Autore:Redazione

AbruzzoSport in Pillole

Fossacesia, il campo “Vincenzo Granata” compie 100 anni e riparte con il nuovo manto sintetico

Fossacesia, il campo “Vincenzo Granata” compie 100 anni eripartecon il nuovo manto sinteticoFossacesiacelebra un secolo di storia sportiva e guarda al futuro. Lo storico campo “Vincenzo Granata”, situato lungo viale San Giovanni in Venere, ha compiuto cento anni e l’anniversario è stato celebrato con una giornata dedicata alla memoria del calcio cittadino, ma anche alle nuove prospettive per lo sport e per le giovani generazioni.

L’impianto venne realizzato il2 agosto 1926e da allora è diventato uno dei luoghi simbolo della vita sportiva diFossacesia. Sul suo terreno di gioco sono cresciute generazioni di bambini e ragazzi, si sono confrontati calciatori e società locali e sono stati vissuti momenti destinati a rimanere nella memoria della comunità.

Il centenario è stato quindi l’occasione per riunire passato e futuro, attraverso una cerimonia che ha avuto anche un secondo importante significato: l’inaugurazione ufficiale e simbolica delnuovo terreno di gioco in erba sintetica.

Fossacesia, il campo Vincenzo Granata rinnovato

Il nuovo terreno di gioco era già stato completato e utilizzato da circa due anni. I lavori, infatti, erano terminati da tempo, ma l’Amministrazione comunale ha scelto di collegare la cerimonia inaugurale alla ricorrenza dei cento anni dell’impianto.

Una scelta che ha consentito di trasformare l’anniversario in un momento particolarmente significativo per tutta la comunità. Da una parte la storia del campo e delle società che hanno rappresentato il calcio diFossacesia, dall’altra una struttura rinnovata e adeguata alle esigenze dello sport contemporaneo.

Il tradizionale taglio del nastro è stato affidato al sindacoEnrico Di Giuseppantonio, alla presenza di consiglieri e assessori comunali, dirigenti e rappresentanti delle società che negli anni hanno gestito e rappresentato il calcio locale. Alla cerimonia hanno partecipato anche presidenti, allenatori, ex calciatori e numerosi protagonisti della storia sportiva cittadina.

Al termine del momento inaugurale, il campo è stato benedetto dal parrocoDon Leo.

Un investimento da 760 mila euro

La riqualificazione del campo “Vincenzo Granata” ha richiesto un investimento complessivo di760 mila euro, finanziato attraverso un mutuo con l’Istituto per il Credito Sportivo.

L’intervento ha riguardato diversi elementi dell’impianto, a partire dalla realizzazione del nuovomanto in erba sintetica, omologato per le categorie superiori.

Il progetto ha inoltre previsto interventi destinati al miglioramento dell’efficienza energetica. Sono state installate nuovetorri faroe un sistema di illuminazione aLED, mentre ulteriori lavori hanno interessato la sicurezza delle tribune e delle recinzioni.

L’obiettivo è quello di mettere a disposizione della comunità una struttura più moderna, sicura e funzionale, capace di ospitare le attività sportive delle società e di favorire soprattutto la crescita del settore giovanile.

Di Giuseppantonio: “Una parte importante della storia di Fossacesia”

Nel corso della cerimonia, il sindacoEnrico Di Giuseppantonioha sottolineato il valore simbolico del centenario.

«Festeggiare cento anni di questo campo significa celebrare una parte importante della storia di Fossacesia. Qui sono cresciute generazioni di ragazzi e si sono vissuti momenti che sono rimasti nella memoria della città. Oggi, accanto a questa storia, abbiamo una struttura rinnovata e moderna, che può diventare un punto di riferimento per il calcio e per lo sport dei nostri giovani», ha dichiarato.

Il primo cittadino ha spiegato anche la scelta di attendere il centenario per dare un significato particolare all’inaugurazione.

«Il campo era già pronto da tempo, ma abbiamo voluto aspettare questa ricorrenza per una cerimonia che avesse un significato più profondo. Volevamo celebrare il passato e, nello stesso momento, guardare avanti. Vedere oggi tanti bambini e ragazzi sul terreno di gioco è la soddisfazione più grande», ha aggiunto Di Giuseppantonio.

Il futuro del calcio fossacesiano passa dai giovani

A guardare soprattutto alle prospettive future è stato il consigliere comunale delegato allo SportCarlo Luciani, che ha evidenziato il ruolo che la struttura potrà avere nello sviluppo del movimento sportivo locale.

«Abbiamo una struttura che può dare nuovo impulso al calcio fossacesiano. Ora dobbiamo lavorare per far crescere i giovani e riportare sempre più ragazzi a vivere lo sport», ha affermato Luciani.

Proprio i bambini e i ragazzi sono stati tra i protagonisti della giornata. La loro presenza ha rappresentato il collegamento più evidente tra il passato e il futuro del campo “Vincenzo Granata”: un impianto nato un secolo fa e destinato ad accompagnare anche le prossime generazioni.

FC Fossacesia, dieci anni di gestione dell’impianto

La gestione della struttura è stata affidata perdieci anni all’FC Fossacesia, che avrà il compito di occuparsi della gestione ordinaria, delle utenze e della manutenzione dell’impianto.

Il presidente dell’FC Fossacesia Michele Paolucciha ricordato il lungo percorso delle società che hanno contribuito alla storia calcistica della città.

«Su questo campo sono passate generazioni di calciatori e tante società. Oggi raccogliamo questa storia e abbiamo la responsabilità di portarla avanti, facendo di questo impianto la casa del calcio fossacesiano», ha sottolineato Paolucci.

L’affidamento rappresenta dunque un passaggio importante per garantire continuità alla struttura e permettere alla società di sviluppare le proprie attività sportive, con particolare attenzione alla formazione dei giovani.

La nuova stagione dell’FC Fossacesia

La giornata celebrativa si è conclusa con lapresentazione ufficiale della prima squadra dell’FC Fossacesia, pronta ad affrontare la nuova stagione calcistica sul rinnovato terreno di gioco.

Per la società sarà anche il primo capitolo di una nuova fase, caratterizzata dalla disponibilità di un impianto moderno e rinnovato. Gli impegni ufficiali prenderanno il via con le gare diCoppa Abruzzo, dando così al nuovo terreno di gioco l’occasione di tornare protagonista del calcio locale.

Dopo cento anni, il campo “Vincenzo Granata” continua dunque a essere un punto di riferimento perFossacesia. Dal 2 agosto 1926 a oggi è passato un secolo, ma il legame tra la comunità, il calcio e questo storico impianto rimane intatto.

La differenza è che oggi, accanto ai ricordi delle generazioni che hanno giocato sul vecchio terreno, c’è un campo rinnovato pronto ad accogliere bambini, ragazzi e nuove squadre. Una struttura che conserva la memoria del passato e, allo stesso tempo, prova a costruire il futuro dellosport a Fossacesia.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

AbruzzoArte, Cultura e Spettacoli

Festival Nazionale Adriatica Cabaret 2027, al via le iscrizioni per la XXVII edizione

Festival Nazionale Adriatica Cabaret 2027, al via le iscrizioni per la XXVII edizione– Il sipario sulFestival Nazionale Adriatica Cabaret 2027è pronto ad alzarsi. A Lanciano prende ufficialmente il via il percorso verso laXXVII edizionedella storica kermesse dedicata alla comicità e allo spettacolo dal vivo, un appuntamento che da anni offre spazio e visibilità ai nuovi talenti italiani. Le iscrizioni sono aperte e gli artisti interessati potranno presentare la propria candidatura entro il30 aprile 2027.

Ideato per valorizzare la creatività e la professionalità degli interpreti della comicità, ilFestival Nazionale Adriatica Cabaretsi prepara così a tornare protagonista dell’estate lancianese. La direzione artistica della nuova edizione è affidata aMatteo Cotellessa, che guiderà il percorso di selezione e la successiva fase della manifestazione.

Festival Nazionale Adriatica Cabaret 2027, chi può partecipare

Il bando è rivolto a un’ampia categoria di artisti. Possono infatti presentare la propria candidaturacabarettisti, maghi, mimi, imitatori, comici e sosia, sia singolarmente sia in gruppo.

L’unico requisito anagrafico indicato dal regolamento è quello relativo all’età: i partecipanti devono averemeno di 60 anni.

La partecipazione al Festival Nazionale Adriatica Cabaret 2027 ègratuita, un elemento che rende la manifestazione particolarmente interessante per gli artisti emergenti che desiderano confrontarsi con un pubblico e con una commissione tecnica senza dover sostenere costi di iscrizione.

La kermesse rappresenta quindi un’occasione per chi è agli inizi del proprio percorso professionale, ma anche per gli artisti che intendono sottoporre il proprio spettacolo a una selezione e misurarsi con una manifestazione dalla lunga tradizione.

Come iscriversi alla XXVII edizione

Per partecipare alle selezioni delFestival Nazionale Adriatica Cabaret 2027è necessario inviare la candidatura entro e non oltre il30 aprile 2027.

La documentazione deve essere trasmessa all’indirizzo email indicato dall’organizzazione:matteo.cotellessa@mediaset.it.

La domanda dovrà essere corredata dallascheda di iscrizione compilata e firmata, dalcurriculum artistico, da unafotografia recentee da una breve descrizione dell’esibizione che il candidato intende proporre.

È inoltre possibile accompagnare la candidatura al Festival Nazionale Adriatica Cabaret 2027 con materiale video utile a presentare meglio il proprio numero artistico. Il bando indica, tra i supporti eventualmente utilizzabili,CD, Mini DVCAM o DVD.

La fase di selezione permetterà quindi alla commissione di conoscere i candidati e di valutare non soltanto il curriculum, ma anche le caratteristiche e l’originalità della proposta presentata.

Le selezioni a Lanciano e online

Gli artisti che supereranno la prima fase saranno convocati per uncolloquio e un’esibizione dal vivodavanti a un’apposita commissione tecnica.

Le selezioni potranno svolgersi presso la sede diAdriatica Cabaret, a Lanciano, invia Silvio Spaventa 15/17, oppure, quando previsto, attraverso la modalità telematica sulla piattaformaTeams.

La possibilità di partecipare anche a distanza al Festival Nazionale Adriatica Cabaret 2027 amplia ulteriormente le opportunità per gli artisti provenienti da altre località italiane, consentendo loro di affrontare la fase preliminare senza necessariamente raggiungere Lanciano.

Il percorso di selezione porterà quindi alla formazione del gruppo di finalisti che avrà accesso alle serate conclusive della manifestazione.

Adriatica Cabaret 2027, le finali alle Torri Montanare

Il momento più atteso delFestival Nazionale Adriatica Cabaret 2027sarà rappresentato dalle due serate finali in programmavenerdì 23 luglio e sabato 24 luglio 2027.

I finalisti saliranno sul palco allestito nella suggestiva cornice dellaPiazza d’Armi delle Torri Montanare, uno degli spazi storici più caratteristici di Lanciano.

Sarà qui che i concorrenti potranno giocarsi fino in fondo la possibilità di conquistare il pubblico e la giuria, portando in scena i propri numeri davanti agli spettatori.

Per gli artisti ammessi alla fase finale, l’organizzazione garantirà inoltrevitto e alloggio durante le giornate conclusivedella manifestazione. Un sostegno concreto che consente ai concorrenti provenienti da fuori Lanciano di affrontare l’impegno delle finali con maggiore tranquillità.

Delfino d’Oro e Delfino d’Argento: come vengono scelti i vincitori

La proclamazione dei vincitori sarà affidata a una valutazione composta da due componenti: ilpubblico presentee unagiuria tecnicaformata da esperti del settore dello spettacolo e della cultura.

Il giudizio sarà suddiviso in parti uguali:50% alla giuria tecnica e 50% al pubblico.

Un meccanismo che punta a combinare la valutazione professionale degli esperti con la risposta diretta degli spettatori presenti alle serate finali. Saranno quindi la qualità artistica, la capacità di coinvolgere il pubblico e l’efficacia dell’esibizione a determinare la classifica conclusiva.

Al primo classificato, sia esso un artista singolo o un gruppo, sarà assegnato il prestigiosoDelfino d’Oro, mentre al secondo classificato spetterà ilDelfino d’Argento.

Un’occasione per i nuovi talenti della comicità

IlFestival Nazionale Adriatica Cabaret 2027si presenta dunque come un’importante occasione di confronto per chi vuole trasformare la passione per la comicità e lo spettacolo in un percorso professionale.

Salire su un palcoscenico come quello delle Torri Montanare significa poter entrare in contatto con un pubblico numeroso e con professionisti del settore, ma anche vivere un’esperienza formativa che può contribuire alla crescita artistica.

Per cabarettisti, imitatori, mimi, maghi, sosia e comici che desiderano mettersi alla prova, la XXVII edizione rappresenta quindi un appuntamento da non perdere.

Le candidature dovranno essere inviate entro il 30 aprile 2027all’indirizzomatteo.cotellessa@mediaset.it.

Per conoscere il regolamento completo, le modalità di partecipazione e tutti gli aggiornamenti sulla manifestazione è possibile consultare il sito ufficiale diAdriatica Cabarete i canali social ufficiali del Festival.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

AbruzzoArte, Cultura e Spettacoli

Palco Aperto: scadenza il 24 settembre per la call rivolta a musicisti e artisti emergenti

Palco Aperto, artisti emergenti sul palco delle Terre di Arotron: candidature entro il 24 settembre– C’è tempo fino agiovedì24 settembreper partecipare aPalco Aperto, la call dedicata a musicisti e artisti emergenti promossa dallaCompagnia dell’Aratronell’ambito della rassegnaEstate dell’Aratro. Un’opportunità pensata per dare spazio a nuovi talenti, permettendo loro di presentarsi al pubblico e di trasformare un’esibizione in un possibile punto di partenza per il proprio percorso artistico.

L’iniziativa si inserisce nel programma della manifestazione ideata e curata dal direttore artisticoFranco Mannella, che negli anni ha costruito intorno alle Terre di Arotron un progetto capace di coniugare spettacolo, cultura, territorio e valorizzazione delle espressioni artistiche contemporanee.

Palco Aperto, una call per musicisti e interpreti emergenti

Palco Apertonasce con l’obiettivo di offrire un’occasione concreta agli artisti che desiderano uscire allo scoperto, condividere il proprio talento e confrontarsi con un pubblico.

La chiamata è rivolta amusicisti e interpretiinteressati a mettersi in gioco e a vivere un’esperienza all’interno di un contesto artistico particolarmente suggestivo. Non si tratta soltanto di una semplice esibizione, ma della possibilità di entrare in relazione con una realtà che da tempo promuove l’arte e la cultura attraverso spettacoli, incontri e iniziative rivolte al territorio.

Per gli artisti emergenti, infatti, avere la possibilità di esibirsi davanti a un pubblico può rappresentare un passaggio importante. Un palco può diventare uno spazio di confronto, di crescita e di condivisione, soprattutto per chi è ancora nella fase iniziale del proprio percorso professionale.

Il concerto al tramonto alle Terre di Arotron

Il momento centrale diPalco Apertoè in programmasabato 3 ottobre, a partire dalle ore 17, alPalco Gran Sasso, all’interno delleTerre di Arotron, in Contrada Santa Scolastica aPianella, in provincia di Pescara.

La location rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti dell’iniziativa. Gli artisti selezionati avranno infatti la possibilità di esibirsi durante unconcerto al tramonto, immersi in uno scenario naturale dominato dalla presenza della montagna.

La musica incontrerà così il paesaggio, creando una cornice particolare per una manifestazione che punta a mettere al centro tanto gli artisti quanto il rapporto tra cultura e territorio.

IlPalco Gran Sassodiventerà quindi il punto d’incontro tra le nuove proposte musicali e un ambiente che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più significativa. Per chi salirà sul palco, sarà l’occasione di presentare il proprio progetto artistico in un contesto originale e lontano dai circuiti tradizionali.

Un’opportunità che guarda al futuro

Uno degli aspetti più interessanti diPalco Apertoriguarda la possibilità offerta ai vincitori di proseguire il proprio percorso all’interno della manifestazione.

Il riconoscimento previsto dalla call non si esaurisce infatti nella partecipazione al concerto del 3 ottobre. Gli artisti vincitori avranno la possibilità diesibirsi in un concerto ufficiale nell’ambito della futura edizione della rassegna prevista per il 2027.

Per un musicista emergente, poter tornare su un palco già conosciuto e davanti a un pubblico interessato rappresenta un’opportunità importante. La selezione diventa così un vero e proprio trampolino verso una nuova esperienza professionale e artistica.

L’obiettivo è dare continuità alla valorizzazione dei talenti, creando un percorso che non si limiti alla singola giornata, ma possa accompagnare gli artisti anche nelle successive tappe della loro crescita.

Come partecipare a Palco Aperto

Per partecipare alla selezione di Palco Aperto è necessario presentare unacandidatura formale, accompagnata da una breve presentazione artistica.

La candidatura deve essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzoinfo@arotron.it.

La scadenza è fissata pergiovedì 24 settembre. Chi intende partecipare dovrà quindi provvedere all’invio della documentazione entro il termine indicato, così da poter essere preso in considerazione per la selezione.

La call rappresenta un’occasione rivolta a chi vuole far conoscere la propria musica, la propria voce e la propria identità artistica, entrando in contatto con una realtà che ha fatto della cultura e dello spettacolo uno strumento di valorizzazione del territorio.

Pianella, musica e cultura alle Terre di Arotron

ConPalco Aperto, le Terre di Arotron si confermano ancora una volta come uno spazio capace di accogliere linguaggi artistici differenti e di favorire l’incontro tra artisti e pubblico.

L’appuntamento del 3 ottobre unirà musica, paesaggio e tramonto, offrendo agli artisti selezionati un palcoscenico particolare e al pubblico un pomeriggio all’insegna delle nuove proposte musicali.

