Esteri era presente. Francesco Battistini lo ha ricordato splendidamente sulCorriere della Sera, mentre Toni Capuozzo, per Mediaset, lo ha ricordato dall’altare, così come il generaleRisi. Tra i presenti anche il rettore dell’Università di Macerata,John McCourt.

A presiedere il rito è stato il francescano padre Mariano, cappellano militare che con Andrea Angeli era stato presente su tutti i teatri delle maledette guerre nel mondo. E proprio padre Mariano ha rivelato, un po’ a sorpresa, un particolare che racconta tutta la sensibilità di Andrea: «Qualche mese fa Andrea mi ha preso da parte: “Per la mia messa funebre pensaci tu”. Ed io: “Conosci tanti di quei cardinali che neppure quel giorno mi faranno entrare in Chiesa”».

Il saluto di Macerata al suo “Giovane Favoloso”

Sono state numerose le Eminenze che hanno fatto sentire a Macerata la propria vicinanza, a cominciare dal segretario di Stato, Pietro Parolin, dal presidente della CEI, Matteo Zuppi, dai vescovi, compreso il maceratese Nazzareno Marconi, e da molti Ambasciatori presso la Santa Sede. Tutti hanno inviato messaggi di cordoglio per l’addio a quell’eterno ragazzo, tenero e forte, che non alzava mai la voce e che portava la pace anche nei luoghi nei quali, solo a parlarne, si impugnavano i mitra.

Lui, Andrea, figlio del dottor Guido, che il cardinale Fernando Cento, sulla piazza di Pollenza, sollevava tra le proprie braccia. A ricordarlo era stato proprio Angeli a Pollenza, il 9 agosto scorso, presentando un libriccino scritto insieme sulla visita segreta di Baldovino del Belgio alla Santa Casa di Loreto.

Avremmo dovuto ripresentarlo ancora oggi, a San Severino: un evento naturalmente rinviato al 20 prossimo.

Già: Loreto, la Madonna Nera alla cui ombra, mentre imperversava la guerra a Sarajevo, nacque la decisione del peacekeeper più famoso del mondo di restare e continuare in quel lavoro che gli avrebbe negato una piena giovinezza. Loreto e Sarajevo sono tornati oggi a Santa Croce, come i cardini intorno ai quali è ruotata la vita di questo Giovane Favoloso che aveva Recanati nel cuore.

In chiesa, dietro la bara di legno chiaro, solo fiori bianchi: il colore di una gioventù che non tramonta, ricca di frutti e portatrice di pace tra i potenti del pianeta che quella pace, troppo spesso, non la vogliono.

Il messaggio di padre Mariano

«Nel tuo pezzetto di Paradiso, fa’ in modo che i tuoi semi crescano e diventino forti», lo ha esortato padre Mariano. Che, a voce altissima, ha tessuto un alto elogio degli uomini delle Forze Armate «che sacrificano la propria vita per la sicurezza e l’unità della propria Nazione e all’estero». Andrea era anch’egli, in questo, un militare.

A Santa Croce non c’è stata passerella, ma cordoglio vero. Macerata ha reso gli onori al proprio figlio con il gonfalone e il Sindaco.

Un po’ a braccio, cito anche vecchi amici e conoscenti di oggi e di anni formidabili: Laura Boldrini, Alessandro Forlani, Antonio Pettinari, Enrico Brizioli, Gianluca Frinchillucci, Angelo Sciapichetti, Raimondo Turchi, Alfredo Cesarini, Emanuele Tacconi, Fabrizio Romozzi, Pierfrancesco Castiglioni, Maria Luisa Sforzolini, Maria Angiola Napolioni, Gabriele Caraffa, Costantino Tamburrini, Ivano Tacconi, Giorgio Meschini, Romano Carancini, che ha intitolato una via maceratese a Giorgio Pagnanelli e che vorremmo ora facesse altrettanto Parcaroli per Angeli.

Una grande ondata di commozione si è raccolta a Macerata intorno a Teresa, sorella amatissima di Andrea.

C’era anche Annarita Liverani, nipote di Giorgio Pagnanelli, maestro e modello di Angeli: «Ora tocca a Emanuele Tacconi ricordare mio zio e Andrea».

Emanuele, con addosso la maglietta rossa delle organizzazioni internazionali presenti nella crisi del Medio Oriente, riparte già da domani per Gerusalemme e Gaza City, conclusa la sua breve licenza mensile.

Perché la fede non può e non deve essere l’ultima speranza per questa Terra martoriata che da qualche giorno ha perso il Giovane Favoloso, buono e giusto sulla frontiera della pace e della solidarietà.

Andrea Angeli ha attraversato guerre, crisi e frontiere portando con sé una convinzione semplice e difficilissima: che anche nei luoghi più bui si possa continuare a lavorare per la pace. È forse questo il senso più profondo del saluto che oggi Macerata gli ha rivolto: non soltanto l’addio a un figlio della città, ma il riconoscimento di una vita spesa lontano da casa senza mai dimenticare da dove era partito.

Da Macerata, addio A.A. Non dimenticarci.

In foto: Andrea Angeli con Raimondo Turchi ed Ivano Tacconi

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Le ricette di Chef Zio Pietro: polpo ubriaco

Le ricette di Chef Zio Pietro: polpo ubriaco – Ecco una delle più gustose tra le ricette di Chef Zio Pietro, che come sempre ringraziamo per averci dato la possibilità di condividere con i nostri lettori le sue prezione ricette. Oggi vi proponiamo il polpo ubriaco.

Ingredienti per 4 Persone:400 gr di Spaghetti trafilati ✅ 75 cl di Vino Rosso ✅ 1 Kg di Polpo ✅ 1 Peperoncino q.b. Prezzemolo fresco q.b. ✅ 500 gr di Pomodorini Ciliegino ✅ Trito di Sedano,Cipolla,Carota ✅ 1 Cucchiaio di Concentrato di Pomodoro ✅ Sale q.b.✅ Olio evo q.b.✅

Il consiglio dello chef: “Perseveranza: se una cosa non riesce la prima volta mai perdersi d’animo: provate e riprovate ancora le ricette finché non otterrete ottimi risultati. Questo video è stato creato a scopo illustrativo per educare al modo di cucinare”.

Ilpolpo ubriaco(noto in Toscana come“ir porpo briao”) è un secondo piatto di mare tradizionale dellacucina livornese, caratterizzato da unacottura lenta del polpo direttamente nelvino rosso corposoe nel pomodoro. Durante la preparazione, i tessuti del mollusco assorbono il vino e rilasciano i propri succhi, creando un sugo ristretto, cremoso, dal sapore intenso e mediterraneo. Il risultato finale è una carne straordinariamente morbida, tanto da sembrare “burro”, ideale da servire calda con fette di pane toscano tostato o come ricco condimento per gli spaghetti.

Il Profilo del Piatto

  • Consistenza:Il polpo risulta tenerissimo grazie alla lunga cottura in umido nei suoi stessi liquidi e nel vino.
  • Gusto:Un perfetto equilibrio tra la sapidità del mare, l’acidità dolce del pomodoro e la struttura aromatica e robusta del vino rosso.
  • Colore:Il sugo d’accompagnamento assume una tonalità rosso scuro, densa e invitante.

