lunedì, Novembre 28, 2022
Home > Italia > Famiglia: terminata la più grande campagna ideologica di disinformazione

Famiglia: terminata la più grande campagna ideologica di disinformazione

< img src="http://www.la-notizia.net/efe" alt="efe"

E’ terminata la più grande campagna di disinformazione ideologica rivolta alla più antica istituzione sociale esistente, la famiglia. Avevamo già scritto in proposito intravedendo tutti gli estremi di una campagna mediatica di disinformazione che è stata puntualmente messa in atto, contravvenendo a quella che sarebbe dovuta essere in sostanza la missione che ha l’Informazione, ovvero informare.
Gli strascichi delle polemiche relative a questo tema hanno fatto in modo che numerosi giornalisti e opinionisti abbiano preso le distanze, dall’utilizzo che e’ stato fatto mediaticamente sull’utilizzo che ne è stato fatto mediaticamente evidenziando le numerose bufale riportate da autorevoli testate giornalistiche, stampa, radio e televisioni, che hanno accusato gli organizzatori di voler
riportare nel “medioevo” la civiltà attuale, abrogando importanti conquiste ottenute, come divorzio,
aborto, diritti civili.
Un momento quindi di dialogo e riflessione sulla famiglia e sul ruolo che ha nella società, prepotentemente manipolato da quella area politica attualmente all’opposizione di governo ed uscita, forse anche per questi motivi, fortemente penalizzata dalle ultime tornate elettorali.

Ci saremmo forse attesi una informazione più pluralista, che avesse parlato dei problemi della famiglia, che desse risalto ad i problemi che la affliggono e che sono causa anche della denatalità, del disagio dovuto all’impossibilità di mettere al mondo figli a causa degli elevati costi di mantenimento. Invece tutto si è concentrato su ideologiche posizioni dei soliti “politicamente corretti” che hanno trasformato questo momento in una lotta per l’affermazione di altri diritti.

Di sicuro non si può che rimanere perplessi di fronte all’opinione ormai diffusa che credere in una famiglia normale e tradizionale, o difendere la patria significhi essere omofobi e fascisti, così come il credere in Dio possa essere sinonimo di monotonia.
Slogan lanciati pubblicamente da personaggi che occupano scranni nelle istituzioni e che forse dovrebbero evitare di incitare odio verso chi non la pensa come loro.
Basta leggere le cronache di tantissime testate giornalistiche di ogni tipo, o seguire qualsiasi salotto
televisivo, per rendersi conto di quanto sia stato manipolato quello che doveva essere il
congresso sulla famiglia. Tutti a voler dimostrare in ogni modo con articoli e video quanto fossero in tanti a manifestare contro.

Ma la sapiente manipolazione non tiene conto che oramai grazie anche ai social le bufale vengono scoperte, come anche possono emergere fatti taciuti dall’informazione.
Un piccolo esempio? È stato riportato di un giovane, sembrerebbe poi fermato dalla polizia, che ha
contestato in maniera forse eccessiva la manifestazione anti-famiglia, ma nessuno ha rilevato ciò che ha fatto ed è accaduto alla trans Efe Bal, nota per le sue idee favorevoli alla legalizzazione della prostituzione e alla tassazione dei proventi, ma anche per la sua posizione riguardo alla famiglia, all’utero in affitto e all’adozione alle coppie omosessuali, quindi contraria alla manifestazione “politicamente corretta”.

Così come lei stessa ci ha raccontato, mostrandoci anche il filmato facilmente reperibile sul suo profilo Facebook, dopo essersi arrampicata pericolosamente attraverso una impalcatura su un largo balcone di un palazzo in ristrutturazione ed aver mostrato un cartello che invitava il Ministro degli Interni a non mollare, e’ stata fatta oggetto del lancio di sassi oltre che di parole non certo lusinghiere.
Sembrerebbe addirittura che un ragazzo ed una ragazza l’abbiano invitata a scendere per picchiarla.
Una sfida certo, portata avanti con il coraggio di chi consapevolmente voleva dimostrare la faziosa parzialità di una fetta di partecipanti alla contromanifestazione, utilizzata sicuramente per rivendicare diritti, ma anche per contrastare una forza politica in forte ascesa di consensi.

Del resto Efe Bal ci ha abituati a sfide e scelte stranamente non condivise dalle sue colleghe, come la campagna di informazione per la prevenzione dell’ AIDS.
Personaggio quindi scomodo per i “Politicamente Corretti”, ed ecco forse perché nessuno ha voluto rilevare l’accaduto, che avrebbe indotto a riflettere sul reale significato del congresso e della contro
manifestazione. Insomma, una vera propaganda che gli antifascisti, gli anti-omofobi ed i perbenisti hanno voluto mettere in atto insieme ad una informazione forse nono del tutto performante.

Ettore Lembo