La forza dell’iniziativa sta proprio nella possibilità di creare un ponte tratalenti emergenti, cultura e territorio. Un percorso coerente con lo spirito dell’Estate dell’Aratro e con la volontà della Compagnia dell’Aratro di sostenere la creatività e dare visibilità a chi è ancora alla ricerca del proprio spazio nel panorama artistico.

Per chi sogna di trasformare la propria passione in un percorso più strutturato,Palco Apertopuò dunque rappresentare una prima importante occasione per salire sul palco, farsi ascoltare e guardare al futuro.

Scadenza candidature: giovedì 24 settembre.
Concerto: sabato 3 ottobre, dalle ore 17.
Luogo: Palco Gran Sasso, Terre di Arotron, Contrada Santa Scolastica, Pianella (PE).
Candidature:info@arotron.it.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Abruzzo

Campli, la Provincia chiede 323mila euro di TEFA: Svolta Campli chiede chiarezza sui conti

Campli, la Provincia chiede 323mila euro di TEFA: Svolta Campli chiede chiarezza sui conti. La Provincia di Teramo chiede al Comune 323.778,74 euro di TEFA. Svolta Campli solleva interrogativi sul rendiconto 2025 e sulla voce dei debiti tributari

La situazione contabile delComune di Camplitorna al centro del dibattito politico. A sollevare nuovi interrogativi èSvolta Campli, che in una comunicazione inviata alla stampa richiama la richiesta della Provincia di Teramo relativa al riversamento dellaTEFA, il tributo provinciale per la tutela dell’ambiente riscosso insieme alla tassa sui rifiuti.

Secondo la ricostruzione diffusa da Svolta Campli, la Provincia avrebbe richiesto al Comune il riversamento di323.778,74 euro. La cifra, sempre secondo quanto riportato dalla fonte, deriverebbe dalla differenza tra le somme TEFA riscosse dal Comune nel periodo compreso tra il 2010 e il 2025 e quelle successivamente riversate alla Provincia.

Si tratta di una questione che, per la sua natura contabile, necessita di essere ricostruita attraverso gli atti ufficiali dell’ente e le relative movimentazioni finanziarie. Proprio per questo Svolta Campli chiede chiarimenti sulla situazione effettiva delle somme e sulla loro rappresentazione nel bilancio comunale.

TEFA Campli, la ricostruzione sui 323mila euro

LaTEFAè il tributo provinciale destinato all’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente. Il tributo viene riscosso insieme alla tassa sui rifiuti e le somme di competenza provinciale devono essere riversate all’ente destinatario.

Secondo i dati riportati daSvolta Campli, nel periodo 2010-2025 sarebbero stati riscossi dal Comune complessivamente788.249,42 euro, mentre i riversamenti effettuati ammonterebbero a464.470,68 euro.

La differenza indicata è pari a323.778,74 euro, somma che la Provincia di Teramo chiederebbe ora al Comune di Campli.

È importante sottolineare che questi numeri vengono qui riportati sulla base della ricostruzione fornita da Svolta Campli. Per stabilire con precisione la situazione debitoria effettiva occorre verificare gli atti della Provincia, la contabilità del Comune e l’eventuale esistenza di versamenti, regolarizzazioni, rettifiche o altre operazioni intervenute successivamente.

La questione centrale riguarda quindi la corretta rappresentazione delle somme e il loro effettivo stato contabile.

Il rendiconto 2025 e la voce dei debiti tributari

La questione della TEFA si inserisce, secondoSvolta Campli, in un quadro più ampio relativo al rendiconto dell’esercizio 2025.

Nel documento approvato dalla maggioranza il14 agosto 2026, alla voce “debiti tributari” compare infatti un importo pari a1.697.365,01 euro.

Nel rendiconto dell’esercizio 2024, sempre secondo quanto evidenziato da Svolta Campli, la stessa voce risultava invece pari a zero.

Il dato merita una lettura tecnica e non può essere automaticamente interpretato come una somma interamente scaduta o immediatamente esigibile. Una voce dello stato patrimoniale può comprendere infatti diverse tipologie di poste e la sua corretta interpretazione richiede l’analisi della documentazione contabile.

È proprio questo, però, il punto sul quale vengono chiesti chiarimenti.

Quali somme compongono i1.697.365,01 euro? A quali obbligazioni si riferiscono? Quali erano effettivamente dovute al 31 dicembre 2025? Vi sono somme successivamente pagate? E, nel caso, in quale momento sono stati effettuati i relativi versamenti?

Sono domande che possono trovare risposta soltanto attraverso una ricostruzione documentale.

La posizione del sindaco sui debiti tributari

Secondo quanto riferito da Svolta Campli, nel corso del Consiglio comunale il sindaco avrebbe risposto alle contestazioni precisando: «Non ci sono debiti tributari per 1.700.000 euro, sono dati che stanno sullo stato patrimoniale».

L’affermazione richiama una distinzione contabile importante. Lostato patrimoniale, infatti, rappresenta una componente del rendiconto dell’ente e deve essere letto insieme alle altre sezioni del documento.

Proprio per questo, la presenza della voce non consente da sola di concludere che il Comune abbia un debito immediatamente esigibile di pari importo. Allo stesso tempo, però, la sua presenza rende necessario comprendere l’origine delle singole poste.

La questione, quindi, non dovrebbe essere affrontata soltanto sul piano politico, ma anche attraverso una puntuale verifica degli atti.

Campli, il nodo dell’IVA

Nel documento diffuso daSvolta Campliviene inoltre richiamata la questione dell’IVA, rispetto alla quale sarebbero stati indicati dal sindaco importi relativi a mancati versamenti.

In particolare, nella comunicazione viene citata la cifra di513mila euro riferita al 2025, indicata il 28 luglio 2026, oltre a circa174mila euroriferiti all’inizio del 2026.

Anche in questo caso è necessario procedere con cautela. La presenza di una somma indicata come dovuta in un determinato momento non consente automaticamente di stabilire quale sia il saldo attuale, perché nel frattempo possono essere intervenuti pagamenti, rateizzazioni, compensazioni, rettifiche o altre operazioni contabili.

Svolta Campli richiama inoltre alcune poste relative all’IVA presenti nel rendiconto 2024 e chiede di conoscere quale sia oggi la situazione complessiva.

Le domande riguardano quindiquanto sia stato effettivamente pagato, quanto eventualmente resti da versare e quali siano le conseguenze finanziarie delle diverse posizioni.

Svolta Campli: “Serve chiarezza sui conti”

Il tema sollevato dall’opposizione riguarda dunque la necessità di avere una fotografia aggiornata e comprensibile della situazione finanziaria del Comune.

La richiesta della Provincia relativa allaTEFA di 323.778,74 eurodovrebbe essere messa in relazione con le altre poste tributarie, verificando in quale voce del bilancio sia stata contabilizzata e se nel frattempo siano intervenute variazioni.

Allo stesso modo, occorre comprendere come siano rappresentate le diverse posizioni relative all’IVA e se le somme indicate nei precedenti esercizi siano state successivamente regolarizzate.

Non si tratta necessariamente di affermare che vi siano irregolarità. Si tratta, piuttosto, di stabilire attraverso i documenti quale sia la situazione effettiva dell’ente.

Il rendiconto 2025 è completo?

È questo il principale interrogativo posto daSvolta Campli.

La ricognizione delle passività tributarie del Comune può considerarsi conclusa? Le somme richieste dalla Provincia sono già contabilizzate? Qual è la situazione aggiornata dei versamenti IVA? Esistono ulteriori pendenze da verificare? E soprattutto, il rendiconto 2025 rappresenta correttamente tutte le passività esistenti alla data del 31 dicembre 2025?

Sono interrogativi che, per avere una risposta definitiva, richiedono l’esame degli atti amministrativi e contabili.

Il tema assume particolare rilevanza perché riguardarisorse pubbliche e somme riconducibili a tributi riscossi dai cittadini. La trasparenza sulla loro gestione è quindi un elemento fondamentale per consentire alla comunità di comprendere la reale situazione finanziaria dell’amministrazione.

Campli, la richiesta di chiarezza sui conti comunali

La vicenda dellaTEFA a Campliapre dunque una nuova fase di confronto sulla situazione finanziaria del Comune.

Da una parte c’è la richiesta della Provincia di Teramo per323.778,74 euro, che dovrà essere verificata alla luce degli atti e degli eventuali versamenti effettuati. Dall’altra emergono i dati contenuti nel rendiconto 2025, compresa la voce dei debiti tributari pari a1.697.365,01 euro, e le questioni relative all’IVA richiamate nel dibattito politico.

La ricostruzione diffusa daSvolta Camplipone interrogativi legittimi, ai quali sarà possibile dare una risposta definitiva soltanto attraverso documenti, numeri aggiornati e una chiara indicazione delle somme effettivamente dovute e di quelle già saldate.

In questo senso, la trasparenza contabile non è soltanto una questione politica. È uno strumento necessario per consentire ai cittadini di conoscere la situazione dell’ente e comprendere come vengono gestite le risorse pubbliche.

Fonte: Svolta Campli

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Abruzzo

Montesilvano, Palazzo Riviera 1: ripartiti i lavori, rientro dei condòmini previsto per inizio 2027

Montesilvano, Palazzo Riviera 1: ripartiti i lavori, rientro dei condòmini previsto per inizio 2027.Sbloccato il cantiere sul lungomare diMontesilvanodopo il cambio di gestione. Le opere procedono a pieno ritmo e la conclusione degli interventi strutturali è prevista entro dicembre 2026

Si avvia verso una conclusione positiva la complessa vicenda delPalazzo Riviera 1 di Montesilvano, storico complesso situato sul lungomare della città. Dopo gli importanti interventi di consolidamento e messa in sicurezza dell’immobile e la successiva sospensione del cantiere, i lavori sono finalmente ripartiti a pieno regime.

Una svolta attesa da tempo dai proprietari e dai residenti, che consente di guardare con maggiore fiducia alla conclusione di un percorso caratterizzato negli ultimi anni da difficoltà tecniche e gestionali. La vicenda delCondominio Riviera 1era arrivata anche all’attenzione dei media nazionali, con un servizio diStriscia la notiziadedicato alle problematiche che avevano interessato il complesso.

Oggi, però, la situazione appare profondamente cambiata. Il cantiere è nuovamente operativo e il cronoprogramma degli interventi procede secondo quanto programmato.

Montesilvano, il cambio di gestione ha sbloccato il cantiere

A determinare il cambio di passo nella gestione delPalazzo Riviera 1a Montesilvano è stato soprattutto l’avvicendamento dell’amministrazione condominiale.

Il passaggio di consegne è avvenuto nell’ottobre 2025, con l’ingresso dell’avvocatoStefania Centorame, che ha affrontato fin da subito le criticità operative e contrattuali che avevano contribuito a rallentare il completamento delle opere.

La nuova amministrazione si è attivata per ricostruire i rapporti tra i diversi soggetti coinvolti e creare le condizioni necessarie per la ripresa dei lavori.

Già nel novembre 2025 sono state avviate le lavorazioni propedeutiche. Un passaggio particolarmente importante è arrivato nel mese di marzo, con il completamento dell’anello di messa a terra, intervento necessario nell’ambito delle opere di adeguamento e sicurezza dell’edificio.

Lavori al Palazzo Riviera 1, la ripartenza ad agosto

La disponibilità dell’impresa appaltatriceL.R. Group S.r.l.ha avuto un ruolo importante nella ripresa del cantiere.

L’avvocato Centorame ha infatti lavorato alla ricomposizione dei rapporti contrattuali e operativi, riuscendo a creare le condizioni per la riapertura ufficiale del cantiere all’inizio di agosto.

Da quel momento le maestranze hanno ripreso a lavorare con continuità, consentendo di accelerare il completamento delle opere ancora necessarie.

Fondamentale, in questa fase, è stato anche il dialogo con l’Amministrazione comunale di Montesilvano, insieme al lavoro della direzione lavori affidata all’ingegnerPaolo Cerasolie al confronto quotidiano con i consiglieri di condominio.

Una collaborazione tra le diverse parti che sta permettendo di affrontare le ultime fasi dell’intervento con maggiore coordinamento.

La collaborazione dei condòmini

A rendere possibile la ripartenza dei lavori è stata anche la collaborazione tra l’amministrazione e i residenti.

Il rapporto di fiducia instaurato con i condòmini viene indicato come uno degli elementi determinanti per affrontare le difficoltà e costruire un percorso condiviso verso la conclusione dell’intervento.

«I risultati ottenuti fino a oggi sono frutto della grande collaborazione che tutti i condòmini mi hanno dimostrato sin dal primo momento – dichiara l’avvocato Stefania Centorame –. Ho operato con dedizione per onorare questa fiducia: insieme ai consiglieri abbiamo creduto fermamente in un percorso comune di ripartenza».

Parole che sottolineano il valore della collaborazione in una vicenda che ha coinvolto direttamente numerose famiglie e che, per lungo tempo, ha creato una situazione di incertezza.

Palazzo Riviera 1, lavori fino a dicembre 2026

Ilcronoprogramma dei lavoriprocede regolarmente. Salvo eventuali imprevisti di natura tecnica o meteorologica, gli interventi strutturali dovrebbero essere completati entro la fine di dicembre 2026.

Dopo la conclusione delle opere sarà necessario procedere con i collaudi e con gli ulteriori adempimenti burocratici previsti.

Si tratta di passaggi indispensabili prima di poter consentire il ritorno dei residenti nelle proprie abitazioni. L’obiettivo indicato è quello di completare questo percorso e permettere ilrientro dei condòmini all’inizio del 2027.

Per le famiglie coinvolte si tratta di una prospettiva particolarmente importante, perché la fine dei lavori rappresenterà il superamento di una lunga fase di difficoltà e attesa.

Montesilvano, una nuova prospettiva per il lungomare

La ripartenza del cantiere delPalazzo Riviera 1assume inoltre un significato che va oltre la dimensione strettamente condominiale.

Il complesso rappresenta infatti uno degli edifici storici del lungomare diMontesilvano, in un’area particolarmente importante per l’immagine e per la vocazione turistica della città.

La conclusione degli interventi permetterà quindi di restituire pienamente l’immobile alla sua funzione, contribuendo anche al miglioramento del decoro urbano di una delle zone più frequentate della città.

Montesilvano è una realtà fortemente legata al turismo balneare e all’accoglienza. Per questo la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici presenti sul lungomare assumono un’importanza particolare, sia per i residenti sia per l’immagine complessiva della località.

Il rientro dei condòmini all’inizio del 2027

Dopo una vicenda lunga e complessa, ilPalazzo Riviera 1 di Montesilvanosembra dunque avviarsi verso la fase conclusiva.

La ripresa delle attività ad agosto, il lavoro dell’amministrazione condominiale, la collaborazione dell’impresa, la direzione tecnica e il confronto con il Comune hanno consentito di imprimere una nuova accelerazione al cantiere.

Se il cronoprogramma sarà rispettato e non emergeranno nuovi imprevisti, gli interventi strutturali termineranno entro dicembre 2026. Successivamente saranno completati collaudi e adempimenti burocratici, con l’obiettivo di consentire ilrientro dei condòmini già all’inizio del 2027.

Per decine di famiglie significa finalmente poter guardare al futuro con maggiore serenità. PerMontesilvano, invece, la conclusione dei lavori rappresenta l’opportunità di restituire al decoro urbano e alla vocazione turistica del lungomare uno dei suoi complessi più conosciuti.

Il nuovo corso delPalazzo Riviera 1segna così una possibile svolta definitiva: dopo anni di difficoltà, il cantiere è ripartito e la prospettiva di tornare alla normalità appare finalmente più vicina.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Marche

Liste d’attesa, la Regione Marche rende strutturali le misure: arriva l’overbooking

Liste d’attesa, la Regione Marcherende strutturali le misure: arriva l’overbooking.Un appuntamento aggiuntivo nelle agende di visite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC per recuperare le assenze dell’ultimo minuto e aumentare le prestazioni disponibili per i cittadini

Leliste d’attesarappresentano da tempo una delle principali sfide per il sistema sanitario. Per migliorare l’organizzazione delle prenotazioni e utilizzare in modo più efficace le disponibilità già presenti nelle agende, laRegione Marcheha deciso di rendere strutturali alcune delle misure sperimentate nei mesi scorsi.

Tra gli interventi più significativi c’è l’overbooking, una modalità di gestione delle agende che consente di inserire un appuntamento aggiuntivo rispetto alla programmazione ordinaria. L’obiettivo è recuperare le prestazioni che rischiano di saltare a causa delle assenze dell’ultimo minuto e aumentare, di conseguenza, il numero effettivo di appuntamenti erogati.

La decisione arriva dopo la sperimentazione avviata tra maggio e agosto 2026 dall’Agenzia Regionale Sanitaria e dal Responsabile Unico dell’Assistenza Sanitaria.

Liste d’attesa, come funziona l’overbooking

In concreto, nelle agende individuate sarà possibile inserireun appuntamento aggiuntivo, collocandolo all’inizio oppure alla fine della seduta.

Il meccanismo nasce dalla constatazione che una parte degli appuntamenti prenotati non viene utilizzata perché il cittadino, per diversi motivi, non si presenta e non riesce a cancellare o spostare la prenotazione in tempo utile.

L’overbooking punta proprio a recuperare queste disponibilità. L’appuntamento aggiuntivo permette infatti di compensare eventuali mancate presentazioni e di sfruttare maggiormente la capacità delle strutture sanitarie.

La misura riguarderà in particolare le agende relative avisite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC, ovvero la densitometria ossea.

In questo modo la Regione Marche punta a trasformare un posto che potrebbe rimanere inutilizzato in una prestazione effettivamente disponibile per un altro cittadino.

Paolo Calcinaro: “Non risolverà da sola il problema”

L’assessorePaolo Calcinarosottolinea che il tema delle liste d’attesa rimane complesso e richiede ulteriori interventi.

«Siamo consapevoli che quello delle liste d’attesa è un tema sul quale c’è ancora molto da lavorare. I passi avanti compiuti, però, ci sono e i numeri lo dimostrano», afferma Calcinaro.

