di guerra

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “U-Boot 96” venerdì 26 luglio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “U-Boot 96” venerdì 26 luglio 2024 alle 21.10 su Rai Movie (Canale 24)U-Boot 96 è il titolo italiano del film di guerra tedesco del 1981 Das Boot (pronuncia tedesca: [das ˈboːt], traducibile in italiano come Il battello) scritto e diretto da Wolfgang Petersen, prodotto da Günter Rorbach e interpretato fra gli altri da Jürgen ProchnowHerbert Grönemeyer e Klaus Wennemann. Nel tempo sono state diffuse diverse edizioni di Das Boot, ciascuna di diversa lunghezza, a partire dalla prima versione cinematografica fino a una miniserie TV, passando per varie edizioni per home video di variabile durata.

La pellicola è ispirata all’omonimo romanzo di Lothar-Günther Buchheim del 1973 e, come quest’ultimo, è ambientata durante la Seconda guerra mondiale: narra le vicende immaginarie dell’U-Boot U-96 e del suo equipaggio; descrive sia l’angosciosa frenesia delle battaglie, sia il tedio dei lunghi periodi di caccia infruttuosa, ritraendo i marinai come normali individui animati dal desiderio di svolgere al meglio il proprio dovere verso i commilitoni e il loro paese. La sceneggiatura trae spunto anche da episodi avvenuti al vero U-96, appartenuto al Tipo VII-C.

La produzione della pellicola cominciò nel 1979, dopo che, tre anni prima, diversi registi americani erano stati vagliati e poi scartati. Heinrich Lehmann-Willenbrock, il capitano del vero U-96 durante la guerra e sesto comandante tedesco per tonnellaggio affondato durante il conflitto (179.125 tonnellate di naviglio alleato colato a picco), e Hans-Joachim Krug, comandante in seconda dell’U-219, si prestarono come consulenti di regia.

Uno degli obiettivi che si poneva Petersen era guidare il pubblico «in un viaggio ai limiti della mente umana» (motto [tagline] tedesco della pellicola, «Eine Reise ans Ende des Verstandes»), volendo illustrare «cos’è davvero la guerra». Per Das Boot fu stanziato un budget di 35 milioni di marchi (circa 16 milioni di euro, al lordo dell’inflazione, cifra che lo porta fra i più costosi film tedeschi di tutti i tempi) e ottenne ricavi per 187 milioni di euro. Il film fu distribuito il 17 settembre 1981 e poi nel 1997 in una versione director’s cut supervisionata ancora da Petersen. La pellicola è considerata come uno dei classici del genere dei “film di sottomarini“.

Ottobre 1941, La RochelleFrancia; il tenente Werner viene inviato come corrispondente di guerra a bordo del sommergibile U-96. La sera prima della partenza, insieme con il comandante, soprannominato der Alte (“il vecchio”), gli uomini dell’equipaggio e il capo ingegnere si reca in un locale dove gli ufficiali del sommergibile e di altre unità stanno festeggiando l’ultima notte a terra. Nel locale, dove la birra e lo sciampagna (champagne) scorrono a fiumi, si festeggia anche la decorazione con la Croce di cavaliere per il comandante Thomsen, un ufficiale della “vecchia guardia” che, completamente ubriaco, arringa i presenti con un discorso dagli intenti apparentemente patriottici ma che i fumi dell’alcole deviano su sarcastiche battute persino nei confronti dello stesso HitlerDer Alte osserva la scena divertito, sentendosi vicino ai suoi uomini.

Il mattino seguente l’equipaggio si imbarca sull’U-96 e, mentre il battello esce dal porto accompagnato dalle note della banda, sopraggiunge Thomsen che, smaltita la sbornia, saluta affettuosamente i compagni. Werner non fatica ad ambientarsi fra i ben esperti marinai, ma entra velocemente a contatto con la durezza della guerra (come in una esercitazione simulata) e con le disillusioni del comandante, come quando gli suggerisce di fotografare gli uomini solo al rientro dalla missione, dato che avranno la barba e quindi sembreranno molto più uomini.

La vita del sommergibilista, come quella di qualunque altro soldato, è fatta per lo più di snervanti attese, sporcizia e promiscuità; i marinai, tra i mille espedienti per ingannare il tempo, usano anche cantare la marcia inglese It’s a Long, Long Way to Tipperary, e Werner scopre così di non essere più molto a suo agio, forse perché comincia a capire che gli atteggiamenti dei marinai sono solo una barriera psicologica per distrarsi dalla tremenda realtà in cui si trovano. Estraneo a tale atmosfera appare Ullmann, in ansia per la fidanzata francese incinta e che rischia rappresaglie da parte dei partigiani, in quanto sospettata di collaborazionismo.

La missione è snervante: l’U-96 non riesce a individuare navi nemiche e il morale dell’equipaggio è basso; a seguito di un segnale radio proveniente dall’U-32, viene segnalata la presenza di un convoglio alleato a dieci ore di navigazione dalla sua posizione. all’arrivo sul posto una fitta nebbia rende difficoltosa la vista; d’improvviso il sommergibile viene individuato da un cacciatorpediniere inglese (una nave progettata appositamente per contrastare sommergibili), che lo attacca. Nonostante l’immersione rapida, il sommergibile tedesco subisce un attacco con bombe di profondità, riuscendo tuttavia ad allontanarsi.

L’equipaggio ha il morale a terra ed è tormentato dalle piattole, ormai ampiamente diffuse. Durante una tempesta i sommergibilisti incontrano casualmente il sommergibile di Thomsen: un incontro così improbabile nell’immensità dell’oceano induce a sospettare che uno dei due sia stato inviato nel posto sbagliato.

