sabato, Ottobre 24, 2020
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Alba Adriatica, Viviani: “Accoglienza? Calibrare le risorse”

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ALBA ADRIATICA – “Sto combattendo come un leone”.  Così esordisce, con la sua proverbiale ironia, Gabriele Viviani, ex segretario del centrosinistra albense. Caparbio e determinato, in questi giorni, ha confermato la sua candidatura a sindaco della cittadina.

“Il mio non è attaccamento alla poltrona o al desiderio di ricoprire il ruolo di primo cittadino – tiene a precisare – Da segretario avevo indicato la strada per le primarie in modo che, tra i contendenti, emergesse il nome per portare avanti una lista unitaria. Io l’avrei preferito, ma questa vicenda dell’espulsione ha cambiato tutto – spiega senza mezzi termini – è stata un’operazione studiata a tavolino, un pretesto da parte di chi mi ha sempre avversato“.

Ha le idee ben chiare Viviani e, come da sua consuetudine, le esprime liberamente “Probabilmente non farò ricorso e questo non significa che faccia un passo indietro. Il Pd mi deve delle scuse ufficiali. Questa vicenda non è di poco conto: essere espulso senza essere nemmeno convocato, ascoltato, è stato scorretto“.

L’ex segretario si è sentito duramente colpito da questa decisione del partito, ma ribadisce le sue posizioni “Non mi pento di quel che ho detto e scritto, non mi sposto di un millimetro. Non è questione di valori di destra o sinistra, sono una persona che ama il territorio e sono convinto che il buonismo del Pd faccia male all’Italia. E’ il momento di finirla“.

Per la sua candidatura alle prossime amministrative di primavera, Viviani porterà avanti un progetto civico, dove il tema dell’ordine pubblico farà da apripista ad un programma che vedrà come punti fermi, la sicurezza, la legalità e la cura del territorio.

Ho ricevuto attestati di stima e solidarietà dagli iscritti al Pd, dai cittadini, da professionisti, operatori turistici e imprenditori che sentono fortemente il problema e che si riconoscono nel mio pensiero – spiega – Io stesso ho subito per ben due volte la violazione del domicilio, furti nel cantiere. Non ci sentiamo sicuri, ci dobbiamo barricare in casa. I cittadini chiedono sicurezza”.

Argomenti, questi, fortemente sentiti e di attualità ad Alba Adriatica, come anche nelle altre cittadine della riviera, che soffrono da tempo il problema degli immigrati e che vedono, nei periodi estivi, sul lungomare continui blitz per bloccare l’abusivismo e l’occupazione del suolo pubblico, per non dire altro. Controlli, a sentire Viviani, inconcludenti e affatto risolutivi.

In un’altra intervista rilasciata giorni fa sono stato travisato sull’argomento e voglio chiarire. Non ho mai detto che andrò a fare le ronde sul lungomare. In prima persona e con i miei consiglieri – spiega – sarò presente sul territorio e nel rispetto delle leggi italiane coglierò tutte le occasioni e adotterò tutti gli strumenti di cui dispone un sindaco per impedire che si perduri nella situazione di abusivismo”.

E sull’ospitalità dei migranti nella cittadina albense, argomento che lo ha portato nell’occhio del ciclone, Viviani spiega la sua posizione con un parallelismo “Se in casa mia riesco ad ospitare una famiglia che ha perso la propria per il terremoto, se ne diventano due ancora mi è possibile, ma se ne arrivano cinque, la mia casa non è più la mia casa e così Alba Adriatica. Se siamo in grado di ospitare un tot di migranti, non possiamo accoglierne il quadruplo. Non sarebbe più vivibile e non si riuscirebbe più a garantire la sicurezza. Sono del parere di ospitare quelle persone che il paese è in grado di accogliere, che hanno una casa, un lavoro e che rispettano chi li ospita e li ha accolti“.

Infine si rivolge ai suoi concittadini, agli albensi “La cittadinanza si è stretta intorno alla mia persona in un momento di grande difficoltà per me e la mia famiglia. La ringrazio per la solidarietà e l’appoggio che mi ha dimostrato”.

Alessia Stranieri

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