Ingredienti Principali

  • Polpo fresco o decongelato:Tagliato a pezzi non troppo piccoli. Il decongelamento preventivo aiuta a rompere le fibre, rendendolo più morbido.
  • Vino rosso:Rigorosamente di buona qualità e corposo (come un Bolgheri Rosso o un Chianti). Il rapporto tipico è di circa mezza bottiglia (o più) per chilo di polpo.
  • Base aromatica:Aglio, cipolla, peperoncino fresco e foglie di alloro.
  • Pomodoro:Concentrato di pomodoro o passata per legare il fondo di cottura.
  • Finitura:Una generosa manciata di prezzemolo fresco tritato alla fine.

Il Segreto della Preparazione

Secondo la tradizione livornese, il polpo“cuoce nella sua stessa acqua”. Dopo aver fatto rosolare gli aromi in un filo d’olio extravergine d’oliva, si aggiunge il polpo a pezzi. Si sfuma immediatamente con il vino rosso e si lascia evaporare la parte alcolica. Successivamente si unisce il pomodoro, si copre con un coperchio e si prosegue afuoco bassissimo per circa 50-90 minuti. Non serve aggiungere acqua o sale, poiché il polpo rilascerà già la sua naturale sapidità marina.

Trale ricettepiù amate e identitarie della tradizione marinara toscana, il polpo ubriaco occupa senza dubbio un posto d’onore. Questo piatto unisce la sapidità del mare alla struttura robusta del vino rosso, trasformando un ingrediente semplice in un secondo da veri intenditori. Se stai collezionandole ricettetradizionali capaci di stupire gli ospiti con il minimo sforzo, questa preparazione lenta e profumata non può assolutamente mancare nel tuo ricettario personale.

La cucina italiana è ricca di segreti, e la costa toscana ne custodisce uno straordinario. Il polpo ubriaco fa parte di quel gruppo di piatti in cui il tempo lavora al posto dello chef. Aggiornando la nostra sezione dedicata ai secondi di mare, ci siamo resi conto chele ricettea cottura lenta sono quelle che riscuotono sempre il successo maggiore. Scegliere ingredienti di prima qualità, come un buon vino rosso corposo, è l’unico vero trucco per replicare a casale ricetteche hanno fatto la storia delle nostre osterie.

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MarcheSport in Pillole

Cimas: vent’anni al fianco del CONI, ora la vetrina dei Giochi del Mediterraneo

Cimas: vent’anni al fianco del CONI, ora la vetrina dei Giochi del Mediterraneo.Dalla ristorazione della delegazione azzurra alle Olimpiadi di Parigi alla gestione di Casa Italia a Taranto 2026. La società benefit marchigiana è Institutional Partner dei Giochi del Mediterraneo, in un rapporto con il CONI che dura dal 2006 e attraversa alcuni dei principali appuntamenti dello sport italiano e internazionale

Urbania – Dalle Olimpiadi di Parigi 2024 a Casa Italia per la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Per Cimas Ristorazione è la traiettoria di una relazione con il mondo dello sport italiano che dura da vent’anni e che oggi raggiunge uno dei suoi passaggi più prestigiosi.

Cimas a Parigi 2024: sport di alto livello e cultura gastronomica italiana

Nel 2024, a Parigi, il CONI ha affidato aCimasla gestione dei servizi alimentari per atleti, tecnici e dirigenti della delegazione italiana. Il team dell’azienda ha operato nella struttura che ospitava l’INJA Luis Braille, nel centro della capitale francese, confrontandosi con le esigenze organizzative e nutrizionali dello sport di alto livello e con gli standard di un appuntamento globale.

Un’esperienza nella quale la competenza nella ristorazione si è intrecciata con la capacità di lavorare per una delegazione sportiva ai massimi livelli, senza rinunciare alla valorizzazione della cultura gastronomica italiana. Accanto ai menu destinati agli atleti, Cimas ha portato a Parigi anche alcune espressioni della tradizione, come il crostolo del Montefeltro, trasformando la tavola in uno strumento di racconto del territorio.

Oggi, a due anni da quell’esperienza, il rapporto si rinnova in una forma diversa e per certi versi ancora più rappresentativa. Cimas è Institutional Partner dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 e ha gestito Casa Italia, la hospitality house della delegazione italiana, che resterà operativa fino alla conclusione della manifestazione prevista per oggi, 3 settembre 2026.

Allestita sul rooftop dell’Hotel Salina, con vista sul Golfo di Taranto, Casa Italia è il luogo di rappresentanza dell’Italia Team: uno spazio nel quale atleti, istituzioni, partner, media e ospiti si incontrano al termine delle competizioni, celebrano i risultati e condividono le emozioni dei Giochi.

«Per noi Casa Italia rappresenta prima di tutto un riconoscimento – sottolinea Denis Sansuini, co-titolare di Cimas Ristorazione –. La collaborazione con il CONI dura dal 2006 e nel corso degli anni abbiamo avuto la possibilità di partecipare a molti grandi appuntamenti dello sport italiano. Dopo l’esperienza di Parigi 2024, essere oggi chiamati a gestire Casa Italia a Taranto ha un significato particolare: è la conferma di un rapporto costruito nel tempo attraverso esperienza, affidabilità e capacità organizzativa».

La collaborazione tra Cimas e CONI è infatti molto più lunga dei due grandi appuntamenti olimpici e mediterranei. Dal 2006 l’azienda partecipa, con ruoli e modalità differenti, a numerosi grandi eventi sportivi, dai Mondiali di atletica leggera ai Campionati europei di diverse discipline.

Una relazione costruita progressivamente, nella quale la ristorazione rappresenta una parte di un sistema più ampio di servizi destinati a eventi caratterizzati da elevati standard organizzativi.

È proprio questa esperienza ad aver consentito a Cimas di sviluppare nel tempo competenze specifiche nella gestione di contesti nei quali precisione, flessibilità, affidabilità e capacità di lavorare secondo procedure rigorose diventano fattori determinanti.

«Lo sport ci ha insegnato molto sul valore dell’organizzazione – aggiunge Sansuini –. Sono contesti nei quali ogni dettaglio deve funzionare e nei quali il livello di servizio deve essere coerente con l’importanza dell’evento. È una scuola importante anche per un’azienda come la nostra, perché ci obbliga continuamente a misurarci con standard elevati».

La presenza a Taranto si inserisce così nel percorso di Cimas come ulteriore riconoscimento di un’esperienza maturata al fianco del movimento sportivo italiano. A Casa Italia la componente gastronomica si integra con l’ospitalità e con le attività di relazione, in un contesto nel quale qualità del servizio, capacità organizzativa e cura dell’accoglienza contribuiscono alla rappresentazione dell’Italia Team. Per Cimas è anche l’occasione di portare nel cuore dei Giochi del Mediterraneo una cultura dell’ospitalità che affonda le proprie radici nel territorio e che, negli anni, ha trovato nei grandi eventi sportivi una delle sue più importanti dimensioni di confronto.

