mercoledì, Aprile 14, 2021
Home > Arte, Cultura e Spettacoli > Il film consigliato stasera in TV: “VITTORIA e ABDUL” domenica 7 luglio 2019

Il film consigliato stasera in TV: “VITTORIA e ABDUL” domenica 7 luglio 2019

film vittoria_e_abdul

Il film consigliato stasera in TV: “VITTORIA e ABDUL” domenica 7 luglio 2019 alle 21:20 su CANALE 5  

 

Vittoria e Abdul (Victoria & Abdul) è un film del 2017 diretto da Stephen Frears.

Basato sull’omonimo libro di Shrabani Basu, il film racconta la storia vera dell’amicizia tra la Regina Vittoria e il suo segretario indiano Abdul Karim.

1887. Il giovane Abdul Karim, impiegato nella prigione di Agra, viene scelto per recarsi alla corte della Regina Vittoria in occasione del suo Giubileo d’Oro, e consegnarle in dono un’antica moneta quale segno di rispetto da parte delle colonie indiane. La missione dovrebbe essere semplice e sbrigativa; tuttavia Vittoria, ormai molto vecchia, sola e insofferente alla vita di corte, viene attratta dall’avvenenza e dalla dedizione che da subito Abdul le dimostra. Il ragazzo è invitato a rimanere a corte e in breve diventa valletto personale di Vittoria; successivamente la regina lo nomina Monshi, ossia suo maestro, perché le insegni la lingua urdu e il Corano.

La regina prova un profondo affetto nei confronti di Abdul, gli apre il cuore e gli confida i suoi segreti più intimi, sfuggendo così alla solitudine e alle tristezze della sua vita; quando scopre che il ragazzo è sposato, la regina ammette a corte sua moglie e sua suocera, che arrivano a Windsor indossando un velo integrale. La famiglia andrà a vivere in un cottage poco distante dalla dimora della regina. Tuttavia questa predilezione crea malcontento a corte, in particolare da parte di suo figlio e del Primo Ministro, che iniziano a tramare per minare alla base il rapporto tra Vittoria e Abdul. Quando la regina viene a sapere dalla corte che l’uomo non le ha detto della Fatwā emessa contro di lei in India da un’autorità musulmana, ne rimane molto amareggiata e lo licenzia; il giorno dopo, comprendendo che il Monshi le abbia nascosto la verità col solo intento di proteggerla, lo perdona e lo lascia rimanere a palazzo, purché non le menta più.

L’interesse di Vittoria nei confronti di Abdul e della sua cultura crescono: la regina si fa costruire una Durbar Room, ossia una camera di rappresentanza in stile indiano, nella sua residenza a Osborne House, decorata con i ritratti dei notabili indiani, tra cui spicca anche quello dello stesso Abdul. Vittoria si dichiara inoltre intenzionata a conferire all’uomo il cavalierato: sarebbe il primo uomo di colore a riceverlo. Di fronte a quest’ultimo affronto il Principe e gli altri nobili cospirano alacremente contro Abdul, cercando di raccogliere informazioni atte a screditarlo. Si scopre così che la famiglia di Abdul non solo non è nobile, ma appartiene a una casta poverissima; inoltre il medico, esaminando l’uomo per scoprire come mai lui e sua moglie non riescano ad avere figli, lo scopre affetto da gonorrea. Messa di fronte a queste accuse nei confronti del Monshi, Vittoria le rigetta e accusa suo figlio e gli altri di essere contro Abdul per sole questioni di razzismo, e intima loro di essere gentili con lui.

A questo punto l’intera corte si solleva contro Vittoria e Abdul e tutto il personale decide che, qualora la regina dovesse concedere al Monshi il cavalierato, tutti chiederanno licenza di lasciare il servizio della sovrana. Edoardo e i maggiorenti la minacciano inoltre, nel caso che non ceda, di farla dichiarare pazza. La regina, furiosa, affronta l’intera schiera dei suoi notabili, invitando chiunque abbia realmente intenzione di licenziarsi di farsi avanti; nessuno in realtà vuole rinunciare alla sua carica, così Vittoria chiarisce una volta per tutte che è lei a detenere il potere di decidere per sé stessa. Dichiara inoltre che non concederà il cavalierato ad Abdul, ma lo nominerà commendatore dell’Ordine reale Vittoriano.

Poco dopo le condizioni di Vittoria peggiorano, e alle prime avvisaglie della malattia la regina chiede ad Abdul di tornare in India, poiché una volta morta non potrà più proteggerlo dalle ostilità della corte. L’uomo, ormai sinceramente affezionato alla sua regina, rifiuta e dichiara di volerla servire fino al suo ultimo giorno di vita. Nel 1901 Vittoria muore e Abdul è al suo fianco; il nuovo re, tuttavia, disconosce immediatamente il Monshi, lo sfratta dalla casa che la regina gli aveva donato e fa bruciare tutti i regali e i documenti che lui aveva raccolto negli anni al suo servizio. La moglie riesce però a salvare un medaglione con l’effigie di Vittoria, donato all’uomo dalla stessa regina.

Abdul e la sua famiglia vengono rimandati in India e non torneranno mai più nel Regno Unito. Il Monshi conserverà un ricordo affettuoso della regina fino alla sua morte, otto anni più tardi. Nei titoli di coda viene rivelato che i diari di Abdul Karim saranno scoperti solo nel 2010, dando così modo di ricostruire la sua storia.

Regia di Sthephen Frears

Con: Judi Dench e Alì Fazal

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *