domenica, Gennaio 16, 2022
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Operazione Santo Domingo: truffe e abusivismo anche nel Piceno

Operazione Santo Domingo

Operazione Santo Domingo: truffe e abusivismo anche nel Piceno

Ascoli Piceno – Contrastare le forme di illegalità che minano il corretto funzionamento dell’economia legale, alterando le regole di libera concorrenza del mercato; garantire le condizioni che consentono una corretta allocazione

Queste le principali prerogative attraverso le quali la Guardia di Finanza assicura la diuturna azione a tutela dell’economia e che hanno portato il Comando Provinciale di Ascoli Piceno, coordinato dalla locale Procura della Repubblica, ad indagare su 9 società, 4 italiane [ubicate a Roma, Catania, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto (AP)] e 5 estere (operanti negli Stati Uniti, nella Repubblica Dominicana, in Nuova Zelanda e in Austria). 

Truffa e abusivismo finanziario le fattispecie sin ora individuate, ascritte a diverso titolo, in capo a 10 persone, residenti in distinte località dell’Italia; si parte dal piceno (Ascoli Piceno, Castel di Lama, San Benedetto del Tronto e Monteprandone) per arrivare a Bolzano, Roma, Tivoli (RM), Guidonia Montecelio (RM), Palma di Montechiaro (AG) e Orvieto (TR).

Soggetti per lo più amministratori delle predette società, operanti in diversi ambiti, dalla consulenza per la gestione della logistica aziendale e altre attività professionali a quella del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, in una serie di operazioni che, alla fine delle indagini, hanno disvelato una maxi truffa in danno di un centinaio di risparmiatori.

Una raccolta abusiva di denaro che, come ricostruito con riferimento al periodo dal 2015 al 2019, è stata eseguita in assenza di iscrizioni, abilitazioni o autorizzazioni delle Autorità del settore e che è stata quantificata in circa 26,5 milioni di euro, di cui solamente poco più del 50%, come emerso dalle analisi dei flussi finanziari, rimborsati attraverso la simulazione di una parte dei rendimenti di spettanza.

Operazione Santo Domingo: i dettagli

È a gennaio del 2020 che la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno e  le Fiamme Gialle del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Ascoli Piceno chiudono il primo step di quest’indagine, incentrata verso il sodalizio criminale che, attraverso l’offerta di piani d’investimento mediante sottoscrizione di associazioni in partecipazione agli utili di una società di diritto dominicano, attiva nella produzione e coltivazione di cacao e piante tropicali, con la promessa di ingenti e repentini profitti, era riuscito ad ottenere da una cittadina italiana residente a Roma la cospicua somma di 330.000 euro.

Appannaggi e patti non mantenuti; sta di fatto che le vittime, dopo essere state convinte dai promoter a sottoscrivere gli investimenti e ad eseguire i relativi versamenti, non si vedevano corrispondere alcun interesse pattuito dalla società “d’investimento”, che si appropriava dell’intero capitale. 

Persone “comuni”, di ogni professione ed età, inizialmente convinte di aver realizzato “investimenti” sicuri e redditizi e che, dopo vane e reiterate insistenze tese ad ottenere gli interessi promessi, hanno invece capito non solo di essere capitati in un “circolo vizioso” dal quale difficilmente ne sarebbero uscite, ma, soprattutto, di aver verosimilmente perso ogni speranza per poter rientrare in possesso anche dei soli capitali investiti.

Numerose, tra le vittime, anche diverse persone anziane, come capitato, ad esempio, ad una 78enne di Roma, ad una coppia ultra 70enne di Garbara Novarese (NO), ad una 79enne di Aragona (AG), piuttosto che a quella coppia di 80enni di Orte (VT) che aveva “affidato” ai promoter una cifra di “soli” 5.000 euro, probabilmente il frutto dei risparmi di una vita che ancora erano riusciti a preservare fino a quel momento.

Una gestione di denaro per la quale i militari della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno hanno riconosciuto anche le condizioni dell’abusivismo finanziario, il cui art. 166 del “Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” contempla la reclusione da 1 a 8 anni e la multa da 4.000 a 10.000 euro.

Questa seconda fase dell’attività ha portato alla denuncia di 9 persone – di cui 7 già deferite nel precedente mese di gennaio – per i reati di truffa aggravata, e, appunto, abusivismo finanziario.

Un impianto risultato, infine, il classico schema “piramidale” di truffa che richiama il c.d. “Schema Ponzi”, in cui le nuove operazioni di investimento, nella sostanza, servivano solamente a simulare parte dei rendimenti per gli investitori precedenti.

Una gestione di denaro per la quale i militari della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno hanno riconosciuto anche le condizioni dell’abusivismo finanziario, il cui art. 166 del “Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” contempla la reclusione da 1 a 8 anni e la multa da 4.000 a 10.000 euro.

Questa seconda fase dell’attività ha portato alla denuncia di 9 persone – di cui 7 già deferite nel precedente mese di gennaio – per i reati di truffa aggravata, e, appunto, abusivismo finanziario.

E’ infatti di 4 milioni di euro il valore di quanto “assicurato” alle indagini a conclusione dell’operazione “Santo Domingo”: 33 terreni (nel Piceno, a Roccafluvione), 12 immobili (nel Piceno, a San Benedetto del Tronto, Monteprandone e Castel di Lama; nel viterbese, a Montalto di Castro; nell’agrigentino, a Palma di Montechiaro), 18 rapporti finanziari [costituiti da conti correnti, buoni fruttiferi, depositi risparmio, polizze vita e carte prepagate sequestrate a Varese, Mogliano Veneto (TV), Roma, Guidonia Montecelio (RM), Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto (AP), Monteprandone (AP), Castel di Lama (AP)], 3 autovetture [sequestrate a Monteprandone (AP), Castel di Lama (AP) e  Palma di Montechiaro (AG)], un motoveicolo (sequestrato ad Ascoli Piceno), gioielli d’oro (rinvenuti a Roma, depositati presso una cassetta di sicurezza) e quote azionarie di una S.p.A. di Ascoli Piceno.

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