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Il film d’animazione stasera in TV: “RATATOUILLE” giovedì 26 dicembre 2019

FILM RATATOUILLE
Il film d’animazione stasera in TV: “RATATOUILLE” giovedì 26 dicembre 2019 alle 21:20 su RAI 2
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Ratatouille è un film d’animazione del 2007 diretto da Brad Bird e Jan Pinkava. Il film è l’ottavo lungometraggio realizzato in grafica computerizzata dalla Pixar, e come si evince anche dai titoli di coda è stato dedicato all’animatore canadese Dan Lee, il creatore del personaggio principale di Alla ricerca di Nemo. Francia1970. Rémy è un piccolo topo con un grande sogno: cucinare. Vive poco lontano da Parigi, nella soffitta di una casa di campagna abitata da una signora anziana ma agguerrita. Il topino ha un fratello di nome Émile e un padre di nome Django, che è il capo della grande colonia di ratti che abita la casa. Rémy, contrariamente ai suoi simili, possiede un olfatto ed un gusto molto raffinati, che lo portano a rifiutarsi di mangiare spazzatura come fanno i suoi simili, a voler sempre cercare cibo umano sperimentando nuovi sapori e a camminare su due zampe, senza poggiare quelle anteriori perché le usa per mangiare. A causa di questo, Rémy viene scelto come “esaminatore olfattivo” per la colonia: ogni volta che un topo porta qualcosa che intende mangiare, Rémy lo annusa e dice se il cibo è commestibile o meno. Tale compito gli è stato assegnato dopo aver salvato la vita al padre, che stava per mangiare un torsolo di mela infetto da veleno per topi, di cui Rémy aveva fiutato l’odore. L’idolo di Rémy è il famoso chef francese Auguste Gusteau, la cui filosofia è Chiunque può cucinare, titolo del suo libro che ha ispirato Rémy. Dopo una recensione negativa dal severo critico gastronomico Anton Ego, però, il ristorante di Gusteau aveva perso una delle sue cinque stelle. Poco tempo dopo Gusteau, caduto in depressione, era morto, e per questo motivo, secondo l’usanza, al ristorante era stata sottratta un’altra stella. Un giorno, la colonia di cui Rémy fa parte viene scoperta dalla vecchia signora, la quale prende a fucilate i topi, costringendoli a fuggire lungo un affluente artificiale della Senna. Nella confusione della fuga, Rémy rimane indietro per salvare il libro di Gusteau, si distacca dal gruppo e si perde nelle fogne di Parigi. Ritrovatosi bagnato, solo e affamato, risale le tubature finché non arriva in un appartamento dove si sta tenendo un rinfresco. Lì trova del pane e sta per mangiarlo quando gli appare il fantasma di Gusteau. Quest’ultimo, dopo aver detto al topo di non rubare il cibo ma di cucinarlo, essendo un cuoco e non un ladro, lo conduce sui tetti di Parigi fino al suo ristorante, governato da quello che era il vice di Gusteau, un odioso e dispotico affarista di nome Nino Skinner. Mentre Rémy osserva i cuochi al lavoro, arriva un giovane, Alfredo Linguini, figlio di una vecchia fidanzata di Gusteau, che cerca un posto di lavoro e viene assunto come sguattero. Linguini è maldestro e incapace perfino di pulire il pavimento, infatti, durante il lavoro, urta e fa cadere una pentola di zuppa che finisce sul pavimento; per non farsi scoprire, riempie nuovamente d’acqua la pentola e versa all’interno spezie e verdure alla rinfusa, ottenendo un intruglio orribile. In quel momento Rémy cade dalla finestra sul tetto, finendo nella cucina; cercando di scappare di nascosto, passa davanti alla pentola della zuppa e non resiste alla tentazione di modificarla, inserendo gli ingredienti che ritiene opportuni per migliorare l’odore e il sapore. Linguini scopre Rémy e lo imprigiona sotto uno scolapasta, ma viene a sua volta colto in flagrante da Skinner con il mestolo in mano e sta per essere licenziato con l’accusa di aver cercato di cucinare, cosa