Cimas, società benefit della ristorazione collettiva

Fondata nel 1984Cimas Ristorazione è una società benefit e rappresenta oggi una delle principali realtà della ristorazione collettiva nel Centro Italia. In oltre quarant’anni di attività l’azienda ha costruito una presenza diffusa in sei regioni, sviluppando servizi dedicati a scuole, enti pubblici, comunità e strutture socioassistenziali, ai quali si affiancano attività di catering e ristorazione organizzata.

La società gestisce oltre 65 mense e serve mediamente circa 20mila pasti al giorno, grazie al lavoro di 650 professionisti specializzati, confermandosi una realtà capace di coniugare dimensione industriale, qualità del servizio e radicamento territoriale.

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Marche

Guardia radiologica attiva h24 al Salesi di Ancona

Guardia radiologica attiva h24 al Salesi di Ancona– Garantire diagnosi tempestive ed evitare il trasferimento in ambulanza dei piccoli pazienti tra strutture ospedaliere per l’esecuzione di radiologie d’urgenza. Con questo obiettivo, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche ha attivato ad Ancona, per la prima volta,la guardia radiologica continuativa 24 ore su 24, sette giorni su sette, direttamente all’interno del Presidio ospedaliero Materno Infantile Salesi.

All’incontro di presentazione del nuovo servizio sono intervenuti l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, l’assessore alle Politiche comunitarie Giacomo Bugaro, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, Armando Marco Gozzini, e il direttore sanitario Claudio Martini. Hanno preso parte all’iniziativa anche Andrea Giovagnoni, direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche e della Clinica di Radiologia; Andrea Ciavattini, direttore del Dipartimento Materno-Infantile e della Clinica di Ostetricia e Ginecologia; Laura Polenta, responsabile della Direzione medica ospedaliera del Presidio Salesi; e Giovanni Cobellis, direttore della SOD Chirurgia Pediatrica.

Guardia radiologica, meno stress per i piccoli pazienti

La nuova organizzazione elimina la necessità di trasferire i bambini presi in carico presso la struttura materno-infantile al presidio di Torrette per l’esecuzione di esami radiologici urgenti nelle ore notturne o nei giorni festivi. Lo stesso vale per le mamme partorienti: non saranno più necessari gli spostamenti tra Salesi e Torrette per le esigenze legate a problematiche ginecologiche. La presenza del radiologo direttamente in sede riduce così i disagi e lo stress per i piccoli pazienti e per le loro famiglie, consente di ottimizzare l’impiego di mezzi e personale sanitario utilizzato per i trasferimenti e rende più rapido l’iter diagnostico.

La disponibilità continuativa, che si integra con la nuova risonanza magnetica installata pochi mesi fa, non sarà limitata alle situazioni di emergenza: accanto alla gestione delle urgenze la radiologia potrà essere utilizzata anche per l’attività diagnostica programmata.

Il nuovo assetto consolida l’autonomia assistenziale dell’ospedale e favorisce una collaborazione sempre più stretta tra radiologi, pediatri, neonatologi, chirurghi pediatrici, anestesisti e specialisti dell’area ostetrico-ginecologica, garantendo una presa in carico multidisciplinare e continuativa.

L’attivazione è avvenuta senza costi aggiuntivi, attraverso una rimodulazione dell’attività del Dipartimento di Radiologia e la valorizzazione delle risorse umane già in organico.

LE DICHIARAZIONI

“La guardia radiologica attiva h24 rappresenta un risultato atteso da sempre e un passo in avanti fondamentale per la qualità della cura dei piccoli pazienti del Salesi – ha detto l’assessore alla Sanità Calcinaro -. Con la presenza del radiologo direttamente in struttura, superiamo il vecchio sistema della reperibilità notturna per garantire diagnosi tempestive e azzerare i trasferimenti in ambulanza verso Torrette, valorizzando anche la nuova risonanza magnetica installata al Salesi pochi mesi fa e rendendo possibile eseguire gli esami direttamente qui in sede. Questo importante traguardo si inserisce in un più ampio percorso di ottimizzazione e crescita che verrà portato avanti. Accanto al lavoro ordinario e al miglioramento delle liste d’attesa, intendiamo guardare al presente della nostra sanità regionale senza attendere solo la realizzazione del nuovo ospedale Salesi. Attraverso l’impiego di nostre risorse e l’intercettazione di finanziamenti europei, realizzeremo investimenti destinati al blocco parto e alla climatizzazione di tutti gli ambienti. Si tratterà di interventi fatti in modo razionale, rimodulabili e riutilizzabili anche nella futura struttura, per far sì che il processo di miglioramento continui a mettere sempre al centro la salute dei bambini e delle mamme perché il Salesi è un punto di riferimento non solo per la nostra Regione”.

“Investire sulla struttura attuale del Salesi è una priorità assoluta e un dovere verso la nostra comunità – ha rimarcato l’assessore Bugaro –. In attesa di definire con certezza i tempi per la realizzazione del nuovo plesso, stiamo già lavorando per individuare formule di finanziamento dedicate — attingendo anche ai residui dei fondi europei — da destinare a questa struttura. L’obiettivo è garantire un ambiente sempre sicuro e rispondente ai bisogni dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, che richiedono un’attenzione e una sensibilità diverse rispetto alle cure tradizionali. Il nostro impegno per quello che un tempo era definito ‘l’ospedaletto dei bambini’ è costante e concreto: siamo qui oggi per confermare la nostra vicinanza a una struttura che rappresenta un punto di riferimento insostituibile e un’eccellenza che portiamo nel cuore. Abbiamo già avviato un attento screening delle risorse disponibili e, non appena definiti i dettagli, saremo pronti ad annunciare investimenti di fondamentale rilevanza per il futuro del presidio”.

“Siamo di fronte a una fase ri-organizzativa importantissima portata a compimento grazie all’impegno e la tenacia del professor Giovagnoni – ha spiegato il DG Gozzini -. Finalmente, dopo tanti anni, anche il presidio materno-infantile ‘Salesi’ avrà a disposizione un radiologo fisso anche di notte, una figura professionale in grado di poter soddisfare tutte le necessità evitando di spostare continuamente i pazienti avanti e indietro al sito di Torrette. Grazie al coordinamento di un certo numero di medici specialisti, una misura che ha richiesto anche un importante sforzo economico, è stato possibile creare dei turni in modo da garantire la presenza costante di un radiologo”.

“La continuità assistenziale radiologica H 24 in un ospedale di II° Livello consentirà al presidio ‘Salesi’ di avere una sua radiologia autonoma – ha voluto precisare il Professor Andrea Giovagnoni -. Ciò eviterà di spostare i bambini e le mamme per le indagini diagnostiche da Torrette al ‘Salesi’ e viceversa; si tratta di un numero di viaggi molto rilevante, con una media di oltre 500 pazienti l’anno. Finalmente abbiamo la certezza che in qualsiasi ora del giorno e della notte, nei fine settimana, feste incluse, il bambino che arriva in ospedale avrà a disposizione l’intero parco macchine e tutte le professionalità necessarie senza doversi spostare. Grazie al sistema di trasmissione delle immagini per casi di particolare complessità, non dimentichiamo che a Torrette è prevista una corposa ed efficiente squadra di radiologi H 24. Adesso, lo possiamo dichiarare, esiste una situazione ottimale che poche radiologie in Italia hanno”.