La notte del quarantacinquesimo giorno di navigazione l’U-96 avvista un convoglio e, nonostante il forte chiarore di luna che rende facilmente individuabile il sommergibile, il comandante ordina l’attacco: vengono lanciati tre siluri ma, prima che questi raggiungano i bersagli, un caccia di scorta al convoglio scorge il sommergibile e lo costringe a immergersi. Dopo che sono state avvertite le esplosioni che indicano che i siluri hanno colpito le navi, incomincia il bombardamento subacqueo, con le bombe di profondità che colpiscono il sommergibile per ore, producendo un estremo logorio negli uomini dell’equipaggio. Il primo a cedere è il motorista Johann che, in preda al panico, cerca di aprire il boccaporto della torretta, ma viene bloccato dagli altri marinai, rischiando perfino la vita in quanto colpevole di insubordinazione.

Dopo alcune ore di manovre finalmente l’U-96 si libera della presenza mortale del caccia e riemerge per controllare la situazione in superficie, ma una delle navi colpite, anche se in fiamme, non affonda, e il comandante decide di darle il colpo di grazia. Il siluro va a segno e alcuni naufraghi inglesi rimasti a bordo si lanciano in acqua, tentando di raggiungere il sommergibile per essere salvati. Il comandante ha un momento d’indecisione: lasciare annegare i naufraghi o imbarcarli, obbligando il sommergibile a rientrare alla base per consegnarli e rischiando la corte marziale? La scelta è sofferta ma rapida: l’U-96 si allontana, abbandonando i marinai inglesi al loro destino. Il pattugliamento riprende e, mentre si stanno riparando i danni dovuti al bombardamento, Johann si presenta dal capitano per scusarsi e per assicurargli che quanto è successo non si ripeterà: Der Alte sulle prime sembra irremovibile, ma si rende conto della buona fede del motorista e gli fa capire che non saranno presi provvedimenti nei suoi confronti.

La missione sembra al suo epilogo e il rientro in Francia imminente, ma il sommergibile riceve nuovi ordini: dovrà dirigersi verso la base di La Spezia, in Italia, dopo aver fatto una sosta per approvvigionarsi nel porto di Vigo, in Spagna, dove una nave di rifornimenti tedesca attende l’arrivo del sommergibile. Per giungere in Italia sarà necessario forzare lo Stretto di Gibilterra, presidiato dalla flotta britannica; di conseguenza il comandante, rendendosi conto del pericolo dell’impresa, tenta di fare sbarcare Werner e il capo ingegnere a Vigo, in modo da salvare loro la vita: ma la richiesta viene rifiutata dall’alto comando tedesco, e la navigazione riprende.

Avvistata Gibilterra, il sommergibile, che secondo i piani avrebbe dovuto immergersi e a motori spenti lasciarsi trasportare dalla corrente di là dallo stretto, viene individuato da un aereo e colpito da una bomba che lo danneggia e ferisce gravemente il navigatore Kriechbaum. Il capitano ordina di dare tutta la potenza ai motori e, con la base in allarme e la notte rischiarata dai razzi di segnalazione, tenta la fuga, ma questa non ha successo e l’U-96 s’inabissa: il colpo ricevuto ha danneggiato gli strumenti per regolare l’immersione e il sommergibile affonda senza più controllo. Ma, quando tutto sembra perduto, un banco di sabbia arresta la mortale discesa; la profondità è molto oltre il livello di tenuta del natante, e la pressione dell’acqua provoca il cedimento dei rivetti e delle tubature, che esplodono, inondando il sommergibile. I marinai, in una corsa contro il tempo, riescono fortunatamente a riparare le falle e a rimettere il sommergibile in condizione di emergere: dopo oltre 24 ore d’immersione e praticamente senza più ossigeno, l’U-96 riesce a tornare in superficie. A causa dei danni, il capitano rinuncia a passare lo stretto di Gibilterra e dà invece l’ordine di fare rotta per la base in Francia.

Il sommergibile riesce infine a raggiungere l’obiettivo e fa il suo ingresso nel porto: accolti dalla banda e da una folla plaudente, gli uomini dell’equipaggio sbarcano il ferito Kriechbaum e si preparano a qualche giorno di meritato riposo. All’improvviso però la base subisce un bombardamento aereo nel corso del quale Johann, Ullman e il secondo ufficiale muoiono, mentre il comandante, ferito alla schiena, fissa impietrito l’U-96 che affonda, esalando l’ultimo respiro solo dopo l’inabissamento nella solitudine disperata della sconfitta.

Regia di Wolfgang Petersen

Con:Jürgen Prochnow, Herbert Grönemeyer e Klaus Wennemann

Fonte: WIKIPEDIA

La guerra sotto i mari: per il ciclo “Fuoco nemico”, Rai Movie propone “U-Boot 96” di Wolfgang Petersen, in onda venerdì 26 luglio alle 21.10. Nel cast, Jürgen Prochnow, Herbert Grönemeyer, Klaus Wennemann. Nel 1941, da La Rochelle, sta partendo il sommergibile tedesco U-96 che dovrà percorrere in lungo e in largo l’Atlantico, a caccia di navi nemiche. Al di là della missione militare, la vita a bordo del sottomarino cala ufficiali e marinai in una realtà claustrofobica e in una tensione continua che non mancherà di manifestarsi sopra e sotto il pelo dell’acqua. Grandiosa operazione cinematografica, che mostra la guerra vista dalla parte dei nazisti, senza condanna né condiscendenza: Wolfgang Petersen si misura col kolossal in patria prima della Storia infinita e di emigrare a Hollywood. Il risultato è spettacolare e originale. 