inammissibile per uno sguattero. La zuppa nel frattempo è stata servita in sala a Solene LeClaire, una nota critica gastronomica, che rimane sorpresa e il giorno dopo scrive una recensione positiva sul locale. I cuochi credono che sia stato Linguini a cucinare la zuppa e per questo Skinner gli ordina di tornare il giorno dopo per prepararla di nuovo, sotto la sua supervisione. Rémy però viene scoperto e catturato; l’esecuzione è affidata a Linguini, che lo porta sulla Senna per annegarlo. Prima dell’esecuzione, Linguini si accorge che il ratto è in grado di capire le sue parole, e i due decidono di collaborare per ricreare il piatto, in quanto Rémy dice di ricordare che ingredienti aveva usato. Inizialmente i due sono in difficoltà, poiché Rémy non riesce a trovare il modo di dare le indicazioni a Linguini senza essere visto, ma in seguito scoprono che il ragazzo muove gli arti in modo sincrono come reazione involontaria quando il topo gli tira certi ciuffi di capelli, come una marionetta. Nel mentre Skinner affida l’incarico di seguire Linguini in cucina a Colette Tatou, unica cuoca donna del ristorante, molto dura e spesso prepotente ma di buon cuore. Alla fine il piatto viene preparato, risulta uguale all’originale e riscuote un grande successo. Tuttavia, Skinner è invidioso e, in una sera in cui i clienti del ristorante desiderano provare qualcosa di nuovo che sia preparato da Linguini, prova a screditare il ragazzo incaricandolo di preparare l’unico piatto di Gusteau che non aveva mai avuto successo: le animelle di vitello alla Gusteau farcite con salsa di liquirizia. Il piatto però viene modificato da Rémy con una nuova salsa all’ultimo momento e riscuote un notevole successo: lo chef, incredulo, inizia a sospettare qualcosa. Un giorno Skinner legge la lettera di raccomandazione della madre di Linguini e, dopo alcune indagini, scopre che quest’ultimo è figlio di Gusteau. Inorridito, il capocuoco capisce che lo sguattero dovrebbe diventare il padrone del ristorante e cerca di correre ai ripari contattando il suo avvocato, ma Rémy se ne accorge e gli porta via la lettera del testamento. Il giovane riesce così a prendere possesso del locale del padre e a salire alla carica di chef, licenziando Skinner. La delizia dei piatti preparati con l’abilità di Rémy e la prestanza del nuovo capo del ristorante fanno riacquistare una stella al locale; Anton Ego, perplesso in quanto lo aveva recensito negativamente molti anni prima e poi mai più, decide di testarlo. Con la sua fama e ricchezza, Linguini comincia però ad ignorare Rémy. Casualmente il topo ritrova suo fratello Émile e tutta la colonia, ed essi lo costringono a procurare loro cibo di qualità di nascosto prelevandolo dalla dispensa del ristorante. Una sera Linguini li scopre: lui e Rémy litigano e il ragazzo, adirato, caccia via il topo. Il giorno dell’arrivo di Ego, Linguini non riesce a cucinare i piatti e, dopo una riconciliazione con Rémy, confessa a tutti che l’artefice di tutti quei piatti non era lui ma un topo: tutti i collaboratori se ne vanno inorriditi, compresa Colette. In aiuto di Rémy sopraggiunge suo padre Django, che porta con sé tutti i topi della colonia e il protagonista suddivide in gruppi, ognuno dei quali dovrà lavarsi bene e occuparsi di una determinata attività di cucina. Colette, vedendo il libro di Gusteau e ricordandosi il suo motto su chiunque può cucinare, cambia idea e decide di ritornare al ristorante e aiutare Rémy e gli altri topi. A Ego viene fatta assaporare una rielaborazione della ratatouille, piatto originariamente povero, che gli fa tornare in mente i ricordi della sua infanzia, quando gli accadde che, dopo essere caduto dalla bici, mangiò la ratatouille preparata dalla madre e riacquistò il buonumore. La cucina di Rémy riesce a conquistare il critico, che