L’attivazione dellaguardia radiologicarappresenta un passaggio importante nel percorso di rafforzamento del Presidio Salesi. La presenza del radiologoh24, sette giorni su sette, permette di garantire una risposta più rapida alle necessità diagnostiche e, soprattutto, di evitare trasferimenti che possono risultare particolarmente complessi quando coinvolgono bambini, neonati e donne in gravidanza. Laguardia radiologicaconsente inoltre di utilizzare pienamente le apparecchiature disponibili all’interno del presidio, compresa la nuova risonanza magnetica, mettendo a disposizione delle équipe cliniche un supporto specialistico continuo.

Il nuovo servizio consolida così l’autonomia del Salesi e rafforza la capacità dell’ospedale di rispondere alle urgenze direttamente in sede. Laguardia radiologicanon rappresenta soltanto un miglioramento organizzativo, ma un ulteriore strumento per rendere più sicura, tempestiva e appropriata la presa in carico dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, confermando il ruolo del Salesi come punto di riferimento regionale per l’assistenza materno-infantile.

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Marche

Bandiere blu, a Campofilone la festa dedicata al mare

Bandiere blu, a Campofilone la festa dedicata al mare– Le venti Bandiere Bluottenute dai comuni marchigianiquest’anno sono state festeggiate nell’area anfiteatro sul lungomare di Ponte Nina a Campofilone, ultimo in ordine di tempo ad aver ottenuto in prestigioso riconoscimento. Una festa regionale dedicata al mare e alla valorizzazione della costa marchigiana sempre più attrattiva e capace di richiamare visitatori con la qualità dell’accoglienza, la sostenibilità ambientale, la bellezza del territorio e le sue eccellenze, aperta dal saluto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Il riconoscimento delle Bandiere Blu ha un valore sempre attuale, perché la qualità dell’offerta dei nostri servizi e delle nostre acque rappresenta un fiore all’occhiello.

Bandiere Blu nelle Marche, venti località premiate per qualità e sostenibilità

Quello delle bandiere blu é un risultato straordinario che sprona a continuare a lavorare insieme su questa strada ed è l’occasione per rendere merito a tutti coloro che, in questi anni, nelle amministrazioni locali, nelle istituzioni, e in un vincente gioco di squadra anche il mondo delle imprese, hanno consentito di raggiungere un risultato così importante. La nostra è una regione considerata da tutti un punto di riferimento. Abbiamo fatto una scalata molto importante frutto di un forte cambio di mentalità e di una visione culturale che ci ha spinto a credere in questo percorso. Oggi questo percorso ci pone, anche dal punto di vista delle presenze, come una meta sempre più attrattiva”. Se è vero che il mare e il turismo balneare continuano a rappresentare un patrimonio fondamentale, ha aggiunto Acquaroli “credo che siano le Marche nel loro complesso a fare da traino. Credo che il turista abbia cambiato il proprio approccio per una combinazione di esperienze: non c’è più soltanto il turismo balneare, ma anche quello dei borghi, gastronomico, la curiosità, la ricerca, la voglia di vivere qualcosa di unico. E le Marche hanno sicuramente tanto da raccontare anche da questo punto di vista”, ha concluso il Presidente che non ha mancato di ringraziare il sindaco di Campofilone Riccardo Verdecchia per l’ospitalità e l’organizzazione della bella manifestazione, la Fee e il suo presidente Mazza che sa raccontare la forza e il valore delle Bandiere Blu. 

A fare gli onori di casa il Sindaco Verdecchia: “E’ motivo di grande soddisfazione e orgoglio ospitare a Marina di Campofilone la cerimonia di consegna delle Bandiere Blu ai Comuni marchigiani premiati per il loro impegno nella tutela dell’ambiente, nella qualità dei servizi e nella valorizzazione dei propri territori. Ringrazio il presidente Acquaroli per la sua presenza e per l’attenzione che la Regione continua a dedicare alle nostre comunità, ringrazio la FEE e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante appuntamento. Dietro questo vessillo c’è una comunità intera: gli amministratori, gli uffici comunali, gli operatori turistici e commerciali, le associazioni, i volontari e soprattutto i cittadini, che con il loro impegno e il loro senso di appartenenza contribuiscono a rendere Campofilone e tutto il territorio marchigiano sempre più accogliente e di qualità. La Bandiera Blu non è soltanto un traguardo, ma anche una responsabilità e uno stimolo a proseguire con determinazione sulla strada della sostenibilità, della collaborazione tra territori e della crescita dell’attrattività delle nostre comunità. La Bandiera Blu è un traguardo. Ma, soprattutto, è un nuovo punto di partenza”.

Il presidente della fondazione FEE Italia Claudio Mazza ha dichiarato: “La Bandiera Blu rappresenta il riconoscimento di un percorso virtuoso capace di mettere insieme tutela dell’ambiente, qualità dei servizi, gestione responsabile del territorio ed educazione alla sostenibilità. Un grande lavoro di squadra, che deve necessariamente coinvolgere tutti: istituzioni, cittadini, imprese, scuole. Le 20 Bandiere Blu delle Marche confermate anche per il 2026 testimoniano una qualità diffusa e soprattutto la capacità dei Comuni marchigiani di lavorare insieme per tutelare il territorio e offrire un’accoglienza di eccellenza. È un risultato di cui essere orgogliosi e che conferma come le Marche siano, a ragione, una delle destinazioni più interessanti del turismo italiano, un territorio che da anni punta su sostenibilità, qualità e gestione responsabile. Questa Festa Regionale rappresenta un momento importante di condivisione che sottolinea il valore del percorso intrapreso dalle Marche, frutto dell’attenzione regionale, dell’impegno costante dei Comuni e di tutti gli attori del territorio nel coniugare tutela ambientale, qualità dell’accoglienza e sviluppo turistico sostenibile. La continuità della presenza delle Bandiere Blu nelle Marche conferma la solidità di questo impegno e spinge a guardare già alle sfide future, con l’obiettivo di crescere ulteriormente negli impegni per la sostenibilità”.

Nel corso della cerimonia per festeggiare le bandiere blu, a cui hanno preso parte gli assessori Paolo Calcinaro, Francesca Pantaloni, numerosi consiglieri regionali insieme alle autorità e alla cittadinanza, si è svolta la consegna dei riconoscimenti ai rappresentanti delle venti località Bandiera Blu:Gabicce Mare; Pesaro; Fano; Mondolfo; Senigallia; Ancona (Portonovo); Sirolo; Numana; Porto Recanati; Potenza Picena; Civitanova Marche; Porto Sant’Elpidio; Fermo; Porto San Giorgio; Altidona; Pedaso; Campofilone; Cupra Marittima; Grottammare; San Benedetto del Tronto.

