sabato, Gennaio 16, 2021
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Gianni Melilla in merito all’assoluzione dell’ex Presidente Chiodi

Riceviamo e pubblichiamo: “L’assoluzione dell’ex Presidente della Regione Abruzzo Chiodi e degli Assessori Castiglione e Chiodi completa il quadro delle indagini giudiziarie sulle cosiddette “spese pazze” che hanno riguardato i consiglieri regionali della passata legislatura e che si sono concluse con la archiviazione o la assoluzione degli indagati.
Quelle vicende ebbero una eco enorme su tutta la stampa regionale e nazionale, e formarono l’opinione dei cittadini sulla Regione Abruzzo  e in generale sui politici.
I qualunquisti ( non li ho mai chiamati populisti perché il popolo è una cosa seria e i populisti veri, quelli russi dell’Ottocento erano rivoluzionari che pagavano con la vita, come il fratello di Lenin, che fu impiccato, la loro lotta contro lo zarismo) sono stati i beneficiari elettorali e politici di quel clima di odio e disprezzo verso la politica e i partiti. Quei giornalisti che hanno soffiato sul fuoco dell’antipolitica con argomenti spesso falsi e pretestuosi dovrebbero riflettere sulla loro campagna contro partiti e istituzioni.
Libri e articoli, trasmissioni televisive, nuovi “politici” e jene di ogni risma , hanno picconato la democrazia rappresentativa e la politica. É il risultato oggi è una cultura popolare prevalente  fondata sul nazionalismo, sulle promesse elettorali non realizzate ma che hanno rubato i voti, sulla demagogia e la lotta all’Europa ( e non invece a chi ha diretto le politiche europee della austerità, che niente però ha a che vedere con l’idea giusta e lungimirante della Unione Europea ).
Chiodi, Castiglione e Gatti escono dunque assolti, hanno pagato un prezzo politico grave e personalmente immagino la loro sofferenza durata tanti anni.
Lo stesso in questi anni é successo a tante altre persone delle Istituzioni. Riflettiamo tutti.
Chi ha condannato a priori strumentalizzando politicamente questa inchiesta,  chi ha sparato i mostri in prima pagina, almeno chieda scusa e dia lo spazio giusto alla notizia della assoluzione .
Ma così non sarà purtroppo. E molti continueranno nella loro vocazione giustizialista ( salvo quando ci capitano loro e si scagliano contro chi si è comportato male, ma dimenticando quello che in questi anni hanno fatto ogni qualvolta c’è stata una inchiesta penale che riguardava politici e persone delle Istituzioni).
Per gli omicidi, o gli stupri, o le violenze sui minori, vi è stata una attenzione della opinione pubblica molto più bassa, di quella violenta che ha riguardato l’ inchiesta su Chiodi che è stata sulle prime pagine per giorni e giorni. Idem per tante altre inchieste che riguardavano amministratori e politici abruzzesi e italiani poi regolarmente assolti.
Nella mia vita politica non sono mai stato coinvolto in una indagine giudiziaria e dunque non ho nessun retropensiero per fare questa riflessione.
Dico che in questi anni, con il clima che si è creato nella pubblica opinione, si è operato un “colpo di stato” indolore e popolare contro i partiti, la politica e le Istituzioni.
Le colpe che pure ci sono state di molti politici, giustamente condannati, non giustificano nel modo più assoluto questo assalto violento alla democrazia e ai partiti che non a caso sono ormai scomparsi come strumenti di partecipazione politica.
Unica consolazione è ancora una volta la fiducia nel sistema giudiziario che alla fine emette le sue sentenze e stabilisce la verità definitiva  in nome del popolo italiano. Fortunatamente spetta ai Giudici e ai Tribunali stabilire la verità e scrivere le sentenze,  e non a presunte volontà popolari incattivite dalla propaganda vergognosa che ha infangato da troppi anni la Politica e i Partiti , con la P maiuscola”.

Gianni Melilla
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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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