Foto interna ed esterna:https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2024/07/U-Boot-96-a245b2ce-e6bc-4e0f-bec6-0d8891617431-ssi.html

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “U-571” domenica 11 febbraio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “U-571” domenica 11 febbraio 2024 alle 21 su Iris (Canale 22)U-571 è un film del 2000 diretto da Jonathan Mostowed interpretato daMatthew McConaughey,Bill Paxton,Harvey KeitelThomas Kretschmann.

La pellicola, vincitrice di un premio Oscar su due candidature, racconta una spedizione militare, durante la seconda guerra mondiale, della marina americana per sottrarre ai tedeschi uno speciale macchinario per le trasmissioni in codice.

Aprile 1942. Gli americani vengono a sapere che un sommergibileU-Boot tedesco in avaria attende soccorso da un altro U-Boot in pieno oceano Atlantico. Un ufficiale dell’OSS viene inviato a bordo di un sommergibile americano, mascherato da U-Boot tedesco, per organizzare una squadra per abbordarlo e impadronirsi del decrittatore Enigma, con relativi documenti di cifratura per poter decodificare i messaggi dei tedeschi. Il piano prevede di prendere i tedeschi alla sprovvista, impadronirsi di Enigma e affondare l’U-Boot prima dell’arrivo del sommergibile tedesco di appoggio.

L’assalto va a buon fine, ma durante il trasbordo dei prigionieri il sommergibile americano viene affondato dall’altro U-Boot, arrivato sul posto prima del previsto. Il capitano Dahlgren muore. La squadra di incursori (il tenente di vascello Tyler, il capo Klougt, Emmet, Hirsch, Mazzola e Trigger) riesce a immergersi con l’U-Boot tedesco in avaria e ad affondare l’altro.

Recuperati altri due superstiti decidono di fare rotta per l’Inghilterra. Vengono però avvistati da un aereo tedesco da ricognizione che li segnala a uno Zerstörer.[1] Gli americani, smascherati, sono costretti a immergersi, ma non prima di aver neutralizzato la capacità della nave nemica di trasmettere via radio, facendo esplodere la sua sala radio con un colpo del cannoncino di bordo dell’U-Boot.

Grazie a una tattica astuta del tenente Tyler, riescono a sfuggire alle bombe di profondità, a emergere e ad affondare il “caccia” nemico con l’ultimo siluro rimasto. Dopo pochi minuti il sommergibile, danneggiato irrimediabilmente, affonda. Gli americani, recuperato Enigma, s’imbarcano sul canotto di salvataggio in attesa di essere salvati dalla marina americana.

RegiadiJonathan Mostow

ConMatthew McConaughey,Bill Paxton,Harvey KeitelThomas Kretschmann

Fonte: WIKIPEDIA

Foto interna ed esterna:https://www.amazon.it/U-571-Matthew-McConaughey/dp/B0C8YC6D84

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “We were Soldiers – Fino all’ultimo uomo” martedì 6 febbraio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “We were Soldiers – Fino all’ultimo uomo” martedì 6 febbraio 2024 alle 21.15 su Cielo TV (Canale 22)We Were Soldiers – Fino all’ultimo uomo (We Were Soldiers) è un film del 2002 diretto da Randall Wallace con Mel Gibson,Madeleine Stowe,Greg KinneareKeri Russell.

La trama ruota attorno alla Battaglia di Ia Drang, uno degli scontri più violenti e importanti del conflitto tra le forze americane e l’esercito nordvietnamita. Il film si basa sul libro We Were Soldiers Once … And Young del tenente colonnello Hal Moore, non più in servizio, e del reporter Joseph Galloway, i quali, entrambi, presero parte alla battaglia

Il comandante del Primo Battaglione del 7º Reggimento Cavalleria, 1ª Divisione Cavalleria (Aeromobile) Hal G. Moore è un ufficiale di lunga esperienza militare che, con le sue truppe, si accinge a combattere per la prima volta in Vietnam. Il film illustra (come in Full Metal Jacket di Stanley Kubrick) dapprima l’addestramento dei soldati e poi il trasferimento sul teatro degli scontri, in particolare nella valle del fiume in secca Ia Drang.

Prima di partire per il Vietnam Moore fa un discorso al suo battaglione:

«Non vi posso garantire che vi riporterò tutti vivi a casa, ma giuro solennemente davanti a voi e a Dio onnipotente che al momento di combattere io sarò il primo a scendere sul campo di battaglia e sarò l’ultimo ad abbandonarlo. E non mi lascerò nessuno di voi alle spalle. Vivi o morti vi giuro, ritorneremo tutti insieme a casa. E che Dio mi aiuti.»

Durante l’ultima notte trascorsa a Fort Benning, dove gli ufficiali si sono trasferiti con le proprie famiglie prima della partenza, viene celebrata una festa a cui partecipano i vertici militari. In quel frangente, Moore scopre da un suo superiore che la sua unità è stata rinominata 1º Battaglione del 7º Reggimento Cavalleria: lo stesso del Generale Custer, che era stato massacrato a Little Big Horn. Inoltre, siccome il presidente Lyndon B. Johnson non aveva dichiarato lo stato d’emergenza nazionale, il battaglione di Moore sarebbe stato ridotto dei suoi soldati più anziani e meglio addestrati, circa un terzo del suo organico.

L’azione passa dunque alla battaglia e mostra con cura l’organizzazione delle forze vietnamite e il loro capo che, dall’interno di un bunker sotterraneo, dà gli ordini e coordina i movimenti della sua divisione, circa 4000 uomini.

La battaglia è violentissima e gli uomini di Moore periscono in gran numero ma, con un colpo di scena finale, riescono ad aver la meglio sulle truppe vietnamite.

