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Roma Municipio XI-La finale del Premio Fabrizio De André arriva a Villa Bonelli

Roma Municipio XI-giovedì 18 e venerdì 19 settembre Villa Bonelli ospiterà la finale della 25ª edizione del Premio Fabrizio De André – Parlare Musica: due serate a ingresso libero e gratuito dedicate alla musica, alla poesia e all’arte.

Un appuntamento importante che siamo felici di accogliere ancora una volta nel Municipio XI, con tanti giovani talenti e alcuni grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo.

A ricevere la Targa Faber saranno Renato Zero e Paolo Rossi, mentre la Targa “Quelli che cantano Fabrizio” sarà assegnata a Setak e alla Medit Orchestra. Sul palco saliranno anche Mauro Ermanno Giovanardi, Andrea Rivera e Claudio Covato, insieme ai dieci finalisti della sezione Musica. Nel corso delle due serate saranno inoltre premiati i vincitori delle sezioni Pittura e Poesia.

Quest’anno il Premio avrà una cornice diversa. Piazza Fabrizio De André alla Magliana, che ha ospitato le ultime edizioni, è interessata dai lavori di riqualificazione e la manifestazione si sposterà eccezionalmente nella vicina Villa Bonelli.

Abbiamo voluto che il Premio restasse nel Municipio XI, dando continuità a un legame costruito negli anni. È bello che un evento di questa importanza continui a scegliere il nostro territorio e che i nostri parchi e le nostre piazze possano diventare luoghi capaci di accogliere cultura, spettacolo e persone provenienti da tutta Roma.

Questa sarà inoltre un’edizione speciale, infatti il Premio compie 25 anni e sono stati oltre 1.000 i candidati alle sezioni Musica, Pittura e Poesia. Un’occasione anche per conoscere nuove voci e nuovi artisti, continuando quella ricerca di creatività e originalità che accompagna il Premio fin dalla sua nascita.

L’invito è a partecipare e a vivere queste due serate a Villa Bonelli: ascoltare buona musica, scoprire nuovi talenti e condividere un grande appuntamento culturale nel cuore del nostro Municipio.

18 e 19 settembre 2026 alle ore 21:00

Parco di Villa Bonelli –Via Camillo Montalcini 1

Ingresso libero e gratuito

Premio De André

IlPremio Fabrizio De André “Parlare musica”nasce per dare risalto a nuovi artisti che si distinguano per l’originalità delle loro composizioni, sia musicali che poetiche.
Giunto alla XXV edizione, il Premio è nato a Roma nel 2002 svolgendosi ogni anno alla Magliana, in piazza Fabrizio De André.Le finali della XXV edizione del Premio si terranno venerdì 18 e sabato 19 settembre 2026 eccezionalmente nel Parco di Villa Bonelli a Roma.

Con la XXIII edizione il Premio, unico in Italia dedicato al cantautore è tornato finalmente dopo dieci anni nella Piazza che porta il nome del grande artista genovese, grazie a un protocollo di intesa siglato nel 2024 da Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali e Fondazione Fabrizio De André ETS, con la produzione esecutiva di iCompany, la direzione artistica di Luisa Melis, il supporto organizzativo di Zétema Progetto Cultura e la collaborazione con LEA e SIAE – Società Italiana Autori ed Editori, abbraccia tre categorie: “Premio sezione Musica” (sotto cui, dalla XV edizione, sono stati unificati il “Premio Canzone d’autore” e il “Premio Miglior Interprete”), “Premio sezione Poesia” e “Premio sezione Pittura“.
Il Premio è Patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André ETS.

L’edizione conclusasi nel novembre 2018 è stata dedicata alla memoria di Piergiorgio Faraglia (vincitore nel 2014) e di Fausto Mesolella.
L’edizione 2024 è stata dedicata al giornalista e scrittore Massimo Cotto.

Premio sezione “Musica”
Premio Canzone d’autore: Claudio Covato (2025), Santoianni (2024 XXIII Edizione), Squillante (2024), Fabry-T (2023), Lorenzo Santangelo (2022), Jamila (2021), Viviana Strambelli in arte Lamine (2020), Apice (2019), Chiara Effe (2018, vincitrice anche del “Premio del Pubblico”, nato nel 2018), Tamuna (2016), Marco Greco | Blindur (ex aequo, 2015), Domenico Imperato | Gerardo Pozzi (ex aequo, 2014), Maldestro (2013), Alessandra Parisi (2012), Naelia | Matteo Sperandio (ex aequo, 2011), Costanza Paternò (2010), Andrea Epifani (2009), Canemorto (2008), Jang Senato (2007), Monopolio di Stato (2006), Nielsa (2005), Luca De Nuzzo (2004);Premio Miglior interprete: Luciano D’Abbruzzo | La Suonata Balorda (ex aequo, 2015), Piergiorgio Faraglia | Losburla (ex aequo, 2014), Alessio Bondì (2013), Alessandra Parisi (2012), Sara Piolanti (2011), Allerija (2010), Francesca Romana (2009), Canemorto (2008), Cordepazze (2007), Alfredo Marasti (2006), Eutimia (2005), Anonima Folk (2004).

Premio sezione “Poesia”
Elena (2025), Monica Pagnotta (2024 XXIII Edizione), Marco Soneghet e Giulia Guarnaccia (2024), Aria (2023), Pietro Nicolaucich (2022), Irene Gianeselli (2021), Valerio Sgarra (2020), Ivan Fedeli (2019), Liliana Zinetti (2018), Teo Manzo (2016), Mariano Macale (2015), Demetrio Cadeddu (2014), Alessandro Colpani (2013), Piero Nissim (2012), Giuseppe Orlandi (2011), Paolo Maria Cristalli (2010), Fausto Cerulli (2009), Angelo Veltre (2008), Ivan Fedeli (2007), Raimondo Iemma (2006), Rita Benedetti (2005), Anna Ernesta Brusca (2004).

Premio sezione “Pittura”
Luli (2025), Mario Marasà (2024 XXIII Edizione), Lara Tosoni (2024), Walter Marin (2023), Sidra (2022), Katia Rossi (2021), Riccardo Brizzi (2020), Flavia Spagnolo (2019), Francesca Grosso (2018), Luca Pontassuglia (2016).

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Marilena Grassadonia (DIRITTI LGBT):”I Diversity Media Awards il 18 settembre finalmente a Roma”

Roma–Marilena Grassadonia(DIRITTI LGBT):“Oggi ho avuto il piacere di partecipare alla conferenza stampa di presentazione dei Diversity Media Awards che il 18 settembre atterrano finalmente a Roma, alla Nuvola dell’Eur, grazie all’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale.  Un appuntamento importante che conferma l’impegno dell’Amministrazione a fianco della comunità lgbtqia+ e di tutte le comunità marginalizzate.

I DMA mettono da sempre al centro la promozione di una narrazione libera e inclusiva che nei media e nella comunicazione possa trovare sempre più spazio.

Una narrazione che usi le parole giuste per aiutare a costruire quell’immaginario collettivo che tenga conto della realtà e di tutte le soggettività che la attraversano.

Come Roma Capitale crediamo che raccontare la ricchezza delle comunità sia la strada giusta per rendere migliore la nostra città.

È per questo che oltre all’apertura di servizi lavoriamo ogni giorno per promuovere politiche inclusive che affondino le loro radici su formazione e cultura.

Grazie a Francesca Vecchioni per il prezioso lavoro di questi anni e per l’instancabile impegno. E grazie all’assessore Onorato per aver colto questa straordinaria opportunità per la nostra città”. – CosìMarilena Grassadonia, Coordinatrice Politiche Diritti LGBT+ di Roma Capitale.

Roma, 15 settembre 2026

CHI SONO

MARILENA GRASSADONIA, 54 anni, lesbica, attivista lgbtqia+ e per i diritti civili, ingegnera, madre di tre ragazzi, è nata a Palermo e vive a Roma dove si è trasferita nel 2004 per lavoro.
È componente della Segreteria nazionale di Sinistra Italiana dal 2021 ed è Responsabile nazionale “Diritti e Libertà” del partito.
Attualmente è la Coordinatrice dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale, delegata dal Sindaco.

Già candidata a vari appuntamenti elettorali:

  • elezioni 2024 Europee nella lista “Alleanza Verdi e Sinistra” nel collegio dell’Italia centrale (seconda in lista in Lazio, Marche, Toscana, Umbria).
  • elezioni 2022 Politiche nazionali alla Camera dei Deputati nella lista “Alleanza Verdi e Sinistra” nei collegi di Sicilia (capolista Palermo, Messina e Enna) e nel Lazio (seconda in lista a Roma);
  • elezioni amministrative 2021 Consiglio Comunale di Roma nella lista “Sinistra Civica Ecologista” (testa di lista di Sinistra Italiana)
  • elezioni Europee 2019 nella lista “la Sinistra” (capolista Centro Italia nel Lazio, Marche, Toscana, Umbria).

Già Presidente nazionale dell’Associazione “Famiglie Arcobaleno” – associazione genitori lgbt+ – dove ha anche ricoperto anche il ruolo di Referente per il Lazio e Abruzzo e di responsabile della formazione, è lì che si è occupata di formazione e diritti, imparando l’importanza dell’attivismo puro e disinteressato, della cooperazione per il bene comune.
I diritti civili e la lotta contro le diseguaglianze sono il focus della sua azione politica.
Si batte per il riconoscimento di pari diritti per tutt*, per una scuola laica e inclusiva, per i diritti delle donne e contro gli stereotipi di genere, per il riconoscimento di ogni tipo di famiglia basata sull’amore, sulla responsabilità e sul rispetto reciproco, per una legge sul fine vita che sia dignitosa e autodeterminante, per una nuova legge sulla cittadinanza.
L’attivismo Lgbt+ è per lei una tessera di un mosaico più grande: femminismo, transfemminismo, sindacati, associazioni per la scuola, per l’ambiente e per i diritti delle persone migranti sono i compagni di strada dei suoi anni trascorsi dentro l’associazionismo e oggi alla base della sua azione politica.
Crede profondamente nella politica basata sull’ascolto che porta ad approfondire, studiare, confrontarsi, elaborare un pensiero, trasformare il pensiero in progetto, in azione politica collettiva con l’obiettivo di un concreto miglioramento della vita delle persone.
È espressione di una politica attenta e coraggiosa che assuma posizioni chiare per rendere il nostro Paese più giusto, sano, solidale e accogliente.

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Roma Municipio I°-Inaugurato il complesso liceale Dante Alighieri-Alessandro Caravillani in piazza Risorgimento.

RomaMunicipio -È stato inaugurato questa mattina il Polo liceale Dante Alighieri-Alessandro Caravillani in piazza Risorgimento a Roma. A tagliare il nastro il sindaco di Roma Capitale e della Città Metropolitana, Roberto Gualtieri, assieme al Delegato all’edilizia scolastica Daniele Parrucci, alla presidente del I° Municipio, Lorenza Bonaccorsi e alla dirigente scolastica Gioconda Martucci e alla presenza dei dirigenti e dei tecnici di Città Metropolitana che hanno seguito l’intera fase della complessa ristrutturazione.

L’edificio, chiuso dieci anni fa a causa del grave danneggiamento dovuto ad un sisma, oggi riapre i battenti dopo un importante intervento di consolidamento statico, miglioramento sismico e rifacimento totale di tutti gli impianti idraulici ed elettrici (sono stati utilizzati 25 km di cavi, per i 5500metri quadrati di superficie), con efficientamento energico e un avanzato impianto antincendio. Si tratta di un investimento di sette milioni e 350mila euro, il più grande effettuato nel comune di Roma e in Città Metropolitana,  grazie al quale sono state realizzate 28 aule, tre aree multimediali, tre laboratori e un grande spazio multifunzionale, oltre all’apertura della scuola dell’infanzia situata al primo piano.

«Oggi – ha detto il Sindaco Gualtieri – è una bellissima giornata perché dopo dieci anni riapre questo importante complesso liceale, un edificio di pregio architettonico che purtroppo dopo il terremoto era diventato inagibile, con danni profondi alla struttura. Grazie a questo gigantesco intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza siamo riusciti a restituire questa bellissima scuola alle studentesse e agli studenti in tempo per l’inizio dell’anno scolastico. È uno spazio che si riempie di vita e di futuro, che accompagna la crescita delle nuove generazioni, un edificio tornato al suo splendore che consegniamo a tutta la città».

«È stato un piccolo miracolo riuscire a finire i lavori per il suono della campanella del primo giorno di scuola, ma questa è la mission che ci siamo dati: mettere in sicurezza tutte le scuole dell’area metropolitana. Il complesso liceale Alighieri-Caravillani è stato una vera sfida vinta grazie alla collaborazione tra tutti i soggetti interessati, compresa la Sovrintendenza con la quale abbiamo dovuto confrontarci per il rifacimento delle facciate e il recupero dei molti fregi che ci sono», ha commentato Parrucci illustrando  nel dettaglio il progetto e la sua realizzazione.

«Nel I° Municipio stiamo facendo un lavoro sulle scuole davvero importante – ha detto Bonaccorsi -, in edifici che richiedono molte più attenzioni rispetto ad altri, perché hanno origini più antiche e strutture complesse. Quando interveniamo, inoltre, cerchiamo di tenere conto anche di un altro aspetto: del cambiamento climatico e dell’innalzamento delle temperature. L’inaugurazione di questo Polo liceale è motivo di orgoglio perché tiene insieme tutte queste esigenze. Ed è situato  in una piazza, come piazza Risorgimento, che è stata riqualificata ed è diventata uno spazio pubblico vissuto dai cittadini», ha concluso Bonaccorsi.

 Roma, 15 settembre 2026 –Fine modulo

Presentazione Polo

 Il Polo Liceale Alighieri-Caravillani nasce in seguito ad una delibera  del 23/12/2024 della Giunta Regionale del Lazio e del successivo decreto dell’USR Lazio (DDG 2626 del 27/12/2024) che ha fuso due prestigiosi istituti della città, il Liceo Classico “Dante Alighieri” ed il Liceo Artistico “Alessandro Caravillani”, dando vita a una nuova realtà che si posiziona nel panorama educativo e culturale della Capitale con una offerta formativa di tipo “umanistico”, integrata tra le due sedi e coerente con le esigenze del territorio. 