Le Marche si confermano tra le regioni italiane più virtuose con venti località premiate su circa 185 chilometri di litorale, una media di una località Bandiera Blu ogni 9,2 km di costa circa. Questo le pone ai primi posti tra le principali regioni costiere italiane per densità di riconoscimenti. La Bandiera Blu viene assegnato sulla base di criteri che riguardano la qualità delle acque di balneazione, la gestione ambientale, l’efficienza dei servizi, la raccolta differenziata, la mobilità sostenibile, la presenza di piste ciclabili, aree verdi e servizi turistici, oltre all’accessibilità e alla sicurezza delle spiagge.

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Marche

Disservizi telefonici nell’entroterra, Ruggeri (M5S): “Dalla Giunta un ruolo da semplice passacarte”

Disservizi telefonici nell’entroterra, Ruggeri (M5S): “Dalla Giunta un ruolo da semplice passacarte”– Idisservizi telefonici nell’entroterra pesaresetornano al centro del dibattito politico regionale. A sollevare la questione è la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale,Marta Ruggeri, che contesta la risposta fornita dalla Giunta regionale alla sua interrogazione sui continui blackout telefonici e di rete che interessano diverse aree dell’entroterra delle Marche.

Secondo Ruggeri, dalla risposta ufficiale dell’amministrazione regionale emergerebbe una sostanziale impossibilità di intervenire direttamente. La Regione Marche, infatti, dichiara di “non avere competenze dirette” sulla materia, limitando il proprio intervento alla raccolta e all’organizzazione delle segnalazioni provenienti dai Comuni, successivamente trasmesse ai gestori privati delle telecomunicazioni.

Per la consigliera del M5S si tratta di una posizione insufficiente di fronte ai disservizi telefonici nell’entroterra, che hanno ripercussioni concrete sulla vita quotidiana dei cittadini, sulle attività economiche e sul funzionamento delle amministrazioni comunali.

Disservizi telefonici nell’entroterra e divario digitale

A rendere particolarmente significativo il caso è la situazione diPietrarubbia, citata nella risposta della Giunta. Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha infatti confermato che il territorio comunale è rimasto escluso dai finanziamenti previsti dal Piano PNRR 5G.

“Che cosa ha fatto la Regione quando si decidevano le mappe dei finanziamenti? Nulla”, afferma Ruggeri, secondo la quale le aree interne sarebbero state lasciate ai margini di un processo che avrebbe dovuto contribuire a ridurre il divario digitale.

La questione dei disservizi telefonici non riguarda soltanto la velocità della connessione o la possibilità di utilizzare i servizi digitali. I disservizi telefonici nell’entroterra possono infatti compromettere comunicazioni essenziali, servizi pubblici e attività produttive, soprattutto nei territori caratterizzati da una maggiore distanza dai principali centri urbani.

Ruggeri contesta quindi alla Giunta regionale di essersi limitata a svolgere un ruolo di raccordo tra i Comuni e gli operatori privati, senza riuscire, a suo giudizio, a incidere sulle decisioni strategiche relative agli investimenti infrastrutturali.

Ruggeri: “La maggioranza fa opposizione a se stessa”

Nel mirino della capogruppo del Movimento 5 Stelle c’è anche un altro aspetto della vicenda dei disservizi telefonici. Secondo Ruggeri, mentre la Giunta regionale sostiene di non avere competenze dirette e presenta una risposta improntata alla mediazione con i gestori telefonici, alcuni consiglieri della stessa maggioranza avrebbero presentato nei giorni scorsi due interrogazioni sul medesimo problema.

Un comportamento che la consigliera definisce paradossale: “Anziché governare e pretendere soluzioni concrete dai propri assessori, gli esponenti di destra si mettono la casacca dell’opposizione per cercare di confondere i cittadini dell’entroterra”.

Per Ruggeri si tratterebbe di un atteggiamento politicamente incoerente: la maggioranza, sostiene, dovrebbe assumersi la responsabilità delle scelte dell’esecutivo regionale e non limitarsi a sollevare le criticità attraverso interrogazioni quando emergono problemi sul territorio.

Blackout telefonici, il caso di Borgo Pace

Tra le situazioni richiamate da Marta Ruggeri c’è anche quella diBorgo Pace, dove i problemi di connettività avrebbero raggiunto un livello tale da interessare persino i centralini degli uffici comunali.

È proprio questo tipo di situazione, secondo la consigliera, a dimostrare quanto il problema delle infrastrutture digitali nelle aree interne non possa essere considerato una semplice questione tecnica. Quando una linea telefonica viene interrotta, infatti, possono essere messi in difficoltà anche i servizi rivolti alla popolazione e le comunicazioni delle istituzioni locali.

“Risolvere il divario digitale e i blackout che bloccano persino i centralini dei Municipi non si fa a parole o con interrogazioni fotocopia a uso e consumo dei giornali”, conclude Ruggeri.

La richiesta del Movimento 5 Stelle è dunque quella di un cambio di passo da parte della Regione Marche, con un intervento più incisivo nei confronti dei gestori e una strategia capace di affrontare le criticità infrastrutturali delle aree interne.

I disservizi telefonici nell’entroterra rappresentano infatti un problema che va oltre il singolo guasto: per cittadini, imprese e amministrazioni comunali, poter contare su collegamenti telefonici e digitali efficienti significa oggi poter accedere ai servizi, lavorare, comunicare e mantenere pienamente attivo il rapporto con le istituzioni. Per questo, conclude Ruggeri, “i cittadini e i sindaci dell’entroterra non hanno bisogno di un centralino che segnali i guasti”, ma di un’amministrazione regionale in grado di tutelare concretamente i loro diritti e di ridurre il divario digitale.

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Marche

Andrea Angeli, l’ultimo saluto a un uomo di pace

Andrea Angeli, l’ultimo saluto a un uomo di pace: dalla devozione alla Madonna Nera alle missioni nel mondo– A Pollenza, il 9 agosto scorso, era stato felice di parlare dell’amatissimo padre Guido, otorinolaringoiatra, in occasione della presentazione di un libro curato da me e da Gabriele Censi, basato su uno scoop diCronache Maceratesicirca la visita segreta a Loreto di Baldovino, fresco dell’abdicazione, a fine gennaio 1990.

L’ultima locandina con il suo nome

Nel chiostro dei Santi Antonio e Francesco, sold out, Angeli aveva parlato del genitore, che aveva aperto l’ambulatorio medico nella cittadina cara alla memoria del cardinale Cento, del cui passaggio aveva scoperto le tracce durante il suo incarico di nunzio apostolico in Perù.

La targa che testimoniava l’augusto passaggio,Andrea Angelil’aveva fotografata e portata come documento all’evento pollentino, durante il quale, dato il tema, aveva spaziato sull’internazionalismo anche grazie al ricordo del suo grande maestro Giorgio Paganelli.

Di quest’ultimo Andrea Angeli sarebbe tornato a parlare domenica prossima, in un evento curato da Uteam a San Severino, nella località Parolito, presso i locali di LK, con al centro ancora il libro su Baldovino.

Lasciandoci a Pollenza, dopo la bella serata organizzata da Arte per le Marche, presieduta da Antonella Ventura, Andrea mi aveva chiesto: «A quando la prossima volta? Ma ricordati: dopo la metà di settembre rientro a New York…».