La fine delle ostilità, durate tre giorni, sembrerebbe suggerire che gli Stati Uniti abbiano vinto la battaglia; in realtà non fu così, poiché nessuna delle due parti raggiunse pienamente il proprio obiettivo e, relativamente all’esito della guerra, gli scontri si conclusero sostanzialmente con una situazione di stallo.

Regia diRandall Wallace

ConMel Gibson,Madeleine Stowe,Greg KinneareKeri Russell

Fonte:WIKIPEDIA

Foto interna ed esterna: https://www.amazon.it/We-were-soldiers-varie/dp/B0041KXNA4febbraio

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “Flags of Our Fathers” mercoledì 31 gennaio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “Flags of Our Fathers” mercoledì 31 gennaio 2024 alle 21:30 su Warner TV (Canale 37) –Flags of Our Fathers è un film del 2006 diretto da Clint Eastwood conRyan Phillippe,Jesse BradfordeAdam Beache scritto da William Broyles Jr e Paul Haggis. Eastwood ha filmato un secondo film sulla stessa battaglia intitolato Lettere da Iwo Jima, che però ritrae il punto di vista giapponese.

Basato sull’omonimo libro scritto da James Bradley e Ron Powers, descrive la battaglia di Iwo Jima dal punto di vista dei marines statunitensi. È la ricostruzione di come tre di sei marines che furono fotografati nell’atto di innalzare la bandiera americana sul suolo giapponese di Iwo Jima siano stati fagocitati dalla macchina di propaganda americana come simbolo tangibile della imminente vittoria sul nemico ed al contempo per raccogliere fondi da destinare ai disastrosi bilanci della guerra.

La trama del film ruota intorno alla celebre fotografia scattata dal Premio Pulitzer Joe Rosenthal durante la battaglia di Iwo Jima, foto che ritrae cinque marines ed un marinaio intenti ad issare una bandiera statunitense sul monte Suribachi. Lo scrittore James Bradley, figlio di uno degli uomini che alzarono la bandiera americana (l’infermiere della marina John “Doc” Bradley), decide di cercare altri reduci di quella spedizione militare e chiedere loro cosa realmente fosse successo in quei giorni.

Bradley constata presto che molte delle cose che il mondo crede di sapere sulla foto e sulla battaglia sono sbagliate, soprattutto perché essa fu assunta come simbolo della vittoria mentre in realtà fu scattata solamente durante il quinto di quaranta giorni di sanguinosa battaglia. Il dipartimento militare che visionò la foto, fortemente simbolica, ritenne di poterla usare come potente mezzo di propaganda.

In poco tempo chiese di identificare gli uomini ritratti nella foto e di trovare dove essi fossero, ma solo Ira HayesRene Gagnon e, appunto, John “Doc” Bradley furono localizzati; gli altri erano nel frattempo già morti. I tre furono subito riportati negli USA per dar vita ad un massiccio tour in tutti gli States, in modo da poter far fronte alla necessità di raccogliere contributi economici popolari.

Regia diClint Eastwood

Con: Ryan Phillippe,Jesse BradfordeAdam Beach

Fonte: WIKIPEDIA

Foto interna ed esterna:https://www.amazon.it/Flags-our-fathers-vari/dp/B0041KWCII

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “Lettere da Iwo Jima” mercoledì 24 gennaio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “Lettere da Iwo Jima” mercoledì 24 gennaio 2024 alle 21.30 su Warner TV(Canale 37)Lettere da Iwo Jima (Letters from Iwo Jima) è un film del 2006 diretto da Clint Eastwood, che affronta il tema della battaglia di Iwo Jima durante la seconda guerra mondiale dal punto di vista dell’esercito giapponese.

Il film è complementare alla precedente opera del regista, Flags of Our Fathers, che considera la stessa battaglia dal punto di vista delle truppe statunitensi. Il soggetto è tratto dal romanzo Picture Letters from Commander in Chief di Tadamichi KuribayashiLettere da Iwo Jima e Flags of Our Fathers rappresentano l’omaggio che Eastwood ha voluto dedicare ai caduti di entrambi gli schieramenti.

2005. Un gruppo di archeologi giapponesi che stanno eseguendo degli scavi nelle grotte dell’isola di Iwo Jima ritrovano una sacca militare sotterrata nella sabbia.

1944. Il generale Tadamichi Kuribayashi viene inviato a comandare il piccolo contingente giapponese sull’isola di Iwo Jima, da poco divenuta linea di confine dopo la perdita dei domini giapponesi nel sud del Pacifico. Del contingente fanno parte molti giovani soldati, la maggior parte dei quali arruolati con la forza e senza quasi nessuna esperienza di combattimento; tra questi ci sono il soldato Saigo, un giovane panettiere che ha lasciato a casa la moglie incinta, e il suo amico Kashiwara. Mentre scavano le trincee destinate a proteggere la spiaggia, Saigo e Kashiwara si fanno sfuggire alcuni commenti poco appropriati sul corso della guerra e sulla necessità di dare la vita per difendere un’isola all’apparenza di così scarso valore; bollati come antipatriottici, vengono bastonati dal loro superiore, ma sono salvati da ulteriori punizioni dall’intervento del generale.

Kuribayashi, uomo di grande levatura morale e con un profondo rispetto tanto del nemico quanto della vita dei suoi uomini, è consapevole del fatto che ormai la guerra è perduta, ma da soldato dell’imperatore è determinato a difendere l’isola il più a lungo possibile, così da dare modo alle retrovie di fortificare l’arcipelago in vista di una probabile imminente invasione statunitense del Giappone. Il generale, da acuto stratega, ordina di abbandonare lo scavo delle trincee per concentrarsi invece sulla creazione di grotte sotterranee destinate a collegare tra di loro tutti i punti di Iwo Jima e a garantire, oltre ad una rapida e sicura mobilità, anche la possibilità di tendere continue imboscate ai soldati statunitensi. Il fulcro delle operazioni giapponesi sull’isola sarà il monte Suribachi, che viene pesantemente fortificato e alla difesa del quale viene assegnato, tra gli altri, anche Saigo, che nel frattempo vede il suo amico Kashiwara morire a causa della dissenteria di cui soffrono molti soldati.

