giovedì, Ottobre 22, 2020
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Il Consiglio d’Europa punta all’Abruzzo: accademici a confronto a Fontecchio

L’Aquila – Da oggi e fino a giovedì (12 ottobre), a Fontecchio, il Consiglio d’Europa terrà il primo workshop di ricerca-azione sulla Convenzione di Faro. Nel 2013 il Comune di Fontecchio ha aderito, primo in Italia, ai principi della Convenzione.

Ma già quattro anni prima – all’indomani del terremoto dell’Aquila nell’aprile 2009, che aveva colpito anche il suo tessuto urbano e sociale – il paese aveva avviato, nell’ambito del processo di ricostruzione, ‘Borghi Attivi’, un progetto di democrazia deliberativa che ha portato alla definizione e all’adozione delle Linee guida per lo sviluppo locale e per l’estetica del paese. Da queste ultime è derivato Casa&Bottega, un progetto di social housing e rigenerazione urbana teso a contrastare lo spopolamento, creare occupazione e manutenere il paesaggio.

Alla luce dei principi delineati dalla Convenzione, la scelta del Consiglio d’Europa di tenere il primo workshop sulla Convenzione di Faro a Fontecchio – un paese con meno di quattrocento abitanti dell’Abruzzo interno – come ha precisato la sindaca Sabrina Ciancone – assume un significato particolare.

Le sessioni di lavoro saranno incentrate sulla rivitalizzazione del patrimonio a seguito di un disastro dovuto a crisi multifattoriali (economiche, sociali, ambientali, politiche) e su come la comunità locale possa diventare attore protagonista di questa rivitalizzazione. Muovendo dai principi della Convenzione di Faro, il workshop mira a sviluppare partenariati con università, società civile e centri di ricerca per svolgere studi su territori rurali e urbani, sulle ‘comunità di eredità’ (attori locali, musei, organizzazioni non governative, associazioni, ecc.) e sul patrimonio europeo.

L’incontro sarà occasione di conoscenza e scambio di buone pratiche realizzate nei Paesi di provenienza dei relatori. Tre i temi di lavoro principali: Patrimonio nella società che cambia; Patrimonio come ecosistema di sviluppo; Accessibilità al patrimonio culturale. I partecipanti coinvolti dal Consiglio d’Europa provengono da Università e Istituti di Francia, Grecia, Austria, Belgio, Italia, Spagna, Germania e Portogallo. I lavori degli accademici saranno articolati in sessioni plenarie e parallele, visite sul territorio e confronti con le comunità locali.

Nella giornata conclusiva, giovedì 12 ottobre, si terrà una conferenza aperta al pubblico in cui verranno condivisi i risultati degli studi con le autorità nazionali, regionali e locali.

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