desidera fortemente parlare con lo chef. A quel punto Linguini e Colette decidono di dirgli la verità, presentando il topo chef al critico gastronomico (dopo avergli fatto attendere che il locale si svuotasse); Ego il giorno dopo scrive una recensione lusinghiera sul locale, che riconquista le cinque stelle. Skinner però, per vendicarsi, denuncia all’autorità sanitaria la presenza di topi in cucina, ma lui e l’ispettore sanitario vengono legati e imbavagliati dai ratti per poi essere rinchiusi nella cella frigorifera del ristorante. Più tardi, dopo la recensione positiva di Ego sul ristorante, consci di non poter tener rinchiusi per sempre Skinner e l’ispettore sanitario, Linguini, Colette, Rémy e il resto dei topi li liberano facendosi loro promettere che in cambio non diranno nulla. I due, nonostante la promessa fatta, li tradiscono rivelando tutto alle autorità sanitarie; il locale viene chiuso e, così facendo, Skinner stesso diviene definitivamente disoccupato. Ego decide di dimettersi come critico dopo essersi ricreduto sulla cucina di Gusteau avendo perso credibilità. Invece Rémy, Linguini e Colette non si perdono d’animo, così aprono il Ratatouille, piccolo ma molto frequentato bistrot, dove la gente mangia in sala mentre la colonia di topi riposa in soffitta e mangia in un piccolo ristorante realizzato apposta per loro. Quanto all’ex-critico Ego, decide di investire assieme a Linguini e Rémy su diverse gamme di prodotti culinari e diventa un assiduo frequentatore del ristorante, dove il topino Rémy può realizzare il proprio sogno di essere uno chef. Personaggi
  • Remy: È un ratto molto intelligente, curioso e impulsivo ma dal cuore d’oro; detesta mangiare spazzatura e possiede un senso del gusto e dell’olfatto molto raffinati. Adora cucinare, mangiare bene e mettersi alla prova, come fa con la ratatouille per Anton Ego. Sebbene sia molto piccolo, ha le doti degne di un grande chef, che inizialmente dimostrerà attraverso l’umano Linguini, poi come se stesso. È costantemente sgridato dal padre, che non apprezza le sue qualità, ma a cui vuole molto bene, tanto che infine lo accetterà a prescindere dalle sue passioni e sogni. Sa leggere, ma non scrivere, perciò non può dire a Linguini come si chiama e per questo viene soprannominato Piccolo Chef. Doppiato in originale da Patton Oswalt e in italiano da Nanni Baldini.
  • Alfredo Linguini: È un ragazzo maldestro, timido e ingenuo, anche se di buon cuore. Non ha aspettative e non ha sogni, non sa assolutamente cucinare ed il motivo per cui si reca al ristorante di Gusteau è semplicemente cercare un lavoro: viene assunto come sguattero e poi diventa cuoco grazie a Rémy. Si innamora di Colette e diventa amico di Remy, che lo guiderà nella cucina. Linguini è in realtà figlio di Gusteau; sua madre Renata fu una vecchia fidanzata del grande chef, dal quale, dopo essere rimasta incinta, si separò per crescere Alfredo da sola. Infine si fidanzerà con Colette e diventerà cameriere del locale Ratatouille. Doppiato in originale da Lou Romano e in italiano da Massimiliano Alto.
  • Colette Tatou: È una ragazza bella, all’apparenza tosta e prepotente ma che nasconde un lato dolce e gentile, che emerge soprattutto in presenza di Linguini. Viene scelta da Skinner, lo chef, per aiutare Linguini a migliorare nella cucina, mentre Remy lo aiuta in segreto. È inizialmente l’unica cuoca donna del ristorante di Gusteau, lavoro di cui va molto orgogliosa avendo dovuto lottare parecchio per ottenerlo, in quanto, a sua detta, quello dell’alta cucina è un mondo molto maschilista. Colette si innamorerà di Linguini, lo aiuterà nel ristorante quando lui scoprirà la sua origine e, dopo aver scoperto la bravura di Remy, diventerà amica del topo. Doppiata in originale da Janeane Garofalo e in italiano da Domitilla D’Amico.