Il comando delle forze corazzate, per la maggior parte vecchi Type 95 e Type 97 mezzi sgangherati, viene affidato al carismatico tenente colonnello Takeichi Nishi, che aveva precedentemente informato Kuribayashi che la marina, uscita sconfitta dalle recenti battaglie, non ha alcuna intenzione di inviare a Iwo Jima rinforzi, distanti oltre 1000 km in campo nemico. A rinfoltire un po’ i ranghi dell’esercito stanziato sull’isola arriva uno sparuto gruppo di uomini, i soli che il comando di Tokyo abbia accettato di inviare; tra questi vi è il sostituto di Kashiwara, Shimizu, che in quanto membro della Kempeitai è sospettato dai compagni di essere stato inviato lì onde disincentivare, in vista dell’imminente battaglia, fenomeni di codardia e diserzione: in seguito si scoprirà che Shimizu è stato cacciato dalla polizia militare e mandato al fronte perché, durante la sua prima ronda, non aveva avuto cuore di uccidere un cane di una famiglia che, a detta del suo superiore, disturbava le comunicazioni con il suo abbaiare.

Il 19 febbraio del 1945 inizia la battaglia. La tattica di Kuribayashi inizialmente sembra funzionare, con migliaia di marines falcidiati dalle postazioni nemiche nascoste sottoterra o abilmente mimetizzate; alla lunga però la superiorità numerica degli statunitensi e l’incessante bombardamento aeronavale finiscono per logorare le difese giapponesi, specialmente sul Suribachi. Il generale ordina ai pochi soldati rimasti a difesa della montagna di ritirarsi, ma il comandante della divisione e molti suoi uomini rifiutano di arretrare e compiono il suicidio rituale con delle granate. Solo Saigo, Shimizu e pochi altri obbediranno all’ordine, riuscendo, dopo una lunga e difficile traversata di notte, a riunirsi con il grosso delle restanti forze giapponesi.

Nei giorni che seguono si compiono i destini di molte altre persone, mentre i giapponesi si vedono sempre più annientati. Il luogotenente Ito, disobbedendo agli ordini del generale, che bolla come “simpatizzante degli statunitensi”, reso folle dalla sua determinazione, cerca di compiere un attacco banzai assieme ai suoi uomini, che tuttavia si rifiutano di sprecare la loro vita in modo tanto insensato, e al termine della battaglia, oltre a non essere riuscito nei suoi propositi, subirà anche l’umiliazione della cattura; il tenente colonnello Nishi, che durante la battaglia aveva anche tentato di salvare la vita ad un giovane soldato statunitense ferito intrattenendo con lui un breve e commovente colloquio prima di vederlo morire, rimane accecato dallo scoppio di una granata e si toglie la vita dopo aver ordinato ai suoi uomini di ripiegare.

Shimizu, dopo aver raccontato la sua storia, riesce a disertare e si consegna al nemico, ma viene ucciso a tradimento dallo stesso marines assegnato a sorvegliarlo. Per un tragico scherzo del destino i loro corpi, rinvenuti da una pattuglia di cui fa parte anche Saigo, verranno usati come monito per mostrare a tutti quale sia il destino che gli statunitensi riservano a chi si arrende, disincentivando ulteriori diserzioni e spingendo anzi i giapponesi a combattere con più determinazione e foga di prima.

Il 26 marzo la battaglia è ormai perduta. Il generale Kuribayashi, conscio del fatto che tutto è ormai finito ma determinato ad adempiere fino all’ultimo al proprio dovere, con tutti i soldati rimasti comanda un gigantesco attacco banzai contro la principale base statunitense; la carica dei giapponesi è valorosa e determinata, e li porta quasi ad irrompere nella base, ma alla fine vengono quasi tutti massacrati. All’alba Kuribayashi, ferito e morente, chiede al suo attendente Fujita di aiutarlo a compiere il seppuku, ma – prima di poter esaudire il desiderio del suo comandante – Fujita viene ucciso da un cecchino.

Poco dopo sopraggiunge Saigo, sopravvissuto all’attacco banzai perché lasciato nelle grotte a distruggere documenti e altro materiale, che dopo aver assistito alla morte del generale ne seppellisce il corpo. Nel mentre un gruppo di marines raggiunge la spiaggia, e quando Saigo si accorge che uno di loro ha preso come un trofeo la pistola del generale, un regalo che Kuribayashi aveva ricevuto durante una visita ufficiale negli Stati Uniti, ha una reazione violenta; i marines tuttavia non lo uccidono, limitandosi a tramortirlo, per poi portarlo nel loro ospedale da campo assieme ai pochi altri giapponesi sopravvissuti.

La scena torna quindi al presente, dove gli archeologi, aperta la sacca (che lo stesso Saigo aveva sotterrato poco prima della cattura), vi trovano dentro le centinaia di lettere scritte dai soldati giapponesi ai propri cari in patria.

Regia diClint Eastwood

Con Ken Watanabe,Kazunari Ninomiya,Tsuyoshi IharaeRyō Kase

Fonte: WIKIPEDIA

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “Lettere da Berlino” giovedì 18 gennaio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “Lettere da Berlino” giovedì 18 gennaio 2024 alle 20.55 su TV 2000 (Canale 28)Lettere da Berlino (Alone in Berlin) è un film del 2016 scritto e diretto da Vincent Pérezed interpretato daEmma Thompson,Brendan Gleeson e Daniel Brühl, basato sul romanzo Ognuno muore solo[1] di Hans Fallada, a sua volta tratto dalla vera storia di Otto ed Elise Hampel.

