sabato, Dicembre 4, 2021
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Sangue infetto, si allarga sempre più lo scandalo nel Regno Unito

Londra – Non è solo nella “terra dei cachi”, in Italia, che esiste il grave problema del sangue infetto, come cantavano Elio e le storie tese a Sanremo qualche anno fa. Nel Regno Unito si sta allargando sempre più lo scandalo del sangue infetto. Come riportato dalla Stampa nel numero del 1° maggio, ormai non si ferma più la battaglia per arrivare a fondo della verità. Sarebbero più di 2.400 persone morte e 25mila probabilmente quelle contagiate da Hiv ed epatite C dopo aver ricevuto trasfusioni o emoderivati contaminati negli anni ’70, ’80 e inizio ’90. Oggi prende il via l’inchiesta pubblica che avrà lo scopo di provare a capire il numero esatto di persone che sono state infettate, l’impatto che l’infezione ha avuto sulla vita delle persone, indagare se ci sono stati tentativi di nascondere lo scandalo e naturalmente identificare eventuali responsabilità. Il tutto dopo anni di insistenza da parte delle associazioni delle vittime.

Verranno raccolte le testimonianze delle persone coinvolte a Londra ma anche a Belfast, Leeds, Edimburgo e Cardiff in un’indagine che potrebbe durare fino a tre anni e nella quale dovrebbero essere ascoltati circa 2.500 persone, in audizioni pubbliche che saranno trasmesse in streaming. Saranno interrogati anche membri del personale e funzionari del servizio sanitario pubblico e diversi politici. Ad essere infettati sono stati principalmente emofiliaci, ma anche pazienti che avevano bisogno di una trasfusione dopo un’operazione o un parto, o che hanno contratto il virus tramite i propri partner.

Sulla questione è intervenuta direttamente il Primo Ministro Theresa May che ha affermato che quella del sangue contaminato “è una tragedia che non avrebbe mai dovuto accadere e ha causato per decenni dolore e danni inimmaginabili per le vittime e le loro famiglie”. Il Primo Ministro ha annunciato che il governo aumenterà il sostegno finanziario alle vittime da 46 a 75 milioni di sterline l’anno. Con l’inizio dell’inchiesta pubblica “inizierà un viaggio che sarà dedicato ad arrivare alla verità di ciò che è accaduto e a fare giustizia per tutte le persone coinvolte”, ha promesso la premier britannica.

Dall’inchiesta è emerso che il plasma infetto proveniva principalmente dagli Stati Uniti e derivava spesso dal sangue di detenuti e tossicodipendenti che venivano pagati per le donazioni.

Roberto Guidotti

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