Le due sedi del Polo, infatti, vogliono rispondere, ognuna con la propria specificità curriculare, all’obiettivo di formare studenti orientati al settore delle “humanities”, un campo dove lo studio e la pratica della classicità e della creatività contemporanea si sostengono reciprocamente, e sono uno fondamento e stimolo dell’altro. La sfida proposta dall’Amministrazione con la fusione dei due Licei è diventata dunque il presupposto per costruire nel tempo una nuova offerta formativa coerente con l’aspirazione ad un modello di istruzione superiore che oltrepassi gli steccati tra discipline e indirizzi e educhi al pensiero complesso, all’integrazione tra i saperi e le competenze.  

La sede del Liceo Ginnasio Statale “Dante Alighieri” è ubicato dal 1938 nel centro storico della città di Roma, in Via Ennio Quirino Visconti, nelle immediate vicinanze di Piazza Cavour. La sua posizione centrale lo rende facilmente raggiungibile e strategicamente inserito nel tessuto urbano, in prossimità di significativi luoghi d’interesse culturale e storico. L’istituto rappresenta una scuola di riferimento per la formazione umanistica e classica, valorizzando anche la preparazione delle discipline STEM.

La collocazione favorisce un’interazione continua con il patrimonio culturale e artistico della città integrata nella programmazione didattica con possibilità di svolgere uscite, approfondimenti e percorsi formativi direttamente sul territorio.

Il bacino d’utenza principale è costituito prevalentemente da studenti residenti nel quartiere o provenienti da scuole secondarie di primo grado della zona. Tuttavia, la scuola ha assunto una dimensione cittadina più ampia grazie ad una buona accessibilità; le richieste di iscrizione giungono anche da altri quadranti urbani, anche distanti, e da comuni limitrofi, grazie al collegamento con snodi nevralgici garantito dai mezzi pubblici, in particolare la linea A della metropolitana.

Questa ampia distribuzione territoriale dell’utenza contribuisce a definire un profilo scolastico inclusivo e rappresentativo della complessità urbana romana. 

Nato nel solco della grande tradizione artistica della Capitale, il Liceo Artistico Statale “Alessandro Caravillani” coniuga la qualità degli insegnamenti, comuni e d’indirizzo, con la cultura umanistica contemporanea. La scuola è indirizzata verso una formazione integrata, pienamente consapevole degli strumenti caratterizzanti l’ordinamento tradizionale, quali il linguaggio della comunicazione per immagini e la produzione figurativa. L’insegnamento di indirizzo si integra con una approfondita preparazione culturale, peculiarità irrinunciabile delle moderne professionalità di chi opera nel mondo delle Arti visive, dell’Architettura, della Grafica, del Design della Moda e dell’Arredamento, e della progettazione e produzione artistica in generale. 

La sede del Liceo artistico “A. Caravillani” è in Viale di Villa Pamphili 71/c (Municipio XII, quartiere Monte Verde), è al centro di un vasto quadrante urbano densamente abitato, che va dal Gianicolo a Massimina, ben collegato con il centro città, con il litorale romano e con la direttiva ferroviaria urbana nord ovest. 

Nel Liceo “A. Caravillani” si integrano pertanto identità culturali e tendenze creative molteplici, che trovano nel principio dell’inclusione e dell’educazione ai diritti la chiave di una offerta formativa attenta alla qualità dell’insegnamento e alle istanze contemporanee. Recentemente è stato realizzato un campo sportivo polifunzionale all’aperto dedicato agli sport di squadra e alle attività sportive a corpo libero. A breve ulteriori lavori porteranno alla realizzazione di altre due aule da destinarsi a laboratori di indirizzo.  

Presentiamo a tutta la community social: studenti, famiglie e follower il logo ufficiale del Polo Liceale Alighieri Caravillani, nato dalla fusione di due realtà storiche e prestigiose della nostra città.
Il logo è composto da due lettere: la lettera (C) è dedicata al liceo “Classico” e “Caravillani”, evoca la tradizione umanistica, il pensiero critico, la profondità culturale. Mentre la lettera (A) rimanda ad “Artistico” e “Alighieri”, esprimendo così creatività, immaginazione, espressione visiva e libertà intellettuale.

Questa fusione visiva è un invito a leggere il logo non solo come un acronimo, ma come un simbolo di integrazione, dove le differenze diventano ricchezza e le identità si incontrano per generare nuove prospettive. Due anime, una visione comune ed un progetto educativo che guarda al futuro.

Il logo riflette la nostra intuizione educativa: unire il rigore del pensiero classico alla potenza espressiva dell’arte, per formare cittadini consapevoli, creativi e capaci di affrontare le sfide del mondo contemporaneo. È anche un segno di crescita condivisa, dove studenti, docenti e famiglie sono chiamati a costruire insieme una nuova comunità scolastica, fondata sul rispetto reciproco, sulla valorizzazione delle competenze e sull’apertura culturale.

Contatti

Polo Liceale Alighieri – Caravillani

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Housing Sociale, Maurizio Veloccia e Andrea Tobia Zevi: ”Roma pronta ad  alleanza Pubblico-Privato”  

Roma Capitale – HOUSING SOCIALEGli assessori di Roma Capitale all’Urbanistica,Maurizio Veloccia, e al Patrimonio e alle Politiche abitative,Andrea Tobia Zevi, hanno partecipato alla Commissione regionale Lazio dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), illustrando il nuovo quadro di interventi e strumenti che Roma Capitale sta mettendo in campo per affrontare il fabbisogno abitativo e sviluppare una nuova stagione di housing sociale e di edilizia residenziale accessibile.

Housing Sociale, Maurizio Veloccia e Andrea Tobia Zevi: ”Roma pronta ad  alleanza Pubblico-Privato”  

Al centro dell’incontro la necessità di ampliare significativamente l’offerta di abitazioni a prezzi sostenibili, intervenendo soprattutto a favore di quella fascia di popolazione che, pur avendo un reddito da lavoro, oggi rimane esclusa sia dall’edilizia pubblica sia dal mercato libero. Una domanda che riguarda lavoratori precari, giovani famiglie, nuclei monoparentali e lavoratori essenziali, come insegnanti, infermieri, operatori sociali e forze dell’ordine.

A Roma il fabbisogno complessivo è stimato in70 mila alloggi nei prossimi dieci anni, con circa 20 mila abitazioni di edilizia pubblica, 30 mila di housing sociale e 20 mila destinate al mercato libero per la fascia di reddito intermedia.

Gli Assessori hanno sottolineato che le politiche per la casa sono una delle priorità di questa Amministrazione e che oggi esistono le condizioni per trasformare questa priorità in una concreta opportunità di investimento e di sviluppo. Per questo Roma Capitale ha messo in campo una serie di iniziative. Un passaggio fondamentale è rappresentato dallaDelibera 203/2025, che mette a disposizione aree, strumenti urbanistici e patrimonio pubblico per consentire nuovi interventi di edilizia accessibile, senza ulteriore consumo di suolo. A questo si aggiunge ilRegolamento Capitolino per l’Abitare Sociale, in corso di chiusura, che punta a definire regole certe e prevedibili per l’intero territorio capitolino, stabilendo criteri per l’accesso, modalità di gestione, determinazione dei canoni e individuazione dei gestori sociali.


Inoltre, per rendere concretamente sostenibili gli interventi, Roma Capitale ha individuato diverse possibili leve:contributi a fondo perduto, opzioni di acquisto a tempo, partecipazione in equity, garanzie sulla morosità e strumenti legati al canone. Il principio è quello di un sostegno pubblico che cresce in misura più che proporzionale all’aumentare della quota di edilizia residenziale sociale prevista nell’intervento, secondo un meccanismo premiale e non redistributivo.

Un ruolo strategico sarà poi svolto dall’Agenzia Sociale per l’Abitare di Roma Capitale, che accompagnerà proprietari e conduttori nel rapporto locativo e gestirà il “Registro dei soggetti” idonei all’assegnazione degli alloggi. È inoltre in fase di attivazione un fondo di garanzia destinato a ridurre il rischio di morosità per i proprietari e favorire così l’immissione sul mercato di nuove abitazioni a canone concordato.

Sul fronte degli investimenti, Roma Capitale sta inoltre lavorando con laBanca Europea degli Investimenti (BEI)alla strutturazione di un veicolo finanziario pubblico-privato per acquisire, rigenerare e realizzare alloggi a canone accessibile. Il modello prevede il conferimento da parte dell’Amministrazione di capitale e patrimonio pubblico – terreni, immobili e diritti di superficie – insieme a una visione strategica integrata e alle competenze amministrative, mentre investitori privati e istituzionali possono apportare capitale e capacità progettuale e di sviluppo.

“L’incontro con la Commissione regionale ABI è stata un’importante occasione di confronto. Per affrontare il fabbisogno abitativo della città dobbiamo infatti mettere in campo tutte le risorse disponibili e costruire una forte alleanza tra istituzioni e il sistema del credito. La sfida, infatti, è far lavorare insieme pubblico e privato, mettendo a sistema patrimonio, risorse e capacità progettuale per aumentare l’offerta di abitazioni accessibili. Dobbiamo creare le condizioni perché investire nell’housing sociale torni a essere possibile anche per il privato. Solo così possiamo moltiplicare le risorse disponibili e trasformarle in nuove case a canone accessibile, garantendo al tempo stesso una forte regia pubblica e una reale risposta alla domanda abitativa” ha spiegato l’Assessore all’UrbanisticaMaurizio Veloccia.

«La crisi abitativa non riguarda più soltanto le fasce in condizione di maggiore fragilità, ma coinvolge una parte sempre più ampia della popolazione che lavora e non riesce ad accedere a una casa a condizioni sostenibili. Per rispondere a questa domanda servono nuovi strumenti e un salto di scala. Roma Capitale è pronta a svolgere pienamente il proprio ruolo, mettendo a disposizione patrimonio e garanzie, definendo regole certe e tutelando la funzione sociale degli interventi. Con l’Agenzia Sociale per l’Abitare e il veicolo finanziario allo studio con la BEI vogliamo costruire un sistema nel quale l’investimento privato concorra al raggiungimento di obiettivi pubblici chiari. L’alleanza con il sistema bancario, dunque, è decisiva per rispondere al fabbisogno abitativo con nuove abitazioni per giovani, famiglie e lavoratori essenziali, senza arretrare sulla regia pubblica.», ha dichiarato l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi.

 Roma, 15 settembre 2026 –

Housing Sociale – Housing Sociale – Housing Sociale – Housing Sociale

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Mobilità, al via settimana europea – Eugenio Patanè: ”Roma partecipa con 100 eventi”

Roma– Questa mattina  presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, l’Assessore alla Mobilità,Eugenio Patanè– insieme al Presidente della Commissione Mobilità e Capogruppo Pd in Assemblea CapitolinaGiovanni Zannola, e alla Presidente di Roma Servizi per la Mobilità,Anna Donati– ha presentato gli eventi organizzati da Roma Capitale in occasione della Settimana Europea della Mobilità 202

L’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per sensibilizzare cittadine e cittadini sull’importanza degli spostamenti urbani sostenibili. Il tema di quest’anno, “Mobilità per tutti e tutte”, pone un focus centrale sull’equità intergenerazionale, promuovendo l’accesso sicuro e autonomo alla mobilità in ogni fase della vita.

Mobilità, al via settimana europea – Eugenio Patanè: ”Roma partecipa con 100 eventi”

Tra le tante iniziative del fitto calendario dal 16 al 22 settembre:

•         Color Day nelle Scuole(16-22 settembre): Iniziative ricreativo-educative tra giochi, musica e socialità all’avvio dell’anno scolastico presso le strade scolastiche.

•         Misurazione del traffico ciclabile sul Grab(16-30 settembre): Attivazione di una stazione di misura temporanea in via Celio Vibenna per contare i passaggi di bici e monopattini.

•         Presentazione Biciplan(Giovedì 17 settembre): Presentazione, alla presenza del Sindaco, Roberto Gualtieri, dei risultati del percorso partecipativo con cittadini e stakeholder per la rete ciclabile.

•         Black Friday della Mobilità & Incentivi Bici(Venerdì 18 settembre): Al Borgo Pigneto Mobility Village, stand della sharing mobility con offerte e promozioni speciali. Contestualmente, lancio dell’iniziativa “Roma corre in Bici” che incentiverà l’uso delle due ruote per lavoratori e studenti.

•         Accensione ZTL Appia Antica & Pedalata GRAB(Sabato 19 settembre): Attivazione ufficiale dei varchi alla presenza dell’Assessore Patanè e pedalata collettiva lungo il tracciato del GRAB con partenza dal Colosseo.

•         Mobilità Gratuita e “Cammina nella Storia”(Martedì 22 settembre): Bici in sharing messe a disposizione gratuitamente dagli operatori Dott e Lime, e visite guidate gratuite di 30 minuti lungo l’anello pedonale monumentale della Capitale.

Inoltre, dal 15 settembre al 31 ottobre presso il Mattatoio di Testaccio sarà allestita lamostra fotografica “Roma che cambia – La città possibile”,un viaggio visivo sulle trasformazioni delle piazze e strade storiche affrancate dalle auto.

“Roma si muove, e lo fa insieme ai suoi cittadini”, ha dichiarato l’Assessore alla Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale, Eugenio Patanè.

“La nostra partecipazione alla Settimana Europea della Mobilità non è solo un momento celebrativo, ma la testimonianza di una trasformazione reale e tangibile della città. Con oltre 100 eventi distribuiti in tutti e 15 i Municipi — tra camminate, pedalate, convegni, spettacoli e iniziative per le scuole — vogliamo invitare tutti a vivere lo spazio pubblico in modo più sano, sicuro e partecipato.

Siamo convinti che la mobilità del futuro debba tutelare le nuove generazioni, restituire sicurezza a chi cammina e rendere il trasporto pubblico l’opzione più semplice, efficiente e conveniente per tutti. Invito tutte le cittadine e i cittadini a partecipare alle tante iniziative in programma su tutto il territorio romano”, ha concluso l’Assessore.

Il programma completo delle iniziative è consultabile sul sito ufficiale:romamobilita.it

Torna dal 16 al 22 settembre l’appuntamento annuale con la SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITÀ, la campagna-evento di sensibilizzazione sui temi della mobilità urbana sostenibile promossa dalla Commissione europea, che quest’anno ha scelto lo slogan “Mobilità per tutti e tutte”.

Il focus 2026 

Mobilità per tuttie tutte significa garantire che tutte le persone possano accedere a trasporti sostenibili, indipendentemente dal reddito, dalla posizione, dal sesso o dalle abilità.  