Berlino, 1940. Alla conclusione della campagna militare che ha permesso alle truppe tedesche di occupare la Francia, una lettera della Wehrmacht arriva ai Quangel, coniugi di estrazione operaia. Essa porta la notizia della morte del loro unico figlio Hans sul fronte francese. Caduto per la Germania e in nome del Führer, egli era la ragione di vita di Otto e Anna e da quel momento tutto cambia.

Otto e Anna, in pieno accordo tra loro, iniziano una personale e silenziosa protesta con i loro scarsi mezzi, usando lettere, cartoncini e cartoline.

Seppur in modo semplice, agiscono con grande intelligenza e prudenza. Lui scrive messaggi semplici e di protesta contro il regime, utilizzando sempre guanti per non lasciare impronte e camuffando la propria calligrafia per non destare sospetto. Otto inizia così a lasciare messaggi antinazisti in molti quartieri di Berlino, che giornalmente deposita in luoghi della città dove spera possano essere trovati dai passanti. La speranza dei due coniugi è quella di risvegliare la coscienza tedesca e di porre fine alla follia hitleriana. Uno dei messaggi recita:

«”madre, il Fuhrer ha ucciso mio figlio e ucciderà anche il tuo”»

Tuttavia, man mano che la gente trova e legge queste lettere, esse vengono consegnate immediatamente alla Gestapo. Delle indagini viene incaricato l’ispettore Escherich, che incomincia una caccia all’uomo destinata a durare per oltre due anni. Dopo aver scritto 285 lettere, e mentre vengono fatti inutili tentativi di rintracciare l’autore, talvolta anche con esiti tragici coinvolgendo persone innocenti, Otto commette un errore e si fa scoprire. Viene arrestato, interrogato e infine processato assieme alla moglie. La sentenza per entrambi è di morte, tramite ghigliottina.

Dopo l’esecuzione della coppia, l’ispettore Escherich prende in mano l’intero plico delle lettere nel proprio ufficio, le guarda e riflette sulla vicenda. Si rende conto di essere l’unico ad averle lette tutte, tranne le diciotto mai ritrovate. A quel punto le lancia dalla finestra e mentre queste volano nell’aria della notte si uccide con un colpo di pistola. Le lettere intanto cadono sulla strada ed i passanti iniziano a raccoglierle e a leggerle.

Regiadi Vincent Pérez

ConEmma Thompson,Brendan Gleeson e Daniel Brühl

Fonte: WIKIPEDIA

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “Pearl Harbor” domenica 14 gennaio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “Pearl Harbor” domenica 14 gennaio 2024 alle 21 suIris (Canale 22)Pearl Harbor è un film del 2001 prodotto e diretto da Michael Bay, scritto da Randall Wallace e interpretato da Ben AffleckJosh HartnettKate Beckinsale e Alec Baldwin. Il film è una storia sentimentale ambientata durante l’attacco giapponese alla base di Pearl Harbour come il precedente Tora! Tora! Tora!, girato nel 1970.

Nel 1923 due bambini, Rafe McCawley e Danny Walker, giocano insieme nella parte posteriore di un vecchio biplano, fingendo di essere soldati che combattono i tedeschi nella prima guerra mondiale. Dopo che il padre di Rafe atterra con il suo biplano, Rafe e Danny si arrampicano in aereo e Rafe inizia a farlo volare accidentalmente, dando ai ragazzi la loro prima esperienza al volo. Rafe riesce a fermare l’aereo alla fine della pista,in seguito il padre di Danny rimprovera il figlio di perdere tempo insieme a Rafe. Rafe si ribella al padre di Danny e lo definisce “uno sporco tedesco”. Tuttavia il padre di Danny rivela che ha combattuto i tedeschi nella prima guerra mondiale nelle trincee in Francia e che prega che nessuno debba mai vedere quello che ha visto lui in guerra.

Diciotto anni più tardi, nel gennaio del 1941, Danny e Rafe sono entrambi primi tenenti sotto il comando del maggiore Jimmy Doolittle. Doolittle informa Rafe che è stato accettato nel Squadrone Eagle (un squadra RAF per piloti americani volontari durante la Battaglia di Inghilterra).

Durante le visite di controllo a cui i soldati sono tenuti a sottoporsi, Rafe incontra un’infermiera di nome Evelyn, che si accorge della sua dislessia, ma dietro alle suppliche di Rafe decide di non togliergli il distintivo e gli assegna i 10/10 all’esame della vista. La sera stessa Rafe si presenta da Evelyn con una bottiglia di champagne per ringraziarla e la invita a festeggiare il fatto di essere “la sua eroina”.

I due si baciano sulle scale dell’ospedale e successivamente iniziano a frequentarsi. Successivamente passano una serata a ballare in una discoteca e poi fanno un giro nel porto di New York in una barca della polizia presa in prestito. A fine serata Rafe a malincuore rivela ad Evelyn che è stato accettato nel Squadrone Eagle e che partirà il giorno successivo, promettendole di tornare.

Danny, Evelyn e i loro compagni piloti e infermiere vengono trasferiti a Pearl Harbor, la principale base statunitense nel Pacifico. Nel frattempo Rafe vola in numerosi combattimenti con la RAF contro la Luftwaffe, diventando un asso volante, ma è abbattuto in un combattimento lungo la Manica e presumibilmente ucciso in azione. Danny dà a Evelyn la notizia e lei ne è devastata, piangendo ogni notte e non riuscendo a superare la morte di Rafe.