Andrea Angeli e la devozione alla Madonna Nera, tra fede e impegno nel mondo

E mi aveva dato una serie di date: l’ultima, il 6 settembre.

Da New York Angeli sarebbe poi ritornato a Lima per prendere parte a una serie di iniziative a sostegno dei poveri dell’America Latina, nel suo percorso di solidarietà iniziato subito dopo la conclusione della leggendaria carriera dipeacekeepernel mondo, intrapresa tanti anni fa.

Era molto devoto al culto della Madonna Nera.

«Devo a Lei tutto, la vita stessa, la mia professione, che dopo due anni volevo mollare anche per i grandi sacrifici imposti alla mia giovinezza. Ma dopo un pellegrinaggio Macerata-Loreto, prima di riprendere l’aereo per Sarajevo, dove imperversava la guerra di Bosnia, pronto a lasciare nel santuario mons. Vecerrica, cui avevo confessato i miei tormenti, mi illuminò dicendo: “Scegli la strada per te più difficile”… Così non lasciai Sarajevo».

Nota di redazione

La storia di Andrea Angeli è quella di un uomo che ha saputo attraversare luoghi, culture e momenti difficili senza mai perdere il legame con le proprie radici. Dalle esperienze internazionali alle missioni nei territori segnati dalla guerra, fino all’impegno a favore delle popolazioni più fragili dell’America Latina, il suo percorso è stato caratterizzato da una costante attenzione alla pace, alla solidarietà e alla dignità della persona.

Accanto all’impegno professionale e civile è rimasta sempre forte la dimensione della fede, espressa in particolare nella devozione alla Madonna Nera e nel legame con Loreto e con il pellegrinaggio Macerata-Loreto. È anche attraverso questi aspetti più personali che emerge il ritratto di Andrea Angeli, ricordato non soltanto per la sua lunga esperienza nel mondo, ma soprattutto per la capacità di mantenere uno sguardo umano anche di fronte alle situazioni più complesse.

Il ricordo affidato alle parole di chi lo ha conosciuto restituisce così la figura di una persona capace di lasciare una traccia profonda, fatta di incontri, amicizie, impegno e testimonianze che continuano a parlare anche dopo la sua scomparsa.

Foto di copertina:Maggio 1985. Andrea Angeli con Giorgio Pagnanelli

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Le ricette di Chef Zio Pietro: Paccheri al Pescespada

Le ricette di Chef Zio Pietro: Paccheri al Pescespada – Ecco una nuova ricetta di Chef Zio Pietro, che come sempre ringraziamo per averci dato la possibilità di condividere con i nostri lettori le sue prezione ricette. Oggi vi proponiamo i Paccheri al Pescespada.

Ingredienti per 2 persone: 200 gr di Paccheri. 250 gr di Pesce Spada, 250 gr di Pomodorini del Piennolo, Piccadilly, 1 Spicchio d’aglio, Peperoncino q.b, sale q.b, olio evo q.b, Prezzemolo q.b.

I canali social di chef Zio Pietro:

✅ Facebook  https://m.facebook.com/chefziopietro/…

✅ Instagram https://www.instagram.com/chefziopietro/

✅ Youtube ✅ https://m.youtube.com/channel/UCWtZNW…

Il consiglio dello chef: “Perseveranza: se una cosa non riesce la prima volta mai perdersi d’animo: provate e riprovate ancora finché non otterrete ottimi risultati. Questo video è stato creato a scopo illustrativo per educare al modo di cucinare”.

Foto diVirginia GdaPixabay

Paccheri al pescespada: il sapore autentico del Mar Mediterraneo

Ipaccheri al pescespadasono un primo piatto simbolo della cucina mediterranea, capace di racchiudere in un’unica ricetta tutto il profumo del mare e la semplicità della tradizione italiana. Ipaccheri al pescespadauniscono la consistenza importante della pasta di grano duro alla delicatezza della carne del pesce spada, creando un condimento saporito ma equilibrato.

La ricetta deipaccheri al pescespadaè particolarmente diffusa nelle regioni del Sud Italia, dove il pesce spada rappresenta da secoli uno degli ingredienti più apprezzati della cucina costiera. Sicilia e Calabria, in particolare, hanno sviluppato numerose varianti di questo piatto, arricchendolo con ingredienti tipici del territorio.

La preparazione deipaccheri al pescespadaè relativamente semplice. Il pesce spada viene generalmente tagliato a cubetti e fatto rosolare delicatamente in padella con olio extravergine di oliva, aglio e, secondo la ricetta, pomodorini freschi. Il condimento può essere completato con olive, capperi, prezzemolo e una nota di peperoncino, ingredienti capaci di esaltare il gusto del pesce senza coprirne la delicatezza.

Il segreto deipaccheri al pescespadasta soprattutto nella cottura del pesce: deve rimanere morbido e succoso, evitando una cottura eccessiva che potrebbe renderlo asciutto. La pasta, invece, deve essere scolata al dente e terminare la cottura direttamente nel condimento, così da assorbire tutti gli aromi.

Ipaccheri al pescespadasono perfetti per un pranzo estivo o per una cena a base di pesce, ma possono essere portati in tavola durante tutto l’anno. Il formato dei paccheri, grazie alla sua superficie ampia e alla cavità interna, raccoglie perfettamente il sugo e i piccoli pezzi di pesce, rendendo ogni boccone particolarmente ricco.

A rendere ancora più interessanti ipaccheri al pescespadaè la possibilità di personalizzare la ricetta senza snaturarne l’identità. Pomodorini, melanzane, pistacchi, agrumi, capperi e olive possono essere utilizzati per creare diverse interpretazioni, sempre nel rispetto della tradizione mediterranea.

Semplici, profumati e intensamente mediterranei, ipaccheri al pescespadarappresentano una ricetta ideale per chi ama i primi piatti di mare e cerca un equilibrio tra gusto, leggerezza e tradizione. Una pietanza che porta in tavola il profumo delle coste del Sud e valorizza uno degli ingredienti più caratteristici della cucina marinara italiana. Ipaccheri al pescespadasono inoltre un piatto ideale per valorizzare la freschezza degli ingredienti, trasformando pochi elementi semplici in una ricetta dal gusto intenso, elegante e profondamente legato alla tradizione mediterranea.

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Marche

Iter Suasanum a Corinaldo, presentata mozione per il riconoscimento tra i cammini delle Marche

Iter Suasanum a Corinaldo, presentata mozione per il riconoscimento tra i cammini delle Marche– Un nuovo passo nel percorso di crescita e valorizzazione diIter Suasanum, l’itinerario religioso, culturale e turistico che mette in rete i territori di Corinaldo, Castelleone di Suasa e Mondolfo.

In Consiglio regionale delle Marche è stata infatti presentata, con primo firmatario il consigliere regionale Nicola Barbieri, una mozione finalizzata al riconoscimento di Iter Suasanum tra i Cammini delle Marche, anche alla luce della recente approvazione della Legge n. 24 del 13 febbraio 2026, dedicata alla promozione e valorizzazione dei Cammini d’Italia.