Molte persone si trovano ad affrontare sfide come i costi elevati o la mancanza di opzioni di trasporto che limitano il loro accesso al lavoro, all’istruzione e ai servizi essenziali; questo è noto come povertà dei trasporti. 

Nel 2026, la campagna si concentra in particolare sull’equità intergenerazionale, riconoscendo che le persone di tutte le età – dai bambini e giovani agli adulti e anziani – affrontano esigenze e sfide di mobilità diverse nel corso della loro vita.

La Settimana europea della mobilità ci invita a immaginare sistemi di trasporto accessibili, inclusivi e in grado di rispondere alle esigenze di ogni generazione, presente e futura.

Mappa e calendario(in aggiornamento)

Scopri le iniziative sulla mappa o per data, oppure in base ai tuoi interessi seleziona il Municipio, il settore o la tipologia dell’iniziativa

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Roma – Scuola “Romolo Balzani”, con il sindaco Gualtieri gli alunni rientrano dopo l’esplosione del 2025 

Roma– Con l’avvio delnuovo anno scolasticoriapre la scuola “Romolo Balzani”, nel Municipio V. Bambini e bambine sono tornati oggi nelle aule del plesso,completamente riqualificatodopo i danni provocati dall’esplosione del 4 luglio 2025. La scuola è stata inaugurata questa mattina dalSindaco di Roma Roberto Gualtierie torna ad accogliere360 alunnitra la scuola dell’infanzia comunale “Il Piccolo Principe”, la scuola dell’infanzia statale e la scuola primaria statale dell’Istituto comprensivo “Simonetta Salacone”.

Roma – Scuola “Romolo Balzani”, con il sindaco Gualtieri gli alunni rientrano dopo l’esplosione 2025 

All’inaugurazione hanno partecipato, oltre alSindaco, l’Assessora ai Lavori Pubblici e alle InfrastruttureOrnella Segnalini, l’Assessora alla Scuola, Formazione e LavoroClaudia Pratelli, l’assessora all’AmbienteSabrinaAlfonsi, l’Assessore alle PeriferieGiuseppe Battaglia, il Presidente del Municipio Roma VMauro Caliste, l’Assessora municipale alla ScuolaCecilia Fannunza, il Presidente di Risorse per RomaFabio Bellini, la dirigente scolastica dell’IC Simonetta SalaconeRossanna Labalestrae il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per il LazioDanilo Vicca.

Era il 4 luglio 2025 quando un’esplosionepresso un distributore di carburante in via dei Gordiani provocava un’onda d’urto chedanneggiava gran parte degli infissi esternidella scuola “Romolo Balzani”, oltre a murature perimetrali, tramezzature e ambienti interni. Pur senza danni strutturali significativi, l’intero edificio veniva dichiaratotemporaneamente inagibile dai Vigili del Fuoco. Per garantire la continuità delle attività scolastiche,d’intesa tra la scuola, l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Assessorato alla Scuola e il Municipio V, alunni e alunne venivano accolti in altri plessi del territorio, con un servizio di trasporto dedicato.

I lavori

Avviati il 29 ottobre 2025 e conclusi nell’estate 2026, i lavori eseguiti dalDipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici di Roma Capitalehanno avuto un investimento complessivo di2,4 milioni di euro. L’intervento, progettato daRisorse per Roma, è stato esteso a tutto il plesso, che si sviluppa su una superficie di circa3.500 mq. In particolare, sono stati sostituiti320 infissi esterni e interni e 111 porte; sono state ripristinate lemurature perimetrali e le tramezzaturedanneggiate dall’esplosione e riqualificate lefacciate, con la tinteggiatura di1.680 mqe il risanamento degli intonaci su circa500 mq. È stata inoltre ripristinata lacopertura, con la sostituzione dei pannelli e il miglioramento dell’isolamento. All’interno sono stati eseguiti interventi suintonaci e tinteggiature, sono state riqualificate leaule e gli spazi comunie sistemati lamensa e i servizi igienici. Sono stati inoltre ripristinati gliimpianti danneggiati, sostituita lascala esternae sistemate lescale di sicurezza e gli accessi. È stato riqualificato il campetto da baskete sistemato ilgrande cortile sul retro compresa la gradonata. Inoltre, ilDipartimento Ambientesi è occupato delgiardino, delle aree verdi e dell’area giochi, mentre ilDipartimento Scuolaha recuperato lamobilia rimasta integrae acquistatonuovi arrediper il plesso.

La riapertura di oggi dimostra che, quando si lavora insieme per il bene della comunità, si possono raggiungere risultati importanti in tempi molto brevi. In dieci mesi, con un investimento di 2,4 milioni di euro, abbiamo mantenuto l’impegno preso con i cittadini e restituiamo al quartiere questa bellissima scuola, completamente riqualificata e pronta ad accogliere 360 bambini e bambine. Ringrazio il Municipio, Risorse per Roma, gli assessorati e tutte le strutture coinvolte per il grande lavoro svolto e per la capacità di intervenire con rapidità dopo un evento così grave. Oggi riconsegniamo alle famiglie non soltanto un edificio rinnovato, ma un luogo fondamentale per la vita di questo quartiere. Per noi le scuole sono questo: spazi in cui i bambini crescono e imparano, ma anche punti di riferimento per le famiglie e per tutta la comunità. Per questo abbiamo voluto fare presto e fare bene, trasformando una situazione difficile nell’occasione per restituire al quartiere una scuola più bella, accogliente e funzionale”, dichiara il sindacoRobertoGualtieri.

Dopo l’esplosione non ci siamo limitati a riparare i danni: abbiamo scelto di intervenire sull’intera scuola e di restituire ai bambini un edificio completamente riqualificato. Il Dipartimento Lavori Pubblici ha lavorato con grande impegno per rispettare l’obiettivo della riapertura con il nuovo anno scolastico. Oggi riconsegniamo alla comunità un plesso rinnovato, sicuro e pienamente funzionale” dichiara l’AssessoraOrnella Segnalini.

“Oggi è un giorno di festa. La riapertura della Balzani è un regalo alla città e a tutto questo quadrante. Dopo il tragico evento che ha colpito questo territorio solo un anno fa, questo risultato è il frutto di uno sforzo straordinario che l’intera amministrazione ha messo in campo e che, in tempi record, ci consente di restituire una scuola completamente rinnovata, più efficiente, sicura e bella ai 360 bambini e alle bambine che la abitano. È un modo concreto con cui Roma Capitale ha detto che l’educazione dei più piccoli è una priorità, viene prima di tutto. Oggi le bambine e i bambini della Simonetta Salacone e della scuola dell’infanzia statale Il Piccolo Principe possonotornare nei loro spazi: è il risultato più importante, per loro, per le famiglie e per tutta la comunità del territorio”, commenta l’AssessoraClaudia Pratelli.

 “La scuola Balzani è una profondamente legata a questo territorio e la sua riapertura ha un valore che va oltre l’edificio. Significa restituire al quartiere un punto di riferimento, riportare i bambini nelle loro aule e ricomporre una quotidianità che l’esplosione aveva interrotto. Oggi è una giornata importante per tutta la comunità del Municipio V”, dichiara il presidente del Municipio Roma VMauro Caliste.

Roma, 14 settembre 2026

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Viterbo -“Addolorata” con lo “Stabat Mater” a Santa Maria della Verità

La Cappella Mazzatosta di Santa Maria della Verità a Viterbo, con gli affreschi quattrocenteschi di Lorenzo da Viterbo, è il raffinato scenario della quinta edizione della “Settimana Barocca”promossa dal Club di Territorio di Viterbo del Touring Club e dall’Associazione “Le Triolè”guidata da Giorgio Bottiglioni.

Viterbo -“Addolorata” con lo “Stabat Mater” a Santa Maria della Verità

Concerto d’apertura il 16 settembre (ore 21,00) con autori della Tuscia viterbese: Domenico Crivellati di Viterbo, i fratelli Mazzocchi di Civita Castellana (Domenico e Virgilio) e Francesco Soriano di Soriano nel Cimino. Il mezzosoprano Sofya Yuneeva è  accompagnata dai solisti dell’Orchestra Barocca di Roma “Furiosi Affetti”. Introduzione musicologica dello stesso Bottiglioni. Il concerto verrà replicato il giorno successivo (ore 11,00) nell’Aula Magna del Liceo”Santa Rosa da Viterbo” in via San Pietro.

Viterbese anche l’organista Ferdinando Bastianini (celebra 50 anni di attività musicale) che esegue il 18 settembre (ore 21,00) – sul grandioso organo della chiesa (Pinchi Foligno) inaugurato 40 anni fa dall’allora Ente del Turismo – alcune improvvisazioni su musiche barocche, anche dello stesso Crivellati.

Gran finale sabato 19 settembre (ore 21,00) con lo Stabat Mater di Giovanni Maria Clari in prima esecuzione moderna. Francesco Divito (sopranista), Aurelio Schiavoni (contraltista), Derlis

Gonzalez (tenore) e Federico Benetti (basso); Orchestra Barocca di Roma “Furiosi Affetti” con strumenti d’epoca. L’opera di Clari – aggiunge Bottiglioni – venne pubblicata per la prima volta nel 1744 e si compone di 15 brani secondo lo schema tradizionale, ma anche con frequenti duetti e terzetti affidati tra l’altro ad un sopranista e ad un contraltista che assicurano una sorprendente varietà timbrica. Lo Stabat di Clari si avvale anche di una strumentazione non limitata all’accompagnamento, ma in continuo dialogo tra le varie sezioni, con timbri e sonorità diverse. Va detto che la partitura è stata digitalizzata e non esiste una sua registrazione, così come non si hanno notizie di esecuzioni in tempi moderni.

Ingresso libero ad ogni concerto.

“La Settimana Barocca – commenta il console Touring Vincenzo Ceniti (tra i promotori dell’iniziativa), di cui ricordiamo talune serate nel Festival Barocco di Viterbo anni Settanta-Ottanta- qualifica l’offerta musicale della Tuscia che propone oggi, fortunatamente, numerosi festival e occasioni concertistiche”. L’iniziativa si avvale del sostegno della Provincia di Viterbo, del

Comune di Viterbo, della Parrocchia di Santa Maria della Verità e del Liceo Musicale “Santa Rosa da Viterbo”.

Touring Club

Nella foto, immagine di una precedente edizione

Chiesa di Santa Maria della Verità

La tradizione locale, non suffragata da documenti, ricorda la fondazione dell’insediamento religioso da parte dei canonici regolari premonstratensi nella seconda metà del XII secolo, con intitolazione originaria a san Macario, i quali si trasferirono presto a Roma (1231) lasciando l’edificio abbandonato. Alcuni decenni dopo vi si erano insediati i Servi di Maria, ai quali spetta la dedicazione della chiesa alla Madonna della Verità.

L’interno si presenta a croce latina con una profonda navata unica di forme romaniche, su cui si innestano gli altari rinascimentali e il transetto gotico, introdotto da un grande arco ogivale su quattro colonne pensili. L’interno è rischiarato da monofore e bifore. La copertura è a capriate lignee, decorate da pianelle dipinte, in gran parte ricostruite dopo la guerra ma con alcune originali del XV secolo, con firma di Paolo di Matteo. In controfacciata si trova un affresco staccato attribuito a Lorenzo da Viterbo o al Balletta, con l’Annunciazione (copia da quella nel Pantheon di Melozzo da Forlì) e i Santi Antonio Abate, Marta e Maddalena.

Segue la cappella Mazzatosta, ambiente originale del XV secolo (compresi la grata e il pavimento maiolicato), con un ciclo di affreschi diLorenzo da Viterboe aiuti (1469), commissionato da Nardo Mazzatosta e oggetto di un minuzioso restauro dopo la seconda guerra mondiale.

L’edificio del convento è oggi occupato dal Museo civico, compreso il chiostro gotico a pianta quadrata, decorato da elaborate quadrifore, con un loggiato superiore rinascimentale e al centro un pozzo di cisterna del 1536, proveniente dal distrutto monastero di Sant’Agostino.

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Cia-Agricoltori Italiani al Governo, la Pac dell’Unione Europea resti autonoma

Roma- Cia-Agricoltori Italiani– Senza un’agricoltura forte, l’Europa è più fragile. Alla vigilia dell’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il presidente del Consiglio europeo António Costa, Cia-Agricoltori Italiani torna a chiedere al Governo di sostenere con fermezza la centralità del settore primario nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Ue.

Cia-Agricoltori Italiani al Governo, la Pac dell’Unione Europea resti autonoma

In una lettera inviata alla presidente del Consiglio e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, sottolinea la delicatezza della fase politica che si apre: “Le prossime settimane saranno decisive per le scelte che definiranno il prossimo QFP e, con esse, le risorse e gli strumenti attraverso i quali l’Unione europea sarà chiamata ad accompagnare il settore agricolo nei prossimi anni”.

            “La sicurezza alimentare, la capacità produttiva, la competitività delle imprese, la tutela del territorio e la vitalità delle aree rurali -si legge nella lettera- rappresentano elementi essenziali della resilienza europea e richiedono una Politica agricola comune forte, autonoma e adeguatamente finanziata”. Da qui l’appello al Governo affinché questa impostazione trovi piena espressione nella posizione italiana sulle prospettive di bilancio dell’Unione.

Una necessità resa ancora più urgente dalle ultime emergenze climatiche: temperature elevate, siccità e precipitazioni sempre più irregolari mettono sotto pressione le produzioni, riducono la disponibilità idrica e aumentano i rischi a carico delle imprese agricole. “Si tratta di condizioni che rendono ancora più evidente la necessità di una politica agricola europea capace di accompagnare concretamente gli agricoltori”, spiega Fini, mettendoli nelle condizioni di “affrontare shock climatici, economici e geopolitici sempre più frequenti”.

Allo stesso tempo, il presidente di Cia chiede che le dotazioni finanziarie del prossimo QFP tengano costo dell’aumento dei costi e dell’inflazione, evitando che il valore reale delle risorse agricole venga progressivamente eroso.

“Difendere la centralità dell’agricoltura, preservare una Pac forte e autonoma, garantire risorse adeguate e rafforzare gli strumenti per affrontare le nuove sfide climatiche ed economiche devono quindi rappresentare priorità irrinunciabili nelle prossime decisioni sul QFP”, conclude Fini nella lettera.   