Tre mesi dopo Evelyn e Danny cominciano a sviluppare sentimenti reciproci; incoraggiata dalle sue amiche infermiere a continuare la sua vita e a guardare avanti, Evelyn va da Danny, che la porta a vedere il tramonto in volo sul suo aereo, un Curtiss P40 Warhawk. Da quella sera i due iniziano una relazione, dopo un’iniziale insicurezza di Evelyn. Poco tempo dopo, precisamente il 6 dicembre, Evelyn scopre di essere incinta. La sera stessa si presenta alla sua porta Rafe, rivelandole di essere sopravvissuto al suo incidente aereo solo grazie all’amore che prova per lei e al desiderio di rivederla ancora una volta.

Evelyn è sconvolta e, quando Danny li raggiunge, Rafe si rende conto della situazione tra Evelyn e il suo migliore amico. Rafe se ne va e viene accolto con piacere dai suoi compagni piloti allegri al bar Hula. Danny raggiunge Rafe nel bar con l’intenzione di chiarire la situazione, ma Rafe è deluso da quello che credeva il suo migliore amico e i due iniziano una rissa. Per evitare di essere arrestati dalle autorità della MP (Military Police) che nel frattempo erano accorse al bar per fermare la rissa, i due scappano insieme e si addormentano nell’auto di Danny.

All’alba del giorno successivo, il 7 dicembre 1941, la marina giapponese inizia il suo attacco a Pearl Harbor. L’USS Arizona viene affondata quando una bomba che colpisce la nave causa la detonazione della riserva di munizioni sulla prua della nave, sollevandola letteralmente fuori dall’acqua. L’USS Oklahoma si capovolge dopo che alcuni siluri la colpiscono, intrappolando centinaia di uomini all’interno.

L’USS West Virginia subisce gravi danni. Una bomba ferisce mortalmente il capitano Mervyn S. Bennion. Il cuoco Dorie Miller, senza addestramento con armi da fuoco, carica una mitragliatrice di calibro 50 e distrugge un aereo giapponese. L’USS Nevada fa una corsa per il mare, diventando un obiettivo primario durante la seconda ondata. Danny e Rafe si allontanano in cerca di un campo di volo ancora in piedi, mentre Evelyn e le altre infermiere corrono all’ospedale. Le infermiere lottano per dare un trattamento di emergenza a centinaia di feriti. Rafe e Danny riescono ad arrivare in aria su due P-40.

Dopo avere causato lo schianto reciproco di quattro aerei e averne fatto colpire un altro dal fuoco di terra, i due abbattono altri due aerei nemici, abbattendo in tutto sette Zero giapponesi. Dopo l’atterraggio i due donano il sangue per i feriti, salvano gli uomini in uscita dall’USS Oklahoma e cercano di salvare gli uomini dai resti affondanti dell’USS Arizona, ma è troppo tardi.

Il giorno successivo, il presidente Franklin Delano Roosevelt chiede al Congresso degli Stati Uniti di dichiarare lo stato di guerra contro l’Impero del Giappone. I sopravvissuti frequentano un servizio commemorativo per onorare i numerosi morti, tra cui infermiere e piloti. Più tardi,a Danny e Rafe viene ordinato di tornare negli Stati Uniti sotto il comando del neopromosso colonnello Doolittle per una missione segreta. Prima di partire Evelyn rivela a Rafe che è incinta del figlio di Danny e che rimarrà con Danny, ma che amerà per sempre lui.

Al loro arrivo in California, Danny e Rafe sono entrambi promossi a capitani e gli viene assegnata la Silver Star. Doolittle propone loro una missione top secret, che entrambi accettano. Durante i successivi tre mesi Rafe, Danny e altri piloti si allenano con bombardieri B-25 Mitchell appositamente modificati.

In aprile i raiders vengono inviati verso il Giappone a bordo della USS Hornet e vengono informati che la loro missione consiste nel bombardare Tokyo e poi atterrare in Cina. Tuttavia i giapponesi li scoprono presto, costringendo i raiders a decollare da una distanza più lunga di quanto previsto.

Dopo il bombardamento su Tokyo, i piloti si schiantano in un campo di riso in Cina, un territorio occupato dai giapponesi. L’esercito giapponese abbatte l’aereo di Rafe, ma l’equipaggio di Danny arriva e distrugge con le mitragliatrici la pattuglia giapponese prima di schiantarsi.

Danny, per salvare la vita a Rafe che stava per essere ucciso da un giapponese, viene ferito mortalmente mentre gli altri piloti, Red e Gooz, riescono a uccidere i rimanenti pattugliatori giapponesi. Rafe dice a Danny che deve riuscire a sopravvivere perché presto diventerà padre, ma Danny, consapevole di star per morire, dice a Rafe che sarà lui il padre e muore.

Di ritorno in California, Evelyn, ormai visibilmente incinta, vede Rafe scendere dall’aereo, portando la bara di Danny. Successivamente Evelyn e Miller ricevono una medaglia, mentre a Rafe viene assegnata una medaglia dal presidente Roosevelt. L’ultima scena vede Rafe e Evelyn, abbracciati e felici insieme, che visitano la tomba di Danny con il figlio piccolo nato dalla relazione tra l’amico e Evelyn, chiamato anch’egli Danny. Rafe chiede poi a Danny se ha voglia di andare a volare e lo porta a vedere il tramonto sul vecchio biplano che il padre di Rafe aveva.

