Autore: Redazione

Lazio

TAXI-NCC, Ivano Fascianelli (ANAR):”Roma è diventata la Capitale dell’abusivismo. Il Comune ha abbandonato il settore”

Roma Capitale- Ivano Fascianelli, responsabile di ANAR :«Quanto accaduto nei giorni scorsi durante la protesta degli operatori NCC davanti alla sede romana di Uber è la fotografia più fedele del caos che ormai regna nel trasporto pubblico non di linea». Lo dichiara Ivano Fascianelli, responsabile di ANAR – Associazione Nazionale Autonoleggiatori Riuniti.



«Nel corso della manifestazione alcuni operatori hanno effettuato una richiesta “civetta” attraverso la piattaforma per verificare chi rispondesse alla chiamata. A presentarsi è stata una vettura privata, condotta da un cittadino straniero, priva dei titoli necessari per svolgere il servizio pubblico. Un episodio gravissimo che, se confermato, dimostrerebbe come l’illegalità abbia ormai trovato terreno fertile nel settore.»

«Al netto delle responsabilità della multinazionale Uber, che opera secondo logiche esclusivamente commerciali, la responsabilità politica ricade su chi avrebbe dovuto vigilare e far rispettare le regole. Roma Capitale ha progressivamente rinunciato a esercitare qualsiasi forma di controllo, consentendo che il trasporto pubblico non di linea diventasse una terra di nessuno.»

«Da anni denunciamo l’assenza di verifiche efficaci, il mancato contrasto all’abusivismo e l’inosservanza delle norme che disciplinano l’attività degli NCC, comprese quelle relative agli operatori provenienti da altre province e regioni. Nel frattempo continuano ad accumularsi sentenze, segnalazioni e denunce, senza che l’Amministrazione modifichi la propria linea.»

«L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè continua a rimanere immobile mentre il settore viene travolto dall’illegalità. La sua idea di “libero mercato” si è trasformata in un vero e proprio assalto alla diligenza, dove a dettare le regole non è più la legge ma un algoritmo. Questo non è innovazione, né concorrenza: è la negazione del servizio pubblico.»

«ANAR chiede l’immediata apertura di un’indagine sull’episodio segnalato, controlli straordinari sulle piattaforme digitali e su tutti gli operatori che vi operano, oltre all’applicazione rigorosa delle norme vigenti. Chi svolge il servizio nel rispetto delle regole non può continuare a essere penalizzato da chi opera nell’illegalità.»

«Le leggi esistono e devono valere per tutti. Se Roma continua a chiudere gli occhi, l’abusivismo diventerà la normalità e a pagare saranno gli operatori onesti e i cittadini.»

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La voce di tuttiLazio

Roma Municipio XIII-Quaderni della Campagna Romana -Aratura  con Trattore FIAT 140 semina grano uso Zootecnico

Roma Municipio XIII-Castel di Guido -Quaderni della Campagna Romana-Fotoreportage di Franco Leggeri – Preparazione del terreno per la semina del grano per uso Zootecnico- Lavorazione eseguita con un Trattore FIAT 140 sei cilindri  che traina un erpice  a disco frangizolle

La Semina

La semina della “granonella” nella Campagna Romana avviene in autunno, ma la preparazione del terreno comincia un po’di tempo prima.

La prima lavorazione  è quella dell’aratura del campo dove vengono smossi piccoli canali di terra chiamati solchi. In seguito, utilizzando l’erpice il terreno viene spianato e le zolle di terra formatesi con l’aratura vengono sminuzzate e frantumate. L’operazione di semina viene fatta con la seminatrice, con la quale l’agricoltore depone i semi nei solchi precedentemente preparati, ricoprendoli poi con altra terra. Arrivato a maturazione, il grano viene raccolto con l’ausilio della mietitrebbia, il cui compito è quello di dividere i chicchi dagli steli della pianta, che vengono eliminati.

Avvicendamento del frumento

A partire dai primi anni dopo la seconda guerra mondiale la tecnica di coltivazione del frumento ha subito profonde trasformazioni grazie all’avanzamento della ricerca scientifica. Il miglioramento genetico, l’utilizzo di fertilizzanti (diserbanti, insetticidi e fungicidi) e il miglioramento dei mezzi agricoli hanno consentito lo sviluppo di varietà più produttive. Ma la sfida non si ferma, l’obbiettivo è quello di migliorare e trovare metodi di coltivazione e protezione delle piante, nell’ottica del risparmio energetico e della riduzione dell’impatto ambientale, non trascurando gli aspetti qualitativi e di salubrità dei prodotti.
Gli aspetti agronomici fondamentali che regolano la coltivazione del frumento, riguardano l’avvicendamento, la preparazione del terreno di semina, l’uso dei fertilizzanti per la difesa dai parassiti e dalle infestanti.
Gli antichi egizi furono tra i primi a capire che seminare sempre la stessa coltura con il tempo avrebbe provocato una “stanchezza del terreno”. Nel corso della storia si comprese che la rotazione delle culture fosse fondamentale per una resa ottimale della terra. Nell’Inghilterra della metà del ‘700 individuarono in modo scientifico come la rotazione quadriennale di determinate culture come rapa-orzo-trifoglio pratense-frumento) aumentassero il rapporto produttivo del frumento grazie all’azoto organico rilasciato nel terreno dal trifoglio pratense, specie appartenente alla famiglia delle leguminose.
Con l’avvicendamento del frumento, così come di qualsiasi altra specie erbacea, generalmente si ottengono produzioni maggiori e di migliore qualità.


Relativamente alla scelta delle colture da impiantare prima del grano, anche in Italia sono stati condotti numerosi esperimenti i cui risultati hanno consentito di definire da “rinnovo” la barbabietola da zucchero, la patata, il tabacco, il mais, il pomodoro e il girasole e “miglioratrici” il favino, l’erba medica, la fava, il pisello e la veccia. Il frumento ha mostrato la sua attitudine a sfruttare la fertilità che le leguminose lasciano nel suolo e la capacità che tale famiglia di piante ha nell’ostacolare la nascita e la crescita delle infestanti, anche se l’uso di concimi e le lavorazioni del terreno sono fondamentali.
Per quanto riguarda l’avvicendamento del grano con altri cereali, le esperienze condotte su mais e sorgo hanno evidenziato un effetto abbastanza favorevole sulla produttività del frumento, ma non della stessa entità raggiungibile con la semina di una coltura non cerealicola. Anche se il ringrano provoca effetti depressivi sulle rese di granella, nelle nostre regioni meridionali e insulari, spesso viene riseminato perché altre colture non trovano condizioni ambientali ed economiche tali da consentirne una conveniente coltivazione.
Nelle zone aride o semi-aride, risulta utile la tradizionale strategia di far precedere il frumento dal maggese.
Dopo il maggese, infatti, il cereale trova il terreno con una carica inferiore d’infestanti, una migliore disponibilità di elementi nutritivi derivanti dalla mineralizzazione della sostanza organica e una maggiore riserva di acqua, condizione che, nei climi aridi e semi-aridi, è adatta a rendere produttiva la coltivazione del grano nell’anno successivo.


Per quanto riguarda le problematiche legate all’avvicendamento, le specie da seminare prima del frumento devono essere selezionate anche in funzione dell’epoca di raccolta, poiché questa può limitare il tempo necessario per la preparazione del letto di semina del frumento. Infatti, nelle zone caratterizzate da un clima con frequenti piogge a fine estate o inizio autunno e in presenza di terreni argillosi, le colture estive con raccolta a fine stagione come il tabacco, il mais, il sorgo da granella, il riso e il girasole, possono rendere difficile la preparazione del terreno per la semina del frumento, a causa del compattamento del suolo bagnato in seguito al passaggio delle macchine di trebbiatura.

Lavorazione del terreno

Per poter procedere alla semina del frumento generalmente il terreno deve essere sottoposto a opportune lavorazioni, ma da circa vent’anni però, è possibile eseguire anche la semina su “sodo”, cioè senza lavorare il terreno, grazie all’utilizzo della seminatrice. Le lavorazioni del terreno servono, essenzialmente, a fare in modo che il seme venga accolto e messo in condizioni innanzitutto di germogliare bene, quindi di fuoriuscire dal suolo e permettere l’ottimale sviluppo della piantina. Una volta che il terreno ospita al meglio il seme, deve essere anche abbastanza poroso da trattenere l’acqua e nello stesso tempo consentire  un’ottimale presenza e circolazione di gas quali ossigeno e anidride carbonica. La lavorazione del terreno varia per tipo, epoca e profondità, in base a diversi fattori, che possono essere la coltura precedente, le condizioni pedologiche e climatiche, generalmente si uniformano in base agli obiettivi economici e la qualità della granella. Ad ogni modo la scelta della lavorazione del terreno e della profondità, varia sempre in base alle necessità, che di solito coincidono con l’interramento dei fertilizzanti, dei residui colturali e con gli eventuali miglioramenti delle condizioni del terreno lasciate dalle colture precedenti.


Le lavorazioni si distinguono essenzialmente in principali e secondarie. L’aratura è la lavorazione principale e la più diffusa ancora oggi, di solito avviene in estate a una profondità di 20 e 25 cm in Italia settentrionale e centrale, mentre nel meridione oscilla tra 25 e 30 cm. In alcuni comprensori, allo scopo di correggere la struttura del terreno per favorire la regimazione idrica e l’aerazione del suolo, viene effettuata la lavorazione a due strati; in altre parole, si realizza prima una ripuntatura profonda 50-60 cm, utilizzando un ripuntatore, successivamente si ara a 25-30 cm. Le due operazioni possono essere eseguite contemporaneamente qualora si disponga di un “araripuntatore”.

All’aratura seguono lavorazioni complementari come la “frangizzollatura”, l’erpicatura e la fresatura, che sono praticate con lo scopo di ottenere un letto di semina non zolloso, ben livellato, in cui il seme possa trovare le condizioni ottimali per germogliare e crescere al meglio. In alcune zone, si preferisce praticare arare in modo superficiale, a una profondità tra 10 e 15 cm, creando uno strato minimo adatto comunque alla nascita delle cariossidi e alla crescita delle piantine.


La semina su terreno sodo, accennata in precedenza, è molto diffusa grazie all’uso delle seminatrici che hanno dato buoni risultati in terreni non lavorati, specialmente in quelli dove era stata fatta una buona lavorazione per la coltura precedente. Questo sistema è adatto alle semine su terreni difficili, anche per colture raccolte tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, anche in condizioni di piogge frequenti. Questa semina è sicuramente più economica, perché non è eseguita nessuna lavorazione precedente del terreno, ma non è sempre consigliabile, soprattutto nel caso sia stato seminato precedentemente mais o sorgo. Infatti per il frumento seminato potrebbe rischiare una trasmissione di fusariosi, responsabili della contaminazione da micotossine nella granella. Inoltre, nel caso si scelga la semina su terreno non lavorato, è necessario predisporre la “pulizia del letto di semina” eliminando le piante infestanti nate dopo la raccolta della coltura precedente, con un trattamento diserbante.