Roma, 14 set

Cia-Agricoltori Italiani è una delle maggiori organizzazioni di categoria in Italia e in Europa. Lavora per la salvaguardia e la valorizzazione del settore primario e per la tutela di imprese e agricoltori.

Nata nel 1977 come Cic-Confederazione Italiana Coltivatori, derivata dall’Alleanza Nazionale dei Contadini del 1955, nel 1992 è diventata Cia-Confederazione Italiana Agricoltori.

Tra le priorità dell’organizzazione: la tutela del reddito degli agricoltori, l’affermazione del settore primario nel sistema economico italiano e globale, la competitività delle imprese sui mercati, la rivitalizzazione delle aree rurali, i diritti del lavoro agricolo esercitato come impresa. Cia lavora ogni giorno per un’agricoltura sempre più sostenibile, attenta a qualità, sicurezza, biodiversità, educazione alimentare, difesa dell’ambiente e del suolo. 

Cia-Agricoltori Italiani ha sede nazionale a Roma ed è presente in quasi tutti i Comuni italiani, con uffici regionali, provinciali e zonali, oltre ad avere una rappresentanza a Bruxelles. È tra i membri del COPA (Comitato delle Organizzazioni Professionali Agricole dell’Unione Europea) e dell’OMA (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori). 

L’impegno della Confederazione è garantire i diritti e salvaguardare i 650 mila iscritti e le 170 mila imprese agricole associate sul territorio nazionale. 

Inoltre, Cia rappresenta circa 330 mila pensionati (Anp), supporta più di 50 mila imprenditrici (Donne in Campo) e sostiene oltre 14 mila giovani (Agia).

Tra i settori multifunzionali spiccano circa 4.500 agriturismi (Turismo Verde), 13.600 aziende biologiche (Anabio) e 6.200 imprese a filiera corta (la Spesa in Campagna). Più di recente, sono nate, nel 2019 l’Associazione Florovivaisti Italiani e, nel 2020, PescAgri. 

Cia si avvale anche dell’Associazione Agricoltura è Vita che si occupa di formazione, ricerca e divulgazione, e può vantare un’organizzazione no profit di riferimento (ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo). Infine, sono promosse dalla Confederazione anche Esco Agroenergetica e Aiel, Associazione italiana energie agroforestali. 

Ogni anno Cia assiste 1 milione di persone, agricoltori e cittadini, attraverso il patronato Inac e i centri di assistenza Caf e Caa.

Cia-Agricoltori Italiani – Cia-Agricoltori Italiani – Cia-Agricoltori Italiani

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Roma Municipio XIII- Castel di Guido, via “Bocca di Rosa”  il “bazar della prostituzione”

Roma Municipio XIII-Castel di Guido-Tra l’indifferenza  di Autorità, politici  di TUTTI i Partiti e di Associazioni e Comitati, è in  crescita il “mercato” della prostituzione. Sono, aumentate le occupazioni delle piazzole per attesa autobus, dove oramai ci sono soltanto sedie per “signorinein attesa di clienti  .Un finale che sicuramente è un segno che a Castel di Guido il “Bene Comune” non esiste e il perché è che non porta nessun riscontro sia economico e sia in termini elettorali. Oramai il borgo di Castel di Guido non ha rappresentanti politici validi nelle Istituzioni, non ha Associazioni e Comitati disposti a difendere il paesaggio , il decoro morale e il patrimonio della Campagna Romana.

. Oramai c’è bisogno  che qualcuno all’Ufficio della Toponomastica  del Comune di Roma Capitale  cambi il nome di Via di Castel di Guido in via di “Bocca di Rosa”.

Perché? Visto il continuo aumento delle postazioni di esposizione  che mutua nel peggio e nell’orrendo  ilRed Light District(o Rosse Buurt) di Amsterdam. Peccato che via di Castel di Guido, ovvero “Bocca di Rosa” , non abbia i canali navigabili .

Castel di Guido, ovvero la Periferia della Democrazia, qui ai margini dell’immensa storia della Campagna Romana, sta nascendo una zona “franca” dove i Cittadini, dimenticati dal Municipio e dal Campidoglio, dovranno iniziare  a pensare di essere un’enclave di una Repubblica del Centro-Africa, ma che,ahimè, devono pagare le tasse a Roma Capitale.

A Castel di Guido il nuovo bazar della prostituzioneArticolodi Franco Leggeridel 30 Maggio 2008

Articolo del30 Maggio 2008 -Articolo di Franco Leggeri

in:CronacaArticolo del30 Maggio 2008 -Articolo di Franco Leggeri:“…Ma se fosse solo questo il problema di via Castel di Guido, già via Aurelia Antica, si potrebbe risolvere. Noi cittadini quante volte ci siamo sostituiti alle istituzioni pulendo a spese nostre questa via…
Un fatto è certo: via Castel di Guido non è più una strada secondaria, ora questo tratto della vecchia Aurelia è diventata una strada super trafficata, perché vi stazionano circa 36 (trentasei) Signore che occupano postazioni strategicamente studiate per procurare incidenti stradali. Forse ,visto che la strada non è illuminata, qualcuno ha “pensato” che queste lucciole illuminino questa vecchia via consolare in modo che chi, poeticamente, la percorre possa trovare e provare suggestioni assimilabili a quelle che provava l’Imperatore Antonino Pio quando la transitava con la biga, Marco Aurelio, che pure ha passeggiato su questa via, è ora fermo a piazza del Campidoglio, peccato che abbia un cavallo senza motore! Il casale della Bottaccia non viene restaurato forse perché è diventato il casale di “una bottaccia e via”. Questa via è diventata la via del telefonino, c’è molto campo e campi, sono tutti fermi per telefonare…mai visti tanti automobilisti così rispettosi del codice della strada. E’ anche la via dei” cicoriari” che con la scusa di raccogliere la cicoria, nascosti dietro i cespugli, guardano gli amplessi amorosi; poi inizia la stagione dei raccoglitori di asparagi etc. Ogni stagione ha il suo frutto…anche proibito…Questi cercatori tornano a casa stanchissimi… C’è il paziente previdente che ha le scarpe e stivali da campagna in auto che  indossa per la visita urologica-ginecologica “in fratta”.


C’è chi crede che queste Signore siano della “Squadra speciale” che stanno misurando gli “uccelli della fauna romana” che poi catalogano. Qualcuno riposa, sono tanti gli autisti di aziende molto note che qui schiacciano …il pisolino. C’è una Signora che aspetta, da circa un anno l’autobus 023, quello che passa e ripassa ogni 50 minuti. Lo perde sempre, ma questa Signora, nell’attesa, fa terapia a uomini soli che si fermano con la loro auto, in mezzo alla strada, scendono e parlano a lungo con lei. Ce n’è uno, di questi pazienti, che quasi tutti i giorni, le poggia la testa sulla spalla e lei lo accarezza, qui ha trovato l’affetto, fanno tanta tenerezza! Invia di Castel…. pardon Bocca di Rosac’è tutto, di varie etnie. L’Italia, come è giusto, accoglie tutto e tutti e a tutti e tutte vengono riconosciuti i titoli accademici e qui, appunto, hanno trovato lavoro, rigorosamente diplomate, le”uccellatrici” di via Bocca di Rosa.

Una cosa sorprendente è che nell’ormai famoso“Casale della Bottaccia”vi abbiano trovato alloggio stranieri, forse non proprio regolari e un’ala, di questo fabbricato, è stata adibita a lupanare, giustamente visto che questa struttura è stata costruita sulla dimora dell’imperatore Antonino Pio…C’è chi seduto in macchina “è in un’ansia di amorevole attesa”, come direbbe il Foscolo. Questi ansiosi, dopo aver finito di fare giardinaggio, posteggiano il furgone o l’auto e aspettano il proprio turno…. C’è chi passeggia con la macchina, creando code incredibili, perché osserva ciò ch’è disponibile. E’come in un mercato: c’è chi domanda il prezzo e poi va via, c’è chi vuol vedere e toccare la merce, c’è chi salta giù dal motorino e si infratta subito…poveraccio non ne poteva più, c’è il masturbatore incallito che maneggia il cambio con velocità, una velocità da quattordicenne, c’è chi riposa sotto un pino prima e dopo, vi sono gli assidui.

Si nota spesso, molto spesso, un Signore,“attempatello” che, da una vecchia Fiat Palio grigia, scarica vecchie poltrone la sua giustificazione è: “dare un minimo di conforto alle Signore”. C’è chi porta bibite, chi ristora le Signore più disagiate. Vi sonouccellatriciche fanno e si fanno accompagnare, per la “ pausa mensa”, alla tavola calda dall’ultimo o dal prossimo visitatore. Per l’igiene? Esempio per l’acqua? Niente problema, dopo le prestazioni si utilizza l’acqua minerale, rigorosamente reclamizzata dalla televisione…e i bisognini vari? Qui non ci sono i WC chimici. Niente problema e visto che siamo in un’antica via consolare ci si affida almetodo “Columella”: “Fabae pinuissimus locus vel stercoratus destinatur…”( alle fave destinasi un luogo grassissimo o letamato). C’è un però, peccato che al tempo delColumellanon estevano le bottiglie di plastica e il povero Columella non aveva previsto lo smaltimento della plastica. Comunque il problema plastica e residui lattiginosi si risolve lanciando il tutto nei prati e tra i cespugli e, come è risaputo, l’erba crescendo nasconde qualsiasi cosa. Vi sono momenti in cui, quando vi è traffico zero, lungo la via Bocca di Rosa si sente un suono di flauto che proviene da dietro un cespuglio, più in là risponde un piffero e qualche volta anche un clarinetto. Che concerto! Sembra quasi che si faccia il verso alla Pastorale di Beethoven, certo ogni tanto c’è, si sente, qualche “stecca” ma che volete di più, questo è un concerto spontaneo, “eseguito” con strumenti non sempre accordati. Una considerazione va fatta: è proprio vero che la musica si percepisce  e suona a prescindere dalla nazionalità e dalle lingue parlate. Comunque sono concerti sponsorizzati da varie ditte visto i furgoni, con scritte sui fianchi e sui teloni, che stazionano per molto tempo ai margini della strada, con gli indirizzi web in bella mostra.
Lungo via Castel di Guido sono fioriti già i ciclamini di bosco .e quindivia “Bocca di Rosa”. Crediamo sia questo il nome giusto che le autorità debbano dare a via Castel di Guido ex via Aurelia Antica. Certo costa soldi il cambio delle targhe  e insegne ,stradali, ma si potrebbe chiedere alle ditte che fanno stazionare i loro furgoni su questa via di pagare una tassa sulla pubblicità e per l’occupazione di suolo pubblico , così il problema denaro sarebbe risolto.

“Laetior ut foetus siliquis fallacibus esset, Et quamvis igni exiguo properata maderet” Columella.
Traduzione:“per empir di bel frutto i gusci infidi, che presto s’ammollisse a picciol fuoco”.

Articolo di Franco Leggeri Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

E’ essenziale che la voce di chi vive a Castel di Guido venga amplificata attraverso i suoi articoli e le sue analisi. Continueremo a combattere per i diritti dei cittadini di Castel di Guido, affinché la loro lotta diventi un faro di speranza per tutti coloro che si trovano in situazioni simili.

La nostra Redazione si impegna a portare alla luce le ingiustizie della nostra società, inclusa la difficile situazione di Castel di Guido. E’ fondamentale che le storie di queste Comunità vengano raccontate, affinché tutti possano comprendere le sfide che affrontano ogni giorno. Grazie al supporto dei nostri lettori, possiamo continuare a fare la differenza

Castel di Guido, un borgo tra storia e Campagna Romana

Castel di Guidoè una storica località dell’Agro Romano, nel territorio di Roma, immersa in un paesaggio rurale caratterizzato da campi, boschi e antichi casali. Il suo nome è legato al castello medievale sorto nell’area, testimonianza di un passato in cui il territorio rappresentava un importante punto di collegamento e presidio lungo le antiche vie che conducevano verso il litorale.

Il borgo conserva ancora oggi un’atmosfera profondamente legata allacampagna romana, lontana dal ritmo della metropoli. Tra gli elementi di maggiore interesse spicca lachiesa medievale dello Spirito  Santo, che rappresenta uno dei luoghi simbolo della comunità locale e custodisce la memoria storica e religiosa del borgo.

Il territorio circostante è caratterizzato da una significativa presenza naturalistica e agricola, con ampie aree verdi che contribuiscono a conservare l’identità dell’anticoAgro Romano.

Castel di Guidorappresenta così un’interessante realtà in cuistoria, natura e tradizione ruraleconvivono a pochi chilometri dal cuore di Roma, offrendo uno scorcio autentico di quella campagna romana che per secoli ha caratterizzato il paesaggio della Capitale.

Franco Leggeri Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

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Roma, Le Interviste impossibili al Teatro Tordinona raccolte in un libro

Roma, Le Interviste impossibili al Teatro Tordinona raccolte in un libro– Le interviste impossibili al Teatro Tordinona, curata daLaura De LucaeRenato Giordanoe da lui diretta, in corso dal 2023 nel prestigioso teatro romano, è giunta alla sua quarta edizione. Il varo avverrà mercoledì 30 settembre, ed è preceduto quest’anno dalla presentazione dell’antologia, edita daArmando Editore,che raccoglie una selezione di ventuno delle quarantacinque conversazioni immaginarie che sono state in scena nelle tre passate stagioni. Ventuno testi per altrettanti autori, diversissimi per età, formazione, esperienza professionale: ventuno personaggi come Caino e l’Intelligenza Artificiale, come Socrate o Stalin etc affidati a un parterre di prestigiosi attori come Marina Tagiaferri, Luigi Diberti, Edoardo Siravo, Milena Vukotic e molti altri.  Due tra le interviste impossibili sono ancora inedite e saranno in scena in questa prossima stagione: a Casanova e alla Televisione.

Le Interviste impossibili al Teatro Tordinona raccolte in un libro

Il volume Le interviste impossibili sarà presentato lunedì 21 settembre alle ore 18,30 presso lo stesso Teatro Tordinona, nell’ambito della rassegnaLetture in scena, curata daGiulia Mininni.Parteciperà una nutrita rappresentanza dei ventuno autori: Giovanni Antonucci, Annamaria Barbato Ricci, Franco Cardini, Ennio Cavalli, Laura De Luca, Giovanni Federico, Idalberto Fei, Maurizio Gianotti, Renato Giordano, Claudio Giovanardi, Giancarlo Gori, Amma Hurkmans, Letizia Leone, Giuseppe Manfridi, Evelina Piscione, Luca Raffaelli, Mariù Safier, Lucio Saviani, Lucetta Scaraffia, Galatea Vaglio, Giovanni Maria Vian.