La mozione rappresenta un nuovo passaggio di un progetto avviato nel novembre 2023, quando la Diocesi di Senigallia, i Comuni e le Parrocchie di Corinaldo, Castelleone di Suasa e Mondolfo hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione del territorio della Valle del Cesano, individuando proprio in Iter Suasanum uno degli strumenti attraverso i quali mettere in rete il patrimonio religioso, storico e culturale locale.

Fin dalla sua nascita il progetto ha posto una particolare attenzione al tema dell’accessibilità, prevedendo percorsi e strumenti capaci di favorire la fruizione dei luoghi anche da parte delle persone con disabilità motorie, cognitive, visive o uditive.

Iter Suasanum presentato a Roma

Nel gennaio 2024, Iter Suasanum è stato presentato a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana, nell’ambito del progetto “Giubileo For All”, tra gli itinerari inclusivi sviluppati in vista del Giubileo. Nell’ottobre 2024 il progetto è stato poi presentato a San Severino Marche alla conferenza dedicata alla Giornata Mondiale del Turismo, organizzata dalla Conferenza Episcopale Marchigiana, alla presenza di numerose autorità civili e religiose. In quella occasione Corinaldo, Comune capofila del progetto, è stato rappresentato dall’assessore alle Politiche turistiche Francesco Spallacci.

Il percorso mette in relazione alcuni dei principali luoghi di interesse religioso, archeologico e culturale della Valle del Cesano: l’Abbazia di San Gervasio di Bulgaria e il Santuario della Madonna delle Grotte a Mondolfo, il Parco Archeologico della Città Romana di Suasa a Castelleone di Suasa,  l’Abbazia di Santa Maria in Portuno,  la Casa Natale e il Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti a Corinaldo.

La mozione presentata in Consiglio regionale punta ora a compiere un ulteriore salto di qualità, favorendo il riconoscimento dell’itinerario all’interno della rete regionale dei Cammini e rafforzandone le potenzialità sotto il profilo della promozione turistica, culturale e territoriale.

“In Iter Suasanum abbiamo creduto fin dall’inizio – sottolinea l’assessore alle Politiche turistiche del Comune di Corinaldo, Francesco Spallacci –. Siamo partiti nel 2023 dalla volontà di costruire qualcosa che andasse oltre i confini dei singoli Comuni e che fosse capace di mettere insieme territori, comunità, storia e spiritualità. Da allora il progetto è cresciuto e ha avuto occasioni importanti di presentazione e promozione, fino ad arrivare a questo nuovo passaggio”.

“La mozione presentata in Consiglio regionale rappresenta un ulteriore passo e un tassello importante del lavoro costruito in questi anni. Per questo auspichiamo che possa trovare la più ampia condivisione tra le diverse forze politiche. Le finalità di Iter Suasanum, infatti, sono per loro natura inclusive e trasversali: valorizzare il patrimonio della Valle del Cesano, mettere in rete le nostre comunità, favorire forme di turismo lento, religioso e sostenibile e, soprattutto, rendere questo patrimonio sempre più accessibile e fruibile da tutti”.

“Il riconoscimento tra i Cammini delle Marche – conclude Spallacci – rappresenterebbe quindi non soltanto un importante risultato per il lavoro svolto fino ad oggi, ma soprattutto un nuovo punto di partenza per dare continuità, maggiore visibilità e nuove prospettive a Iter Suasanum e all’intera Valle del Cesano”.

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Marche

San Benedetto del Tronto, bidone disperso in mare: recuperato dai Vigili del Fuoco

San Benedetto del Tronto (AP), bidone disperso in mare: recuperato dai Vigili del Fuoco– Intervento deiVigili del Fuoconel pomeriggio di ieri sul lungomare diSan Benedetto del Trontoa seguito della segnalazione della Guardia Costiera relativa alla presenza in mare di un bidone metallico dal quale fuoriusciva una sostanza. L’allarme ha fatto scattare immediatamente le operazioni per il recupero del contenitore e la messa in sicurezza dell’area interessata.

La segnalazione ha richiesto l’intervento di personale specializzato, considerata la presenza di una sostanza fuoriuscita dal bidone. Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco della squadra diSan Benedetto del Tronto, affiancati dagli operatori del Nucleo Fluviale e dal personale del nucleo NBCR, specializzato nella gestione delle emergenze di natura Nucleare, Biologica, Chimica e Radiologica.

San Benedetto del Tronto, intervento dei Vigili del Fuoco

Le operazioni sono state avviate con particolare cautela per consentire il recupero del bidone metallico disperso in mare. Gli operatori hanno provveduto a riportare a terra il contenitore e a mettere in sicurezza l’area, adottando le procedure necessarie in presenza di una sostanza potenzialmente contaminante.

L’intervento ha interessato anche la zona dell’arenile coinvolta dalla fuoriuscita. I Vigili del Fuoco stanno infatti procedendo alla rimozione dell’acqua contaminata attraverso l’utilizzo di una motopompa. Una fase necessaria per limitare la dispersione della sostanza e consentire le successive operazioni di bonifica.

Il lavoro delle squadre specializzate proseguirà fino al completamento delle attività previste e alla definitiva messa in sicurezza della zona interessata.

Bidone recuperato, prevista la bonifica dell’arenile

Dopo il recupero del bidone, l’attenzione si è concentrata sulle conseguenze della fuoriuscita della sostanza. Per la bonifica dell’arenile è previsto l’intervento di una ditta specializzata, che sarà incaricata di procedere alla rimozione e al trattamento dei materiali e delle eventuali porzioni di terreno interessate.

L’obiettivo è eliminare ogni possibile residuo e garantire il ripristino delle condizioni di sicurezza nell’area del lungomare diSan Benedetto del Tronto.

La presenza del nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco assume particolare importanza proprio in situazioni nelle quali è necessario effettuare una valutazione tecnica della sostanza presente e operare secondo specifiche procedure di sicurezza. Gli specialisti possono infatti intervenire adottando strumenti e dispositivi adeguati alla gestione di eventuali rischi di natura chimica o di altra origine.

Presenti Guardia Costiera, Carabinieri, Polizia Locale e ARPAM

L’intervento sul lungomare diSan Benedetto del Trontoha visto la collaborazione di diverse forze e strutture impegnate nella gestione dell’emergenza. Sul posto erano presenti anche i Carabinieri, la Polizia Locale, l’ARPAM e la Guardia Costiera.

La segnalazione iniziale è arrivata proprio dalla Guardia Costiera, che ha individuato la presenza del bidone metallico in mare e ha attivato la macchina degli interventi. La collaborazione tra i diversi enti ha consentito di coordinare le operazioni di recupero e di messa in sicurezza dell’area.

La situazione è stata quindi affrontata attraverso un intervento congiunto, con l’impiego delle competenze specifiche dei diversi operatori. Particolare attenzione è stata riservata alla gestione della sostanza fuoriuscita dal contenitore e alla tutela dell’ambiente circostante.

Al momento, le operazioni non si esauriscono con il recupero del bidone. I Vigili del Fuoco stanno completando la rimozione dell’acqua contaminata, mentre successivamente sarà la ditta specializzata a occuparsi della bonifica dell’arenile.