Fonte Coltura & Cultura-Quaderni della Campagna Romana –

Roma- Municipio XIII-Castel di Guido-11 ottobre 2022–Fotoreportage di Franco Leggeri – Preparazione del terreno per la semina del GRANO per uso Zootecnico- Lavorazione eseguita con un Trattore FIAT 140 sei cilindri  che traina un erpice  a disco frangizolle –Il terreno è sito in zona Castel di Guido-

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Sport in Pillole

Cicloturismo in Abruzzo, le date di luglio per la pedalata di luna piena

Cicloturismo in Abruzzo, le date di luglio per la pedalata di luna piena con Borracce di poesia.
Prosegue l’evento speciale della Pedalata di luna piena, due nuove date: mercoledì 29 luglio percorso urbano tra Pescara e Francavilla al Mare e venerdì 31 luglio lungo la Costa dei Trabocchi.
Entrambi i momenti sono accompagnati da soste per raccontare peculiarità e caratteristiche del territorio, con, inoltre la lettura di poesie dedicate alla luna

Info: https://fb.me/e/7SxbMspre


Con l’estate torna l’appuntamento della Pedalata di luna piena con Borracce di poesia, prima realtà ad aver pensato e realizzato un evento dedicato alla bici al chiaro di luna. Ecco dunque le date di luglio: mercoledì 29 luglio percorso urbano tra Pescara e Francavilla al Mare e venerdì 31 luglio lungo la Costa dei Trabocchi.

Un’occasione unica per pedalare, di sera, prima lungo il sistema ciclabile fra Pescara e Francavilla al Mare – con incluso il Pescara bike tour, giro esclusivo in città ideato proprio da Borracce di poesia – e poi lungo la Via Verde della Costa dei Trabocchi. La pedalata del 29 luglio parte dal centro della città di Pescara, quella del 31 dalla Marina di Torino di Sangro.

Entrambi i momenti sono accompagnati da soste per raccontare peculiarità e caratteristiche del territorio, con, inoltre la lettura di poesie dedicate alla luna, caratteristica unica di questi tour: momenti unici, dunque, all’andata seguendo il tramonto e, al ritorno, la luce della luna. Sempre con e-bike.

Il tutto a cura di Borracce di poesia, Asd affiliata Endas Abruzzo. Un progetto di Alessandro Ricci, giornalista, autore di guide dedicate alla scoperta dell’Abruzzo in bicicletta e Accompagnatore cicloturistico con qualifica professionale riconosciuta dalla Regione Abruzzo.  I due tour sono sempre su ciclabile e ciclopedonale in sede propria: il giro Pescara – Francavilla al Mare – Pescara è di 25 chilometri, sempre andata e ritorno, quello sulla Costa dei Trabocchi è di 40 chilometri andata e ritorno. 


Diverse formule per la partecipazione, con prenotazione obbligatoria. Borracce di poesia fornisce e-bike, casco e garantisce copertura assicurativa, con inoltre la possibilità di partecipare anche con bici propria.

Info
https://fb.me/e/7SxbMspre
https://borraccedipoesia.it/

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Abruzzo

Liste d’attesa in Abruzzo. Pepe, Mariani e Cavallari: “Negato il diritto alla cura”

Liste d’attesa in Abruzzo. Pepe, Mariani e Cavallari: “Negato il diritto alla cura” – I Consiglieri regionali d’opposizione Dino Pepe, Sandro Mariani e Giovanni Cavallari, commentando con toni di forte preoccupazione i dati sulle liste d’attesa relativi al primo semestre 2026 pubblicati dall’Agenas (L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), scrivono: “L’Abruzzo arretra in modo drastico su visite e diagnosi. La favola delle agende aperte fino al 2030 non è una soluzione organizzativa, ma un’offesa ai cittadini costretti a rinunciare alle cure.”

Il quadro tracciato dal più recente bollettino dell’Agenas non lascia spazio ad alcuna interpretazione di comodo: la sanità abruzzese versa in una condizione di piena sofferenza e continua a perdere terreno rispetto agli standard nazionali, segnando un netto peggioramento persino rispetto ai dati già critici del primo semestre 2025.

A parlare chiaro sono i numeri ufficiali dell’agenzia ministeriale, che posizionano l’Abruzzo nel gruppo di testa delle regioni con le peggiori performance nell’erogazione dei servizi sanitari essenziali:

Esami diagnostici: a fronte di una media nazionale dell’84,6% di rispetto dei tempi massimi di garanzia, l’Abruzzo crolla ad un drammatico 65,3%.

Prime visite specialistiche: mentre la media nazionale si attesta al 78,5%, il sistema sanitario regionale abruzzese si ferma a un deludente 73,5%.

“I numeri ufficiali smontano impietosamente la propaganda della maggioranza” – dichiarano congiuntamente Pepe, Mariani e Cavallari –. “Le scelte programmatiche e gestionali della Giunta Marsilio hanno portato all’abbandono sistematico di tutti quei pazienti che necessitano di visite di controllo o di esami differibili. Le prestazioni programmate (Classe P) versano ormai in uno stato di blocco, condannando i cittadini ad attese indefinite e del tutto ingiustificabili per monitorare patologie già diagnosticate.”

I tre consiglieri pongono poi un accento critico su quello che definiscono il vero e proprio “paradosso delle agende aperte fino al 2030”, una prassi amministrativa finita al centro del dibattito regionale.

“Spacciare l’apertura delle prenotazioni con orizzonte a 5 anni come un’operazione di trasparenza o di efficienza è un insulto all’intelligenza degli abruzzesi” – incalzano gli esponenti dell’opposizione –. “Consentire a un cittadino di prenotare una visita di controllo per il 2030 non significa garantire il diritto alla salute, ma soltanto nascondere la polvere sotto il tappeto. Formalmente la prestazione non risulta rifiutata dai sistemi informatici, evitando così sanzioni o rilievi, ma nei fatti la risposta sanitaria viene totalmente negata nei tempi utili alla prevenzione.”

Secondo l’analisi dei consiglieri, questo corto circuito organizzativo sta producendo un impatto devastante sulla tenuta sociale del territorio, costringendo i cittadini a due sole soluzioni:

1- Ricorso al privato: chi dispone delle risorse economiche necessarie viene spinto a rivolgersi alla sanità privata a pagamento per ottenere tempi diagnostici accettabili.

2- Rinuncia alle cure: chi si trova in condizioni di fragilità economica finisce per rinunciare del tutto alla prevenzione e ai trattamenti”.

È urgente e indifferibile un cambio di rotta radicale nella gestione delle risorse e nella programmazione” – concludono Dino Pepe, Sandro Mariani e Giovanni Cavallari – , “prima che il diritto alla salute in Abruzzo cessi di essere un principio costituzionale garantito a tutti e diventi definitivamente un privilegio riservato a pochi.”

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AbruzzoArte, Cultura e Spettacoli

Valentina Di Ludovico presenta “Asimmetrie dei giorni pari” a Montesilvano

Valentina Di Ludovico presenta “Asimmetrie dei giorni pari” a Montesilvano – L’autrice teramana Valentina Di Ludovico si prepara ad incontrare il pubblico per la presentazione del suo romanzo Asimmetrie dei giorni pari, edito da Bertoni nella collana Schegge. L’appuntamento è per domenica 26 luglio 2026 alle ore 17:30 presso la Libreria Giunti al Punto, situata al secondo piano del Centro Commerciale Porto Allegro in Via A. D’Andrea 1 a Montesilvano (Pe).

Il volume affronta con grande sensibilità il tema della salute mentale, raccontando la storia di Marta, una donna la cui vita, segnata da disturbi ossessivo-compulsivi e rigidamente scandita da rituali, viene stravolta dall’incontro con il giovane poeta Enzo. L’autrice, forte della sua professione quotidiana come tecnico della riabilitazione psichiatrica, unisce competenza e narrazione nel suo libro.

Asimmetrie dei giorni pari ha ottenuto importanti riconoscimenti nel panorama letterario nazionale arrivando, tra i diversi premi, finalista al prestigioso Premio Nabokov, oltre ad essere stato scelto come finalista al premio Parole a braccio.

Dialoga con l’autrice Manuela Costantini; l’evento è gratuito.

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Abruzzo

Maltempo nel Teramano, Mariani: “Vicinanza ai cittadini e ai territori colpiti”

Maltempo nel Teramano, Mariani: “Vicinanza ai cittadini e ai territori colpiti. Sosterrò la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale” – Il consigliere regionale Sandro Mariani esprime la propria vicinanza alle comunità, alle famiglie, alle imprese e agli amministratori dei Comuni della provincia di Teramo duramente colpiti dalla violenta ondata di maltempo che, nel pomeriggio di ieri, ha interessato il territorio. Ingenti i danni ad abitazioni, attività produttive, aziende agricole, veicoli e infrastrutture pubbliche.

Si è trattato di un evento meteorologico di eccezionale intensità che, in meno di mezz’ora, ha messo in ginocchio numerosi centri della nostra provincia, lasciando dietro di sé una scia di devastazione e una situazione che richiede risposte concrete. Sono rimasto fortemente colpito dalle immagini e dai video che, sin dalle prime ore, hanno invaso i social e i siti di informazione: a tutti i cittadini colpiti desidero esprimere la mia piena solidarietà e vicinanza” dichiara il consigliere del Partito Democratico.

Mariani annuncia sin d’ora il proprio impegno istituzionale a sostegno delle richieste che i Comuni presenteranno alla Regione Abruzzo per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. “La Regione dovrà attivarsi immediatamente e lavorare in stretta sinergia con il Governo affinché tale riconoscimento arrivi, come già accaduto in passato per altri territori, consentendo l’attivazione degli strumenti necessari a sostenere cittadini, imprese e amministrazioni locali. In particolare, l’Agenzia Regionale di Protezione Civile dovrà essere al fianco dei comuni per supportarli in questa prima, delicata fase di ricognizione dei danni”.

In quest’ottica, il Consigliere regionale invita i comuni interessati a completare nel più breve tempo possibile la ricognizione dei danni al patrimonio pubblico e privato, e i cittadini a documentare accuratamente i danneggiamenti subiti, conservando fotografie, preventivi, fatture e ogni altra documentazione utile. “Una ricognizione puntuale è il primo passo indispensabile per quantificare l’entità dei danni, perimetrare il territorio colpito e chiedere il riconoscimento dello stato di calamità, così da ristorare, nei limiti previsti dalla normativa, le spese sostenute da cittadini, imprese ed enti locali. In questo momento è fondamentale che tutte le istituzioni operino con senso di responsabilità e nella massima collaborazione, affinché nessun territorio resti solo”.

