martedì, Novembre 30, 2021
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Brexit, Theresa May al passo d’addio?

Ultimo appello oggi di Theresa May al Parlamento britannico perché approvi finalmente il risultato del negoziato con la Ue per la Brexit. Votare a favore dell’accordo significa evitare un salto nel buio e mandare “un messaggio chiaro” al Paese e a Bruxelles: che la Gran Bretagna “uscirà dall’ Ue il 22 maggio, nel rispetto del risultato del referendum”, ha detto May. La premier Tory nega che ci sia spazio per negoziare un altro accordo. Oggi “è l’ultima opportunità”, ribadisce, spiegando di essere pronta a dimettersi “prima di quanto avessi previsto

Servono 318 voti a Theresa May, per incassare il sì all’accordo sulla Brexit e se ci riuscirà, ha promesso di dimettersi. Oggi è il giorno del voto, il terzo, alla Camera dei Comuni, dopo che lo speaker Bercow ha dato il benestare. Se il Parlamento vota a favore, Brexit il 22/05; con bocciatura e no deal, il 12/04 salvo proroghe da parte Ue. Il documento al voto oggi comprende l’ accordo finanziario da 39mld di sterline, diritti garantiti a cittadini Ue e Uk, dettagli sulla transizione fino al 2020,accordi sulla frontiera irlandese. E fonti Ue danno sempre più probabile un summit straordianrio il 10-11 aprile.

Theresa May potrebbe forse ottenere il supporto per il suo accordo sulla Brexit se rimanesse in sella come primo ministro. Tuttavia, sembra ormai quasi una certezza che la May abbia ormai le ore contate. Si parla infatti di dimissioni di massa nel governo.

I media affermano che i ministri del governo stanno pianificando un colpo di stato contro il primo ministro, con l’obiettivo di sostituirla con un dirigente ad interim fino a quando non si terrà un vero e proprio concorso per la leadership più avanti nel corso dell’anno.

Il primo ministro è stato sottoposto a crescenti pressioni per dimettersi dopo una settimana in cui è stata costretta a chiedere all’UE una proroga dell’articolo 50 .

L’accordo sulla Brexit che ha negoziato con la UE è stato già respinto in modo netto per ben due volte nella Camera dei Comuni, e la sua promessa di dimisisoni in caso di voto favorevole potrebbe non essere sufficiente.

Infatti il cancelliere Philip Hammond ha detto a Sky’s Sophy Ridge: “Non si tratta del primo ministro … cambiare i primi ministri non aiuterebbe, cambiare il partito al governo non aiuterebbe”.

Hammond ha dichiarato di aver capito che i parlamentari erano “molto frustrati”, ma “in un modo o nell’altro il Parlamento avrà un’opportunità oggi di trovare una via di uscita al vicolo cieco in cui la BREXIT ha infilato il Regno Unito ed indirettamente l’intera Unione Europea che attende con il fiato sospeso il voto di oggi.

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