  • Nino Skinner: Inizialmente era il vice di Gusteau e, dopo la morte del capo, diventò lo chef del ristorante; tuttavia, perché Skinner avesse ufficialmente tale carica, sarebbero dovuti trascorrere due anni dalla morte di Gusteau senza che nessun erede si interessasse al locale. È un uomo cinico, prepotente, antipatico, presuntuoso e invidioso, e durante il film non si ha modo di vedere se abbia effettivamente buone abilità culinarie. Il suo unico scopo è comandare il ristorante di Gusteau, ma soprattutto creare una linea di prodotti industriali con il buon nome di quest’ultimo. Alla fine farà chiudere il locale ormai di Linguini, anche se facendo ciò rimarrà lui stesso disoccupato. Doppiato in originale da Ian Holm e in italiano da Riccardo Peroni.
  • Anton Ego:È un rispettato critico culinario cinico e solitario, oltre che presuntuoso e temuto da tutti, in particolare dal suo domestico Ambrister Minion. Molto severo e spietato nelle recensioni, è specialista nel valutare i ristoranti di alto livello, determinandone con il suo giudizio il successo o la rovina. È convinto che nessun piatto sia impeccabile e odia il modo di pensare di Gusteau, ritenendo che non sia vero che tutti possano cucinare. Dopo aver assaggiato la cucina di Rémy e dopo averlo conosciuto, cambierà le sue opinioni sulla cucina e ritroverà il suo buon cuore, stimando il piccolo chef. A seguito della chiusura del ristorante di Gusteau da parte dell’ufficio di igiene, decide di ritirarsi dall’attività giornalistica avendo perso credibilità, diventa un assiduo cliente del nuovo bistrot di Rémy ed entra in affari con lui. Doppiato in originale da Peter O’Toole e in italiano da Pietro Biondi.
  • Émile: Fratello di Remy, è un topo grasso, ottuso e simpatico. Si stupisce per ogni piccola cosa, mangia tutto ciò che trova ed è fissato con le regole del buon ratto, ma allo stesso tempo ammira molto Rémy, infatti sarà sempre dalla sua parte. Alla fine, dopo aver cucinato con il fratello, abiterà e mangerà nella saletta riservata ai topi, nella soffitta del nuovo bistrot di Rémy, insieme a tutta la colonia di ratti. Doppiato in originale da Peter Sohn e in italiano da Edoardo Stoppacciaro.
  • Django: È il padre di Rémy ed Émile e capo della loro colonia di ratti. È un topo burbero e scorbutico, che adora comandare e odia profondamente gli umani vivendo tuttavia, all’inizio, di nascosto in una soffitta di una vecchina vedova di campagna, il cui marito era stato causa dell’uccisione di sua moglie. Sebbene sia spesso severo e critico con Rémy, gli vuole molto bene. Quando capirà che Linguini è buono, sarà il primo a scusarsi con il figlio e lo aiuterà a risolvere la situazione. Doppiato in originale da Brian Dennehy e in italiano da Dario Penne.
  • Auguste Gusteau: Era il miglior cuoco di Parigi e del mondo, e fonte di ispirazione per Rémy, che lo seguiva dalla televisione. Nella trasmissione in cui veniva mostrato, consigliava più volte al pubblico di non arrendersi e di provare sempre a raggiungere i propri sogni. Il suo motto, nonché titolo del suo libro di ricette, è Chiunque può cucinare. Morì dopo la crudele critica di Ego sul suo ristorante, per colpa della depressione. Doppiato in originale da Brad Garrett e in italiano da Alessandro Rossi.
Regia di Brad Bird e Jan Pinkava. Fonte: WIKIPEDIA
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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