Secondo l’assessore, anche l’overbooking rappresenta un ulteriore strumento per ottimizzare i tempi e utilizzare meglio le disponibilità del sistema sanitario.

«Non risolverà da sola il problema, ma contribuirà a migliorare ulteriormente il sistema», precisa.

Il lavoro della Regione proseguirà quindi anche sul piano organizzativo, con particolare attenzione alla gestione delle agende delCUP, il Centro unico di prenotazione, e alla necessità di rendere più efficiente l’utilizzo degli appuntamenti.

Il riutilizzo dei posti disponibili diventa obbligatorio

Tra le novità introdotte dalla delibera c’è anche l’obbligo di procedere alriutilizzo dei posti disponibili per tutti i tipi di priorità.

Quando un appuntamento viene cancellato o un cittadino rinuncia alla prestazione, il posto liberato potrà essere rapidamente rimesso a disposizione.

L’obiettivo è evitare che le cancellazioni producano un vuoto nelle agende e che una prestazione potenzialmente erogabile vada persa.

La gestione più dinamica delle disponibilità può quindi contribuire ad aumentare il numero complessivo di prestazioni prenotabili e a rendere più efficiente il sistema delleliste d’attesa nelle Marche.

Liste d’attesa e collaborazione con gli URP

La delibera rende strutturale anche la collaborazione tra gli uffici che si occupano della gestione delle liste d’attesa e gliUffici relazioni con il pubblico (URP)delle aziende sanitarie.

Il rafforzamento di questa collaborazione punta a migliorare il rapporto con i cittadini inseriti nelle cosiddetteliste di garanzia, facilitando i richiami e rendendo più rapida l’assegnazione degli appuntamenti quando si liberano nuove disponibilità.

Il cittadino viene quindi seguito con maggiore attenzione nel percorso di ricerca della prestazione, soprattutto nei casi in cui sia necessario individuare una soluzione alternativa.

La “Priorità di imprenotazione” per utilizzare i posti disponibili

Un altro intervento riguarda la gestione delle agende attraverso la cosiddetta“Priorità di imprenotazione”.

Per alcune prestazioni che non rientrano tra quelle monitorate dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, il sistema potrà ricercare una disponibilità anche in una classe di priorità successiva qualora non sia possibile trovare un appuntamento nella classe indicata dal medico, purché vengano comunque rispettati i tempi di attesa previsti.

Ad esempio, nel caso di una prescrizione con prioritàB, potrà essere proposta una disponibilità in classeD, qualora questa consenta comunque di rispettare i tempi previsti.

È importante sottolineare che la priorità clinica indicata dal mediconon viene modificata. La misura rappresenta piuttosto una modalità organizzativa per utilizzare un posto già disponibile, evitando che rimanga inutilizzato.

CUP, conferma degli appuntamenti e rete regionale

Tra le misure confermate rientra anche ilrichiamo telefonico degli utenti da parte del Centro servizi del CUP.

Il contatto telefonico consente al cittadino di confermare l’appuntamento oppure, quando necessario, di spostarlo o annullarlo. Una gestione più puntuale delle prenotazioni può contribuire a ridurre le mancate presentazioni e favorire il recupero delle disponibilità.

Quando non viene individuato un appuntamento presso la propria azienda sanitaria territoriale, viene inoltre confermata la possibilità diestendere la ricerca a tutta la rete regionale.

Si amplia così il bacino delle disponibilità consultabili, aumentando le possibilità di trovare una prestazione entro i tempi previsti.

Regione Marche, le misure diventano strutturali

Con la nuova delibera, laRegione Marchemette quindi a sistema e rende strutturali le azioni sperimentate tra maggio e agosto 2026.

L’overbooking, il riutilizzo dei posti liberati dalle cancellazioni, la collaborazione tra gli uffici delle liste d’attesa e gli URP, la Priorità di imprenotazione, i richiami telefonici del CUP e l’estensione della ricerca a livello regionale diventano strumenti integrati per migliorare l’organizzazione delle prestazioni sanitarie.

La strategia punta soprattutto aridurre le inefficienze organizzative, recuperare gli appuntamenti che rischiano di rimanere inutilizzati e sfruttare al meglio le disponibilità già presenti nelle agende.

«È un percorso che richiede tempo, perché partiamo da una situazione complessa che non riguarda soltanto le Marche ma l’intero Paese», ha ricordato Calcinaro. I miglioramenti progressivi registrati, però, rappresentano secondo l’assessore un incentivo a proseguire sulla strada delle ottimizzazioni.

La sfida delleliste d’attesaresta dunque aperta, ma la Regione Marche punta a intervenire anche attraverso una gestione più efficiente delle risorse già disponibili. L’obiettivo finale è trasformare ogni posto liberato in una concreta opportunità di cura, rendendo il sistema delle prenotazioni più flessibile, organizzato e vicino alle esigenze dei cittadini.

Foto diMichal JarmolukdaPixabay

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Marche

Week end Gastronomici d’Autunno, tra piatti tipici e bellezza nel Pesarese

Week end Gastronomici d’Autunno, tra piatti tipici e bellezza nel Pesarese. Dal 20 settembre all’8 dicembre torna la manifestazione di Confcommercio: 39 ristoranti in 26 località della provincia di Pesaro Urbino e del Montefeltro

Quando l’estate volge al termine, arriva il momento di rimettersi in viaggio alla scoperta dei sapori e delle bellezze dell’entroterra. Dal20 settembre all’8 dicembretornano infatti iWeek end Gastronomici d’Autunno, la storica manifestazione promossa e curata daConfcommercio Marche Nordinsieme aFIPE – Associazione Ristoratori Pesaro e Urbino.

Un appuntamento che rappresenta ormai una tradizione consolidata per il territorio e che, con questa edizione autunnale, raggiunge il traguardo dei43 anni. Una lunga storia di successo costruita attraverso la valorizzazione della ristorazione, dei prodotti tipici, dei borghi e dei paesaggi della provincia di Pesaro Urbino e del Montefeltro.

Week end Gastronomici, un viaggio tra ristoranti e borghi

Saranno39 i ristoranti coinvolti in 26 località. I visitatori potranno scegliere tra numerosi itinerari gastronomici e turistici, con la possibilità di assaporare menù di qualità a prezzi promozionali e, nello stesso tempo, conoscere alcuni degli angoli più suggestivi dell’entroterra.

La formula deiWeek end Gastronomicisi conferma quindi semplice quanto efficace: mettere insieme il piacere della tavola e quello della scoperta del territorio.

Il sottotitolo dell’iniziativa è infatti particolarmente significativo:“Itinerari nell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino e nel Montefeltro”.

Non si tratta soltanto di andare al ristorante, ma di trasformare un pranzo o una cena in un’occasione per conoscere borghi, monumenti, chiese, paesaggi e tradizioni.

Piatti tipici e qualità a prezzi promozionali

Uno degli elementi che ha decretato il successo deiWeek end Gastronomici d’Autunnoè il rapporto tra qualità e prezzo.

Da oltre quattro decenni la manifestazione permette ai cosiddetti “gastronauti” di scoprire le specialità della cucina locale attraverso proposte pensate per valorizzare le eccellenze enogastronomiche del territorio.

A fare da filo conduttore sono ipiatti tipici, la cucina tradizionale e i prodotti locali, proposti dai ristoratori aderenti all’iniziativa.

Il progetto contribuisce così a rafforzare l’identità gastronomica della provincia di Pesaro Urbino e del Montefeltro, offrendo al pubblico un motivo in più per visitare l’entroterra anche al di fuori dei mesi estivi.

La guida ai Week end Gastronomici

A accompagnare i visitatori sarà il tradizionalelibretto-guida dei Week end Gastronomici, nel quale sono riportate tutte le informazioni relative ai ristoranti aderenti, ai menù e alle località coinvolte.

La guida non si limita però agli aspetti gastronomici. Al suo interno sono presenti anche suggerimenti e indicazioni sui principali luoghi di interesse: monumenti, chiese, paesaggi e altre attrazioni che meritano una visita.

L’obiettivo è quello di invitare a conoscere la provincia di Pesaro Urbino attraverso una doppia prospettiva, quella dellacucina e del territorio.

Particolare attenzione viene riservata ai29 Comuni che aderiscono all’Itinerario della Bellezza, il progetto di promozione e valorizzazione turistica ideato da Confcommercio Marche Nord.

Angelo Serra: “Una sfida che possiamo affermare di aver vinto”

«Con quella autunnale – ha sottolineato in conferenza stampa il presidenteAngelo Serra– si chiude l’ennesima edizione dei Week end Gastronomici. Una sfida, quella di promuovere e valorizzare la cucina, i piatti ed i ristoranti, e al contempo il nostro bellissimo entroterra, che possiamo affermare di aver vinto».

Serra ha sottolineato come i43 anni della manifestazionerappresentino la conferma della validità della formula e della capacità dell’iniziativa di rinnovarsi nel tempo.

Un ringraziamento è stato rivolto anche ai partner che sostengono il progetto e che contribuiscono alla sua realizzazione.

La ristorazione come motore del turismo

La direttriceAgnese Trufelliha richiamato i dati delRapporto Ristorazione 2026 della Fipe, evidenziando il peso del settore nell’economia italiana.

Nel 2025, secondo i dati citati, sono oltre324.000 le imprese attivenella ristorazione, con una domanda vicina ai 100 miliardi di euro e una crescita del 3,7%.

La ristorazione rappresenta inoltre una componente fondamentale dell’offerta turistica italiana. Da qui nasce l’importanza di iniziative come iWeek end Gastronomici, capaci di collegare i piaceri della tavola alla conoscenza di luoghi meno conosciuti e di contribuire alladestagionalizzazione del turismo.

Week end Gastronomici, l’importanza dei piccoli borghi

Per il presidente di FIPE Marche NordMario Di Remigio, uno dei principali meriti dell’iniziativa è quello di far conoscere l’entroterra attraverso la ristorazione.

«Vengono proposti menù molto interessanti a prezzi promozionali che valorizzano le eccellenze enogastronomiche del territorio», ha spiegato.

Un ruolo particolarmente importante viene riconosciuto ai ristoranti dei piccoli borghi, dove in alcuni casi l’attività di ristorazione rappresenta ormai uno degli ultimi presidi sociali ed economici.

Per questo, secondo Di Remigio, il settore necessita di un sostegno concreto a tutti i livelli.

Il sostegno di RivieraBanca e degli altri partner

IWeek end Gastronomicisono realizzati grazie al sostegno dellaCamera di Commercio delle Marche, degliEnti Bilaterali Provinciali del Commercio e del Turismo, diRivieraBancae delGruppo Hera.

Il presidente di RivieraBancaFausto Caldariha definito i Week End Gastronomici e l’Itinerario della Bellezza un vero patrimonio del territorio.

L’iniziativa, ha spiegato, crea movimento economico, valorizza le imprese, promuove i borghi e rafforza l’identità di un’area che dalla costa arriva fino all’entroterra e al Montefeltro.

Un sostegno particolarmente significativo per un territorio nel quale turismo, ristorazione e accoglienza rappresentano asset strategici per la crescita delle comunità locali.

Anche il vicepresidente provinciale dell’Ente Bilaterale del TurismoFabrizio Bontàha confermato il sostegno al progetto, sottolineando quanto sia importante destagionalizzare l’offerta turistica.

Anche Pesaro guarda all’ampliamento del circuito

Alla presentazione è intervenuto per il Comune di Pesaro l’assessoreMattia Galeazzi, che ha evidenziato il valore di una manifestazione capace di mettere in rete 26 località e sostenere contemporaneamente il settore della ristorazione.

Galeazzi ha inoltre ipotizzato, a partire dal prossimo anno, un possibile ampliamento del circuito con l’inclusione anche deiComuni della costa.

Alla presentazione hanno partecipato anche la vicepresidente di Confcommercio Marche NordBarbara Marcolini, il presidente provinciale di FederalberghiPaolo Costantini,Caterina CampoluccieDomenico Montillodell’Ente Bilaterale commercio e turismo eGabriele Riciputidell’Aido.

IWeek end Gastronomici d’Autunnosi confermano così un appuntamento capace di unire gastronomia, turismo e cultura. Dal 20 settembre all’8 dicembre sarà possibile partire alla scoperta deipiatti tipici di Pesaro Urbino, dei ristoranti aderenti e dei borghi del Montefeltro, trasformando un semplice fine settimana in un vero itinerario tra sapori e bellezza.

La guida completa con tutte le informazioni sui ristoranti, i menù e le località coinvolte è disponibile sul sito ufficiale diConfcommercio Marche Nord:confcommerciomarchenord.it.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Marche

Turismo nelle Marche, le ville e le dimore storiche di Teloni.eu conquistano il turismo internazionale

Turismo nelle Marche, le ville e le dimore storiche di Teloni.eu conquistano il turismo internazionaleDalle ville storiche alle esperienze autentiche, il turismo nelle Marche conquista una clientela internazionale sempre più interessata a vivere il territorio italiano lontano dai circuiti tradizionali

Italia? What else!”. È con questa espressione che si può sintetizzare il crescente interesse internazionale verso il nostro Paese e, in particolare, verso destinazioni ancora capaci di offrire autenticità, bellezza e un rapporto diretto con il territorio. Tra queste ci sono le Marche, regione che negli ultimi anni sta attirando una domanda turistica sempre più internazionale e interessata a esperienze di qualità.

A intercettare questa tendenza è ancheTeloni.eu, realtà specializzata nell’accoglienza e nel turismo esperienziale, che attraverso ville e dimore storiche propone un modo diverso di vivere le Marche e l’Italia.

Turismo nelle Marche, cresce la domanda internazionale

Ilturismo nelle Marchesta vivendo una fase di crescente attenzione da parte dei visitatori stranieri. Secondo i dati comunicati da Teloni, nell’ultimo periodo l’azienda ha registrato una crescita del 77% nel segmento dei viaggiatori internazionali e un incremento del 15% dell’incoming negli ultimi dodici mesi, a fronte di una crescita media del 7,5% registrata dalle agenzie italiane.

«Ci piace accogliere e coccolare gli stranieri – spiega Alessandro Teloni – e far conoscere loro le nostre Marche, accompagnandoli alla scoperta di luoghi, sapori e tradizioni».

Un modello di ospitalità che non si limita quindi al semplice soggiorno, ma punta sulla costruzione di un’esperienza completa.

Il segmento dei matrimoni rappresenta circa il 30% delle coppie accolte ogni anno, mentre continua a crescere anche la richiesta legata agli eventi aziendali e corporate.

Villa Teloni, una dimora storica nel cuore delle Marche

Uno degli esempi più significativi di questo modello èVilla Teloni, situata a Cesolo, nel territorio di San Severino Marche. La dimora, risalente al Settecento, è stata trasformata nel tempo in una struttura destinata a soggiorni, eventi e matrimoni, mantenendo il legame con la propria storia e con il paesaggio marchigiano.

La villa viene oggi proposta come una location esclusiva, capace di unire eleganza, privacy e contatto con il territorio. Il sito ufficiale descrive Villa Teloni come una dimora storica immersa nelle colline marchigiane, con ambienti dedicati sia ai soggiorni sia agli eventi.

È proprio questo equilibrio tra comfort e autenticità a rappresentare uno degli elementi più ricercati dal nuovo turismo internazionale.

Patrick Younge sceglie le Marche per le sue vacanze

A confermare l’interesse crescente verso il territorio marchigiano è anche la presenza diPatrick Younge, chief creative officer di BBC Production, che ha scelto Villa Teloni per trascorrere due settimane di vacanza nel mese di agosto insieme alla moglie Amy Girdwood, executive di Warner Bros Discovery.

La scelta non è casuale. Younge organizza ogni due anni una vacanza di circa due settimane insieme a una grande famiglia allargata composta da parenti e amici. Quest’anno il gruppo, arrivato a raggiungere circa 50 persone a rotazione, ha scelto le Marche dopo aver soggiornato in passato in Francia, Spagna e in altre zone d’Italia.

Tra gli elementi che hanno convinto il gruppo ci sono la bellezza del territorio, le dimensioni della regione, la possibilità di raggiungere facilmente la destinazione dall’aeroporto e soprattutto la possibilità di scoprire una parte d’Italia ancora relativamente nuova per molti visitatori stranieri.

Dalle Marche l’esperienza del “living like a local”

Il vero valore aggiunto del soggiorno, però, è la possibilità di vivere il territorio come una persona del posto.

È questa la filosofia del“living like a local”, una tendenza sempre più importante nel turismo internazionale di fascia alta. Il visitatore non vuole soltanto vedere un luogo, ma desidera conoscerne abitudini, tradizioni, cucina e ritmo di vita.

Un episodio raccontato durante il soggiorno di Younge è particolarmente significativo. Il gruppo britannico è rimasto sorpreso dal fatto che un parco acquatico chiudesse alle 12.30 per consentire al personale di pranzare e riaprisse alle 14. Un’abitudine inizialmente insolita per gli ospiti, ma che è stata poi interpretata come un segno di rispetto nei confronti dei lavoratori e della cultura locale.

I vincisgrassi conquistano il turismo internazionale

Tra le esperienze capaci di conquistare i visitatori stranieri c’è naturalmente anche la cucina.

Durante il soggiorno marchigiano, particolare curiosità ha suscitato la gastronomia locale e, in particolare, ivincisgrassi, uno dei piatti simbolo della tradizione regionale.

L’interesse verso questa specialità è stato alimentato anche dalla crescente attenzione internazionale verso la cucina italiana e dalle trasmissioni televisive dedicate al nostro Paese, comeSearching for Italydi Stanley Tucci.

Per il turismo internazionale, assaggiare un piatto tradizionale significa infatti entrare direttamente in contatto con la storia e l’identità di un territorio.

Luxury tourism, ville storiche e autenticità

Il modello proposto da Teloni si inserisce quindi nel più ampio sviluppo delturismo di lussoe del cosiddetto experiential travel.

La richiesta non riguarda più soltanto strutture prestigiose, ma comprende privacy, servizi personalizzati, spazi esclusivi e possibilità di vivere esperienze autentiche.