L’intervento testimonia ancora una volta l’importanza del tempestivo coordinamento tra Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, forze dell’ordine e organismi ambientali quando vengono segnalate situazioni potenzialmente rischiose lungo la costa.

Nel frattempo, aSan Benedetto del Tronto, proseguono le attività necessarie per assicurare la completa messa in sicurezza della zona interessata e consentire il successivo ripristino dell’area.

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Marche

L’orgoglio delle Marche in passerella a Porto Recanati

L’orgoglio delle Marche in passerella a Porto Recanati. Il Premio Marche del Sanremo Music Awards, premierà i Lions Club di Amandola, I.P.A.(Senigallia), Cooperativa Bet Onlus (Fermo), Diletta Galeota (Porto Sant’Elpidio), Elisabetta Cocciaretto di Porto Sant’Elpidio, Giorgio Cegna (Macerata), Studio Avvocato Galeota (Porto Sant’Elpidio), Calzaturificio MP Shoes (Civitanova Marche), Associazione Argentini nelle Marche (Montecassiano), Molino Orsili (Sant’Elpidio a Mare), Officine Modelli (Sant’Elpidio a Mare), Silvia Tomoleoni  titolare di Natura Si  (Civitanova Marche), Inclina (Montefano), Caribe Beach di Porto Sant’Elpidio, Radio Stazione41, Chef Fronea Viorica del Ristorante Lady Nautica di Porto Sant’Elpidio, l’Associazione Culturale “+Artisti” Porto Sant’Elpidio, Alberto Gagliardi direttore generale dei centri medici La Fenice (Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche). Un elenco eterogeneo che rappresenta perfettamente la filosofia del Premio: mettere insieme mondi differenti, accomunati dalla qualità, dall’impegno e dalla capacità di lasciare un segno

PORTO RECANATI – Ci sono serate in cui la brezza dell’Adriatico sembra portare con sé non solo il profumo del mare, ma le storie, il sudore e le visioni di un’intera regione. Il 3 settembre alle ore 21:00, nella cornice dell’Arena Beniamino Gigli, non andrà in scena una semplice passerella di targhe e strette di mano. Il Premio Marche del Sanremo Music Awards 2026 si preannuncia come un vero e proprio affresco corale, un racconto a più voci che mette al centro il “volto migliore” di questa terra: un mosaico di uomini e donne che, lontano dai clamori ma con passi fermi, costruiscono ogni giorno il futuro delle Marche.

Dopo il debutto romano, la manifestazione sceglie la riviera portorecanatese per celebrare l’eterogeneità di una comunità viva. Non c’è un solo filo conduttore se non la qualità, l’impegno civile, la voglia di spingersi oltre.

Dai campi di gara internazionali al cuore della solidarietà

Sfogliando i nomi dei premiati, si comprende subito la filosofia dell’evento. Si passa dal talento cristallino dello sport alla dedizione silenziosa del terzo settore.

C’è la grinta di Elisabetta Cocciaretto, orgoglio di Porto Sant’Elpidio e pilastro della Nazionale di tennis azzurra, capace di scalare le classifiche mondiali e di regalare emozioni storiche in Billie Jean King Cup, portando le Marche sui campi più prestigiosi del pianeta. E accanto alle racchette internazionali c’è la grazia e la determinazione di Diletta Galeota, giovane amazzone che da quando aveva quattro anni ha fatto del salto ostacoli la propria ragione di vita, collezionando ori regionali e titoli nazionali.

Ma la forza di un territorio si misura anche da chi allunga la mano verso gli altri. Il palco dell’Arena applaudirà il Lions Club Amandola Sibillini, presieduto da Sante Mecozzi, da oltre un quarto di secolo presidio fondamentale per le comunità montane; i volontari della Cooperativa Bet Onlus di Fermo, che lavorano ogni giorno lontano dai riflettori per restituire dignità e percorsi di inclusione agli ultimi; e i rappresentanti dell’I.P.A. (International Police Association) di Senigallia, esempio di cooperazione e valori umani tra le forze dell’ordine. Spazio anche al dialogo interculturale con l’Associazione Argentini nelle Marche, capitanata da Jesús Olmos, un vero e proprio ponte umano e culturale steso tra due sponde del mondo.

Genio, impresa e sapore: il “saper fare” marchigiano

Le Marche sono da sempre terra di artigiani, di inventori e di maestri che sanno trasformare le idee in materia. L’Arena Gigli omaggerà figure di caratura straordinaria come il Prof. Giorgio Cegna, accademico e artista maceratese, fondatore della Nuova Foglio e figura di riferimento per generazioni di talenti, che ancora oggi continua a stupire portando in mostra le macchine di Leonardo.

L’anima manifatturiera e commerciale risuonerà attraverso il Calzaturificio MP Shoes e le Officine Modelli di Sant’Elpidio a Mare, autentici custodi del distretto calzaturiero riconosciuto in tutto il mondo. E poi la terra, la genuinità: la tradizione del Molino Orsili, che da generazioni trasforma solo grani 100% italiani, la visione sostenibile di Silvia Tomoleoni con il punto NaturaSì di Civitanova Marche, e l’ingegno di Inclina (da Montefano), che ha brevettato una rivoluzionaria griglia obliqua capace di cuocere senza produrre fumo.

Non mancano le eccellenze dei servizi e della cura del cittadino, come lo Studio Avvocato Galeota e il lavoro manageriale nel campo della salute guidato da Alberto Gagliardi, Direttore Generale dei Centri Medici La Fenice.

Musica, gusto ed energia estiva

Il racconto delle Marche non sarebbe completo senza la convivialità, l’energia e il ritmo. Il Premio Marche accende i riflettori su chi sa regalare esperienze ed emozioni: chef Fronea Viorica (Ristorante Lady Nautica di Porto Sant’Elpidio), interprete raffinata della cucina marinara espressa; lo chalet Caribe Beach, punto fermo dell’accoglienza, del gusto e dell’intrattenimento estivo elpidiense; l’emittente indipendente Radio Stazione41 di Fermo, voce libera che dà spazio alla musica emergente e alle storie locali; l’Associazione Culturale “+Artisti”, capofila di produzioni musicali capaci di unire ed emozionare.

I protagonisti della serata in sintesi

CategoriaPremiati
SportElisabetta Cocciaretto, Diletta Galeota
Cultura & ArteProf. Giorgio Cegna, Associazione Culturale “+Artisti”
Solidarietà & SocialeLions Club Amandola, Cooperativa Bet Onlus, I.P.A. Senigallia, Associazione Argentini nelle Marche
Impresa & InnovazioneMP Shoes, Officine Modelli, Molino Orsili, Inclina, NaturaSì Civitanova
Sanità & ProfessioniAlberto Gagliardi (La Fenice), Studio Avvocato Galeota
Gastronomia & EventiChef Fronea Viorica (Lady Nautica), Caribe Beach, Radio Stazione41

Il 3 settembre l’Arena Gigli non sarà solo un palco, ma un specchio in cui la regione potrà riflettersi e dirsi, con un pizzico d’orgoglio, che le storie da raccontare sono ancora tantissime e bellissime.

Foto Di Emigiorg – Opera propria, CC BY-SA 3.0,https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22499371

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