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Marche

Marta Ruggeri (M5S): “Eolico e transizione energetica: servono regole certe”

Marta Ruggeri (M5S): “Eolico e transizione energetica: servono regole certe, non lo scaricabarile della destra” –  «I progetti eolici che continuano a spuntare come funghi sui nostri crinali appenninici non sono una fatalità, ma il risultato diretto del caos normativo creato dal centrodestra, sia a Roma che qui ad Ancona. E’ sconfortante vedere l’attuale maggioranza puntare continuamente il dito altrove, rifiutandosi di ammettere i propri macroscopici errori e i ritardi che hanno generato un’incertezza legislativa senza precedenti. La realtà, che come M5S avevamo già denunciato pubblicamente durante l’incontro a Mercatello, è inequivocabile ed è scritta negli atti.

Il Governo ha impiegato quasi due anni, rispetto al Decreto legislativo di partenza (il 199/2021) per emanare il Decreto sulle “Aree Idonee” del giugno 2024. Invece di pianificare la transizione con direttive certe, ha preferito il gioco dello scaricabarile, riversando tutto il peso sulle Regioni. Questo colpevole vuoto legislativo ha di fatto steso il tappeto rosso a una possibile pioggia di progetti sui nostri monti.
Il risultato è un cortocircuito istituzionale disastroso. Lo dimostra la recente sentenza del TAR del Lazio del maggio 2025, che ha annullato norme carenti ricordando un principio basilare: è lo Stato a dover garantire un quadro omogeneo, evitando di creare un “Far West” normativo. I tentativi successivi di metterci una pezza, come il ricorso d’urgenza al DL 175/2025, si sono dimostrati del tutto insufficienti: le maglie restano troppo larghe e il continuo deposito di mega-impianti, come l’ultimo tra Piandimeleto e Lunano, ne è la prova schiacciante.

A questo disastro nazionale si somma la gravissima inerzia della Giunta regionale delle Marche. La legge imponeva di mappare il territorio con precisione: se oggi si può presentare un progetto invasivo nel Montefeltro, è perché la nostra Regione è imperdonabilmente in ritardo nella pianificazione. Rilasciare pareri contrari senza aver prima blindato i nostri crinali con un piano territoriale rigoroso, è un atto puramente formale che lascia i Comuni completamente disarmati.

Per noi del MoVimento 5 Stelle la transizione ecologica è una priorità assoluta, ma non permetteremo che avvenga in modo selvaggio. Alla Giunta marchigiana e al Governo chiediamo di smetterla con le dichiarazioni di facciata postume. Si assumano le loro responsabilità politiche e garantiscano finalmente regole chiare, inequivocabili e realmente tutelanti per il nostro Appennino».

Marta Ruggeri – Consigliera regionale M5S

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Marche

Vertenza Electrolux, Regione chiede garanzie per Cerreto d’Esi

Vertenza Electrolux, Regione chiede garanzie per Cerreto d’Esi – “È fondamentale che tutti e cinque gli stabilimenti vengano mantenuti e garantiti. Ho chiesto chiarezza sul sito di Cerreto”. Con queste parole l’assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli, commenta l’esito del tavolo convocato ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Electrolux.

L’assessore ha ricordato come il confronto sia partito da tre presupposti condivisi: la necessità di superare l’attuale piano industriale attraverso una sua profonda revisione, lo stop a qualsiasi atto unilaterale – dai licenziamenti collettivi agli spostamenti delle produzioni – e l’apertura di un confronto per individuare soluzioni in grado di garantire la continuità produttiva e occupazionale.

Nel corso dell’incontro Consoli ha richiamato l’attenzione sul trasferimento in Polonia di alcuni codici di produzione che, secondo l’azienda, sarebbe avvenuto per prove tecniche. “Questo non va bene perché non rispecchia il quadro regolatorio indicato dal ministro, che aveva chiesto di individuare soluzioni diverse”.

La Regione ha quindi ribadito la necessità di fare piena chiarezza sul futuro dello stabilimento di Cerreto d’Esi: “Mentre per gli altri si parla di innovazione, competitività e nuovi mercati, per Cerreto non sono ancora emerse soluzioni concrete”. Nel corso del tavolo, infatti, per il sito marchigiano l’azienda ha illustrato interventi di efficientamento e riduzione dei costi, senza indicare nuovi sviluppi industriali.

Una situazione che, secondo Consoli, presenta elementi di contraddizione. “Da un lato l’amministratore delegato rassicura sulla continuità produttiva e sul mantenimento dei livelli occupazionali, dall’altro continua a sostenere che i costi di produzione sono troppo alti”. Per questo l’assessore ha chiesto che il sito marchigiano venga posto al centro del confronto.

Consoli ha quindi evidenziato che il Governo ha confermato la disponibilità ad affrontare la crisi anche a livello europeo, ma ha ribadito che la responsabilità di individuare una soluzione resta in capo a Electrolux. Qualora dovessero emergere nuovi soggetti industriali o soluzioni alternative per garantire la continuità aziendale, la Regione chiede di conoscere tempi, modalità e garanzie previste per i lavoratori.

Nel corso dell’incontro il ministro Adolfo Urso ha ribadito la richiesta all’azienda di rivedere l’attuale piano industriale, proseguendo il confronto con le parti sociali e le istituzioni. Il tavolo è stato aggiornato ai primi di ottobre, dopo il passaggio del ministro in sede europea sul futuro del comparto degli elettrodomestici.

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Marche

Sant’Elpidio a Mare, incendio distrugge palazzina disabitata: evacuati senzatetto

Sant’Elpidio a Mare, incendio nella notte distrugge una palazzina disabitata: evacuati alcuni senzatetto – Un vasto incendio ha interessato nella notte una palazzina disabitata di tre piani a Sant’Elpidio a Mare, rendendo necessario un imponente intervento dei Vigili del fuoco e l’evacuazione di alcune persone senza fissa dimora che avevano trovato riparo all’interno dell’edificio.

L’allarme è scattato poco prima delle 2:00, quando le fiamme hanno avvolto completamente lo stabile. Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del fuoco con due autobotti, un’autoscala e il personale di supporto proveniente dal distaccamento di Civitanova Marche.

I pompieri hanno lavorato per domare il rogo e impedire che le fiamme si propagassero ad altri edifici, provvedendo successivamente alla verifica della stabilità della struttura. Durante le operazioni sono state evacuate alcune persone senza fissa dimora presenti all’interno dell’immobile, che fortunatamente sono riuscite a mettersi in salvo.

Sul luogo dell’incendio sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato e il personale sanitario, che ha prestato assistenza alle persone coinvolte.

Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause che hanno originato il rogo e per verificare l’agibilità dell’edificio dopo i gravi danni riportati dall’incendio. Al momento non si segnalano feriti gravi.

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Marche

Maltempo nelle Marche, quasi 300 interventi dei Vigili del fuoco

Maltempo nelle Marche, quasi 300 interventi dei Vigili del fuoco: rinforzi da Roma per l’emergenza – Prosegue senza sosta il lavoro dei Vigili del fuoco nelle Marche per fronteggiare i danni provocati dall’ondata di maltempo che nelle ultime ore ha colpito l’intero territorio regionale. Il bilancio è in costante aggiornamento e, al momento, sono circa 300 gli interventi effettuati per far fronte alle numerose richieste di soccorso.

Le operazioni hanno riguardato principalmente la rimozione di alberi e rami caduti, gli allagamenti e la messa in sicurezza di aree e strutture danneggiate dal forte vento, che ha creato disagi in diverse province.

Per sostenere l’intensa attività delle squadre marchigiane è stato inviato un modulo operativo del Comando dei Vigili del fuoco di Roma, impiegato per rafforzare il dispositivo di soccorso e velocizzare gli interventi ancora in attesa.

Nella fascia oraria compresa tra le 20 di ieri sera e le 7 di questa mattina, i Vigili del fuoco hanno effettuato complessivamente 136 interventi, così suddivisi:

  • Ascoli Piceno: 38 interventi;
  • Ancona: 33;
  • Pesaro Urbino: 22;
  • Fermo: 22;
  • Macerata: 21.

Le province maggiormente colpite risultano dunque Ascoli Piceno e Ancona, dove il maltempo ha provocato numerose criticità legate soprattutto alla caduta di alberi e ai danni causati dalle forti raffiche di vento.

L’emergenza, tuttavia, non può ancora dirsi conclusa. Le squadre dei Vigili del fuoco restano operative su tutto il territorio regionale per evadere le richieste di soccorso ancora in coda e ripristinare, dove possibile, le condizioni di sicurezza.

Le autorità invitano i cittadini alla massima prudenza, evitando di sostare in prossimità di alberature, strutture instabili e aree interessate dalle operazioni di messa in sicurezza fino al completo superamento dell’emergenza.

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Marche

L’ultimo Cavaliere Solitario del Castello di Pitino: il ricordo di Pacifico Fattobene

L’ultimo Cavaliere Solitario del Castello di Pitino: il ricordo di Pacifico Fattobene, storico custode del maniero settempedano, testimone della memoria del territorio e cugino di Renato Zero

di Maurizio Verdenelli

In cima a quella rampa di gradini che immette nel suo ormai ex alloggio nel perimetro dell’ex pub (al piano terra ancora al loro posto tutte le attrezzature) c’era su un cavalletto la foto dell’orgoglio di famiglia. “Renato Fiacchini alias Renato Zero, mio cugino, e’ figlio del fratello di mia madre. Ci fu un tempo addirittura in cui Renato voleva restaurare lui il castello, poi non se ne fece piu’ nulla. Peccato!” mi spiego’ un giorno il quasi novantenne Pacifico Fattobene; fino a qualche tempo fa l’Ultimo Cavaliere Solitario del Castello di Pitino. Fino a quando cioe’ sopraffatto da eta’ e conseguenti acciacchi, Pacifico pur riottosamente e finalmente accetto’ la ricorrente proposta dei familiari di trasferirsi alla rsa di San Severino Marche.

Pacifico Fattobene (in primo piano) in Biblioteca a San Severino per la presentazione di ‘Mattei forever’

A farmi incontrare con lui l’amico Luciano Carletti, insegnante in pensione, musicista e leader del gruppo ‘I cantastorie passitreiesi’. E lo ricordo pure quando il Castello, riaperto a nuova vita qualche settimana fa, venne gioiosamente ‘invaso’ dagli spettatori di una tappa felice di RisorgiMarche by Neri Marcore’. Si tratto’ di una giornata felice pure per Pacifico che Carletti aveva conosciuto alla festa degli 80 anni del cardinale Edoardo Menichelli a Berta. “Un amico, anzi un compagno di corso era don Edo: in seminario siamo entrati insieme! Lui aveva una frusta arborea, una ‘guissa’ che agitava. Chissa’ perche’…e c’era pure don Giuseppe Branchesi” mi ricordo’ Fattobene. Che poi mi concesse una lunga intervista tv, parlandomi di Enrico Mattei e dunque di Resistenza e dei suoi capi :in quei monti.la lotta per la Liberazione ebbe il suo principale campo di battaglia.