Le ville storiche rappresentano in questo senso una soluzione particolarmente efficace: consentono di soggiornare in luoghi ricchi di storia, circondati dalla natura e lontani dalla standardizzazione delle grandi strutture alberghiere.

Villa Teloni, ad esempio, conserva ancora oggi il carattere di una dimora storica, mentre la famiglia Teloni ha lavorato per valorizzarne l’identità e trasformarla in una struttura capace di accogliere ospiti internazionali.

Le Marche destinazione emergente del turismo di lusso

La crescita dell’interesse internazionale dimostra dunque come le Marche possano giocare un ruolo importante nel futuro delturismo di lusso italiano.

La regione possiede caratteristiche particolarmente adatte a questo segmento: borghi storici, colline, montagne, mare, gastronomia, artigianato e dimore storiche. A tutto questo si aggiunge una dimensione ancora lontana dalla congestione di alcune delle principali destinazioni turistiche italiane.

Teloni sta inoltre ampliando la propria rete di experience manager: sette nuove figure sono entrate nel progetto, con l’obiettivo di arrivare complessivamente a circa 40 professionisti entro la fine dell’anno.

Un investimento che punta a rafforzare la capacità di offrire agli ospiti esperienze personalizzate e a costruire un rapporto sempre più diretto tra turista e territorio.

«Realizzate i vostri desideri, al resto ci pensiamo noi», è il messaggio di Alessandro Teloni.

Una filosofia che riassume bene la nuova idea diturismo nelle Marche: non soltanto soggiornare, ma vivere il territorio, conoscerne le persone, assaporarne la cucina e scoprire luoghi capaci di trasformare una vacanza in un’esperienza da ricordare.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Sport in Pillole

Serena Ricci campionessa italiana Master Over 45

Serena Ricci campionessa italiana Master Over 45: a 48 anni conquista il titolo nel pattinaggio velocità. Dai campi di atletica al gradino più alto del podio nazionale: la straordinaria storia di Serena Ricci, che ha iniziato a pattinare soltanto nel 2019 e oggi è campionessa italiana Master Over 45

Non è mai troppo tardi per iniziare uno sport, scoprire una nuova passione e inseguire un obiettivo. Lo dimostra la storia diSerena Ricci, che a 48 anniha conquistato il titolo di campionessa italianaMaster Over 45 2026 di pattinaggio velocità. Un risultato prestigioso che assume un significato ancora maggiore considerando il particolare percorso compiuto dall’atleta abruzzese.

Prima di indossare i pattini, infatti, Serena aveva trascorso una vita sui campi di atletica e non aveva mai avuto esperienza nel pattinaggio. L’avventura è iniziata nel 2019, quando ha deciso di avvicinarsi a una disciplina completamente nuova. Un primo passo che, nel giro di pochi anni, si è trasformato in un percorso agonistico capace di portarla fino al titolo nazionale.

Serena Ricci, dall’atletica al pattinaggio

Il primo approccio al pattinaggio è arrivato con l’Inline Montesilvano. Da quella prima esperienza è maturata progressivamente la scelta di dedicarsi all’agonismo e di affrontare con maggiore impegno allenamenti e competizioni.

Successivamente Serena Ricci è entrata anche nell’ASDPescara Roller Team, società che ne ha accompagnato la crescita tecnica e sportiva e che ha contribuito a costruire le condizioni per affrontare le competizioni di livello nazionale.

Il passaggio dall’atletica al pattinaggio non è stato soltanto un cambio di disciplina. Ha significato imparare movimenti, equilibrio, tecnica e modalità di gara completamente differenti. Serena ha però potuto mettere a disposizione del nuovo sport l’esperienza maturata negli anni precedenti, insieme a una componente fondamentale: la determinazione.

Ed è proprio la costanza ad aver caratterizzato il percorso verso il titolo italiano.

Il titolo italiano costruito gara dopo gara

Il successo diSerena Riccinon è arrivato attraverso una singola gara, ma rappresenta il risultato della continuità dimostrata durante il campionato.

Il titolo italiano Master Over 45 2026 è stato infatti costruito attraverso la somma dei risultati ottenuti nelle tre prove sui 5.000 metri. Serena ha conquistato lavittoria a Ferrara, per poi ottenere ilterzo posto a Cantùe un altroterzo posto a Vado Ligure, nelle gare disputate lo scorso fine settimana.

Una sequenza di risultati che ha permesso all’atleta abruzzese di accumulare i punti necessari per salire sul gradino più alto del podio nazionale.

La vittoria assume così un valore particolare: non è soltanto il riconoscimento di una prestazione individuale, ma il risultato di un’intera stagione costruita attraverso allenamenti, trasferte, competizioni e capacità di mantenere un rendimento costante.

A 48 anni, Serena Ricci può quindi festeggiare un traguardo che soltanto pochi anni fa sarebbe sembrato lontanissimo.

Fabiola Marchione vice campionessa italiana

A condividere con Serena Ricci questo percorso ci sono stati anche Moreno Di Censo e, soprattutto,Fabiola Marchione, compagna inseparabile dentro e fuori dalla pista.

Il rapporto nato attraverso gli allenamenti, le trasferte e le competizioni ha accompagnato entrambe durante la stagione e ha contribuito a rendere ancora più speciale l’esperienza vissuta ai Campionati Italiani Master.

Fabiola Marchione ha infatti conquistato uno splendidosecondo posto ai Campionati Italiani Master Over 30, laureandosi vice campionessa italiana.

Due risultati ottenuti in categorie differenti, ma accomunati dalla stessa passione e dalla capacità di affrontare la competizione con impegno e determinazione. Il titolo di Serena Ricci e l’argento di Fabiola rappresentano così un’importante soddisfazione anche per il pattinaggio abruzzese.

Per entrambe, il podio nazionale diventa la fotografia di un percorso nel quale il sostegno reciproco ha avuto un ruolo importante.

Pescara Roller Team, lo sport senza limiti di età

Dietro ai risultati delle due atlete c’è anche il lavoro dellaPescara Roller Team, società impegnata da anni nella promozione e nella pratica del pattinaggio velocità e capace di coinvolgere atleti di diverse fasce d’età.

La proposta sportiva parte dai più piccoli, con la scuola pattinaggio dedicata ai bambini a partire dai 4 anni. L’attività prosegue poi con i percorsi agonistici dai 7 agli 11 anni e con quello dedicato ai ragazzi dai 12 anni in su.

Accanto ai giovani trova spazio anche un gruppo di adulti. Ci sono persone che desiderano semplicemente imparare a pattinare, chi cerca un’attività sportiva continuativa e chi decide invece di affrontare il percorso agonistico e le competizioni nazionali.

È proprio questo uno degli aspetti più significativi della storia di Serena Ricci. Il suo percorso dimostra concretamente come lo sport possa essere iniziato anche in età adulta e trasformarsi, con il tempo e con la giusta motivazione, in qualcosa di molto più grande di una semplice attività fisica.

Il lavoro degli allenatori Martina e Lorenzo Betti

A seguire gli atleti della Pescara Roller Team sono gli allenatoriMartina e Lorenzo Betti, il cui lavoro si inserisce in una stagione particolarmente positiva per la società.

Nell’annata agonistica 2025/2026, la Pescara Roller Team ha chiuso alsecondo posto tra le società abruzzesie alprimo posto nella provincia di Pescara.

Anche a livello nazionale sono arrivati risultati importanti. Tra gli atleti che si sono distinti figurano Catia Silvia Visini, Alessandro Farinacci, Rebecca Dibra e Tobia Ferretti.

Ai Giochi Nazionali sono arrivati inoltre il secondo posto nella combinata di Noemi Farinacci e numerosi piazzamenti per Emma Farinacci, Elisa Visini, Susanna Conti, Francesco Spiritoso, Viola Persia, Luca Di Gregori, Aurora Tiriticco e Thomas Marchesani.

A completare una stagione ricca di soddisfazioni è arrivata anche la convocazione in Nazionale di Catia Silvia Visini per il Trofeo Internazionale di Senigallia.

Una storia che dimostra che non è mai troppo tardi

Il risultato di Serena Ricci va quindi oltre la semplice conquista di una medaglia. La sua storia racconta come lo sport possa offrire nuove opportunità anche quando si comincia in età adulta.

Nel 2019 Serena ha indossato i pattini senza avere alle spalle un’esperienza specifica nel pattinaggio. Sette anni dopo, a 48 anni, è diventatacampionessa italiana Master Over 45.

È proprio questo il messaggio che la Pescara Roller Team vuole trasmettere attraverso la propria attività. Uno sport aperto a tutti, nel quale l’età di inizio non deve rappresentare un limite e nel quale ogni atleta può stabilire il proprio obiettivo.

“La storia di Serena Ricci è il simbolo più significativo della filosofia della Pescara Roller Team: uno sport aperto a tutti, indipendentemente dall’età e dal punto di partenza. Sui pattini si può salire a quattro anni, a sette oppure a 41 per scoprire una nuova passione. E magari, sette anni dopo, ritrovarsi campioni d’Italia”, concludono gli allenatori Martina e Lorenzo Betti.

La vicenda di Serena Ricci restituisce così allo sport il suo significato più autentico: non soltanto competizione e risultati, ma anche possibilità, crescita personale e capacità di mettersi nuovamente alla prova.

Dal campo di atletica alla pista di pattinaggio, il percorso dell’atleta abruzzese dimostra che alcuni traguardi arrivano quando meno ce lo aspettiamo. Basta avere il coraggio di cominciare.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Italia

Sanzioni Israele, 12 Paesi contro gli insediamenti: l’Italia sceglie la linea europea

Sanzioni Israele, 12 Paesi contro gli insediamenti: l’Italia sceglie la linea europea

«La pace non è un sogno: può diventare realtà, ma per realizzarla dobbiamo essere capaci di costruirla.»

— Nelson Mandela

Adottare sanzioninon significa necessariamente dichiarare guerra, interrompere ogni rapporto diplomatico o assumere una posizione ostile nei confronti di un intero popolo. Una sanzione, nella sua dimensione politica più profonda, è prima di tutto un atto attraverso il quale uno Stato comunica che una determinata condotta non può essere considerata compatibile con i propri principi, con il diritto internazionale o con gli equilibri che intende contribuire a costruire.

È da questa prospettiva che dovrebbe essere osservata ladecisione assunta dadodici Paesi, tra cui il Regno Unito, che hanno annunciato l’intenzione di introdurre restrizioni nazionali e/o sostenere restrizioni europee sul commercio di beni provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, oppure di valutare attivamente queste e altre misure. Il gruppo comprende Regno Unito, Francia, Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. L’iniziativa riguarda specificamente gli insediamenti e le attività economiche ad essi collegate e non equivale, tecnicamente, a un embargo generale nei confronti di Israele.

Ma la politica internazionale, oltre alla tecnica delle sue definizioni, possiede anche una dimensione simbolica.

E il simbolo, talvolta, parla più forte dei numeri.

Una scelta che va oltre il commercio

La questione delle sanzioni non riguarda soltanto il valore economico delle merci interessate. Il significato più importante è politico: una parte crescente dell’Occidente sta cercando di distinguere sempre più nettamente tra il diritto di Israele alla sicurezza e la politica degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

È una distinzione fondamentale.

Perché riconoscere il diritto all’esistenza e alla sicurezza dello Stato di Israele non significa necessariamente approvare ogni scelta compiuta dai suoi governi. Allo stesso modo, riconoscere il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione, alla dignità e alla sicurezza non significa giustificare Hamas, il terrorismo o gli attacchi contro civili israeliani.

Il problema nasce quando la complessità viene cancellata.

Quando il mondo viene diviso in due campi contrapposti e ogni critica viene immediatamente trasformata in odio, oppure ogni difesa di Israele viene automaticamente interpretata come complicità.

La realtà è più difficile e, proprio per questo, più umana.

Si può condannare Hamas senza smettere di vedere la sofferenza palestinese.

Si può difendere Israele dal terrorismo senza considerare intoccabile ogni decisione del suo governo.

Si può condannare l’antisemitismo senza rinunciare alla critica politica.

Si può sostenere la causa palestinese senza giustificare la violenza contro gli israeliani.

Questa capacità di tenere insieme verità diverse dovrebbe essere una delle caratteristiche fondamentali della politica contemporanea.

E l’Italia?

Ed è qui che la vicenda diventa particolarmente interessante per il nostro Paese.

L’Italia non ha aderito all’iniziativa delle sanzioni adottata dai dodici Paesi.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sostenuto che decisioni di questo tipo, soprattutto quando riguardano la politica commerciale (sanzioni), dovrebbero essere assunte a livello dell’Unione Europea, evitando iniziative nazionali capaci di creare distorsioni nel mercato unico. Tajani ha ribadito che, a suo giudizio, le decisioni in materia commerciale devono essere prese a livello europeo.

È una posizione che possiede una sua logica istituzionale.

Ma proprio perché è una posizione ragionevole sul piano procedurale, merita di essere sottoposta a una domanda più profonda.

Essere europeisti significa davvero attendere sempre che sia l’Europa a decidere?

Oppure essere europeisti significa, talvolta, contribuire a costruire quella posizione europea che ancora non esiste?

È una differenza sottile, ma decisiva.

L’Europa non è un’entità astratta che produce automaticamente una politica estera comune. L’Europa è fatta dagli Stati che la compongono. Se tutti aspettano che sia qualcun altro a compiere il primo passo, l’Europa rimane immobile.

E la paralisi diplomatica, in una situazione di guerra e di sofferenza umana, non è necessariamente una forma superiore di prudenza.

Talvolta può diventare una forma involontaria di impotenza.

Il problema della coerenza

Vi è poi una questione ancora più ampia.

L’Europa ha costruito la propria identità contemporanea sulla centralità del diritto, sulla tutela della persona, sul rifiuto della guerra come strumento ordinario della politica e sulla convinzione che i rapporti internazionali debbano essere regolati da norme condivise.

Questi principi non possono però essere applicati soltanto quando coincidono con i nostri interessi geopolitici.

La credibilità del diritto internazionale dipende dalla sua universalità.

Se condanniamo l’occupazione e l’annessione territoriale quando vengono compiute da un Paese che consideriamo avversario, ma diventiamo improvvisamente prudenti quando la situazione coinvolge un Paese amico, la nostra posizione perde inevitabilmente forza morale.

Questo non significa che tutte le situazioni storiche siano uguali.

Non lo sono.

Non significa neppure che ogni conflitto possa essere giudicato con una formula semplice.

Ma significa che i principi dovrebbero rimanere principi anche quando applicarli diventa politicamente scomodo.

È proprio qui che si misura la serietà di una politica estera.

Israele non è il suo governo

Un’altra distinzione dovrebbe essere preservata con particolare attenzione.

Criticare le politiche del governo israeliano non significa essere contro Israele.

Israele è una società complessa, attraversata da opinioni differenti, conflitti politici, movimenti pacifisti, organizzazioni per i diritti umani, famiglie colpite dal terrorismo e famiglie che contestano le politiche dei propri governi.

Come ogni Paese democratico, non può essere identificato integralmente con l’azione dell’esecutivo che temporaneamente lo governa.

Lo stesso vale per il popolo palestinese.

Hamas non coincide con il popolo palestinese.

Un’organizzazione terroristica non può diventare la misura attraverso la quale giudicare milioni di persone che hanno una storia, una cultura, una memoria e aspirazioni politiche differenti.

Queste distinzioni non sono concessioni retoriche.

Sono una necessità morale.

Quando smettiamo di distinguere tra governo e popolazione, tra esercito e civili, tra organizzazione armata e popolo, la politica diventa disumanizzante.

E quando la politica diventa disumanizzante, la pace diventa quasi impossibile.

Il Mediterraneo e la responsabilità italiana

L’Italia, per posizione geografica e per storia, possiede una responsabilità particolare.

Il Mediterraneo non è una frontiera lontana.

È il mare che unisce e separa l’Europa dal Medio Oriente, l’Italia dal mondo arabo, il Nord e il Sud del pianeta.

Roma ha storicamente cercato di mantenere rapporti con interlocutori differenti, spesso tentando di svolgere una funzione di mediazione.

Questa tradizione potrebbe rappresentare una risorsa straordinaria.

Ma mediare non significa essere neutrali davanti a tutto.

La vera mediazione non consiste nel mettere sullo stesso piano ogni comportamento per evitare di prendere posizione. Consiste nel riconoscere le ragioni dell’altro senza rinunciare alla propria idea di giustizia.

Una diplomazia autentica dovrebbe poter dire contemporaneamente:

Israele ha diritto alla sicurezza.

I civili israeliani non devono essere vittime del terrorismo.

Gli ostaggi devono essere liberati.

Hamas non può essere giustificata.

I civili palestinesi devono essere protetti.

I palestinesi hanno diritto alla dignità e all’autodeterminazione.

La violenza dei coloni deve essere contrastata.

Gli insediamenti non possono diventare un ostacolo irreversibile alla soluzione politica.

Queste affermazioni non si escludono.

Al contrario, appartengono tutte alla stessa idea di pace.

Il rischio dell’attesa

L’argomento secondo cui la questione dovrebbe essere affrontata esclusivamente a livello europeo contiene dunque un paradosso.

Se l’Europa non riesce a trovare un accordo perché alcuni governi sono contrari a misure più incisive, gli Stati favorevoli a una determinata politica possono limitarsi ad aspettare indefinitamente.

Ma intanto la realtà sul terreno continua a cambiare.

Gli insediamenti si espandono.

Le tensioni aumentano.

La fiducia diminuisce.

La soluzione dei due Stati diventa più difficile.

E ogni giorno nel quale la politica rimane immobile può rendere più complicata una soluzione futura.

La diplomazia non è soltanto l’arte di evitare il conflitto; è anche l’arte di intervenire prima che le condizioni della pace diventino irreversibili.

Questo è forse il punto più importante dell’intera vicenda.

Sanzioni, simboli e responsabilità

Naturalmente non bisogna attribuire alle sanzioni un potere magico.

Una misura commerciale non risolverà il conflitto israelo-palestinese.

