martedì, Settembre 22, 2020
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Botti di Capodanno: chi li ha inventati?

Anche quest’anno molti sindaci hanno emesso ordinanze che vietano i botti nella notte del 31 dicembre. Il divieto non piace a tutti, visto che molti come da tradizione, vogliono salutare il nuovo anno con fuochi pirotecnici, petardi e simili.

Ma una domanda che forse in pochi si sono fatti è questa: perché esiste e si perpetua l’usanza dei botti? Abbiamo approfondito l’argomento e cercato di capire perché determinate consuetudini siano così diffuse. 

Per esempio quella di sparare botti è una tradizione molto antica. Secondo l’enciclopedia Treccani del 2005 gli “scoppi dei petardi caratterizzano i festeggiamenti. Il baccano con campane e campanacci, le fiaccolate, il lancio della roba vecchia dalle finestre servono per scacciare i demoni e la mala sorte. Quindi, anche i cosiddetti ‘botti’ di fine d’anno sono volti ad allontanare dalla vita familiare spiriti maligni che non sopportano i rumori secchi: per questo si sparano i mortaretti, che sostituiscono il frastuono di strumenti rimbombanti, suonati un tempo per lo stesso scopo. Si compie così l’espulsione rituale delle ombre, dei vampiri, dei morti pericolosi che fino alla grande festa potevano invadere la società dei viventi. In tutte le culture si ritiene che i rumori fragorosi e scoppiettanti possano allontanare i demoni”.

Quando si iniziò a festeggiare il Capodanno? The World Book Encyclopedia del 1984 spiega: “I romani dedicarono questo giorno [il 1° gennaio] a Giano, dio delle porte, degli ingressi e degli incominciamenti. Gennaio viene da Giano, che aveva due facce, l’una rivolta in avanti e l’altra rivolta all’indietro”. 

Sempre la succitata Treccani dice qualcosa su chi fosse il dio realmente più acclamato: “Il dio che si celebrava in chiusura dell’anno era però Saturno: durante la festività dei Saturnalia di dicembre i padroni cucinavano per gli schiavi e servivano loro sontuosi banchetti. Era il periodo dei contrari, con i servi nel ruolo dei padroni, le donne in quello degli uomini, i bambini al posto degli adulti. Semel in anno licet insanire “una volta l’anno è lecito impazzire”: erano le eccezioni che confermavano le regole, perché ogni cosa nei giorni seguenti potesse andare avanti come prima”. 

La conclusione al quale giunge lo storico del cristianesimo primitivo Andrea Filippini, dopo aver preso in esame le origini del capodanno nella rivista Instoria.it è questa: “Anche se le attuali usanze connesse con le celebrazioni del Capodanno variano da una località all’altra, pressoché tutte ricalcano usi in auge nelle antiche feste in onore di Giano, Saturno e delle altre divinità ‘solstiziali’ “.

In un certo senso tutte le variegate usanze del capodanno, affondano le loro radici in riti religiosi pagani e precristiani. Secondo alcuni sondaggi l’80% dei nostri connazionali ignora il motivo di certi gesti o non si è mai posto il problema di appurare il motivo di certe tradizioni così comuni.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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