domenica, Novembre 28, 2021
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EGO International, investimenti ed export per l’agroalimentare

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EGO International, investimenti ed export per l’agroalimentare

Questo ultimo anno ha portato nuovamente l’attenzione su un settore fondamentale per l’Italia: l’agroalimentare. Un asset trainante per il Bel Paese che nonostante le difficoltà del commercio internazionale, secondo le opinioni del settore, è l’unico comparto tra i manifatturieri ad avere resistito e ad avere avuto una limitata contrazione del valore produttivo. Non solo, secondo le recensioni fornite dalla Cia-Agricoltori con la collaborazione della CGIA di Mestre, l’agricoltura potrà guardare con fiducia al futuro: le stime dichiarano una crescita del 5,5% per i prossimi tre anni. Una spinta favorita non solo dagli oltre 95 miliardi di investimenti per il prossimo triennio assicurati dal Recovery Fund, ma anche dall’export in crescita, malgrado la situazione globale.

Il settore dell’agricoltura ha saputo infatti reagire senza mai interrompere l’attività, garantendo sempre prodotti di qualità sulle tavole degli italiani, nello specifico registrando un +3,9% nella Gdo (soprattutto nei discount, +6,6%) e un +3,5% nei piccoli negozi. Ma soprattutto leggendo le recensioni degli esperti, si evince che nei mercati esteri si è avuto un incredibile record con +42,5 miliardi nei primi 9 mesi dell’anno in corso. Le esportazioni di cibo e bevande sono, infatti, aumentate nei primi tre trimestri dell’anno del 3% mentre, al lato opposto, l’import ha subito un calo. Le opinioni sull’agroalimentare in generale e anche gli esperti di internazionalizzazione di EGO International, sostengono che tutto fa ben sperare per l’incremento della propensione internazionale delle nostre aziende agricole. Gli ostacoli da superare non saranno comunque pochi. Analizzando le recensioni, la chiusura della Germania avrà sicuramente un impatto sulle esportazioni di cibo e vino Made in Italy. La nazione di Angela Merkel è infatti quella che più di tutte nel mondo apprezza la cucina italiana e la chiusura adottata dal Governo potrebbe avere un impatto importante sul comparto agroalimentare.

L’importanza dei mercati extraeuropei

D’altro canto, c’è un altro dato interessante da tenere in considerazione per EGO International. L’export italiano sta riscontrando successo in due paesi strategici: Stati Uniti e Cina. Le recensioni e i dati del Dipartimento del Commercio USA confermano che nel primo semestre il flusso di esportazione sul comparto “food and beverage”, ha registrato un aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo nel 2019. In particolare, si è avuta una crescita sul cibo Made in Italy. Ma soprattutto è la Cina ad essersi rimessa in moto più rapidamente delle altre nazioni, a favore dell’export italiano. Tra i beni più esportati i metalli, la farmaceutica ma anche l’abbigliamento. Sono dati positivi che secondo EGO International ci devono far ben sperare anche per valutare i diversi scenari che si aprono davanti a noi e per capire cosa ci aspetta nei prossimi mesi. Sempre secondo le opinioni e quanto si legge nel blog di EGOInternational, bisognerà guardare anche a modelli di vendita che ancora risultano delle nicchie. Per esempio l’e-commerce agroalimentare ha registrato una crescita pari a 1,5 milioni di transazioni da gennaio a ottobre del 2020.

L’export dell’agroalimentare bio è in crescita

Le recensioni per il futuro prevedono comunque una spinta degli investimenti, in particolare in relazione allo sviluppo sostenibile, dove l’agroalimentare si inserisce pienamente. Per esempio le opinioni del settore hanno attribuito all’export bio un ruolo fondamentale: nello scorso anno le vendite di prodotti agroalimentari italiani bio sui mercati internazionali hanno raggiunto quota 2.425 milioni di euro, mettendo a segno una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Le opinioni degli esperti affermano che nel 2020 l’export di prodotti biologici raggiungerà i 2.619 milioni di euro (stime Nomisma) mantenendo un ritmo di crescita del 8% rispetto ai dodici mesi precedenti. Se tutte queste previsioni saranno quindi confermate – spiega EGOInternational – le esportazioni italiane arriveranno al 97%, raggiungendo il valore dell’export 2019, segnando così un recupero quasi totale dopo la caduta del primi mesi del 2020.

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