Non restituirà automaticamente le vite perdute.

Non convincerà da sola le parti a sedersi al tavolo negoziale.

Le sanzioni non cancelleranno decenni di paura, terrorismo, occupazione, espulsioni, lutti e memoria.

Ma potranno produrre un segnale.

E nella politica internazionale i segnali contano.

Un segnale può dire che una determinata politica produce conseguenze.

Può dire che la comunità internazionale osserva.

Può dire che il diritto non è soltanto una parola pronunciata nei comunicati diplomatici.

Può anche aprire una discussione più ampia sull’efficacia degli strumenti economici e diplomatici disponibili.

Per questo la scelta dei dodici Paesi di adottare sanzioni non dovrebbe essere letta semplicemente come una punizione nei confronti di Israele.

Dovrebbe essere interpretata come parte di una discussione più vasta sul rapporto tra potere, diritto e responsabilità.

Una domanda per l’Italia

Ed è qui che ritorna la domanda italiana.

Non si tratta soltanto di chiedersi se Roma avrebbe dovuto aderire o meno a questa specifica iniziativa delle sanzioni.

La domanda più importante è:

quale ruolo vuole avere l’Italia nella costruzione della pace nel Mediterraneo?

Un ruolo prudente?

Un ruolo di mediazione?

Un ruolo europeo?

Un ruolo autonomo?

Probabilmente non è necessario scegliere una sola di queste definizioni.

L’Italia potrebbe essere contemporaneamente profondamente europea e capace di iniziativa diplomatica; vicina a Israele nella difesa della sua sicurezza e critica nei confronti delle politiche che ritiene incompatibili con il diritto internazionale; solidale con il popolo palestinese senza indulgere verso il terrorismo.

Questa sarebbe una posizione difficile.

Ma le posizioni veramente mature sono quasi sempre difficili.

La semplificazione è comoda.

La complessità richiede coraggio.

La pace non può essere selettiva

Forse il punto ultimo non riguarda neppure Israele.

Riguarda noi.

Riguarda il modo in cui scegliamo di guardare il mondo.

Perché se la sofferenza di un bambino ci commuove soltanto quando appartiene al popolo che sentiamo più vicino, allora la nostra umanità è ancora parziale.

Se il diritto internazionale ci appare sacro quando colpisce un avversario e negoziabile quando coinvolge un alleato, allora non stiamo difendendo davvero il diritto.

Se la sicurezza di un popolo diventa più importante della sicurezza di un altro popolo, allora non stiamo ancora parlando di pace.

La pace non può essere selettiva.

Non può essere israeliana o palestinese.

Non può essere occidentale o araba.

Non può essere europea o mediorientale.

La pace, se vuole davvero meritare questo nome, deve appartenere a tutti.

I dodici Paesi che hanno scelto di accompagnare il Regno Unito in questa iniziativa hanno compiuto una scelta politica che può essere discussa, criticata o condivisa. L’Italia ha scelto, almeno in questa circostanza, una strada diversa, richiamandosi alla necessità di una decisione europea.

Sarà il tempo a stabilire quale posizione produrrà maggiori risultati.

Ma una cosa dovrebbe rimanere fuori da ogni dubbio: la politica estera non è soltanto il calcolo degli interessi nazionali. È anche il modo attraverso il quale una nazione dichiara ciò che considera giusto, ciò che considera tollerabile e ciò che non vuole più accettare.

Per questo la questione non può esaurirsi nella formula:

“12 Paesi introducono restrizioni sugli insediamenti israeliani, l’Italia no”.

La vera domanda è molto più inquietante e molto più importante:

che cosa siamo disposti a fare, concretamente, quando i nostri principi entrano in conflitto con i nostri interessi?

È in quella distanza, fra ciò che proclamiamo e ciò che siamo disposti a rischiare, che si misura la credibilità di una democrazia.

E forse anche la sua anima.

Lesanzioni, dunque, non possono essere considerate né una soluzione definitiva né un gesto puramente simbolico. Il loro significato dipenderà dalla coerenza con cui verranno applicate e dalla capacità della diplomazia di accompagnarle con un percorso politico credibile. Lesanzionipossono diventare uno strumento di pressione, ma anche un messaggio: il diritto internazionale non può essere richiamato soltanto quando è conveniente. Per questo il dibattito sullesanzioniagli insediamenti israeliani riguarda anche l’Italia e il ruolo che Roma intende svolgere in Europa e nel Mediterraneo. Al di là delle singole misure, resta una domanda: lesanzionisaranno soltanto una presa di posizione oppure riusciranno a contribuire, insieme alla diplomazia, alla costruzione di condizioni più concrete per la pace?

Carlo Di Stanislao

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Mondo

7 ottobre, Netanyahu e il confine fragile tra antisemitismo e antisionismo

7 ottobre, Netanyahu e il confine fragile tra antisemitismo e antisionismo

«La verità è figlia del tempo, non dell’autorità.»
Francis Bacon

La verità è spesso la prima vittima quando la politica entra nella zona più oscura della storia: quella in cui le informazioni arrivano, vengono interpretate, negate, minimizzate e soltanto dopo, quando la tragedia si è consumata, tornano a galla come domande impossibili da eludere.

È in questo spazio inquietante che si colloca la nuova vicenda riguardante Benjamin Netanyahu e il presunto avvertimento ricevuto dagli Emirati Arabi Uniti prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Secondo un’inchiesta pubblicata da Haaretz, il presidente emiratino Mohammed bin Zayed avrebbe parlato direttamente con Netanyahu circa dieci giorni prima dell’attacco, segnalando che Yahya Sinwar stava preparando una grande operazione di Hamas. Secondo il racconto riportato, l’avvertimento avrebbe indicato il rischio di un bagno di sangue, di una destabilizzazione regionale e persino di un danno agli Accordi di Abramo.

La risposta di Netanyahu è netta: nega che quella conversazione sia mai avvenuta e nega di aver ricevuto un simile avvertimento. Il suo ufficio ha definito il rapporto una menzogna assoluta, aggiungendo che eventuali informazioni rilevanti sarebbero state trasmesse attraverso i normali canali di intelligence tra i due Paesi. Anche il ministero degli Esteri emiratino ha scelto una posizione prudente, dichiarando di non voler commentare indiscrezioni relative a conversazioni tra leader.

Ed è proprio qui che comincia la questione più importante: non stabilire preventivamente chi abbia ragione, ma pretendere che una questione di questa gravità venga accertata.

Perché se un capo di governo, in questa caso Netanyahu, fosse stato effettivamente informato di una minaccia precisa e non avesse trasmesso l’informazione agli apparati di sicurezza, ci troveremmo davanti a una responsabilità politica enorme. Se invece l’avvertimento non fosse mai stato ricevuto, sarebbe altrettanto grave che una simile accusa circolasse senza adeguate prove. In entrambi i casi, la sola risposta democratica è una inchiesta indipendente, documentale e trasparente.

Netanyahu, l’allarme prima del 7 ottobre e il delicato confine tra critica e antisemitismo

L’attacco del 7 ottobre ha provocato circa 1.200 morti israeliani e 251 ostaggi, secondo i dati riportati dall’Associated Press. La successiva guerra ha prodotto una devastazione immensa nella Striscia di Gaza e un numero di vittime palestinesi che le autorità sanitarie di Gaza stimano in oltre 73.000.

Numeri di questa dimensione impediscono alla politica di rifugiarsi eternamente nella comunicazione di parte. Quando muoiono migliaia di persone, la responsabilità non può essere sostituita dalla propaganda.

La vicenda israeliana assume inoltre un significato particolare perché arriva mentre il Paese si avvicina a nuove elezioni e mentre l’operato di Netanyahu prima del 7 ottobre continua a essere uno dei principali terreni dello scontro politico. Esponenti dell’opposizione, tra cui Gadi Eisenkot e Naftali Bennett, hanno accusato il premier Netanyahu di responsabilità nella gestione delle informazioni precedenti all’attacco e hanno chiesto un’indagine approfondita.

Ma la questione non riguarda soltanto Israele.

Netanyahu tra responsabilità politiche, accuse e il difficile equilibrio della libertà di parola

Arriva infatti in un momento in cui anche in Europa e in Italia si sta combattendo un’altra battaglia delicatissima: come definire e perseguire l’antisemitismo senza trasformare la critica politica nei confronti di Israele o del sionismo in un reato d’opinione.

In Italia il tema è entrato nel dibattito legislativo attraverso proposte volte a rafforzare il contrasto all’antisemitismo. Una delle questioni più controverse riguarda proprio la definizione del rapporto tra antisemitismo, antisionismo e critica dello Stato di Israele. Reuters ha segnalato come le proposte legislative italiane e francesi abbiano riaperto il confronto europeo sulla libertà di espressione e sui limiti entro i quali una definizione giuridica dell’antisemitismo può essere applicata.

Qui occorre procedere con estrema precisione.

L’antisemitismo è razzismo e odio contro gli ebrei. È una forma storica di persecuzione che ha prodotto discriminazioni, espulsioni, pogrom e infine la Shoah. Negarlo o minimizzarlo è moralmente e storicamente inaccettabile.

Ma altra cosa è contestare una politica governativa, una decisione militare, l’occupazione di territori, l’espansione degli insediamenti, la gestione della guerra o una determinata ideologia politica.

L’antisionismo, per quanto possa essere giudicato politicamente discutibile o storicamente problematico, non coincide automaticamente con l’odio verso gli ebrei. Esistono persone ebree antisioniste, così come esistono persone non ebree che sostengono il sionismo. Esistono inoltre differenti interpretazioni storiche e politiche del sionismo stesso.

La questione diventa quindi quella della distinzione tra critica politica e discriminazione etnica o religiosa.

Una democrazia matura deve essere capace di proteggere entrambe le cose: la dignità degli ebrei e la libertà di critica.

Se qualcuno insulta o discrimina una persona perché ebrea, siamo davanti all’antisemitismo. Se qualcuno invoca violenza contro gli ebrei, siamo davanti a un crimine e a un fenomeno di odio. Se qualcuno nega la Shoah, non siamo semplicemente nel territorio di una normale opinione storica.

Netanyahu e il dibattito italiano: distinguere l’antisemitismo dalla critica a Israele

Ma se un cittadino manifesta contro le decisioni del governo israeliano, chiede un cessate il fuoco, critica Netanyahu o denuncia le condizioni della popolazione palestinese, non dovrebbe essere automaticamente trasformato in antisemita.

È precisamente questo confine che una legge deve saper tracciare.

Nelle piazze italiane, come in molte altre città europee, sono emerse manifestazioni e proteste a sostegno della popolazione palestinese e contro la guerra. Il fenomeno delle mobilitazioni pro-Palestina in Italia è documentato da anni, con manifestazioni a Roma, Milano, Pisa e in numerosi altri centri, oltre alle proteste universitarie iniziate con particolare intensità dal 2024.

Naturalmente anche una manifestazione può oltrepassare il limite della libertà di espressione. Uno slogan può diventare odio. Una protesta può degenerare in intimidazione. Una critica può trasformarsi in discriminazione. Ma questo deve essere dimostrato caso per caso, attraverso parole, comportamenti e circostanze concrete, non attraverso un’equazione automatica.

Il rischio opposto sarebbe altrettanto grave: utilizzare la parola “antisemitismo” per impedire qualunque discussione sulla politica israeliana significherebbe indebolire proprio la lotta contro l’antisemitismo, perché trasformerebbe una categoria storicamente e moralmente gravissima in uno strumento di polemica politica.

La storia insegna che le parole perdono forza quando vengono usate indiscriminatamente.

Lo stesso vale per la parola “genocidio”, per “terrorismo”, per “fascismo”, per “antisemitismo” e per “antisionismo”. Ognuna di queste parole porta con sé una storia, un peso morale e una precisa responsabilità nell’uso pubblico.

Il vero problema, dunque, non è scegliere una parte e impedire all’altra di parlare. È costruire uno spazio nel quale la verità possa essere cercata senza paura.

Se Netanyahu fu davvero avvertito dieci giorni prima del 7 ottobre, bisogna accertarlo.

Se invece Netanyahu non fu avvertito, bisogna dimostrare che l’accusa è infondata.

Se esistevano altre informazioni precedenti all’attacco, bisogna ricostruire chi le possedeva, chi le interpretò e perché non furono trasformate in decisioni operative.

E se in Italia si vuole approvare una legge sull’antisemitismo, bisogna farlo proteggendo contemporaneamente la memoria della Shoah, la sicurezza delle comunità ebraiche e la libertà costituzionale di manifestazione del pensiero.

Una democrazia non si misura dalla capacità di impedire le opinioni scomode. Si misura dalla capacità di distinguere l’odio dalla critica, la discriminazione dal dissenso, la propaganda dalla testimonianza e la responsabilità dalla colpevolizzazione collettiva.

Israele non è Netanyahu. Gli ebrei non sono il governo israeliano. I palestinesi non sono Hamas. I musulmani non sono Hamas. E un cittadino italiano che manifesta per la Palestina non è automaticamente antisemita.

Queste distinzioni non sono concessioni politiche: sono la condizione minima per non precipitare nella semplificazione.

La vera pace, prima ancora di essere un accordo diplomatico, nasce dalla capacità di non confondere l’identità di un popolo con le decisioni di un governo, in questo caso di Netanyahu,la religione con l’ideologia, la critica con l’odio e la memoria con l’immunità dalla responsabilità politica.

Ed è forse questa la lezione più difficile del presente: quando la realtà è tragica, non abbiamo bisogno di meno verità perché è scomoda. Abbiamo bisogno di più verità, proprio perché è scomoda.

Carlo Di Stanislao

Foto By Cherie Cullen – This image was released by the United States Department of Defense with the ID 110325-D-XH843-010 (next).This tag does not indicate the copyright status of the attached work. A normal copyright tag is still required. See Commons:Licensing.العربية ∙ বাংলা ∙Bahasa Indonesia ∙Bahaso Jambi ∙Deutsch ∙ Deutsch (Sie-Form) ∙ English ∙ español ∙ euskara ∙ فارسی ∙ français ∙ italiano ∙ 日本語 ∙ 한국어 ∙ македонски ∙ മലയാളം ∙ Plattdüütsch ∙ Nederlands ∙ polski ∙ پښتو ∙ português ∙ русский ∙ slovenščina ∙ svenska ∙ Türkçe ∙ українська ∙ 简体中文 ∙ 繁體中文 ∙ +/−photo essayhttp://www.defense.gov/photoessays/photoessayss.aspx?id=2109, Public Domain,https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21418477

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

MarcheVideo

Carne alla pizzaiola, la ricetta di Chef Zio Pietro

Carne alla pizzaiola, la ricetta di Chef Zio PietroUn piatto semplice e gustoso della tradizioneitaliana: ecco come preparare la carne alla pizzaiola con fettine di vitello, pomodorini, aglio e origano

Torna un nuovo appuntamento con le ricette diChef Zio Pietro, che ringraziamo ancora una volta per averci dato la possibilità di condividere con i nostri lettori le sue preziose proposte culinarie. Questa volta protagonista è un grande classico della cucina italiana, semplice da preparare ma capace di portare in tavola tutto il profumo e il gusto della tradizione: lacarne alla pizzaiola.

La ricetta della carne alla pizzaiola è una di quelle preparazioni che dimostrano come pochi ingredienti, se scelti e combinati nel modo giusto, possano dare vita a un piatto particolarmente appetitoso. La carne di vitello viene accompagnata da un condimento a base di pomodoro, aglio e origano, creando un equilibrio tra morbidezza, profumo e sapore.

È una preparazione ideale per un pranzo o una cena in famiglia e può essere accompagnata da pane fresco, perfetto per raccogliere il gustoso sugo di pomodoro.

Carne alla pizzaiola, gli ingredienti per 4 persone

Per preparare lacarne alla pizzaiolasecondo la ricetta proposta da Chef Zio Pietro occorrono pochi ingredienti.

Ingredienti:

  • 500 grammi di fettine di vitello, preferibilmente palettina;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 400 grammi di pomodorini ciliegino;
  • 400 grammi di polpa di datterino;
  • sale quanto basta;
  • origano quanto basta;
  • olio extravergine di oliva quanto basta.

La semplicità degli ingredienti è uno degli aspetti più interessanti di questa ricetta. Il pomodoro rappresenta infatti la base del condimento, mentre aglio e origano contribuiscono a dare alla preparazione il caratteristico profumo mediterraneo.

La scelta dellacarne di vitellopermette inoltre di ottenere un risultato delicato e particolarmente adatto a una cottura insieme al pomodoro.

Come preparare la carne alla pizzaiola

La preparazione dellacarne alla pizzaiolaparte dal condimento. In una padella sufficientemente ampia si può mettere un filo di olio extravergine di oliva insieme allo spicchio d’aglio, lasciandolo insaporire senza bruciarlo.

Si aggiungono quindi i pomodorini ciliegino e la polpa di datterino, creando la base di pomodoro nella quale verranno successivamente cotte le fettine di vitello.

Il pomodoro deve raggiungere una consistenza adatta ad accogliere la carne e a insaporirla durante la cottura. È importante regolare il condimento con il sale e aggiungere l’origano, ingrediente fondamentale per conferire alla ricetta il suo caratteristico aroma.

Quando il sugo è pronto, si possono aggiungere le fettine di vitello. La carne deve essere lasciata cuocere nel condimento, in modo che possa assorbire i profumi del pomodoro, dell’aglio e dell’origano.

La cottura deve essere gestita con attenzione per mantenere la carne morbida. Uno dei segreti di una buonacarne alla pizzaiolaè infatti evitare di prolungare inutilmente la cottura, così da preservare la consistenza delle fettine.

Il segreto è la semplicità

Lacarne alla pizzaiolaè un esempio perfetto di cucina casalinga italiana. Non servono tecniche particolarmente elaborate né una lunga lista di ingredienti: il risultato dipende soprattutto dalla qualità delle materie prime e dalla cura nella preparazione.

Le fettine di vitello, unite a un buon pomodoro e profumate con origano e aglio, diventano così protagoniste di un piatto dal sapore familiare e rassicurante.