Regia di Michael Bay

Con:Ben AffleckJosh HartnettKate Beckinsale e Alec Baldwin

Fonte: WIKIPEDIA

Foto interna ed esterna:https://www.primevideo.com/-/it/detail/PEARL-HARBOUR/0N4QKSRAGW7V1MPXY8868THXYH

Anticipazioni TV

Il film di guerra stasera in TV: “War Horse” sabato 13 gennaio 2024

Il film di guerra stasera in TV: “War Horse” sabato 13 gennaio 2024 alle 21.20 su TV 2000I (Canale 28)War Horse è un film del 2011 diretto da Steven SpielbergconJeremy Irvine,Emily WatsonPeter Mullan, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Michael Morpurgo e dall’omonimo adattamento teatrale del romanzo di Nick Stafford.

Ha ricevuto sei candidature ai premi Oscar 2012.

A un’asta di paese, in un villaggio del Devon, Ted Narracott, un piccolo affittuario di una fattoria dove vive con la moglie Rose e il figlio Albert, acquista per trenta ghinee un cavallo baio, non ancora adulto e che è stato tolto alla madre. Viene rimproverato dalla consorte, che lo accusa di essersi fatto ingannare, ma non trova d’accordo il figlio, che ben presto instaura un rapporto di profondo affetto con l’animale, cui assegna il nome di Joey. war horse

Con lui cercherà eroicamente di dissodare un campo per pagare l’affitto che la famiglia deve a Lyons, il proprietario della fattoria. I suoi sforzi, ammirati da tutti i membri della comunità del villaggio, vengono però vanificati da una forte pioggia che distrugge il raccolto.

Il padre di Albert, allora, come extrema ratio, decide di vendere Joey all’esercito inglese, impegnato a scendere in campo nella Prima Guerra Mondiale. Albert corre a impedire la vendita, ma arriva troppo tardi e il capitano Nicholls, nuovo proprietario dell’animale, gli promette che avrà cura del cavallo e se possibile al termine della guerra glielo restituirà. war horse

La scena si sposta allora sull’attraversamento inglese della Manica (la trama segue passo per passo la vicenda del cavallo, con i personaggi umani come contorno), e sulla morte di Nicholls in Francia in uno scontro con l’esercito tedesco.

Joey tuttavia sopravvive, venendo catturato assieme a Topthorn (il cavallo del maggiore Stewart) dai tedeschi, tra i quali due ragazzi dell’esercito, Gunther e Michael, che cominciano ad affezionarvisi. La loro fuga assieme ai cavalli rubati è però fatale; scoperti, vengono fucilati per diserzione. I giovani erano stati trovati in un mulino situato in un possedimento terriero che apparteneva a un anziano signore francese che viveva da solo con l’orfana nipotina Emilie. È proprio lei a rinvenire gli animali.

Da sempre desiderosa di imparare a cavalcare, si affeziona alle bestie chiamandole François e Claude. Il loro destino li conduce però nuovamente in mano tedesca dove un soldato pieno di umanità cerca in ogni modo di salvarli, feriti e senza presa sugli insensibili ufficiali, che considerano gli animali solo in funzione utilitaristica abbassandosi così al punto da essere più bestie dei cavalli, capaci invece di avere un rapporto pulito con chi sa apprezzarli. Joey riesce a sopravvivere, messo in fuga dal tedesco complice, mentre il suo quadrupede amico soccombe.

Joey non trova mai padroni casuali, né casualmente questi vengono in contatto con l’animale, perché sussiste un fil rouge, una invisibile comunione di sentimenti che permette loro di riconoscersi a vicenda.

Siamo ormai arrivati al 1918, alle fasi finali del conflitto, e qui ritroviamo Albert che, nel frattempo arruolatosi, è diventato un valoroso combattente. Dopo uno scontro coi tedeschi viene gravemente colpito agli occhi dal gas nemico. Ricoverato, viene a sapere di un cavallo che è miracolosamente riuscito a sopravvivere pur rimanendo impigliato fra i reticolati della terra di nessuno.

Gli ufficiali, avendo notato che è ferito, stanno per abbattere il cavallo quando Albert, ancora bendato, capisce che il cavallo è Joey chiamandolo col richiamo d’un tempo. La commozione generale induce i medici a curarlo e al termine della guerra, quando viene ordinato di vendere al mercato i cavalli, i commilitoni fanno una colletta per aiutare Albert a ricomprarlo.

Quando il macellaio del paese supera l’offerta di Albert irrompe a sorpresa il nonno francese che aveva conosciuto Joey, che lo compra grazie all’inavvicinabile cifra di 100 sterline. Per lui, rimasto ormai solo (la nipote è morta), quell’animale è ormai l’unica cosa che gli ricordi l’adorata Emilie.

Albert, pur dispiaciuto, è ormai pronto a separarsi dal cavallo quando questi, tirato avanti dal suo nuovo padrone, torna indietro per stare con Albert. Il francese, profondamente commosso, viene nel frattempo a conoscenza della storia che lega il giovane e l’animale, storia che trova conferma quando Albert riconosce la bandiera del reggimento del padre, bandiera che il nonno aveva rinvenuto addosso a Joey.

Conscio del fatto che la sua Emilie voleva il bene di Joey (o François che sia), cede allora definitivamente il cavallo ad Albert che, abbracciato dai genitori al suo rientro nel Devon, restituisce al padre la bandiera (che questi aveva portato con sé nella Seconda Guerra Boera, dopo la quale era stato insignito di importanti medaglie per il comportamento eroico tenuto alla battaglia del Transvaal), capendo finalmente perché questi non gli avesse mai parlato della guerra, di quelle inutili carneficine cui Joey, ora beato in mezzo ad un suggestivo tramonto, è e sempre sarà estraneo.

Regia di Tom Hooper

ConJeremy Irvine,Emily WatsonPeter Mullan

Fonte: WIKIPEDIA

Foto interna ed esterna:https://twitter.com/TV2000it