L’inaugurazione del Castello restaurato

E non solo. Pacifico ha indagato da scrittore investigatore della storia pure sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi. Lo ricordo con la precisa fisionomia di un testimone che appunto per questo suo privilegio di eta’ e posizionamento sul territorio (con vista dal Castello i secoli dal 13esimo in poi…un amen)  non si faceva suggestionare dai manuali ufficiali. Gentilissimo ni dono’ alcune delle ultime bottiglie di birra ‘vestite’ sul ruolo millenaristico di Pitino Castle. Di cui Pacifico e’ stato -in opposizione al nome- l’ultimo pugnace Difensore.

Il Castello di Pitino

Mi sarebbe piaciuto vederlo -non dico nella folla delle autorita’- tuttavia e solo a capo del ‘drappello’ dei residenti della frazione di Pitino che hanno ufficialmente mostrato la propria gratitudine alla sindaco Rosa Piermattei e al sen. Guido Castelli (commissario post sisma) per la ‘restitutio’ del monumento identitario alla comunita’ sulla quale s’allunga l’ombra secolare del Castello.

Il mio personale grazie a Pacifico Fattobene lo resi il 13 maggio 2024 quando venne eccezionalnente ad assistere (by Fabrizio Grandinetti, presente l’cassessora Vanna Bianconi) in Biblioteca a San Severino, sold out, alla presentazione del ‘mio’ Mattei forever: l’Uomo che vedeva il futuro. E di cui lui Pacifico conosceva tutti gli spostamenti e pure i rifugi tra Gaglianvecchio e l’Infinito che da quelle alture settempedane pure si scorge.

Foto di copertina: Pacifico Fattobene e il giornalista Maurizio Verdenelli (in mano il libro autobiografico di Luciano Carletti)

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Abruzzo

Ad Ortona il Festival del dubbio IV edizione

Ad Ortona il Festival del dubbio IV edizione. Venerdì 24 e Sabato 25 Luglio 2026 ore 21:00, Piazza del Teatro Francesco Paolo Tosti

Torna ad Ortona (Chieti) il Festival del dubbio alla sua quarta edizione nelle serate di Venerdì 24 e Sabato 25 Luglio alle ore 21:00 nella piazza del teatro Francesco Paolo Tosti. L’evento è organizzato da Edizioni Menabò-D’Abruzzo presiedute da Gaetano Basti e da Associazione Romano Canosa per gli Studi Storici presieduta da Isabella Colonnello, con il patrocinio del Comune di Ortona.

Con il “Festival del dubbio” la città di Ortona, già custode della Basilica dedicata a San Tommaso Apostolo, il più antico e noto “dubbioso”, sceglie il dubbio come pensiero necessario che precede ogni forma di progresso della conoscenza. Nelle prime tre edizioni il Festival si è interrogato sulla fede, sull’intelligenza artificiale e sui cambiamenti climatici, in questa quarta edizione mette al centro del dibattito il tema più divisivo degli ultimi tempi il mondo degli adolescenti nelle sue fragilità e nelle sue risorse e i nuovi approcci con cui la famiglia, gli insegnanti e i ragazzi possono attraversare questo viaggio in tempi così complessi e luoghi inesplorati fino ad oggi.

La sera di Venerdì 24 Luglio, si terrà l’incontro “Fragilità e ribellione nella Generazione Z” condotto da  Graziamaria Dragani, autrice radio-televisiva per la Rai e per Radio24 che dialogherà con Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva, tra gli studiosi più autorevoli sul tema, autore di decine di pubblicazioni a riguardo tra cui “Il ritorno dello  tsunami” De Agostini, con cui verrà approfondito il rapporto tra giovani e adulti, l’impatto dei social e del digitale sui comportamenti e sul rendimento cognitivo dei ragazzi e quali sono gli strumenti per arginarli; con Nicole Rossi, attrice, scrittrice, influencer, protagonista del programma Il Collegio e di Pechino Expressvoce della Generazione Z che ne racconta le istanze e gli stereotipi con profondità e senza retorica, si darà spazio a una protagonista del dibattito, indagando la difficoltà di crescere in un mondo in cui il corpo e l’immagine sui social sembrano avere più valore del reale e quanto conti coltivare un pensiero originale al di fuori del branco invisibile della rete; con Matteo Bussola, scrittore e fumettista, autore di best seller tra cui “La neve in fondo al mare” o l’ultimo “Il sole nelle pozzanghere” Einaudi Stile Libero, tutti dedicati all’universo dei ragazzi, si racconteranno i loro desideri, i problemi psicologici che affrontano in un mondo che spesso non ne accetta i fallimenti.

La sera di sabato 25 luglio si terrà l’incontro “Il dubbio può trasformarci?”  condotto da Walter Vannini criminologo che prenderà le mosse dal romanzo Se fioriscono le spine di Glauco Giostra (Edizioni Menabò, Ortona, 2025), che l’autore presenterà al pubblico. Dal racconto narrativo si svilupperà un dialogo a più voci dedicato al tema della trasformazione, interrogandosi sul ruolo che il dubbio può avere nei percorsi di crescita personale, nelle relazioni e nella ricerca di senso. Attraverso registri espressivi differenti – la finzione letteraria, la voce del teatro, la riflessione filosofica e morale – l’incontro offrirà al pubblico prospettive diverse su una domanda tanto antica quanto attuale: il dubbio può diventare un’opportunità di cambiamento?

Se ne discuterà con Glauco Giostra, autore del romanzo e Professore emerito all’Università La Sapienza; Fabio Zulli, regista e attore; Vanessa Korn, drammaturga e attrice; Sebastiano Nardone, regista e attore che reciterà un sermone di Don Paolo Alliata, Vicario della Parrocchia della SS. Incoronata di Milano e scrittore. La serata offrirà un’occasione di confronto e riflessione aperta a tutti, nella quale letteratura, teatro e pensiero dialogheranno per esplorare il valore del dubbio come possibile motore di trasformazione umana.

Il Festival del Dubbio è sponsorizzato da: Riflessi, Setra, Civitarese viaggi, San Tommaso specialità alimentari, Nikita, Essedielle, Al Vecchio Teatro. Quest’anno media partner sarà la testata online Abruzzo daily.

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Arte, Cultura e SpettacoliMondo

“Nova Gorica/Gorizia, Capitale europea della cultura”

“Nova Gorica/Gorizia, Capitale europea della cultura”: il senso di un confine europeo, a 50 anni da Helsinki

di Pietro Antonini

A prima vista una capitale della cultura ha poco a che fare con la diplomazia. Ma quando la capitale è doppia e si trova a cavallo di un confine, il legame diventa evidente. Con GO! 2025, per la prima volta nella storia del riconoscimento due città di due Stati membri dell’Unione Europea, Nova Gorica in Slovenia e Gorizia in Italia, sono state congiuntamente proclamate Capitale Europea della Cultura. Il volume curato da Daniele Verga per l’Editoriale Scientifica, quattordicesimo titolo della collana “Memorie e studi diplomatici” diretta da Stefano Baldi, raccoglie gli atti della Conferenza che il 23 ottobre 2025 ha voluto leggere questo evento alla luce di un anniversario tutt’altro che casuale: i cinquant’anni dall’Atto Finale di Helsinki, firmato il 1° agosto 1975. Pubblicato in separate edizioni italiana e slovena, il libro nasce dalla collaborazione fra l’ASSDIPLAR e il Club degli ex Ambasciatori sloveni, con l’Università di Trieste – Polo di Gorizia.

Da Helsinki a Osimo: l’anno dei diplomatici

Nel 1975 due trattati hanno segnato la storia del confine orientale italiano, e di conseguenza delle relazioni tra Gorizia e Nova Gorica. Ad agosto, a Helsinki, trentacinque Stati dei due blocchi firmarono l’Atto Finale della CSCE; a novembre, a Osimo, Italia e Jugoslavia chiusero definitivamente la questione del confine orientale, prima applicazione pratica dello spirito di Helsinki. O quantomeno, come ricordano nel volume gli storici Raoul Pupo e Georg Meyr con opportuno rigore, del clima che quello spirito aveva reso possibile. In entrambi i casi, i protagonisti furono i diplomatici, che seppero trasformare una proposta sovietica pensata per congelare lo status quo in un processo che avrebbe finito per scongelarlo. I contributi di Francesco Bascone, Božo Cerar, Andrej Grasselli e degli altri ambasciatori italiani e sloveni ricostruiscono questa doppia vicenda con la competenza di chi il mestiere lo ha esercitato.

Ma il libro non è un esercizio di memoria. Perché l’Atto di Helsinki aveva un’architettura che parla direttamente al presente: i suoi “cesti” legavano per la prima volta, in un unico documento firmato da Est e Ovest, la sicurezza e l’inviolabilità delle frontiere al rispetto dei diritti umani e alla libera circolazione delle persone e delle idee. È la relazione, indicata con chiarezza in più contributi, tra diritti umani, libertà di attraversamento dei confini, democrazia e pace: quattro principi che la storia successiva, dalla nascita dei movimenti dissidenti alla caduta del Muro, ha dimostrato inseparabili.

Il confine messo al centro

La scelta più originale del volume, e della Conferenza da cui nasce, è però un’altra: mettere il confine al centro. Non come tema tecnico da delegare ai cartografi, né come argomento secondario del discorso politico, ma come luogo generatore di incontri, di valori e potenzialmente di ricchezza (la zona franca transfrontaliera immaginata a Osimo, i valichi aperti, l’Interreg di oggi) e quindi come materia prima della costruzione del dialogo. I contributi di Moreno Zago e Jania Hojnik sulla cooperazione transfrontaliera, e le testimonianze degli ambasciatori Spinetti, Benko, Kirn, Varvesi e dello stesso Verga, raccontano come queste terre, un tempo divise dalla cortina di ferro, siano passate da luogo di scontro a laboratorio di convivenza.

In questo senso è emblematico avere una capitale della cultura a cavallo di un confine. Lo slogan scelto per GO! 2025, borderless, non significa che il confine sia stato abolito: significa che è stato trasformato da barriera in punto di incontro. Gorizia e Nova Gorica sono così diventate il simbolo di un insieme di valori e di pratiche tra Stati, come il rispetto della sovranità, l’inviolabilità delle frontiere, la tutela delle minoranze e la soluzione pacifica delle controversie. Valori che oggi, e il libro non lo nasconde, vengono rimesse in discussione con una gravità che non si vedeva da decenni.

Che Europa vogliamo costruire?

Il volume non ha paura di affrontare anche i dilemmi a cui, oggi, l’Atto Finale di Helsinki pone di fronte. L’aggressione russa all’Ucraina ha colpito esattamente i principi scolpiti nel 1975; l’OSCE, l’organizzazione nata da quel processo, versa oggi in una grave crisi, paralizzata e marginalizzata dalle nuove logiche di potenza. Si pone quindi la domanda di come riprendere l’eredità di Helsinki: rivitalizzare l’esistente o attendere una nuova conferenza paneuropea? E soprattutto: se i diplomatici sono stati fondamentali per Helsinki e per Osimo, che cosa possono fare oggi? Il libro non offre risposte facili, ma indica un metodo, basato sul mantenere vivo il dialogo anche negli scenari più complessi.