Anche il sugo ha un ruolo importante. Deve essere sufficientemente saporito e profumato, perché è proprio il condimento a completare la carne. Per questo motivo, una volta servita, la preparazione può essere accompagnata da qualche fetta di pane, trasformando il piatto in una portata ancora più completa e golosa.

Carne alla pizzaiola, un classico sempre attuale

Nel panorama dellericette tradizionali italiane, la carne alla pizzaiola continua a essere apprezzata proprio per la sua versatilità.

È una ricetta adatta a diverse occasioni: può essere portata in tavola durante un pranzo domenicale, preparata per una cena veloce oppure proposta quando si desidera cucinare qualcosa di semplice senza rinunciare al gusto.

Il pomodoro e l’origano richiamano immediatamente i profumi della cucina mediterranea, mentre la carne di vitello garantisce una componente proteica che rende il piatto particolarmente sostanzioso.

Un altro punto di forza è la possibilità di utilizzare il condimento anche per valorizzare il pane. Il sugo che rimane nella padella, infatti, diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Il consiglio di Chef Zio Pietro: mai arrendersi

Come sempre, Chef Zio Pietro accompagna la sua ricetta con un consiglio che va oltre la cucina e può essere applicato anche alla vita quotidiana.

«Perseveranza: se una cosa non riesce la prima volta mai perdersi d’animo: provate e riprovate ancora finché non otterrete ottimi risultati».

Un messaggio semplice ma significativo, che invita a non scoraggiarsi davanti alle difficoltà. Anche in cucina, del resto, l’esperienza si costruisce attraverso la pratica: ogni preparazione può diventare un’occasione per imparare, correggere gli errori e migliorare il risultato finale.

Lacarne alla pizzaiolarappresenta proprio una ricetta ideale per mettersi alla prova ai fornelli. Pur essendo semplice, richiede attenzione nella cottura della carne e nella preparazione del condimento.

Chef Zio Pietro ricorda inoltre che il video collegato alla ricetta è stato realizzato «a scopo illustrativo per educare al modo di cucinare».

Per chi vuole cimentarsi nella preparazione, il video può quindi rappresentare un supporto visivo utile per seguire più facilmente i diversi passaggi della ricetta.

Lacarne alla pizzaiola di Chef Zio Pietrosi conferma così una proposta all’insegna della semplicità, del gusto e della tradizione. Pochi ingredienti, una preparazione alla portata di tutti e il profumo inconfondibile di pomodoro, aglio e origano: una ricetta casalinga capace di riportare in tavola i sapori autentici della cucina italiana.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore della testata giornalistica è Lucia Mosca.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Abruzzo

Roseto degli Abruzzi: via libera all’affidamento per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale

Roseto degli Abruzzi: via libera all’affidamento per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale e del Perimetro del Territorio Urbanizzato– Il Comune di Roseto degli Abruzzi prosegue il suo percorso verso un modello moderno di governo del territorio. Con apposita Determinazione Dirigenziale del Settore I – Governo del Territorio e Sviluppo Economico, l’Enteha ufficialmente approvatol’affidamento dei servizi tecnici per la redazione del Perimetro del Territorio Urbanizzato (PTU) e del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC). 

L’entrata in vigore della nuova legge urbanistica della Regione Abruzzo ha introdotto il Piano Urbanistico Comunale (PUC) come unico strumento generale di pianificazione, superando definitivamente il vecchio modello del PRG precedente. L’intervento si inserisce proprio nel quadro delineato dalla Legge Regionale, che impone una profonda riorganizzazione della pianificazione locale fondata sui principi di sostenibilità, rigenerazione urbana e contenimento del consumo di suolo. 

L’incarico è stato assegnato, a seguito di una procedura telematica, alla società di ingegneria Architetti Mascarucci Srl con sede a Pescara, rappresentata dal Prof. Arch. Roberto Mascarucci

Roseto, lavoro in due fasi

Il lavoro si articolerà in due fasi fondamentali, scandite da scadenze perentorie stabilite dalla normativa regionale. La prima, riguardante la Perimetrazione del Territorio Urbanizzato, da approvare a stretto giro. La seconda, riguardante la Redazione del Piano Urbanistico Comunale, comprensivo delle attività di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e della Strategia per la qualità urbana, ecologico-ambientale ed energetica. 

Un aspetto centrale della nuova pianificazione è che non un solo euro e non un’ora del lavoro tecnico svolto finora andranno perduti. Al contrario, tutti gli studi, le analisi e i rilievi prodotti in questi anni saranno parte integrante e fondamentale della riperimetrazione e del nuovo PUC, così come saranno tenute in considerazione le osservazioni pervenute. Non si ricomincia da zero, quindi, ma si evolve verso uno strumento più moderno e conforme alle nuove condizioni dettate dalla legge. L’affidamento per la redazione del PUC garantirà a Roseto uno sviluppo armonioso e confacente alle nuove norme.

L’affidamento rappresenta il proseguimento dell’importante lavoro portato avanti dall’Amministrazione Nugnes nel campo della Rigenerazione Urbana che, nelle scorse settimane, ha visto anche l’approvazione definitiva del nuovo Piano Demaniale Comunale. 

“Con questo atto fondamentale – affermano il Sindaco di RosetoMario Nugnes e l’Assessore alla Rigenerazione Urbana Gianni Mazzocchetti – Roseto degli Abruzzi compie un passo importante per dotarsi di strumenti urbanistici moderni attesi da tempo. Si tratta di un passaggio fondamentale che permette l’avvio di una nuova fase che porterà alla redazione di un atto importante per tutta la cittadinanza. La transizione verso il PUC e il PTU ci permetterà di pianificare lo sviluppo futuro della nostra città mettendo al centro la tutela ambientale, la rigenerazione urbana e la valorizzazione del territorio nel rispetto dei rigorosi termini imposti dalla legge regionale”.

“Ricordiamo che l’importante attività tecnica e partecipativa e il lavoro svolti finora non andranno persi e costituiscono un patrimonio fondamentale che sarà integralmente valorizzato – aggiungono il Sindaco Nugnes e il Presidente della Commissione Urbanistica di Roseto Enio Pavone – Il lavoro svolto in precedenza rappresenta infatti la solida base conoscitiva su cui poggerà il futuro PUC. In questo senso, le tante manifestazioni d’interesse presentate dai rosetani, regolarmente acquisite agli atti, restano un punto di riferimento centrale, così come il Quadro Conoscitivo e gli studi ambientali già approvati. Anche le strategie delineate nel Documento Programmatico rimangono i pilastri essenziali per definire lo sviluppo futuro della città”.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

La voce di tutti

“Voci dal Futuro”: i giovani di ANPAS Marche tracciano la rotta per la Protezione Civile di domani

“Voci dal Futuro”: i giovani di ANPAS Marche tracciano la rotta per la Protezione Civile di domani– Grande partecipazione e confronto sui temi della formazione, dell’innovazione e del volontariato giovanile per“Voci dal Futuro”, ilradunopromosso da ANPAS Marche e dedicato alle giovani volontarie e ai giovani volontari delle Pubbliche Assistenze. Un appuntamento pensato per valorizzare il protagonismo delle nuove generazioni e costruire, attraverso il confronto e l’esperienza diretta, una Protezione Civile sempre più preparata ad affrontare le emergenze del futuro.

L’iniziativa si è svolta tra il Campo di addestramento di Protezione Civile ANPAS e il Centro regionale di Protezione Civile dell’Umbria di Foligno, coinvolgendo ragazze e ragazzi tra i 16 e i 35 anni. Oltre alla delegazione marchigiana, hanno preso parte al raduno anche giovani volontari provenienti da ANPAS Lazio e ANPAS Umbria, a testimonianza della capacità del movimento di creare una rete interregionale fondata sulla collaborazione, sulla condivisione delle competenze e sulla partecipazione.

Voci dal Futuro, giovani al centro della Protezione Civile

Il cuore diVoci dal Futuroè stato il confronto diretto tra i giovani partecipanti e alcuni dei principali rappresentanti del sistema di Protezione Civile e del movimento ANPAS. Un’occasione per affrontare concretamente le sfide che attendono il volontariato nei prossimi anni e per raccogliere idee e proposte provenienti direttamente dalle nuove generazioni.

All’incontro hanno partecipato Mauro Perugini, responsabile di Protezione Civile della Regione Marche; Alessandro Benini, responsabile nazionale ANPAS di Protezione Civile; Andrea Sbaffo, presidente di ANPAS Marche; Matteo Morelli, responsabile di Protezione Civile per ANPAS Marche; Federico Morelli, del coordinamento nazionale di Protezione Civile ANPAS. Per la Regione Umbria erano presenti Orietta Landrini e Alessandro Silvestri, responsabili della Protezione Civile regionale. È intervenuto inoltre, in collegamento online, Niccolò Mancini, presidente nazionale ANPAS.

Il confronto di Voci dal Futuro ha permesso di mettere in evidenza il valore di una partecipazione giovanile sempre più consapevole. I volontari non sono stati semplicemente destinatari di un percorso formativo, ma protagonisti di un dialogo finalizzato a individuare strumenti e modalità per rendere più efficace la risposta alle emergenze complesse.

Dalle unità cinofile alla psicologia dell’emergenza

La formazione è proseguita attraverso una serie di laboratori esperienziali organizzati dai formatori regionali. Le attività hanno permesso ai partecipanti di conoscere da vicino alcune delle principali specializzazioni che caratterizzano il lavoro della Protezione Civile.

Uno dei laboratori è stato dedicato alleunità cinofile da soccorso, con approfondimenti sulle tecniche di ricerca e sull’importanza del rapporto operativo tra il cane e il proprio conduttore. Un’attività che ha consentito ai giovani di comprendere quanto preparazione, coordinamento e fiducia reciproca siano fondamentali durante gli interventi.

Grande attenzione anche allapsicologia dell’emergenza, un settore sempre più importante nelle situazioni caratterizzate da eventi traumatici. Il laboratorio ha affrontato il tema dell’ascolto e del supporto alle persone coinvolte in situazioni critiche, sottolineando il ruolo umano del volontario accanto a quello strettamente operativo.

Il terzo ambito formativo di Voci dal Futuro ha riguardato il lavoro ditruccatori e simulatori, figure fondamentali nella preparazione delle esercitazioni. Attraverso la riproduzione realistica degli scenari di maxi-emergenza, i volontari possono infatti allenarsi ad affrontare situazioni complesse in un contesto il più possibile vicino a quello reale.

La forza del volontariato nelle parole di Andrea Sbaffo

Il significato dell’iniziativa Voci dal Futuro è stato sottolineato da Andrea Sbaffo, presidente di ANPAS Marche, che ha evidenziato come la partecipazione dei giovani rappresenti una conferma importante per il futuro del volontariato.

“Vedere così tanti ragazzi e ragazze mettere in gioco competenze, energia e passione è la conferma più bella che il futuro del volontariato è già qui”, ha dichiarato Sbaffo, sottolineando il valore delle esperienze maturate durante laboratori e simulazioni.

Per il presidente di ANPAS Marche,Voci dal Futuroha rappresentato un vero e proprio “cantiere aperto”, dal quale possono nascere idee e motivazioni destinate a guidare il movimento nei prossimi anni. Un percorso nel quale formazione e partecipazione diventano strumenti fondamentali per preparare una nuova generazione di volontari.

Una rete che guarda alle emergenze del futuro

Il raduno Voci dal Futuro ha inoltre dimostrato l’importanza della collaborazione tra territori e organizzazioni. La presenza dei giovani volontari di Marche, Lazio e Umbria ha permesso di rafforzare una rete capace di condividere esperienze e competenze, creando occasioni di crescita comune.

Al termine dell’iniziativa, ANPAS Marche ha espresso il proprio ringraziamento a tutte le volontarie e ai volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, ad ANPAS Umbria, alle istituzioni locali e alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Foligno per la collaborazione e l’ospitalità.

Voci dal Futurolascia così un messaggio preciso: investire sui giovani significa investire sulla capacità del sistema di Protezione Civile di affrontare le emergenze di domani. La formazione, la condivisione delle esperienze e il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni possono infatti rendere il volontariato ancora più competente, moderno e vicino alle esigenze delle comunità. E proprio dai giovani volontari, con le loro idee, energie e competenze, può partire la Protezione Civile del futuro.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Sport in Pillole

CICLISMO – Leonardo Balzan a braccia alzate a Bibano

CICLISMO, Leonardo Balzan a braccia alzate a Bibano– Una giornata da ricordare quella di ieri per laBorgo Molino Vigna Fiorita, protagonista di una straordinaria prova di squadra a Bibano di Godega, in provincia di Treviso. A mettere il sigillo sul 12° GP Verniciatura F2 è statoLeonardo Balzan,autore di una prestazione convincente che gli ha permesso di conquistare il primo successo stagionale. Un risultato arrivato al termine di una gara interpretata alla perfezione dai ragazzi diretti dal direttore sportivo Andrea Toffoli.

La formazione presieduta da Alessandro Brait ha imposto il proprio ritmo e ha saputo sfruttare nel modo migliore la presenza di ben quattro corridori all’interno della fuga decisiva. Leonardo Balzan, Mattia Daniele, Lorenzo Tavino e Mattia Biagini hanno infatti fatto parte del drappello di sette atleti che è riuscito a prendere il largo rispetto al gruppo.

Leonardo Balzan protagonista della fuga decisiva

La fuga ha rappresentato il momento chiave della competizione. La presenza di quattro portacolori della Borgo Molino Vigna Fiorita ha permesso alla squadra di gestire la situazione con grande intelligenza tattica, alternando gli attacchi e impedendo agli inseguitori di ricucire il distacco.

I ragazzi di Andrea Toffoli hanno spinto sui pedali mantenendo un ritmo elevato e riuscendo a resistere al ritorno del gruppo. Nel finale, la superiorità numerica è diventata un’arma decisiva per la formazione veneta, che ha potuto organizzare lo sprint nella migliore delle condizioni.

La scelta è caduta suLeonardo Balzan, lanciato dai compagni verso il traguardo. Il corridore ha risposto nel modo migliore, riuscendo a regolare allo sprint Matteo Zago dell’Ind. Forniture e conquistando così una vittoria particolarmente significativa.

Sul podio, al terzo posto, è salito anche Mattia Daniele, a conferma della forza dimostrata dalla Borgo Molino Vigna Fiorita durante tutta la gara. Ottima anche la prova di Lorenzo Tavino, quinto, mentre Mattia Biagini ha completato il brillante risultato di squadra con il settimo posto.

Una vittoria che conferma la crescita di Leonardo Balzan

PerLeonardo Balzanil successo di Bibano rappresenta un importante passo avanti nella stagione. Il corridore aveva già dato segnali incoraggianti con il terzo posto conquistato a Codognè e la prestazione offerta al 12° GP Verniciatura F2 conferma un percorso di crescita che sta trovando riscontro nei risultati.

A sottolineare il valore della prestazione è stato anche il direttore sportivo Andrea Toffoli, particolarmente soddisfatto per il modo in cui la squadra ha affrontato la competizione. Il tecnico ha evidenziato la capacità dei suoi ragazzi di controllare le azioni di gara e di portare avanti una fuga favorevole alla formazione.

La vittoria di Leonardo Balzan non è quindi soltanto un risultato individuale, ma il frutto di un lavoro collettivo. La Borgo Molino Vigna Fiorita ha dimostrato di saper leggere la corsa e di trasformare la superiorità numerica in una precisa strategia tattica.

Gioele Angelo Libertani quinto ad Agliana

Il bilancio della giornata si arricchisce inoltre con un altro risultato importante. Alla78ª Coppa Dino Diddi di Agliana, prestigiosa competizione riservata alla categoria Allievi, si è messo in evidenza Gioele Angelo Libertani.

Il giovane atleta ha gareggiato con la rappresentativa del Veneto, riuscendo a chiudere la prova in quinta posizione. Un piazzamento di prestigio ottenuto in una competizione particolarmente importante del calendario giovanile e che conferma la qualità dei giovani corridori impegnati nelle gare del fine settimana.

La presenza di Libertani tra i protagonisti della Coppa Dino Diddi aggiunge dunque un ulteriore elemento positivo a una giornata già caratterizzata dalla vittoria di Leonardo Balzan a Bibano.

Brandon Fedrizzi ottavo nel Trofeo San Rocco

A completare il quadro dei risultati è arrivato anche l’ottavo posto di Brandon Fedrizzi al28° Trofeo San Rocco di Fabbrica di Peccioli, in provincia di Pisa.

La competizione, classica nazionale riservata agli Juniores, si è disputata sulle strade della Valdera e ha visto Fedrizzi chiudere nella top ten, confermando la solidità del gruppo e la capacità dei giovani corridori di confrontarsi su palcoscenici di rilievo.

Per la Borgo Molino Vigna Fiorita si tratta quindi di una giornata particolarmente positiva, con risultati ottenuti in competizioni differenti e con protagonisti appartenenti a diverse categorie.

La vittoria conquistata daLeonardo Balzanresta però il momento più significativo del fine settimana. Il primo successo stagionale, arrivato grazie a una perfetta azione di squadra e a uno sprint finale condotto con grande determinazione, rappresenta una conferma delle qualità del giovane corridore. Per la Borgo Molino Vigna Fiorita, invece, il risultato di Bibano è un’ulteriore dimostrazione della forza del proprio progetto sportivo e della qualità del lavoro svolto quotidianamente con i giovani talenti.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Abruzzo

Abruzzo Economy Summit all’Aurum di Pescara

Abruzzo Economy Summit: all’Aurum di Pescara la sesta edizione degli Stati Generali dell’EconomiaDue giornate di confrontoad alto livello su macroeconomia, infrastrutture, geopolitica, innovazione e intelligenza artificiale. È stata presentata, questa mattina, la sesta edizione dell’Abruzzo Economy Summit – Stati Generali dell’Economia, in programma all’Aurum di Pescara il 24 e 25 settembre prossimi.

