lunedì, Ottobre 25, 2021
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Martinsicuro, no ai Trabocchi: Corsi attacca l’amministrazione

Martinsicuro – L’idea progettuale di rendere la città di Martinsicuro la “Costa dei Trabocchi Nord d’Abruzzo”, pianificata dalla precedente amministrazione Camaioni, è ad oggi ad uno stop. La notizia della bocciatura, da parte della Soprintendenza, alla realizzazione di 5 trabocchi sul litorale, ha acceso la polemica.

Il Consigliere di minoranza, già assessore al demanio, Massimo Corsi, che a suo tempo presentò il progetto con l’auspicio di alzare il livello dell’offerta turistica di Martinsicuro, ha diffuso una nota, condivisa da Città Attiva, nella quale accusa senza mezzi termini l’amministrazione in carica.

“Aspettavamo con trepidazione questo giorno, per capire che il nostro progetto di sviluppo turistico locale, attraverso la progettazione di un nuovo Piano Demaniale e con l’inserimento di 5 trabocchi/bilance sul nostro litorale, venisse denigrato dall’attuale maggioranza che, di fatto, non ha mai dimostrato di apprezzare questa idea di sviluppo turistico, innovativa rispetto all’offerta odierna. Apprendiamo dalla stampa che la Soprintendenza ha bocciato l’idea di realizzare i Trabocchi e le domande nascono spontanee: si è portato avanti il PDMC senza passare in Consiglio Comunale per l’approvazione? Dove sono gli atti relativi a tale richiesta? Cosa è stato chiesto esattamente ed ufficialmente alla Soprintendenza? Potremmo continuare con una miriade di quesiti, ma ci fermiamo qui, consapevoli che si è solo preso spunto da un semplice diniego, orale supponiamo, che avviene quotidianamente per le aree demaniali, problema che si è sempre risolto avendo l’accortezza di saper interagire con gli organi sovracomunali. Leggiamo, inoltre, che l’attuale maggioranza ritiene che nessuno possa spendere cifre importanti per un trabocco, tralasciando una semplice considerazione, ossia che nel precedente bando per le nuove concessioni demaniali si è aggiudicato uno stabilimento di 150 mq a 780.000 euro circa. Immaginiamo che si troveranno sicuramente imprenditori disposti ad investire qualcosina in più rispetto ad uno stabilimento per un ritorno annuale di circa 5.000 presenze a stagione per trabocco (dato ufficiale dell’Associazione Costa dei Trabocchi), che non vogliamo dire avverranno subito ma che certo rappresentano un buon dato di partenza per chiunque cerchi opportunità di investimento nel turismo.
Inoltre, informiamo il consigliere delegato al Demanio e tutta la maggioranza che queste strutture, essendo di interesse Regionale, vanno ben oltre quello che sono le regole sul limite temporale delle stesse, ossia non sono interessate dalla Direttiva Bolkestein e possono avere una durata minima di almeno 10 anni. Ricordiamo, infine, che queste strutture possono essere realizzate anche con sistema misto, pubblico-privato, ma ci rendiamo conto che questi argomenti per essere portati avanti hanno bisogno di un impegno lavorativo quotidiano e lungimirante che spesso le amministrazioni locali non hanno come background. Il consiglio è che se non si ha tempo da dedicare allo sviluppo della Città c’è sempre la possibilità di lasciar perdere, dimettendosi. Ricordiamo, da ultimo, ai giovani amministratori, che le vecchie bilance da noi eliminate per mancanza di autorizzazione, fanno parte dello stesso progetto dei Trabocchi e quindi è inutile avventurarsi nel tentativo di voler confondere le idee nella speranza che finalmente si possa far credere che un po’ di farina dal vostro sacco cominci ad uscire. Il nostro caro Sindaco dovrebbe essere informato della situazione delle vecchie bilance in quanto nel suo breve trascorso di Assessore al Demanio doveva far rispettare le regole sulle stesse, invece con il vecchio modo di fare politica si è sempre contraddistinto nel “fare per non fare”. Con estrema delusione e sconcerto attendiamo un dibattito reale sui banchi ufficiali e non su quelli a carattere elettorale.

Nel frattempo, ci spiace anche in questo caso di aver avuto ragione nel sostenere che, con questa amministrazione, si sarebbe tornati alla vecchia “politica del tombino” dove si pensa a intervenire per risolvere i piccoli problemi degli amici, magari pochi metri di marciapiede davanti ad una entrata, piuttosto che a lavorare per lo sviluppo comune”.

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