L’incontro sarà anche l’occasione per presentare il cartellone della stagione 2026-2027, che quest’anno include notevoli sorprese tra gli autori, i personaggi e gli interpreti.

Leinterviste impossibilicontinuano a rinnovare il loro fascino sul palcoscenico delTeatro Tordinona di Roma, attraverso una formula che unisce teatro, cultura, storia e immaginazione. La rassegna proponedialoghi immaginaricon personaggi storici, letterari e mitologici, trasformando ogni incontro in unospettacolo teatralecapace di coinvolgere il pubblico. È proprio questa originalità a renderele interviste impossibiliun appuntamento particolare nel panorama dellacultura romana. Tra memoria e contemporaneità,le interviste impossibilidimostrano ancora una volta come il teatro possa riportare in vita idee, personaggi e vicende del passato, creando un confronto sorprendentemente attuale. Per gli appassionati diteatro a Roma, la rassegna rappresenta dunque un’occasione per assistere a incontri fuori dall’ordinario e riscoprire, attraverso la scena, il valore della fantasia e della narrazione.

Teatro Tordinona,Cenni storici

Il Teatro Tordinona, costruito nel 1670, è stato il più grande ed il più prestigioso teatro romano perlomeno in tutto il ‘700 e l’ ‘800. Poi è stato distrutto nel 1886 per permettere la costruzione degli imponenti argini del Tevere, e quindi salvare il centro di Roma dalle continue inondazioni. Infatti il Teatro era sull’ argine del Tevere ed era possibile accedervi sia dall’ acqua che dalla terra. I politici del tempo decisero però che non andava perduto il nome e lo IACP (Istituto autonomo Case popolari ora ATER) si prese l’impegno di costruire un teatro col nome storico di Tordinona nel palazzo della loro sede che sarebbe stato eretto a qualche centinaio di metri di distanza dal vecchio Teatro Tordinona (o Teatro Apollo).


Il nuovo Teatro Tordinona, inaugurato nei primi anni 30 del secolo scorso è attivo da allora e si è sempre distinto per una programmazione culturalmente all’ avanguardia per i tempi .Per circa vent’anni dal dopoguerra (durante la guerra mondiale fu trasformato in rifugio antiaereo) fino al 1968 cambiò il suo nome in “Pirandello” per ricordare le frequentazioni del grande drammaturgo, per poi tornare in tempi di contestazioni e collettivi culturali al nome originario. L’ attuale gestione del teatro da parte dell’ “Associazione Culturale Tordinona” si associa al nome del suo direttore artistico, l’autore, regista e musicista Renato Giordano che lo dirige ininterrottamente dal 1979 ad oggi. Gli anni della gestione di Renato Giordano confermano la vocazione moderna e contemporanea della sala di Via degli Acquasparta. Il Teatro di Rainer W. Fassbinder, gli americani Mamet, Shepard, Albee, Graczyc, i russi Koliadà e Sadur, e tutta la nuova drammaturgia inglese, francese e dei paesi dell’ est hanno avuto la prima edizione italiana al Tordinona, così come era avvenuto in passato con Tenneesee Williams, Adamov, Genet, etc. Ma ancor di più è impegno che il Tordinona mette nella promozione della drammaturgia italiana, ospitando presso di se il Sindacato Nazionale Autori Drammatici e promuovendo continuamente nuovi autori con programmazioni e rassegne (ricordiamo Schegge d’autore e Serate in Corto), oltre ad ospitare serate di musica etnica e Jazz. Dal 2012 Renato Giordano è stato affiancato nella direzione artistica da Ulisse Benedetti che ha al suo attivo 50 anni di storia ininterrotta del Teatro di Ricerca Romano. Nel suo passato artistico ci sono la fondazione del Teatro Beat 72, del teatro Colosseo, e del Colosseo Nuovo Teatro, la direzione organizzativa dei Festival Internazionali dei Poeti, Gli Open Concert della sala Borromini, il lavoro effettuato negli anni 90 nella periferia Sud Est di Roma (Tor Bella Monaca), con spettacoli di teatro, di danza, di cinema e di arti figurative, nell’intento (poi avverato) di far nascere nell’estrema periferia, oltre il raccordo anulare, il Teatro Stabile di Area Metropolitana.

Roma, Teatro Tordinona

Via degli Acquasparta 16

mail:tordinonateatro1gmail.com– tel. 06.7004932

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Arte, Cultura e SpettacoliLazioRivista d'Arte Online

The Art Film Fest torna alla GNAMC per la terza edizione

Roma-Cinema e arte contemporanea tornano a incontrarsi a Roma con la terza edizione diThe Art Film Fest (TAFF), in programmail 21 settembre alle 18.00 nella Sala delle Colonne della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Il festival, ideato daInside Arte promosso daFondazione Patrimonio ItaliaeFAD – Fim Art Digital, in collaborazione con laGalleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, è dedicato al documentario d’autore e alle produzioni cinematografiche che esplorano il mondo delle arti visive.

The Art Film Fest torna alla GNAMC

Nato nel 2024, in occasione del ventennale di Inside Art, il TAFF è stato pensato per creare a Roma uno spazio di confronto tra cinema e cultura contemporanea, riunendo i diversi protagonisti della filiera: artisti, registi, produttori, distributori, broadcaster e istituzioni culturali. Al centro della manifestazione c’è il cinema come strumento per avvicinarsi all’arte e ai suoi protagonisti, entrando negli studi degli artisti, ricostruendo storie meno conosciute e osservando da vicino la nascita e lo sviluppo delle opere.

Il progetto è stato voluto daGuido Talarico, editore e direttore di Inside Art, insieme aRenata Cristina Mazzantini, direttrice della GNAMC, con l’obiettivo di valorizzare il documentario come forma di approfondimento culturale e di narrazione visiva. Nelle prime due edizioni, i lavori presentati hanno attraversato linguaggi e discipline differenti, mettendo in relazione cinema, pittura, fotografia, performance, installazione, videoarte e ricerca contemporanea.

Come si svolgerà la serata del TAFF

La serata del21 settembresarà il momento conclusivo del concorso, con l’annuncio deitre lungometraggi vincitorie delcortometraggio vincitore, categoria introdotta per la prima volta in questa terza edizione. Le opere in gara sono state selezionate tra documentari e cortometraggi dedicati al mondo dell’arte nelle sue diverse forme, dalla pittura alla fotografia, dalla performance alle installazioni, fino alla videoarte e alla ricerca contemporanea.

Proprio aicortometraggiè dedicata una delle principali novità di quest’anno. Il vincitore sarà scelto direttamente dal pubblico durante unaserata speciale in programma il 15 settembre al Cinema Troisi di Roma, che anticiperà l’appuntamento alla Galleria Nazionale. Gli spettatori saranno chiamati a votare tra i corti selezionati, mentre il risultato della votazione sarà annunciato il21 settembre durante il TAFF, insieme ai vincitori della sezione dedicata ai lungometraggi.

Il concorso 2026 era aperto a opere completate dopo il2021, ammettendo sia lungometraggi sia, per la prima volta, cortometraggi. Potevano partecipare anche lavori già presentati in altri festival o trasmessi in televisione, con candidature raccolte attraverso la piattaforma FilmFreeway fino al 31 luglio.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Aperta a Roma nel 1883, laGalleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea fu trasferita a Valle Giulia, di fronte alla imponente scalinata che scende da Villa Borghese, per l’Esposizione Universaledel1911, nel monumentale palazzo di ispirazione neoclassica e gusto Liberty realizzato dall’architettoCesare Bazzani,dove ha sede ancora oggi.

Custodisce una delle più ampie collezioni d’arte, circa20.000 operetra dipinti, disegni, sculture e installazioni che testimoniano le principali correnti artistiche dall’Ottocento ai nostri giorni: dal Neoclassicismo all’Impressionismo, dal Divisionismo alle Avanguardie storiche dei primi anni del Novecento, dal Futurismo e Surrealismo, dal più cospicuo nucleo di opere di arte italiana tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento alla cosiddettaScuola Romana.

A partire dal 2014, la Galleria ha avviato un progetto di riorganizzazione e di riordino degli spazi. Le collezioni sono state al centro di una profonda rilettura che ha ripensato l’allestimento con la grande mostraTime is Out of Joint. L’esposizione, che cita i versi dell’Amleto diWilliam Shakespeare“The time is out of joint”, sonda l’elasticità del concetto di tempo, un tempo non lineare ma stratificato, che sembra porre in atto il dilemma dello storico dell’arte Hans Belting “la fine della storia dell’arte o la libertà dell’arte”.

L’attuale allestimento delle collezioni si dirama così in percorsi simultanei in cui le opere sono accostate perassonanze,contrasti,rimandiecitazioni, vantando nomi come Alexander Calder,Giacomo Balla, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Paul Cézanne, Giorgio De Chirico, Marcel Duchamp, Lucio Fontana,Alberto Giacometti, Renato Guttuso, Francesco Hayez, Vasilij Kandinskij,Gustav Klimt, Jannis Kounellis, René Magritte, Joan Miró,Amedeo Modigliani, Piet Mondrian, Claude Monet, Giorgio Morandi,Cy Twombly, Vincent van Gogh e Andy Warhol.

In sintesi:

Cinema e arte contemporanea tornano a incontrarsi nella Capitale conThe Art Film Fest, il festival dedicato al documentario d’autore e alle produzioni cinematografiche che raccontano il mondo delle arti visive. La terza edizione diThe Art Film Festè in programma lunedì 21 settembre alle ore 18 nella Sala delle Colonne dellaGalleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC)di Roma.

Nato nel 2024 in occasione del ventennale di Inside Art, il festival è stato ideato per creare uno spazio di confronto tra cinema e cultura contemporanea, mettendo in relazione artisti, registi, produttori, distributori e istituzioni culturali. Nel corso delle prime edizioni,The Art Film Festha proposto opere capaci di esplorare differenti forme artistiche, dalla pittura alla fotografia, dalla performance alla videoarte.

The Art Film Fest, la novità dei cortometraggi

Una delle principali novità dell’edizione 2026 diThe Art Film Festè l’introduzione, accanto alla categoria dei lungometraggi, di una sezione dedicata aicortometraggi. Il vincitore della nuova categoria sarà scelto direttamente dal pubblico durante una serata speciale al Cinema Troisi, in programma il 15 settembre.

Il risultato della votazione sarà quindi annunciato durante la serata conclusiva del 21 settembre alla GNAMC, insieme ai vincitori della competizione dedicata ai documentari.

La terza edizione diThe Art Film Festprevede infatti l’assegnazione di tre premi per i lungometraggi e di un riconoscimento per il cortometraggio vincitore. Le opere selezionate affrontano il mondo dell’arte attraverso linguaggi differenti, offrendo uno sguardo sul rapporto tra creazione artistica, cinema e cultura contemporanea.

Cinema e arti visive alla Galleria Nazionale

Il progetto nasce dall’iniziativa diGuido Talarico, editore e direttore di Inside Art, eRenata Cristina Mazzantini, direttrice della GNAMC, con l’obiettivo di valorizzare il documentario come strumento di approfondimento e narrazione dell’arte.

PerThe Art Film Fest, il cinema diventa così una lente attraverso la quale osservare il lavoro degli artisti, entrare nei loro percorsi creativi e conoscere storie e protagonisti della scena contemporanea. La collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea rafforza inoltre il dialogo tra istituzioni culturali, produzione audiovisiva e ricerca artistica.

L’appuntamento del 21 settembre rappresenta quindi il momento conclusivo del concorso 2026 e confermaThe Art Film Festcome uno spazio dedicato all’incontro tra cinema, arte contemporanea e pubblico, nel cuore culturale di Roma.

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Lazio

Il cordoglio di Cia-Agricoltori Italiani per la morte di Emma Bonino

Roma, 11 set – Cia-Agricoltori Italiani esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino, protagonista di primo piano della politica italiana ed europea.

Emma Bonino, la tenacia e la passione

Una donna che ha fatto della passione, del coraggio e dell’indipendenza di pensiero le cifre distintive di un’intera vita. Con tenacia costante, ha guidato per decenni battaglie storiche per i diritti civili, in particolare delle donne, e la libertà individuale, lasciando un’impronta indelebile nelle istituzioni per la costruzione di un’Europa più aperta, giusta e coesa. Il suo impegno ha toccato anche temi vicini al mondo agricolo e rurale, in particolare nel confronto su politiche comunitarie, tutela dei consumatori e sicurezza alimentare.

“Grande dispiacere per la morte di Emma Bonino -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. La sua resta un’eredità importante per la nostra storia politica e civile”.   

Cristiano Fini, imprenditore agricolo di Castelfranco Emilia, nel Modenese, dove è titolare di un’azienda vitivinicola con 13 ettari investiti a vigneto biologico.

Già presidente di Cia Emilia-Romagna dal 2018 e, precedentemente, di Cia Modena. Fa parte del CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro) e dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) ed è nel Cda di Cantine Riunite Civ. È stato anche membro della Giunta Camerale di Modena. 

Cristiano Fini,è alla guida di Cia-Agricoltori Italiani dal 20 maggio 2022.

Cia-Agricoltori Italiani è una delle maggiori organizzazioni di categoria in Italia e in Europa. Lavora per la salvaguardia e la valorizzazione del settore primario e per la tutela di imprese e agricoltori.

Nata nel 1977 come Cic-Confederazione Italiana Coltivatori, derivata dall’Alleanza Nazionale dei Contadini del 1955, nel 1992 è diventata Cia-Confederazione Italiana Agricoltori.

Tra le priorità dell’organizzazione: la tutela del reddito degli agricoltori, l’affermazione del settore primario nel sistema economico italiano e globale, la competitività delle imprese sui mercati, la rivitalizzazione delle aree rurali, i diritti del lavoro agricolo esercitato come impresa. Cia lavora ogni giorno per un’agricoltura sempre più sostenibile, attenta a qualità, sicurezza, biodiversità, educazione alimentare, difesa dell’ambiente e del suolo. 

Cia-Agricoltori Italiani ha sede nazionale a Roma ed è presente in quasi tutti i Comuni italiani, con uffici regionali, provinciali e zonali, oltre ad avere una rappresentanza a Bruxelles. È tra i membri del COPA (Comitato delle Organizzazioni Professionali Agricole dell’Unione Europea) e dell’OMA (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori). 