Confrontarsi con l’Atto Finale di Helsinki, insomma, spinge a chiedersi che tipo di Europa vogliamo costruire: un’Europa chiusa e difensiva, che si limita a reagire, o un’Europa capace di tornare attore politico e forza di equilibrio. La risposta, suggerisce il volume, è già scritta sul confine dell’Isonzo. Come ha detto il Presidente Mattarella, Gorizia e Nova Gorica sono una “sintesi del passato e augurio per il futuro”: il luogo dove l’Europa può leggere insieme ciò che è stata capace di superare e ciò che deve ancora saper difendere. Il libro (disponibile gratuitamente anche in versione digitale) merita di essere letto proprio così: non come la cronaca di un anniversario, ma come una bussola per il futuro.

Nova Gorica/Gorizia, Capitale europea della cultura. Dall’Atto Finale di Helsinki a GO! 2025, a cura di Daniele Verga, Napoli, Editoriale Scientifica, collana “Memorie e studi diplomatici”, 2026, pp. 161, 13,00 €.

Italia

La legge elettorale e i suoi dintorni

La legge elettorale e i suoi dintorni. Le radici della palude istituzionale italiana

                                                           di Giuseppe Lalli

Il travagliato percorso parlamentare della legge elettorale, al centro della cronaca politica di questi giorni, riporta d’attualità il tema delle regole istituzionali. Data la loro fondamentale rilevanza, tali norme dovrebbero essere sottratte allo scontro partitico, che nel nostro paese degenera spesso in una lacerante conflittualità permanente.

Quante volte si è sentito dire che con la legge elettorale non si mangia? Eppure, in Italia, il sistema di voto viene modificato con estrema frequenza, quasi ad ogni cambio di legislatura. In questa malaugurata prassi si annida un’anomalia tutta italiana, che affonda le sue radici strutturali agli albori della stagione repubblicana, come vedremo di seguito. A riprova che si tratta di un’anomalia, e prendendo come punto di riferimento due tra le principali democrazie parlamentari europee, si può osservare come modelli elettorali diversi garantiscano stabilità.

In Germania, un sistema proporzionale con significativi correttivi maggioritari è rimasto sostanzialmente invariato dal dopoguerra, assicurando governi stabili, anche quando sono il frutto di un compromesso (Große Koalition) tra i due schieramenti nessuno dei quali abbia ottenuto nel Parlamento (il Bundestag) un numero sufficiente di seggi. Nel Regno Unito, pur in assenza di una Costituzione scritta, il sistema maggioritario uninominale si conferma solido, sebbene penalizzi la terza forza politica, i Liberal Democratici, cronicamente sottorappresentata.

Prima ancora di confrontarsi sui programmi, le forze politiche dovrebbero accordarsi sulle regole del gioco. Se ciò non avviene, la causa risiede non solo nell’immaturità della classe dirigente nostrana, ma soprattutto nella sistematica e reciproca delegittimazione tra i due opposti schieramenti. Si tratta di un atteggiamento radicato in una memoria storica con cui i principali attori partitici non hanno mai fatto i conti fino in fondo. Nel secondo dopoguerra, gli stessi intellettuali preferirono rimuovere il recente passato del Paese o demonizzarlo, anziché promuovere un dibattito maturo in un clima di autentica riconciliazione nazionale.

Ciò che è mancato in Italia è un’autentica cultura politica liberale e, per troppo tempo, lo scontro si è concentrato sui sistemi anziché sui programmi, alimentando una sterile contrapposizione ideologica. Ne è la prova il fatto che il linguaggio politico risulti ancora dominato da termini come “fascista” e “comunista”, mentre in una democrazia liberale matura il confronto dovrebbe contrapporre (liberal)conservatori e (liberal)progressisti.

L’immobilismo istituzionale affonda le sue radici nella storia del secondo dopoguerra, come si accennava. La stessa Costituzione, nel suo spirito, inclina verso un sistema proporzionale puro: essa è figlia di una stagione segnata dall’uscita dalla dittatura, quando il timore di derive autoritarie spinse ad evitare incentivi istituzionali verso “l’uomo forte”. Si affermò così una cultura dell’emergenza, erede dello spirito del Comitato di Liberazione Nazionale, che ha finito per cristallizzarsi ben oltre la sua stagione.

La ripulsa per ogni parvenza di presidenzialismo ha portato all’adozione di un ordinamento istituzionale liberale e garantista, che ha però favorito, nei fatti, l’inerzia e il non governo, evocando spesso la pratica del trasformismo. Da questa scelta è derivata la necessità di compromessi ideologici e perfino “semantici” tra forze politiche antitetiche, tanto che Benedetto Croce (1866-1952) paragonò l’architettura istituzionale uscita dall’accordo dei partiti nell’Assemblea Costituente a un “ircocervo”, animale mitologico metà capra e metà cervo.

A ciò si aggiunse un sistema elettorale proporzionale concepito per rendere il Parlamento lo “specchio del paese” – come amava ripetere un interessato Palmiro Togliatti (1893-1964), capo indiscusso del più grosso partito comunista dell’Occidente –, ossia un censimento perfetto delle articolazioni ideologiche nazionali.

Il risultato è stato una democrazia liberale incompiuta, con governi guidati da un partito, la Democrazia Cristiana, di fatto “alternativo a sé stesso”. Un’egemonia che in ogni caso, pur con limiti e incertezze, ha saputo guidare il Paese in maniera soddisfacente e all’altezza della sua tradizione migliore. Il prezzo pagato è stato tuttavia l’immobilismo e una sistematica ingovernabilità: i governi della cosiddetta “Prima Repubblica” duravano mediamente poco più di un anno, un periodo troppo breve per attuare qualsiasi programma.

Di questa anomalia strutturale si avvide ben presto Alcide De Gasperi (1881-1954), che promosse, senza successo, una legge elettorale con premio alla coalizione che avesse ottenuto la maggioranza assoluta dei voti – ribattezzata demagogicamente “legge truffa” dalle opposizioni.

Come ci insegna Giovanni Sartori (1924-2017), alla cui lezione lo scrivente si è formato, una buona legge elettorale deve bilanciare due esigenze: garantire ai cittadini di specchiarsi nel Parlamento (rappresentanza) e permettere loro di scegliere in anticipo chi li governerà (governabilità). Per farlo, il legame tra voti e seggi deve essere proporzionale, ma non così rigido da frammentare il quadro politico e riconsegnare ai partiti il potere di fare accordi post-elettorali, scavalcando la volontà degli elettori.

Da ciò deriva l’esigenza di garantire alla coalizione vincente una maggioranza parlamentare solida e, auspicabilmente, coesa. Non esiste un sistema elettorale ideale. Nella storia delle democrazie liberali lo si è spesso considerato come la “pietra filosofale” in grado di risolvere i problemi di rappresentanza, sebbene nessuna regola, anche perfetta, può assolvere al difficile compito di governare la complessità sociale.

È necessario compiere una scelta chiara: tornare all’immobilismo della “Prima Repubblica” – pur con tutto il rispetto per i suoi protagonisti e per il contesto storico che l’ha determinata – oppure abbracciare la trasparenza di un sistema basato sull’alternanza, in cui gli elettori decidono di volta in volta chi debba governare e chi debba fare opposizione. Senza contare che assegnare alle segreterie dei partiti il potere di nominare, di fatto, i membri del Parlamento sortisce l’effetto di allontanare dalla politica un numero crescente di cittadini. Questo distacco è aggravato dal fatto che i partiti odierni, a differenza di quelli del secolo scorso radicati nel tessuto sociale, riscuotono presso l’opinione pubblica sempre meno credito.

La tesi secondo la quale, per stabilire chi debba governare e chi stare all’opposizione, occorrerebbe passare a una repubblica presidenziale appare del tutto pretestuosa. Pur convenendo che il presidenzialismo sarebbe la via maestra, in un Paese “conservatore” come l’Italia una riforma del genere è impensabile. Gli elettori, infatti, non sono disposti a cambiare la Costituzione nemmeno per la riforma minimale della separazione delle carriere dei magistrati, figuriamoci per passare a una Repubblica presidenziale.

Basterebbe invece adottare una buona legge elettorale, come dimostrano i modelli richiamati di Germania e Regno Unito. Ma a condizione di un pieno reciproco “riconoscimento” dei due schieramenti in lizza, in un confronto sui programmi, facendola finita una buona volta con le accuse di “fascista” e “comunista”, archeologia semantica che non giova più a nessuno.

Stupisce alquanto, ma a ben pensarci nemmeno troppo, l’atteggiamento di quei leader e partiti che fino a poco tempo fa consideravano le liste bloccate dei candidati al parlamento un vulnus democratico e che oggi, al contrario, accusano di lesa democrazia chiunque voglia metterci mano. Rassegniamoci: in Italia, purtroppo, l’incoerenza non paga dazio.

Con la legge elettorale non si mangia? È una facile propaganda populista.  In realtà, tutto ciò che rende più trasparente la rappresentanza e agevola il processo decisionale, riduce il “costo” della politica e incide favorevolmente sull’economia. Quindi propizia le condizioni per “mangiare” meglio.

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Oroscopo del Giorno dopo

Oroscopo del giorno dopo: giovedì 23 luglio 2026 (Santa Brigida di Svezia)

Oroscopo del giorno dopo: giovedì 23 luglio 2026 (Santa Brigida di Svezia)

Ariete (segno di fuoco)  21 marzo-20 aprile giovedì

Persone in posizioni autorevoli potranno ritardare il tuo lavoro al fine di eliminare i rancori personali del passato in questo giovedì di Santa Brigida di Svezia. E questo potrebbe essere motivo di grande preoccupazione per te, poiché non influenzerà solo gli eventi attuali ma anche le tue future iniziative. In questo momento, goditi semplicemente la felicità domestica che hai e questo susciterà un maggiore entusiasmo in te. Pianifica alcune attività familiari oggi. Non importa quanto tu sia impegnato, hai ignorato la tua famiglia ed è ora di ristabilire l’equilibrio. Un picnic o altre attività all’aperto possono essere molto divertenti. Pratica attività come la vela o l’equitazione. Prova ad entrare in un contatto positivo con la natura durante questo periodo di qualità.

Le stelle consigliano: DINAMISMO

Toro (segno di terra)  21 aprile-20 maggio

Questo giovedì di Santa Brigida di Svezia sarai determinato a prenderti la colpa per l’errore di un amico. Ma considera le possibili conseguenze. Potrebbe esserci anche un serio coinvolgimento legale. Può accadere anche un evento che cambia la vita, che ti darà un’esperienza indimenticabile. Soddisfa il tuo desiderio di apparire diverso, cambia acconciatura o guardaroba! C’è una terza persona che cercherà di interferire nella tua vita amorosa oggi. Spetta a te quanto riescono. Se ascolti ciò che hanno da dire e ne subisci l’influenza, la tua storia d’amore può colpire una zona piuttosto rocciosa. D’altra parte, non frequentare altre persone estranee può aiutare a rafforzare la tua relazione. Questo dice oggi per te il tuo oroscopo, cerca di non dimenticarlo e di tenerne conto.