Alla conferenza stampa di presentazione, che si è tenuta in Regione, a Pescara, sono intervenuti il Presidente Marco Marsilio, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Tiziana Magnacca, il Sindaco di Pescara, Carlo MasciMichele Russo, titolare della società Mirus che organizza l’evento e la direttrice di Confimi Industria Abruzzo, Alessandra Relmi.

Nel corso della presentazione dell’Abruzzo Economy Summit, il presidente Marsilio ha tracciato il quadro economico regionale, evidenziando il cambio di passo dell’Abruzzo negli ultimi anni.

Abruzzo Economy Summit: cambio di passo della regione

“L’Abruzzo si presenta a questo importante appuntamento con dati economici estremamente confortanti e in forte crescita. Dal 2019 ad oggi la nostra regione ha registrato un incremento del PIL dell’8,1%, – ha rimarcato il Presidente – un risultato che testimonia la straordinaria vitalità del nostro tessuto produttivo e la bontà delle politiche di sviluppo messe in campo. Siamo di fronte a un Abruzzo non più marginale, ma capace di correre più velocemente di molte altre realtà e di fare da traino per il Mezzogiorno e per l’intero Paese. I dati sull’occupazione, in particolare quella femminile, i record registrati nel settore turistico e la crescita del traffico aeroportuale – ha aggiunto – dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta. L’Abruzzo Economy Summit non è soltanto una vetrina di successi, ma un momento strategico per analizzare le dinamiche globali, confrontarci con i principali player nazionali e internazionali e definire le linee guida per le sfide future, dall’intelligenza artificiale alla transizione energetica e infrastrutturale.”

L’Assessore alle Attività Produttive, Tiziana Magnacca, dal canto suo, nell’ambito dell’Abruzzo Economy Summit ha parlato di “importante iniziativa della Giunta Marsilio che mette al centro dell’economia italiana la nostra regione, permettendole di uscire un po’ da quell’isolamento, ma anche dalla irrilevanza politica a cui, per tanti anni, è stata relegata. Si tratta di un evento che ci permette di fare il punto sull’economia italiana, che ci consente di valorizzare ed evidenziare gli indicatori economici abruzzesi che sono al momento tutti positivi, anzi in qualche caso sono addirittura migliori degli indici economici nazionali. Cito un dato su tutti: quello della disoccupazione che supera di quasi due punti il miglioramento della disoccupazione italiana”.

A Pescara all’Abruzzo Economy Summit saranno presenti interlocutori e protagonisti della scena economica e politica nazionale e internazionale. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi della vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, del vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani, e del vicepresidente del Comitato esecutivo del Gruppo Parlamentare Nazionale Ucraino, Oleksandr Korniienko.

L’intelligenza artificiale non sarà solo materia di dibattito, ma anche presenza concreta: tra gli ospiti più attesi dell’edizione 2026 ci sarà infatti RoBee, il robot umanoide cognitivo realizzato da un’azienda italiana leader nell’applicazione della robotica cognitiva nei settori dell’industria, della sanità e della logistica. Sul palco dell’Aurum interverrà anche Fabio Puglia, Fondatore e Presidente di Oversonic Robotics, per approfondire l’impatto dell’IA e dell’innovazione sulla competitività del sistema Paese.

Il programma dell’Abruzzo Economy Summit prevede, per la giornata di giovedì 24, dopo i saluti istituzionali, l’apertura dei lavori, alle ore 10:15, da parte dell’assessore Tiziana Magnacca. A seguire il Direttore Svimez Luca Bianchi e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud, Luigi Sbarra. Poi, un focus sugli scenari internazionali con il vicepresidente parlamentare ucraino Oleksandr Korniienko e il Senatore Pier Ferdinando Casini. Nel pomeriggio, approfondimento sul settore energetico e sul nucleare con i vertici di Enel, Edison, Renexia e rappresentanti del MASE.

Uno degli appuntamenti clou di venerdì 25, sarà, invece, la tavola rotonda su logistica e trasporti con i vertici di ITA Airways, SDA – Poste Italiane e Strada dei Parchi. Spazio alla geopolitica con l’analista Dario Fabbri e all’intervento istituzionale del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Chiusura dedicata alle nuove tecnologie con la dimostrazione dal vivo di RoBee e l’intervento di Fabio Puglia. A chiudere entrambe le giornate sarà il presidente della Regione, Marco Marsilio. 

L’Abruzzo Economy Summitsi prepara dunque a rappresentare un appuntamento centrale per il confronto sul futuro economico della regione e sulle trasformazioni che stanno interessando il sistema produttivo nazionale. Per due giornate, l’Aurum di Pescara diventerà un luogo di dialogo tra istituzioni, imprese, esperti e protagonisti della scena economica italiana e internazionale, con l’obiettivo di analizzare le opportunità ma anche le criticità di una fase caratterizzata da profondi cambiamenti.

Dalla crescita del PIL alle infrastrutture, dalla transizione energetica alla geopolitica, fino all’intelligenza artificiale e alla robotica, il programma punta a mettere in relazione le dinamiche globali con le esigenze concrete dei territori. Particolare attenzione sarà riservata alla capacità dell’Abruzzo di consolidare il proprio ruolo nel panorama economico italiano, valorizzando i risultati raggiunti e individuando nuove prospettive di sviluppo.

La presenza di rappresentanti delle istituzioni, manager e autorevoli esperti conferma inoltre la dimensione nazionale dell’iniziativa. L’Abruzzo Economy Summitnon sarà quindi soltanto un momento di analisi, ma un’occasione per costruire relazioni, condividere idee e delineare strategie capaci di accompagnare imprese e comunità verso le sfide dei prossimi anni. Un confronto che, da Pescara, punta a proiettare l’Abruzzo sempre più al centro del dibattito economico e istituzionale.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Abruzzo

Chieti, la scuola di danza Round Up celebra due anni di attività

Chieti, la scuola di danza Round Up celebra due anni di attività: al via la stagione 2026/27 con una masterclass di Veronica Peparini e Francesca Cecchini. ​La direttrice Erika Morelli annuncia l’apertura del nuovo anno accademico e la nuova partnership strategica con la Bozzy Bro Dance Fit Academy di Vasto

​CHIETI – Due anni all’insegna di rigore tecnico, passione ed esperienza sul palcoscenico: lascuola di danzaRound Up, diretta da Erika Morelli, festeggia il suo secondo anniversario inaugurando ufficialmente la stagione formativa 2026/2027 con un appuntamento di richiamo nazionale. Per l’occasione, la sede teatina ospiterà una masterclass intensiva guidata da due figure di riferimento del panorama coreutico italiano: Veronica Peparini, coreografa di fama internazionale e celebre volto televisivo (Amici di Maria De Filippi); ​Francesca Cecchini, danzatrice di primo piano nel panorama teatrale e televisivo nazionale.

La Round Up di Chieti si espande

​L’evento non rappresenta soltanto una celebrazione del lavoro svolto dalla fondazione della scuola, ma segna l’avvio di una fase di espansione per il centro studi. La nuova stagione consolida il legame con la sede partner di Roma e inaugura la collaborazione con la Bozzy Bro Dance Fit Academy di Vasto, attiva a partire dal 13 settembre 2026. L’obiettivo dell’operazione è strutturare un percorso formativo continuo capace di connettere la Capitale alla costa adriatica, garantendo agli allievi abruzzesi l’accesso a standard didattici d’eccellenza.

“Questi primi due anni a Chieti sono soltanto l’inizio di un percorso più ampio”, ha dichiarato la direttrice artistica Erika Morelli. “Celebrare il nostro anniversario ospitando docenti del calibro di Veronica Peparini e Francesca Cecchini riflette la visione con cui abbiamo fondato Round Up: offrire ai giovani talenti del territorio opportunità formative concrete e di livello professionale per puntare sempre più in alto”.

​La masterclass prevede un numero contingentato di accessi per garantire la massima qualità didattica e il rispetto dei corretti criteri di studio in sala.

La nuova stagione dellaRound Up Danza a Chietisi apre dunque con un programma che guarda con decisione alla crescita artistica e professionale dei suoi allievi. Il secondo anniversario diventa l’occasione per rilanciare una proposta formativa costruita sulla qualità dell’insegnamento, sulla disciplina e sulla possibilità di confrontarsi direttamente con professionisti di alto livello.

La presenza diVeronica Peparini e Francesca Cecchinirappresenta un’importante opportunità per gli studenti, chiamati a vivere un’esperienza intensiva che può arricchire il loro bagaglio tecnico e offrire nuovi stimoli sul piano creativo. La masterclass assume così un significato che va oltre la semplice celebrazione dell’anniversario, diventando il punto di partenza della nuova stagione 2026/27.

A questo percorso si aggiunge la partnership con laBozzy Bro Dance Fit Academy di Vasto, che amplia la rete di collaborazioni della scuola e rafforza il progetto di collegare realtà formative abruzzesi con esperienze e professionalità provenienti anche dalla Capitale.

PerChieti, la crescita di Round Up rappresenta inoltre un’occasione per consolidare l’offerta dedicata alla danza e ai giovani talenti del territorio. L’obiettivo della direttrice Erika Morelli è chiaro: costruire un ambiente in cui passione e preparazione possano trasformarsi in concrete opportunità di crescita artistica e professionale.

​Dettagli e Iscrizioni

​Evento: Masterclass Anniversario Stagione 2026/27
​Sede: Round Up Danza – Chieti
​Modalità di partecipazione: Posti limitati soggetti a prenotazione
Contatti segreteria: 3517019401

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Abruzzo

Femminicidi, i sindaci italiani raccolgono l’appello del papà di Lorena: “Mai bandiera bianca”

Femminicidi, i sindaci italiani raccolgono l’appello del papà di Lorena: “Mai bandiera bianca”– Di fronte alla violenza contro le donne la politica deve trovare una voce comune. È questo il senso dell’appello raccolto dai sindaci italianidopo le parole diFranco Isceri, padre diLorena Isceri, la donna uccisa dall’ex compagno a Barberino del Mugello. Un appello arrivato nel momento più doloroso, ma capace di trasformarsi in una richiesta precisa alle istituzioni: restare unite, investire nella prevenzione e nell’educazione e rafforzare la rete di protezione per le donne.

A raccogliere pubblicamente le parole di Franco Isceri sonoVittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata ANCI alle Pari opportunità, edEnrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e presidente della Commissione Pari opportunità dell’ANCI. I due amministratori hanno ribadito che, davanti ai femminicidi e alla violenza di genere, non possono esistere divisioni politiche.

La politica trovi una voce sola”, è il messaggio che emerge dall’appello del padre di Lorena e dalla risposta dei rappresentanti dell’ANCI. Una posizione che punta a riportare il tema della violenza contro le donne al centro di un impegno istituzionale quotidiano.

Femminicidi, l’appello del padre di Lorena

La vicenda di Lorena Isceri ha riacceso il dibattito sulla necessità di intervenire prima che la violenza si trasformi in una tragedia. Il padre Franco, nonostante il dolore per la perdita della figlia, ha chiesto alla politica di superare le contrapposizioni e di lavorare insieme.

Il suo appello riguarda soprattutto due fronti:l’educazione dei giovani e il rafforzamento della rete di protezione. Due strumenti considerati fondamentali per affrontare il fenomeno dei femminicidi non soltanto quando il dramma si è già consumato, ma soprattutto nella fase della prevenzione.

Ferdinandi e Di Giuseppantonio hanno sottolineato proprio questo aspetto, definendo le parole di Franco un richiamo alla responsabilità. L’obiettivo, spiegano, deve essere quello di non voltarsi dall’altra parte, di non lasciare sole le donne e di costruire comunità capaci di riconoscere i segnali della violenza.

La risposta dei sindaci italiani ai femminicidi parte dunque dal territorio, dal luogo in cui le istituzioni sono più vicine ai cittadini e possono intercettare situazioni di difficoltà, disagio e vulnerabilità.

Il ruolo dei Comuni nella prevenzione della violenza sulle donne

IComunirappresentano infatti uno dei principali presidi istituzionali nella prevenzione della violenza di genere. Sindaci e amministratori locali sono chiamati a lavorare attraverso servizi sociali, ascolto, sostegno, iniziative culturali e progetti educativi.

“Prima che la violenza diventi tragedia”, è il principio alla base dell’impegno richiamato dai rappresentanti dell’ANCI. Prevenire significa quindi intervenire sulla cultura delle relazioni, promuovere il rispetto e aiutare soprattutto le nuove generazioni a riconoscere comportamenti violenti, possessivi e discriminatori.

Il contrasto ai femminicidi non può essere affidato esclusivamente alla risposta giudiziaria dopo un delitto. Occorre una rete che coinvolga istituzioni, scuola, servizi sociali, centri antiviolenza, famiglie e comunità locali.

In questo quadro, l’educazione assume un ruolo centrale. Parlare ai giovani di rispetto, consenso, libertà e parità significa agire sulle radici culturali della violenza e contribuire alla costruzione di relazioni più sane.

“Mai bandiera bianca”, la campagna nazionale dell’ANCI

L’appello dei sindaci si inserisce nella campagna nazionale“Contro la violenza sulle donne – Mai bandiera bianca”, promossa dall’ANCI insieme al Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.

La campagna è stata pensata come un impegno permanente dei Comuni contro la violenza sulle donne. Il simbolo scelto è proprio una bandiera da esporre negli spazi pubblici: un segno di presenza istituzionale e, soprattutto, della volontà di non arrendersi di fronte alla violenza.

L’iniziativa punta inoltre a coinvolgere le scuole, le piazze, gli spazi comunali e le comunità locali, con un’attenzione particolare ai giovani e alla diffusione del messaggio anche attraverso i canali digitali.

Secondo quanto riportato dall’ANCI,l’86,9% dei Comuni capoluogo realizza progetti di prevenzione nelle scuole. Un dato che testimonia come, in molte realtà italiane, il contrasto alla violenza sia già diventato parte delle politiche locali.

La campagna, dunque, non vuole essere soltanto una comunicazione simbolica, ma uno strumento per rafforzare un’azione culturale capillare contro i femminicidi.

Vittoria Ferdinandi ed Enrico Di Giuseppantonio: “Nessun passo indietro”

Per Vittoria Ferdinandi ed Enrico Di Giuseppantonio, la risposta all’appello di Franco Isceri deve tradursi in un impegno concreto. I sindaci italiani, sostengono, devono essere presenti ogni giorno nei territori e contribuire a costruire una rete capace di sostenere le donne prima che le situazioni di violenza arrivino a un punto di non ritorno.

Il messaggio è quindi rivolto all’intero Paese: davanti ai femminicidi non devono prevalere le appartenenze politiche, ma una responsabilità condivisa.

“Restiamo uniti, non lasciamo sola nessuna donna, non giriamo lo sguardo davanti alla violenza”, è il senso della posizione espressa dai due rappresentanti dell’ANCI.

La richiesta di Franco Isceri diventa così un richiamo collettivo. Il dolore per la morte di Lorena non può essere confinato alla cronaca di un singolo femminicidio, ma deve trasformarsi in una spinta verso politiche più incisive di prevenzione, ascolto e protezione.

Femminicidi, la prevenzione come responsabilità quotidiana

Il contrasto aifemminicidirichiede un impegno che non può limitarsi alle giornate dedicate alla sensibilizzazione. La violenza contro le donne è una questione sociale che coinvolge istituzioni e cittadini durante tutto l’anno.

Per questo “Mai bandiera bianca” assume il significato di una scelta precisa: non arretrare, non considerare inevitabile la violenza, non lasciare sole le vittime e intervenire sui fattori culturali che possono alimentare comportamenti di controllo e sopraffazione.

Il messaggio lanciato dai sindaci italiani dopo l’appello di Franco Isceri è dunque quello di una responsabilità comune.Prevenzione, educazione, ascolto e protezionedevono procedere insieme.

Per Lorena, per suo padre Franco e per tutte le donne vittime di violenza, l’obiettivo indicato dall’ANCI è chiaro: nessun passo indietro.Mai bandiera bianca.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

ItaliaLazio

Crollo solaio Roma, paura in via Cola di Rienzo: quattro persone salvate dalle macerie

Crollo solaio Roma, paura in via Cola di Rienzo: quattro persone salvate dalle maceriePaura questa mattinanel cuore della Capitale per ilcrollo di un solaio a Roma, avvenuto in via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati. Il cedimento ha interessato una palazzina in fase di ristrutturazione e, secondo le prime informazioni disponibili, ha coinvolto anche un esercizio commerciale situato all’interno dell’edificio. Quattro persone, due dipendenti del negozio e due clienti, sono state soccorse e portate in salvo. Fortunatamente, le loro condizioni risultano buone e non sarebbero state riportate ferite gravi.

L’allarme è scattato nella mattinata di oggi, lunedì 7 settembre, in una delle strade commerciali più conosciute della zona di Prati. Il cedimento ha fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi, con l’arrivo dei Vigili del Fuoco, del personale sanitario del 118 e delle forze dell’ordine.

Crollo solaio Roma, quattro persone estratte dalle macerie

La situazione è apparsa subito delicata a causa del cedimento improvviso della struttura. All’interno del negozio si trovavano quattro persone: due lavoratori e due clienti. I soccorritori sono riusciti a raggiungerle e a portarle fuori dall’area interessata dal crollo.

Le quattro persone sono state successivamente controllate dal personale sanitario intervenuto sul posto. Le prime informazioni riferiscono che stanno bene e che non avrebbero riportato conseguenze fisiche rilevanti.

Il bilancio, almeno per quanto riguarda le persone coinvolte, è quindi fortunatamente meno grave di quanto si potesse temere nelle prime fasi dell’emergenza.

Il lavoro dei soccorritori, tuttavia, non si è concluso con il salvataggio dei quattro occupanti. I Vigili del Fuoco hanno infatti continuato a operare all’interno e nelle immediate vicinanze dell’edificio per verificare che nessun’altra persona fosse rimasta coinvolta.