L’impegno della Confederazione è garantire i diritti e salvaguardare i 650 mila iscritti e le 170 mila imprese agricole associate sul territorio nazionale. 

Inoltre, Cia rappresenta circa 330 mila pensionati (Anp), supporta più di 50 mila imprenditrici (Donne in Campo) e sostiene oltre 14 mila giovani (Agia).

Tra i settori multifunzionali spiccano circa 4.500 agriturismi (Turismo Verde), 13.600 aziende biologiche (Anabio) e 6.200 imprese a filiera corta (la Spesa in Campagna). Più di recente, sono nate, nel 2019 l’Associazione Florovivaisti Italiani e, nel 2020, PescAgri. 

Cia si avvale anche dell’Associazione Agricoltura è Vita che si occupa di formazione, ricerca e divulgazione, e può vantare un’organizzazione no profit di riferimento (ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo). Infine, sono promosse dalla Confederazione anche Esco Agroenergetica e Aiel, Associazione italiana energie agroforestali. 

Ogni anno Cia assiste 1 milione di persone, agricoltori e cittadini, attraverso il patronato Inac e i centri di assistenza Caf e Caa.

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Lazio

Latina, nasce la “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del ‘900”

Latina, Nasce la “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del Novecento”– Con la firma ufficiale del protocollo d’intesa avvenuta questa mattina ad Alghero, presso Villa Maria Pia, è nata formalmente la “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del Novecento”.

Un accordo storico che unisce comuni di tutta Italia per la promozione, tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano del XX secolo, e che vede il Comune di Latina nel ruolo di città capofila.

La cerimonia si è svolta nel contesto delle celebrazioni per il 90° anniversario della fondazione di Fertilia, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, della referente della Struttura di Missione per gli Anniversari Nazionali Elena Guerri Dall’Oro, del sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e degli altri primi cittadini e amministratori delegati delle città fondatrici della Rete,

Latina, Tresignana, Pontinia, Sabaudia, Predappio, Arborea, Carbonia, Torviscosa, e Guidonia Montecelio, alle quali si aggiunge Pomezia che ha comunicato l’adesione al progetto.

L’intesa segna la nascita di una piattaforma nazionale di collaborazione istituzionale, culturale e scientifica che consentirà di coordinare progetti di rigenerazione urbana, promuovere studi e attività didattiche, avviare il percorso verso la candidatura dell’architettura razionalista a patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e lanciare il primo “Festival delle Città del Novecento”.

Latina, nasce la “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del Novecento”: il messaggio del Sindaco Matilde Celentano

Particolarmente significativo il messaggio lanciato dal sindaco di Latina Matilde Celentano, che ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Oggi diamo vita a qualcosa di grande: una rete che unisce le nostre storie per proiettarle nel futuro. Se da soli si va più veloci, insieme si va più lontano.

Sanciamo un’alleanza strategica tra Comuni che oggi conta 11 enti coinvolti (numero destinato a crescere poiché la Rete è un organismo aperto a nuovi innesti) per il futuro e lo sviluppo dei nostri territori”.

La prima cittadina ha poi ricordato il legame profondo e identitario tra Latina e la terra sarda: “Essere qui per il 90° anniversario di Fertilia – ha affermato il sindaco Celentano – mi fa sentire a casa, non solo per le mie origini sarde, ma per l’anima comune che unisce Fertilia e Latina.

Entrambe le nostre comunità condividono una vocazione all’accoglienza e al riscatto, segnata nel secondo dopoguerra dall’arrivo degli esuli di Istria e Dalmazia. Il percorso che ci porta qui oggi nasce dalla candidatura di Latina a Capitale Italiana della Cultura 2026, dal lavoro fatto con Cantiere Città e dal Festival dell’Architettura del Novecento.

Dimostreremo che la nostra memoria non è cenere da custodire, ma un fuoco da far ardere per costruire il domani.”

La stesura tecnica del protocollo, condivisa con tutti i Comuni aderenti la Rete, è stata curata da un punto di vista legale e amministrativo dall’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio con il Dipartimento Territorio e Rigenerazione Urbana del Comune di Latina.

“La firma di oggi – ha dichiarato l’assessore Muzio – è il coronamento di un lavoro giuridico e amministrativo complesso e certosino, che ha ottenuto l’approvazione delle Amministrazioni comunali coinvolte senza alcun onere immediato per i bilanci degli enti.

Con la nascita del Comitato di Coordinamento, le Città di Fondazione smettono di essere considerate musei a cielo aperto statici e diventano laboratori vivi di urbanistica contemporanea. Da oggi siamo pronti a lavorare uniti per intercettare bandi di finanziamento regionali, nazionali ed europei, promuovere il restauro conservativo del nostro patrimonio razionalista e organizzare la prima edizione del Festival delle Città del Novecento”.

La prima cittadina di Latina Celentano e l’assessore Muzio hanno ringraziato il sindaco Cacciotto e Mauro Manca, direttore dell’Ecomuseo Egea Fertilia per l’ospitalità e per l’organizzazione dell’evento, che ha richiamato anche la presenza dell’Unione italiana che ad oggi rappresenta gli italiani autoctoni di Slovenia e Croazia.

A margine della sottoscrizione istituzionale, la delegazione del Comune di Latina prenderà parte agli eventi culturali e celebrativi in programma per il 90° di Fertilia, tra cui la presentazione del libro commemorativo, le mostre storiche e la proiezione del film “Rotta 230° – Ritorno alla Terra dei Padri”.

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Lazio

Emma Bonino, il cordoglio

Emma Bonino, il cordoglioEmma Bonino è morta l’11 settembre 2026 a Roma, all’età di 78 anni.A dare l’annuncio è stato il partito che aveva contribuito a fondare, +Europa. Ex ministra degli Esteri, commissaria europea, deputata ed europarlamentare, Bonino è stata soprattutto una delle figure che hanno modificato più profondamente il linguaggio dei diritti civili in Italia. La sua storia appartiene alla politica, ma non soltanto: appartiene anche allacultura delle immagini, della voce e del corpo trasformati in strumenti di testimonianza.

ESEQUIE DI STATO IN FORMA LAICA DI EMMA BONINO

Emma Bonino, l’addio

Roma, 11 settembre 2026 –La camera ardente sarà allestita presso la Protomoteca in Campidoglio e sarà aperta al pubblicodomenica 13 settembre, dalle ore 12 alle ore 19, elunedì 14 settembre, dalle ore 10 alle ore 19.

Martedì 15 settembre, alle ore 12.30, sempre nella Protomoteca in Campidoglio, si terranno le esequie di Stato in forma laica, con la commemorazione ufficiale.

BONINO, GUALTIERI: “DONNA STRAORDINARIA, PROFONDO DOLORE SUA SCOMPARSA”

Roma, 11 settembre 2026 – “Accolgo con profondo dolore la notizia della scomparsa di Emma Bonino, una donna straordinaria che ha attraversato da protagonista decenni di vita politica e civile italiana ed europea e che, con le sue battaglie e le sue idee, ha lasciato un segno profondo nella nostra società. La sua determinazione e la sua indipendenza, insieme alla forza di un europeismo sempre convinto, ne hanno fatto una personalità di straordinario spessore e un punto di riferimento ben oltre la sua storia politica e quella radicale. Anche nei momenti di confronto più acceso, Emma Bonino ha saputo portare avanti le proprie convinzioni con coraggio e coerenza, contribuendo a rendere l’Italia un Paese più aperto e avanzato: dal divorzio alla Legge 194, fino alla battaglia contro la pena di morte e al suo impegno umanitario. Battaglie diverse, unite da una profonda attenzione alla libertà e alla dignità delle persone, che hanno segnato la nostra storia civile. Con lei scompare una figura importante della storia repubblicana e una voce autorevole della vita pubblica del nostro Paese. Alla sua famiglia, alla comunità radicale e a tutte le persone che le hanno voluto bene rivolgo il cordoglio mio e di Roma Capitale”.

Così il Sindaco di Roma,Roberto Gualtieri.

BONINO: BAGLIO (PD), “GRANDE PROTAGONISTA DELLA POLITICA ITALIANA E DELLE BATTAGLIE PER LA LIBERTÀ”

Roma, 11 settembre 2026 – “La scomparsa di Emma Bonino lascia un vuoto profondo nella politica italiana e nella storia delle nostre istituzioni. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea, Emma Bonino è stata una grande protagonista della vita pubblica del nostro Paese e una donna capace di portare le proprie battaglie oltre i confini nazionali.

Ha dedicato tutta la sua vita alla difesa della libertà di scelta, dei diritti civili, della democrazia e della dignità della persona, affrontando con coraggio battaglie spesso difficili e anticipando temi che oggi sono parte fondamentale della nostra coscienza civile.

Oggi resta il valore di una donna che non ha mai rinunciato a battersi per ciò in cui credeva. Alla sua famiglia, alle persone che le sono state vicine e a tutta la comunità radicale esprimiamo il più sincero cordoglio”, affermaValeria Baglio, assessora alle Attività produttive, alle Pari opportunità e alle Attività di coordinamento in materia di politiche e decoro del Centro Storico di Roma Capitale.

EMMA BONINO, ASSESSORE PERIFERIE PINO BATTAGLIA: “SCOMPARE UNA COMBATTENTE TENACE, LIBERA E CORAGGIOSA”

Roma, 11 settembre 2026 – “Con Emma Bonino scompare una protagonista straordinaria della vita politica italiana. Pur provenendo da storie politiche diverse, ho sempre riconosciuto in Emma Bonino una donna di straordinaria forza, capace di sostenere le proprie battaglie con coraggio e passione civile.

Una combattente tenace, che non ha mai arretrato nelle battaglie per i diritti e la libertà delle persone. La sua voce mancherà al nostro Paese. Ai suoi familiari, alle persone che hanno condiviso con lei tanti anni di impegno politico e civile e a quanti le hanno voluto bene va il mio cordoglio più sincero”, così l’assessore alle Periferie di Roma CapitalePino Battaglia.

BONINO. PATANÈ: “GRAZIE EMMA, CI HAI INSEGNATO CHE I DIRITTI SI CONQUISTANO, NON SI RICEVONO”

Roma, 11 settembre 2026 – “Emma ci ha insegnato che i diritti non si ricevono, si conquistano anche quando nessuno ancora li immagina: con le firme raccolte ai tavoli in strada, con il digiuno, con il proprio corpo, con una disobbedienza civile sempre dichiarata e mai violenta”: lo dichiara l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale,Eugenio Patanè.

Il divorzio, l’aborto, la moratoria universale sulla pena di morte, la lotta contro le mutilazioni genitali femminili: dietro molte delle libertà che oggi diamo per scontate– proseguePatanèc’è il suo metodo prima ancora della sua voce. L’onore che ho avuto di fare alcune di queste battaglie da militante accanto a lei è grande e non lo dimenticherò. Perché è con questo spirito che Emma è stata una maestra di sostenibilità e di europeismo. Non l’Europa delle circolari, ma quella di Rossi, di Spinelli, di Langer: una comunità politica che cresce allargando i diritti, non solo i confini”.

Quell’idea l’ha portata a Bruxelles da Commissaria, alla Farnesina da Ministra e, fino all’ultimo nelle piazze, senza mai smettere di dire che l’Europa si costruisce dove vivi, tutti i giorni.

Roma perde una cittadina che l’ha abitata e attraversata per cinquant’anni, sempre dalla parte di chi aveva meno voce. Alla sua famiglia, alle compagne e i compagni della comunità radicale e a Più Europa va il mio abbraccio. Il modo migliore per ricordarla è semplice e difficile insieme: cominciare a raccogliere firme quando nessuno ancora ci crede. Perché essere classe dirigente– concludePatanènon è gestire il presente ma immaginare e lottare per il futuro che altri ancora non vedono.

 BONINO, VELOCCIA: “DONNA STRAORDINARIA, CI MANCHERANNO LA SUA VOCE, LA SUA DETERMINAZIONE E LA SUA STRAORDINARIA CAPACITA’ DI NON ARRENDERSI MAI”

Roma, 11 settembre 2026 –“Emma Bonino è stata una donna straordinaria: libera, coerente, capace di mantenere le proprie convinzioni anche quando significava andare controcorrente e, al tempo stesso, sensibile ed empatica. Per oltre cinquant’anni ha attraversato la vita pubblica e politica del nostro Paese con una forza, una coerenza e un coraggio fuori dal comune. Ha combattuto battaglie complesse, spesso anticipando il cambiamento della società: dai diritti delle donne alla libertà di scelta, dall’abolizione della pena di morte alla difesa dei diritti umani, fino all’impegno per un’Europa più forte e unita.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella politica italiana e nella storia delle battaglie per i diritti e le libertà.

Ci mancheranno la sua voce, la sua determinazione e quella straordinaria capacità di non arrendersi mai” è quanto dichiara l’Assessore all’Urbanistica di Roma, MaurizioVeloccia.

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Lazio

Roma, Patanè (PD) – Concerti Jovanotti, Metro aperta sino all’una e mezza, anche domenica

Roma, Patanè (PD) – Concerti Jovanotti, Metro aperta sino all’una e mezza, anche domenica– Per i due concerti di Jovanotti al Circo Massimo, sabato 12 e domenica 13 settembre, Roma Capitale mette in campo un piano della mobilità ad hoc: più metro per chi arriva da fuori, e più tutela per i residenti zona Circo Massimo.

Concerti Jovanotti, trasporto pubblico prolungato

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, l’Assessorato alla Mobilità ha disposto il prolungamento dell’orario di esercizio anche per la notte tra il 13 e il 14 settembre (l’orario ordinario del sabato notte già prevede la chiusura delle metropolitane all’1.30) allineando l’ultima partenza dai capolinea alle ore 01:30 su tutte e tre le linee. Un provvedimento coerente con il Piano Roma Notte, che parte da un principio semplice: la sicurezza stradale, di notte, si costruisce prima di tutto sul ferro, non sull’auto privata.

L’altra misura relativa ai concerti guarda invece ai residenti. Aventino e San Saba sono i due rioni più esposti quando il Circo Massimo si riempie, per questo nelle ore di maggiore afflusso e deflusso del pubblico, l’Assessorato ha chiesto alle autorità competenti l’istituzione di varchi ad accesso riservato ai soli residenti e ai veicoli autorizzati, con delimitazioni fisiche e presidio della Polizia Locale di Roma Capitale nelle vie di accesso ai due quartieri.