Le stelle consigliano: PRUDENZA

Gemelli (segno di aria)  21 maggio-21 giugno

In questo giovedì di Santa Brigida di Svezia sarai cortese e rispettoso nei confronti della fede di altre persone. Sei sulla strada del successo, ma come sempre non commettere errori quando si tratta di prendere le necessarie precauzioni. La vita è imprevedibile quindi non lamentarti degli ostacoli che si incontrano sul tuo cammino. Cammina attraverso il sentiero della vita con vigore ed entusiasmo. Coloro che hanno l’abitudine di muoversi liberamente potrebbero essere minacciati dalla loro integrità. Potrebbe essere desiderato da molti, ma non può essere riconosciuto per la natura mobile del tuo lavoro, rendendoti inadatto a stare vicino a casa! Il tuo partner è sicuramente corretto dal suo punto di vista; non potrai gestire a lungo relazioni a distanza.

Le stelle consigliano: RISPETTO

Cancro (segno di acqua)  22 giugno-22 luglio

È probabile che questa giornata di giovedì di Santa Brigida di Svezia potrà essere piena di eventi. Potrebbero sorgere circostanze che ti costringeranno a confrontarti con un evento passato che hai evitato. È necessario adottare un punto di vista tollerante per affrontare questa situazione passata, in quanto tendenzialmente inutilmente dura per tutti, specialmente per te stesso. Nuove opportunità possono sorgere da questo confronto. Il risultato finale sarà positivo. Non devi restare qui oggi. E ‘un grande giorno per uscire e divertirsi con i tuoi cari. Quelli che sono adolescenti cercheranno l’amore per portare un cambiamento nella natura delle loro relazioni. Poniti il dubbio – è quella che ha potere la persona dei tuoi sogni? O ti importano di più i veri sentimenti?

Le stelle consigliano: TOLLERANZA

Leone (segno di fuoco)  23 luglio-22 agosto

In questo giovedì di Santa Brigida di Svezia potresti dover affrontare alcune restrizioni dalla famiglia, probabilmente a causa del disturbo da parte di parenti stretti . Non durerà a lungo, ma ti influenzerà severamente, quindi ignoralo fino a quando non si risolverà. Oggi spenderete denaro nell’acquisto di beni utili e sarete occupati con lavori domestici, forse semplicemente una pulizia regolare della casa. Lo stato della tua relazione è stato piuttosto confuso ultimamente e non sei stato in grado di interpretare o capire i segnali che il tuo partner ti ha inviato. Oggi raccoglierai alcune informazioni riguardanti il tuo partner che ti aiuteranno a capire meglio la situazione. Potrebbe anche essere necessario decidere in base a queste informazioni per oggi e per il prossimo futuro.

Le stelle consigliano: CALMA

Vergine (segno di terra)  23 agosto-22 settembre

Questo giovedì di Santa Brigida di Svezia ti sentirai inspiegabilmente testardo e continuerai ad andare contro ciò che gli altri e il tuo buon senso ti dicono di fare. Hai bisogno di capire che scavare i talloni non risolverà alcun problema. Devi essere in grado di aprire il tuo cuore e la tua mente per affrontare con successo le tue attuali difficoltà. È passato molto tempo da quando tu e il tuo partner avete passato dei bei momenti insieme. Prenditi un pò di tempo dal tuo programma intenso per il tuo partner. Accompagna la tua presenza con doni o qualcosa di utile per il tuo partner e mostra la cura che hai nel cuore per il vostro se vorrai far scoccare di nuovo la scintilla e vedere il vostro amore rifiorire come prima. Questo dice oggi per te il tuo oroscopo, non dimenticarlo.

Le stelle consigliano: RAGIONEVOLEZZA

Bilancia (segno di aria)  23 settembre-22 ottobre

Questa giornata di giovedì di Santa Brigida di Svezia sarà per te emotivamente intensa. Porterai grande passione a tutto ciò che fai oggi e il successo seguirà come un risultato inevitabile. Potresti aver evitato un problema perché è troppo vicino a te, ma oggi è il giorno migliore per affrontare questo problema e affrontarlo a testa alta. Oggi potresti incontrare nuove conoscenze o amici! Ti aiuterà a capire il significato più profondo dell’amore e ti permetterà di distinguere tra l’amore superficiale e quello vero! Questo ti renderà un giudice migliore per selezionare la persona giusta per te! Sii gentile con tutti quelli che arrivano oggi! Le persone single si troveranno a raggiungere qualcuno che mostri un certo interesse. Questo dice oggi il tuo oroscopo.

Le stelle consigliano: GENTILEZZA

Scorpione (segno di acqua)  23 ottobre-22 novembre

Se stai pensando a cosa cucinerai o cosa preparerai in questo giovedì di Santa Brigida di Svezia allora probabilmente sarà meglio per te passare all’azione. Le tue stelle assicurano una delizia gastronomica per te oggi. Prenditi cura della tua salute e mantieni l’igiene. L’equivoco con il tuo amico verrà risolto oggi. Puoi ricevere denaro da fonti inaspettate. Puoi invocare il coraggio di far conoscere a una persona importante i sentimenti che provi per quella persona. Sfruttate al massimo le opportunità che potrebbero presentarvi. È un giorno in cui ti potrai lasciare libero di andare con la corrente. Potresti non essere disturbato da molte altre componenti, così come prevedono le tue stelle. Questo dice oggi il tuo oroscopo, non lo dimenticare e tienine conto.

Le stelle consigliano: CHIAREZZA

Sagittario (segno di fuoco)  23 novembre-21 dicembre

In questo giovedì di Santa Brigida di Svezia potrai esaminare i cambiamenti nel tuo stile di vita che potrebbero stabilire un equilibrio tra lavoro e salute. Puoi inviare un’email a uno dei tuoi amici più intimi chiedendo la soluzione per lo stesso. Questi cambiamenti ti faranno sentire a tuo agio. Puoi allinearti con le persone giuste e ti permetteranno di determinare lo scopo dei vari obiettivi. Questo è il momento del divertimento spensierato. La giornata è perfetta per il romanticismo e trascorrere una giornata piena di attività divertenti con il tuo partner. Mentre le tue preoccupazioni non scompariranno, ti sentirai molto più leggero e potrai accantonare i tuoi problemi per ora mentre ti godi questo momento speciale. In arrivo novità positive per i single quest’oggi.

Le stelle consigliano: PASSIONE

Capricorno (segno di terra)  22 dicembre-20 gennaio

Questo giovedì di Santa Brigida di Svezia alla fine, un senso di insoddisfazione che ti ha tormentato per un pò di tempo inizierà finalmente a svanire. Riconoscerai istintivamente di aver trovato la tua nicchia nella vita e di poter seguire la tua vocazione per realizzare i tuoi sogni. Sarai in grado di capire quali modifiche devono essere implementate per migliorare la tua salute e il tuo lavoro. Non sentirti scoraggiato perché la tua data non è andata come credevi. Dare tempo a una relazione. Probabilmente non sei in grado di vedere il cuore interiore. Il tuo partner ha un cuore d’oro. Un paio di episodi dimostreranno il valore del tuo partner per te. Il desiderio di un incontro intimo è sulle carte di entrambi i lati. Questo dice oggi per te il tuo oroscopo, tienine conto.

Le stelle consigliano: INTIMITA’

Acquario (segno di aria)  21 gennaio-19 febbraio

Questo giovedì di Santa Brigida di Svezia dovrai capire che essere un prigioniero del passato non ti potrà aiutare in alcun modo. Devi imparare la lezione dal passato, ma poi dovrai lasciar perdere. Se riesci a rendertene conto, puoi fare un passo da gigante verso la soluzione dei principali problemi che hai dovuto affrontare nella tua vita. I pianeti si stanno allineando per darti un tempo tempestoso, ma in realtà non è una brutta cosa. Sei caduto in una carreggiata romantica nei giorni scorsi con entrambi che ti prendi per scontato. Le passioni saranno alte e se puoi mettere da parte problemi insignificanti, questo potrebbe rivelarsi uno dei tuoi interludi più memorabili ma fai attenzione a mantenere la calma mentre prendi la tua decisione definitiva.

Le stelle consigliano: CAMBIAMENTO

Pesci (segno di acqua)  20 febbraio-20 marzo

Ogni incontro che avrai questo giovedì di Santa Brigida di Svezia sarà caratterizzato da un’ondata di energia e determinazione. La qualità delle tue interazioni migliorerà drasticamente e potresti persino venire in contatto con qualcuno che rivoluzionerà la tua vita finanziariamente o spiritualmente. Avrai una visione migliore del tuo personaggio e questo ti aiuterà a decidere la direzione della tua vita. Dovresti usare questa opportunità e comprendere te stesso può aiutarti a risolvere un certo numero di conflitti in corso. Ti sentirai molto emotivo oggi. Entrambe le emozioni positive e negative affollano il tuo cervello oggi. Quindi, questo non è il momento migliore per prendere una decisione per la tua relazione, ma sarà un periodo felice in futuro.

Le stelle consigliano: SENTIMENTO

La Voce delle Stelle

Anticipazioni TV

“La Promessa” del 22 luglio su Rete 4:Vera non riesce più a sopportare Lope

Anticipazioni per La Promessadel 22 luglio 2026 alle 19.40 su Rete 4: Vera non riesce più a sopportare l’atteggiamento opprimente di Lope – Nella puntata de La Promessa in onda mercoledì pomeriggio 22 luglio 2026 su Rete 4 alle 19.40 Vera non riesce più a sopportare l’atteggiamento opprimente di Lope. Pia si scontra con Cristobal perché vuole portare Diego a La Promessa. Nel frattempo Curro è amareggiato perché non ha ancora visto Angela. Infine, Samuel insiste affinché Petra vada da un medico….....……….

La promessa (La promesa) è una soap opera spagnola in onda sull’emittente televisiva La 1 di Televisión Española dal 12 gennaio 2023[1]. In Italia la soap va in onda su Canale 5 dal 29 maggio 2023[2] al 30 settembre 2024 in day-time[3] e dallo stesso giorno su Rete 4 in preserale[4].

Trama

Prima stagione

Los Pedroches1898. Una donna di nome Dolores con un neonato di nome Marcos e sua figlia Jana, scappano inseguite da uomini incappucciati a cavallo. Stremata dalla fatica e sentendosi braccata, Dolores decide di far scappare sua figlia col piccolo permettendo almeno a loro di salvarsi. La bambina è reticente ma alla fine accetta di mettersi in salvo e da lontano assiste all’uccisione di sua madre da parte di quegli uomini che nel frattempo l’hanno raggiunta. Ora inseguono lei e il piccolo e arrivati sull’orlo di un precipizio uno degli uomini, che indossa un anello d’oro con uno strano simbolo, intima ad Jana di consegnargli suo fratello. Lei non trovando altra soluzione lo porge all’uomo e subito dopo si getta dal burrone facendosi credere morta.