Vigili del Fuoco al lavoro in via Cola di Rienzo

Sul luogo delcrollo del solaio a Romasono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco, con mezzi specializzati per le operazioni di ricerca e messa in sicurezza. Le attività hanno coinvolto anche i nuclei USAR, specializzati nella ricerca e nel soccorso in scenari caratterizzati da crolli e dissesti strutturali, oltre alle unità cinofile.

La presenza delle squadre specializzate è stata necessaria per poter verificare in maniera approfondita l’area interessata dal cedimento e stabilire con certezza che non vi fossero altre persone sotto le macerie.

L’area è stata inoltre interessata dalle attività delle forze dell’ordine e del personale sanitario. La zona è stata messa in sicurezza per consentire ai soccorritori di lavorare senza ulteriori rischi.

Palazzina in ristrutturazione, verifiche sulle cause

Uno degli aspetti al centro degli accertamenti riguarda le cause del cedimento. La palazzina interessata dal crollo era infattiin fase di ristrutturazione.

Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento sarebbe avvenuto durante lavori eseguiti nella struttura, ma al momento non è possibile stabilire con certezza se vi sia una relazione diretta tra gli interventi di ristrutturazione e il crollo. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica e individuare le eventuali cause tecniche del cedimento.

È quindi prematuro formulare conclusioni sulle responsabilità o sulle ragioni che hanno determinato il collasso del solaio. Saranno le verifiche tecniche e gli eventuali successivi accertamenti investigativi a fornire un quadro più preciso.

Verifiche strutturali sull’edificio

Parallelamente alle operazioni di ricerca, sono state avviate leverifiche strutturalidell’edificio. Si tratta di un passaggio fondamentale dopo un crollo, soprattutto in presenza di una palazzina interessata da lavori di ristrutturazione.

I tecnici e i Vigili del Fuoco devono infatti stabilire quali siano le condizioni della struttura e se vi siano ulteriori elementi che possano presentare situazioni di rischio. L’obiettivo prioritario è garantire la sicurezza delle persone e degli operatori impegnati nelle operazioni.

Le verifiche serviranno anche a comprendere l’estensione dei danni provocati dal cedimento e a valutare le condizioni delle parti dell’edificio non direttamente interessate dal crollo.

Al momento, le informazioni disponibili confermano chenon risultano altre persone coinvolte, ma i Vigili del Fuoco hanno proseguito le ricerche proprio per avere la certezza che nessuno sia rimasto sotto le macerie.

Paura tra negozi e passanti nel quartiere Prati

Il cedimento si è verificato in una delle zone commerciali più frequentate di Roma. Via Cola di Rienzo rappresenta infatti una delle principali arterie dello shopping del quartiere Prati, a poca distanza da piazza Risorgimento.

Il crollo ha inevitabilmente attirato l’attenzione di residenti, commercianti e passanti, mentre nell’area venivano avviate le operazioni di soccorso e messa in sicurezza. La presenza di un’attività commerciale all’interno dell’edificio ha reso particolarmente delicata la prima fase dell’intervento, proprio per la possibilità che all’interno potessero trovarsi clienti e lavoratori.

La situazione è stata fortunatamente gestita dai soccorritori con il salvataggio delle quattro persone presenti nel negozio.

Indagini in corso sul crollo a Roma

Sulcrollo del solaio a Romasono ora in corso ulteriori accertamenti. La Polizia di Stato sta effettuando le verifiche di propria competenza mentre gli approfondimenti dovranno consentire di ricostruire con precisione quanto accaduto. Anche la Procura della Repubblica di Roma è stata informata del cedimento.

Il punto centrale resta al momento quello di comprendere perché una parte della struttura abbia ceduto e se il crollo possa essere collegato ai lavori di ristrutturazione in corso nell’edificio. Ogni valutazione dovrà comunque essere preceduta dagli accertamenti tecnici necessari.

La priorità, nelle prossime ore, rimane la sicurezza dell’area e la conclusione delle verifiche da parte dei Vigili del Fuoco. Il fatto che le quattro persone presenti nel negozio siano state tratte in salvo e risultino in buone condizioni rappresenta l’aspetto più positivo di una mattinata che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Ilcrollo del solaio a Roma, in via Cola di Rienzo, resta dunque al centro degli accertamenti, mentre proseguono le operazioni per escludere definitivamente la presenza di altre persone coinvolte e per verificare le condizioni strutturali della palazzina.

Foto diAngelo GiordanodaPixabayimmagine generica

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Italia

Caro spesa, tecnologia e nuovi consumi: come sta cambiando la GDO

Caro spesa, tecnologia e nuovi consumi: come sta cambiando la GDO– Gli italiani spendono di più, ma comprano meno. A maggio 2026 levendite alimentarisono cresciute del 2% in valore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre i volumi sono diminuiti dello 0,4%. Un mese prima il divario era stato ancora più marcato: +0,6% a valore e -2,2% a volume.

È dentro questa forbice che si gioca una delle partite più importanti per il futuro della GDO. Perché mentre inflazione e potere d’acquisto continuano a condizionare le scelte delle famiglie, in giro per il mondo il supermercato sta cambiando funzione: non è più soltanto il luogo nel quale acquistare prodotti, ma diventa piattaforma di servizi, ristorante, hub logistico, brand, community e, in alcuni casi, persino un servizio al quale abbonarsi.

GDO e consumi italiani

La domanda, allora, non riguarda soltanto il futuro della GDO: riguarda i consumi italiani. Può l’innovazione della distribuzione contribuire a riportare i consumatori nei negozi, aumentare la frequenza d’acquisto e intercettare nuova domanda?

È quanto emerge dall’osservatorio Retail Hub, tech company del settore retail punto di riferimento in Italia in quanto angolo di osservazione e analisi privilegiato in tema di innovazione e nuovi trend. Attraverso i suoi Innovation Tour internazionali, accompagna aziende e retailer nei mercati più innovativi per osservare direttamente format, tecnologie e modelli di business, capire cosa funziona e valutare quali soluzioni possano essere reinterpretate nel contesto italiano.

E il confronto racconta un’Italia che non è necessariamente ferma, ma che su alcuni fronti procede con velocità molto differenti rispetto ai mercati internazionali. Negli Stati Uniti membership, private label, customer experience e smart cart stanno modificando la relazione economica tra insegna e consumatore; in Francia circa il 15% delle vendite della GDO passa dall’e-commerce e l’80% dell’online è sviluppato attraverso il drive; in Cina l’integrazione tra negozio, delivery e piattaforme digitali arriva a condizionare la progettazione stessa dei punti vendita.

Tre modelli differenti di GDO che pongono però la stessa domanda alla distribuzione italiana: continuare a vendere prodotti o iniziare a vendere soprattutto convenienza, tempo, servizio ed esperienza?

«La domanda non è cosa possiamo copiare dall’estero, ma cosa quello che vediamo all’estero ci sta dicendo sull’evoluzione del consumatore italiano – spiega Stefano Motta, Chief Operating Officer di Retail Hub – Alcuni modelli sono lontanissimi dal nostro mercato, altri stanno già arrivando. Il punto è riuscire a distinguere le mode dai cambiamenti strutturali».

USA, DAL SUPERMERCATO AL BRAND: VINCE CHI HA UN’IDENTITÀ FORTE

La prima grande differenza nella GDO rispetto all’Italia riguarda la struttura stessa del mercato. Il grocery statunitense è molto più frammentato per canali: generalisti, members club, discount, farmers market, specialty retailer, online, farmacie e dollar store convivono intercettando occasioni di consumo differenti.  La California rende questa polarizzazione particolarmente evidente. Si passa dai circa 15.000 mq di un Walmart Supercenter ai 6.000 mq di Whole Foods fino ai circa 1.200 mq di Trader Joe’s, con format radicalmente differenti per target, assortimento e missione d’acquisto.  In un mercato storicamente abituato a grandi superfici e assortimenti enormi, emerge contemporaneamente il valore opposto: la semplicità. Format più compatti, meno referenze, facilità di orientamento e possibilità di completare rapidamente la spesa diventano elementi competitivi.

È una riflessione particolarmente interessante anche per la GDO italiana: in una fase di pressione sul potere d’acquisto, convenienza non significa necessariamente soltanto prezzo più basso, ma anche riduzione della complessità e capacità di far percepire immediatamente il valore dell’offerta.

IL FRESCO DIVENTA SPETTACOLO. E IL SUPERMERCATO DIVENTA RISTORANTE

Se l’e-commerce compete sulla comodità, il negozio fisico deve offrire qualcosa che uno schermo non può restituire. Da qui la crescente “teatralizzazione del fresco”. In California insegne come Nugget Markets e Bristol Farms trasformano l’esposizione di frutta e verdura in una componente scenografica dello store: visual merchandising, colori e abbondanza percepita diventano strumenti attraverso cui comunicare qualità.  Parallelamente nella GDO sfuma il confine tra supermercato e ristorante. Negli Stati Uniti insegne come Wegmans e Whole Foods ampliano il ready-to-eat con piatti caldi, zuppe, insalate personalizzabili e spazi per il consumo.  È probabilmente uno dei trend internazionali con maggiori possibilità di sviluppo anche in Italia, perché intercetta un cambiamento che va ben oltre il retail: il consumatore acquista sempre meno soltanto ingredienti e sempre più soluzioni capaci di fargli risparmiare tempo.

«Durante la settimana molte persone non vogliono più pensare alla ricetta, acquistare tutti gli ingredienti e cucinare – osserva Motta – Per questo il supermercato non vende più soltanto prodotti: vende sempre di più la soluzione al pasto».

DAL SUPERMERCATO AL BRAND: PRIVATE LABEL E MEMBERSHIP CAMBIANO IL VALORE DEL CLIENTE

Negli Stati Uniti nella GDO cambia anche la relazione economica tra consumatore e insegna. Trader Joe’s arriva a costruire oltre il 90% dell’assortimento attraverso marche private, facendo della private label non semplicemente un’alternativa conveniente al brand industriale, ma uno degli elementi centrali della propria identità.

Ancora più significativo nelle GDO è il fenomeno delle membership a pagamento. Il modello più noto è Costco, ma in California anche il premium retailer Erewhon propone un club digitale da 200 dollari l’anno, associando all’iscrizione sconti e servizi.  Per il retailer il vantaggio non è soltanto la fidelizzazione: significa costruire ricavi ricorrenti e maggiormente prevedibili, aumentando contemporaneamente l’incentivo del consumatore a concentrare gli acquisti presso l’insegna alla quale ha scelto di aderire. «In Italia abbiamo visto alcune sperimentazioni, ma siamo ancora lontani dal modello americano – sottolinea Motta – La membership è ancora sottovalutata e credo che diventerà sempre più importante, perché modifica profondamente il rapporto tra retailer e cliente».

FRANCIA, LO SPECCHIO PIÙ VICINO ALL’ITALIA: L’80% DELL’E-COMMERCE PASSA DAL DRIVE

Se gli Stati Uniti rappresentano il laboratorio dei modelli di business della GDO e la Cina quello dell’integrazione digitale estrema, la Francia offre forse il confronto economicamente più interessante per l’Italia, perché racconta l’evoluzione di un grande mercato europeo. Cinque gruppi concentrano quasi l’80% del grocery francese e, dal 2024, oltre 1.000 punti vendita hanno cambiato insegna, in una fase di forte consolidamento.  Ma soprattutto, circa il 15% delle vendite della GDO passa attraverso l’e-commerce e l’80% dell’online viene sviluppato tramite drive, con la spesa ordinata digitalmente e successivamente ritirata dal consumatore.

Non è tecnologia spettacolare: è innovazione diventata infrastruttura, perché riduce il tempo dedicato alla spesa e contemporaneamente consente al retailer di integrare negozio fisico e digitale. Anche il sistema cooperativo francese offre uno spunto interessante: supera il 50% del mercato e combina la forza della centrale con l’autonomia degli imprenditori locali, permettendo di adattare assortimenti e iniziative alle esigenze dei singoli territori.

CINA, UN ALTRO PIANETA: QUANDO SUPERMERCATO, E-COMMERCE E LOGISTICA DIVENTANO UNA COSA SOLA

La Cina rappresenta invece il modello più distante dall’Italia per quanto riguarda la GDO e, proprio per questo, uno dei laboratori più interessanti. A Shanghai convenience store come 7-Eleven e FamilyMart assumono la funzione di veri e propri “ristoranti di quartiere”, fortemente orientati al food-to-go e al consumo immediato.  La spesa online lavora su raggi di circa 3 km e consegne sotto i 30 minuti, mentre il layout del supermercato viene progettato anche per l’in-store picking e la consegna affidata a piattaforme di logistica istantanea.  Checkout, super-app, QR code e pagamenti biometrici rendono il confine tra negozio e piattaforma digitale sempre più sottile.

«La Cina non ci dice necessariamente come sarà il supermercato italiano tra cinque anni – precisa Motta –. Ci mostra però fino a che punto può arrivare l’integrazione tra retail, tecnologia e logistica quando il comportamento del consumatore la rende economicamente sostenibile».

SMART CART E AUTONOMOUS STORE: DALL’EFFETTO WOW ALLA PRODUTTIVITÀ

Anche il rapporto con la tecnologia sta cambiando nella GDO. Dopo anni di sperimentazioni, i retailer internazionali sono diventati molto più selettivi. «Oggi ci si chiede prima di tutto se una tecnologia porti un beneficio al cliente, quanto sia complessa da integrare e quanto costi – spiega Motta – Non c’è più la stessa corsa a sperimentare semplicemente perché qualcosa è nuovo».

È un passaggio importante anche dal punto di vista economico: innovazione significa sempre più produttività, efficienza e ritorno sull’investimento. Tra le soluzioni che stanno crescendo nella GDO ci sono gli smart cart, capaci di identificare i prodotti attraverso scansione, pesatura e, nei sistemi più evoluti, computer vision. Accanto alle tecnologie visibili al consumatore cresce soprattutto tutto ciò che avviene dietro le quinte: gestione degli stock, magazzino, preparazione degli ordini e automazione dei processi.  Anche gli autonomous store stanno vivendo una seconda fase: non necessariamente grandi supermercati senza casse, ma micro-store automatizzati in aeroporti, università, aziende, stazioni e hotel, dove l’automazione può rendere economicamente sostenibile un servizio che non giustificherebbe la presenza continuativa di personale.

 PIÙ TECNOLOGIA, MA LE PERSONE TORNANO CENTRALI

Ed emerge un apparente paradosso: più aumenta la tecnologia, più la qualità delle persone può diventare un elemento distintivo. In California Trader Joe’s seleziona personale predisposto alla relazione, mentre Sprouts investe sulla formazione trasformando alcuni dipendenti in veri consulenti.  Per la GDO italiana significa che la ricerca di produttività non passa necessariamente dalla semplice sostituzione del lavoro con la tecnologia: può significare anche spostare il lavoro verso attività a maggior valore, nelle quali competenza e relazione diventano parte dell’esperienza offerta dal retailer.

LA SFIDA ITALIANA: NON COPIARE, MA CAPIRE PRIMA COME CAMBIERANNO I CONSUMI

Stati Uniti, Francia e Cina raccontano dunque tre modelli profondamente differenti di GDO. Gli USA mostrano quanto il supermercato possa diventare brand, community e piattaforma di servizi. La Francia racconta un modello europeo basato su omnicanalità, territorio, specializzazione e drive. La Cina mostra fin dove può spingersi l’integrazione tra commercio, digitale e logistica.

Ma alcune direttrici sono comuni: semplificare, far risparmiare tempo, offrire soluzioni oltre ai prodotti, integrare fisico e digitale e utilizzare la tecnologia soltanto quando genera valore.

Ed è qui che il confronto internazionale torna all’economia italiana. In un mercato nel quale la crescita della spesa alimentare in valore non si traduce automaticamente in crescita dei volumi, la sfida della GDO non sarà soltanto convincere gli italiani a comprare di più. Sarà soprattutto intercettare meglio ciò per cui sono disposti a spendere, aumentando il valore del servizio e costruendo nuovi modelli di relazione.

«L’Italia non deve rincorrere quello che vede all’estero – conclude Motta – Deve però osservare attentamente quello che sta succedendo. Perché dietro smart cart, membership, drive o food-to-go non ci sono semplicemente nuove tecnologie o nuovi format: ci sono nuovi comportamenti. Ed è su quelli che la GDO italiana dovrà costruire il proprio futuro».

A proposito di Retail Hub…

Retail Hub è una tech company fondata nel 2020, diventata in pochissimi anni l’advisory per tutte le aziende che cercano innovazione in ogni settore del retail, grazie a una piattaforma proprietaria che permette di automatizzare tanta di questa innovazione dialogando con l’AI, e che vanta ad oggi circa 5000 start up, ognuna di esse un’eccellenza dal grande potenziale. Retail Hub ha portato in Italia il primo autonomus store e la sua mission si espande con la House of Innovation, uno spazio unico sul territorio, grande hub dell’innovazione basato a Milano. Fondata da Massimo Volpe, Retail Hub si distingue per il suo focus internazionale e il costante scouting di soluzioni tecnologiche. Volpe, con una ventennale esperienza nel settore, è stato il primo italiano a far parte della National Retail Federation (NRF) e nel 2023 è stato inserito nella classifica “Top Retail Influencers” di Rethink Retail. Retail Hub organizza inoltre eventi e programmi di formazione come il Leadership in Retail, l’Innovation Club, e i Retail Innovation Tour, che offrono alle aziende l’opportunità di esplorare le ultime tendenze globali del settore retail.

La Notizia.net è un quotidiano di informazione libera, imparziale ed indipendente che la nostra Redazione realizza senza condizionamenti di alcun tipo perché editore della testata è l’Associazione culturale “La Nuova Italia”, che opera senza fini di lucro con l’unico obiettivo della promozione della nostra Nazione, sostenuta dall’attenzione con cui ci seguono i nostri affezionati lettori, che ringraziamo di cuore per la loro vicinanza. La Notizia.net è il giornale online con notizie di attualità, cronaca, politica, bellezza, salute, cultura e sport. Il direttore responsabile della testata giornalistica è Lucia Mosca, con direttore editoriale Franco Leggeri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net