“Due concerti così importanti per la città – ha commentato l’Assessore alla Mobilità di Roma CapitaleEugenio Patanè– portano con sé una responsabilità precisa: garantire che tutti, chi viene da fuori per la musica e chi a Roma ci abita tutti i giorni, possano vivere quelle due sere senza il traffico impazzito. Per questo prolunghiamo l’orario della metro anche la domenica, allineandola al sabato, e per questo abbiamo chiesto varchi dedicati per Aventino e San Saba. Sono due facce della stessa idea di mobilità: più trasporto pubblico per chi arriva, più protezione per chi resta. Ne avevamo parlato direttamente con i residenti nei mesi scorsi, e questa è una prima importante risposta”.

IL DETTAGLIO DELLE MISURE

Dalle 00:30 di sabato e sino a domenica, in occasione dei concerti, è prevista l’istituzione didivieti di sostalungo via delle Terme Deciane, via dei Cerchi, via del Circo Massimo, via della Greca, via di valle Murcia, piazzale Ugo la Malfa.

 

Questo, invece, ilprogramma delle chiusure al trafficoin occasione dei concerti:

 

– dalle 10 di venerdì e sino a lunedì chiusa al traffico via dei Cerchi (tratto piazza di Porta Capena-via dell’Ara Massima di Ercole);
 

– dalle 20:30 di venerdì e sino a lunedì chiuse al traffico via del Circo Massimo (tratto piazza di Porta Capena-via della Greca), via della Greca (tratto via dell’Ara Massima di Ercole-piazza Bocca della Verità), via dell’Ara Massima di Ercole;

 

– dalle 23 di venerdì e sino a lunedì chiuse al traffico via del Circo Massimo (tratto via della Greca-piazza di Porta Capena), via della Greca (tratto piazza Bocca della Verità-via dell’Ara Massima diErcole);
 

– dalle 22 a fine servizio di sabato e domenica chiusa al traffico piazza di Porta Capena.

 

Trasporto pubblico, modifiche interesseranno le linee 51, 75, 81, 85, 87, 118, 160, 628, 715 e C3. Deviata anche la linea notturna nMC .
 


Temporaneamentesospese le fermatenumero 70517, 70545, 70547, 70549, 78403, 78404, 70782, 78401 e 78402.

Per quanto riguardala rete della metropolitana, è previsto unpotenziamento per la serata di domenica: le ultime corse saranno effettuate alle ore 1:30, anziché alle 23:30 (il sabato le metro sono già in funzione fino alle ore 1:30). 

Modifiche anche peri parcheggi: domenica la chiusura è fissata alle 2:15, anziché alle 00:15.


Dalle 22 del 12 e 13 settembre e sino al termine dei concerti, è prevista inoltre la sospensione dellafermata Circo Massimodella linea B della metropolitana.

In alternativa si potranno utilizzare le fermate di Colosseo e Piramide.

Informazioni e aggiornamenti sullapagina dedicata di romamobilita.it
 

Roma, 10 settembre 2026 

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Lazio

ACOS, On.Svetlana Celli (PD): “Rafforziamo autonomia e indipendenza dell’Azienda”

ACOS, On.Svetlana Celli (PD): “Rafforziamo autonomia e indipendenza dell’Azienda”– L’Assemblea capitolina ha approvato il Piano programma 2026-2028 dell’Azienda speciale ACOS – Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici e strumentali di Roma Capitale – e il relativo contratto di servizio.

A presentare in Aula la delibera la presidente dell’Assemblea capitolina On.Svetlana Celli

“Con la delibera 26 del gennaio 2026 abbiamo sciolto la vecchia Agenzia e dato vita alla costituenda Azienda speciale ACOS Lo abbiamo fatto garantendo la continuità delle funzioni già svolte, senza alcuna interruzione. È stato un passaggio fondamentale per rafforzarne l’autonomia e l’indipendenza rispetto a Roma Capitale. Oggi, come Azienda speciale, ACOS ha una propria personalità giuridica e una piena autonomia patrimoniale, gestionale, tecnica e operativa”, spiega la presidente On.SvetlanaCelli.

“Questo nuovo assetto – continua – ci consente di rafforzare il monitoraggio e il controllo dei servizi pubblici locali gestiti direttamente da Roma Capitale, dalle società partecipate o da soggetti terzi. C’è anche un cambio di paradigma: oggi individuiamo le attività da monitorare e, sulla base di queste, definiamo il fabbisogno finanziario. In questo modo garantiamo stabilità, sostenibilità e certezza del rapporto di servizio”. 

“Con il contratto di servizio abbiamo dunque definito nel dettaglio le attività che ACOS svolgerà a supporto dell’Amministrazione capitolina a partire dalla relazione annuale. Previsto il monitoraggio dei reclami e delle segnalazioni, dell’esecuzione degli affidamenti e dei contratti di servizio, la mappatura territoriale dei servizi tramite piattaforma GIS. La distribuzione geografica dei servizi pubblici, compresi quelli relativi al verde pubblico e agli impianti sportivi, sarà resa disponibile attraverso una piattaforma cartografica online, aggiornata con cadenza trimestrale e liberamente consultabile”, conclude la presidente dell’Assemblea Capitolina On.Svetlana Celli.

Azienda Speciale ACoS – Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali e strumentali di Roma Capitale

Che cos’è l’Agenzia ACOS

L’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale (ACOS) è stata istituita dal Consiglio Comunale di Roma conDeliberazione n. 39 del 14 marzo 2002, così come modificata e integrata dalle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina n. 212 del 22 ottobre 2007,n. 34 del 27 giugno 2017 e, da ultimo,n. 76 del 4 ottobre 2022. Scopo principale dell’Agenzia è quello di contribuire a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali. L’Agenzia, operando in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione, espleta la propria attività di istituto su tutti i servizi pubblici locali di Roma Capitale e costituisce un’esperienza innovativa nel controllo dei livelli di qualità e di quantità degli erogatori di servizi.

I compiti istituzionali

L’Agenzia ACOS espleta funzioni di verifica e monitoraggio della qualità dei servizi e di supporto propositivo e tecnico-conoscitivo nei confronti dell’Assemblea Capitolina, del Sindaco e della Giunta Capitolina. Inoltre realizza studi, pareri ed esercita un’attività di vigilanza costante per verificare le modalità di erogazione dei servizi e garantire una informazione tempestiva e documentata sulle condizioni di svolgimento degli stessi; inoltre, su richiesta dell’Assemblea Capitolina, del Sindaco e della Giunta Capitolina esprime pareri preventivi sugli schemi degli atti concessori e autorizzativi, delle convenzioni e dei contratti di servizio e può proporre la modifica delle clausole delle autorizzazioni e delle condizioni tecniche di svolgimento dei servizi, ove ciò sia richiesto dall’andamento del mercato o dalle ragionevoli esigenze degli utenti.

La Relazione Annuale

L’Agenzia presenta all’Assemblea Capitolina una Relazione Annuale sullo stato dei servizi pubblici locali e sull’attività svolta. La Relazione Annuale è il principale strumento di ricognizione e analisi delle condizioni di svolgimento dei servizi. Inoltre, rappresenta il mezzo con cui l’Agenzia rende conto all’Assemblea Capitolina dell’attività svolta.

On.Svetlana Celli-Presidente Assemblea Capitolina

On.Svetlana Celli-Presidente Assemblea Capitolina e Consigliera eletta Partito Democratico-Sono la messaggera dei cittadini, dei loro problemi e dei loro sogni. Per una Roma che merita molto di più, di tornare al centro delle nostre vite

Romana di nascita, vivo con i miei due figli Samuele e Ludovica ed il mio compagno Fabrizio, e sono laureata inLettere e Filosofia.
L’esperienza di vita e professionale maturata aTor Bella Monaca, quartiere in cui sono cresciuta, mi ha permesso di vivere in prima persona le difficoltà dellaperiferiae di affrontare con determinazione le battaglie in Assemblea Capitolina. Il mio scopo è dimostrare che esiste la bella e sana politica, facendo tornare lafiducia nella politicaai cittadini che l’hanno purtroppo persa da tempo per l’incapacità e l’amoralità degli amministratori di Roma.

Sono unadonna, unamamma, una figlia appassionata che non si ferma mai, cercando, anche facendo molti errori, diascoltare e aiutarechi ha bisogno.
Nelle piazze o in Aula Giulio Cesare, vicina alle persone “normali”, a tutti icittadiniche ci chiedono una città a misura d’uomo, senza abbandonarli.

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Lazio

ISTAT. Eugenio Patanè (PD): “In 5 anni Roma raddoppia i Bus a basse emissioni”  

ISTAT. Eugenio Patanè (PD): “In 5anni Roma raddoppia i Bus a basse emissioni”  – Dall’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale,Eugenio Patanè (Partito Democratico): “Il rapporto Istat “Ambiente urbano – Anno 2024”, diffuso oggi, permette un confronto diretto su cinque anni: rispetto al 2019, Roma cresce sia nell’offerta di trasporto pubblico locale sia, in modo più netto, nella sostenibilità del parco autobus. Ed è un dato che ancora non tiene conto della grande operazione di rinnovamento delle linee, della flotta bus, metro e tram e delle altre innovazioni che stiamo introducendo nella capitale”: lo dichiara l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale,Eugenio Patanè(PD).

Eugenio Patanè: “Netto cambio di passo”

“Sul fronte dei bus a basse emissioni il cambio di passo è netto. Nel 2019 – aggiungePatanè– gli autobus a basse emissioni del trasporto pubblico romano erano il 21,4% del totale, tra le quote più basse registrate nei grandi Comuni italiani. Nel 2024 quella quota supera il 50%, sopra la media dei capoluoghi metropolitani italiani, ferma al 47,5%. In cinque anni Roma è passata dal fondo della classifica a sopra la media nazionale, più che raddoppiando la quota di mezzi puliti”.

“Sull’offerta di trasporto pubblico, Roma conferma e rafforza una posizione già solida: nel 2019 era terza in Italia con 6.883 posti-km per abitante, dietro solo a Venezia e Milano. Nel 2024 l’offerta è salita a 7.293 posti-km per abitante – una crescita del 5,9%, nonostante il crollo della pandemia nel mezzo – confermando Roma al terzo posto, sopra la media dei capoluoghi metropolitani. Sono due indicatori indipendenti, certificati da Istat, che vanno letti insieme al percorso di investimento avviato su più fronti che questi dati non tengono ancora in conto: i 121 nuovi tram CAF Urbos e i treni Hitachi in consegna, il rinnovo della flotta bus, gli interventi sulla rete metropolitana, sulla rete tranviaria e le nuove linee tram in via di realizzazione, l’operazione idrogeno per il deposito di Acilia e il servizio a chiamata che sta dando risultati molto importanti. Tutti questi dati confermano una direzione che a Roma stiamo perseguendo da tempo: più servizio e un parco mezzi più sostenibile, in linea con gli obiettivi che ci diamo anche nel confronto con le altre capitali europee”.

“Roma dunque – concludePatanè– aumenta i passeggeri, consolida il terzo posto nazionale e migliora la flotta, dal punto di vista della qualità e della sostenibilità, nonostante la quota pro capite per cittadino del Fondo Nazionale Trasporti sia 1/3 rispetto ad altre grandi realtà italiane. Il lavoro prosegue: l’obiettivo è consolidare questi risultati e continuare a colmare il divario che resta rispetto alle città del Nord Europa, con gli investimenti già programmati sulla rete tranviaria e metropolitana, grazie anche all’utilizzo totale dei fondi Pnrr, e all’avvio del servizio a chiamata che a partire dalla prima sperimentazione nel quartiere di Massimina sta vedendo una crescita quotidiana ed esponenziale”.

Eugenio Patanè (Partito Democratico)-Assessore alla Mobilità. 49 anni, avvocato, nel marzo 2018 è stato eletto, per la seconda legislatura consecutiva, consigliere regionale del Lazio nelle liste del Pd ed ha ricoperto la carica di presidente della commissione Infrastrutture, Lavori Pubblici, Mobilità e Trasporti. Dal 2006 al 2008 è stato consigliere comunale di Roma, dal 2007 ha ricoperto l’incarico di responsabile del dipartimento Mobilità del PD Lazio e nel 2010 è stato eletto presidente del PD Roma. Dal 2002 al 2005 ha collaborato con l’assessorato alle Politiche per la Mobilità del Comune di Roma ed è stato Presidente della Commissione consultiva del servizio pubblico non di linea.

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Viterbo, “Settimana Barocca” alla chiesa Santa Maria della Verità

Viterbo, “Settimana Barocca” alla chiesa Santa Maria della Verità– Riceviamo e pubblichiamo. Non solo musica d’autore, ma anche meritevole attenzione ai compositori nostrani del Sei-Settecento, secondo le buone pratiche della “Settimana Barocca” di Santa Maria della Verità a Viterbo (quinta edizione)  in programma dal 16 al 19 settembre per le celebrazioni della Santissima Addolorata.                                                                                                                            

Concerto d’apertura  il 16 settembre (ore 21) con musiche di Domenico Crivellati (1602-1638) di buon lignaggio viterbese e moglie bagnaiola, che ebbe l’avventura e l’onore da giovanissimo di strimpellare le prime note alla tastiera dell’organo sotto lo sguardo compiaciuto del maestro Girolamo Frescobaldi, all’epoca organista di San Pietro a Roma.

“Di lui si sa poco –  commenta il direttore artistico della manifestazione Giorgio Bottiglioni – e l’occasione sarà dunque favorevole per apprezzarne il fraseggio melodico e l’accurato accompagnamento strumentale”.                                                                                                               

Tra gli altri autori della serata  – affidata  al mezzosoprano Sofya Yuneeva  con i solisti  dell’orchestra “Furiosi Affetti” dotati di strumenti d’epoca –  si fanno notare i fratelli Domenico e Virgilio Mazzocchi originari di Civita Castellana. Il primo, in particolare (Civita Castellana 1597-1646), fu maestro di Cappella della cattedrale civitonica e della Cappella Giulia di Roma.                                                                                                                                                         

Spazio anche ad un altro compositore della Tuscia viterbese, Francesco Soriano (Soriano 1549, Roma 1621) anch’egli allievo di un tutore  stellato dell’epoca, come Pierluigi da Palestrina.