Quindici anni più tardi, nel 1913, Mariana “Jana” Expósito è una ragazza che arriva presso il palazzo de La Promessa, il cui stemma corrisponde alla stessa incisione che si trovava sull’anello dell’uomo che uccise Dolores, decisa a vendicare la morte di sua madre e a scoprire dove si trova suo fratello minore. Viene assunta come domestica in occasione del matrimonio di Tomás De Luján, figlio del marchese Alonso proprietario del palazzo, con la duchessa Jimena De Los Infantes. Incontra Manuel, fratellastro minore di Tomás e salvandolo da un incidente aereo per riconoscenza viene assunta come domestica a tutti gli effetti. Lo stesso giorno del matrimonio però Tomás scopre le ragioni che hanno portato Jana alla Promessa e le promette che l’aiuterà a scoprire la verità. Quella notte però Tomás viene ucciso dalla sua perfida matrigna Cruz intenzionata a voler lasciare come unico erede suo figlio Manuel. Jana dunque potrà contare solo sul sostegno di poche fidate persone come la governante Pía e le domestiche María e Teresa, dovendo anche contrastare i sentimenti che avrà iniziato a provare per Manuel che nel frattempo, per risollevare la difficile situazione economica della famiglia, è stato obbligato a sposare la vedova del fratello. Jana inizia ad investigare sul suo passato mentre è assegnata come domestica personale di Donna Eugenia, sorella della marchesa che è instabile mentalmente. Assistendo ai suoi deliri, scopre che quello che tutti credono essere suo figlio Curro in realtà le è stato consegnato alla nascita dal padre barone De Linaja Don Juan. Jana comprende che Curro è il fratello che le strapparono molti anni prima e crede che sia stato proprio il barone ad uccidere sua madre. Sfortunatamente però, prima che possa appurarlo con certezza, Don Juan viene ucciso dalla domestica Teresa mentre stava cercando di violentarla con la complicità della governante Pía che era già rimasta incinta a seguito di una violenza da parte del barone. Il tutto viene fatto passare come un incidente e Jana decide di rivelare la verità a Curro, nonostante egli stimasse molto il presunto nonno. Il ragazzo rimane scosso ma decide di aiutare la sorella ritrovata a scoprire la verità.

Seconda stagione

Los Pedroches19131914. Jana e Manuel, dopo molte reticenze, decidono di incominciare una relazione clandestina mentre Jimena è sempre più gelosa e con la complicità della suocera vuole a tutti i costi impedire che il marito possa dedicarsi alle sue passioni. Dopo anni di assenza, ritorna in paese la curatrice Ramona che conosceva molto bene Dolores e i cui figli si rivolgono per sapere di più sulle loro origini. La donna però si rivela riluttante all’idea di raccontare cosa accadde davvero anni prima. Curro crede di essere frutto di uno stupro del barone che poi per insabbiare il tutto avesse ucciso la madre e consegnato il bambino alla figlia sterile ma Ramona non conferma questa versione. Un giorno, mentre le fa visita, Curro trova una lettera di sua madre indirizzata a Ramona in cui la pregava di prendersi cura dei suoi figli in caso le fosse accaduto qualcosa e ammette invece la sua relazione con il marchese Alonso. Curro capisce allora di essere figlio di quello che credeva essere suo zio. Ramona brucia la lettera e poco tempo dopo lascia nuovamente il paese.

Terza stagione

Los Pedroches19141915. Quando Manuel sta per accettare una proposta di affari che lo terrebbe impegnato all’estero per diversi mesi, Jimena arriva a fingere di essere incinta pur di tenerlo legato a sé. Manuel rinuncia così al viaggio, sospende la sua relazione con Jana e fa arrivare alla tenuta il medico Abel Bueno, suo amico d’infanzia, per prendersi cura della moglie durante la gravidanza. Jimena non può nascondere a lungo il fatto di non essere davvero incinta e alla fine rivela la verità alla madre e ad Abel. Il dottore le fa inscenare un aborto spontaneo sentendosi però in colpa per non poter rivelare la verità a Jana, per la quale ha iniziato a provare dei sentimenti. Dopo aver inscenato anche la sua ripresa, Jimena si mostra ancora più possessiva nei confronti di Manuel e i rapporti tra i due si incrinano irreversibilmente. Alla fine Jimena arriva a pensare che tutti la vogliano lontana dalla Promessa e dopo l’ennesima scenata tenta di dare fuoco alla tenuta volendo uccidere sua cognata Catalina. Per fortuna l’incendio viene domato e riconosciuta l’instabilità mentale di Jimena, viene portata via dai suoi genitori. In questo modo Jana e Manuel si sentono nuovamente liberi di vivere il loro amore nonostante Abel trami contro di loro. Contemporaneamente a ciò, Curro decide di avvicinarsi allo zio che inizia a coinvolgerlo sempre più negli affari di famiglia. Cruz, che è a conoscenza di tutta la verità, non gradisce la situazione e quando il marito si adopera per far ereditare a Curro il titolo nobiliare del defunto padre progetta di ucciderlo con la complicità del cognato Lorenzo. I due organizzano una battuta di caccia in cui inscenare un incidente dove perderebbe la vita Curro. Alla fine però le cose non vanno come auspicato in quanto a perdere la vita per mano di un sicario assoldato da Lorenzo è il valletto Feliciano, figlio di Petra cameriera personale della marchesa e nonostante Curro venga ferito riesce a riprendersi in breve tempo. Poco tempo dopo giunge alla Promessa il conte De Ayala, vero padre di Feliciano che con la complicità di Petra intende vendicarsi della marchesa per l’ingiusta morte di suo figlio.

Quarta stagione

Seguite le nostre anticipazioni…….

Foto interna ed esterna: https://www.youtube.com/watch?v=_FUlRtuGIaE

La voce di tutti

Trattore FIAT 180-90-Quaderni della Campagna Romana-

Quaderni della Campagna Romana-Il lancio del trattore FIAT 180-90, uno dei modelli base di quella che viene definita “la serie 90 alta” di Fiatagri, risale al 1984. Fu senza dubbio il modello di maggior successo della gamma, elegante, aggressivo e potente, grazie al motore Fiat-OM 8365.25 a 6 cilindri turbo oilcooler da 8.102 centimetri cubi.

Questo motore, tarato in fabbrica a 180 cavalli a 2.200 giri, aveva un “difetto” particolare: poteva essere facilmente manipolato e portato a potenze ben superiori ai 200 cavalli. Ne furono trovati alcuni con 220 CV alla presa di forza, che corrispondevano a circa 240 CV al volano. Chiaramente, una trasmissione tarata per un massimo di 200 CV non poteva non risentire di tale sbalzo di potenza e questo spiega perché una parte di contoterzisti non “manipolatori” non abbia mai avuto problemi di affidabilità, mentre altri sì. Anche non manipolato il 180-90 “tirava” sul serio, e non era neppure assetato di carburante: test ufficiali attestavano un consumo di 32 kg di gasolio per ora alla potenza massima, e di 23 a coppia massima: un buon risultato per un motore di 8,1 litri con quel rendimento.

Al momento del suo lancio erano offerte due trasmissioni meccaniche a marce e gamme sincronizzate: una 24+8 con superriduttore, con velocità da 0,2 a 31 km/h, oppure una 16+16 con inversore al posto del superriduttore e velocità da 2,2 a 31 km/h. Tuttavia i concorrenti in questa fascia di potenza, quasi tutti americani, offrivano già cambi idraulici in powershift, meno efficienti ma più moderni e versatili. Per questo motivo, a due anni dal lancio, alla Fiera di Verona del 1986, la Fiatagri aggiornò la serie 90 gamma alta rendendo disponibile a richiesta il cambio in powershift, il sollevatore elettronico e la presa di forza con sollevatore anteriore. Il powershift consentiva di inserire le quattro marce di ogni gamma sotto carico, in movimento, senza l’uso della frizione, e di adattare istantaneamente il trattore alle variazioni di sforzo di trazione, con vantaggi anche per l’affidabilità del cambio e per il comfort di guida.

Franco Leggeri-Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana-

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Arte, Cultura e SpettacoliItalia

  Papa Leone XIV, la musica contro la guerra

Città del Vaticano-“Disarmata e disarmante. La pace è un dono”, raccolta degli interventi sul tema della pace di Papa  Leone XIV dall’8  maggio 2025, data della sua elezione al soglio pontificio, è un invito a seguire nei fatti le parole di Gesù risorto: quel “pace a voi” che viene non da una tranquilla vita di studi e militanza ideologica, ma da un uomo che ha conosciuto la tortura, il disprezzo, la morte. È quindi una parola-universo che giunge dalle profondità della sofferenza e dell’amore per gli uomini,  dal perdono, e che sembra non essere ascoltata dai potenti dei 103 stati oggi coinvolti in conflitti. Se la guerra ha perseguitato gli uomini, è altrettanto vero che alcuni uomini hanno offerto la propria arte, nel nostro caso la musica, al servizio della pace.

Perché se vogliamo restare nella patria del Papa, e se Bob Dylan, di cui ovviamente parleremo,  ha creato indimenticabili inni alla pace, dobbiamo ricordare che uno dei maestri del premio Nobel 2016, Pete Seeger, aveva ripreso  in “Turn turn turn”, portato poi al successo anche dal gruppo dei Byrds, con una allora “scandalosa” elettrificazione strumentale, alcuni passi dell’Ecclesiaste, e aveva chiuso con un auspicio: “A time for peace, I swear it’s not too late!”: un tempo per la pace, e giuro che non è troppo tardi.

Poi arriverà Dylan con “Blowin’ in the wind” a chiedere ai potenti quante morti ci vorranno prima che l’uomo sappia “che troppi sono morti”, ed erano i tempi della guerra fredda, della crisi dei missili a Cuba, e, sempre agli inizi dei Sessanta, nello stesso disco, a fare quel coraggioso, così appare ancora oggi, augurio di sparire per sempre ai Signori della guerra: con versi in cui risuona la parabola evangelica del ricco cui non basteranno, al momento dell’addio alla vita, i suoi soldi per ricomprarsi l’anima.

Senza dimenticarci della speranza dei credenti esposta alla fine di una sua celebre canzone “Se Dio è dalla nostra parte/ impedirà la prossima guerra”.

Ma la canzone chiamata un tempo di protesta si è talmente diffusa nei Sessanta nel Novecento che anche in Italia ha trovato degli episodi -e delle traduzioni- purtroppo dimenticati, e che hanno a che fare con la folk song, e anche qui ritroviamo Pete Seeger: la sua celebre “Where are all the flowers gone?” (coautore Joe Hickerson, cantata anche da Joan Baez,) fu ripresa in Italia da un duo che meriterebbe una riscoperta, Tony e Nelly, vale a dire Tony Cucchiara e Nelly Fioramonti, in “Dove andranno i nostri fiori” e cantatissima nelle allora messe beat, insieme ad un’altra loro canzone che dovrebbe essere ricordata: “La strada che porta a te”. In quella canzone ci si chiede dove mai siano finiti tutti i giovani che non si incontrano più, e la risposta è che essi, partiti per la guerra, ora giacciono nelle tombe.

