sabato, Giugno 15, 2024
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Quei Testimoni di Geova perseguitati e arrestati nella Palestina sovietica

Quei Testimoni di Geova

Quei Testimoni di Geova perseguitati e arrestati nella Palestina sovietica

Birobidžan – Una gigantesca menorah dorata (il candelabro a sette braccia simbolo della religione ebraica) al centro della piazza, al posto di qualche busto di un personaggio storico o politico. Si trova a Birobidžan, città di 74.000 abitanti, capitale della Regione Autonoma Ebraica, un oblast della Federazione Russa ai confini della Cina.

Teoricamente una regione che avrebbe dovuto ospitare gli ebrei sparsi all’interno dell’allora Unione Sovietica o ebrei immigrati provenienti da altre parti del mondo. Una Terra Promessa all’interno del sistema socialista, in grado di autogestirsi e di mantenere le proprie  tradizioni culturali e religiose. Il piano ideato da Stalin nel 1934 fu fallimentare sotto ogni punto di vista. Pochi ebrei si insediarono in quella regione – inospitale anche per i possibili 40 gradi sotto zero – e per l’ostilità dei vicini e dei non ebrei. Oggi, sebbene la lingua ufficiale sia l’Yiddish, sono presenti solo 2.000 ebrei ovvero meno dell’1% della popolazione.

Ma c’è qualcosa di particolare che sta succedendo nella regione ebraica, che per certi versi sembra un paradosso, una specie di beffa della Storia. Dal 2018 le FSB, le forze di sicurezze della polizia russa, fanno raid nelle case dei Testimoni di Geova, avviano procedimenti penali contro di loro e lasciano che poi grazie alle accuse rivolte loro e depositate, vengano condannati e arrestati.

L’accusa come in tutta la Federazione Russa è quella di violare l’articolo 282.2 del codice penale che vieta le attività delle organizzazioni estremistiche. Al di là delle considerazioni giuridiche sulle attività della confessione – contestate da numerose organizzazioni internazionali- i Testimoni di Geova non hanno più organizzazioni giuridiche perché già sciolte dai tribunali regionali che le hanno equiparate ai gruppi di terroristici islamici e movimenti neonazisti.

Molti cittadini della regione vengono perquisiti denunciati e poi condannati perché sorpresi a leggere la Bibbia o conversare su tematiche religiose con i familiari o con alcuni amici. Una violazione palese dell’articolo 28 della Costituzione Russa che recita che ogni individuo ha il diritto di “scegliere, avere e diffondere liberamente credenze religiose e di altro tipo e di agire in conformità con esse”. Una dichiarazione che permette di leggere, studiare e pregare insieme a familiari e amici, qualsiasi credo o culto si pratichi in una casa privata. Per i Testimoni non è così. La prima operazione in questo zona definita in codice “Giorno del giudizio” (sic!) coinvolse 150 uomini delle Forze di Sicurezza. Da allora si sono susseguiti i procedimenti penali e condanne che hanno raggiunto e superato i cinque anni di detenzione.

Attualmente nella zona sono 21 quelli condannati e quattro stanno scontando la pena nelle colonie penali. L’ultimo caso riguarda i coniugi Postinokov condannati il 23 agosto scorso accusati di estremismo per aver discusso di insegnamenti biblici. Il risultato è stato una condanna a 5,5 e 4,5 anni di libertà vigilata con un periodo di prova di 5 anni.

E così nella Palestina sovietica, creata per preservare gli ebrei dai pogrom della Russia zarista e dall’odio e pregiudizio latenti, alcuni cittadini che leggono anche il Vecchio Testamento scritto da autori ebrei e caro ai praticanti ebrei attuali, sono vessati solo perché praticano il loro culto in casa. Senza esprimere giudizi di alcun genere anche nei confronti dei loro persecutori, cosa accertata da riprese video nascoste o da microspie inserite dalle Forze di Sicurezza per spiare le famiglie di semplici operai, impiegati e commercianti. La loro colpa è di esercitare privatamente un sentimento religioso. Diritto naturale e ineliminabile per la maggioranza dell’umanità in ogni era e ora protetto e ampliato da leggi, codici, regolamenti, carte che dovrebbero – almeno in teoria- rafforzare le libertà individuali e collettive nelle società civili.

Roberto Guidotti

Foto tratta da https://it.wikipedia.org/wiki/

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