Parte del programma viene replicato il giorno successivo  alle ore 11 presso l’aula Magna del  Liceo Musicale “Santa Rosa” da Viterbo.  

Tanta Viterbo anche con Ferdinando Bastianini, altro prodotto fatto in casa (organista da 50 anni) , che il 18 settembre (ore 21) ci farà ascoltare alcune improvvisazioni (la sua specializzazione) su musiche dello stesso Domenico Crivellati di cui conosceremo gradevoli retroscena.

Bastianini siederà all’organo monumentale (Pinchi, Foligno) di Santa Maria della Verità che compie quarant’anni dalla sua installazione nel 1986.  

“E’ un privilegio del  tutto inaspettato – sottolinea  Vincenzo Ceniti  sostenitore come console Touring Club della ‘Settimana Barocca’ – poter  commentare questo anniversario che mi riporta ai vecchi tempi, quando ne sollecitai la costruzione  da parte  dell’Ente provinciale per il Turismo per il Festival Barocco di allora”.

La “Settimana Barocca si conclude il 19 settembre con lo Stabat Mater in do minore per 4 voci, archi e continuo di Giovanni Maria Clari da Pisa (1677-1754): Francesco Divito (sopranista), Aurelio Schiavoni (contraltista), Derlis Gonzales Morel (tenore), Federico Benetti basso e l’orchestra barocca di Roma “Furiosi Affetti”. Ingresso libero in ogni spettacolo.

 La manifestazione,  è promossa dall’associazione musicale e culturale  “Le Triolè” con i contributi di  Provincia e  Comune di Viterbo, l’ospitalità della Parrocchia di Santa Maria della Verità, la collaborazione del Liceo Musicale “Santa Rosa di Viterbo” e quella operativa del Club di Territorio di Viterbo del Touring Club Italiano.

Articolo di Vincenzo Ceniti

Vincenzo Ceniti-Giornalista-Direttore per oltre trent’anni dell’Ept/Apt. Ha curato l’organizzazione di numerose edizioni del Festival Barocco di Viterbo e di altre iniziative di ogni genere. Console di Viterbo del Touring Club.

Viterbo-Chiesa di Santa Maria della Verità

La tradizione locale, non suffragata da documenti, ricorda la fondazione dell’insediamento religioso da parte dei canonici regolari premonstratensi nella seconda metà del XII secolo, con intitolazione originaria a san Macario, i quali si trasferirono presto a Roma (1231) lasciando l’edificio abbandonato. Alcuni decenni dopo vi si erano insediati i Servi di Maria, ai quali spetta la dedicazione della chiesa alla Madonna della Verità.

L’interno si presenta a croce latina con una profonda navata unica di forme romaniche, su cui si innestano gli altari rinascimentali e il transetto gotico, introdotto da un grande arco ogivale su quattro colonne pensili. L’interno è rischiarato da monofore e bifore. La copertura è a capriate lignee, decorate da pianelle dipinte, in gran parte ricostruite dopo la guerra ma con alcune originali del XV secolo, con firma di Paolo di Matteo. In controfacciata si trova un affresco staccato attribuito a Lorenzo da Viterbo o al Balletta, con l’Annunciazione (copia da quella nel Pantheon di Melozzo da Forlì) e i Santi Antonio Abate, Marta e Maddalena.

Segue la cappella Mazzatosta, ambiente originale del XV secolo (compresi la grata e il pavimento maiolicato), con un ciclo di affreschi diLorenzo da Viterboe aiuti (1469), commissionato da Nardo Mazzatosta e oggetto di un minuzioso restauro dopo la seconda guerra mondiale.

L’edificio del convento è oggi occupato dal Museo civico, compreso il chiostro gotico a pianta quadrata, decorato da elaborate quadrifore, con un loggiato superiore rinascimentale e al centro un pozzo di cisterna del 1536, proveniente dal distrutto monastero di Sant’Agostino.

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Lazio

CMRC, inaugurato nuovo centro sportivo “Luigi Antenucci”

CMRC, inaugurato nuovo centro sportivo “Luigi Antenucci”– Dal Vicesindaco metropolitano Pierluigi Sanna, la Consigliera delegata a Sviluppo economico, Attività turistiche ed Energia Alessia Pieretti – Inauguratoil9 settembre, a San Gregorio da Sassola il nuovo centro sportivo “Luigi Antenucci”, riqualificato con i fondi PNRR- PUI Sport. 

CMRC, lavori conclusi a tempo record

I lavori, inaugurati a novembre 2025, sono stati conclusi a tempo record considerando anche le criticità riscontrate durante l’esecuzione, che hanno visto anche un cambio di affidamento a una nuova ditta. Uno degli oltre 60 cantieri finanziati con i fondi PNRR, che, per la parte relativa agli impianti sportivi e ai poli di sport, benessere e disabilità sono stati tutti realizzati nei comuni al di fuori della Capitale, per un investimento totale di oltre 100 milioni. 

Circa 750 mila euro i fondi per San Gregorio di Sassola, che hanno consentito di realizzare un nuovo campo da calcio in erba sintetica, conforme al regolamento FIGC-LND, il cui fondo è stato stabilizzato e livellato, con la creazione del sistema di drenaggio e dell’impianto di irrigazione necessario alla corretta manutenzione del manto erboso. 

In più, i lavori hanno interessato anche gli spogliatoi che, oltre ad avere una nuova suddivisione degli spazi, sono stati completamente coibentati, impermeabilizzati e dotati di nuovi impianti elettrico, idrico e di climatizzazione, consentendo come previsto dal PNRR il salto di due classi energetiche. 

È questo, secondo Pieretti, un aspetto fondamentale “che consente ai Comuni di contenere le risorse per la manutenzione degli impianti sportivi: l’efficientamento energetico è un pilastro del PNRR e ha un impatto non solo ambientale, ma anche economico importante per le casse pubbliche”. 

Ora, i tanti ragazzi e giocatori dell’attuale squadra del luogo, l’ASD Gregoriana, avranno uno spazio completamente rinnovato in cui giocare e incontrarsi. 

“Sono i servizi a rendere i nostri luoghi attrattivi: la lotta allo spopolamento si fa dotando davvero i piccoli comuni del territorio di infrastrutture, reti, servizi pubblici e luoghi pubblici di sport, cultura e socialità. Le comunità locali possono tornare a essere vive e attrattive, rispetto alla grande città, ma solo a condizione di poter accedere ai servizi di base e a luoghi di incontro. Città metropolitana, attuando appieno il principio di sussidiarietà che la Costituzione stabilisce, ha fatto il massimo per indirizzare i fondi PNRR anche ai territori della provincia, non lasciando nessun progetto fuori dal finanziamento, per preciso volere del Sindaco Roberto Gualtieri”. 

Alla cerimonia di avvio dei lavori, con il Sindaco di San Gregorio da Sassola Giovanni Loreto Colagrossi, hanno partecipato il Vicesindaco metropolitano Pierluigi Sanna, la Consigliera delegata a Sviluppo economico Attività turistiche ed Energia Alessia Pieretti e l’Arch. Antonella Di Giacomo, direttore dei Lavori per Città metropolitana. Grande partecipazione della cittadinanza e forte il segnale della sinergia tra istituzioni locali e CMRC, nel portare a compimento uno dei progetti strategici del programma “PUI Sport”.

San Gregorio da Sassola(San Gregorio fino al 1872) è uncomune italianodi 1 401 abitanti[1]dellacittà metropolitana di Roma CapitalenelLazio. San Gregorio da Sassola si estende su un territorio di circa 35 km², sul versante occidentale deimonti Prenestini, alle pendici delmonte Cerella, il cui centro storico giace su un “basamento” vulcanico staccato dai rilevicalcareesistenti nei dintorni. La forma del territorio ha agevolato la difesa, situazione che ha favorito l’insediamento e la nascita dell’abitato, del quale la parte nuova è stata edificata su delle rocce calcaree. L’antico borgo medievale e i quartieri storici si sono sviluppati proprio sopra laroccia vulcanica, sulla quale sono facilmente identificabili i tufi pisolitici, caratterizzati dalla presenza evidente dilapilli(sferette di cenere agglomerata); sono così chiamati, perché scambiati erroneamente per i granuli ovoidali che caratterizzano invece le rocce calcaree opisoliti.[4]

Storia

Il territorio faceva parte del fondo Ancesano, cheGregorio Magnodonò nel587almonastero di Sant’Andrea al Celio. Intorno al castello, sorto nelX secolosi venne a creare un centro abitato, in concorrenza conCastel Faustiniano, che fu abbandonato entro ilXIV secolo. Fu conteso tra iColonnae gliOrsini.

Nel1567il cardinaleProspero Publicola Santacroceacquistò il feudo da Giordano Orsini. Passò in seguito aiContidi Poli (1599), con cui divenne principato, e aiBarberini(1632) e quindi al cardinaleCarlo Pio di Savoia(1655). Dopo la peste del1656il cardinale volle un’espansione urbanistica, detta “Borgo Pio”, nella quale furono inserite 90 famiglie provenienti dai paesi vicini.

Dopo l’unità d’Italiail comune prese il nome di San Gregorio da Sassola, nell’errata convinzione che corrispondesse all’antica città diSaxula.

Territorio

Il paese si presenta al visitatore in due parti distinte, e quasi contrapposte,che compongono la struttura urbana di San Gregorio. Anche se in stretta relazione le due parti (il nucleomedievalee l’ampliamentobarocco) sono ben distinte anche sotto il profilo dell’identità: il nucleo medievale ha un impianto classico “a fuso d’acropoli” (un unico asse centrale da cui si dipartono le vie laterali; esempi tipici sonoChiancianoeMinucciano), con la differenza che la via principale si biforca a “Y” all’altezza del palazzo baronale.; il Castello è alloggiato proprio nella forcella della “Y”. La parte barocca presenta una via centrale sulla quale si affacciano due blocchi residenziali: il più antico di questi, che risale alXVII secolo, è formato da cinque blocchi di case a schiera che terminano in una piazza ellittica formata da quattro “quartieri” dei quali uno mai costruito.[4]

Ai confini con il comune diCicilianosi trova la vetta dellaSpina Santadeimonti Prenestini.

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Roma, Residenza Aurelia: La Serenata a Giorgia “Notte Prima delle Nozze”

Roma, Residenza Aurelia:La Serenata a Giorgia“Notte Prima delle Nozze”– Questa notte, nel cuore della Campagna Romana, la Residenza Aurelia  ha visto rinnovarsi la più antica delle tradizioni romantiche di origine medievale : “La Serenata”, la sera prima del matrimonio. Alla bella Giorgia, bravissima amazzone, sono state carezze e brividi le canzonieseguitedal celebre cantante romano Luciano Marini.

La serenata per Giorgia è stato un regalo dei genitori, Alessandra Ruiu e Alessandro Purificato.

Alessandro, come da tradizione, assieme alla moglie Alessandra,  ha organizzato nel segreto più assoluto e con la complicità dello sposo innamorato ,Massimo Neri, questo inno all’amore per la loro adorata figlia Giorgia.

Gli invitati erano tutti intenti a riprendere l’evento, quando dal balcone è apparsa Giorgia  tra gli applausi dei convenuti. Alessandro , il papà della sposa, ha iniziato la sua serenata alla figlia   e al termine della canzone c’è stato l’abbraccio tra di lorocheha commosso tutti i presenti.

I genitori di Giorgia e lo sposo Massimo hanno preparato la scenografia per la serenata  con luci e fiori. HannoImbanditoe organizzato un invitante buffet per ristorare gli invitati. Molto gradito il “Mojito” analcolico, una ricetta segreta  di Alessandro; senza Rum .Il grande Ernest  Hemingway forse non avrebbe gradito, ma  lui non doveva guidare l’auto per tornare a casa.

Il cantante Luciano Marini ha dominato, con la sua splendida voce, il silenzio della notte in questa Residenza Aurelia    ch’è cesellata in un angolo di paradiso sulla  vecchia Aurelia, dove proprio qui veniva l’Imperatore Marco Aurelio a visitare la sua amata Faustina “la giovane”, figlia dell’Imperatore Antonino Pio.

Luciano Marini ha interpretato canzoni note a tutti  e qui ne riporto il “programmino di sala”

Svejete amore

Serenata Mia

Serenata

Serenata de Papà

Serenata de paradiso

L’Eco der Co’re

Co’re sincero

Nina se voi dormite

Sotto le stelle 

“Nina, si voi dormite
Sognate che ve bbacio
E v’addorcisco er sonno
Cantanno adacio adacio
Er profumo de li fiori che ce confonne
Er canto mio se perde tra le fronne”

L’eco der core

Canzone de sto core appassionato
Sospiri tu pe’ lei tutte le pene
Faje senti’ cor canto delicato
Sta fiamma che me brucia nelle vene
Di che pe’ lei sortanto
Io smanio soffro e canto

Il fuori programma a sorpresa è stata l’esibizione della cantante romana Pina Yorkshire che ha interpretato l’immortale “Vecchia Roma”, Il brano del 1948 che fu  portato al  successo daClaudio Villa.

La Residenza Aurelia è stata scelta come location per girare vari film. Proprio qui ,fuori dal cancello del giardino di casa Purificato ,erano parcheggiate le  roulotte che ospitavano gli attori : Rauol Bova, Alessandro Gassmann, Michele Placido, Ambra Angiolini mentre giravano il film “Viva l’Italia”  del 2012 ,diretto da Massimiliano Bruno .Sicuramente avrebbero gradito e onorata questa Serenata Romana, specialmente Alessandro Gassman.

Questa piccola premessa perché da questa sera il nome di Luciano Marini, l’Artista romano de Roma,  avrà il suo posto nella storia delle personalità e Artisti che hanno , nel tempo , onorato “con la loro Arte”  la Residenza Aurelia, come il mucisista e direttore d’Orchestra il Maestro Gianni Ferrio e l’attrice e coerografa Alba Fossati.

La serata è terminata tra confetti e visite delle donne presenti, accompagnate da Giorgia e la mamma  Alessandra a “vedere” in anteprima l’abito della sposa che oggi sarà ammirato da tutti  quando la sposa uscirà per raggiungere il “Castello Rocca dei Cavalieri”,  sito nella Sabina reatina,  dove Massimo e Giorgia pronunceranno le promesse di matrimonio.

Roma-09 settembre 2026

Franco Leggeri Direttore Editoriale dei Quaderni della Campagna Romana

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