mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Blutec, Fiom e Cgil: “Necessaria garanzia pubblica per tutela occupazionale e contrattuale”

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Blutec. Fiom e Cgil: “Necessaria garanzia pubblica per la tutela occupazionale e contrattuale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori”


Si è tenuto ieri l’incontro convocato dalla sottosegretaria al Mise, Alessandra Todde, in call-conference sulla crisi degli stabilimenti Blutec in Italia con la presenza dei commissari straordinari, Invitalia e delle regioni Piemonte, Abruzzo, Basilicata e Sicilia.

L’incontro, richiesto unitariamente dalle organizzazioni sindacali, è servito a un primo scambio di informazioni sulle linee che guideranno le decisioni dei commissari, a cui hanno lavorato in questi mesi, sul piano progettuale per tutti gli stabilimenti e i lavoratori.

In sintesi i commissari hanno chiarito che: entro il 5 ottobre sarà presentato un piano concordatario sulla reindustrializzazione di Termini Imerese e sulle linee guida di liquidazione e cessione per tutti gli altri stabilimenti. Abbiamo chiesto garanzia occupazionale e contrattuale per tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno garantito la continuità produttiva da Orbassano, Rivoli, Asti passando per Atessa fino alla Basilicata nonostante i danni provocati dalla proprietà precedente.

Per Termini Imerese la situazione è resa più complessa dal numero dei lavoratori interessati nell’area tra ex dipendenti Fiat e dell’indotto, dal fermo produttivo in atto dal novembre del 2011 e dai danni provocati ai lavoratori e al territorio dall’acquisizione della proprietà da parte di Blutec. I commissari stanno lavorando a una soluzione composta da più aziende consorziate che, da quanto prevedono, dovrebbe assorbire più dei lavoratori attualmente ancora alle dipendenze di Blutec, numero che potrebbe restringersi se si desse seguito alla norma che permetterebbe ai lavoratori usurati in catena di montaggio di poter accedere alla pensione.

Inoltre, nella comunicazione i commissari hanno chiarito che la garanzia per i lavoratori continuerebbe a essere la proprietà pubblica dell’immobile.

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