Ma non basterebbe questo spazio per ricordare le canzoni che hanno inneggiato alla pace in momenti difficili: compiendo una penosa scelta potremmo citare “Imagine” di John Lennon, ma anche “La guerra di Piero”, di Fabrizio De Andrè, che parla dell’umanissima esitazione di fronte alla scelta di uccidere per non essere ucciso, che costa cara al protagonista; o “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, scritta da Mauro Lusini e Franco Migliacci e portata al successo da Gianni Morandi, ma cantata anche dallo stesso Lusini, storia di un ragazzo che deve smettere di suonare e va a morire in Vietnam

Certo, è una irriguardosa selezione, che per questioni di spazio lascia fuori molti altri esempi di canzoni scritte contro la guerra, ma con la speranza, che è quella di tutti noi, che l’uomo ritorni a vivere in pace e finiscano queste insensate guerre.

Fonte- Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa)

Città del Vaticano 21 luglio 2026

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Italia

Grano duro: Cia-Agricoltori Italiani, bene il tavolo al Ministero

 Roma– Cia-Agricoltori Italiani ringrazia il Ministero per la convocazione del tavolo Grano Duro, una produzione strategica per l’agroalimentare italiano e materia prima per la pasta simbolo della cucina italiana riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Il settore del grano duro è oramai allo stremo e c’è tensione nelle campagne come dimostrano le recenti mobilitazioni promosse da Cia sui territori, da Bari a Ravenna, a Cagliari. Cia chiede, dunque, di ampliare i contratti di filiera (oggi solo il 15% delle superfici) accelerando l’iter di approvazione dei 40 milioni di euro previsti al settore nel provvedimento “Coltiva Italia”. Importante l’impegno del ministro di sostenere la promozione della pasta 100% grano italiano e di rafforzare la ricerca pubblica per migliorare le pratiche agronomiche, contenere i costi e aumentare le rese, a fronte di cambiamenti climatici e scenari geopolitici sempre più instabili.

Cia ricorda che i prezzi del grano duro si attestano sui 26 euro al quintale al Centro-Sud, fino a 24 euro in Sicilia e sono sempre più “imbarazzanti” se confrontati con i costi di produzione, che per Ismea si attestavano già a 32 euro al quintale nel Sud a settembre 2025 (cifra allora contestata dagli agricoltori come sottostimata) e ulteriormente lievitati con la guerra in Iran (gasolio agricolo da 0,80 a 1,40 euro) e il successivo aumento dei fertilizzanti (+80%). Il raccolto 2026, pur atteso in buona quantità e qualità (circa 3,8 milioni di tonnellate su 1.150.000 ettari, prima coltura del paese per superficie), non compensa questi costi crescenti.

L’import è ormai fuori controllo. In pochi anni l’auto approvvigionamento italiano di grano duro è sceso dall’80% al 56%, con l’import stabile al 44%: nel 2025 sfiorate le 3 milioni di tonnellate importate e nel 2026 sono previsti altri 2,6 milioni. Cia chiede controlli rigorosi e non più a campione, piena reciprocità sugli standard sanitari e ambientali, e un’applicazione più restrittiva –con possibile sospensione in caso di estrema difficoltà del settore– del regime di “perfezionamento attivo”.

Riguardo alla Commissione Unica Nazionale (Cun), questa resta uno strumento utile di trasparenza, ma va affinata: griglie su proteine e peso specifico troppo selettive, necessità di introdurre i garanti, di quotare il biologico e di garantire un meccanismo che impedisca vendite sotto i costi di produzione, come previsto dalla direttiva Ue sulle pratiche sleali.

Roma- 21 luglio 2026

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Arte, Cultura e SpettacoliLazio

Roma celebra il suo fiume: torna il Tevere Day con l’ottava edizione dal 2 all’11 ottobre

Roma Capitale-L’Associazione Tevere Day APS annuncia le date ufficiali dell’ottava edizione del Tevere Day, in programma dal 2 all’11 ottobre 2026. Dopo sette anni di crescita, la manifestazione dedicata al rilancio e alla valorizzazione del fiume di Roma torna a mobilitare associazioni, federazioni sportive, istituzioni e cittadini lungo le sponde del Tevere, con una settimana di sport, cultura, spettacolo e partecipazione attiva.

LA WEB SERIE “IL TEVERE CHE È IN ME”

C’è un Tevere che non si vede dalle sponde, ma si racconta solo attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto per una vita intera: è questo il cuore di “Il Tevere che è in me”, la nuova web serie prodotta dall’Associazione Tevere Day che dà voce ai veri custodi del fiume. Un viaggio intimo e inedito nella memoria collettiva di Roma, guidato dall’attore Roberto Ciufoli, che in ogni episodio si siede a tu per tu con i protagonisti per farsi raccontare aneddoti, emozioni e frammenti di vita fluviale mai emersi prima. Il debutto è fissato per venerdì 17 luglio, sul canale YouTube del Tevere Day e a episodi in pillole su Instagram e Facebook, con il primo ritratto dedicato a Dante Mortet: scultore, cesellatore, fiumarolo da sessant’anni e presidente della Romana Nuoto, voce autentica di un Tevere fatto di galleggianti storici, personaggi indimenticabili e generazioni di romani che hanno imparato a nuotare proprio in quelle acque. Nei mesi di luglio e agosto, con episodi da 4-5 minuti ogni dieci giorni, la narrazione si allargherà a Er Pomata, icona vivente della cultura tiberina tra barconi, feste e barzellette, e a Bruno Mascarenhas, canottiere e medagliato olimpico che racconterà il fiume come palestra di sport e di vita. Episodio dopo episodio prende forma un vero mosaico umano del Tevere, che restituisce, con la voce dei romani stessi, un racconto autentico e mai scontato del fiume che attraversa la loro città: una narrazione che merita di essere seguita, condivisa e raccontata.

PARCHI DI SPORT: LO SPORT CONQUISTA I PARCHI D’AFFACCIO

Tra le grandi novità dell’edizione 2026 del Tevere Day c’è l’iniziativa Parchi di Sport – URBAN GAMES, in programma dal 2 al 4 ottobre tra Ponte Milvio, Foro Italico e Acquacetosa, in collaborazione con Italian Urban Games, FIGeSt e FISpT. Il progetto punta a trasformare i nuovi Parchi d’affaccio sul Tevere – circa 17 ettari dedicati a Foro Italico, Ponte Milvio, Acquacetosa, Lungotevere delle Navi, Ostia Antica, con il prossimo arrivo del rinnovato Tiberis – in luoghi vivi, frequentati e riconosciuti dai cittadini come spazi sicuri e attrattivi. Federazioni, associazioni ed enti di promozione sportiva porteranno sulle sponde del fiume decine di discipline, dal canottaggio alla scherma, dalle freccette al footvolley, fino ad attività per famiglie e per anziani, coinvolgendo realtà come CONI, con le sue Federazioni, FispT, Figest, ASI, CSEN Roma, AICS, Club Scherma Roma e CUS Tor Vergata. L’iniziativa risponde a tre obiettivi: favorire la frequentazione attiva dei Parchi d’affaccio, promuovere le discipline sportive in contesto urbano e costruire un rapporto stabile tra Federazioni, Associazioni, Comune e Regione, aprendo la strada a una collaborazione pluriennale. 

VOGALONGA TIBERINA: APERTE LE ISCRIZIONI

Il 10 ottobre 2026 torna la Vogalonga Tiberina, la storica regata che da oltre trent’anni collega Roma al suo antico porto di Ostia, quale simbolo dell’idea di una navigazione sportiva e turistica che sottolinei l’importanza del territorio intorno a Roma. La partenza sarà dal nuovo Parco d’Affaccio Tiberis, a Ponte Marconi, con oltre 60 imbarcazioni tra canoe, barche da canottaggio, dragoni e kayak e circa 250 regatanti, per arrivare al Cantiere Canados di Ostia Antica. La Madrina dell’edizione sarà Caterina Banti, bicampionessa olimpica di vela, mentre l’attore Roberto Ciufoli sarà l’Ambassador della prova, con il commento delle partenze. Con lui le Ninfe del fiume, che animeranno partenza e arrivo con un concerto. Alla regata si affiancano la Ciclopedalata Roma–Ostia, realizzata con Sentiero Pasolini, e una crociera sul Tevere per gli accompagnatori, con arrivo comune al grande buffet finale. Le iscrizioni sono aperte: per la regata si può scrivere a iscrizioni@vogalongatiberina.it.

ONLINE IL NUOVO SITO DEL TEVERE DAY

Per accompagnare l’ottava edizione, lunedì 20 luglio l’Associazione Tevere Day APS lancerà il nuovo sito ufficiale della manifestazione (www.tevereday.org), pensato per offrire a cittadini, associazioni e interessati un’esperienza di navigazione più completa e agile. La piattaforma raccoglierà calendari, programmi, dettagli sugli eventi e tutte le informazioni utili per vivere il Tevere Day 2026, ma è anche uno spazio narrativo che ripercorre il cammino compiuto in questi anni: dai parchi d’affaccio restituiti alla città, alla sistemazione delle sponde, fino al riconoscimento UNESCO ottenuto per il tratto centrale del fiume romano. Il nuovo sito racconta però anche quanto resta ancora da fare, perché il Tevere possa diventare davvero un bene comune, accessibile e vissuto quotidianamente da tutti i romani, in linea con lo spirito partecipativo che da sempre anima la manifestazione.

LE ANTICIPAZIONI DELLA NUOVA EDIZIONE

L’ottava edizione del Tevere Day si annuncia come la più ricca di sempre, con nuove iniziative che si affiancano ai capisaldi ormai consolidati nelle scorse edizioni: sport nei parchi d’affaccio, cultura diffusa, spettacoli e la campagna di cittadinanza attiva “Noi Siamo Tevere” che avrà un importante prologo la notte fra il 9 ed il 10 agosto, nel corso della performance dell’artista Francesca Chialà, “La notte bianca per la Repubblica, sotto le stelle”, che chiuderà il suo spettacolo con una pulizia straordinaria delle sponde sotto Ponte Sisto assieme ai volontari del Tevere Day ed ai cittadini. Accanto a Parchi di Sport e alla Vogalonga Tiberina, che chiuderà la settimana di ottobre in una giornata interamente dedicata al fiume, il programma 2026 continuerà a intrecciare attività di vario genere, visite, incontri, cultura (Parliamo di Tevere) e partecipazione lungo gli oltre 80 chilometri di Tevere, da Nazzano Farfa a Ostia e Fiumicino. Tutti i dettagli, le novità e il calendario completo degli eventi saranno svelati nel corso della conferenza stampa di presentazione il 23 settembre 2026, quando l’Associazione Tevere Day APS illustrerà il programma integrale dell’ottava edizione insieme alle istituzioni e ai partner della manifestazione.

Fonte-Agenzia Food

Roma- 21 luglio 2026

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